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Casa Martini ospita la mostra personale “Mixing Glass” di Silvio Vigliaturo

Casa Martini ospita la mostra personale “Mixing Glass” di Silvio Vigliaturo

11 settembre 2019 |

Il progetto “Mixing Glass” è stato sviluppato all’interno del XIII Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali del Sole 24Ore Business School con la progettazione di una mostra che potesse dare spazio ed esaltare la produzione artistica di Silvio Vigliaturo. La location prescelta è Casa Martini che, con il Museo di Storia dell’Enologia, rappresenta la cornice perfetta capace di accogliere ed entrare in dialogo con le opere in mostra.

Il progetto “Mixing Glass” è stato sviluppato all’interno del XIII Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali del Sole 24Ore Business School con la progettazione di una mostra che potesse dare spazio ed esaltare la produzione artistica di Silvio Vigliaturo. La location prescelta è Casa Martini che, con il Museo di Storia dell’Enologia, rappresenta la cornice perfetta capace di accogliere ed entrare in dialogo con le opere in mostra.

Il museo racconta infatti il legame millenario tra l’uomo, la produzione e il consumo del vino, il simbolo più vivo della convivialità e del piacere di stare insieme: la pregevole collezione comprende al suo interno alcuni rari vetri di epoca romana. Non mancano le testimonianze delle manifatture veneziane, accanto a quelle boeme, francesi e dell’area tedesca: dal Rinascimento all’Ottocento in una carrellata multicolore di raffinati oggetti in vetro per il servizio e la degustazione del vino.

Fulcro della mostra “Mixing Glass” è il tema della Mescolanza – forse il più significativo e ricorsivo elemento del maestro Vigliaturo negli ultimi dieci anni di attività – affrontato, in prima battuta, a livello tecnico. L’artista crea le sue maestose sculture dando vita a una ricca commistione di tecniche e materiali: vetro, acciaio, oro e argento si fondono in una soluzione unica e immediatamente riconoscibile, che trasfigura l’elevata abilità artigianale in un suggestivo procedimento alchemico. I grandi forni della bottega di Vigliaturo, situata di fronte al maestoso Duomo gotico di Chieri, trovano la loro perfetta metafora nel Mixing Glass, il bicchiere usato per la preparazione dei cocktail, un contenitore in cui gli ingredienti, miscelati con sapienza, danno vita a ricette classiche o nuove sperimentazioni. Ognuna delle tematiche che danno corpo alla mostra trae quindi nella Mescolanza il suo fondamento teorico.

Casa Martini parteciperà alle Giornate Europee del Patrimonio 2019 con eventi a tema, realizzati nell’ambito della mostra e in collaborazione con l’artista.

La mostra è organizzata da Casa Martini e I.N.A.C. – Istituto Nazione di Arte Contemporanea con il patrocinio di Federculture e con la collaborazione dell’ Archivio Storico Martini & Rossi.

A proposito di CASA MARTINI

Casa MARTINI si trova a Pessione di Chieri, a pochi km da Torino, un luogo dove vivono ancora oggi gli stessi valori che ispirarono oltre 150 anni fa Alessandro Martini e Luigi Rossi, fondatori dell’impresa. Concepita come una casa vera e propria, composta da comodi ambienti e con un vivo senso dell’ospitalità, è stata pensata come una location d’eccezione per eventi ritagliati su ogni tipo di esigenza. La Terrazza MARTINI è una delle più grandi e note iniziative di comunicazione e di immagine degli ultimi decenni. Straordinario il successo di questa formula, che la Martini & Rossi realizzò presso le sedi più prestigiose delle sue Società: alla metà degli anni Sessanta erano ben otto le Terrazze in attività, la prima fu inaugurata a Parigi nel 1948, a seguire Milano, Barcellona, Pessione, Bruxelles, San Paolo, Londra e Genova. A Pessione, la Terrazza nasce dove nel 1863 Alessandro Martini e Luigi Rossi diedero vita al celebre aperitivo e precisamente nella palazzina in cui lo stesso Luigi viveva con la propria famiglia.

L’Artista

Silvio Vigliaturo nasce ad Acri, in Calabria, nel 1949. Giovanissimo si trasferisce a Chieri (TO), dove tuttora vive e lavora.

Artista e maestro del vetro, la sua tecnica è da sempre volta alla ricerca e alla sperimentazione. Dalle prime esposizioni, nel 1977, passando per la Fundación Centro Nacional del Vidrio, La Granja de San Ildefonso, a Segovia in Spagna, come unico artista europeo rappresentante del movimento dello Studio Galss nel 2001, sino al Made in Italy al Quality and life style di Hong Kong nel 2006 e alla personale al Hsinchu Municipal Glass-Museum di Hsinchu, Taipei in Taiwan e alla partecipazione al Padiglione Italia della 54. Biennale di Venezia, sino alla personale nel giugno 2012 al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in costante evoluzione. Un cammino graduale e tenace ha portato l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi. Il dipinto, il vetro, l’acciaio, la terra cotta sono tutti trattati allo stesso tempo come materia e come scelta ideologica. È proprio grazie alla mescolanza delle tecniche che l’orizzonte delle esperienze di Vigliaturo si è dilatato esponenzialmente e ha aperto la strada a una visione originale e inedita, capace di rivisitare i temi e le modalità espressive della pittura e che lo ha condotto agli esiti attuali del suo lavoro. L’approccio che l’artista adotta nel lavorare il vetro è derivato dalla sua instancabile attività pittorica. Il forte impatto visivo delle sue opere nasce dalla trasparenza dei colori, capace di generare un’affascinante sembianza di fluidità, e dall’antinomia tra il peso della materia utilizzata e la leggerezza delle forme che l’artista riesce a foggiare attraverso di essa.

Nel 2006, Vigliaturo riceve la nomina di testimonial artistico dei XX Giochi Olimpici Invernali svoltisi a Torino. Nel giugno dello stesso anno, la Città di Acri gli dedica un museo – il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) – che ospita una collezione permanente delle sue opere intesa come un biografico che si snoda attraverso più di duecento esemplari, tra sculture e dipinti. Nel 2010, la Regione Calabria lo ha invitato quale artista testimonial all’Expo Shanghai 2010. Nel 2013, prende parte alla mostra Contemporary Glass Sculpture, dell’Orlando Museum of Art, che raccoglie i più importanti artisti del vetro, in occasione dei cinquant’anni del movimento Studio Glass. Espone sue opere in Europa, America e Asia e nel 2016 rappresenta l’Italia all’European Glass Festival a Wroclaw (Polonia), Capitale Europea della Cultura 2016.

I partner della mostra

Azimut, AVIP Italia, Torino Magazine, Eccellenze Italiane, Turismo Torino e Provincia, Maca Museo, Verso L’Arte, Piero Muscari, Archivio, Corriere di Chieri.

AZIMUT

Azimut è la prima realtà finanziaria indipendente nel settore del risparmio gestito in Italia, attiva da 30 anni e quotata alla Borsa di Milano dal 2004. Una vera Public Company che non appartiene a nessun gruppo bancario o assicurativo, la cui governance è detenuta dalle persone che lavorano nella società: consulenti, gestori, manager e dipendenti del Gruppo.

Un modello unico che garantisce indipendenza, assenza di conflitti di interesse e continuità aziendale. Azimut ha sviluppato una piattaforma di prodotti e servizi ad architettura aperta, finalizzata a offrire la soluzione più adatta alle specifiche esigenze del cliente, siano esse attinenti al patrimonio personale, familiare e dell’impresa. Senza i nostri valori non saremmo quello che siamo che ci contraddistingue da tutti i principali competitors grazie alle nostre caratteristiche:

  • INDIPENDENZA: fondamentale per potere offrire soluzioni d’investimento studiate ad hoc sui nostri clienti e non su interessi e variabili esterne.
  • PARTNERSHIP: il nostro interesse coincide da sempre con la soddisfazione dei clienti, ci appoggiamo a diverse realtà per far si che ciò accada, con un rapporto di collaborazione, negoziando per i nostri clienti condizioni estremamente competitive e servizi unici e dedicati.
  • STABILITÀ: management, Financial Partner e Gestori vantano il turnover più basso di tutto il settore. Noi puntiamo alla massima fiducia da parte del cliente, garantire la nostra presenza costante è fondamentale.
  • INTERNAZIONALITA’: Siamo presenti in 17 paesi al mondo, direttamente sul territorio di ogni singolo paese. Con NOI il mondo è un unico network integrato: Italia, Lussemburgo, Irlanda, Cina (Hong Kong e Shangai), Marocco, Svizzera, Singapore, Brasile, Messico, Taiwan, Cile, Usa, Australia, Turchia ed Emirati Arabi.

Non abbiamo la presunzione di volerci sentire diversi dagli altri, perché semplicemente lo siamo.

Know how, esperienza ,valori imprescindibili: QUESTO E’ IL GRUPPO AZIMUT 

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Tra i brand più iconici al mondo, MARTINI è leader nel mercato degli aperitivi italiani di alta gamma e dei vini spumanti. Vincitore di numerosi premi, dal gusto intenso e dolceamaro, è il risultato di una miscela segreta di oltre 40 piante provenienti dalle migliori località di tutto il mondo.

Il portafoglio MARTINI include:

MARTINI Bianco, MARTINI Rosato, MARTINI Rosso, MARTINI Extra Dry, MARTINI Riserva Speciale Rubino, MARTINI Riserva Speciale Ambrato, MARTINI Asti Spumante d.o.c.g., MARTINI Montelera Metodo Classico Talento, MARTINI Riesling

d.o.c., MARTINI Prosecco d.o.c.

Creato a Torino nel 1863, MARTINI fa oggi parte del portafoglio del Gruppo Bacardi e continua ad essere il leader di mercato della categoria.

Il marchio MARTINI® fa parte del portafoglio di Bacardi Limited, con sede a Hamilton, Bermuda.

Bacardi Limited si riferisce alle società del Gruppo Bacardi, che comprende Bacardi International Limited.

Il Gruppo Bacardi è da anni attento alle attività volte a proteggere l’ambiente e a diffondere le buone pratiche del Consumo Responsabile.

In quest’ottica, nel 2012 ha dato vita allo Slow Drinking, un’iniziativa volta a diffondere i principi dello Stile Mediterraneo e del Consumo Moderato, per portare i propri consumatori verso la filosofia della “Degustazione” anziché del Consumo, dando spazio al piacere del palato e al tempo necessario per assaporare il drink, in un ambito di amichevole convivialità. Il tempo ai nostri giorni è la vera ricchezza e il mezzo per un approccio consapevole e moderato verso le bevande alcoliche in generale.

I 10 principi semplicissimi sono illustrati nel sito: www.slowdrinking.com/it/it/, dove si trovano anche suggerimenti di ricette di cocktail e di food pairing, affinché il momento dell’aperitivo e non solo sia vissuto al meglio, in un’esperienza memorabile, pur conoscendo i limiti da non oltrepassare. 

Al Circolo dei Lettori: “Il potere dei Sogni e l’arte di Sognare la propria Vita”

Al Circolo dei Lettori: “Il potere dei Sogni e l’arte di Sognare la propria Vita”

11 settembre 2019 |

“ I sogni – racconta Zuleika Fusco sono segnali offerti dall’inconscio nel momento del sonno e possono diventare chiave di lettura della quotidianità, messaggi ricchi di suggerimenti da applicare nel quotidiano per migliorare la qualità della nostra vita. Imparare a ricordarli e comprenderli piano piano, significa fare chiarezza in noi stessi e nei passaggi che costituiscono la nostra esistenza.”.

Ed è proprio del potere dei sogni e dei loro messaggi che Zuleika Fusco racconta nella conferenza di Mercoledì 16 Ottobre 2019, ore 18.00 nella sala Biblioteca del Circolo dei lettori di Torino – in via Bogino, 9 .

I sogni, segnali offerti dall’inconscio nel momento del sonno, liberi quindi da offuscamenti mentali, possono diventare chiave di lettura della quotidianità, messaggi ricchi di suggerimenti da applicare giorno per giorno per crescere e per migliorare la qualità della nostra vita. Apprendere a ricordare questi messaggi e poi a farne proprio il senso, a piccoli passi e secondo i tempi di ognuno, significa fare chiarezza in noi stessi e nei passaggi che costituiscono la nostra esistenza.

La conferenza è gratuita e aperta a tutti quelli che hanno piacere di comprendere meglio l’esperienza onirica.

Counselor Relazionale Supervisor, Zuleika Fusco è formatrice esperta in Comunicazione, risoluzione pacifica del conflitto, problem solving, Scrittrice. Ha creato tecniche d’integrazione dell’inconscio attraverso l’interpretazione dei sogni e un laboratorio – Oniromanteion- in cui il gruppo le sperimenta. Dirige la scuola di Counseling e Media- Comunic-Azione di cui ha fondato il modello di Counseling ad indirizzo media-comunicativo e Avalon Formazione, società di servizi che favoriscono il benessere  psichico della persona in contesti privati e organizzativi.

Mercoledì 16 Ottobre, ore 18.00 presso Il Circolo dei Lettori, via Bogino 9 – Il potere dei Sogni e l’arte di sognare la propria vita”.

È gradita conferma via email: [email protected]  / via sms: 339 1168748.

 

 

L’Italia del “bello scrivere”: il nuovo libro di Ada Fichera

L’Italia del “bello scrivere”: il nuovo libro di Ada Fichera

24 maggio 2019 | ,

Abbiamo intervistato la dottoressa Ada Fichera, che avevamo già avuto modo di conoscere durante il Master in Teoria e Tecnica di Comunicazione Politica e Istituzionale presso l’Università Popolare degli Studi di Milano.

Il suo ultimo libro sta diventando un successo editoriale. Si intitola L’Italia del ‘bello scrivere’ – Storie del giornalismo cultura dalla terza pagina ad oggi.” Una analisi storica, sociologica e filosofica, del giornalismo culturale di ieri e di oggi in Italia. Dalla “Terza pagina”, perfetto connubio di letteratura e informazione, alle rubriche dei quotidiani odierni, Ada Fichera ripercorre più di un secolo di storia culturale del nostro Paese, narrando le vicende, ma anche le polemiche e i dibattiti relativi a un mondo tanto affascinante quanto complesso.

C’era una volta la terza pagina, una invenzione tutta italiana, con contenuti culturali e di critica letteraria, all’interno della quale per il gusto del “bello dello scrivere” e del leggere si concentrava il vanto dei grandi quotidiani. Molti affermano che il suo declino sia dovuto all’avvento del web: anche gli esperti e i giornalisti più blasonati infatti oggi possiedono un blog su cui possono approfondire tematiche che non troverebbero spazio nell’incapsulamento di uno schema finito e limitato come le pagine a stampa.

Tuttavia, il primo quotidiano storico ad abbandonare la Terza pagina fu «La Stampa», nel 1989, ben prima dell’avvento del World Wide Web (che nascerà solo nel 1991 e solo per pochi, mentre il primo blog ad esempio comparirà nel 1997).
Alcuni spiegano che la terza pagina si sia solo spostata nei supplementi come «Tuttolibri», «La Domenica» (Sole 24 Ore) e «La Lettura» (Corriere della Sera).

Quale è la sua percezione di questo cambiamento? E poi: è possibile “fare cultura” anche con la rete?

Il cambiamento, più che una percezione, direi che è un dato di fatto, e non è riscontrabile solo sui giornali, ma ritengo che sia un segno dei tempi relativo al panorama culturale del nostro Paese. Abbiamo una involuzione, più che una evoluzione, nell’ambito dell’affezione alla lettura, al sapere umanistico, alla rilevanza di una formazione culturale in tutti gli ambiti (si veda la politica attuale, la tv, etc…).

Non si vuole comprendere che un Paese senza cultura e senza storia è un Paese senza identità e senza forti radici, ed essendo privo delle quali rimane come un palazzo in cemento costruito su basi di biscotto!

Il punto però non è nostalgicamente lamentare ciò che non va o ciò che è cambiato, ma presa coscienza, con realismo, del problema si deve capire come affrontarlo e con quali mezzi, anche “nuovi”, si può fare cultura oggi.

Da questo punto di vista anche la rete può aiutare, anzi è essenziale ormai. Giornali on line, comunicazione social ed altro sono fondamentali, basta che non vengano visti come sostitutivi. Io ritengo che Internet e la comunicazione veloce dei social sia un ottimo mezzo e un supporto all’informazione culturale, ma le pagine culturali e i supplementi settimanali non possono essere considerati qualcosa di vecchio, semmai bisogna lavorare in modo aggiornato per porgere al lettore anche quello che può sembrare per lui ostico, ma se non si scommette, se non si alza l’asticella, come si fa a pensare di compiere un salto… L’uomo, come scrivo nel mio ultimo libro, è geneticamente fatto per elevarsi. Abbiamo l’obbligo di guardare in alto, senza farci al contrario travolgere dall’abisso.

Che il mondo dell’editoria, e quello dei quotidiani nazionali, sia in crisi, è un dato di fatto. Basta guardare le classifiche di vendita, in calo ormai da una decina d’anni. Inoltre, come Lei stessa afferma, gli editori non hanno abbastanza fondi per finanziare, come fanno all’estero, servizi di grande spessore. Come potrà uscire la stampa italiana da questo enpasse? Forse lavorando insieme ad altre testate come è successo nell’inchiesta sullo scandalo dei Panama Papers, in cui giornalisti di ogni parte del mondo si sono aiutati nelle ricerche scambiandosi dati preziosi e svolgendo un lavoro di investigazione di gruppo?

Beh, tutte le soluzioni, se finalizzate a dare benzina ad un mondo che ha un motore in difficoltà, sono ben accette. Non può essere questa, tuttavia, l’unica maniera per uscire da tale enpasse.

Intanto credo che debba necessariamente ricrearsi una coscienza di Stato relativa agli investimenti per la cultura. Un Paese che non investe in cultura è un Paese già morto.

Spesso la politica vede il mondo dell’editoria come un nemico o come uno strumento a proprio uso e consumo, manca un vero progetto statale in Italia che abbia come suo scopo l’investire sull’editoria e sull’informazione a lungo termine e che intenda l’editoria e il mondo del giornalismo come un patrimonio da tutelare e sul quale spendere. Basterebbe guardare ad altri paesi europei, come l’Olanda, dove gli investimenti anche per i reportage sono di tutt’altra portata, o in Inghilterra relativamente alla promozione e diffusione capillare dei giornali.

Inoltre, l’augurio può essere quello che un settore, che a volte può apparire datato, trovi il coraggio e la volontà di rinnovarsi, aprendosi anche ad una classe giornalistica e di scrittori nuova, più giovane, sulla quale scommettere. Invece, di fronte alle difficoltà, come spesso accade, ci si arrocca sulle proprie posizioni e ci si chiude a tutela dei propri spazi. Questo è uno dei primi errori. Servono ancora, e sempre, le grandi firme e i grandi maestri, ma non si può pensare che tale mondo possa rinunciare per questo a rinnovarsi tramite nuove firme, e quindi nuove idee e nuova linfa che possa fecondare un terreno un po’ inaridito.

Se invece il metro è quello di prendere i giovani per collaborazione estern per dargli 10 euro a pezzo, la vedo difficile. E quindi non ci si può impressionare se poi il lettore medio sotto i 30 anni in Italia non legge i quotidiani o li sente lontani da sé e poco utili.

A questo aggiungerei che inserire la lettura dei quotidiani, almeno una volta a settimana, in classe, sarebbe non solo utile, ma formerebbe una classe di lettori del domani. Se non lavoriamo per investire sui lettori giovani che sono “gli italiani del domani”, come possiamo pensare di sopravvivere…?

Vittorio Sabatin nel libro “L’ultima copia del New York Times” spiega come secondo i calcoli di Philip Meyer, studioso dell’editoria americana, l’ultima sgualcita copia su carta del “New York Times” sarà acquistata nel 2043. La crisi di vendite che affligge i quotidiani da una ventina d’anni lascia pensare che la previsione sia realistica, se non addirittura ottimistica. Eppure, nell’ultimo capitolo del Suo libro, “L’Italia del bello scrivere”, Lei fa intendere come i dati dichiarino un declino del digitale (-15,9%) rispetto al cartaceo (+9,2%) in Italia. Tuttavia, Lei spiega che i giornali all’estero hanno saputo reinventarsi. Chi ha avrà ragione secondo lei?

Io non credo e, mi perdoni, mai crederò all’estinzione della carta. Mi capita frequentemente di girare l’Italia per la promozione dei miei libri e di trovare sempre, anche molti giovani, che amano ancora l’odore della carta del libro appena edito o che manifestano la preferenza di leggere una rivista su carta.

Il digitale ha una buona diffusione e ormai è essenziale, anche io che leggo tutte le mattine una media di quattro o cinque quotidiani, di questi, due, per abitudine e per praticità, li leggo tramite tablet e abbonamento on line. Girando spesso, e avendo la “malattia della rassegna quotidiana” appena sveglia, trovo utilissimo e comodo avere alcuni giornali principali disponibili subito e in qualsiasi posto. Però poi scendo all’edicola quando sono a casa a Roma, o cerco un giornalaio ovunque sia in Italia, per leggere su carta gli altri due o tre quotidiani che prediligo ogni giorno, perché il vero lettore non sa rinunciare all’odore del giornale della mattina o alla bellezza del fruscio delle pagine, non può rinunciare a stringere la copia tra le proprie mani.

E come me, per fortuna, ancora i molti condividono queste sensazioni.

La prova l’abbiamo del resto dalla sfera degli e-book. Un esperimento che gli stessi editori, per problemi di costi elevati con la carta, hanno provato con determinazione a spingere solo qualche anno fa, ma che a breve ha dimostrato che, per quanto siamo nell’epoca del digitale, in larga parte, un buon libro è ancora letto preferibilmente nel formato di carta.

Credo sia non solo un problema di fascino e romanticismo da lettore, piuttosto la scienza ci supporta. Un recente studio americano ha provato infatti che ciò che leggiamo dall’oggetto libro viene recepito più in fretta e memorizzato in maniera migliore e più a lungo per un fatto di percezione del cervello. Poi trovo, personalmente, che la vista faccia meno fatica a leggere su carta anziché su pc o tablet. Io, ad esempio, posso leggere 100 pagine cartacee nel tempo in cui leggo 20 pagine digitali!

Credo quindi che il lettore accanito, che molto legge, tende sempre a preferire la carta, mentre il digitale resta relegato ad un lettore molto giovane e/o comunque a colui che legge poco. E del resto, ripeto, i dati di vendita e-book, anche di uno stesso libro, danno testimonianza che si legge di più il formato cartaceo.

Si parla spesso di post-verità, fake-news. Ai tempi in cui era possibile informarsi unicamente tramite i giornali, il filtro del bravo giornalista impediva che questo genere di notizie trapelassero e si diffondessero con la stessa rapidità con cui si diffondono oggi tramite i social network.

Si sta ancora dibattendo su quali siano le regole e le tecniche da adottare per impedire che le false-verità siano messe sullo stesso livello delle notizie verificate da fonti certe.

Alcune testate si sono autoregolamentate, con una sorta di carta dei doveri, all’insegno del fact checking. So che è una domanda che ancora forse non ha risposta, ma come pensa sia possibile diminuire il diffondersi di questo genere di pseudonotizie attraverso la rete? C’è un antidoto o quanto meno un metodo per difendersene?

Difficile, forse impossibile, trovare una soluzione o individuare un antidoto. Con la fruizione così varia e rapida, anche dei social network che a loro volta rilanciano notizie da altri siti, è davvero difficile. Forse uno strumento di difesa di buona qualità può essere quello, semplice e antico ma probabilmente ancora valido, del verificare la fonte, ossia valutare prima di tutto l’attendibilità della testata che la comunica o della firma che la mette in circolo.

 

L’Italia del “bello scrivere” 
Storie di giornalismo dalla Terza pagina ad oggi 
MINERVA 

 

 

 

Feminility: nasce il centro di ricerca per analizzare gli stili di vita delle donne in Italia

Feminility: nasce il centro di ricerca per analizzare gli stili di vita delle donne in Italia

20 marzo 2019 |
In occasione del giorno della poetessa della primavera, Alda Merini, presso la Casa delle Artiste (Naviglio, Milano) si lancerà il progetto FEMINILITY (www.feminility.it) che mette al centro i bisogni del mondo femminile. Sarà offerto un pranzo di beneficenza per l’Associazione La Casa delle Arti – Spazio Alda Merini accompagnato da musica jazz, in onore alla poesia, alla primavera e alla Feminility.

Feminility nasce come centro di ricerca per analizzare gli stili di vita delle donne in Italia, il loro ruolo nella casa, nel lavoro e nella società oggi.

 

L’Osservatorio sulla Feminility verrà lanciato il 21 marzo 2019 per studiare i numeri sulle donne che raccontano storie di coraggio, di forza, di unione. Quando si parla di “numeri di donne” si associano i dati soltanto alla violenza, dimenticando quanto è importante oggi la figura femminile nella società.

Non solo femminicidio: si andranno a studiare i fenomeni del cosmo femminile, per parlarne in termini positivi e valorizzare la figura della donna oggi. Le analisi dell’Osservatorio studieranno gli stili di vita, con l’obiettivo di evidenziarne la pluralità dei ruoli femminili nella nostra società, facendo emergere i risultati conseguiti nell’istruzione, la fruizione culturale, il rapporto con le nuove tecnologie, il ruolo nel mercato del lavoro, la divisione dei ruoli, le strategie di conciliazione del lavoro e dei tempi di vita, le condizioni economiche, la salute.
Feminility, il lato positivo del mondo femminile.
IL SITO WEB www.feminility.it 
La pagina Facebook con invito all’evento del 21 marzo 2019
Lo stupore per Torino nel nuovo progetto fotografico di Giuseppe Parola e Ornella Paletto

Lo stupore per Torino nel nuovo progetto fotografico di Giuseppe Parola e Ornella Paletto

23 febbraio 2019 |

Torino è una città particolare, divisa fra pianura e collina, in cui i moderni grattacieli di Torino si integrano con un centro storico in cui è possibile sentire e vivere la Storia che ha portato all’Unità d’Italia, il tutto con lo sfondo naturale dato dalla catena alpina. Di Torino si sentono ancora i luoghi comuni legati alla FIAT, e alla città grigia e triste, che non accoglie, e popolata da persone fredde e cortesi. Torino allo stesso tempo è vittima di numerosi malintesi e fraintendimenti, spesso legati alla sua apparente freddezza e all’aura aristocratica che sembrava trasmettere, per via della presenza delle tracce visibili dei Savoia, i Re d’Italia. Allo stesso modo, è stata fraintesa e resa icona allo stesso tempo, durante lo sviluppo industriale italiano: vera “capitale del lavoro”, “città dell’automobile” e “metropoli operaia”. Tutto ciò non risponde appieno a quello che è il vero cuore pulsante di Torino, il suo costante slancio imprenditoriale e produttivo, sia all’interno della regione sia, storicamente, ben oltre la cinta (solo apparentemente invalicabile) delle Alpi.

Torino (libro) Il libro “Torino”, edito da Sassi Editore, grazie alle fotografie di Giuseppe Parola e ai testi di Ornella Paletto, sfata numerosi miti, mostrando una Torino nuova, eppure in parte simile a se stessa. È facilmente rintracciabile la Torino aulica delle regge barocche, ma è possibile allo stesso riscoprirne la storia, che arriva dalle fondazioni romane, ben visibili ancora adesso vicino a Palazzo Reale, dove si trova la Porta Palatina, che dà il nome al mercato scoperto più grande d’Europa, fulcro della multiculturalità di questa città, tanto che vi si parlano 20 lingue differenti. Un luogo nel quale è possibile anche grazie alle fotografie e ai testi, vivere la storia cittadina è Palazzo Madama, grazie ai numerosi rimaneggiamenti di quella che era una porta di costruzione romana.

Torino non è solo storia e palazzi, è anche giardini e verde, e i parchi cittadini sono parte integrante della vita cittadina, diventando in alcuni casi mete loro stessi di visite, storia e cultura, come il Parco del Valentino, che ospita il Borgo Medievale, piccola rocca costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1884 e oggetto di alcune delle fotografie più scenografiche.

Altrettanto scenografiche e imponenti sono le fotografie scattate in quello che è una delle eccellenze torinesi, italiane ed europee: il Museo Egizio di Torino. Si tratta del secondo museo egizio per importanza al mondo, secondo solo a quello de Il Cairo, e ospita reperti importantissimi, tanto che alle origini dell’egittologia, Champollion dichiarò che “la strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Nella sua semplicità esteriore dei palazzi, Torino nasconde gemme e tesori, come la Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, conservata a Palazzo Carignano ma anche gioielli  come la Cappella dei Banchieri, commercianti e Mercanti, conosciuta in tutto il mondo (arrivano dal giappone per ammirarla) ma poco nota agli stessi torinesi e che contiene, oltre a opere artistiche di gran pregio, anche un importante Calendario Perpetuo meccanico ideato tra il 1831 e il 1835 dal matematico e astronomo Giovanni Plana.

Non bastano 176 pagine a narrare l’evoluzione, anche stilistica e artistica di Torino, che ospita diversi esemplari di edifici liberty che, da soli, meriterebbero una pubblicazione dedicata. Non va dimenticato che Torino non è completa senza ciò che la circonda, a partire da Superga, basilica che domina la città, arrivando alla Corona di Delizie, le regge sabaude che circondano la città, a partire da Venaria Reale, passando per la Palazzina di Caccia di Stupinigi, e arrivando a Villa della Regina.  La città non si è fermata sui fasti del passato, e in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006 è iniziato un profondo rinnovamento, che ha portato la città a diventare la capitale della cultura. Grazie a questo libro e alle fotografie che illustrano la storia e la città, avrete modo di iniziare a conoscere una città che, nonostante la fama di freddezza e di scarsa ospitalità, non vede l’ora di farsi scoprire.

 

Titolo: TORINO
Autori:  Giuseppe Parola, Ornella Paletto
Editore: SASSI Editore 
ISBN: 978-88-6860-501-8
Pagine: 176
Immagini: Più di 150 a colori
Sito Web: www.sassieditore.it/product/torino/

 

 

 

Le Nuove Musiche: Festival di musica antica e contemporanea

Le Nuove Musiche: Festival di musica antica e contemporanea

10 gennaio 2019 |

LE NVOVE MVSICHE è una collezione di musica per canto e basso continuo scritto da Giulio Caccini nel 1602 che ha segnato nel periodo un importante cambiamento di stile: dalla polifonia alla monodia. Questo stile veniva anche chiamato “recitar cantando” infatti si trattava di una raffinata tecnica esecutiva , consistente nell’applicare liberamente alla monodia figure ornamentali, accentuazioni espressive, varietà agogiche che seguivano il senso delle parole sorrette armonicamete da un elastico basso continuo.

Scarica il programma di sala

Questo trattato può essere considerato il primo e più importante di arte vocale e il primo documento di una raggiunta consapevolezza della peculiarità del fatto interpretativo. Il festival vorrà percorrere le tappe di questo cambiamento e, approfittando del gioco di parole, estendere la definizione di “Nvove Mvsiche” al cambiamento in genere dei vari stili musicali mettendo in contrapposizione quelli che vanno dal XVI al XVII secolo ai nuovi stili del XX e XXI secolo. I concerti
saranno quindi un susseguirsi ed una alternanza di stili vocali e strumentali passando dalla musica sacra alla profana.

La VILLA DELLA REGINA è uno splendido complesso architettonico di impianto seicentesco costruito sulla collina torinese su modello delle ville romane del primo rinascimento, voluto e finanziato dal principe cardinale Maurizio di Savoia, ricco e colto mecenate. Essa appartiene alla vasta categoria delle ville suburbane, luoghi dove i nobili cercavano una dimensione più privata della vita di corte: era infatti una consuetudine piuttosto diffusa quella di possedere una residenza più appartata rispetto ai palazzi cittadini, dove poter organizzare feste private, spettacoli e, spesso, incontri galanti, al riparo dagli occhi indiscreti della città.

Domenica 13 gennaio 2019 ore 11.00
Mario Rigoni Stern e Bepi de Marzi
I POLIFONICI DELLE ALPI
Gli amici dell’”arTEatro”, letture Per il concerto
ANIME NEI MONTI
La montagna e la guerra nei racconti e nei canti di due amici
Ingresso alla Villa della Regina € 5,00
ingresso libero fino ad esaurimento posti
A sostegno del Festival è gradita una offerta
Villa della Regina
Strada Comunale Santa Margherita, 79

Scarica il programma di sala

 

 

 

Claudio Pasqua 

Sette nuovi congregati alla Cappella dei Mercanti di Torino

Sette nuovi congregati alla Cappella dei Mercanti di Torino

7 gennaio 2019 |

Chi percorra fino al numero civico 25 di via Garibaldi a Torino, attraversando l’alto portone di ingresso, troverà nascosta una sorpresa artistica e storica di Torino: la Cappella dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, luogo di cultura e culto dedicato all’omonima corporazione. Una “bomboniera barocca” che anima il cuore di Torino anche per l’organizzazione, quasi tutte le settimane e grazie alla meravigliosa acustica del luogo, di prestigiosi concerti di musica classica, e per per la presenza, al suo interno, di una autentica rarità scientifica: il Calendario Perpetuo dell’astronomo piemontese Giovanni Plana: Antica macchina di calcolo combinatorio che permette la determinazione precisa del calendario dall’anno zero e fino a 4000 anni, incluse le lunazioni, i giorni della settimana e le feste cristiane. Un piccolo computer con un algoritmo meccanico ante litteram, essendo il Calendario di Plana del 1831: il congegno include infatti delle memorie a tamburo, cilindri su cui si trovano i dati numerici. Recentemente un team di tre studenti del Politecnico di Torino ha scoperto l’algoritmo che lo regola come fosse un computer e ne hanno realizzato una copia funzionante sempre conservata nei locali della Cappella.  A questo link  ulteriori approfondimenti sul calendario universale. Altre info sulla pagina TEDx Torino.

La Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti di Torino fu riconosciuta nel 1663, all’interno del palazzo dei Gesuiti per garantire a membri della Congregazione uno spazio di incontro e di preghiera. Questo luogo ha un legame speciale con il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio: sulle sue pareti, infatti, enormi e antichi dipinti rappresentano le storie dell’Epifania, realizzate da diversi artisti nel corso del Settecento, che esaltano i Re Magi e le storie evangeliche che li vedono protagonisti, dalla comparsa della stella cometa, al viaggio verso Betlemme. Nel tempo la Cappella è stata arricchita con decori e il soffitto della cappella, fu magnificamente affrescato da Stefano Maria Legnani detto il “Legnanino”, che appare agli occhi dei visitatori come una grande finestra aperta sul cielo e tratteggia il tema del trionfo del Paradiso. Nel dipinto si possono scorgere le figure di Dio Padre, del Figlio Redentore e di altri personaggi del vecchio e nuovo testamento.

Nel corso del ‘700, i confratelli si dedicarono ad abbellire ulteriormente la cappella con importanti opere come la realizzazione dell’altare in marmo o le opere lignee di Carlo Giuseppe Plura, come l’organo (tuttora funzionante) e i banchi intarsiati. Altri particolari importanti sono le statue lignee dei pontefici.

I SETTE NUOVI CONGREGATI NELL’ANNO 2019

Il libro d’oro con le firme dei Congregati

Sempre il 6 gennaio è la ricorrenza in cui la Congregazione celebra la propria festa nominando i nuovi congregati. Sull’altare si trova il Libro d’oro, albo che contiene tutte le firme degli appartenenti alla Congregazione

I nomi dei congregati accettati a far parte della Congregazione  il giorno 6 gennaio 2019 sono, in ordine di presentazione della domanda: Rosalba Giuri, Angelina Serra, Annamaria Olivero, Pierangela Schimenti, Ivano Raiteri, Mirella Scanavino, Aldo Bergamini.

Informazioni Pratiche

Indirizzo:
Via Giuseppe Garibaldi, 25 – 10122 Torino

Orari Messa:
Domenica alle 11.00

Visite:

La cappella è visitabile gratuitamente il sabato dalle 15.00 alle 18.00, la domenica dalle 10.00 alle 12.00 con Santa Messa alle 11.00, e in altri giorni solo su prenotazione. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale della Congregazione oppure inviando una e-mail all’indirizzo: [email protected]

Claudio Pasqua

UNA NUOVA TAPPA DI “GIOCHI DI INORTO” DELLA FONDAZIONE BONDUELLE PER SENSIBILIZZARE I PIÙ PICCOLI

UNA NUOVA TAPPA DI “GIOCHI DI INORTO” DELLA FONDAZIONE BONDUELLE PER SENSIBILIZZARE I PIÙ PICCOLI

15 novembre 2018 | ,

Un’attività educativa ludica pensata per sensibilizzare i bambini sull’importanza del consumo di verdura e frutta – nel quadro di un’alimentazione sana ed equilibrata – attraverso attività mirate alla scoperta del gusto di non sprecare cibo e risorse.

L’iscrizione è libera e viene aperta prima dell’inizio del gioco presso il negozio Città del Sole (Via Garibaldi, 34, Morbegno). I bambini verranno suddivisi in diversi turni – dalle 15.00 alle 18.00 – per assicurare l’ottimale svolgimento del gioco all’interno del negozio.

Disponibili ulteriori informazioni relativamente al negozio sul sito ufficiale di Città del Sole: www.cittadelsole.it/‎.

Questa tappa di “Giochi di inOrto” si terrà in concomitanza della manifestazione “Fiera d’Autunno” presso il Polo Fieristico di Morbegno. Tre giorni dedicati alle eccellenze enogastronomiche con numerosi eventi collaterali per adulti e bambini attraverso otto aree tematiche. Tra queste l’area tematica “Agricola! Tutto per il giardinaggio”. Molta della storia di ciascuna persona è, infatti, racchiusa nell’agricoltura: ogni persona è stata almeno una volta un piccolo giardiniere o agricoltore.

La Fondazione Bonduelle condivide da sempre questi valori. Per questo, all’interno del negozio di Città del Sole, attraverso il gioco, avvicinerà i più piccoli verso giuste pratiche di vita quotidiana e sane abitudini alimentari.

I bambini tra i 5 e i 12 anni si mettono in gioco seguendo, attraverso diverse prove e domande, il percorso per raggiungere l’obiettivo finale: la creazione di un vero e proprio orto all’interno di un piccolo giardinetto recintato.

Oltre a rispondere alle domande, bisognerà superare delle prove pratiche. I giochi interattivi hanno, infatti, lo scopo di insegnare ai bambini diverse attività come la preparazione del terreno, la semina, la cura e il raccolto delle piantine. Insomma, un’occasione per sensibilizzare i più piccoli a mangiare le verdure e a un consumo consapevole.

Un progetto ideato e realizzato in Italia nel 2012 dalla Fondazione Bonduelle che – sin dal suo arrivo nel 2005 – ha promosso molte iniziative volte a promuovere un’alimentazione sana e sostenibile sul territorio nazionale.

“Dopo il successo della tappa di Crema nel mese di ottobre, la nostra attività di sensibilizzazione continua e copre, questa volta, la provincia di Sondrio.” – afferma Laura Bettazzoli, Responsabile della Louis Bonduelle Foundation per l’Italia – “È per noi fondamentale sensibilizzare e diffondere consapevolezza sullo spreco alimentare e sull’importanza del consumo di frutta e verdura. I bambini, sin da piccoli, vanno aiutati a diventare dei futuri adulti rispettosi del mondo che li circonda. Ed è proprio in questa direzione che andiamo avanti.”

LOUIS BONDUELLE FOUNDATION

Nata in Francia nel 2004 e approdata in Italia dal febbraio 2005, è un istituzione senza scopo di lucro che dal 2005 si impegna concretamente in Italia per fare in modo che le verdure entrino a far parte del consumo quotidiano con iniziative utili, pratiche e originali.

La Fondazione si propone, come mission sociale, di favorire un’evoluzione sostenibile dei comportamenti alimentari, nel rispetto dell’umanità e del pianeta. Le attività sono, infatti, finalizzate a informare le popolazioni e sviluppare le conoscenze scientifiche, incoraggiandone anche l’applicazione sul campo.

Le tre principali azioni concrete della Fondazione:

  • Informazione e sensibilizzazione: elabora e diffonde informazioni mirate a contribuire all’evoluzione dei comportamenti quotidiani.
  • Sostegno alla ricerca: promuove la ricerca scientifica in varie discipline, con particolare focus nel campo medico e della nutrizione, per favorire il progresso nell’alimentazione sostenibile.
  • Azioni sul campo: sostiene azioni concrete portate avanti da attori locali, che si propongono di accompagnare i consumatori verso comportamenti alimentari sostenibili.

Nel corso degli anni ha dato vita a un intenso programma di attività mirate sul territorio, sostegno alla ricerca, campagne d’informazione e un sito web dedicato http://www.fondation-louisbonduelle.org/it/

 

MAF Millennial Ambassadors Forum: #IdeasWork alla Nuvola Lavazza di Torino

MAF Millennial Ambassadors Forum: #IdeasWork alla Nuvola Lavazza di Torino

8 novembre 2018 | ,

Mercoledì 7 novembre presso Nuvola Lavazza, la struttura progettata da Cino Zucchi, si è tenuto #IdeaWorkMAF, una job fair 4.0 che ha coinvolto Amministratori Delegati, Top Manager di realtà aziendali nazionali e internazionali e rappresentanti istituzionali, come il Sindaco di Torino Chiara Appendino e il ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana. “Insieme a diversi influenti opinion leader abbiamo sentito l’esigenza di assecondare i venti di cambiamento in atto nella nostra società e costruire una piattaforma innovativa per aiutare le nuove generazioni a plasmare il futuro” ha detto Giordano Fatali, Presidente di HRC Group, società che cura l’evento.

Tra gli Ambassador che hanno aderito al MAF c’è Fabrizio Gavelli, Amministratore Delegato Mellin e Danone Early Life Nutrition South East Europe. La partecipazione di Danone al MAF nasce dall’importanza dell’idea centrale del MAF, che è quella di avvicinare le aziende millennials che, pure essendo una cosa semplice, è super attuale e necessaria. Ogni azienda coinvolta nel MAF ha presentato se stessa e le sue finalità ai millennials presenti, promuovendo una sfida da risolvere, nel caso la lotta all’obesità. Gavelli, finito il suo intervento, ha dichiarato: “Quello che l’azienda vuole è far conoscere la sua missione, che è quella di portare la salute attraverso la nutrizione al maggior numero di persone possibili, che si sta evolvendo in una volontà di impattare nella comunità nella quale noi operiamo. Nel 2011 avevamo compreso che il problema delle nascite nel nostro paese stava diventando enorme, quindi abbiamo deciso di creare un welfare interno molto avanzato. Abbiamo creato il programma “Parto e Riparto”, dato che noi pensiamo che l’Italia debba ripartire proprio da un aumento della natalità. Ci sono state tante attività che sono state messe in campo a supporto della genitorialità delle mamme, sia con un supporto economico, sia con un supporto psicologico e nutrizionale, quindi accompagnando dal momento della lieta notizia, fino alla maternità a casa, fino al rientro a lavoro. Allo stesso modo, anche i padri hanno i loro vantaggi: Danone anziché 4 giorni di congedo, ne concede 10. Il tasso di natalità interno per il 2017 è stato +7,5% rispetto al -3% nazionale, e registriamo il 100% dei rientri dopo la maternità. Il 42% delle donne che rientrano dalla maternità vengono poi successivamente promosse”.

In merito alla lotta all’obesità, la sfida promossa ai Millennial, Gavelli ha dichiarato: “Grazie alla Fondazione Istituto Danone portiamo avanti diversi progetti. Abbiamo ad esempio creato Nutripedia, la prima enciclopedia nutrizionale per bambini, assieme a numerose parnership mediche, dai neonatologi ai gastroenterologi, per far sì che, al di là delle fake news che imperversano, siamo riusciti a convogliare tantissime blogger che trovano ispirazione per i loro post e a far diventare familiare un argomento come la nutrizione, riconoscendo anche la differenza fra le fake news e ciò che in realtà aiuta i bambini”.

Non solo le aziende hanno sollecitato iMillennial, anche gli esponenti della Pubblica Amministrazione hanno promosso diverse sfide, partecipando poi a un Give Me 5!, ideato da Seeds&Chips, che consente ai Millennial di incontrare gli Ambassador presenti in una conversazione face-to-face di soli cinque minuti, per esporre idee e progetti e dal confronto ricavarne opinioni e ispirazioni. Dopo il Give Me 5! La giornata è continuata con i Millennials corner, spazi di interazione e scambio con le Aziende, con l’obiettivo di superare le classiche regole delle job fair, con la possibilità di intervistare gli Ambassador sui valori sulle necessità delle aziende, in modo da poter presentare idee e progetti. A integrazione di questi eventi, sono stati proposti dei Workshop, in modo da consentire ai Millennial di acquisire competenze nel campo dell’innovazione, imparare a raccontarsi efficacemente e affinare la propria strategia di ricerca di opportunità professionali.

Alberto Treleani

Il pianeta? Non lo salveremo evitando di mangiare carne

Il pianeta? Non lo salveremo evitando di mangiare carne

7 novembre 2018 |

A quattro anni dalla pubblicazione del primo rapporto sulla sostenibilità del settore zootecnico italiano, l’Associazione Carni Sostenibili ha fatto un passo avanti diffondendone l’ultima versione, ampliata e aggiornata, non solo sul Web, ma anche nelle librerie. Il libro “La Sostenibilità delle carni e dei salumi in Italia”, edito da Franco Angeli, presentato oggi a Bologna in collaborazione con ANA – Accademia Nazionale di Agricoltura, si propone come un punto di riferimento nel panorama mediatico italiano nel dibattito sulla produzione e il consumo di carne e salumi.

Sono intervenuti all’evento di presentazione Giorgio Cantelli Forti, Presidente ANA, Accademia Nazionale di Agricoltura; Giuseppe Pulina, Agronomo, Professore Ordinario di Zootecnica Speciale, Università di Sassari, Presidente di Carni Sostenibili; Elisabetta Bernardi, Nutrizionista, Biologa con specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, Docente Università di Bari; Ettore Capri, Professore Ordinario di Chimica Agraria, Università Cattolica del Sacro Cuore; Massimo Marino, Ingegnere ambientale e Amministratore di LCE. Ha moderato l’incontro Carlo Alberto Pratesi, Professore di Marketing, innovazione e sostenibilità, Università Roma Tre.

Analizzare la sostenibilità̀ delle carni e dei salumi vuol dire infatti studiare nel modo più oggettivo possibile diversi argomenti che riguardano sia il consumatore sia la produzione zootecnica. Questo volume presenta uno studio interdisciplinare per descrivere i “5 volti” della sostenibilità̀ delle carni, rappresentati da altrettanti capitoli: la nutrizione, gli impatti ambientali e l’economia circolare applicata agli allevamenti e all’industria, la sicurezza alimentare e il benessere animale, gli aspetti economici delle filiere e la lotta allo spreco del cibo.

Un testo di facile lettura, nonostante la complessità di alcuni degli argomenti trattati, in cui vengono affrontate in modo rigoroso alcune tematiche molto care all’opinione pubblica, spesso banalizzate in luoghi comuni se non trasformate in vere e proprie fake news.

Qualche esempio? La carne e la dieta nei Paesi mediterranei, i consumi reali di carne in Italia e nel mondo, l’utilizzo di antibiotici sugli animali, il rapporto tra carne e alcune malattie; o ancora, vista tutta la disinformazione che circola sulla questione, cosa hanno detto davvero IARC e OMS sulle carni rosse e trasformate; e, ovviamente, l’impatto ambientale degli allevamenti.

Si scopre così che la zootecnia non è la principale causa di emissioni di gas serra nell’atmosfera: ad esempio, un solo volo a/r da Roma a Bruxelles genera emissioni maggiori rispetto al consumo annuo di carne e salumi di un solo individuo che si alimenta secondo le indicazioni dei nutrizionisti (500kg vs 400kg di CO2equivalente).

“Non salveremo il pianeta non mangiando carne” – commenta Ettore Capri, Professore Ordinario di Chimica Agraria, Università Cattolica del Sacro Cuore. “Le emissioni di gas serra relative alla produzione zootecniche (carne, latte e uova) pesano per il 14% di tutte le emissioni, di cui solo il 10% attribuibile alle sole carni bovine, suine e avicole (FAO). Generalmente si omette di dire che il 65-70% deriva dai combustibili fossili utilizzati per i trasporti e per produrre energia. È importante sottolineare che l’Italia vanta uno dei modelli zootecnici più sostenibili del pianeta anche grazie all’impegno nel promuovere le buone pratiche.”

“La sfida delle produzioni zootecniche è diventata quella di “produrre di più con meno risorse” – ha commentato Giuseppe Pulina, Agronomo, Professore Ordinario di Zootecnica Speciale, Università di Sassari, Presidente di Carni Sostenibili. “L’obiettivo che il settore delle carni deve affrontare, oggi, è quello di una maggiore offerta “sostenibile” che sappia garantire una produzione efficiente, attenta all’ambiente e al benessere degli animali, degli allevatori e di tutti coloro che partecipano alla creazione del valore delle filiere italiane.”

Nel dibattito a Bologna si è inoltre confermato il dietrofront dei vegani (dal 3% 2017 allo 0,9% 2018 – Fonte Dati Eurispes): la scelta di rinunciare alla carne crea infatti scompensi nutrizionali, soprattutto nelle categorie più fragili della popolazione, bambini ed anziani.

“Riguardo al dietro-front dei vegani – continua il Professor Pulina –  la cui percentuale è in continua discesa fra i consumatori, basta fare un excursus della storia dell’alimentazione umana fin dagli albori della storia dell’uomo per capire quanto la carne sia un nutriente fondamentale ed indispensabile. L’evoluzione della dieta e della cottura dei cibi sono infatti due elementi fondamentali dell’evoluzione umana. Dopo la scoperta del fuoco è stata proprio la dieta carnivora a confermare il primato della nostra specie su altre, consentendoci uno sviluppo fisico e cerebrale senza pari, rispetto agli altri mammiferi.”

“Il ruolo della carne e delle proteine animali, all’interno di una dieta sana ed equilibrata, è essenziale in ogni fase della vita: dalla gravidanza della donna, alla crescita dei bambini fino alla terza età per mantenersi in forza e attivi” – aggiunge Elisabetta Bernardi, Nutrizionista, Biologa con specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, Docente Università di Bari. “I consumi italiani pro capite sono sotto la soglia di rischio dei famosi 500 grammi di carne a settimana. A tal proposito la monografia pubblicata dallo IARC lo scorso giugno, a tre anni di distanza dalle anticipazioni allarmistiche pubblicate dal Lancet nel 2015, ha evidenziato che su 800 studi solo 14 sono stati giudicati attendibili e di questi solo 7 hanno messo in relazione un eccessivo consumo di carni rosse con il tumore al colon retto. Gli studi epidemiologici considerati dallo IARC, prendono in considerazione, come detto, un consumo quotidiano di carne rossa in dosi molto superiori a quelle che consumiamo abitualmente: parliamo di 500 grammi di carne cotta a settimana, l’equivalente di 800 grammi di carne cruda. Una soglia che ci fa stare tranquilli, perché in Italia tra pasta e verdure è impossibile raggiungere quote così alte di carne.”

All’interno del libro, la prospettiva per valutare gli impatti del settore nel nostro Paese è guidata da parametri oggettivi e su cui esiste consenso scientifico allargato. È il caso della “Clessidra ambientale”, che valuta gli impatti degli stili di vita alimentare dal punto di vista della sostenibilità. La Clessidra Ambientale, ottenuta dalla moltiplicazione dell’impatto ambientale degli alimenti (per semplicità il Carbon Footprintper le quantità settimanali suggerite dalle linee guida nutrizionali INRAN, ora CREA, mostra graficamente che se si seguono i consigli di consumo suggeriti dal modello alimentare della Dieta Mediterranea, l’impatto medio settimanale della carne risulta allineato a quello di altri alimenti, per i quali gli impatti unitari sono minori, ma le quantità consumate generalmente maggiori. “La Clessidra ambientale rappresenta il carbon footprint degli alimenti consumati in una settimana”, dichiara Massimo Marino, Ingegnere ambientale e Amministratore di LCE, “e dimostra che un regime alimentare equilibrato è positivo sia per la propria salute che per l’ambiente.”

Carni Sostenibili è il progetto promosso da tre associazioni di categoria – Assocarni, Assica e Unaitalia rappresentanti tutte le filiere delle carni in Italia (bovino, suino e avicolo) che ha l’obiettivo di trattare in modo trasversale tutti gli argomenti legati al mondo delle carni: un progetto senza precedenti in Italia che, con un approccio formativo, vuole contribuire ad una informazione equilibrata su salute, alimentazione e sostenibilità. www.carnisostenibili.it     

J.S. BACH: le Passioni, gli Oratori e le Cantate

J.S. BACH: le Passioni, gli Oratori e le Cantate

13 ottobre 2018 |

J. S. BACH: le Passioni, gli Oratori e le CantateLe NVOVE MVSICHE è una collezione di musica per canto e basso continuo scritto da Giulio Caccini nel 1602 che ha segnato nel periodo un importante cambiamento di stile: dalla  polifonia alla  monodia. Questo stile veniva anche chiamato “recitar cantando”  infatti si trattava di una raffinata tecnica esecutiva , consistente nell’applicare liberamente alla monodia figure ornamentali, accentuazioni espressive, varietà agogiche che seguivano il senso delle parole sorrette armonicamente da un elastico basso continuo..

Questo trattato può essere considerato il primo e più importante di arte vocale e il primo documento di una raggiunta consapevolezza della peculiarità del fatto interpretativo.  Il festival vorrà percorrere le tappe di questo cambiamento e, approfittando del gioco di parole,  estendere la definizione di “Nvove Mvsiche” al cambiamento in genere  dei vari stili musicali mettendo in contrapposizione quelli che vanno dal XVI al XVII secolo ai nuovi stili del XX e XXI secolo. I concerti saranno quindi un susseguirsi ed una alternanza di stili vocali e strumentali passando dalla musica sacra alla profana.

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Domenica 14 ottobre 2018 ore 16.00
J. S. BACH: le Passioni, gli Oratori e le Cantate
Luca Parolin, controtenore – Matteo Cotti, clavicembalo
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Villa della Regina
Strada Comunale Santa Margherita, 79
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Ingresso alla Villa della Regina € 5,00
Ingresso al concerto libero
A sostegno del Festival è gradita una offerta

Concerto inaugurale della XXII Edizione del Concorso Musicale Internazionale “luigi Nono”

Concerto inaugurale della XXII Edizione del Concorso Musicale Internazionale “luigi Nono”

13 ottobre 2018 | ,

PIANO IN PRIMO PIANO FESTIVAL in collaborazione con il LUIGI NONO INTERNATIONAL CHAMBER MUSIC COMPETITION presenta oggi il Concerto inaugurale della XXII Edizione del Concorso Musicale Internazionale “luigi Nono”

cappella dei mercanti torinoLa XXI edizione del Concorso Internazionale di Musica da Camera “Luigi Nono” è stata caratterizzata dalla straordinaria qualità delle esecuzioni, con partecipanti provenienti da tutto il mondo e, per molti di loro, una già notevole esperienza musicale alle spalle. Il fatto che la giuria abbia premiato il giovanissimo duo Kessler/Meloni (che ha anche vinto il premio “Giovani”) è distintivo della bravura dei due musicisti, allora non ancora diciottenni, che hanno convinto musicisti di chiara fama a preferirli a concorrenti ben più esperti.
Quello che colpisce nel loro modo di suonare è l’altissima professionalità, frutto di uno studio serissimo e approfondito, che permette al duo di trasmettere tutta una gamma di emozioni insite nella musica che propongono, ma avvolte in un entusiasmo e in un trasporto assolutamente spontaneo e coinvolgente.
È quindi con grandissimo piacere che questo pomeriggio, l’Associazione Musica Viva e l’Associazione Amici per la Musica, all’interno della quarta edizione del prestigioso “Piano in Primo Piano Festival”, propongono un recital dei due giovani musicisti austriaci.
Il concerto di questo pomeriggio inaugura la XXII edizione del Concorso Internazionale di Musica da Camera “Luigi Nono”, che si svolgerà nei giorni 26, 27 e 28 ottobre nelle sale del Teatro La Suoneria di Settimo Torinese. Tutte le audizioni saranno aperte al pubblico e il concerto dei premiati, anch’esso ad ingresso gratuito, si svolgerà la sera della domenica 28 ottobre alle ore 21, sempre alla Suoneria di Settimo Torinese.
Questo concerto sarà ripetuto domani sera presso la Società Umanitaria di Milano, come inaugurazione della XXXIV stagione de “I Concerti dell’Umanitaria 2018/2019″.

DAVID KESSLER violino GABRIEL MELONI pianoforte
Primo Premio categoria “Musica da camera”
al XXI concorso Luigi Nono, edizione 2017

Franz Schubert: sonata in La maggiore D 574
Johannes Brahms: sonata n° 2 in La maggiore op. 100

Ingresso Libero
A sostegno del Festival è gradita una offerta

 

 

Nasce l’osservatorio nazionale sul comportamento degli abitanti italiani.

Nasce l’osservatorio nazionale sul comportamento degli abitanti italiani.

21 settembre 2018 | ,

Una fonte sempre aggiornata di informazioni su consumatori e mercati che ha l’obiettivo di supportare le aziende nelle decisioni strategiche oltre a fornire ai lettori spunti di riflessione che consentono una migliore comprensione degli atteggiamenti sui comporta-menti degli abitanti italiani.

Habitante.it ogni mese pubblicherà  un report dell’Osservatorio Nazionale dell’Abitante con lo scopo di analizzare l’evoluzione delle abitudini di consumo degli italiani

Il primo dato interessante emerso dalla ricerca è che oltre il 90% degli abitanti intervistati (dai 18 anni in su) hanno dichiarato che dal mese di settembre, per lo più al rientro dal periodo vacanziero estivo, hanno deciso di cambiare qualcosa (almeno un’abitudine) nella propria vita quotidiana e nelle proprie abitudini.

Le donne, forse più degli uomini, si sentono più “invogliate” a fare qualcosa per migliorare la qualità della loro vita. L’età in cui si tende ad essere “meno propensi” al cambiamento è quella che va dai 35-44 anni, l’età delle “sicurezze”: raggiunta una certa stabilità in termini di relazioni familiari e professionali fa sì che vi sia una moderata tendenza a rimettersi in gioco. Il nord est risulta essere l’area più dinamica del paese al punto che quasi la totalità degli abitanti intervistata ha in mente di fare qualcosa di diverso rispetto ai 9 mesi precedenti. Ma quali sono i principali buoni propositi che persone si sono appuntati nell’agenda di settembre?

Gli abitanti italiani pensano al futuro: Salute e Risparmio economico sono i temi che riguardano oltre una persona su tre.

Il terzo importante macro-trend riguarda invece il lavoro e la propria crescita professionale. Anche in questo caso il Nord Est si conferma come la “terra più fertile” ed incline al cambiamento rispetto al resto della penisola (il 35% degli intervistati del nord est ha in mente di cercare nuovi stimoli lavorativi).
La dimensione intima e personale tocca un italiano su tre: dopo i bagordi di agosto, magari alla ricerca di un fazzoletto di spiaggia libera, si prova a ricercare se stessi per rimettere ordine ai propri obiettivi personali (circa il 40% per gli abitanti del nordest).

Interessante notare come un italiano su tre, al rientro delle vacanze, riparta dalla propria abitazione come fulcro e punto di partenza di tutte le altre attività legate a sé ed alla sua famiglia.

Siamo appena rientrati dalle vacanze ma per alcuni il motto è: vivo in vacanza da una vita! In realtà sappiamo che il mese di settembre per alcuni è il periodo ideale per trascorrere delle vacanze tranquille e con costi accessibili (30%).

Miglioramento delle lingue ed apprendere nuove “abilità” in termini professionali riguarda un abitante su 5.

In generale possiamo dire che il rientro dalle vacanze è sempre un momento di cambiamento importante e la prima rilevazione dell’Osservatorio dell’Abitante lo conferma.

Su www.habitante.it maggiori approfondimenti sull’analisi in corso. 

Nasce Confindustria moda: nuova istituzione nella quale confluirà tutta la filiera italiana del settore

Nasce Confindustria moda: nuova istituzione nella quale confluirà tutta la filiera italiana del settore

15 maggio 2018 |

La nuova istituzione nella quale confluirà tutta la filiera italiana del settore, con Smi-Sistema moda Italia, Aimpes (associazione italiana manifatturieri pellettieri e succedanei) insieme a Aip (associazione italiana pellicceria), Anfao, Assocalzaturifici e Federorafi si chiamerà ‘Confindustria moda’ e rappresenterà oltre 67mila aziende del made in Italy che generano un fatturato di 88 miliardi di euro. Alla guida della nuova associazione ci sarà Claudio Marenzi, già presidente di Smi dal 2013 (ma che aggiunge la nuova carica a quella di presidente di Emi-ente moda Italia e di presidente di Pitti immagine). Cirillo Marcolin, presidente di Fiamp edi Anfao sarà il nuovo vicepresidente della federazione. La governance di Confindustria moda sarà duplice. Per mantenere in sostanza la visibilità delle due anime dell’associazione (moda e accessori), è prevista l’alternanza alla presidenza tra Smi e Fiamp con mandati biennali. Secondo quanto risulta a Pambianconews, per il secondo biennio i ruoli si invertiranno e Cirillo Marcolin assumerà la carica di presidente mentre Marenzi quella di vice. Anche i due direttori generali seguono la stessa filosofia: saranno Gianfranco Di Natale, attuale direttore generale di Smi e Astrid Galimberti che ricopre lo stesso ruolo im Anfao. Le associazioni confederate manterranno la loro autonomia operativa in alcuni ambiti come la gestione di eventi e fiere. Resteranno poi in carica i presidenti delle singole associazioni. In questo ambito è poi prevista a luglio la nomina del successore di Marenzi, in scadenza di mandato.

La federazione, presentata oggi a Milano alla presenza del presidente di Confidustria Vincenzo Boccia e al sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto, sarà operativa dal 2018, quando è previsto anche il trasferimento nella nuova maxi sede di corso Sempione. “Con questo nome, Confindustria moda – ha sottolineato il neo presidente Marenzi – vogliamo sottolineare la nostra anima industriale. Ogni associazione ha fatto un passo imdietro per dare vita a questo progetto, importante per rafforzare l’immagine del sistema moda italiano”. “Siamo riusciti a superare l’individualismo che ha contraddistitnto il sistema per molto tempo”, ha aggiunto Marcolin.

Il nucleo originario di Confindustria moda è destinato a crescere. A breve, infatti, è prevista l’adesione anche di Unic-unione nazionale industria conciaria.

Il progetto è frutto della riforma Pesenti che prevede la semplificazione delle sigle confindustirali e del tavolo della moda istituito dal ministero dello Sviluppo economico.

Due concerti di Primavera per la Cororchestra Vianney a Torino

Due concerti di Primavera per la Cororchestra Vianney a Torino

6 maggio 2018 | ,
La Cororchestra Vianney nasce nel 2004, dall’unione fra la Corale Polifonica Vianney, diretta da Matteo Gentile  e l’Orchestra Ensemble Giovanile Vianney, diretta da Marco Raiteri, entrambe appartenenti al Laboratorio Musicale dell’Associazione Polisportiva Vianney di Torino.

Il primo appuntamento si terrà Venerdì 11 maggio 2018  alle ore 18,30 con un saggio della scuola musica Vianney presso il Teatro Vianney in via Giulio Gianelli 8 a Torino, proseguendo poi alle 21,15 on il Concerto di Primavea  presso la Parrocchia San Giovanni Maria Vianney in Corso Benedetto Croce, sempre a Torino. 

Protagonista alle 21,15 dunque la Cororchestra Vianney  (Direttore Marco Raiteri) al 1° Concerto di Primavera insieme al Gruppo d’Archi “Sharing” (Direttore Matteo Gentile), costituita dai giovani delle scuole torinesi ad indirizzo musicale e non solo.

Il concerto, costituirà anche l’occasione per presentare al pubblico proprio Matteo Gentile, il nuovo giovanissimo Direttore di coro (appena diciottenne), che dallo scorso settembre guida la Corale Polifonica Vianney, succedendo al Maestro Marco Ravizza che per oltre 10 anni ha diretto la formazione di voci, e che per impegni concertistici in Italia ed all’estero ha dovuto cedere la collaborazione con il Laboratorio Musicale Vianney.

Il secondo importante appuntamento  della stagione primaverile  si terrà sabato 12 maggio 2018, ore 17.00 nella splendida cornice barocca della Cappella deBanchieri, Negozianti e Mercanti di Torino. 

Anche qui una parte del concerto sarà dedicata all’orchestra d’archi “Sharing” che ci proporrà un repertorio da tutto il mondo, in classica tradizione Cororchestra Vianney,  ensemble ufficiale della Congregazione, con un programma rinnovato di canti e suggestioni musicali.

 

LaPia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti di Torino venne istituita nel 1662 presso la chiesa della Compagnia di Gesù della città, i Santi Martiri, e venne ufficialmente riconosciuta da papa Alessandro VII nel 1663. Inizialmente l’associazione stabilì la sua sede in un piccolo oratorio che nel 1692 fu sostituito dall’attuale ampia cappella, grazie al diretto interessamento di padre Agostino Provana (1641-1726), che riuscì a coinvolgere nell’impresa il grande pittore Andrea Pozzo (1642-1709), e alla guida dell’ingegnere civile e militare Michelangelo Garove (1648-1713). Nel 1694 padre Provana chiamò da Milano il pittore Stefano Maria Legnani (detto il Legnanino, 1661-1713) per affrescare le volte con temi incentrati sulla “Storia della Salvezza” tratti dell’Antico e del Nuovo Testamento. L’artista terminò il suo lavoro con l’aiuto del fratello Tommaso e dei quadraturisti Giovanni Battista e Girolamo Grandi, a spese dei Gesuiti, nel dicembre del 1695. Nei due decenni successivi le pareti della Cappella vennero progressivamente ornate con dodici grandi quadri ispirati al tema dell’Epifania. I primi dipinti vennero registrati nel 1694, l’ultimo nel 1712: sono opera di artisti come Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (attribuito, ora in Sacrestia), Andrea Pozzo, Sebastiano Taricco, Luigi Vannier, Stefano Maria Legnani  Niccolò Carlone. Nel corso del Settecento i confratelli si preoccuparono di adeguare le originarie suppellettili della cappella allo splendore dell’arredo pittorico. Degni di nota a questo proposito sono i preziosi lavori di scultura di Carlo Giuseppe Plura, gli arredi lignei (i banchi, la cantoria e l’organo) e marmorei (l’altare).