Quantcast
La Douja D’or sorprende anche quest’anno

La Douja D’or sorprende anche quest’anno

1 settembre 2020 | , , ,

Palcoscenico del vino, del cibo e della cultura piemontese. 

Per 4 week-end, dall’11 settembre al 4 ottobre, la sera del venerdì, sabato e domenica Asti e il Monferrato saranno la capitale del vino del Piemonte. In sicurezza grazie alle prenotazioni online e agli accessi contingentati.

Riflettori puntati dunque sulla Douja d’Or 2020, l’appuntamento di settembre più atteso ad Asti e nel Monferrato astigiano, capace di richiamare visitatori, winelover, turisti del gusto e amanti della cultura e della natura da tutta Italia e dall’estero. Protagonisti sono le Istituzioni e gli Operatori privati del territorio, una squadra composta da Camera di commercio di Asti e la sua Azienda Speciale, Piemonte Land of Perfection e Fondazione Asti Musei, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Asti e del Comune di Asti e con la partecipazione del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg, del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, in collaborazione con l’Unione Industriali di Asti e l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.

Rinnovata nella formula, ampliata nel tempo e nello spazio rispetto alle edizioni precedenti (estesa a 4 week-end coinvolgendo Asti e tutto il Monferrato Astigiano) e promossa da una nuova comunicazione il cui visual è liberamente ispirato alle città di De Chirico, la Douja d’Or – il Vino, il Cibo, la Cultura, Il Monferrato offre esperienze variegate alpubblico che ha la possibilità di costruirsi itinerari a misura delle proprie passioni sia alla sera – frequentando gli eventi di Asti dalle 18.00 fino alle 24.00 – che di giorno, nel Monferrato Astigiano.

LA DOUJA D’OR AD ASTI…

Tutto inizia venerdì 11 settembre alle ore 18.00 al Teatro Alfieri, quindi per 4 week-end,  dall’11 settembre al 4 ottobre, dal venerdì alla domenica, la Douja D’Or edizione 2020 avrà come palcoscenico diffuso le suggestive piazze e gli splendidi palazzi storici di Asti, creando un percorso tra vino, cibo e cultura, con numerosi eventi, degustazioni, mostre, iniziative in alcuni casi ricorrenti in ogni week-end, in altri ad arricchire giornate specifiche: tutto il programma degli eventi e le relative istruzioni per accedervi in sicurezza tramite prenotazioni on line sono presenti nel sito www.doujador.it.

“La Douja è una manifestazione che riguarda la nostra terra, il nostro saper fare e produrre. Obiettivi principali sono la valorizzazione dei prodotti del nostro territorio, la crescita e lo sviluppo della nostra provincia, a maggior ragione dopo mesi di lockdown – commenta Erminio Renato Goria, Presidente della Camera di commercio di Asti -. In quest’ottica, oltre 110 esercizi commerciali di Asti e provincia hanno deciso di aderire alla nostra iniziativa ‘Menù della Douja, Piatto della Douja e Aperitivo della Douja’: dalla mappa interattiva presente sul nostro sito www.doujador.it e realizzata con l’istituto Artom, si potrà scegliere tra le numerose proposte enogastronomiche della tradizione e tra i prodotti tipici presentati da ristoranti, agriturismi e bar. L’inaugurazione prevista per l’11 settembre sarà, poi, un momento di dialogo con alcuni giornalisti e stakeholder del settore: grazie alla conduzione della vicedirettrice del Tg5 Cesara Buonamici e alla collaborazione con l’Onav – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, ci confronteremo sul futuro del nostro Concorso enologico nazionale “Premio Douja d’Or“.

Tra gli ospiti d’eccezione partecipanti al dibattito “Concorso Enologico Douja d’Or: verso il futuro”   sono annunciati Luciano Ferraro de Il Corriere della Sera; Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere; Alessandra Piubello, giornalista, giudice, curatrice della Guida Vini Luigi Veronelli e corrispondente di autorevoli riviste estere; Leila Salimbeni, giornalista enogastronomica e coordinatrice editoriale del giornale di vino e lifestyle Spirito di Vino.

Il Vino è il filo conduttore della Douja d’Or e delle sue esperienze’ continua Matteo Ascheri, Presidente di Piemonte Land of Perfection, che rappresenta 14 Consorzi di tutela piemontesi e promuove oltre 44.000 ettari di vigneto, un grande patrimonio enologico costituito da 18 Docg e 41 Doc regionali.  ‘Questo è il primo grande evento del vino piemontese ‘in presenza’ dopo il lock-down, una vetrina imperdibile del meglio della produzione enologica della Regione, cui partecipano tutti i Consorzi attraverso i Produttori, alcuni presenti alla Douja per la prima volta’.

Nella centralissima Piazza San Secondo, Piemonte Land of Perfection allestisce “Piemonte Land alla Douja“, un salotto all’aria aperta in cui accomodarsi, tutti i week-end, e lasciarsi guidare dai sommelier alla scoperta di tutte le denominazioni che rendono celebre il Piemonte nel mondo. In degustazione anche tipologie di vino meno conosciute ma altrettanto uniche, accompagnate da alcuni assaggi di prodotti Dop e Igp tra cui formaggi, salumi e nocciole piemontesi. La Douja 2020 tiene inoltre a battesimo la neonata collaborazione tra Piemonte Land ed il Consorzio Tutela Gorgonzola Dop: un’occasione unica per assaggiare il Gorgonzola in abbinamenti anche insoliti. Sempre in piazza San Secondo nella “Cantina della Douja”, gestita da Piemonte Land, si possono acquistare le bottiglie proposte in degustazione.

Appuntamenti imperdibili per gli amanti del vino sono le 12 Masterclass sui diversi vitigni piemontesi, organizzate da Piemonte Land nel Ridotto del Teatro Alfieri in tutti i fine settimana della Douja d’Or. Un approfondimento sulle denominazioni della regione Piemonte, sui vitigni e sulle uve; un viaggio esclusivo tra i territori culla del patrimonio enoico regionale, con i sommelier professionisti AIS che accompagnano con la loro esperienza il pubblico attraverso l’eterogeneità e la ricchezza dei calici in degustazione.

Guidato dai ragazzi di @CantinaSocial, venerdì 25 settembre Piemonte Land propone un Unconventional Wine Tasting, appuntamento imperdibile all’insegna della condivisione per scoprire i vini piemontesi. Una degustazione sui generis che potrà essere seguita dalla postazione di Piazza San Secondo o direttamente dal divano di casa attraverso i social.

Chiude gli appuntamenti del super Consorzio Piemontese “Let’s talk: vino, arte e comunicazione” – sabato 3 ottobre – incontro digital per parlare di come si è evoluta la comunicazione e il ruolo centrale che ha svolto negli ultimi mesi, del legame con l’arte in tutte le sue accezioni e il grande valore aggiunto che porta al territorio e alle aziende produttrici. Una chiacchierata in orario aperitivo tra @CantinaSocial, alcuni esponenti del giornalismo italiano, stakeholder dell’arte e della comunicazione per fare il punto davanti ad un calice di vino.

Casa Asti in Piazza Roma, la sede del Consorzio dell’Asti Docg, apre le sue porte proponendo, tutti i venerdì e sabatoAlessandro Borghese, il Lusso della semplicità”, esclusiva cena in abbinamento all’Asti spumante, in tutte le sue tipologie, e al Moscato d’Asti Docg per 30 persone, prenotabile sul sito della Douja d’Or. Il celebre chef, Ambassador della denominazione, delle tradizioni, della cultura e dei vignaioli del territorio, sarà presente la sera di venerdì 11 settembre. Protagonista delle domeniche sera è “AstiCocktail” con il bar tender Nicola Mancinone de “Il Confessionale” che propone 3 cocktail a base Asti e Moscato d’Asti Docg in abbinamento alle tipicità alimentari del territorio dai salumi, ai formaggi, frutta e dolci. A disposizione dei visitatori è anche il “Tour di Asti e delle aziende dell’Asti Docg”, una mezza giornata in vigna presso le aziende produttrici di Asti Spumante e Moscato d’Asti Docg, oppure un percorso culturale nella città di Asti al termine del quale degustare una coppa dei vini e spumanti dell’Asti Docg in purezza o miscelato, in un locale tipico di Asti.  Infine una Masterclass dedicata ai grandi vini aromatici del territorio, venerdì 18 settembre al Ridotto del Teatro Alfieri.

Nei giardini di Palazzo Alfieri, circondati da un’atmosfera che richiama i colori, il paesaggio e il territorio dei vini del Monferrato, gli ospiti del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato con “Douja del Monferrato” tutte le serepossono spaziare tra i grandi vini, bianchi e rossi del territorio eventualmente accompagnandoli con una box di stuzzicherie, presso isole tematiche organizzate nel rispetto del distanziamento e accessibili, come tutti gli altri eventi, a ingressi limitati per slot orari da prenotare sul sito della Douja d’Or.

Focus sulla Barbera, la regina del Piemonte, anche nella Masterclass dedicata al vitigno più coltivato sulle colline meglio esposte del territorio, venerdì 11 settembre al Ridotto del Teatro Alfieri per scoprire le diverse sfumature del Barbera d’Asti, Barbera d’Alba, Monferrato e Nizza.

Palazzo Ottolenghi, tutti i venerdì e sabato, ospita “La Douja del Vermouth”, una serie di degustazioni che hanno come elemento catalizzatore il Vermouth, il vino aromatizzato la cui produzione ha forti radici storiche nella provincia di Asti. In assaggio 5 prodotti in miscelazione (cocktail a base vermouth) o 5 vermouth in purezza con momenti di didattica e con il racconto di curiosi aneddoti sui cocktail proposti. Sabato 19 settembre e sabato 3 ottobre sono dedicati a “Esperienza Vermouth”, evento in cui si ripercorre la storia millenaria del Vino Aromatizzato, dalle sue origini fino alle forme più moderne, durante il quale i partecipanti realizzano il proprio vermouth personalizzato.

‘Oltre al Vino, la Cultura è l’altra protagonista della Douja d’Or 2020, nelle sue diverse dimensioni, dai Beni culturali alle Mostre – sottolinea Mario Sacco, Presidente della Fondazione Asti Musei… ” Asti, città dell’accoglienza in sicurezza, consente al pubblico di visitare durante la giornata i monumenti, i palazzi storici e i poli museali della città, ampliando l’esperienza anche al territorio astigiano. L’obiettivo – prosegue Sacco – è valorizzare le eccellenze artistiche, culturali ed ambientali del nostro comprensorio in maniera integrata”.

Inaugura venerdì 18 settembre, e sarà in esposizione nelle eleganti sale di Palazzo Mazzetti fino al 17 gennaio 2021, la mostraAsti, città degli arazzia cura della Fondazione Asti Musei. L’antica e rinomata arte arazziera, parte integrante del tessuto artistico e culturale di Asti, vede la nascita del primo laboratorio di tessitura di arazzi con telai ad alto liccio grazie ad Ugo Scassa che porta la manifattura astigiana alla ribalta vincendo, nel 1960, il prestigioso concorso per la decorazione del Salone delle feste di Prima Classe della nave Leonardo Da Vinci. La mostra raccoglie oltre 20 arazzi provenienti da collezioni pubbliche e private tra cui Apollo e Dafne di Corrado Cagli, Composizione astratta nata dall’amicizia di Scassa con Paolo Conte, lo stendardo della Provincia di Asti e il bellissimo Palio progettati da Ugo Scassa, una selezione di arazzi di Vittoria Montalbano, tra cui la Scoperta dell’America, e l’incredibileesplosionefloreale F. Bomb.

La città di Asti, vanta una storica e interessante esperienza nel campo del vino biologico. E’ un Moscato d’Asti nel 1992, il primo vino biologico certificato in Italia e ad Asti e da almeno un quindicennio si svolge ogni anno “Vinissage” – il Salone del vino biologico, animato dai piccoli vignaioli bio piemontesi. Esperienze naturali tra Pellegrino Artusi e le vigne bioè l’evento proposto dall’Associazione produttori di vino biologico sabato 3 ottobre alle 18.30 presso la Sala Platone del Palazzo Comunale di Asti. In occasione del bicentenario della nascita dell’autore del primo codice alimentare, una degustazione guidata tra i vini cru biologici Astigiani in abbinamento a una specialità gastronomica preparata secondo l’Artusi.

 … LA DOUJA D’OR NEL MONFERRATO

Novità della Douja d’Or 2020 è l’ampliamento della manifestazione a tutto il territorio provinciale con l’obiettivo di coinvolgere direttamente anche le imprese vitivinicole, della ristorazione, dell’accoglienza e del turismo che operano nel comprensorio, con l’obiettivo di rilanciare l’economia dell’intera filiera enoturistica e gastronomica astigiana e piemontese.

Sono oltre 110 gli esercizi commerciali, tra ristoranti, agriturismi e caffè di Asti e del Monferrato Astigiano che hanno aderito all’iniziativa della Camera di commercio di Asti Piatto della Douja (piatto di norma non in menù, creato per l’occasione con l’obiettivo di interpretare in modo autentico e originale una ricetta del territorio, anche antica, cui abbinare un calice di vino piemontese), Menù della Douja (proposto dal ristoratore scegliendo tra i piatti in carta quelli che rispondono in modo più autentico e veritiero al recupero della tradizione gastronomica del Monferrato, e del Piemonte più in generale, da abbinare a un massimo di tre vini piemontesi), Aperitivo della Douja (proposta con vini riferibili al Piemonte che devono esaltare il territorio di cui sono espressione, accompagnati da un piattino di prodotti tipici dell’astigiano e del Monferrato).

In prima linea in questa offerta di ‘esperienze turistiche integrate’ è L’Ente Turismo Langhe, Monferrato, Roero che contribuisce alla Douja d’Or 2020 organizzando le informazioni del ricco palinsesto di iniziative e percorsi che si svolgono nel Monferrato Astigiano nel periodo della manifestazione. Vivere la Douja d’Or 2020 in modalità diffusa su tutto il territorio grazie agli Itinerari Astesana tra paesaggi, arte e gusto, i Sentieri Gastronomici da percorrere zaino in spalla o e-bike, gli originali Experience Days proposti da Sistema Monferrato e tutti gli eventi sul territorio che si svolgono in concomitanza con la Douja d’Or.

L’obiettivo è invogliare i visitatori, che hanno colto l’occasione dei voucher della Regione Piemonte, a fermarsi sul territorio per scoprire, ognuno secondo le proprie inclinazioni, il meraviglioso ambiente del Monferrato astigiano, patrimonio UNESCO.

In questo gioco di squadra territoriale piemontese entrano a far parte del programma della Douja d’Or – grazie all’iniziativa del Consorzio dei Vini d’Acqui – anche gli Acqui Wine Days, inedita manifestazione che per tre giorni – da venerdì 25 a domenica 27 settembre – valorizzerà vini, cibi e produzione artistica acquese, protagoniste le bollicine dell’Acqui Rosè, nuova scommessa dei Produttori del territorio.

Informazioni e prenotazioni per tutti gli eventi su www.doujador.it

I formaggi Piemontesi a cui non si può rinunciare

I formaggi Piemontesi a cui non si può rinunciare

19 agosto 2020 | , , ,

Per quanto riguarda le eccellenze casearie di certo il Piemonte ricopre un ruolo di primo piano nella produzione dei formaggi. Toma, Bra, Castelmagno, Paglierina, Maccagno e Montebore sono i primi dell’indice dei formaggi piemontesi da assaporare, esistono bontà millenarie che raccontano storie grandi e infiniti sapori  

Merita senza alcun dubbio un breve viaggio alla scoperta di prodotti eccezionali.

Pasta dura o molle, freschi o stagionati. La varietà dei formaggi piemontesi è davvero lunga, tanto che si contano più di 30 prodotti caseari della regione. Di questi, ben 9 sono stati considerati meritevoli di fregiarsi del marchio DOP. Abbiamo selezionato la nostra personale lista dei formaggi piemontesi a cui non si può rinunciare. Ecco quali sono i formaggi degni di nota, e i più pregiati da degustare come non ci fosse un domani.

 

Bra Morbido

Il Bra

Uno dei formaggi più deliziosi e noti in Italia, prende il nome dalla cittadina, Bra, in provincia di Cuneo dove viene prodotto. Ne esistono due versioni, duro e tenero, inoltre hanno un metodo di produzione leggermente differente, soprattutto una diversa stagionatura, circa 45 giorni per il tipo Tenero, arriva invece a 180 giorni per quello Duro. Il Bra duro si presenta con una crosta dura, una pasta di color giallo paglierino e un aroma molto saporita, il secondo ha invece una pasta tenera, un colore che sfocia sul bianco e un gusto più delicato.

 

Raschera

La Raschera

Presidio Slow Food, è un formaggio che ha origine dai pascoli di alpeggio attorno alle Alpi Marittime e nelle circostanti Valli monregalesi in Provincia di Cuneo. La pasta è semidura di latte vaccino, viene stagionato almeno 30 giorni, il sapore è moderatamente piccante, per via delle sue goderecce caratteristiche è largamente apprezzato anche come ingrediente in cucina. Il formaggio ha origine alla fine del 1400, allora esisteva un contratto d’affitto in cui si pretendeva dai pastori della zona di Pamparato un pagamento con le forme di Raschera.

 

Robiola

La Robiola di Roccaverano

La Robiola di Roccaverano Dop è una variante della classica Robiola delle Langhe, viene prodotta con latte crudo scremato misto (caprino al 50%, vaccino e ovino) ed è l’unica disponibile in inverno. Ha bisogno di almeno tre giorni di stagionatura fino oltre i trenta. La pasta ha un color avorio, il sapore è leggermente acidulo. La mostarda d’uva (chiamata cougnà nel Cuneese) è l’accompagnamento per eccellenza.

 

Castelmagno-alpeggio

 

Il Castelmagno

E’ contrassegnato da un marchio che ricorda una croce occitana, ha un sapore forte, che si addolcisce se va accompagnato con mieli o confetture. E’ prodotto tutto l’anno in tre minuscoli comuni della Val Grana, in provincia di Cuneo; Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana. Si adopera latte vaccino scremato crudo, la pasta è semidura paglierina e granulosa, con erborinatura blu-verdastra dopo la stagionatura, che avviene all’interno di grotte naturali di tufo, che gli conferiscono la famosa aroma  intensa.

 

Montebore

Il Montebore

Un formaggio quasi perduto. Il Montebore era prodotto e gustato già nel XII secolo, fonti storiche narrano che nel 1489 venne servito al pranzo di nozze tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona.

Agli inizi degli anni Ottanta rischia l’estinzione quando le montagne dell’Appennino si spopolano. Il ritorno si deve a a Slow Food e a Maurizio Fava, che contatta Carolina Bracco, l’ultima donna che sapeva produrlo. Grazie a loro riparte a fine anni Novanta, e  oggi è disponibile grazie al lavoro della Cooperativa Vallenostra.

Si produce a Mongiardino Ligure, e in Val Borbera territorio alessandrino. Il Montebore è una sovrapposizione di tre o cinque strati di formaggio che si fondono l’un con l’altro. Viene realizzato con latte misto crudo, la pasta è morbida di colore bianco. Si può consumare fresco, oppure dopo una stagionatura che dura fino a quattro mesi.

 

La Toma Dop

E’ il tipico formaggio piemontese, prodotto con latte vaccino, presenta caratteristiche gustative diverse a seconda se si tratta della produzione tradizionale ottenuta a partire dal latte intero o della variante semigrassa ottenuta con latte scremato. Nel primo caso la crosta è elastica e liscia con un color bruno rossiccio, dipende dalla stagionatura, mentre la pasta ha un colore giallo paglierino, il sapore ha una aroma delicata dolce e gradevole. Nella variante semigrassa la crosta è poco elastica, ha un colore paglierino carico al bruno rossiccio, il sapore è intenso ed armonico, di aroma fragrante che diviene più caratteristico con la stagionatura. E’ l’unico formaggio DOP la cui produzione si estende in tutto il territorio regionale in quanto la zona di provenienza del latte, di trasformazione, stagionatura ed elaborazione del formaggio Toma Piemontese comprende l’intero territorio amministrativo delle province di Cuneo, Torino, Biella, Vercelli, Novara e Verbania e alcuni comuni in provincia di Asti.

 

Il grande patrimonio dei formaggi piemontese deve la sua varietà ai tantissimi allevamenti di piccole e medie dimensioni, la loro bontà era apprezzata sino dal tempo dei Romani che viene documentata da numerose fonti. Nelle zone collinari, prealpine e alpine della regione si riproducono e pascolano diverse razze, la maggior parte autoctone di mucche, ovini e caprini. E’ proprio grazie alle radici storiche e di origine di molte produzioni, oggi si susseguono alle diverse generazioni che portano avanti le tradizioni secolari, i formaggi piemontesi sono alcuni dei segni distintivi che esprimono il territorio Piemontese.

La Griglia di Varrone: Scoprila a Pietrasanta New Openig

La Griglia di Varrone: Scoprila a Pietrasanta New Openig

15 giugno 2020 | , , ,

La griglia di VARRONE se vivi a Milano non puoi non conoscerla, è una istituzione in fattore carne, la Ferrari delle griglie, quella della tradizione di Massimo Minutelli si contraddistingue sempre, in primis per la materia prima, stessa formula, stesso nome e gli strumenti giusti.

Un volto tre griglie, Massimo Minutelli triplica la Griglia di Varrone a Pietrasanta come le sue gemelle di Milano e Lucca, il menù prevede delle proposte uniche del panorama carnivoro italiano.
Doppia sfida quindi, alla Corte Lotti, una realtà perfetta per rispettare le regole del momento, quelle scritte e quelle del buonsenso, che spinge i ristoratori a cercare soluzioni in grado di rendere non solo sicura ma anche serena l’esperienza dei clienti.

 

Varrone – Massimo Minutelli

Pietrasanta è partita il 12 giugno sotto la guida del suo patron in persona, il suo QUID è quel mix di fantasia, ricerca e creatività che gli ha permesso di arrivare a livelli molto alti, equilibrio perfetto per far decollare un ristorante, che certamente alza la media dei ristoranti carnivori italiani.
A dirigere il ristorante milanese, aperto per il momento solo a cena e chiuso la domenica, è sempre Tony Melillo, braccio destro di Massimo, volto di via Tocqueville e garanzia di un’accoglienza impeccabile.
I piatti iconici, ovvero quello che più hanno letteralmente conquistato le papille gustative dei moltissimi clienti, ecco le famosissime:

Gran sushi: nighiri e uramaki di diverse razze bovine
Pluma di joselito; midollo di bue con pane caldo
Wagyu e Fassona Piemontese
Gran crudo (10 piccole tartare di razza bovina Piemontese)
Pastrami di puro Black Angus nel pan de cristal;
Black Angus Usa Prime e la Rubia Gallega

 

Ma non c’è articolo, frase ben descritta e foto che possa raccontare al meglio Le Griglie di Varone. Per capirlo bisogna andarci. Tanti applausi è visita obbligatoria.

 

La Griglia di Varrone, Pietrasanta
Via Oberdan (ingresso da Corte Lotti)
Pietrasanta (LU)
Per prenotare 347 531 2804

CANNATA sicilian Bakery

CANNATA sicilian Bakery

26 settembre 2018 | ,

CANNATA sicilian Bakery, il primo pensiero è voglia di pane e sapori siciliani, perché chi in Sicilia c’è nato può di certo raccontarvi quali sono i sapori originari, quei profumi che sono tuoi, ricordi di una terra che ti appartiene. Antiche, antiche sono le ricette, maestria è l’amore per chi sa sfornare il pane e mescolare quegl’ingredienti, allora ho chiuso gli occhi e assaggiato il pane e molto altro.


Sicilia bedda, qualcuno direbbe.  Mare, sole, cibo, è un continuo tripudio di sapori se a tavola ci sediamo, basterebbe solo questo per decidere di fare un viaggio nella regione con il repertorio gastronomico più ampio d’Italia, ma se le distanze sono una barriera niente paura, la famiglia Cannata panificatori da 4 generazioni portano la loro Sicilia a Milano, non solo pane, nasce un punto di riferimento per ogni ora della giornata dalla colazione fino all’aperitivo, che cosa troviamo?

CANNATA sicilian Bakery


 


 

Innanzi tutto la famosissima brioche “co tuppu” e vi assicuro che è VERAMENTE difficile trovarne una fatta come in Sicilia, altre tipologie di cornetti, lei la regina delle colazioni estive; la “granita”, l’emblema della tavola calda, l’arancino prodotto con riso catanese. (Abbiamo assaggiato il new entry una versione omaggio a Milano con l’ossobuco). E ancora calzoni e “pitoni” con varie farciture, focaccia messinese, pizza, pane con olive e mandorle, cannoli, biscotti tipici, e pane caldo dell’ultima sfornata serale.

 


 

CANNATA sicilian Bakery


Lo street food è un modo tutto nostro quotidiano in Sicilia, le braciole messinesi la caponata, la parmigiana di melanzane, a Messina come in tutta la Sicilia le ricette sono orgoglio collettivo, tramandate come in una favola, “ c’era una volta”…

Tommaso Cannata è stato eletto come il miglior fornaio siciliano nel 2016 e continua a decretarsi un must nel territorio, riuscirà ad essere un fuori classe anche a Milano?

 

CANNATA sicilian Bakery


 

Cannata Sicilian Bakery Corso Indipendenza, 5 (ang. via Ciro Menotti) – Milano

+39 027380400 Facebook @cannatasicilianbakery

Instagram @iamtommasocannata

http://Cannata Sicilian Bakery