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Il Mondiale Degli Spumanti Va A Casa Ferrari: Lo Champagne E’ Un Passo Indietro

Il Mondiale Degli Spumanti Va A Casa Ferrari: Lo Champagne E’ Un Passo Indietro

8 novembre 2021 | ,

Ferrari è un nome vincente, e su questo ci sono tanti precedenti. Ancora una volta brilla sulla concorrenza sorpassando in casa la Francia siamo sul gradino più alto del podio al Mondiale delle bollicine l’edizione 2021, al The Champagne & Sparkling Wine World Championships, concorso ideato e presieduto da Tom Stevenson, per la quarta occasione la nota casa spumantistica trentina raggiunge il vertice dell’Olimpo. Merito di 12 medaglie d’oro e otto d’argento, che le consentono di aggiudicarsi il titolo di “Sparkling Wine Producer of the Year”.

La casa Lunelli si conferma la TrentoDoc come denominazione italiana più premiata, la vittoria dell’Italia sulla Francia, vede 58 medaglie d’oro contro le 52 dei francesi, le medaglie d’oro non vanno solo alle grandi Riserve, ma anche i suoi TrentoDoc non millesimati, come il Ferrari Brut, l’etichetta più iconica della Casa Trentina – già “Blanc de Blancs World Champion” nel 2016 e “Best Italian Sparkling Wine” nel 2020 – e il Ferrari Maximum, sia nella versione Blanc de Blancs sia Rosé.

Sono state 1000 le etichette provenienti da tutto il mondo a competersi il podio, perfino il Giappone che partecipa per la prima volta.

I paesi premiati al The Champagne & Sparkling Wine World Championships con almeno una medaglia sono stati ben 19, un’attenzione attenta e qualitativa nel valutare e scoprire nuove etichette che meritano un’opportunità, la mission rimane scoprire e premiare l’eccellenza data da un lungo e continuo divenire, divenire uno spumante metodo classico degno di nota.

 

Matteo Lunelli Ferrari

Ma la sfida continua. Si attende la “Virtual Ceremony Awards Week”, il 22 novembre verranno rivelati  i premi speciali, come le bollicine migliori di categoria “Best in Class”, i vincitori delle competizioni nazionali e i Campioni mondiali per Stile.

Tartufo E Vino: qual è Il calice giusto da abbinare?

Tartufo E Vino: qual è Il calice giusto da abbinare?

2 novembre 2021 | , ,

Si parla di tartufo e vino, e la regola giusta da seguire, l’accostamento al più prezioso dei funghi esistente, perché è di questo che si tratta, (fungo sotterraneo, ipogeo), non vanta un ordine fisso sul vino da destinare per amplificare il suo ricercato sapore, e al tal proposito vogliamo approfondire diverse scuole di pensiero sulla tipologia che vince l’accoppiata, “rosso, bianco, o bollicine,” possono essere perfetti duetti nel repertorio culinario.

Innanzi tutto c’è da ricordare che le differenze tra il tartufo nero e il tartufo bianco sono definite dall’aroma ben precisa, quindi bisogna fare molta attenzione a non sovrastarli. Famosi sono i tartufi bianchi di Alba e di Acqualagna, ma in pochi sanno che sull’appennino calabro-lucano si scovano degli eccellenti tartufi bianchi.

Di tartufi c’è ne sono di diversi, estivi, autunnali, scorzoni, il famoso tartufo nero pregiato di Norcia. Ma vediamo nello specifico come abbinare il vino al tartufo nero e al tartufo bianco.

 

Scorzoni

Tartufo Nero

Se il tartufo nero viene utilizzato per i primi piatti, l’abbinamento più azzeccato è un vino di media corposità, se invece ci orientiamo in dei secondi piatti i vini strutturati e longevi si sposano con più  armonia.

Ad esempio, potrebbero risultare perfetti dei vini rossi come il Barolo, un Pinot Nero, un Nebbiolo delle Langhe, un Taurasi Campano, un Bordeaux. Nel caso vogliate abbinare al tartufo nero un buon vino bianco, potrete optare per un buon Roero Arneis, del Riesling di Abbazia di Novacella, e del  Soave di Bertani.

 

Tartufo Bianco

Vediamo il più amato tra i tartufi, quello Bianco pregiato, prevalentemente a crudo, carni, pasta e risotti sono le pietanze dove trova la sua connotazione perfetta, gli accostamenti? Vediamoli:

Vini dal bouquet delicato, rosso o bianco che sia, non deve rovinare l’aroma del tartufo,  in questo caso, potrebbero essere un Barolo, un Dolcetto d’Alba, uno Chardonnay delle Langhe, un Cabernet franc longevo. Se decidiamo di abbinare un bianco noi consigliamo un Gewurztraminer, e vini bianchi dell’Etna.

Nelle mie preferenze che si abbinano al meglio al tartufo bianco che sia al nero sono quelli a base di Nebbiolo affinati, morbidi e corposi, in modo da lasciare intatto l’aroma pregevole del tartufo.

E le bollicine? Bene in Francia così come in Italia, meno frequente però, c’è l’abitudine di abbinare al tartufo bianco lo Champagne, o degli eccellenti Franciacorta. Personalmente avendo provato l’effetto dell’anidrite carbonica che pulisce il palato la sensazione è stata piacevole, ma va sicuramente da persona a persona.

Magari potete provare se non l’avete ancora fatto…

Art Hotel Villa Amistà: L’Amarone è Sempre L’étoile

Art Hotel Villa Amistà: L’Amarone è Sempre L’étoile

18 ottobre 2021 | , ,

Siamo in Valpolicella per narrarvi la realtà di Byblos Art Hotel Villa Amistà

L’estesa campagna e il silenzio della natura fanno della Valpolicella uno dei più importanti territori enologici italiani, un territorio noto in tutto il mondo. La quiete di un piccolo borgo per potersi rigenerare ed ascoltare i nostri sensi, i vigneti che offrono una vista meravigliosa, e lui il buon vino: L’Amarone della Valpolicella, non vorreste essere già li?

 

Per celebrare il mese della vendemmia e uno dei vini più eccellenti del mondo, Byblos Art Hotel Villa Amistà, hotel 5 stelle lusso nel cuore della Valpolicella, ha creato Amarone Flavours, un pacchetto pensato per vivere un weekend da favola nella  splendida villa veneta del XVI secolo, un raffinato parco settecentesco circonda la villa insieme in un gioco di fontane in marmo e spettacoli d’acqua. Il designer Alessandro Mendini, le ha dato nuovo vigore attraverso i suoi interventi di ristrutturazione in chiave moderna. Un hotel e un museo contemporaneamente che mettono in fusione le ultime tendenze di arte e design.

 

La proposta prevede due pernottamenti in camera doppia con prima colazione e una cena per due persone al Ristorante Amistà (1 stella Michelin) a tema “Valpolicella e Ricordi”, menu di quattro portate creato dallo Chef Mattia Bianchi per esaltare, tra ricerca e tradizione, i sapori delle terre che hanno ispirato la storia d’amore più famosa del mondo.

 

 

Per gli ospiti è riservata una speciale degustazione in una prestigiosa cantina della Valpolicella con transfer gratuito organizzato dell’Hotel, mentre per concludere l’esperienza in totale relax, nel pacchetto è compreso l’accesso di un’ora in esclusiva al centro benessere “ESPACE BYBLOS”. Disponibile fino al 28 dicembre 2021

E la bellezza di un luogo ci cattura, e l’eccellenza di un vino ci accarezza, e i secoli di un vitigno insegnano, e l’esperienza del buono resta, resta sempre…

 

www.byblosarthotel.com/it

www.ristoranteamista.it

Byblos Art Hotel Villa Amistà

via Cedrare, 78 | Corrubbio di Negarine (Verona)

La Vendemmia E Il Fascino Di Cusumano

La Vendemmia E Il Fascino Di Cusumano

13 ottobre 2021 | ,

La Vendemmia di Montenapoleone ci ha portato da Cusumano per un calice di Noà nella casa museo di Alessandro Manzoni.

Milano 12 Ottobre siamo nel cuore di Milano, alle spalle di Piazza della Scala, Alessandro Manzoni apprezzava sovente un calice di buon vino alla sua tavola, possiamo osservare in molti riferimenti alla vite e al vino nelle pagine dei Promessi Sposi, «A destra e a sinistra, nelle vigne, sui tralci ancor tesi, brillavan le foglie rosseggianti a varie tinte» (cap.IV) fino al famoso episodio di Renzo nell’Osteria della Luna Piena (cap. XIV e XV).

Noà il Cru di Cusumano 2017, una Sicilia DOC da uve di Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon, cresciuti in collina ad una altitudine di 300m slm nella tenuta Presti e Pegni a Monreale.“Tenuta Presti e Pegni – racconta Diego Cusumano – è il calore, il sole della Sicilia. Delle nostre tenute è probabilmente quella che più rispecchia l’immagine che solitamente si ha dell’isola.

 

CUSUMANO_Noà

 

I vigneti sono in collina, esposti al sole dall’alba al tramonto. A rinfrescare l’aria ci pensa labrezza del mare, a circa 10 km di distanza, i terreni sono argillosi fattore che conferisce complessità ai vini, a partire dal colore. Oltre alle vecchie vigne di Nero d’Avola si allevano i vitigni internazionali – Merlot, CabernetSauvignon e Syrah. Qui nasce il Super Sicilian Noà, da uve Nero d’Avola – 40%, Merlot – 30%e Cabernet Sauvignon 30%. Le rese sono basse, la selezione è accurata: solo i migliori grap-poli, infatti, arriveranno a maturazione per essere raccolti a mano. Seguono la diraspatura e la fermentazione a temperatura controllata di 28°- 30°C per 10/15 giorni, la malolattica incarati di rovere e poi, l’affinamento negli stessi per 12 mesi per poi concludere l’affinamento in bottiglia.

L’annata 2017 di Noà ha ricevuto i 5 grappoli Bibenda e 93 punti da James Suckling. Anche durante Il Wine Tasting  Grandi Cru con Montenapoleone District è stata battuta da Christie’s il il 12 ottobre alle 18.30 nell’Hotel Principe di Savoia.

Roma dal 18 al 24 che porta i vini Cusumano e Alta Mora in degustazione nella Boutique  di Brunello Cucinelli in via Borgognona. Il saper fare, la centralità del Patrimonio Umano, il rispetto e la cura della natura sono i caratteri distintive delle due marche unite in questa occasione nel segno del convivio.

Vini Seducenti: Le Etichette Perfette Per Sorprenderla

Vini Seducenti: Le Etichette Perfette Per Sorprenderla

2 marzo 2021 | , ,

Approcciarsi alla passione per il vino rende alcuni dei nostri sensi più sensibili, un profumo, un colore, un sapore, ed è subito amore per il buon bere. Rosso o bianco che sia crea un lungo piacere sensoriale.

 

Spesso il vino è inebriante perché è in grado di sprigionare una galleria di sensazioni organolettiche e olfattive. Il vino è un’incredibile microcosmo tutto da scoprire, sempre e comunque da degustare.

In questo articolo vi sveleremo dei vini seducenti per ammaliare e sorprendere a colpi di etichette, che sia un’occasione speciale, o un regalo, questi consigli vi renderanno decisamente affascinanti.

Quindi ricordatevi non dovete essere esperti, ma amanti. Qui di seguito la mia personale lista che lascia sempre un’impronta.

 

Pinot Nero Riserva Praepositus Abbazia di Novacella, qui siamo in Alto Adige. E’ definito un vino complesso, il suo colore rosso rubino lo rende aristocratico, le sue caratteristiche aromatiche di tabacco e petali di rosa lo rende coinvolgente, in bocca arrivano sapori corposi di frutti rossi, lampone, e ciliegia. Dona il suo massimo se viene degustato accompagnato da pietanze di carne, ma non delude mai neanche in solitudine ovunque voi siate.

 

Praepositvs

 

 

“Silenzio” di Tenuta Coste Ghirlanda, qui le uve di Zibibbo sono la punta di diamante, sa di miele e sale, così come viene definito, e se lo assaggi non ti viene altro in mente. Un vino quindi sapido e secco, l’aroma ti cattura col suo profumo di acacia. Sceglilo se vuoi apparire discreto e attento ai dettagli, si ma sempre con le giuste portate, formaggi, e primi piatti di pesce.

 

Silenzio

 

Artemisio IGT 2009 cantina di Peter Wiegner siamo sulle pendici dell’Etna, un cabernet Franc al 95% che si presenta con tutta la sua prepotenza, affina per 15 mesi in barriques di rovere francese. Il mio primo assaggio lo devo al Sommelier Carmelo Di Pasquale, alla Locanda Don Serafino. Ma torniamo al vino, è subito intenso non appena lo avvicini al naso, ti arriva la frutta rossa, ciliegia, prugna, e poi cambia, peperone rosso appena tagliato. Qui gli abbinamenti sono chiari, carne, carne e ancora carne… Io l’adoro.

 

Artemisio

 

Spumante Metodo Classico di Carricante Brut Planeta, un gioiellino siciliano DOC, uve autoctone, delle bollicine che non deludono le aspettative. Cresce sulle sabbie laviche dei versanti dell’Etna, il perlage è fine, ha una bella mineralità data ovviamente dal territorio, sapido e fresco è perfetto per accompagnare l’aperitivo, o una cena dai sapori di mare.

 

Planeta Carricante

 

 

Franciacorta Brut Rosé DOCG 2016 Ferghettina. Uno spumante rosè che spicca per eleganza, riposa sui lieviti almeno 36 mesi, è perfetto per accompagnare pesce e crostacei.

 

Franciacorta Brut Rosé DOCG Ferghettina

 

Avrei ancora un paio di etichette da suggerire, ma risultano essere più ricercate, noi preferiamo allargare i nostri orizzonti puntando ai grandi vini, si ma non svuotando il portafoglio.

Quali sono i vini pregiati meno conosciuti del Piemonte?

Quali sono i vini pregiati meno conosciuti del Piemonte?

10 febbraio 2021 | , ,

I vini della regione Piemonte sono famosi nel panorama vinicolo di tutto il mondo, chi tra gli appassionati del vino non conosce bene l’aroma ricca del Barolo, le note acide del Barbera, le sfumature del Barbaresco, il retrogusto di mandorla nel Dolcetto, sono etichette che mettono d’accordo tutti.

Ma indubbiamente come in molte cose esiste una realtà meno nota, al di là delle degustazioni sdoganate dietro alla splendida cornice dei vini piemontesi, non tutti conoscono le etichette meno famose, noi siamo qui per svelarvi la prossima degustazione da non perdere. Scopriamoli insieme.

 

Partiamo dal Timorasso, che è un vitigno autoctono portato quasi all’estinzione, questo vino dimostra di essere un gran bianco, dalle note agrumate, molto sapido e minerale, gli aromi terziari di frutta secca gli donano grande eleganza. Le vigne sono diffuse nella zona di Tortona, in provincia di Alessandria.

Il Lista rientra anche il Bramaterra anch’esso poco conosciuto ma di grande carattere, l’invecchiamento lo rende gradevole e corposo, riposa 22 mesi, di cui 18 in legno, o nella versione più pregiata, 34, di cui 24 in legno, naturalmente per il riserva affiorano caratteristiche più piene. La collocazione dei vigneti è tra i 200 e i 600 metri sopra il livello del mare, ha un’ottima esposizione solare, Nello specifico, la zona di produzione comprende sette comuni: Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco e Sostegno in provincia di Biella, Lozzolo e Roasio in provincia di Vercelli.

Nascetta, o ( Nas-cëtta), risulta essere il meno conosciuto, un autoctono delle Langhe che sa esprimere il territorio, giallo paglierino, profuma di miele di acacia, agrumi ed erbe aromatiche. Si percepiscono lievi sentori di moscato, un vino persistente.

Erbaluce o Erbalus è uva bianca autoctona chiamata appunto così, perché biancheggiando risplende, il vitigno risale ai primi del 1600. Le zone di produzione in cui è consentita la coltivazione si trovano nel Vercellese e nel Biellese, ma è tra le colline del Canavese.  La DOC è stata istituita nel 1967, mentre il riconoscimento della DOCG è avvenuto l’8 ottobre del 2010. E’ un bianco sapido dal retrogusto leggermente mandorlato, si presta  all’invecchiamento che lo rende ancora più interessante.

Adesso tocca a voi appassionati degustatori scoprirne le sensazioni che regalano al palato, perché come si sa ad ognuno il suo personale giudizio.

Il Vino rosso è come l’amore fa bene al cuore: Un Bicchiere Di Vino Prima Di Andare A dormire

Il Vino rosso è come l’amore fa bene al cuore: Un Bicchiere Di Vino Prima Di Andare A dormire

12 novembre 2020 | ,

E’ ufficiale un bel bicchiere di vino rosso alla sera prima di andare a dormire aiuta a rilassarsi, dagli studi emersi dall’università di Harvard, l’ora ideale per bere un bicchiere di buon vino è proprio quella prima andare a dormire, questo sublime nettare libera endorfine, gli ormoni del benessere, che alzano l’umore e ci aiutano prolungare la sensazione di benessere.

È sempre stata storia che il vino rimane ai primi posti nella classifica dei nostri alimenti preferiti, ovvero dei cibi che oltre ad essere deliziosi se consumati con moderazione diventano una sana abitudine quotidiana.

Il vino, rigorosamente rosso (contiene un’alta quantità di polifenoli), quindi come è risaputo bere un bicchiere di vino rosso ogni giorno fa bene al cuore, ma forse quello che molti di noi non sanno è che tra i suoi benefici c’è anche la capacità di rilassarci.

Tra le bevande alcoliche il vino rosso, è forse l’unico ad avere degli effetti positivi sulla nostra salute. Secondo numerosi studi, infatti, bere vino rosso riduce il rischio di mortalità. Quali sono alcuni  motivi?  Il vino rosso elimina i radicali liberi e protegge il cuore, e  ha un’azione antinfiammatoria e antitumorale.

 

Buono a Sapersi

Le calorie dipendono dalla scelta del vino: quello rosso contiene per un bicchiere da 80 a 120 calorie, quello bianco fino a 110 calorie e il prosecco fino a 150 calorie. Ovviamente il tutto dipende dalla gradazione.

 

 

 

La quantità giornaliera consigliata come consumo sono due bicchieri quindi, l’altro, potrebbe essere bevuto a pranzo, ogni organismo è diverso e riesce a tollerare differentemente l’alcool, per questa ragione non bisogna mai assolutamente esagerare.

Della buona musica, un bagno caldo, e un buon bicchiere di vino prima di andare a dormire soddisfano ogni bisogno…

La Ciau Restaurant Una Perla In Più Nelle Langhe Stellate Dell’alta Cucina

La Ciau Restaurant Una Perla In Più Nelle Langhe Stellate Dell’alta Cucina

29 giugno 2020 | , , , , ,

Nelle Langhe c’è un’eccellenza dove brilla una stella Michelin, grazie alla cucina di Maurilio Garola, fondatore della Ciau Restaurant a Tornavento, un’esperienza esclusiva in un luogo unico nel suo genere, panorama mozzafiato a perdita d’occhio sui vigneti delle Langhe, dove le Alpi si snodano incoronate da una moltitudine di scenari.

L’occhio trova sempre la sua parte in questa straordinaria location, un insieme che unisce e mette in prospettiva la bellezza del territorio patrimonio dell’umanità, e la cultura enogastronomica di una cucina selezionata dai grandi prodotti del territorio.

Chilometro zero e materie prime selezionatissime, la carne la fa da padrona regina di una filiera nota in tutto il mondo, ma anche il pesce e tutti gli altri prodotti sono rigorosamente piemontesi.

La location offre quattro belle camere anch’esse eleganti, curate e molto intime per offrire alla clientela la possibilità di godere più a lungo di questa Maison di alta cucina.

 

Il ristorante si presenta in tutta la sua raffinatezza, punto forte la terrazza con giardino per consumare un aperitivo in compagnia di un panorama mozzafiato. Il meraviglioso spazio esterno contribuisce a fare di questo ristorante un vero Relais per palati affini.

La Cantina de La Ciau del Tornavento è classificata tra le 88 più grandi del mondo con la prerogativa singolare di essere creata per il 70% da vini italiani. Soltanto di Barolo ci sono circa 1000 referenze. Il Sommelier Luca Ronchail è il curatore di tante meraviglie enologiche.

 

Un’altra chicca gastronomica è la stagionatura di salumi e formaggi, menzioniamo la Toma d’ la paja, la Robiola di Roccaverano, la Robiola di pecora, la Toma di Murazzano (di pecora), il Bra “ciuch” (stagionato sotto le vinacce di Barbera), il Gorgonzola dolce di Novara, la Toma Valdese, il Taleggio, la Toma di latte vaccino stagionata nelle spezie.

 

 

Due spazi dedicate alle cucine, quello per la pasticceria è separato dalla zona principale. A condurre l’orchestra insieme a Maurilio Garola c’è Marco Lombardo, e uno staff preciso e d efficiente. In sala troviamo Nadia Benech compagna di Garola, e perfetta padrona di casa.

Tra le tante lusinghe gastronomiche in tavola alla Ciau ci sono le frattaglie, tipiche ricette culturali del territorio, che sono identità culinarie del Piemonte, come il tartufo.

Questo luogo racconta in pieno la filosofia e lo stile di questo territorio, insieme alle sue produzioni enologiche, creando così un filo conduttore che avvicina sempre più un pubblico attento ed esigente proveniente da ogni parte del mondo, perché gli appassionati dell’alta cucina sono l’anello che completa gli amanti dei vini, e viceversa.

 

 

 

RISTORANTE LA CIAU DEL TORNAVENTO

 

Ristorante La Ciau del Tornavento

Piazza Baracco, 7

12050 Treiso (CN)

Tel. 0173.638333

http://www.laciaudeltornavento.it

 

Il Barolo Il Re Dei vini Piemontesi Italiani

Il Barolo Il Re Dei vini Piemontesi Italiani

8 giugno 2020 | , ,

Il Vino Barolo è fra i rossi italiani il più apprezzato e conosciuto nel mondo. Le sue nobili origini affondano le loro radici in Piemonte, dove i primi a produrlo furono i nobili Falletti di Barolo. Quando la Marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo offrì al Re Carlo Alberto di Savoia la sua produzione, il sovrano ne rimase letteralmente conquistato, così da trasformare il Barolo in un vero e proprio portavoce della Corte dei Savoia presso le altre corti europee.

La produzione
Si ottiene da uve Nebbiolo, prodotte esclusivamente nei territori dei comuni di Barolo, Serralunga d’Alba e Castiglione Falletto. Anche una parte dei comuni di Monforte d’Alba, Diano D’Alba, La Morra, Roddi, Novello, Verduno, Cherasco e Grinzane Cavour rientra nella sua zona di produzione: si tratta di terreni argillosi o calcarei, rigorosamente situati tra i 170 e i 540 metri s.l.m. Il primo riconoscimento avviene nel 1966 con la DOC e successivamente ottiene la DOCG, nel 1980.

 

Uve Nebbiolo

 

Le sue caratteristiche
Il Barolo è un vino rosso rubino intenso, con caratteristici riflessi aranciati, ha un patrimonio olfattivo complesso. Fruttato e speziato, regala sentori di confettura di lampone e ribes nero, ciliegie sotto spirito, fiori appassiti, lacca, spezie, cuoio, pepe verde, anice, noce moscata e liquirizia, ma è soprattutto il legame con la terra a trasformarlo in un vino eccezionale unico al mondo.

Necessità di un lungo invecchiamento, superiore a tre anni: se invecchia per più di cinque anni, aggiunge la denominazione “Riserva”. È un vino corposo, robusto, adatto a pietanze a base di carne, formaggi stagionati e piatti a base di tartufo. Esiste una versione speziata chiamata Barolo Chinato, adatto ad accompagnare i dolci.

 

“Il vino è un compagno problematico” diceva Luigi Veronelli.
E’ una bella frase perché ogni vino ha il suo fascino e il suo gusto, che si incastra alla nostra personalità, regalandoci un effetto diverso e spontaneo in ogni assaggio. Ogni vino è quindi un viaggio personale di carattere e profondamente culturale.

Torna a Rieti il grande evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche: il “Giro d’Italia”

Torna a Rieti il grande evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche: il “Giro d’Italia”

16 novembre 2019 | , ,

Per la VII edizione oltre all’Associazione Italiana Sommelier Lazio delegazione di Rieti, alla CopagriLazio ed al Ristorante La Foresta saranno protagonisti anche la Federazione Italiana Cuochi delegazione di Rieti, L’Istituto Alberghiero di Rieti, L’Istituto Tecnico Agrario, L’Istituto Alberghiero di Amatrice, il Cigar Club di Rieti ed il Centro Sperimentale Carlo Jucci.

Dopo il successo degli anni passati, ci si prepara al tutto esaurito per l’evento unico nel suo genere nel Centro Italia.
Alle ore 11.00 di sabato 23 novembre si taglierà il nastro per dare inizio alla manifestazione, che vede da 7 edizioni, la fattiva collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier Lazio delegazione di Rieti, di Copagri e del Ristorante La Foresta, per un evento che è diventato un appuntamento imperdibile, che anche per questa occasione riserverà tante novità.
Un progetto che nasce con l’intento di promuovere grandi e piccole produzioni enologiche ed agroalimentari, stimolando la cultura, la curiosità del pubblico e la professionalità degli addetti ai lavori.

Sarà l’occasione, come ogni anno, per un incontro diretto con i produttori, anche a scopo commerciale: vino, birra, olio, miele, lenticchie, salumi, formaggi, confetture, pane, marroni, dolci tradizionali e caffè si alterneranno in un percorso gustoso ed affascinante.
In questo contesto storico e socioeconomico in continua evoluzione, siamo convinti che gli imprenditori del comparto agroalimentare, possano essere i protagonisti del cambiamento e delle evoluzioni del settore.

Fortemente voluto da AIS Lazio delegazione di Rieti e da Copagri, dopo l’esperienza positiva delle precedenti edizioni, “Giro d’Italia” continua ad essere un progetto di promozione ed aggregazione delle eccellenze Italiane, con un particolare focus alle aziende laziali. I produttori, distributori ed operatori commerciali presentano al pubblico le proprie produzioni di vino, bevande, infusi e distillati, oltre che di generi agroalimentari, in un fondersi di qualità, tradizione e innovazione, all’evento, gli espositori sono uniti dall’intento di incrementare non solo il commercio ma di aprirsi all’innovazione e quindi allo sviluppo di nuove idee. Sono attesi oltre 2 mila visitatori che potranno avere un incontro diretto con oltre 130 aziende vitivinicole e 70 legate al settore del beverage e del food.  Dibattiti, convegni e seminari di approfondimento si alterneranno per tutti coloro che vorranno avvicinarsi al mondo dell’agroalimentare italiano.

Lo sforzo di valorizzare il settore enogastronomico richiede azioni mirate e organiche. In quest’ ottica la manifestazione rappresenta una specifica iniziativa volta a promuovere le capacità di uomini e imprese del nostro territorio. La strada della qualità, infatti, è l’unica da perseguire per superare l’attuale crisi economica e quindi mantenere competitivi i prodotti sui mercati.

La lista ufficiale dei partecipanti:
I Produttori di vino:

Abruzzo:
Castelsimoni,Masciarelli,Tenuta dei Tigli, Citra Vini, Coste di Brenta, Marramiero, Tenuta De Melis, Cantine Lampato, Sincarpa, Novaripa, Biagi
Alto Adige:
Kellerei Kaltern, Abbazia Novacella, CantinaTramin
Campania
Mastroberardino
Emilia Romagna
Terre della Pieve, Tenuta il Plino
Francia
Gmf Grandi Marchi Francesi
Friuli
Genagricola, Puiatti

Lazio
Tenuta La Pazzaglia, Cantina Leonardi, Giovanni Terenzi, Lazzaro Diffusion, Doganieri e Miyazaki, Birra Alta Quota, Cantina Stefanoni, Rossi Distribuzione,Casale del Giglio, Molinari, Cantina dei Colli Sabini, Birre Maccardi, Papalino, BFR di Baldinelli Ferri Rossano& Raffaele, Casata Mergè, Arcadia, Cantina Le Macchie, Simoni Vini, Merumalia, Poggio alla Meta, Vigne del Patrimonio
Liguria
Cantine Lunae, Giacomelli
Lombardia
Berlucchi Guido, Ballavista, Contadi Castaldi, F.lli Berlucchi
Marche:
Cantina dei Colli Ripani, Azienda Santa Barbara, Alberto Quacquarini, Marotti CampiAzienda Santa Barbara, Velenosi Vini, Silvestroni, Lucchetti
Piemonte:
Vietti, Beni di Batasiolo, La Scolca, Marchesi di Barolo, Gozzelino Sergio, Distilleria Sibona, Ceretto, Borgogno, Abbona Marziano
Puglia:
Cantine Merinum
Sardegna
Sella & Mosca, Cantina Santadi
Sicilia
Poggio di Bortolone, Feudi del Pisciotto, Cummo Vini, Birgi Vini, Abbazia Santa Anastasia, Carlo Pellegrino, Firriato, Planeta
Toscana
Ruffino, Castello Banfi, Marco Capitoni, Villa a Sesta, San Felo, Lombardo, Campo del Monte, Domini Castellare di Castellina, Rocca di Frassinello, Il Borro, Petra, Teruzzi, Col d’Orcia, Casale Falchini, Tenute Folonari, Distilleria Marzadro
Trentino
Tenuta San Leonardo, Letrari
Umbria
Lorenzo Cecchetelli, Colle Uncinano, Poggio Maiolo, Cantina Sandonna, Castello di Corbara, La Palazzola, Leonardo Bussoletti, Tenuta Cavalier Mazzocchi, Terre della Custodia, Leonucci
Veneto
La Tordera, Corte Merci, La Tordera, Allegrini, Sartori, Bertani Domains, Tenuta Sant’Anna, Masi, Andreola

 

Il sito ufficiale della manifestazione contiene approfondimenti ed il programma dettagliato http://www.giroditaliarieti.it/ in continuo aggiornamento.

Piemonte: Alla Scoperta dell’Ovada DOCG Grande Vino Del Territorio

Piemonte: Alla Scoperta dell’Ovada DOCG Grande Vino Del Territorio

1 novembre 2019 | , ,

Nell’Anno dedicato al Dolcetto il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG promuove il proprio territorio, l’ovadese, tra paesaggi, tradizioni, enogastronomia, vigne e saperi, protagonista un vino tutto da scoprire.

 

Ovada, la manifestazione itinerante “Cantine a Nord Ovest”, organizzata da Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta, ci racconta ampiamente i vini del Piemonte – in particolare quelli lontani dalle solite rotte turistiche  fa tappa nell’ovadese con “Ovada Revolution”. Alla scoperta dell’Ovada DOCG e dei paesaggi, della storia, delle persone che rendono unico questo territorio a cavallo tra Piemonte e Liguria.

 

 

L’esperienza è divertente, coinvolgente e gourmet. E’ una grande degustazione diffusa sul territorio, un itinerario su misura girovagando tra vigneti, cantine e castelli per assaggiare di tappa in tappa il meglio della produzione vitivinicola e gastronomica del territorio. Delizie della cucina ovadese, un curioso e goloso mix tra la tradizione culinaria monferrina e quella della vicina Genova, accompagnate da calici di Ovada DOCG, uno dei grandi rossi piemontesi e vanto del territorio, in una degustazione guidata direttamente dai produttori.

 

Un ‘occasione unica nell’Anno dedicato al Dolcetto, per scoprire un territorio ancora poco conosciuto in un saliscendi tra le colline vitate e puntinate di castelli, fortezze e manieri (sono ben 19) che rendono unico il profilo paesaggistico e storico dell’ovadese.

CANTINE ADERENTI
“Ovada Revolution” vede protagoniste 19 aziende.
• Ca-Bensi – Tagliolo Monferrato
• Ca’ del Bric – Montaldo
• Cà Mimia – Tagliolo Monferrato
• Cantine Alma – Cassinelle
• La Piria – Rocca Grimalda
• Casa Wallace – Cremolino
• Cascina Belvedere 1932 – Mornese
• Cascina Boccaccio – Tagliolo Monferrato
• Cascina Boccia – Tagliolo Monferrato
• Cascina Gentile – Capriata d’Orba
• Cascina La Signorina – Carpeneto
• Cascina San Martino – Ovada
• Castello di Grillano – Ovada
• Castello di Tagliolo – Tagliolo Monferrato
• Forti del Vento – Castelletto d’Orba
• Fratelli Facchino – Rocca Grimalda
• La Valletta – Cremolino
• Pestarino Alvio – Capriata d’Orba
• Rocca Rondinaria, Castello Rocca Grimalda – Rocca Grimalda

 

CANTINE A NORD OVEST, SLOW FOOD
Cantine a Nord Ovest è una manifestazione che incarna perfettamente i valori di Slow Food e offre, a chi partecipa, un’opportunità unica di “fare turismo enogastronomico”, di riscoprire e conoscere le terre e i loro prodotti tipici, storie di uomini e donne che producono e si tramandano segreti e tradizioni. Il nuovo che convive con l’antico e gli dà nuova vita, nuova forza, nuovo slancio.

 

L’OVADESE E L’OVADA DOCG
L’Ovada DOCG è prodotto interamente con uve Dolcetto coltivate in 22 comuni collinari dell’Alto Monferrato Ovadese e immediati dintorni, tra Acqui e Gavi, dagli Appennini verso la valle del Po ad un’altitudine di 200-400 mt sul livello del mare. Dalla grande vocazione vitivinicola, l’ovadese presenta molte diversità sia in termini di colture che di biodiversità con boschi, vigneti e pascoli. Incastonato tra borghi medievali e antichi castelli, è baciato dai vicini venti di mare che caratterizzano e rendono unici i sapori dei suoi vini. Nell’ovadese nel 1972 viene riconosciuta la prima DOC per il Dolcetto in tutto il Piemonte. Con la Denominazione di Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada DOCG nel 2008 si ottiene il riconoscimento a DOCG.

 

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Best Italian Wine Awards 2019  Ritornano puntuali le 50 migliori etichette d’Italia.

Best Italian Wine Awards 2019 Ritornano puntuali le 50 migliori etichette d’Italia.

17 settembre 2019 | , ,

La passione non si smentisce, ci dà gli strumenti necessari per creare la nostra sostanza, così come nella cultura vinicola è un valore imprescindibile insieme alle sue mille sfumature associate. Il vino ci comunica sensazioni, esperienze che si snodano lungo radici, tradizioni vissute e tramandate, c’è chi afferma che il vino possiede un’anima, l’anima delle persone che lo lavorano, che lo crescono, questo fa riflettere, perché dentro a quella bottiglia esistono tante cose, e se si riesce ad immaginarlo, ogni nota del vino che si degusta sarà un segreto svelato.

 

Siamo all’8a edizione, Milano 16 settembre 2019. Andrea Grignaffini e Luca Gardini hanno lo stesso entusiasmo della prima edizione 50 sono le etichette selezionate con cura e cognizione  attraverso tasting alla cieca dalla giuria internazionale composta da alcuni fra i maggiori esperti di vino al mondo – Kenichi Ohashi, Amaya Cervera, Tim Atkin, Christy Canterbury, Lu Yang, Othmar Kiem, Luciano Ferraro,  Antonio Paolini, Pier Bergonzi, Eros Teboni e Andrea Gori – e dai due fondatori del premio Andrea Grignaffini, critico e giornalista enogastronomico, membro del Comitato Scientifico di ALMA, e Luca Gardini, Wine Killer, palato riconosciuto a livello mondiale e primo italiano entrato in Wine-Searcher che l’ha riconfermato anche nel 2019 fra i primi quattro critici a livello mondiale.

Sul podio 2019, al primo posto, Bolgheri Sassicaia DOC 2016 di Tenuta San Guido (Toscana), seguito da Barolo Monvigliero DOCG 2015 di Burlotto (Piemonte) e da Terminum Gewürztraminer vendemmia tardiva Alto Adige DOC 2016 della Cantina Tramin (Alto Adige).

Nel corso della serata sono stati anche assegnati gli Awards, premi speciali fuori classifica: Premio vino promessa a Fattoria La Vialla con Barricato Bianco – Toscana IGT 2017 – Toscana, Premio vino da uve autoctone rosso a Podere Giodo con Giodo – Brunello di Montalcino DOCG 2014 – Toscana, Premio vino da uve autoctone bianco a Vigne Marina Coppi con Fausto – Colli Tortonesi Timorasso DOC 2015 – Piemonte, Premio vino pop a Tenuta Marino – Terra Aspra – Matera Primitivo DOP 2013 – Basilicata, Premio vino alfiere del territorio a Podere Forte – Petrucci Melo – Orcia DOC 2016 – Toscana, Premio innovative marketing strategy all’Istituto Trentodoc – marchio collettivo territoriale spumante trentino e Premio miglior Sommelier a Valentina Bertini – Wine Manager Gruppo Langosteria – Milano.

 

Best Italian Wine Awards 2019

 

 

AWARDS  PREMI SPECIALI FUORI CLASSIFICA

 

PREMIO VINO PROMESSA

FATTORIA LA VIALLA – BARRICATO BIANCO – TOSCANA IGT 2017 – TOSCANA

Un’etichetta da poco arrivata sul mercato o recentemente riscoperta che si prepara ad entrare nel pantheon dei grandi vini italiani.

PREMIO VINO DA UVE AUTOCTONE ROSSO

PODERE GIODO – GIODO – BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2014 – TOSCANA

Per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca rossa.

PREMIO VINO DA UVE AUTOCTONE BIANCO

VIGNE MARINA COPPI – FAUSTO – COLLI TORTONESI TIMORASSO DOC 2015 – PIEMONTE

Per quell’etichetta ottenuta da bacche autoctone del territorio o da varietà considerabili come tali per la loro storica presenza su quella stessa area di produzione, in grado di mostrare grande aderenza territoriale e varietale.

PREMIO VINO POP

TENUTA MARINO – TERRA ASPRA – MATERA PRIMITIVO DOP 2013 – BASILICATA

Verace e di carattere, ecco due caratteristiche del vino Pop. A questo si abbinano anche fedeltà al proprio territorio di produzione e, cosa non da poco, prezzo contenuto.

PREMIO MIGLIOR SOMMELIER

VALENTINA BERTINI – WINE MANAGER GRUPPO LANGOSTERIA – MILANO

Classe, eleganza e professionalità. Le autentiche e imprescindibili credenziali di un ambasciatore del vino italiano nella ristorazione italiana di eccellenza.

PREMIO ALFIERE DEL TERRITORIO

PODERE FORTE – PETRUCCI MELO – ORCIA DOC 2016 – TOSCANA

Per quell’azienda che dimostra che essere ambasciatori di un territorio significa possedere la conoscenza per decifrarne le potenzialità.

PREMIO INNOVATIVE MARKETING STRATEGY

ISTITUTO TRENTODOC – MARCHIO COLLETTIVO TERRITORIALE SPUMANTE TRENTINO

Per l’azienda che ha saputo conseguire eccellenza ed efficacia nella comunicazione del proprio brand e dei propri prodotti attraverso contenuti innovativi e capaci di attrarre nuovi clienti e brand ambassador.

L’Anno del Dolcetto il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG Ce Lo Racconta

L’Anno del Dolcetto il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG Ce Lo Racconta

9 aprile 2019 | , ,

L’Anno del Dolcetto, il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG punta la lente d’ingrandimento in uno dei vitigni più tipici e diffusi del Piemonte.

Al Vinitaly è un gran protagonista, martedì 9 aprile si è effettuata una degustazione di annate recenti e longeve dell’Ovada DOCG: un viaggio nel tempo nell’arco di tre decenni, fino al 1991.

Ovada DOCG in occasione del Progetto “2019 – Anno del Dolcetto” lanciato dalla Regione Piemonte per riportare alla ribalta la potenzialità di un vitigno storico tra i più tipici del Piemonte e coltivato diffusamente in tutto il territorio regionale.

Consorzio Ovada DOCG_panorama vitato

Il territorio dell’Ovadese è protagonista di due vini a denominazione di origine: il Dolcetto di Ovada Doc e l’Ovada Docg, denominabile anche Dolcetto di Ovada Superiore Docg. I due vini provengono da due distinti provvedimenti legislativi e ciascuno è regolato da uno specifico disciplinare di produzione.

Dolcetto di Ovada Docg, è un vino ricco e austero e appartenere certamente alla selezione di vini importanti, contrariamente al detto che sia un vino di facile beva. Italo Danielli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG – c’è ne dimostra le grandi potenzialità, un vino unico, è il vino che da sempre ha accompagnato e accompagna l’uomo delle Langhe, le colline anticamente delimitate dal Tanaro da una parte e dall’Orba dall’altra e le pianure vicine.

Una sola è la tipologia per il Dolcetto di Ovada, mentre sono quattro per l’Ovada Docg: Ovada, Ovada Riserva, Ovada con riferimento della Vigna e Ovada con riferimento della Vigna e Riserva.

 

“Degustazione narrativa” così si è intitolata, dove hanno partecipato diversi protagonisti, tra cui la Regione Piemonte con l’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero; Piemonte Land con il Presidente Filippo Mobrici; il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG e l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, rispettivamente rappresentati dai Presidenti Italo Danielli e Mario Arosio.

In prima linea la nuova generazione di Produttori dell’Ovada DOCG, costituitasi in Consorzio nel 2013 e che partecipa a Vinitaly per la prima volta, con un viaggio nel tempo nell’arco di tre decenni, degustando le produzioni più recenti datate 2017 e 2016, passando per agli anni 2011 e 2004, fino a bottiglie datate 1998 e 1991.

 

Consorzio Ovada DOCG_lavoro vigne

“I produttori dell’Ovadese, la zona più vocata per i vini Dolcetto “di struttura” – afferma Daniele Oddone, Vicepresidente del giovane Consorzio – “negli ultimi decenni hanno privilegiato una produzione con vendita a breve termine, a pochi mesi dalla vendemmia.

 

Ma il vitigno Dolcetto ha caratteristiche tali da poter produrre vini eccellenti e longevi”; ed è per perseguire questa strada che una trentina di Produttori, principalmente rappresentati dalle nuove generazioni di viticoltori del territorio, hanno deciso di costituirsi in Consorzio e avviare l’Ovada Revolution.

  

Tommaso Arrigoni, Chef di “Innocenti Evasioni” di Milano (1 stella Michelin), che propone l’Ovada DOCG come abbinamento ottimale al suo ‘agnello al succo di ciliegie’, in carta nel menu di Pasqua. Arrigoni sostiene che “Il Dolcetto è un vino che va usato, al contrario di quello che si può pensare, per accompagnare piatti ‘di struttura’ che hanno bisogno di un vino in grado di supportarli ed esaltarli, come guancia brasata, carni rosse pregiate e appunto la carne di agnello”.

 La nostra esperienza, dopo aver degustato annate dal 1991 al 2017, e che l’Ovada Docg, è un vino raro nel suo genere, si evolve nel tempo con una sua personale crescita molto appassionante.

 

#ovadarevolution

GUIDA VITAE 2019

GUIDA VITAE 2019

22 ottobre 2018 |

 

Ottobre è il mese in cui la prestigiosa guida Vitae si rinnova, siamo allo spazio The Mall a Milano, la presentazione della Guida Vitae 2019 è perfettamente guidata dell’Associazione Italiana Sommelier.

 

Si tratta sempre di una guida che raccoglie tutte le qualità e le informazioni che permettono di creare un grande vino delle realtà vinicole italiane. La guida racconta in primis il territorio custode dell’espressione di un vino nel rispetto della tradizione. 


Guida Vitae 2019

 

Oltre 15.000 etichette e oltre duemila cantine recensite, con degustazioni rigorosamente alla cieca. Hanno meritato il punteggio massimo le “Quattro viti”, 614 cantine che hanno superato il punteggio di 91/100.   

 

La premiazione dei 22 produttori insigniti dell’ambito “Tastevin AIS”, sigillo che certifica il vino più rappresentativo della regione di appartenenza è stato assegnato:

 

Sopraquota 900 2017 (Valle d’Aosta)

Piemonte moscato d’autunno 2017, bianco doc frizzante dolce (Piemonte)

Valtellina superiore Valgella Cà Moréi rosso docg 2015 (Lombardia)

Soave classico La Rocca bianco doc 2016 (Veneto)

Marzemino Poiema rosso igt 2015 (Trentino)

Alto Adige Gewurztraminer Nussbaumer bianco doc 2016 (Alto Adige)

Colli Orientali del Friuli Picolit bianco docg dolce 2013 (Friuli Venezia Giulia)

Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna rosso doc 2016 (Liguria)

Colli Piacentini Malvasia Boccadirosa bianco doc 2017 (Emilia)

Ronco delle Ginestre rosso igt 2012 (Romagna)   

Riecine di Riecine rosso igt 2014 (Toscana)

Offida Pecorino Guido Cocci Grifoni bianco docg 2014 (Marche)

Cesanese del Piglio superiore Vajoscuro rosso docg riserva 2016 (Lazio)

Montepulciano d’Abruzzo Dante Marramiero rosso doc 2008 (Abruzzo

Tintilia del Molise Vinea Benedictina rosso doc 2015 (Molise) 

Taurasi Radici rosso docg riserva 2012 (Campania)

Gioia del Colle Primitivo Polvanera 17 rosso doc 2015 (Puglia)

Aglianico del Vulture Masqito Gold rosso doc 2013 (Basilicata

Timpamara rosso igt 2016 (Calabria)

Etna rosso Barbagalli doc 2015 (Sicilia)

Carignano del Sulcis superiore Terre Brune rosso doc 2014 (Sardegna)

 


 

Guida Vitae 2019

 


Menzioniamo i simboli rappresentativi; la Freccia di Cupido,  per vini sanno suscitare al primo sorso, e il Salvadanaio, che simboleggia la qualità in rapporto alla tipologia e al territorio, con un occhio attento al prezzo di vendita.

 


L’Italia è il paese con la più estesa e caratterizzata produzione di vino al mondo, simbolo di un Bel Paese che con le sue vigne autoctone, partendo da ciò che è cultura e antiche tradizioni si raggiunge un intreccio magico di strepitose etichette.

 

 

Best Italian Wine Award 2018

Best Italian Wine Award 2018

18 settembre 2018 | ,

Le radici della nostra enologia prendono vita dalla qualità del territorio, che alzano gli standard della qualità del vino, affondando le radici nella cultura millenaria della nostra terra.


 

Il Luca Gardini e il critico Andrea Grignaffini, presentano la settima edizione dei 50 migliori vini d’Italia secondo i Best Italian Wine Awards (BIWA), si confermano una delle classifiche più seguite del genere, la giuria è formata da un  comitato tecnico che degusta alla cieca oltre 300 referenze di vini, per poi decretare la classifica dei migliori 50, consegnando dei premi speciali  alle aziende e a coloro che hanno fatto la differenza.

 

La premiazione si tenuta il 17 settembre a Milano, presso Centro Congressi Fondazione Cariplo, con tanti apprezzamenti e riconoscimenti, infatti insieme alla classifica, ci sono alcuni premi speciali che catturano l’attenzione, alla cantina ENIO OTTAVIANI – ROMAGNA SANGIOVESE DADO 2016Alfiere del territorio”, il “Vino Promessa” di questa edizione è Cantina SOLIERA – LAMBRUSCO DI SORBARA IL TROVADOR 2017, per quanto riguarda il “Vino Pop” CARLOTTO Schiava 2017. Infine, è stato nominato Giovanni Sinesi Casadonna Reale “Miglior sommelier”  


1.TenutaSanGuidoTWS_BIWA2018


La giuria internazionale dei BIWA

Lu Yang, il sommellier più influente della Cina, Othmar Kiem, fondatore del Gourmet Club Alto Adige, Kenichi Ohashi Master of Wine giapponese, Sake Expert Assessor e Master Of Sake, Amaya Cervera (Spagna), fondatrice del sito internet spanishwinelover.com e wine journalist, Tim Atkin (Inghilterra), Wine Writer tra i più premiati al mondo, Christy Canterbury (Stati Uniti), giornalista, giudice, formatrice e Master of Wine. Tra i volti Italiani troviamo;Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera e firma della rubrica Corriere DiVini, Daniele Cernilli ,il Doctor Wine, Antonio Paolini, esperto critico enogastronomico, Pier Bergonzi, vice-direttore de La Gazzetta dello Sport, fondatore della rubrica Gazza Golosa, Marco Tonelli, giornalista bolognese e strepitoso Sommelier.

 

Ai vertici troviamo tre rossi, 2 toscani e uno piemontese: primo in assoluto, Sassicaia 2015 tenuta San Guido Bolgheri. 

 

 

 


 

 

 

I 50 Best Italian Wine Awards 2018

  1. TENUTA SAN GUIDO – BOLGHERI SASSICAIA 2015 – TOSCANA
  2. ROAGNA – BARBARESCO ASILI VECCHIE VITI 2012 – PIEMONTE
  3. CASANOVA DI NERI – BRUNELLO DI MONTALCINO TENUTA NUOVA 2013 -TOSCANA
  4. SAN MICHELE APPIANO – SAUVIGNON THE WINE COLLECTION 2015 – ALTO ADIGE
  5. LUSIGNANI ALBERTO – VIN SANTO DI VIGOLENO 2008 – EMILIA ROMAGNA
  6. UBERTI – FRANCIACORTA QUINQUE – CUVÉE 5 VENDEMMIE – LOMBARDIA
  7. MARCO DE BARTOLI – SOLERA VECCHIO SAMPERI – SICILIA
  8. TENUTA SETTE PONTI – VIGNA DELL’IMPERO 2015 – TOSCANA
  9. PACHER HOF – PRIVATE CUVÉE ANDREAS HUBER 2016 – ALTO ADIGE
  10. CANTINA TRAMIN – CHARDONNAY RISERVA 2015 – ALTO ADIGE
  11. VALENTINI – TREBBIANO D’ABRUZZO 2014 – ABRUZZO
  12. FLORIO – MARSALA SUPERIORE RISERVA AMBRA DONNA FRANCA – SICILIA
  13. GRATTAMACCO – BOLGHERI ROSSO SUPERIORE GRATTAMACCO 2015 – TOSCANA
  14. BROGLIA – GAVI VECCHIA ANNATA 2009 – PIEMONTE
  15. ETTORE GERMANO – LANGHE RIESLING HÉRZU 2016 – PIEMONTE
  16. NINO NEGRI – SFURSAT 5 STELLE 2015 – LOMBARDIA
  17. DAMILANO – BAROLO RISERVA 1752 CANNUBI 2010 – PIEMONTE
  18. CA’ DEL BAIO – LANGHE RIESLING 2016 – PIEMONTE
  19. IL MARRONETO – BRUNELLO DI MONTALCINO SELEZIONE MADONNA DELLE GRAZIE 2013 – TOSCANA
  20. GIUSEPPE MASCARELLO E FIGLIO – BAROLO MONPRIVATO 2013 – PIEMONTE
  21. GIAN PAOLO E GIOVANNI CAVALLERI – FRANCIACORTA COLLEZIONE ESCLUSIVA GIOVANNI CAVALLERI 2007 – LOMBARDIA
  22. TORRE SAN MARTINO – SANGIOVESE MODIGLIANA VIGNA 1922 2015 – EMILIA ROMAGNA
  23. SCHIAVENZA – BAROLO CERRETTA 2014 – PIEMONTE
  24. PETROLO – GALATRONA 2016 – TOSCANA
  25. FRATELLI ALESSANDRIA – BAROLO MONVIGLIERO 2014 – PIEMONTE
  26. CA’ DEL BOSCO – FRANCIACORTA RISERVA ANNAMARIA CLEMENTI 2008 – LOMBARDIA
  27. MARISA CUOMO – FURORE BIANCO FIORDUVA 2016 – CAMPANIA
  28. VIETTI – BAROLO ROCCHE DI CASTIGLIONE 2014 – PIEMONTE
  29. CONTE EMO CAPODILISTA – LA MONTECCHIA – PASSITO DONNA DARIA 2015 – VENETO
  30. GINI – SOAVE CONTRADA SALVARENZA – VECCHIE VIGNE 2015 – VENETO
  31. MICHELE CHIARLO – BAROLO CEREQUIO 2013 – PIEMONTE
  32. BREZZA GIACOMO E FIGLI – BAROLO CANNUBI 2014 – PIEMONTE
  33. ELVIO COGNO – BAROLO RISERVA VIGNA ELENA 2012 – PIEMONTE
  34. POLIZIANO – VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO ASINONE 2015 – TOSCANA
  35. SURRAU – CANNONAU RISERVA SINCARU 2015 – SARDEGNA
  36. VINI FRANCHETTI – PASSOPISCIARO – CONTRADA SCIARANUOVA 2016 – SICILIA
  37. CANTINA TERLANO – TERLANER PRIMO GRANDE CUVÉE 2015 – ALTO ADIGE
  38. TENUTA DI FESSINA – ETNA BIANCO A’PUDDARA 2016 – SICILIA
  39. ZIDARICH – VITOVSKA 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  40. SANTA BARBARA – MOSSONE 2016 – MARCHE
  41. TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRÉSY – BARBARESCO RISERVA CAMP GROS MARTINENGA 2013 – PIEMONTE
  42. PODERE LE RIPI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA LUPI E SIRENE 2013 – TOSCANA
  43. BELPOGGIO – BRUNELLO DI MONTALCINO 2013 – TOSCANA
  44. GIACOMO BORGOGNO & FIGLI – BAROLO LISTE 2013 – PIEMONTE
  45. PIO CESARE – BAROLO ORNATO 2014 – PIEMONTE
  46. MONTE ROSSA – FRANCIACORTA RISERVA CABOCHON ROSÉ 2008 – LOMBARDIA
  47. LIVIO FELLUGA – TERRE ALTE 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  48. UMANI RONCHI – VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE VECCHIE VIGNE 2016 – MARCHE
  49. BRUNO ROCCA – BARBARESCO RABAJÀ 2014 – PIEMONTE
  50. PIEVALTA – VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI RISERVA SAN PAOLO 2016 – MARCHE