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5 hotel più strani d’Italia per un viaggio fuori dal comune

5 hotel più strani d’Italia per un viaggio fuori dal comune

17 gennaio 2022 |
Godere di momenti in cui il tempo si incanta difronte ad un’alba, un tramonto, ascoltare il rumore del mare come colonna sonora, godere della creatività dell’uomo quando con eleganza la trasforma in arte, impreziosendo luoghi che si fondono a meraviglia col sito circostante.

 

Quale modo migliore per trascorrere un weekend o un’intera vacanza soggiornando in posti magnifici. Noi abbiamo trovato un’autentica peculiarità che gli accomuna tutti allo stesso modo, quale? La totale stranezza, luoghi inusuali bellissimi.

Vediamoli insieme cinque luoghi più insoliti d’Italia:

 

 

Eremito

Eremito sorge su una collina circondata da 3mila ettari di riserva naturale. Immersi tra il cielo e colline, nel suo perpetuo silenzio la natura vive e si diletta, forse solo turbata dal rumore del vento. L’unicità di questo luogo è un racconto antico fatto dal susseguirsi dei secoli, un monastero del Medioevo dove alloggiare e lasciarsi catapultare in un passato lontano.  Eremito ha camere o “Celluzze” con scrittoio in pietra, tutto rigorosamente autentico.  Non c’è quasi copertura telefonica, niente wi-fi, ma l’eterna bellezza di un luogo mozzafiato. Localita’ Tarina 2, – Parrano (TR) – Resort

 

Rifugio Luca Vuerich,

Come non parlare di un altro posto singolare, Bivacco Luca Vuerich un luogo davvero molto particolare, in tutte le sue prospettive sia nell’idea che nella creazione. Il Rifugio Luca Vuerich, intitolato ad un giovane alpinista scomparso, si trova sulle Alpi Giulie ed è una costruzione di design, made in Italy. E’ dotato di otto posti letto.

Come arrivare? Da Sella Nevea proseguire in auto per i Piani del Montasio, dopo 6 km circa si incontra un parcheggio dove lasciare la macchina.

Il sentiero

Dal parcheggio, seguire le indicazioni per il rifugio G. di Brazzà (1660 m); dopo averlo raggiunto, salire lungo il sentiero che conduce alla Cima di Terrarossa. Sotto la Cima, proseguire in direzione Forca de lis Sieris; una volta alla Forca, il sentiero diventa più impegnativo (inizio ferrata) sino all’arrivo, la vetta panoramica del Foronon del Buinz, dove è situato il bivacco.

 

Sextantio Hotel

I famosi Sassi di Matera sono un vero gioiello del sud patrimonio dell’umanità Unesco dal 1993, fanno da straordinaria cornice a questo progetto di ospitalità.

Sextantio un ritrovo con 18 diverse grotte di diverse dimensioni, ricavato in un’antica chiesa rupestre. I letti con tavole, la pavimentazione originale, porte e finestre di legno massiccio, camini nei luoghi comuni, e luce soffusa, niente frigo e niente TV o Stereo….ma tranquilli il WIFI è in ogni stanza! Dove: Via Civita 28, Matera – Hotel 4 stelle

 

 

Aroma(n)tica Treehouse

 

Tra le verdi e profumate colline del Monferrato, vi segnaliamo un nido sospeso dove poter soggiornare immersi nella natura, si ma sopra un albero di cedro, la struttura si chiama Aroma(n)tica Treehouse ed è una casa sull’albero interamente realizzata in legno.  Aromantica TreeHouse si trova nel comune di San Salvatore Monferrato in provincia di Alessandria. Nella proprietà è possibile visitare l’antica cantina scavata nel tufo con i tipici “infernot” con botti e torchio d’epoca.

 

 

Atmosfera Bubble Glamping

 

Bubble Glamping è certamente una singolare struttura, si trova a Satriano di Lucania, nei boschi della Basilicata. Un campeggio dove bolle trasparenti, dotate di ogni comfort vi permetteranno di dormire sotto le stelle. Ogni bolla è dotata di bagno privata ed è riscaldata, ogni mattina un’ottima colazione all’italiana verrà servita con i prodotti del luogo, artigianali e genuini.

Sono disponibili anche un giardino e una terrazza solarium a disposizione degli ospiti. La location permette di fare numerose escursioni e camminate per ammirare i bellissimi paesaggi lucani.

Avete già scelto la vostra insolita destinazione? Se la risposta è no c’è sempre tempo per pensarci, e una prima volta per farlo! Se la risposta e si, buona pazzesca vacanza!

LA COLDANA TUTTA LA TRADIZIONE DEL LODIGIANO

LA COLDANA TUTTA LA TRADIZIONE DEL LODIGIANO

12 gennaio 2022 | ,

Tradizione, valore, e genuinità, sono alla base di un ristorante che racconta e propone le sue preziose radici culinarie, si parla spesso di identità, una parola che assume un preciso significato: autentico, caratteristiche inconfondibili, e se ci riferiamo appunto alla buona tavola ecco che in Italia l’autenticità non manca. Abbiamo visitato La Coldana uno dei luoghi del lodigiano dove la cultura culinaria c’è, ed è presente a tutto tondo.

 

Siamo nelle campagne del lodigiano, La Coldana è una vecchia cascina ristrutturata con gusto e raffinatezza, il suo tratto rustico la rende ancora più accogliente, donandole un’atmosfera riservata senza troppo lustro.

Alessandro Ferrandi e Fabrizio Ferrari padri fondatori, e amici da una vita, hanno dato vita ad un meraviglioso progetto, unire la passione per il buon cibo al suo alleato migliore: il vino e lo champagne. Quale connubio perfetto per sigillare un luogo che rappresentasse gusto e solida tradizione. Certamente in chiave contemporanea, la bellezza e l’avanguardia hanno un peso importante, e oggi la tradizione viene servità con cura. Un esempio concreto è la scelta di non utilizzare più du 5 ingredienti per piatto, poche trasformazioni che esaltino gusto e riconoscibilità dei sapori.

 

 

 

Il menù accoglie una ventina di piatti che sposano stagionalità e freschezza e a cui si affiancano periodicamente fuori carta dedicati in particolare alle primizie (Porcini, tartufo etc.). Da Febbraio 2021 la cucina è guidata da Alessandro Pometti, giovane trentenne di formazione e tecnica per lo più è cresciuto facendo esperienze al “Trussardi alla Scala” e da Christian Tetedoie a Lione, oltre ad alcune stagioni in diverse località di villeggiatura.

 

Perle Preziose

Una menzione di tutto rispetto va alla cantina, non è certamente comune trovare oltre 600 etichette tra le quali una sessantina di Champagne, l’Italia è rappresentata con tutte le sue regioni e ne è la protagonista, ovviamente insieme alla Francia. Riserve e bottiglie di annate prestigiose, primeggiano lasciando ogni appassionato stupito nel trovarle in lista. Può essere un luogo dove poter far crescere la propria passione anche da semplici amanti del vino, la qualità è per tutti, e dev’essere distribuita, col giusto approccio e curiosità. Periodicamente vengono organizzate eventi e serate di degustazione sempre a numero abbastanza ristretto per esaltare l’esperienza e l’opportunità di approfondimento da parte degli ospiti.

 

 

Pizza e Pizze

PizzaLab è uno spazio accanto al ristorante dedicato alla pizza classica e contemporanea che ha come fondamenta due impasti leggeri e digeribili, entrambi con una bassissima % di lievito. Le farciture tendono ad esaltare e ad assecondare la stagionalità e la purezza degli ingredienti.

 

La Coldana

via privata del Costino – Lodi / Tel: 0371 431742 /

[email protected]

Chiuso lunedì tutto il giorno e martedì a pranzo

Intervista alla Dott.ssa M.P. Merlo Founder di Ambadué: Natura e Tecnologie Biochimiche

Intervista alla Dott.ssa M.P. Merlo Founder di Ambadué: Natura e Tecnologie Biochimiche

13 dicembre 2021 | ,
La cosmetica del futuro ha una direzione chiara: sarà sempre più “Bio-Eco”, nel corso degli anni i consumatori sono sempre più consapevoli dell’importanza di scegliere prodotti e ingredienti naturali per la propria salute e per la propria bellezza.

La reale composizione dei cosmetici e gli ingredienti contenuti assume un’importanza fondamentale in termini di attenzione e diciture, il “biologico” o “100% naturale” è sinonimo di garanzia, è per questo che i consumatori si orientano verso cosmetici bio e leggono sempre più con attenzione le etichette.

Ambadué – the science of nature è un brand torinese di bio-eco cosmesi, fondato dalla Dott.ssa Maria Paola Merlo, che focalizza tutta la sua conoscenza per la realizzazione di una chimica della bellezza funzionale e affine alla pelle, unendo la natura alle più innovative tecnologie biochimiche.

La professionalità di chimici cosmetologi e la ricerca continua in collaborazione con l’università di Torino – Dipartimento di Chimica – permettono al laboratorio AMBADUÉ®, la realizzazione di cosmetici funzionali e sicuri, formule altamente concentrate, ecosostenibili, dermatologicamente testate e certificate.

Maria Paola Merlo è nata e cresciuta a Torino. E’ la mamma di Margherita. Nel 2009 si è laureata in Chimica, ottenendo poi la specializzazione in Chimica dell’Ambiente e un Master all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. E’ iscritta all’Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta. La sua passione per la scienza ha accompagnato scelte di vita e di lavoro. Gli anni di studio le hanno permesso di comprendere a fondo il concetto di chimica uscendo da quella connotazione negativa a cui spesso è associata. Un percorso che ha portato alla creazione di AMBADUÉ – The science of nature, una linea cosmetica che unisce la natura alle più innovative tecnologie biochimiche. La sua filosofia: tutto è una #questionedichimica.

 

Dott.ssa P Merlo e Prof.ssa Daniela Gaudiello

 

Abbiamo voluto porre alla Dott.ssa M. Paola Merlo alcune domande, per scoprire di più di lei e del suo lavoro.

 

Il processo di produzione chimico è più scientifico, mentre quello naturale affonda nelle conoscenze della medicina tradizionale e dell’erboristeria. Nella sostanza, quali sono le differenze tra un prodotto naturale, chimico, e biochimico?

Per rispondere alla domanda mi permetto di fare un passo indietro e partire da un presupposto: la base è la

chimica. Se questo è il punto di partenza, allora abbiamo di fronte a noi diverse formulazioni ma nessun divario tra chimica e natura. Faccio questa premessa perché per troppo tempo il marketing del “naturale” ha voluto discernere tra natura (bella e pulita) e la chimica (brutta e cattiva). Concetti che non sono separati ed è giusto dirlo. La natura è fatta di chimica: ogni singola sostanza che costituisce una pianta, a partire dall’acqua è una molecola chimica. Ogni singolo principio attivo della pianta è una molecola chimica. Noi stessi siamo fatti di chimica. Quindi adesso su questa base, parliamo di un processo chimico e scientifico che accomuna la produzione cosmetica con formule prevalentemente di derivazione vegetale e un cosmetico che invece è caratterizzato prevalentemente da sostanze di sintesi. Di quest’ultime, diversifichiamo tra attivi di derivazione sintetica assolutamente eco/dermo- compatibili e altre che sono considerate più impattanti a livello ambientale è quindi non utilizzabili in un cosmetico naturale certificato. Ambaduè, ad esempio, è un brand naturale certificato concorde al disciplinare di eco-bio cosmesi dove sono circa 15.000 le sostanze che non possono impiegate perché considerate non eco-dermo compatibili

 

Ricerca e innovazione si cela in ogni suo prodotto, per rispondere alle nuove e crescenti aspettative dei consumatori quali sono gli aspetti principali che portano ad un netto miglioramento nell’utilizzo quotidiano del cosmetico rispetto ad altri prodotti nel mercato? Cosa li rende più efficaci?

I nostri punti di forza sono proprio la ricerca e l’innovazione uniti ad un’alta percentuale in formula di ingredienti attivi e ad uno studio mirato di cosa la pelle necessita in quel momento della giornata. I nostri sono crono- cosmetici e quindi trattamenti specifici pensati per il giorno e per la notte, formulati mediante un modello, ideato con la Prof.ssa Gaudiello che si basa sui ritmi circadiani della pelle. Un cosmetico di questo tipo è formulato rispetto a come “ragiona” la pelle in quel momento della giornata e quindi può̀ essere in grado di comunicare al meglio con essa. La pelle non esegue di giorno e di notte le stesse funzioni e quindi perché́ pensare che abbia sempre la stessa necessità durante la giornata? Bisogna rispettare i suoi tempi e ritmi come per qualsiasi cosa.

Dietro alla bellezza opera un’attività di ricerca e innovazione, come è nata la collaborazione con l’università di Torino – Dipartimento di Chimica –

Tutto nasce all’Ordine dei Chimici dove ho conosciuto la Prof.ssa Gaudiello – docente di chimica cosmetica all’Università di chimica di Torino- e le ho parlato del mio progetto. Volevo accanto a me qualcuno con grande esperienza che seguisse l’apertura del mio laboratorio cosmetico. Con grande gentilezza e sensibilità mi ha accompagnato in questo percorso come solo una donna avrebbe potuto fare. Infatti, appena ho aperto il mio laboratorio sono rimasta incinta e lei, da chimica ma prima di tutto madre, non solo ha saputo consigliarmi le migliori strategie dietro una produzione cosmetica ma ha anche saputo rispettare i miei tempi e le mie esigenze in un così delicato momento della vita. Ricordo le nostre prime riunioni a parlare formule e strumentazioni mentre tenevo in braccio mia figlia Margherita e le davo il biberon. Le donne insieme possono fare tanto. Una volta avviato il laboratorio, avevamo un obiettivo chiaro: seguire dei progetti sulla Circular Economy che sapessero recuperare da scarti di lavorazione, molecole preziose cosi da darle nuova vita. Lei ha portato il nostro primo progetto all’Università di Torino e ha seguito personalmente una tesi di laurea (tra l’altro premiata da Ferderchimica) che ha approfondito e lavorato al progetto, parallelamente al laboratorio Ambaduè. La ricerca è importante e avere dei professionisti al tuo fianco credo sia un plus per un brand cosmetico

I prodotti cosmetici sono spesso multifunzionali, possono essere al tempo stesso idratanti e protettivi, lei cosa ne pensa? Potrebbero essere il mercato del futuro, la chiave?

Una formula cosmetica caratterizzata da una più attivi è già un prodotto multifunzionale perché ogni estratto vegetale/molecola di sintesi ha una caratteristica specifica (calmante, antiossidante etc..) ed è solitamente scelta in combinazione ad altre sostanze in grado di potenziare questo effetto o lavorare sinergicamente per offrire alla pelle un certo range di azioni. Personalmente non credo in un prodotto “tutto in uno” da usare “sempre” e quindi all’interno dei miei cosmetici, pur avendo una multifunzionalità di formula, formuliamo distinguendo molto bene tra il giorno e la notte. In più anche la stagionalità è importante, la pelle ha esigenze diverse con il caldo e il freddo, quindi la multifunzionalità di un cosmetico va bene purché sia ben ponderata prima di un acquisto.

 

I Collaboratori giocano un ruolo essenziale nel processo di sviluppo di nuovi prodotti, la Professoressa Daniela Gaudiello è la sua responsabile di laboratorio. Questa domanda è rivolta a lei dunque: Come si crea scientificamente un nuovo cosmetico?

 

Un prodotto cosmetico è l’insieme di ingredienti che inseriti in determinate concentrazioni e modalità, creano il prodotto finito con le caratteristiche volute. Formulare scientificamente un prodotto, vuol dire considerare molteplici aspetti:

– La chimica degli ingredienti

– La loro origine e il processo di produzione

– La purezza e la tossicologia

– La giusta concentrazione da utilizzare in formula

– La sinergia tra gli ingredienti per ottenere l’efficacia voluta

Il prodotto finito deve essere un insieme di principi funzionali che creano una sinfonia e non il suono di un

unico strumento.

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Un Panettone Sospeso Torna a Milano Per Chi Non Può Comprarlo

Un Panettone Sospeso Torna a Milano Per Chi Non Può Comprarlo

29 novembre 2021 | ,

Anche quest’anno dal 7 al 21 dicembre in sedici pasticcerie di Milano si potrà lasciare un panettone “in sospeso”, un gesto di solidarietà a coloro che hanno molto meno.

L’iniziativa viene promossa dall’Associazione no-profit,  e anche quest’anno patrocinata dal Comune di Milano, ha infatti lo scopo di raccogliere e donare panettoni a persone in stato di indigenza, emarginazione o solitudine nella città di Milano per consentire loro di celebrare il Natale con il dolce della tradizione.

L’Associazione Panettone Sospeso coinvolge alcune fra le pasticcerie più rinomate o storiche del capoluogo meneghino. (16 insegne per un totale di 26 punti vendita) chiunque potrà così acquistare un panettone e lasciarlo “già pagato” in attesa di essere donato a chi è meno fortunato. Per ogni panettone lasciato “in sospeso”, le pasticcerie ne aggiungeranno un altro, raddoppiando così la donazione effettiva.

Alla vigilia di Natale tutti i “panettoni sospesi” verranno consegnati ai Custodi Sociali del Comune di Milano, operatori sociali attivi nei vari Municipi e quindi ben informati su situazioni di fragilità o precarietà riguardanti anziani, minori, giovani e adulti, e a Casa Jannacci, la Casa dell’Accoglienza in Viale Ortles che offre assistenza ai senza fissa dimora.

“Sosteniamo con convinzione – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolè – l’iniziativa del Panettone Sospeso che è ormai diventata un appuntamento fisso, un regalo con cui Milano fa sentire la sua vicinanza a chi ha più bisogno anche durante le festività natalizie. A

Come l’anno scorso, anche chi non vive a Milano potrà sostenere l’Associazione e lasciare il proprio contributo “a distanza” mediante una donazione sul sito panettonesospeso.org: il denaro raccolto verrà poi “trasformato” in panettoni. Un gesto virtuale che diventerà solidarietà reale.

 

 

“Lo scorso Natale – spiegano Gloria Ceresa e Stefano Citterio, ideatori e fondatori dell’Associazione Panettone Sospeso – la generosità delle molte persone che hanno contribuito alla raccolta ci ha consentito di donare quasi 3.000 panettoni, praticamente raddoppiando il quantitativo della prima edizione nel 2019.

Ecco le pasticcerie dove si potrà donare il “panettone sospeso”:

  1. Alvin’s (via Melchiorre Gioia 141)
  2. Baunilla (piazza Alvar Aalto, corso Garibaldi 55, via Broletto 55)
  3. Cake l’Hub – I Dolci del Paradiso (via Luigi Mengoni 3)
  4. Davide Longoni (via Gerolamo Tiraboschi 19, via Fratelli Bronzetti 2, via Tertulliano 68, Mercato del Suffragio – piazza Santa Maria del Suffragio, Mercato Centrale, Contrada Govinda via Valpetrosa 5)
  5. Gelsomina (via Carlo Tenca 5 e via Fiamma 2)
  6. Giacomo Pasticceria (via Pasquale Sottocorno 5)
  7. Lorìa Pasticceria Boutique (viale Piave 12)
  8. Marlà (corso Lodi 15)
  9. Martesana (via Card. G. Cagliero 14 e via Paolo Sarpi 62)
  10. Massimo 1970 (via Giuseppe Ripamonti 5)
  11. Moriondo (via Marghera 10)
  12. Panettone Cracco Pasticceria (Galleria Vittorio Emanuele II)
  13. Polenghi Angelo (Via Alfonso Lamarmora, 31)
  14. San Gregorio (via San Gregorio 1)
  15. Ungaro (via Ronchi 39)
  16. Vergani (corso di Porta Romana 51 e via Mercadante 17)

La solidarietà è capace di dare a chi la riceve un grande abbraccio, fare del bene supplisce ad una mancanza in favore di chi ha meno, esso porta più amore in colui che dà, come a colui che riceve.

E, per ultimo, ma non ultimo direi (E’ nel dare che riceviamo, “Francesco D’assisi”).

Per info e donazioni www.panettonesospeso.org

Torino: Arte Visiva Tra Arte Olfattiva

Torino: Arte Visiva Tra Arte Olfattiva

26 novembre 2021 | ,

Nel contesto di una Torino ricca di eventi dedicati all’arte come Paratissima, The Others, fino alla più famosa Altissima, manifestazione Internazionale d’Arte Contemporanea che si svolge a Torino dal 1994, presso Lingotto Fiere, il nostro Laboratorio Olfattivo store di Via Giolitti 5 apre le porte all’arte del fotografo Gianni Oliva, le cui foto rappresentano “la verità del momento”.

Gianni Oliva è da scoprire leggendo nel colore inebriante delle sue immagini così come nel bianco e nero metafisico, quasi surreale di un mondo che fluttua nella ricerca perenne di una verità in continua mutazione.

Tre le foto scelte per il nostro percorso sinestetico aperto al pubblico, collegabili a tre fragranze della collezione Laboratorio Olfattivo Eau de Parfum: Décou-Vert, Vanagloriaed ExpLOud.

Il rimando tra arte visiva e arte olfattiva è presto fatto, creando un ventaglio di suggestioni che saranno diverse per ciascun fruitore. Come afferma il nostro direttore creativo, Roberto Drago: “Laboratorio Olfattivo incontra l’arte. Ho sempre pensato a Laboratorio Olfattivo come a un laboratorio creativo, artistico. I legami con le altre forme d’arte sono molteplici e la fotografia, già fonte ispiratrice di Kashnoir, si presta a delle connessioni con il mondo del profumo. Gianni Oliva scruta il mondo attraverso la sua macchina fotografica e io ho scelto 3 foto per abbinarle a tre nostri profumi. Il legame è perfetto, da scoprire…

 

Visitabile tutti i giorni, secondo le aperture del Laboratorio Olfattivo Store di Via Giolitti 5, Torino, dalle 10,30 alle 19,30 fino a fine mese.

A gennaio approderà nella capitale: il percorso sinestetico sarà visitabile nel Laboratorio Olfattivo Store di Roma, sito in Via delle Carrozze 18.

Raffaele Di Stasio vince il Master Pizza Champion 2021

Raffaele Di Stasio vince il Master Pizza Champion 2021

25 novembre 2021 | ,

Raffaele Di Stasio vince il Master Pizza Champion 2021, una doppietta da primato per l’esuberante napoletano, la sesta stagione dell’emozionante talent televisivo dedicato ai pizzaioli professionisti, ha portato alla vittoria del vulcanico pizzaiolo napoletano che sbaraglia i sedici pizzaioli in gara, confermandosi il pizzaiolo più bravo.

Troviamo due indirizzi nel milanese, Bovisio e Lissone sono due le sedi: “Assaje”, le pizzerie di Raffaele Di Stasio, che si è aggiudicato l’ambito titolo di miglior pizzaiolo d’Italia al Pizza Talent Show in onda su Alma Tv, con lapizza Un ricordo d’infanzia, una pizza dessert, che il pizzaiolo ha voluto dedicare al papà utilizzando ingredienti che ricordavano i loro momenti felici. Non solo dunque memoria olfattiva e involontaria, alla maniera dellamadeleine proustiana, ma un viaggio gustativo che attraversa volontariamente l’autobiografia e ne restituisce intatte le suggestioni più preziose.

 

Raffaele Di Stasio vincitore

Attualmente impegnato nel primo show cooking riservato ai pizzaioli professionisti.

“E’ stata la stessa organizzazione del Master Pizza Champion a volermi nel cast” dice con orgoglio Di Stasio, che a soli trent’anni si trova ad affiancare e sfidare in televisione (Su Canale Italia, canale 83 del digitale terrestre e 913 di Sky) i migliori maestri dell’arte bianca”.

“Sognavo di arrivare in finale e ci sono riuscito”- prosegue il pizzaiolo, “credo che l’ingrediente, per restare in tema culinario,  del mio successo sia lo spirito di sacrificio che guida il mio lavoro. Non è facile rimanere a galla, né, tantomeno, emergere. I competitor sono tantissimi e agguerriti.

 

Restare fermi a guardare significherebbe auto condannarsi alla sconfitta, bisogna studiare, superarsi, innovare e coltivare la fantasia”.

Non perdetelo di vista perchè il Maestro sarà presente durante il Festival di Sanremo presso Casa Sanremo dove preparerà leccornie per i cantanti in gara e addetto ai lavori, assieme ad illustri colleghi. E inoltre sarà impegnato in un’esclusivo format televisivo (ancora top secret) che andrà in onda su Alma TV.

Guida MICHELIN Italia 2022 – 35 nuove stelle

Guida MICHELIN Italia 2022 – 35 nuove stelle

24 novembre 2021 | ,

23 novembre 2021. La 67a edizione della Guida MICHELIN accende i riflettori, l’emozione e la suspance non manca mai, quest’anno si aggiungono 36 nuove stelle a 35 ristoranti, un bellissimo colpo di scena vede protagonista il ristorante Tre Olivi di Paestum, ha sorpreso tutti critica e pubblico aggiudicandosi ben 2 stelle, partendo da 0, la guida MICHELIN non è solo un traguardo di prestigio, ma il lavoro di un meccanismo che premia lo sforzo e la passione di un settore che ha sempre molto da dire, da sentire, d’apprezzare.

Tra le 35 novità la Campania si è distinta sia per il numero di riconoscimenti complessivi (8 nuove stelle), che per la presenza dei due nuovi ristoranti due stelle MICHELIN, inseriti nella selezione italiana 2022.

Sono 2  le new entry 2 stelle e 33 novità 1 stella, per un totale di 378 ristoranti stellati. Confermati tutti gli 113 stelle.

La conduzione è diretta da  Fjona Cakalli con la partecipazione di Federica Pellegrini Ambassador Michelin, lei ha annunciato i 17 ristoranti ai quali  hanno assegnato la Stella Verde MICHELINgreen. Il totale dei ristoranti con stella verde sale così a 30.

Salgono a 38 i ristoranti che “meritano una deviazione”2 stelle:

Ristorante Krèsios – Telese Terme (BN) 2 stelle

Krèsios, studio e creatività, per un risultato intrigante e a tratti provocatorio quello proposto dallo chef Giuseppe Iannotti, i cui sapori esotici che strizzano l’occhio al Belpaese sono espressi con grande perfezione tecnica

Ristorante Tre Olivi – Paestum (SA) 2 stelle

Lo è chef Giovanni Solofra capace di sorprendere per finezza, gusto, idea e tecnica. Generosità, precisione, minuziosità in ogni preparazione sono le parole d’ordine per produrre accostamenti spesso intriganti.

Le 33 novità 1 stellain guida portano a 329 il totale dei ristoranti 1 stella nella selezione 2022. Tra le novità, sedici ristoranti sono timonati da chef con età uguale oppure inferiore ai 35 anni. Cinque chef sono under 30.

Il panorama stellato della Guida MICHELIN Italia 2022:

1 stella 329 ristoranti (33 novità)

2 stelle 38 ristoranti (2 novità)

 

 

3 stelle 11 ristoranti

 

Per un totale di 378 ristoranti stellati.

Nella classifica delle stelle per regioni, la Lombardia mantiene la leadership grazie ai 56 ristoranti (33 stelle 52 stelle 481 stella) ed ai 4 nuovi stellati. La Campania si aggiudica invece il record annuale di novità (ben 7!!) issandosi al secondo posto con 48 ristoranti, (82 stelle 401 stella). Di conseguenza il Piemonte, 1 novità e 45 ristoranti (13 stelle 42 stelle 401 stella), scende sul gradino più basso del podio mentre con una new-entry e 41 ristoranti (13 stelle 52 stelle 351 stella), la Toscana scala in quarta posizione davanti al Veneto che a fronte del totale di 36, è la seconda regione più premiata del 2022 grazie a 5 nuovi ristoranti stellati (13 stelle 42 stelle 311 stella) presenti in guida.

Tra le province, Napoli si conferma prima per distacco con 30 ristoranti (62 stelle 241 stella) seguita da Roma in seconda posizione con 20 (13 stelle 12 stelle 181 stella) e quindi da Bolzano; terza a quota 19 ristoranti (13 stelle 32 stelle 151 stella) davanti a Cuneo con 18 (13 stelle 22 stelle 151 stella). Milano scivola in quinta posizione con 16 ristoranti stellati (13 stelle 32 stelle 121 stella)

Guida MICHELIN 2022, le insegne con tre macaron propongono una cucina che “vale il viaggio”, ed i ristoranti 3 stelle selezionati sono:

Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) e Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.

 

STELLE VERDI MICHELIN green

La Stella Verde è un simbolo che contraddistingue i ristoratori in prima linea sul fronte della sostenibilità e può essere attribuito a qualsiasi ristorante, non solo ai ristoranti stellati o ai Bib Gourmand. Nell’assegnare il riconoscimento, gli ispettori prendono in considerazione molteplici fattori: la produzione delle materie prime, il rispetto del lavoro e il supporto dei produttori locali, la riduzione degli sprechi, la gestione dei rifiuti, le azioni mirate a minimizzare l’utilizzo delle risorse energetiche e l’impatto della struttura sull’ambiente, la formazione sostenibile dei giovani, sono solo alcuni dei temi.

La guida opera in 30 Paesi, gli ispettori Michelin operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra.

Dasein: Champagne e musica

Dasein: Champagne e musica

22 novembre 2021 |

Lo champagne rimane uno dei vini che rappresenta l’eleganza, una caratteristica che lascia spazio ad intrecci come l’arte in genere, alcuni la chiamerebbero attitudine, forse potrebbe essere quella capacità che ricerca una costante, quale? l’armonia come fonte di emozione, proprio come l’arte, ogni forma ha quella bellezza, un approccio che ci regala piacere sensoriale. Una cosa è certa quando ottimo vino e cultura si incontrano avviene uno scambio tra due poli culturali, Dasein (Esserci), è un luogo dove la volontà di proporre champagne e musica ha una forte mission, farvi apprezzare insieme questo connubio.

 

Dasein è una champagneria nel centro di Porta Venezia, un format essenziale ma immediato, varcando la soglia l’atmosfera è soft, ospitale, nella quale potrete trovare oltre cento etichette di champagne, l’idea è di Monika Zanic e Victor Jerkunica, coppia nella vita. Monika, di origine ceca, è cresciuta a Vienna, laureata in architettura; Victor, milanese ma di origini dalmate, è avvocato e grande appassionato di sport e natura, entrambi condividono una passione per il feng shui e hanno voluto costruire questo spazio assecondando pesi e bilanciamenti di questa filosofia.

 

Il design ha un impatto estetico che conquista, come le due conchiglie fossili sezionate di oltre 180 milioni di anni sono i sigilli che aprono un mezzo anfiteatro, una menzione speciale va al grosso ramo di nocciolo degli alpeggi valtellinesi che domina la piccola cucina e le porte della stessa che risalgono a cantine milanesi del 1800. Il bancone si ispira ad una famosa creazione di David Lynch, è stato rivisitato investe tridimensionale dalla stessa Monika, utilizzando come base una mangiatoia del 1600 di Medesimo.

“Champagne e musica”, coppia che vince, il pianoforte è un altro grande protagonista, serate a tema dove affermati musicisti suoneranno i migliori repertori scelti come ideali d’accompagnamento, degustando si sà. E’ stato fatto uno studio accurato per una perfetta insonorizzazione e diffusione musicale, per questo sono state scelte casse verticali ispirate alle canne di un organo.

La scelta è quella di partire da un aperitivo, o scegliere una degustazione di differenti champagne, con abbinamenti di food pairing, dalle 18,00 in poi. La cucina è aperta sino alle 24,00 quindi potete optare per una cena che omaggia la prelibatezza.

 

 

 

Dalle piccole cantine disseminate tra Reims e dintorni, agli alpeggi ed alle malghe della Val Chiavenna. La volontà è quella di privilegiare chi ama produrre in modo artigianale e di proporlo ad un prezzo etico e sostenibile

Dasein: Noi ci lasciamo ispirare dalla leggerezza delle bollicine per momenti inaspettati, che diventano sorprendenti quando la musica audace e raffinata la completa.

Dasein

via Lodovico Settala 2N01

Milano

Martedì – Sabato 18:00 – 24:00

Il Mondiale Degli Spumanti Va A Casa Ferrari: Lo Champagne E’ Un Passo Indietro

Il Mondiale Degli Spumanti Va A Casa Ferrari: Lo Champagne E’ Un Passo Indietro

8 novembre 2021 | ,

Ferrari è un nome vincente, e su questo ci sono tanti precedenti. Ancora una volta brilla sulla concorrenza sorpassando in casa la Francia siamo sul gradino più alto del podio al Mondiale delle bollicine l’edizione 2021, al The Champagne & Sparkling Wine World Championships, concorso ideato e presieduto da Tom Stevenson, per la quarta occasione la nota casa spumantistica trentina raggiunge il vertice dell’Olimpo. Merito di 12 medaglie d’oro e otto d’argento, che le consentono di aggiudicarsi il titolo di “Sparkling Wine Producer of the Year”.

La casa Lunelli si conferma la TrentoDoc come denominazione italiana più premiata, la vittoria dell’Italia sulla Francia, vede 58 medaglie d’oro contro le 52 dei francesi, le medaglie d’oro non vanno solo alle grandi Riserve, ma anche i suoi TrentoDoc non millesimati, come il Ferrari Brut, l’etichetta più iconica della Casa Trentina – già “Blanc de Blancs World Champion” nel 2016 e “Best Italian Sparkling Wine” nel 2020 – e il Ferrari Maximum, sia nella versione Blanc de Blancs sia Rosé.

Sono state 1000 le etichette provenienti da tutto il mondo a competersi il podio, perfino il Giappone che partecipa per la prima volta.

I paesi premiati al The Champagne & Sparkling Wine World Championships con almeno una medaglia sono stati ben 19, un’attenzione attenta e qualitativa nel valutare e scoprire nuove etichette che meritano un’opportunità, la mission rimane scoprire e premiare l’eccellenza data da un lungo e continuo divenire, divenire uno spumante metodo classico degno di nota.

 

Matteo Lunelli Ferrari

Ma la sfida continua. Si attende la “Virtual Ceremony Awards Week”, il 22 novembre verranno rivelati  i premi speciali, come le bollicine migliori di categoria “Best in Class”, i vincitori delle competizioni nazionali e i Campioni mondiali per Stile.

Tartufo E Vino: qual è Il calice giusto da abbinare?

Tartufo E Vino: qual è Il calice giusto da abbinare?

2 novembre 2021 | , ,

Si parla di tartufo e vino, e la regola giusta da seguire, l’accostamento al più prezioso dei funghi esistente, perché è di questo che si tratta, (fungo sotterraneo, ipogeo), non vanta un ordine fisso sul vino da destinare per amplificare il suo ricercato sapore, e al tal proposito vogliamo approfondire diverse scuole di pensiero sulla tipologia che vince l’accoppiata, “rosso, bianco, o bollicine,” possono essere perfetti duetti nel repertorio culinario.

Innanzi tutto c’è da ricordare che le differenze tra il tartufo nero e il tartufo bianco sono definite dall’aroma ben precisa, quindi bisogna fare molta attenzione a non sovrastarli. Famosi sono i tartufi bianchi di Alba e di Acqualagna, ma in pochi sanno che sull’appennino calabro-lucano si scovano degli eccellenti tartufi bianchi.

Di tartufi c’è ne sono di diversi, estivi, autunnali, scorzoni, il famoso tartufo nero pregiato di Norcia. Ma vediamo nello specifico come abbinare il vino al tartufo nero e al tartufo bianco.

 

Scorzoni

Tartufo Nero

Se il tartufo nero viene utilizzato per i primi piatti, l’abbinamento più azzeccato è un vino di media corposità, se invece ci orientiamo in dei secondi piatti i vini strutturati e longevi si sposano con più  armonia.

Ad esempio, potrebbero risultare perfetti dei vini rossi come il Barolo, un Pinot Nero, un Nebbiolo delle Langhe, un Taurasi Campano, un Bordeaux. Nel caso vogliate abbinare al tartufo nero un buon vino bianco, potrete optare per un buon Roero Arneis, del Riesling di Abbazia di Novacella, e del  Soave di Bertani.

 

Tartufo Bianco

Vediamo il più amato tra i tartufi, quello Bianco pregiato, prevalentemente a crudo, carni, pasta e risotti sono le pietanze dove trova la sua connotazione perfetta, gli accostamenti? Vediamoli:

Vini dal bouquet delicato, rosso o bianco che sia, non deve rovinare l’aroma del tartufo,  in questo caso, potrebbero essere un Barolo, un Dolcetto d’Alba, uno Chardonnay delle Langhe, un Cabernet franc longevo. Se decidiamo di abbinare un bianco noi consigliamo un Gewurztraminer, e vini bianchi dell’Etna.

Nelle mie preferenze che si abbinano al meglio al tartufo bianco che sia al nero sono quelli a base di Nebbiolo affinati, morbidi e corposi, in modo da lasciare intatto l’aroma pregevole del tartufo.

E le bollicine? Bene in Francia così come in Italia, meno frequente però, c’è l’abitudine di abbinare al tartufo bianco lo Champagne, o degli eccellenti Franciacorta. Personalmente avendo provato l’effetto dell’anidrite carbonica che pulisce il palato la sensazione è stata piacevole, ma va sicuramente da persona a persona.

Magari potete provare se non l’avete ancora fatto…

In Piemonte C’è Il Borgo Degli Spiriti: Rosazza Resta Il Paesino Più Misterioso d’Italia

In Piemonte C’è Il Borgo Degli Spiriti: Rosazza Resta Il Paesino Più Misterioso d’Italia

26 ottobre 2021 |
L’idea dell’esoterismo trasuda mistero in ogni sua forma di pensiero, Rosazza certamente non è un paese come tutti gli altri. E ciò ci porta a scoprire le radici di chi e cosa hanno reso Rosazza il borgo degli spiriti. E’ dunque necessario fare un nome, un personaggio tanto ambiguo, quanto immediato, Federico Rosazza, di lui molte cose sono state dette:  filantropo, massone, protettore di poeti ed artisti, è proprio lui nella seconda metà dell’800 trasformò e cambiò per sempre il suo paese, il paese dov’era nato, Rosazza.

 

Dobbiamo a lui la costruzione del cimitero monumentale, la chiesa parrocchiale, l’attuale sede del Municipio, il castello neogotico, le fontane, gli abbeveratoi, le strade e le mulattiere. L’anima di Federico era profondamente alchemica, la sua passione per l’esoterismo gli diedero l’ispirazione e la volontà di incidere il paese di simboli, molti dei quali nascosti, altri invece evidentissimi.

 

La Chiesa Tempio

Il nostro vuole essere non solo un reportage per catturare e raccontare questa aurea che circonda le vie e tutto ciò che osserviamo, ma un tentativo di decifrare simboli legati alla massoneria e all’occultismo, quegli stessi interessi che Federico Rosazza condivideva con un suo caro amico, il pittore e architetto Giuseppe Maffei.

Ma perché città degli spiriti? Abbiamo scoperto e si racconta che: La ricostruzione del piccolo borgo, che Rosazza fece edificare, fu come testimoniato attraverso scambi epistolari con Maffei, “dettate dagli spiriti”, dato che i progetti urbanistici e i dettagli delle costruzioni architettoniche vennero definite in sedute spiritiche durante le quali Giuseppe Maffei interpellava gli spiriti guida che erano principalmente tre: Ida, la giovane figlia di Rosazza defunta prematuramente nel 1864, Agostino, compagno di gioventù di Rosazza, e un terzo spirito ancora più misterioso, l’Angelo di Volterra.

 

Ecco gli interventi suggeriti dagli spiriti e attuati da Rosazza e Maffei:

la costruzione della nuova chiesa al posto del precedente cimitero, che nel 1874 venne spostato sulla riva sinistra del fiume Cervo e collegato al paese con un ponte a tre arcate.

L’edificazione del palazzo comunale sul luogo in cui sorgeva la vecchia chiesa abbattuta nel 1880, fu salvato solo il campanile che divenne una torre civica. E ancora le misteriose numerose fontane parlanti,(chiamate tutte così perché  contengono un cartiglio, cioè una dedica introduttiva). Come non citare la più famosa di tutte, la fontana delle rose e stelle, la rosa ha una profonda valenza simbolica può indicare l’amore trionfante, sia sacro che profano, in questo caso un riferimento diretto va all‘antico ordine dei Rosacroce e il “Cavaliere Rosa-Croce”.

 

 

Busto Rosazza Federico

 

In Via Pulchra troviamo le statue di Rosazza e Maffei, insieme a quella di uno scalpellino intento a squadrare una pietra grezza, riferimento alla tradizione alchemica e muratoria.

All’entrata della chiesa si legge la scritta “templum”, e al suo interno si può ammirare il magnifico cielo stellato, dipinto da Giuseppe Maffei dove sono rappresentate le costellazioni, anche qui chiaro riferimento alla volta stellata presente nei templi massonici.

Sono innumerevoli i riferimenti, i simboli, e gli edifici posti in una precisa posizione per non rimanere affascinati dagli antichi ordini, e dal sapere esoterico, per tutti coloro che sanno guardare, apparirà come un’esperienza intellettuale e trascendente, per coloro mossi dalla semplice curiosità Rosazza sarà di certo una esperienza stimolante.

A voi il piacere della scoperta, e come recita un antico proverbio enigmatico, quaerendo invenietis, chi cerca trova…

 

Art Hotel Villa Amistà: L’Amarone è Sempre L’étoile

Art Hotel Villa Amistà: L’Amarone è Sempre L’étoile

18 ottobre 2021 | , ,

Siamo in Valpolicella per narrarvi la realtà di Byblos Art Hotel Villa Amistà

L’estesa campagna e il silenzio della natura fanno della Valpolicella uno dei più importanti territori enologici italiani, un territorio noto in tutto il mondo. La quiete di un piccolo borgo per potersi rigenerare ed ascoltare i nostri sensi, i vigneti che offrono una vista meravigliosa, e lui il buon vino: L’Amarone della Valpolicella, non vorreste essere già li?

 

Per celebrare il mese della vendemmia e uno dei vini più eccellenti del mondo, Byblos Art Hotel Villa Amistà, hotel 5 stelle lusso nel cuore della Valpolicella, ha creato Amarone Flavours, un pacchetto pensato per vivere un weekend da favola nella  splendida villa veneta del XVI secolo, un raffinato parco settecentesco circonda la villa insieme in un gioco di fontane in marmo e spettacoli d’acqua. Il designer Alessandro Mendini, le ha dato nuovo vigore attraverso i suoi interventi di ristrutturazione in chiave moderna. Un hotel e un museo contemporaneamente che mettono in fusione le ultime tendenze di arte e design.

 

La proposta prevede due pernottamenti in camera doppia con prima colazione e una cena per due persone al Ristorante Amistà (1 stella Michelin) a tema “Valpolicella e Ricordi”, menu di quattro portate creato dallo Chef Mattia Bianchi per esaltare, tra ricerca e tradizione, i sapori delle terre che hanno ispirato la storia d’amore più famosa del mondo.

 

 

Per gli ospiti è riservata una speciale degustazione in una prestigiosa cantina della Valpolicella con transfer gratuito organizzato dell’Hotel, mentre per concludere l’esperienza in totale relax, nel pacchetto è compreso l’accesso di un’ora in esclusiva al centro benessere “ESPACE BYBLOS”. Disponibile fino al 28 dicembre 2021

E la bellezza di un luogo ci cattura, e l’eccellenza di un vino ci accarezza, e i secoli di un vitigno insegnano, e l’esperienza del buono resta, resta sempre…

 

www.byblosarthotel.com/it

www.ristoranteamista.it

Byblos Art Hotel Villa Amistà

via Cedrare, 78 | Corrubbio di Negarine (Verona)

La Vendemmia E Il Fascino Di Cusumano

La Vendemmia E Il Fascino Di Cusumano

13 ottobre 2021 | ,

La Vendemmia di Montenapoleone ci ha portato da Cusumano per un calice di Noà nella casa museo di Alessandro Manzoni.

Milano 12 Ottobre siamo nel cuore di Milano, alle spalle di Piazza della Scala, Alessandro Manzoni apprezzava sovente un calice di buon vino alla sua tavola, possiamo osservare in molti riferimenti alla vite e al vino nelle pagine dei Promessi Sposi, «A destra e a sinistra, nelle vigne, sui tralci ancor tesi, brillavan le foglie rosseggianti a varie tinte» (cap.IV) fino al famoso episodio di Renzo nell’Osteria della Luna Piena (cap. XIV e XV).

Noà il Cru di Cusumano 2017, una Sicilia DOC da uve di Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon, cresciuti in collina ad una altitudine di 300m slm nella tenuta Presti e Pegni a Monreale.“Tenuta Presti e Pegni – racconta Diego Cusumano – è il calore, il sole della Sicilia. Delle nostre tenute è probabilmente quella che più rispecchia l’immagine che solitamente si ha dell’isola.

 

CUSUMANO_Noà

 

I vigneti sono in collina, esposti al sole dall’alba al tramonto. A rinfrescare l’aria ci pensa labrezza del mare, a circa 10 km di distanza, i terreni sono argillosi fattore che conferisce complessità ai vini, a partire dal colore. Oltre alle vecchie vigne di Nero d’Avola si allevano i vitigni internazionali – Merlot, CabernetSauvignon e Syrah. Qui nasce il Super Sicilian Noà, da uve Nero d’Avola – 40%, Merlot – 30%e Cabernet Sauvignon 30%. Le rese sono basse, la selezione è accurata: solo i migliori grap-poli, infatti, arriveranno a maturazione per essere raccolti a mano. Seguono la diraspatura e la fermentazione a temperatura controllata di 28°- 30°C per 10/15 giorni, la malolattica incarati di rovere e poi, l’affinamento negli stessi per 12 mesi per poi concludere l’affinamento in bottiglia.

L’annata 2017 di Noà ha ricevuto i 5 grappoli Bibenda e 93 punti da James Suckling. Anche durante Il Wine Tasting  Grandi Cru con Montenapoleone District è stata battuta da Christie’s il il 12 ottobre alle 18.30 nell’Hotel Principe di Savoia.

Roma dal 18 al 24 che porta i vini Cusumano e Alta Mora in degustazione nella Boutique  di Brunello Cucinelli in via Borgognona. Il saper fare, la centralità del Patrimonio Umano, il rispetto e la cura della natura sono i caratteri distintive delle due marche unite in questa occasione nel segno del convivio.

Phenix la start-up che blocca gli sprechi alimentari e aiuta le famiglie in difficoltà

Phenix la start-up che blocca gli sprechi alimentari e aiuta le famiglie in difficoltà

29 settembre 2021 |
 Milano 28 settembre ci troviamo al Talent Garden di Milano per il lancio ufficiale di Phenix in Italia, un aperitivo antispreco per parlare insieme al Contry Manager Julien Favara, tutto il team, la stampa e la community, di economia circolare e start-up.

Lo Spreco alimentare si traduce solo con una Parola: Responsabilità! Quella che abbiamo ogn’uno di noi di non buttare il cibo nella pattumiera perché è in sovrappiù, oltre questo principio basilare che bisognerebbe adottare in ogni casa e famiglia, la Phenix prima piattaforma Europea ad abbattere e ribaltare lo spreco nel migliore esempio possibile: SARA’ UN RISPARMIO, ha ideato una soluzione che oltre a permettere di non sprecare tonnellate di cibo, che andrebbero buttate a causa dell’approssimarsi della scadenza, cosi come il pane quotidiano, e altri prodotti di consumo giornaliero, ti permette di poterli acquistare ad un prezzo piccolo, tutto ciò che non è stato venduto nella giornata. Come? Coinvolgendo proprio le distribuzioni, (Supermercati, Market, GDO, Panettieri, Fruttivendoli, ecc…) permette ai negozi partner nel tuo quartiere che hanno aderito alla piattaforma di contribuire alla missione “tre buone azioni” una per il nostro portafogli, per i negozi e per il pianeta!

La piattaforma è nata in Francia nel 2014, riscuotendo sin da subito grande attenzione e utilizzo, poi è stata la volta del Portogallo e Spagna nel finire 2019, la start-up Phenix ha la volontà di allargarsi in tutta Europa, e l’Italia è un paese che sa dare il suo contributo.

La versione italiana è già scaricabile su Google Play, a partire dalla propria localizzazione, quindi tutto in pochi clic, si sceglie lo shop di un negoziante che aderisce all’iniziativa, si va al cestino tematico ( bio, senza glutine, dolci, pescherie, macellerie e tanto tanto altro…) il tutto ad prezzi super bassi, per poi andare a ritirare il vostro box  ad un’ora prestabilita.

Ad oggi sono più di 1,5 milioni gli utenti attivi che beneficiano di questo servizio. La start-up sostiene che negli ultimi 6 anni ha salvato dallo spreco alimentare più di 115 milioni di pasti, con una media di 120 mila pasti giornalieri.

Per promuovere questo sistema abbiamo bisogno di tutti voi, c’è bisogno di sensibilizzare il mondo ad uno stile di vita più sano e consapevole, gli sprechi inquinano, oltre a rendere più difficile accettare che moltissime persone nel mondo non hanno il necessario per sostentarsi. Phenix l’alternativa agli sprechi in un valido aiuto.

Fragranze e pietre preziose: Omnia Stones Collection By Fabrizio Tagliacarne

Fragranze e pietre preziose: Omnia Stones Collection By Fabrizio Tagliacarne

22 settembre 2021 | , ,

Quando annusiamo un profumo, l’olfatto il più antico dei sensi, improvvisamente  diventa più sensibile, si attivano sensazioni che non hanno bisogno di una logica, ma di qualcosa che arriva da dentro il nostro istinto.

L’olfatto viene definito “il gusto a distanza” per il collegamento diretto che ha con le nostre pupille gustative, quindi un profumo che ci cattura ha la capacità di suscitare una sorta di desiderio, espresso nella volontà di indossarlo addosso.

Fabrizio Tagliacarne è sempre stato uno straordinario creatore di gioielli, è proprio il suo amore per le pietre preziose e per l’ammirazione che l’uomo ha sempre avuto per esse che l’ha portato a sviluppare un’attenzione più intuitiva della sola bellezza estetica, così da interrogarsi fino a trovare un connubio perfetto nello sviluppare e creare fragranze che hanno come materia primaria il mondo delle gemme, dando un valore più viscerale a quello che non si può definire comunemente solo un profumo.

L’abbiamo incontrato in occasione di un evento della preziosa Collezione Omnia a Milano.

Nel momento della scelta nel creare un’essenza, qual è per lei il componente primario che spinge una fragranza verso la sensualità?

La sensualità è l’insieme delle essenze che compongono una fragranza, se sapientemente miscelate tra loro daranno vita ad una fragranza sensuale che per alcuni sarà sensuale e per altri no, perché i profumi artistici sulla pelle si trasformano ed elaborano in base al calore al PH all’umore, quindi risulteranno sensuali a seconda di chi li indossa o di chi li annusa. Noi cerchiamo di trasmettere la sensualità se vogliamo comunicare questo in un profumo ma è chi lo indossa o chi lo percepisce che potrà dire se riconosce la sensualità nella fragranza.

 

Se dovesse creare un profumo esclusivo dedicato a lei stesso, cosa direbbe? Non è semplice immagino?

Ho già creato più di un profumo esclusivo dedicato a me stesso, le posso vitare US66 che l’ultimo che ho creato della mia omonima Collezione. US66 è proprio dedicato a me, al mio viaggio lungo la Route US66 ai ricordi che mi sono portato dietro da quel viaggio che ha fatto nascere Omnia Profumi. OPALE è un altro profumo esclusivo che ho dedicato a me stesso, nasce dai miei ricordi di bambino nella casa di mare dei miei nonni, ricordi indelebili che porto nel cuore e Opale è il mio profumo preferito.

Creerò ancora profumi esclusivi dedicati a me, ma ho sempre bisogno di molto tempo per creare un profumo che ho nel cuore, a volte mi serve anche un anno per arrivare al punto in cui sono davvero soddisfatto della fragranza.

Prossimamente creerò ancora per la mia Collezione personale.

 

 

Gli elementi che compongono le sue creazioni “Stones Collection Omnia” sono gemme della natura, minerali e pietre preziose che hanno un effetto benefico ed energetico per l’uomo, le sue fragranze hanno una risonanza che ci riporta a questa antica disciplina?

OPALE DI FUOCO è nata proprio con questo spirito, di portare le energie della pietra da cui prende il nome unita alle essenze che la compongono per donare energia e forza a chi la indossa.

 

Nelle ultime creazioni, citando “Madera” ho potuto godere di intriganti accenni gourmand. Note di caramello, vaniglia, cocco, un potpourri che ha riscontrato alti consensi, possiamo definirlo un grande classico?

Possiamo definirlo il nostro Best Seller. Un grande Classico è una fragranza come Channel n°5, Omnia Profumi è una piccola Azienda artigianale Italiana che fino ad oggi, dopo 12 anni, parla alle persone attraverso sensazioni ed emozioni, ma non possiamo definire una delle nostre Fragranze un Grande Classico, E’ un Grande Gourmand!

 

Opale di Fuoco è l’ultima fragranza che si unisce alla collezione, una tuberosa prepotente ma allo stesso tempo accogliente, aldilà dei gusti personali, certamente non per tutti, mi ricollego alle proprietà energetiche, ha qualche spiegazione più profonda per chi è attento a questi dettagli.

Opale di Fuoco ci porterà in Messico per vivere ciò che già Fabrizio a creato: il legame tra una meravigliosa pietra, OPALE DI FUOCO, e un fiore misterioso come la TUBEROSA.

Nell’antichità, per centinaia d’anni le tribù Maya e Azteche raccoglievano l’opale di fuoco nei pressi di vulcani spenti. Era chiamato ‘Pietra dell’uccello del paradiso’ e usato nei riti e negli ornamenti.  Le pietre più pregiate al mondo vengono oggi raccolte in Messico e sono caratterizzate da un intenso colore rosso fuoco.

In Cristalloterapia viene consigliato per risvegliare il fuoco interiore, stimolare l’energia vitale, il potere personale, la volontà, la passionalità e la sessualità.

Le proprietà dell’Opale di Fuoco sono utili alle persone flemmatiche di carattere debole o a quelle che non riescono a vivere armoniosamente la passionalità e la sessualità.

Favorisce l’intraprendenza e la produzione di nuove idee e iniziative, spinge l’individuo ad osare e ad affrontare i rischi, aiuta nei nuovi inizi spingendo ad agire e garantendo rapidità di pensiero e capacità di prendere decisioni immediate.

Permette di guardarsi profondamente e capirsi in un modo migliore; ottima scelta per chi sta cercando lo scopo della propria vita.

Le proprietà dell’Opale di Fuoco migliorano l’umore favorendo la fiducia in sé stessi e speranza in un futuro migliore, aiutano a sintonizzarsi con tutto ciò che ha a che fare con il progresso e i cambiamenti.

Apporta forza decisionale, chiarezza di idee, da forza e persistenza nei periodi stressanti, favorisce l’intuizione e la realizzazione dei propri desideri, rende capaci di vedere la vita come una sfida e di raggiungere velocemente i propri obiettivi, potenzia la capacità intuitiva, apporta stabilità affettiva ed emotiva.

L’Opale di Fuoco in passato era considerata la pietra degli esploratori e conquistatori, a quali assicurava fortuna e successo e aiutava ad evitare i pericoli. Anche oggi viene associato al mondo del Business, conservato all’interno della propria attività, posto vicino ad una candela verde, si dice che aiuti a migliorare gli affari e ad attirare Clienti.

Omnia ha voluto associare questa meravigliosa pietra ad un’essenza altrettanto preziosa che ha caratteristiche molto simili nel suo utilizzo in aromaterapia.

La preziosa essenza è la TUBEROSA che è anch’essa coltivata in Messico ed ha con una storia millenaria.

La Tuberosa è una fragranza molto sensuale, caldo e ipnotico. Un profumo per una donna pronta ad usare tutti i mezzi per sedurre senza alcuna inibizione.

La Tuberosa è un’essenza perfetta per chi hanno bisogno di superare un blocco che le impedisce di esternare la propria naturale sensualità. E’ un aroma narcotizzante che abbatte i “muri” e i tabù che impediscono di abbandonarsi alla passione fisica, il profumo di una personalità che ama la vita sociale, di una persona attraenti, magnetica ed amanti delle sfide, che cura il suo aspetto con la massima attenzione.

Ha un potere narcotizzante sulle emozioni, infatti è usato in aromaterapia per curare i conflitti emotivi, l’emotività, l’irritabilità e lo stress. Il suo profumo stimola la parte destra del cervello, la parte intuitiva e creativa. L’aroma estroverso, prepotente e sensuale della tuberosa dona entusiasmo e spontaneità.

Ecco perché Opale di Fuoco è una fragranza alla Tuberosa, è tutto questo ci porta in Messico, in una terrà che nell’antichità i popoli precolombiani iniziarono a coltivarla per le sue proprietà curative con il fine di attenuare la fatica dei viaggiatori, ma anche per aromatizzare le bevande al cioccolato grazie al suo intenso profumo.

Con questa nuova fragranza Omnia desidera andare a toccare l’intimità di chi la indosserà, dando qualcosa in più, lavorando sulle note della piramide olfattiva e quindi valorizzando ancor di più l’essenza della Tuberosa affiancandola a note che ne esaltano il suo aroma.

Piramide Olfattiva:

Note di teste: gardenia, neroli, note acquatiche

Note di corpo: gelsomino grandiflorum, tuberosa, Ylang Ylang

Note di fondo: ambra, muschio, sandalo indiano

 

Grazie Fabrizio per la sua compatenza, e la sua capacità di narrarci il meraviglioso mondo dei profumi, regalandoci attraverso le sue creazioni il suo pensare, sentire, credere e percepire.