Quantcast
TheFork stila la classifica delle migliori terrazze in Europa e Italia

TheFork stila la classifica delle migliori terrazze in Europa e Italia

10 giugno 2019 | ,

TheFork, ci rivela l’esperienza gastronomica nei ristoranti con terrazza, realtà che ci danno la possibilità di vivere una emozione singolare, data dalla fusione del piacere del gusto e dall’essere immersi in un panorama indelebile.

Durante la bella stagione il piacere di godere di una vista straordinaria aumenta, in Italia c’è un incremento del (16% delle ricerche totali), mentre ci sono casi come la Spagna e il Portogallo dove le ricerche di ristoranti con terrazza sono più frequenti a pranzo.

La scelta del menù è stagionale, ci piace rispettare i ritmi della natura, con un picco di preferenza per la cucina mediterranea.

Qui abbiamo l’opportunità di sapere la classifica.

Top 10 Italia

Top of the Carlton (Venezia)

Nel cuore di Venezia all’interno dell’Hotel Carlton on the Grand Canal, una terrazza meravigliosa ed elegante, dove godere di un’ottima vista sulla città gustando specialità veneziane e mediterranee accompagnate da un cocktail.

M89 Terrace (Milano)    

Ristorante panoramico al sesto piano dell’omonimo hotel, offre un’attenta cucina mediterranea, gode di una fantastica vista e di un’atmosfera accogliente e rilassante.

La Terrazza di Via Palestro (Milano)

La Terrazza di via Palestro si affaccia sugli splendidi giardini di Porta Venezia, la cucina offre ai suoi ospiti specialità in grado di soddisfare anche i palati più esigenti, con menu decisamente variegati, composti prevalentemente da piatti tipici della gastronomia italiana.

Panorama Restaurant La Scaletta (Firenze)

Un angolo di relax con vista sui tetti di Firenze dove gustare piatti di cucina creativa o classici della tradizione come la fiorentina.

La Terrazza dei Papi (Roma)

A poca distanza dalla Stazione Termini, in una zona di Roma caratterizzata da ritmi spesso frenetici, esiste una piccola oasi di tranquillità nella quale poter gustare piatti ispirati alla cucina mediterranea. La Terrazza dei Papi, splendido rooftop garden situato in via Carlo Alberto, grazie al suo strategico posizionamento offre una vista a 360° della capitale. Qui lo chef e la brigata di cucina propongono piatti che partono dalla cucina regionale del nostro Paese e da quella mediterranea per valorizzare le materie prime.

Note di Cucina (Milano)

Terrazza interna a una classica corte milanese. Anche la cucina è rustica e all’insegna della tradizione: ottima pasta fresca e ripiena da abbinare al condimento preferito e una selezioni di carni.

Latitude 45 (Milano)

Ristorante con terrazza situato all’ottavo piano, con vista mozzafiato sul Duomo, dove gustare ottima pasta fresca fatta in casa e molti altri classici italiani reinterpretati in chiave moderna e creativa, realizzati con prodotti locali, freschi e di stagione.

VII Coorte (Roma)

Nell’immaginario collettivo Trastevere è probabilmente il quartiere più conosciuto della capitale. Luogo storico dalle tante viuzze che si incrociano creando un percorso ideale per una passeggiata tra i rumori e i colori di Roma, è anche un territorio ad alta densità ristorativa, non sempre di qualità. Ma non sono pochi gli indirizzi da segnare in agenda per gli appassionati del gusto. Tra questi merita una menzione il ristorante “VII Coorte”, situato proprio nel cuore del quartiere, che dispone di una terrazza dove poter pranzare o cenare immersi in una vera e propria cartolina. Lo chef propone i piatti della tradizione, i sapori forti dei grandi classici, alternandoli a creazioni a base di pesce.

 

 

La Terrazza Del Re (Napoli)

Stagionalità e territorio, materie prime dalle origini antiche e tecniche moderne: si parte dalla tradizione per rivisitazioni sul tema. Tutto da gustare sulla bellissima terrazza nel cuore di Napoli.

Ham Holy Burger Roma Termini (Roma)

Panini al latte per gli hamburger freschi e carne di razza Fassona piemontese, nata e cresciuta in allevamenti di Presidio Slow Food, sono gli elementi distintivi di questa nota catena ristorativa. A Roma Termini si colloca al primo piano, sulla terrazza con una bella vista sui binari. Apprezzato dai viaggiatori che vogliono concedersi una pausa prima della prossima partenza.

 

Top 20 in alcune delle principali città europee

Dispensa (Barcellona)

173 Rooftop Terrace (Barcellona)

L’Adresse (Ginevra)

Aduana – Gran Meliá Fénix (Madrid)

Top of the Carlton (Venezia)

Carlos Baena (Siviglia)

Golf Hotel René Capt (Montreux)

Septima Restaurant & Cocktail Bar (Madrid)

128 Rambla Restaurant- Hotel Rivoli (Barcellona)

Scotta! (Parigi)

Aromas da Beira Baixa (Lisbona)

M89 Terrace         (Milano)

La Isabela – Hotel 1898 (Barcellona)

The MOOD Rooftop Terrace – Hotel The One (Barcellona)

Le Cercle Rouge (Marsiglia)

Santa Bica – Eat, Drink, Sleep (Lisbona)

Art Café (Strasburgo)

La Réserve (Strasburgo)

Palacio de Cibeles (Madrid)

Panorama Restaurant La Scaletta (Firenze)

 

Top 10 città per città ITALIA MILANO

M89 Terrace

Ristorante panoramico al sesto piano dell’omonimo hotel, offre un’attenta cucina mediterranea, gode di una fantastica vista e di un’atmosfera accogliente e rilassante.

La Terrazza di Via Palestro

La Terrazza di via Palestro si affaccia sugli splendidi giardini di Porta Venezia, la cucina offre ai suoi ospiti specialità in grado di soddisfare anche i palati più esigenti, con menu decisamente variegati, composti prevalentemente da piatti tipici della gastronomia italiana.

Latitude 45

Ristorante con terrazza situato all’ottavo piano, con vista mozzafiato sul Duomo, dove gustare ottima pasta fresca fatta in casa e molti altri classici italiani reinterpretati in chiave moderna e creativa, realizzati con prodotti locali, freschi e di stagione.

Note di Cucina

Terrazza interna a una classica corte milanese. Anche la cucina è rustica e all’insegna della tradizione: ottima pasta fresca e ripiena da abbinare al condimento preferito e una selezioni di carni.

Terrazza Gallia

Al settimo piano dell’hotel Excelsior Gallia, una delle più belle terrazze di Milano, vis à vis con la monumentale facciata della Stazione Centrale. La cucina vede la prestigiosa consulenza dei tristellati Enrico e Roberto Cerea (Da Vittorio, Bg), che hanno scelto i fratelli campani Vincenzo e Antonio Lebano come resident chef per le loro capacità, affinate con varie esperienze importanti. Il risultato è una cucina di timbro mediterraneo, piatti accattivanti e colorati dai sapori netti.

VENEZIA

Top of the Carlton

Nel cuore di Venezia all’interno dell’Hotel Carlton on the Grand Canal, una terrazza meravigliosa ed elegante, dove godere di un’ottima vista sulla città gustando specialità veneziane e mediterranee accompagnate da un cocktail.

La Calcina

Un ambiente curato e informale con un’incantevole vista sul Canale della Giudecca, dove assaporare pietanze tipiche della tradizione veneziana e mediterranea e proposte vegetariane.

Sivoli

Un ambiente accogliente, che dispone anche di una graziosa terrazza affacciata sul Canal Grande. Propone un’ampia selezione di specialità culinaria veneziane, preparate utilizzando materie prime fresche e di qualità, portate di cucina internazionale e proposte vegetariane.

Antinoo’s Lounge & Restaurant

All’interno del Centurion Palace Hotel, a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim, offre specialità mediterranee, cucinate rivisitando le ricette della tradizione e impiegando materie prime di assoluta qualità. È l’ideale per una cena romantica con vista su Venezia, grazie alla terrazza dalla quale ammirare la città lagunare.

Mirai

Dal 2013 sul Canale Grande propone l’esperienza del sushi creativo da accompagnare a una ricca varietà di cocktail e a una prestigiosa selezione di tè. Alla gastronomia e al servizio attento si unisce anche l’esclusività della terrazza sul Canal Grande.

Artemisia

Una terrazza dove cenare in un’atmosfera di grande suggestione, romantica ed esclusiva. La cucina proposta si basa sulla stagionalità e la qualità delle materie prime e spazia da piatti a base di carne alle specialità della cucina veneziana a base di pesce.

Algiubagió

Situato vicino agli imbarchi per le isole, durante la bella stagione permette di sfruttare la suggestiva terrazza con una splendida vista sulla laguna. Il menù parte dalla tradizione veneta per giungere a elaborazioni più moderne, sia di carne sia di pesce.

 

ROMA

La Terrazza dei Papi

A poca distanza dalla Stazione Termini, in una zona di Roma caratterizzata da ritmi spesso frenetici, esiste una piccola oasi di tranquillità nella quale poter gustare piatti ispirati alla cucina mediterranea. La Terrazza dei Papi, splendido rooftop garden situato in via Carlo Alberto, grazie al suo strategico posizionamento offre una vista a 360° della capitale. Qui lo chef e la brigata di cucina propongono piatti che partono dalla cucina regionale del nostro paese e da quella mediterranea per valorizzare le materie prime.

VII Coorte

Nell’immaginario collettivo Trastevere è probabilmente il quartiere più conosciuto della capitale. Luogo storico dalle tante viuzze che si incrociano creando un percorso ideale per una passeggiata tra i rumori e i colori di Roma, è anche un territorio ad alta densità ristorativa, non sempre di qualità. Ma non sono pochi gli indirizzi da segnare in agenda per gli appassionati del gusto. Tra questi merita una menzione il ristorante “VII Coorte”, situato proprio nel cuore del quartiere, che dispone di una terrazza nella quale poter pranzare o cenare immersi in una vera e propria cartolina. Lo chef propone i piatti della tradizione, i sapori forti dei grandi classici, alternandoli ad altre creazioni a base di pesce.

Mater Terrae

Roma è ricca di bellissime terrazze dalle quali poter ammirare un incantevole panorama e in molti casi queste terrazze ospitano ristoranti prestigiosi ed eleganti. Questa regola è confermata dal Mater Terrae, locale situato all’interno dell’Hotel Raphael. Siamo in pieno centro, a pochi passi da via dei Coronari e soprattutto da Piazza Navona. La vista dall’ultimo piano della lussuosa struttura spazia dalla cupola di San Pietro a Piazza Venezia e rende davvero unica l’esperienza gastronomica. La cucina proposta è creativa e soprattutto vegetariana, con piatti realizzati utilizzando prodotti biologici e di grande qualità.

Ham Holy Burger Roma Termini

Panini al latte per gli hamburger freschi e carne di razza Fassona piemontese, nata e cresciuta in allevamenti di Presidio Slow Food, sono gli elementi distintivi di questa nota catena ristorativa. A Roma Termini si colloca al primo piano, sulla terrazza con una bella vista sui binari. Apprezzato dai viaggiatori che vogliono concedersi una pausa prima della prossima partenza.

I Sofa Bar Restaurant & Roof Terrace

Via Giulia è una strada centrale e suggestiva non molto lontana da Campo de’ Fiori e Piazza Navona. Qui si trova un locale di grande eleganza, impreziosito da una terrazza che offre una bellissima vista sulla città eterna. In cucina la parola d’ordine è “stagionalità” ma anche la tradizione romana ha un ruolo importante, sia per quel che concerne le ricette sia per i prodotti sovente ricorrenti nei grandi classici.

Cucina Eliseo

Via Nazionale è una importante arteria della capitale, che dalla zona vicina alla Stazione Termini conduce sino a Piazza Venezia, collegando due luoghi nevralgici di Roma. Su questa elegante via c’è il Teatro Eliseo, al cui interno è situato il ristorante Cucina Eliseo, luogo estremamente raffinato, con uno spazio all’aperto ideale per pranzare o cenare nei mesi più caldi. In cucina grande importanza è data al territorio con prodotti a km zero e alla sostenibilità con la filiera corta e la biodiversità.

Thien Kim Roof Garden

Dotato di una piacevole terrazza panoramica con tavoli all’aperto, il ristorante Thien Kim Roof Garden, offre cucina tipica vietnamita ed è arredato in stile etnico.

C1B0

A Montesacro una vera e propria oasi in città dove godersi il classico comfort food americano. Gustosa carne di scottona e fritti con salse ideali per i più golosi, innaffiati da birre di qualità. Piacevolissima la terrazza.

Roof garden

Posto sulla terrazza panoramica con vista sui Fori Romani dell’Hotel Forum, offre un’ampia varietà di piatti e prelibatezze nazionali e internazionali, abbinando all’offerta culinaria una lunga lista di vini all’altezza dei migliori ristoranti della capitale.

Gaetano Costa Le Roof

Roma Nord, Parioli: la vista mozzafiato su Piazza Euclide è sicuramente uno dei punti di forza del ristorante Gaetano Costa Le Roof, a breve distanza da Villa Glori e da altri luoghi simbolo del famoso quartiere. Al settimo piano del rinnovato Gran Hotel Ritz lo chef propone creazioni gourmet in un ambiente curato in ogni particolare, nel segno di una raffinata eleganza.

FIRENZE

Panorama Restaurant La Scaletta

Un angolo di relax con vista sui tetti di Firenze dove gustare piatti di cucina creativa o classici della tradizione come la fiorentina.

Alla Torre de Rossi

Ristorante con una delle viste panoramiche più belle di Firenze, dispone di 2 terrazze, la principale con vista sulla Cupola del Brunelleschi e Palazzo Vecchio, l’altra con vista sulla Basilica di Santo Spirito e Forte Belvedere. La cucina offre una scelta di prodotti a km zero e piatti tipici del territorio.

Floret – Artisan Kitchen & Bar (inside Luisa Via Roma)

La Terrazza by Floret è il nuovo spazio nello Store di LuisaViaRoma a Firenze. Una caffetteria, un ristorante, un juice bar e un co-working, il luogo perfetto per rilassarsi e ricaricarsi. Il menù offre scelte per tutti i gusti, che nascono da una fusione di culture e ingredienti di prima qualità: da piatti come acai, budino di chia, uova in camicia su avocado, insalate e torte crude, alla pasta fatta in casa e ai formaggi.

Lo Strettoio

Ospitato negli spazi di villa Le Lepricine, un antico palazzo fortificato del 1200 arroccato su una delle colline che circondano Firenze, gode di una magnifica terrazza che si affaccia sulla città e da cui si può godere di una vista a 360 gradi. La cucina toscana, nei sapori e nelle consistenze, domina il menù. Ma non disdegna gli accenti creativi, soprattutto negli abbinamenti e nella composizione dei piatti.

Sine Ristorante Gastrocratico: Roberto Di Pinto Ce Lo Racconta

Sine Ristorante Gastrocratico: Roberto Di Pinto Ce Lo Racconta

27 maggio 2019 | , , ,

Il potere del cibo ci rimanda a tante storie, che narrano in ogni luogo la saggezza, un legame indissolubile, una storia da gustare e tramandare, perché la storia di un popolo passa attraverso il cibo.

 

“Sine Ristorante Gastrocratico” si potrebbe leggere così; Senza l’arte in cucina il suo potere non ci conquista.

 

Roberto Di Pinto ridefinisce l’arte in cucina con le sue idee pulite, ma non troppo, come l’arte non è mai semplice. I legami solidi partono dalle proprie radici, che portano a tavola sapori autentici, da lì ci costruisci tutto il resto, Di Pinto ha la fortuna di essere Campano, terra di grandi tradizioni culinarie, la sua cucina torna alle origini per riscoprire un rapporto intimo che coniuga in diverse interpretazioni.

Tutto riparte da Sine il suo nuovo singolare ristorante, è stato molto interessante chiacchierare con lui e assaporare la sua cucina.

 

Come è nato Sine? Perché Gastrocratico e quali sono state le motivazioni che hanno spinto il progetto?

Sine è nato nella mia testa ogni giorno, lavoravo ancora al Bulgari è l’idea mi accompagnava costantemente, lavorando nel mondo del lusso per tanti anni mi ha dato un imprintig settoriale, in questo caso i dettagli importanti per me nascono in primis da eliminare il superfluo. Sine come eliminare, Gastrocratico l’ho elaborato per unire il potere del cibo al piacere democratico di fare una esperienza gourmet senza spendere cifre esorbitanti. Il mio ristorante è votato per la continuità della clientela, non vuole essere un experience.

 

La fama di un ristorante si fa con ?

La fama si coltiva giorno per giorno, ha bisogno di cure, attraverso la costanza, il passaparola dei clienti, l’unione di ogni aspetto, la cucina da sola non basta. Riguardo noi, ognuno contribuisce per importanza alla stessa maniera, niente esibizioni, la cena è del cliente, questo per noi è il primo comandamento. La fama è composta da tante garanzie…

 

Quali sono a suo giudizio i gusti della sua clientela?

Dopo qualche mese di rodaggio, abbiamo recepito che ciò che attrae la nostra clientela è legato alla mediterraneità della mia cucina, che si evolve con gli abbinamenti inconsueti, basati su un gusto familiare nonostante l’innovazione. Abbiamo notato una frizzante curiosità, e una appagante fiducia nel lasciarsi guidare. 

 

Quale rischio deve prendersi uno chef per essere considerato un esempio?

Qui bisogna essere umili nel dire che diventi un esempio quando ammetti di aver bisogno della tua squadra, non parlerei di rischi, non credo ce ne siano quando adotti una certa filosofia.

  

Qual è il proverbio che non l’abbandona mai?

L’ho anche tatuato, ma non è un proverbio, è la mia frase; Peter Pan è ancora vivo, (guardate il mondo con gli occhi di un bambino, scoprirete quanta bellezza c’è nelle cose di ogni giorno).

 

Infine mi dica tre cose che la rendono felice di essere uno chef.

E’ il privilegio di poter fare ciò che ho sempre voluto diventare; uno “Chef”. Mi sveglio la mattina è sono felice di recarmi al lavoro, poi a seguire c’è la comunicazione che ho con la mia clientela, e infine il contatto con gli ingredienti genuini che la terra ci dona, la sensazione di toccarli per poi farli diventare una pietanza mi rende felice.

America Urban BBQ; Street California Milano

America Urban BBQ; Street California Milano

16 maggio 2019 | ,

Negli Stati Uniti il barbecue è un culto della gastronomia, un punto di riferimento per assaporare il meglio della cottura lenta della carne, il barbecue ha una lunga storia è l’essenza americana del sapore del cibo cotto alla griglia.

Il barbecue ha molte tecniche di cottura e variate ricette, il BBQ parte da un processo di affumicatura e ordina una cottura lentissima, che può spingersi oltre le 4 ore a fuoco mediato, sul fuoco grossi pezzi di carne, o ali di pollo che si impregnano in puro piacere, grazie all’effetto aromatico del fumo.

Barbecue e grigliare ovviamente non sono la stessa cosa, c’è una distinzione che negli Stati Uniti d’America, che fa tutta una differenza; tempo e temperatura.

Ronald Marx, è il fondatore di Urban BBQ di Milano, la via non poteva certo smentire la sua arte, “ Via California”, una risata rassicurante, e al via con un format che propone una cucina home-made all’insegna della convivialità, tipica del barbecue all’aperto tra amici.

Un menù a base di pollo, succoso dalla pelle croccante, marinato a lungo nella salsa e cotto alla griglia, da mangiare rigorosamente con le mani, le salse (hot/ super hot/ affumicata e bbq). Zuppe di stagione, chili con carne un classico diffuso su tutto il continente, la vera cesar salad, e poi alta gustosa e soffice la New York Cheesecake, e ancora i supreme brownies al cioccolato, i dessert sono ricchi dalla porzione al gusto, tutto rigorosamente preparato come tradizione casalinga, il fritto e bandito.

Si ordina al banco ma è usuale negli USA, quindi niente lamentele inutili, non c’è servizio al tavolo, si paga, si ritirano le bevande, e ci si accomoda al tavolo, quando il vostro ordine è pronto un disco luminoso che vi è stato consegnato al momento dell’ordine inizierà a suonare interagendo in maniera simpatica con voi, et voilà tutto arriverà in un baleno.

Lo stile del locale è simbolico, rustico e spartano, due sale ad accoglierci e il bancone fulcro delle attività. Con l’arrivo della bella stagione si potrà accomodarsi nel dehors esterno.

L’idea sostenibile

Tutti i contenitori sono biodegradabili, la cura e il rispetto dell’ambiente è fondamentale per allevare in salute gli animali. Per gli amanti del genere non mancheranno eventi country, musica e menù speciali.

L’offerta è rivolta anche ai più piccoli con menù speciali per le famiglie, Inoltre, si potrà ordinare tramite le app di Just Eat, Deliveroo e Glovo.

Mano al portafoglio

Spenderete in media 10/25 € a persona incluso bevande.

Indirizzo: Via California, 15, 20144 Milano MI
Orari: Chiuso ⋅ Apre alle ore 18

Telefono: 02 4963 4514

Kitchen Society: Why Italian sushi?

Kitchen Society: Why Italian sushi?

14 maggio 2019 | ,

Lo sapevate? Il sushi non è solo nipponico, ma esiste a Milano una versione tutta italiana, dove? Al Kitchen Society, se poi siete “sushi lover” il pasto sarà sorprendente. Al comando in cucina c’è Alex Seveso, patron e cuoco, e una grande passione per il suo lavoro, passione che trasmette in unici sushi all’italiana, che conquisteranno i vostri palati.

Kitchen Society

Ecco allora una cucina fatta di abbinamenti con materie prime italiane che creano specialità, si appunto non il solito sushi,  olio extravergine d’oliva, capperi di Pantelleria, pistacchio di Bronte, tartufo bianco, erbe, spezie mediterranee.

Rustico e accurato locale, infatti è ricavato da un loft su due livelli, dove le ampie vetrate su strada lo rendono luminoso, insieme ai richiami dei colori tenui dell’arredamento, vi piacerà il dehor estivo è sempre piacevole accomodarsi all’aria aperta, soprattutto nell’intimità di una via dove regna la tranquillità.

Tra le specialità immancabile c’è il Nigiri rocher, gamberone bruciato al pepe, con granella e crema di pistacchio. Si fanno apprezzare gli imperdibili uramaki; capesante, tonno, crema e granella di pistacchio di Bronte, avocado, emu, salsa teriaky, e semi di sesamo. E ancora, seppia croccante, zucchine, salsa tonnata, coriandolo, emu, salsa teriaky, e semi di sesamo.

 

 

 

 

Sopra ogni cosa vi innamorerete del Totanetto scottato ripieno di riso con peperone su purea di fagioli cannellini al vino bianco.

Totanetto

 

Kitchen Society è un piacere tutto da scoprire, entrerete subito in sintonia con la voglia di un sushi dei vostri gusti; si ma italiano.

Buono a sapersi

Le proposte che non ti aspetti, “risotti fusion” a base di chicchi giapponesi non mantecati e declinati in tante maniere, come la versione gialla allo zafferano a quella con gamberi, avocado e peperoni, e crema di tartufo bianco, e ancora polpo con cavolo cappuccio, avocado, acciughe, parika. Segnaliamo l’insuperabile Pata Negra de Bellota, rigorosamente tagliato al coltello, e servito in tre varianti goderecce, questa è una chicca che veramente non ti aspetti.

 

 

 

Mano al portafogli

Spenderete a persona bevande incluse 50 euro. Inoltre ha un’interessante carta dei vini con referenze particolari.

 

Pata negra burger

 

 

 

 www.kitchensociety.it

Kitchen Society
Via Gerolamo Chizzolini 2
20154 – Milano
Tel. 340.6763939
Chiuso domenica e al pranzo di sabato
Orari cucina: 12-14.30/19.30-23.30

Cova E Bocelli: Il Bagno Alpemare Diventa Protagonista con Cova

Cova E Bocelli: Il Bagno Alpemare Diventa Protagonista con Cova

8 maggio 2019 | ,

I prodotti artigianali della storica pasticceria meneghina saranno disponibili a Forte dei Marmi nello stabilimento balneare Alpemare della Famiglia Bocelli, una carta Dessert ideata per deliziare i palati di una estate 2019 alla soglia del gusto: quello dolce.

 

Un corner sarà dedicato ai selezionati prodotti di pasticceria artigianale, (cioccolatini, lievitati, prodotti da forno), un trionfo di bontà nel rispetto delle tradizioni Cova, il packaging riprende le tinte turchesi dell’elegante struttura Alpemare.

 

Cova Alpemare

 

Il Bagno Alpemare è un bijoux della Versilia, è proprio grazie alla Famiglia Bocelli, che ha ripreso vita in un aspetto tutto nuovo, lo storico stabilimento balneare ha rappresentato da sempre una meta amatissima da grandi personaggi come: i poeti Montale, Ungaretti e D’Annunzio, cantanti, da Edith Piaf a Mina e Ray Charles, Forte dei Marmi e il bagno Alpemare regalano momenti di charme in qualsiasi occasione. Gli oltre due secoli della Pasticceria Cova simbolo di eleganza e di qualità, portano un valore aggiunto, consolidando questa cooperazione in un crescendo di qualità e gusto.

Cova Alpemare

Paola Faccioli, CEO di Pasticceria Cova, nel commentare l’iniziativa dichiara: «Siamo orgogliosi che la Famiglia Bocelli abbia scelto Cova come partner privilegiato di un progetto così prestigioso. La creazione di una Carta Dessert dedicata, in linea con l’offerta gastronomica d’eccezione del ristorante, è stata una sfida che abbiamo accolto con grande entusiasmo e grazie alla collaborazione con Alpemare portiamo per la prima volta la tradizione e l’artigianalità dei nostri prodotti in riva al mare, così gli ospiti possono unire la dolcezza al relax e al riposo estivo.»

Oscar Quagliarini Si Racconta In Una Dettagliata Intervista

Oscar Quagliarini Si Racconta In Una Dettagliata Intervista

3 maggio 2019 | ,

Si sta sempre più diffondendo la voglia di andare a degustare un cocktail, notando le differenze perché ci si è recati in un determinato bar, o dal vostro bartender di fiducia che è diventato un punto di riferimento, come la scelta di mangiar bene e di qualità recandosi appunto nel ristorante di fama.

L’arte di miscelare i cocktail è la chiave del successo di ogni bartender, complessi, di tendenza, o che rispettano l’etichetta, il mondo dei cocktail influenza diversi momenti di piacere che attivano i sensi.

La domanda è? dove bere il drink migliore? Chi sarà il bartender più cool? per essere sempre informati sui cocktail di tendenza, e sul bartender più in voga del momento a Milano, abbiamo incontrato Oscar Quagliarini , uno dei più celebri bartender della sua generazione.

 

Viaggi, aromi, contaminazioni, che si tuffano trasformandosi in sapori inediti nei suoi cocktail. In ogni esperienza in giro per il mondo Oscar Quagliarini ha saputo cogliere il miglior dettaglio e trasformarlo nella sua versione singolare.

Lo abbiamo incontrato in occasione della preview di collaborazione che firma il nuovo menù cocktail de Il Bar, lounge bar e caffetteria sulle terrazze di Rinascente Milano e Palermo.

 

Ecco i tratti distintivi che lo caratterizzano.

I profumi influenzano i suoi cocktail, l’odore perfetto che passa dall’olfatto al gusto e viceversa, dunque quando immagina una fragranza ha già in mente il tipo di cocktail da voler sperimentare? nasce prima la fragranza come musa, o non ha una regola?

Ciò che nasce come prima cosa è il drink. Solo dopo creo la relativa fragranza da abbinare. In questa fase decido il ruolo dell’olfatto, se creare un entree, un continuum o un contrasto.

Se le dico cocktail, quali sono le tre parole che le vengono in mente portando la sua firma?

 Less is more olfatto semplicità e gusto.

Gioco tanto sull’olfatto. In realtà i miei drink sono molto semplici, non superano mai i 4 ingredienti, spesso ne hanno solo 2 0 3. Faccio molta attenzione al gusto e alle bevibilità del drink in maniera tale che il consumatore sia invogliato a berne più di uno e magari a provarne 2 o 3 differenti nella stessa occasione. Questo è possibile perché i mie drink sono sempre semplici, nonostante la ricerca e l’elaborazione attentamente studiate, tanto che il consumatore riesce a distinguere e apprezzare tutti gli ingredienti della ricetta. Per me è una questione imprescindibile, evitare accuratamente le creazioni con troppi ingredienti o con eccessive alterazioni della materia prima. Per me, davvero, lessi s more.

A breve la Drink list del Bar, il cocktail bar nella Food Hall di Rinascente Milano, porterà la sua firma, qual è la versione di Oscar Quagliarini che ha voluto disporre?

Ho creato una speciale lista cocktail traendo ispirazione dalla lunga storia di Rinascente. Ogni cocktail ha una particolare connessione con il piano di riferimento, ad esempio con la profumeria, con quello dell’uomo casual, del luxury donna ma anche con il mondo food al settimo piano proprio dove è situato il Bar.

Food and beverage pairing incomincia ad essere un nuovo stile di bere, qual è lo scopo far diventare la mixology una alternativa al vino di degustazione? Qual è il suo parere a riguardo?

Secondo me assolutamente no, ad esempio, io mangio bevendo vino. La gente non capisce ancora come affrontare il il food pairing. Personalmente ho avuto 3 occasioni con chef importanti: due con Stefano Ciotti del Nostrano di Pesaro e una al Postrivoro con lo chef Emilio Macias di Astrid y Gaston Acurio in Perù. E’ un lavoro davvero complesso, infatti occorre tenere conto che gia il piatto ha una struttura e numerosi ingredienti, di conseguenza il drink da abbinare deve essere semplicissimo e a bassa gradazione alcolica. Le tre cene sono state un successo, ma non nego che per creare le ricette ho dovuto lavorare veramente tanto.

Non a caso la facciamo a lei questa domanda, quando non lavora dove beve un ottimo drink Oscar Quagliarini?

In realtà io solitamente non bevo drink. Bevo solo orange wine e vini naturali. Nelle occasioni in cui ho voglia di un drink solitamente vado sul classico, per esempio scelgo il Martini Cocktail o il Negroni per l’aperitivo mentre il Gin Rickey in serata. In particolare il Martini Cocktail è un’arte, mi piace molto quello da Spaccio Spiriti Alimenti a Senigallia mentre a Milano all’Elira, da Toel a Pigato e da Luca Vezzali da Ugo.

Un’ultima domanda. Diverso è essere ?

Per differenziarsi è necessario essere sé stessi: creare una propria identità nel fare da bere evitando il copia e incolla e di seguire le mode cambiando continuamente il proprio stile. Differenziarsi significa essere coerenti. Alle scuole medie seguivo e imitavo il mio compagno di classe Michele. Un giorno mio padre venne chiamato da collegio perché indossavo una maglietta di Che Guevara e in quell’occasione mi fece un discorso che mi è rimasto dentro sull’importanza di avere una propria personalità. Allo stesso modo mio fratello per me è stato un esempio, per un periodo lo ho seguito molto e a lui devo tanto della mia creatività in quanto è un vero artista e sono contento, nel mio piccolo, di potermi considerare anche io, nel mio piccolo, “un artista”.

 

Grazie Oscar Quagliarini

Chef E Green 2019

Chef E Green 2019

2 maggio 2019 | ,

L’inaugurazione di Chef in Green 2019 ha preso il via nel suggestivo Castello di Tolcinasco, Golf Club d’eccellenza, la quinta edizione riconferma il successo della kermesse, un percorso itinerante che vuole consegnare ai nostri occhi, e al nostro palato la prospettiva di un percorso enogastronomico in evoluzione- tutto insieme al gioco del golf.

Lunedì 29 Aprile oltre 35 chef che si alterneranno negli incontri e nelle cene itineranti, mettendosi in discussione affrontandosi da diverse abilità, è lecito aspettarsi qualcosa in più, siamo soddisfatti di quello che si è visto in campo, gli chef hanno dato del loro meglio alla conquista della buca migliore. A seguire la seconda partenza degli chef, si primeggia in cucina con una serie di prelibatezze che formano una cena gourmet davvero importante.

Roberta Candus, direttore di Golf & Gusto è l’ideatrice e la conduttrice del meeting, conoscitrice della cultura enogastronomica ha reso possibile anno dopo anno la realizzazione di ogni tappa all’interno dei più belli ed esclusi golf club del panorama, coinvolgendo tantissimi grandi nomi delle cucine più autorevoli che si sono sfidati sui green più esclusivi d’Italia, “il gioco del golf fa squadra”, insieme alle ultime novità di Claudio Gatti ed i suoi dolci della via Francigena e Giuseppe Verdi, in una presentazione show di alcuni produttori che seguono questi interessanti appuntamenti.

Chef in Grren si occupa di regalare emozioni attraverso la pura esperienza del gioco, per poi giocare di gusto in cucina, presenti gli Chef stellati Claudio Sadler, Tano Simonato e Felix Lo Basso rivali con i loro ferri da golf, in campo anche Marc Bernardi, chef emergente che cucina a 2000 metri in Val Gardena.

In cucina troviamo chef Giuseppe Lo Presti del ristorante Il Casale, consigliato nella guida Michelin 2018 e Cristian Benvenuto, chef e patron del ristorante La Filanda a Macherio, e poi due new entry ristoranti milanesi Gianluca Rosano del Otivm e Pasquale Frigoli del Bistruccio, mentre con un piatto molto primaverile Sebastian Fitarau della Locanda Sensi di Rivergaro porterà in tavola le novità dell’Eccellenza Ellenica.

“Seduzione”, il pastry-chef Nicolò Moschella, considerato tra i nomi emergenti della pasticceria moderna e premiato come Top Italian Talent Chef 2018.

Gli chef giocano a coppie, “neofiti” e “golfisti”, e possono avvalersi di supporter, golfisti non-chef che partecipano o seguono il gioco. Alla fine di ogni singola gara i partecipanti chef o professionisti accumulano punti, alla fine del torneo chi raggiunge il punteggio massimo viene proclamato vincitore della Chef in Green

 

Menu degli autori della serata

Giuseppe LoPresti- chef  Il Casale di Grimoli, Toscana: “terrina con fegato di coniglio, in arrosto morto, panima arentina, mousse al lardo di Colonnata, coulis di lamponi.

Cristian Benvenuto- chef patron ristorante La filandra, a Marechino: gelato all’olio extravergine d’oliva Zenia con tartare di manzo.

Sebastian Fitarau- chef ristorante la Locanda Sensi, Rivergaro: pasta della Grecia antica, ortiche e menta con asparagi e pecorino.

Gianluca Rosano-chef ristorante Otivm, a Milano: Ravioli cacio e pepe, bottarga di gamberi

Pasquale Frigoli- chef Bistruccio, a Milano: filetto di rombo, plancton nero di seppia e piselli novelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

www.chefingreen.it

C-Style, La Cucina del Sichuan Un Concentrato Di Sapori Piccanti

C-Style, La Cucina del Sichuan Un Concentrato Di Sapori Piccanti

26 aprile 2019 |

C-Style presenta la cucina del Sichuan piena di gusto, mette insieme i pregi delle altre cucine cinesi, dal nord al sud, l’effetto è la vera tradizione cinese, come il detto che non si smentisce; “mangiando in Cina il vero gusto si trova nel Sichuan”.

La tradizione culinaria del Sichuan è tipica della regione della Cina sudoccidentale, si contraddistingue per la tendenza dei sapori forti, sapidi e principalmente piccanti, tutto si riconduce all’utilizzo del peperoncino, zenzero, e il noto “pepe del Sichuan.

Diverse le ricette e diverse le preparazioni, troviamo una forte presenza nella cultura locale del Sichuan dell’utilizzo delle arachidi, pasta di sesamo, germogli di bambù e funghi. I metodi di cottura vedono l’utilizzo della frittura in padella, lunghi brasati, e la cottura a vapore. Di fatto la cucina del Sichuan offre un’esperienza di sette sapori di base: acido, piccante, pungente, salato, dolce, amaro ed aromatico.

 

C-Style, La Cucina del Sichuan

 

Accogliente, ben curato nei dettagli, come la singolare tettoia che ti accoglie all’ingresso come quelle che un tempo adornavano gli accessi di una casa ricca (ora di nuovo di moda per le case di campagna delle famiglie più benestanti).

Nulla è lasciato a caso sedie, tavoli, lampadari e accessori ripropongono fedelmente il tipico arredo della Cina del Sud di 150 anni fa. Così come i lavelli in ceramica del bagno. Fa scena il Gu Zheng, antico strumento simile a una cetra, un tempo suonato dalle orchestre alla corte dell’imperatore, che appartiene da diverse generazioni alla famiglia di uno dei titolari. Ogni ultimo mercoledì del mese una musicista professionista intrattiene gli ospiti suonandone le sue note.

 

C-Style, La Cucina del Sichuan

 

C-Style è tutto un programma, una new entry che arricchisce Milano di un ristorante decisamente interessante, dove poter provare veramente la cucina cinese del Sichuan autentica. Aspettatevi il piccante, il molto piccante, al molto molto piccante, gli amanti del genere lo adoreranno, ovviamente le pietanze presentano tutte l’aroma caratteristica del pepe del Sichuan che gli conferisce un retrogusto che addolcisce.

Alcuni piatti speciali dello chef: Costolette di agnello (con vari peperoncini secchi e verdi). Stinco di Maiale in salsa marrone, la Rana saltata in padella con pollo in salsa di peperoncino rosso, il Pesce arrosto C-Style (con verdure sotto aceto e salsa segreta piccante).

Antipasti Tofu con uova di cent’anni, Trippe bollite e tritate con salsa di peperoncino piccante, il Collo d’anatra al Supergusto (una salsa marinata con olio e pepe verde, il Manzo con aceto e pepe. Tra le portate principali Coniglio in salsa di peperoncini piccanti, Vermicelli saltati con maiale macinato piccante, Stufato di rana con verdure piccanti.

 

 

Intestini di maiale brasati con salsa di soia, Pancetta fritta in brodo con centrifuga di zucca e il riso saltato C-Style (due tipi di riso con salsa ai frutti di mare e gamberi). E ancora molti piatti per vegetariani, dal Taro alla piastra alla Zuppa di tofu con verdure, così come le hot pot, pentola calda dove cuocere direttamente gli ingredienti (dalla testa d’anatra alle zampe di maiale, dalle ali di pollo ai funghi dell’albero del tè) in un brodo più o meno piccante e speziato.

 

Curiosità

Il pepe del Sichuan contrariamente al suo nome non ha un sapore pungente, ne tantomeno piccante. Dona alle pietanze un sapore delicato che ricorda quello del limone. Dei grani del pepe del Sichuan vengono scartati i semi ed utilizzati solo i gusci esterni, che sono sottoposti a tostatura e macinatura.

Usi

Il tè è parte integrante della quotidianità di ogni cinese, ad oggi c’è una varietà molto apprezzata per accompagnare le pietanze, il profumatissimo te al grano, ha una aroma dolce con sentori di frutta secca.

Mano al Portafoglio

I prezzi sono democratici, variano dai 6 ai 16 euro a portata, quindi in media spenderete da 20/30 euro a persona incluse bevande. Rapporto qualità prezzo assolutamente promossa.

 

 

C-Style sarà uno spazio esperienziale dove gustare una cucina non convenzionale, tutto ha un suo carattere di gusto, la materia prima è di qualità, non vi basta altro che trovare la compagnia giusta.

C-Style – Milano, via degli Imbriani 1

Tel. 02/36.53.22.87 chiuso lunedì

PANINO GIUSTO AL PRIMO PIANO IN PIAZZA CORDUSIO; LOCATION D’ECCEZIONE E PATERSHIP CON YAMAMAY

PANINO GIUSTO AL PRIMO PIANO IN PIAZZA CORDUSIO; LOCATION D’ECCEZIONE E PATERSHIP CON YAMAMAY

23 aprile 2019 | ,

Sarà Caterina Ceraudo a firmare il lancio entrando nel menu “Maestri con il panino”, Petelia è stato il primo panino ad ispirare tutto il resto. Calabrese di origine omaggia la sua terra con la scelta delle materie prima.

Mercoledì 18 Aprile, siamo in Cordusio quadrilatero pulsante di una Milano che non dorme mai, palazzi storici, prestigio, popolarità, un rodaggio di break tutto nuovo per il celebre marchio. Parte tutto dalla posizione non più su strada, 450 mq complessivi, distribuiti tra via Cordusio, via Casati e Via Santa Maria Segreta, il locale è visibile all’esterno da 5 grandi vetrine al primo piano e relative insegne su Via Cordusio, 11 vetrine su Via Casati ed una, splendida, su Via Santa Maria Segreta.

L’accesso al locale è situato sia da Via Cordusio, che da Via Casati e Santa Maria Segreta, e prevede l’ingresso nel negozio Yamamay, partner dell’iniziativa.

 

Il Panino Signature

Petelia, Capocollo, insalatina di campo e agrumi canditi, cipolla di Tropea marinata in aceto di lamponi e stracciatella, il tutto racchiuso in un pane speciale ottenuto da grano tenero Verna, antica varietà coltivata nella Sila catanzarese a 1300 metri d’altezza da almeno 60 anni, il cosiddetto “grano di montagna”.

 

Elena Riva, Presidente di Panino Giusto, dichiara: “Abbiamo coinvolto Caterina Ceraudo perché con questo locale inauguriamo un percorso sull’incoraggiamento del talento femminile e Caterina ci è sembrata, per la sua classe e la sua determinazione a fare e fare bene, una grande ambasciatrice delle donne della ristorazione; di lei apprezzo molto il “give back” che sta facendo alla sua comunità e al suo territorio”.

L’idea in più

L’aperitivo si fa buono, o la cena ricca di panini elaborati come piatti gourmet, non manca nulla, e per un aperitivo deluxe il banco vi da il benvenuto con un nuovo inizio, la scelta rimane una vera esperienza in un mood da lounge bar.

 

Caterina Ceraudo



Classe 1987, Caterina Ceraudo è alla guida della brigata di Dattilo, il ristorante di famiglia che vanta una stella Michelin, la giovane chef ha già in curriculum di premi e riconoscimenti importanti, come quello di Migliore Chef del 2016 per la Guida di Identità Golose, quello di “Chef Donna” guadagnato l’anno successivo per la Guida Michelin. Sempre nel 2017 diventa Ambasciatrice Illy ed entra a far parte dell’Atelier des Grandes Dames, network ideato dalla Maison de Champagne Veuve Clicquot, per sostenere i talenti femminili dell’alta ristorazione che hanno saputo affermare con passione la loro imprenditorialità e il loro stile professionale e, infine, il premio “Miglior Chef Under 35” dei Food Community Awards assegnatole nel 2018.

 

 

La sua è una cucina equilibrata e leggera, una missione che può apparire paradossale in Calabria, ma solo all’apparenza. È semplice, pulita, creativa. La sua filosofia è la riscoperta del territorio calabrese con un accurato controllo di filiera, rispettando il cibo e la sua provenienza naturale, dalla nascita e crescita di ogni ingrediente fino alla sua trasformazione nel piatto. Utilizza pochi elementi, cercando di esaltare i sapori semplici, con una spiccata componente vegetale che in molti piatti diventa la parte dominante della ricetta.

 

http://www.paninogiusto.it 

AGUA SANCTA: Il Locale Per Gli Appassionati Della Cucina Messicana

AGUA SANCTA: Il Locale Per Gli Appassionati Della Cucina Messicana

15 aprile 2019 | ,

Piatti, tequila, Mezcal, ingredienti, per conoscere meglio la cucina messicana; un indirizzo già noto è Agua Sancta mexcaleria, andiamo alla scoperta di un paese con radici profonde delle tradizioni a tavola, lo street food è uno dei pezzi forti, sicuramente Agua Sancta potrà portarvi dentro le abitudini a tavola dei Mexicani, con qualche imput in più, quale? Ve lo racconto.

Tutto inizia dall’idea di Fabio Morelli bartender, e giovanissimo imprenditore, lavora con professionalità e rigore, e col sorriso in bocca, lui e tutti i componenti e vi garantisco che non è scontato…

Pranzo, aperitivo, cena, la parola d’ordine è Mexico che passione. Il menu food & drink da solo è capace di dare le giuste motivazioni per farci un salto, per gli amanti delle tortas assaggerete “Tortas con Carne al pastor, ananas, cipolla e maionese al chipotle, o ancora tacos a base di tilapia marinata nel lime e chile ancho, con salsa al mango e crescione d’acqua, o come il tacos con pollo e salsa tomatillo, guacamole, nachos, insalate e un alternativa molto sfiziosa di aguachile, proposto nella sua versione con i gamberi rossi di Mazara.

 

L’emblema rimangono i distillati a base di agave, tequila e mezcal, con una drink list interessante suddivisa in tre sezioni: hot drinks, signature cocktails ed una parte esclusivamente dedicata ai Margaritas.

El Clavo” un drink dove la tequila viene unita a the earl grey, zucchero e lime.

Sexy Moscow, la versione calda del Moscow Mule.

Banana Joe, tequila infusa alle foglie di banana e sciroppo di espasote.

Gringoa base di barbou.

Il Suave con vodk.

Big Bamboo, con il rum.

Cilantro gimlet con gin Hendrick’s, lime, cetriolo e coriandolo.

 

 

La signature list

El vejo, con negroni riposato in botte, unisce il mezcal al

Campari antica formula, il Montanaro, mix tra l’Amaro Braulio e la tequila.

 

Le varianti del Magarita:

Mezcal Margarita. Pomelo con tequila agli agrumi e pompelmo, o il Caliente, piccante,

a base di tequila Don Julio bianca, tequila infusa all’habanero, triple sec e lime.

 

 

New entry estive

Sunset (Martini Bianco, Lychees, Pompelmo, Menta e Prosecco),  tra i  margaritas  I’m Blue (Tequila Don Julio alla lavanda, Limone, Zucchero, Albumina), e i diversi tipi di sangria.

 

Buono a sapersi

Novità della stagione il brunch della domenica, il suo dehor all’aria aperta è un valore aggiunto per gli amanti dell’atmosfera messicana. Piatto, frutta, un dolce un caffè e bevande no limits. Costi del brunch: 25€ con analcolico, 30€ Drinks by Don Julio, 35€ Vino / Bollicine.

 

Agua Sancta una tappa che racconta un Messico contemporaneo. Ci piace!

 

 

Agua Sancta

Corso Garibaldi, 110 – Milano

Martedì – Domenica 18:00 – 2:00 – Chiuso il lunedì

Info e prenotazioni: +39 3755350033

L’Anno del Dolcetto il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG Ce Lo Racconta

L’Anno del Dolcetto il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG Ce Lo Racconta

9 aprile 2019 | , ,

L’Anno del Dolcetto, il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG punta la lente d’ingrandimento in uno dei vitigni più tipici e diffusi del Piemonte.

Al Vinitaly è un gran protagonista, martedì 9 aprile si è effettuata una degustazione di annate recenti e longeve dell’Ovada DOCG: un viaggio nel tempo nell’arco di tre decenni, fino al 1991.

Ovada DOCG in occasione del Progetto “2019 – Anno del Dolcetto” lanciato dalla Regione Piemonte per riportare alla ribalta la potenzialità di un vitigno storico tra i più tipici del Piemonte e coltivato diffusamente in tutto il territorio regionale.

Consorzio Ovada DOCG_panorama vitato

Il territorio dell’Ovadese è protagonista di due vini a denominazione di origine: il Dolcetto di Ovada Doc e l’Ovada Docg, denominabile anche Dolcetto di Ovada Superiore Docg. I due vini provengono da due distinti provvedimenti legislativi e ciascuno è regolato da uno specifico disciplinare di produzione.

Dolcetto di Ovada Docg, è un vino ricco e austero e appartenere certamente alla selezione di vini importanti, contrariamente al detto che sia un vino di facile beva. Italo Danielli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG – c’è ne dimostra le grandi potenzialità, un vino unico, è il vino che da sempre ha accompagnato e accompagna l’uomo delle Langhe, le colline anticamente delimitate dal Tanaro da una parte e dall’Orba dall’altra e le pianure vicine.

Una sola è la tipologia per il Dolcetto di Ovada, mentre sono quattro per l’Ovada Docg: Ovada, Ovada Riserva, Ovada con riferimento della Vigna e Ovada con riferimento della Vigna e Riserva.

 

“Degustazione narrativa” così si è intitolata, dove hanno partecipato diversi protagonisti, tra cui la Regione Piemonte con l’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero; Piemonte Land con il Presidente Filippo Mobrici; il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG e l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, rispettivamente rappresentati dai Presidenti Italo Danielli e Mario Arosio.

In prima linea la nuova generazione di Produttori dell’Ovada DOCG, costituitasi in Consorzio nel 2013 e che partecipa a Vinitaly per la prima volta, con un viaggio nel tempo nell’arco di tre decenni, degustando le produzioni più recenti datate 2017 e 2016, passando per agli anni 2011 e 2004, fino a bottiglie datate 1998 e 1991.

 

Consorzio Ovada DOCG_lavoro vigne

“I produttori dell’Ovadese, la zona più vocata per i vini Dolcetto “di struttura” – afferma Daniele Oddone, Vicepresidente del giovane Consorzio – “negli ultimi decenni hanno privilegiato una produzione con vendita a breve termine, a pochi mesi dalla vendemmia.

 

Ma il vitigno Dolcetto ha caratteristiche tali da poter produrre vini eccellenti e longevi”; ed è per perseguire questa strada che una trentina di Produttori, principalmente rappresentati dalle nuove generazioni di viticoltori del territorio, hanno deciso di costituirsi in Consorzio e avviare l’Ovada Revolution.

  

Tommaso Arrigoni, Chef di “Innocenti Evasioni” di Milano (1 stella Michelin), che propone l’Ovada DOCG come abbinamento ottimale al suo ‘agnello al succo di ciliegie’, in carta nel menu di Pasqua. Arrigoni sostiene che “Il Dolcetto è un vino che va usato, al contrario di quello che si può pensare, per accompagnare piatti ‘di struttura’ che hanno bisogno di un vino in grado di supportarli ed esaltarli, come guancia brasata, carni rosse pregiate e appunto la carne di agnello”.

 La nostra esperienza, dopo aver degustato annate dal 1991 al 2017, e che l’Ovada Docg, è un vino raro nel suo genere, si evolve nel tempo con una sua personale crescita molto appassionante.

 

#ovadarevolution

COVA’S CREATIVE LAB PRESENTA SDA BOCCONI & COVA DESIGN PROJECT

COVA’S CREATIVE LAB PRESENTA SDA BOCCONI & COVA DESIGN PROJECT

9 aprile 2019 | ,

10 progetti sono stati presentati a Milano in occasione della settimana del design davanti a una giuria di esperti. SDA Bocconi & Cova Design Project, un’iniziativa dedicata al design 70 studenti resi complici facente parte dei corsi MAFED e MAMA, Master della Business School dell’Università Bocconi.

8 aprile 2019 . Cova’s Creative Lab, l’impegno degli studenti è stato di rimodellare il packaging della storica pasticceria, lo sprint è la creatività, la sostenibilità è l’innovazione.

La giuria di esperti valuterà i dieci progetti, il migliore si aggiudicherà la capsule collection che verrà inserita nel prossimo catalogo A/I.

 

 

Garden Cova

La giuria d’eccellenza:

Paola Faccioli (CEO di Cova), Marco Tortoriello (Associate Dean Master Division SDA Bocconi), David Pambianco (Vice Presidente di Pambianco Strategie d’Impresa), Sonia Calzoni (architetto e titolare dello studio Calzoni Architetti) e Alberto Fabbri (Vice Presidente di LVMH Italia).

L’idea di creare un laboratorio di idee commenta Paola Faccioli, CEO di Cova – è nata dalla volontà di creare uno spazio, denominato Cova’s Creative Lab, dove poter sperimentare con coraggio e passione.

 

Pasticceria Cova | via Montenapoleone, 8

 

Sito web: www.pasticceriacova.com

Fish&Chef Celebra il decennale attraverso la Cucina d’Autore

Fish&Chef Celebra il decennale attraverso la Cucina d’Autore

8 aprile 2019 | ,

Dal 6 al 13 maggio 2019 riflettori accesi per la 10a edizione di Fish&Chef, il lago di Garda ci conquista.

Dieci anni di Fish&Chef, grandi festeggiamenti per onorare la Kermesse volta a raccontare il territorio del lago di Garda, ricco di materie prime, tra le materie prime che caratterizzano la filosofia gourmet c’è sicuramente il pesce d’acqua dolce, ricco di gusto, emozioni, profumi.

Fish&Chef è il format del gusto del lago che ha come obiettivo quello di comunicare l’ambiente, l’offerta della tradizione locale, i paesaggi affascinanti ricchi di storia e cultura, coinvolgendo in questo percorso di valorizzazione professionisti, aziende e pubblico con cui in questi anni hanno creato un rapporto di familiarità.

Punta San-Vigilio

Punta San-Vigilio

 

Venerdì 5 aprile si è svolta la cena di gala presso la suggestiva cantina Cà Maiol ci danno il benvenuto Elvira Trimeloni, Leandro Luppi e tutti i cuochi del Dream Team, nel segno di una cerimonia singolare.

Il format di Fish&Chef, prevede 6 tappe itineranti in 6 serate dove chef e ristoratori del lago di fama nazionale e internazionale propongono alla clientela un vasto panorama dei prodotti tipici del territorio che vengono poi rivisitati abilmente dall’estrosi chef.

 

 

 

 

 

Dieci edizioni dopo Fish&Chef ha creato vero e proprio movimento culturale, propagandando il pesce di lago in ricette semplici ed allo stesso tempo uniche e particolari.

Per celebrare l’anniversario Fish&Chef ha scelto un’eccellenza del Lago di Garda: Cà Maiol, che fin dal 1967 – anno della sua fondazione – si fa promotrice in Italia, così come all’estero, di una tra le più apprezzate produzioni enologiche del territorio gardesano.

 

 

 

 

Una grande rassegna di assaggi ha caratterizzato la serata; Cà Maiol spumante Metodo Charmat, Lugana DOC Sebastian Brut e Sebastian Brut Rosé, accanto al più strutturato Lugana DOC Metodo Classico Brut, Lugana DOC Prestige e Molin, Lugana DOC Fabio Contato 2016; il Valtènesi Riviera del Garda Classico Chiaretto Roseri, il Negresco e il Valtènesi DOC Fabio Contato Rosso, referenze che rappresentano l’eccellenza del settore vini in abbinamento ai sapori del territorio.

L’evento Happy Birthday Fish&Chef è stato inc

ontro unico, un connubio tra cucina d’autore e grandi vini, proposte straordinarie che portano le firme di 19 chef del Dream Team, con le loro 8 stelle Michelin.

 

 

 

 

Tutti gli chef del Team Dream

Leandro Luppi CHEF A MALCESINE, Orietta e Maria Filippini CHEF A GARGNANO SUL GARDA, Massimo Fezzardi CHEF A DESENZANO DEL GARDA, Isidoro Consolini CHEF A LIMONE DEL GARDA, Roberto Stefan CHEF A SIRMIONE, Alberto Bertani CHEF A SALÒ, Stefano Baiocco CHEF A GARGNANO SUL GARDA (BS), Michele Iaconeta CHEF A COSTERMANO, Maurizio Bufi CHEF A GARGNANO SUL GARDA, Matteo Felter CHEF A GARDONE RIVIERA, Andrea Costantini CHEF A GARDA, Andrea Mantovanelli CHEF A FOLGARIA, Giuliana e Francesca Germiniasi CHEF A MANERBA DEL GARDA (BS), Fabio Mazzolini CHEF A MANERBA DEL GARDA (BS), David Cattoi CHEF A RIVA DEL GARDA (TN),Carmelo Di Novo CHEF PASTICCERE A MANERBA DEL GARDA, Fabio Cordella CHEF A BARDOLINO (VR), Saulo Della Valle CHEF A MONIGA DEL GARDA, Marco Cozza & Andrea De CarliCHEF A SALÒ (BS)

Ogni sera un ristorante gourmet diverso, sensazioni diverse, gusti miscelati esaltando le specialità di lago; trota, tinca, carpione, lavarello ma anche un corredo di prodotti di fama internazionale come l’Olio Extravergine di Oliva Dop del Garda, la carne Garronese Veneta, i formaggi tipici di montagna, dove l’influenza del trentino si fa sentire, la cucina del lago di Garda è una cucina a 360 gradi una gastronomia delicata, raffinata, dove la passione per i piatti a base di di pesce d’acqua dolce, sono un plus ultra.

www.fishandchef.it

Identità Golose 2019 Quindidicesima Edizione Del Congresso Gastronomico Italiano.

Identità Golose 2019 Quindidicesima Edizione Del Congresso Gastronomico Italiano.

26 marzo 2019 | , ,

Costruire Nuove Memorie è il tema di Identità Golose 2019, la somma di storie e culture che alimentano fortemente i tempi moderni. La necessità di recuperare delle memorie in cucina e renderle attuali.

Osservazione e consapevolezza è il focus che rende il congresso sempre più interessante, relatori, chef, produttori, pasticceri, maitre, pizzaioli, allo scopo di rendere la gastronomia; memoria, elementi e quotidianità.

Tanti i relatori, insieme ai grandi della ristorazione italiana e non solo, un programma ricco di ogni aspetto; due nuovi esordi di prima, si è discusso sul tema Identità TV – 60 anni di alta qualità a tavola, l’attenzione cade su alcune trasmissioni più seguite e interessanti.

Contaminazioni, protagonisti otto chef a cavallo tra le frontiere del gusto. Tornano invece Dossier Dessert e Identità di Gelato sul fronte dolce, così come Identità Naturali, dedicata alla cucina green, e le bollicine di Identità di Champagne.

 

Costruire Nuove Memorie, parlano i Maestri: Cracco, Alajmo, Berton e Oldani (in un connubio… marchesiano) e Beck, Martinez e, ad anni di distanza, del turco Gürs, oltre all’esordio di grandi nomi internazionali: Avillez, Raue, Guerrero.

Salgono sul palco l’ultimo giorno gli amati di sempre del Congresso Massimo Bottura Dominique Crenn, Riccardo Camanini, Niko Romito, Enrique Olvera.

La pasticceria italiana contemporanea, ha una forte presenza al Congresso; vediamo Assenza,Fusto,e altri magnifici sei, e ancora Identità di Pane e di Pizza, dodici relatori tra grandi maestri e volti giovani.

La crescita e il successo di iniziative come il Congresso di Identità Golose si pongono l’obiettivo di ridisegnare nuovi ponti tra tradizione e innovazione, verso uno dei patrimoni più belli della cultura Italiana; “l’enogastronomia”. Grazie.

Milano – Mi.Co. – via Gattamelata, Gate 14

dal 23 al 25 marzo 2019

Le Soste è arrivata alla trentasettesima edizione

Le Soste è arrivata alla trentasettesima edizione

20 marzo 2019 | ,

Le Soste è arrivata alla trentasettesima edizione, il 2019 presenta 5 nuovi ristoranti.

L’associazione Le Soste ha presentato oggi 20 marzo 2019 la sua nuova guida. Una raccolta di indirizzi che illustrano locandieri e grandi cuochi per portarci dentro ad una esperienza gastronomica piena di sapori e tradizioni.

Trentasette anni dunque, interessante, distinta, ma soprattutto utile, il volume conta 300 pagine edito da Mediavalue – coordinate di Mario Cucci. La Guida è stata presentata dal giornalista e scrittore Roberto Perrone.

Molteplici indirizzi della buona cucina italiana, il criterio è semplice ne giudizi né voti, tutti i ristoranti che fanno parte de Le Soste, sono semplicemente linee del gusto dove fare una esperienza singolare e soggettiva, il valore della guida è dato dal piacere unico del viaggiatore gourmet, senza critiche di grandi esperti.

Ovviamente i membri sono valutati dall’unanimità dal Consiglio direttivo prima di farne parete, la guida viene pubblicata in italiano e in inglese contiamo 25.00 copie.

 

Numerosi i premi 2019 votati sempre a premiare l’efficienza della cucina, la forma, l’accoglienza e l’eccellenza enogastronomia italiana:

Il premio Franco Ziliani-Le Soste all’innovazione di Berlucchi è stato assegnato a Mauro Uliassi.

Il premio Le Soste Ospitalità di Sala di cantine Ferrari è stato assegnato a Simonetta Mosconi, maitre del ristorante Mosconi.

Il premio Le Soste di Mario Felluga Russiz Superiore è stato assegnatoa Ezio e Renata Santin.

Il premio Le Soste per la Sostenibilità de La Fenice è stato assegnato a Giancarlo Morelli.

Il premio ASPI Best Wine Estates of Italy è stato attribuito alla azienda agricola Fratelli Bucci.

Il premio Experience Pommery alla migliore selezione di champagne è stata assegnata a Don Alfonso 1980.

  

Ecco le new entry, ristoranti, chef e località:

Il ristorante Cracco a Milano, nuovo nato dello chef Carlo Cracco; Magnolia di Cesenatico seguito dallo chef Alberto Faccani, Taverna Esria a Brusciano NA con l’eleganza dello chef Francesco Sposito, Il Ristorante- Luca Fantin all’interno dellìhotel Bvlgari Tokyo, Amelia di San Sebastian diretto dal giovane Paulo Airaudo.

 

 

Associazione Le Soste

Via Duca degli Abruzzi n. 7/A

20871 Vimercate (MB)

Tel. +39 039 6080661 – Fax +39 039 6081526