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The Glenlivet Whisky Festival Duetta con il Maître Chocolatier di Stefano Bottelli

The Glenlivet Whisky Festival Duetta con il Maître Chocolatier di Stefano Bottelli

12 novembre 2019 | , ,

LA VERTICAL CHOCO-WHISKY LAB si è svolta il 9 novembre a Milano.

Le migliori idee vengono sempre in compagnia, meglio se davanti ad una squisita pralina di cioccolato al whisky Glenlivet, la cui attrazione è un connubio di sapori fra i più golosi.

 

The Glenlivet e T’a Milano hanno dato spettacolo di sapori nella ricorrenza del Whisky Festival 2019, con un singolare VERTICAL CHOCO-WHISKY LAB. Ken Lindsay, Global Brand Ambassador di The Glenlivet e il Maître Chocolatier di T’a Milano Stefano Bottelli e di praline – per un intreccio di sapori e consistenze.

Il whisky è una delle bevande alcoliche più antiche al mondo, per orientarsi nella scelta di un ottimo whisky bisogna valutare alcuni fattori: quanti anni è stato fatto maturare, in quale tipo di legno, quali colori e aromi sprigiona, la selezione del Glenlivet 12 anni, Glenlivet 15 anni e The Glenlivet Nadurra First Fill, incarna la perfezione dei whiskey Scozzesi.

Prima di gustare il whisky bisogna sentirne l’aroma, l’olfatto riesce a distinguere 32 sapori, mentre la lingua ne distingue solo 4, bisogna delicatamente girare il whisky nel bicchiere e avvicinare il naso per percepire l’intensità dei suoi aromi.

I colori sono variano dall’oro scuro, alle sfumature di albicocca matura, fragranza di legno di quercia seguono inebrianti profumi floreali di fresia e peonia con sentori di caramello, menta e cioccolato, vellutato, con note di spezie e arance amare essiccate. Il finale è legnoso, caratterizzato da sentori di zenzero e note affumicate.
Stefano Bottelli svela inoltre i segreti del cioccolato mostrando la genesi di una pralina al whisky, strepitoso è l’abbinamento con un cioccolato fondente di ottima qualità.

• Maturato in tradizionali botti di quercia, The Glenlivet 12 anni si distingue al naso per i toni fruttati. Al palato stupiscono note di ananas mentre il retrogusto di crema, nocciole e marzapane si rivela morbido e persistente.
• The Glenlivet 15 anni ha sentori di burro e crema al naso; frutta, noce e cannella conquistano il palato lasciando un retrogusto di frutti, nocciole tostate e mandorle.

• The Glenlivet Nadurra First Fill è un medley di frutti, uvetta e albicocca con note di cannella e liquirizia. Avvolge il palato con toni morbidi e cremosi di frutta e marmellata di arance e sentori di cioccolato fondente. Il finish dolce e persistente si distingue per toni secchi e leggermente piccanti.

A celebrare la collaborazione la Special Edition di Natale. Un cofanetto prezioso contiene 12 praline di cioccolato fondente 55% Grand Cru, amaro al punto giusto con lievi tocchi dolci, ricoperti da rutilanti riflessi ramati, che racchiudono un sorprendente cuore, morbido, goloso, avvolgente, pensato per esaltare le note fruttate e i sentori di ananas, marzapane e nocciola di The Glenlivet 12 anni, un single malt Scotch whisky di grande personalità e carattere. Prezzo consigliato: € 80

whiskyfestival.it

GIOIE E SAPORI DELLA GUIDA MICHELIN 2020

GIOIE E SAPORI DELLA GUIDA MICHELIN 2020

6 novembre 2019 |

La fama della guida rossa non ha eguali, l’edizione italiana del 2020 è stata presentata il 6 Novembre al Teatro Municipale di Piacenza, la filosofia della guida è incentrata proprio sull’eccellenza, l’originalità, e la cultura enogastronomica, del resto la cucina è una lingua universale.

 

Ad emozionarci tante interessanti novità, in un susseguirsi di ristoranti stellati, ritorni alla gloria, raddoppi e la cima più ambita: le tre stelle. Le novità creano un fermento collettivo, soprattutto per chi si è guadagnato la prima stella, sono 30 le new entry per un totale di 328, il focus è sempre la qualità, vediamoli.

Il parterre delle 2 stelle quest’anno sale da 33 a 35 portano gli onori a casa. Ciascuno di loro ha meritato a pieno il prezioso riconoscimento.

La Madernassa, a Guarene in provincia di Cuneo. Lo chef Michelangelo Mammoliti classe 1985, propone una cucina che è diventata una tappa irrinunciabile nel circuito dei grandi ristoranti della regione.

GLAM di Enrico Bartolini a Venezia. Con tanta fantasia la carta “pesca” nel mercato di Rialto e non solo per le specialità ittiche, a cui si aggiungono ricette del territorio reinterpretate dall’estro dello chef Donato Ascani, classe 1987.

 

L’en plein dei tre stelle sale a quota 11, i tre stellati della meravigliosa top list ci regalano per un nuovo strepitoso arrivato. Il Mudec fa brillare le tre stelle a Milano, grazie ad Enrico Bartolini.

 

 

La regione Lombardia si riconferma ancora territorio con più insegne stellate, ben 62 con 6 novità, seguita dal Piemonte a quota 46, con quattro novità, dietro la Campania con 44 stellati, a seguire la Toscana 40 stellati con 6 novità, infine il Veneto con 37stellati e due novità.

 

Le stelle in Italia sono 374 cosi ripartite:
(11) 3 stelle (35) 2 stelle (328) 1 stella

Tra le province, Napoli è sempre in vetta con 26 ristoranti (6 20 ), Roma in seconda posizione con 24(1 1 22 ). Seguono Milano con 20 ristoranti, la cui vitalità in molti campi vede oggi finalmente premiata anche la sua scena gastronomica grazie al nuovo tre stelle. (1 3 16 ), Bolzano con 19 (1 4 14 Cuneo a quota 18 (1 2 15 ). Cambiamenti successivi alla pubblicazione della Guida relativi ai nuovi stellati: Ristorante Il Parco di Villa Grey, di Forte dei Marmi chiuderà a Novembre per lavori.

In occasione della presentazione della Guida Michelin Italia 2020 sono stai conferiti 4 premi speciali: Mentor Chef Michelin 2020, by Eberhard assegnato a Gennaro Esposito, Ristorante Torre del Saracino, Vico Equense. Giovane Chef Michelin2020, by Lavazza assegnato a Davide Puleio, Ristorante L’Alchimia, Milano. Serivizio di Sala Michelin2020, By Coppini assegnato aSara Orlando Ristorante Locanda diOrta, Orta San Giulio. Passion for Wine Michelin 2020, By Consorzio del Brunello di MontalcinoRino Billia, Ristorante Le Petit restaurant, Cogne.

 

 

 

La 65a edizione della Guida MICHELIN Italia propone ai suoi lettori oltre 2700 alberghi e ristoranti. Tra i 2075 ristoranti oltre 1400 ristoranti propongono un buon pasto con prodotti di qualità 266 Bib Gourmand, di cui 25 novità.

La faccina sorridente dell’Omino Michelin che si lecca i baffi indica un ristorante che propone una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 35 €. Le regioni con più ristoranti Bib Gourmand rimangono invariate: Emilia-Romagna 33 , Piemonte32 , Lombardia 28 , Toscana 27 e Veneto 22

 

La Guida Michelin lascia sempre una traccia squisita, ogni qualvolta sfoglierete le sue pagine, complice di viaggi verso mete che interpretano l’anima del cibo. Ad ognuno il suo stellato preferito.

La Finale Di Chef E Green 2019

La Finale Di Chef E Green 2019

4 novembre 2019 | ,
La finale di Chef In Green 2019 si chiusa lunedì 28 0ttobre, la 5 edizione ha svelato solo numeri in positivo, Chef in Green è nato per portare almeno una giornata gli chef, i sommelier e gli addetti alla sala ad esplorare questo mondo particolare fatto di fairways, di bunker, di green e buche, per poi tornare a tavola per il piacere del palato.

 

La somma complessiva di tutte le ediziono ha visto; 1400 chef che hanno aderito alla manifestazione, 250 quelli che appoggiato il bastone hanno poi indossato il grembiule entrando in cucina per firmare piatti che hanno conquistando il palato degli oltre 6000 commensali alle cene gourmet che si svolgevano a conclusione di ogni tappa. Oltre 200 le aziende presenti con aree di esposizione e degustazione dei propri prodotti legati al mondo della gastronomia e non solo.

Adesso l’obbiettivo è quello di coinvolgere un pubblico sempre più vasto”, ha affermato Roberta Candus, direttrice della testata Golf & Gusto e grande esperta di cultura enogastronomica, che ha saputo portare questo format innovativo, da lei ideato e tappa dopo tappa sapientemente organizzato, all’interno dei più belli ed esclusi golf club italiani.

Tra i protagonisti che si sono sfidati sono stati tantissimi i grandi nomi dei ristoranti più esclusivi ma anche i nuovi talenti emergenti. Da Claudio Sadler a Felix lo Basso, Claudio Gatti, Cristian Benvenuto, Giuseppe Lo Presti e Marc Bernardi, chef emergente che cucina a 2000 metri in Val Gardena. Antonio Sorrentino chef executive di Rosso Pomodoro, Il pastry chef Nicolò Moschella e Cinzia Fumagalli, chef e vincitrice del talent Top Chef Cup e oggi giudice del programma televisivo La Prova del cuoco, e questa volta una prima entrata di due chef cinesi del Mu Dim Sum. La tappa conclusiva ha visto 35 chef scesi in campo, dando prova di grande concentrazione nel gioco, la stessa che sono abituati ad avere quotidianamente in cucina e in sala.

 

Al termine delle gare e della premiazione il verde del green e il bianco della pallina hanno lasciato spazio al bianco del piatto e ai colori del cibo di una cena gourmet firmata da sei grandi chef che si è tenuta all’interno del ristorante del golf club “Il Tolcino, restaurant & louge.

Piemonte: Alla Scoperta dell’Ovada DOCG Grande Vino Del Territorio

Piemonte: Alla Scoperta dell’Ovada DOCG Grande Vino Del Territorio

1 novembre 2019 | , ,

Nell’Anno dedicato al Dolcetto il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG promuove il proprio territorio, l’ovadese, tra paesaggi, tradizioni, enogastronomia, vigne e saperi, protagonista un vino tutto da scoprire.

 

Ovada, la manifestazione itinerante “Cantine a Nord Ovest”, organizzata da Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta, ci racconta ampiamente i vini del Piemonte – in particolare quelli lontani dalle solite rotte turistiche  fa tappa nell’ovadese con “Ovada Revolution”. Alla scoperta dell’Ovada DOCG e dei paesaggi, della storia, delle persone che rendono unico questo territorio a cavallo tra Piemonte e Liguria.

 

 

L’esperienza è divertente, coinvolgente e gourmet. E’ una grande degustazione diffusa sul territorio, un itinerario su misura girovagando tra vigneti, cantine e castelli per assaggiare di tappa in tappa il meglio della produzione vitivinicola e gastronomica del territorio. Delizie della cucina ovadese, un curioso e goloso mix tra la tradizione culinaria monferrina e quella della vicina Genova, accompagnate da calici di Ovada DOCG, uno dei grandi rossi piemontesi e vanto del territorio, in una degustazione guidata direttamente dai produttori.

 

Un ‘occasione unica nell’Anno dedicato al Dolcetto, per scoprire un territorio ancora poco conosciuto in un saliscendi tra le colline vitate e puntinate di castelli, fortezze e manieri (sono ben 19) che rendono unico il profilo paesaggistico e storico dell’ovadese.

CANTINE ADERENTI
“Ovada Revolution” vede protagoniste 19 aziende.
• Ca-Bensi – Tagliolo Monferrato
• Ca’ del Bric – Montaldo
• Cà Mimia – Tagliolo Monferrato
• Cantine Alma – Cassinelle
• La Piria – Rocca Grimalda
• Casa Wallace – Cremolino
• Cascina Belvedere 1932 – Mornese
• Cascina Boccaccio – Tagliolo Monferrato
• Cascina Boccia – Tagliolo Monferrato
• Cascina Gentile – Capriata d’Orba
• Cascina La Signorina – Carpeneto
• Cascina San Martino – Ovada
• Castello di Grillano – Ovada
• Castello di Tagliolo – Tagliolo Monferrato
• Forti del Vento – Castelletto d’Orba
• Fratelli Facchino – Rocca Grimalda
• La Valletta – Cremolino
• Pestarino Alvio – Capriata d’Orba
• Rocca Rondinaria, Castello Rocca Grimalda – Rocca Grimalda

 

CANTINE A NORD OVEST, SLOW FOOD
Cantine a Nord Ovest è una manifestazione che incarna perfettamente i valori di Slow Food e offre, a chi partecipa, un’opportunità unica di “fare turismo enogastronomico”, di riscoprire e conoscere le terre e i loro prodotti tipici, storie di uomini e donne che producono e si tramandano segreti e tradizioni. Il nuovo che convive con l’antico e gli dà nuova vita, nuova forza, nuovo slancio.

 

L’OVADESE E L’OVADA DOCG
L’Ovada DOCG è prodotto interamente con uve Dolcetto coltivate in 22 comuni collinari dell’Alto Monferrato Ovadese e immediati dintorni, tra Acqui e Gavi, dagli Appennini verso la valle del Po ad un’altitudine di 200-400 mt sul livello del mare. Dalla grande vocazione vitivinicola, l’ovadese presenta molte diversità sia in termini di colture che di biodiversità con boschi, vigneti e pascoli. Incastonato tra borghi medievali e antichi castelli, è baciato dai vicini venti di mare che caratterizzano e rendono unici i sapori dei suoi vini. Nell’ovadese nel 1972 viene riconosciuta la prima DOC per il Dolcetto in tutto il Piemonte. Con la Denominazione di Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada DOCG nel 2008 si ottiene il riconoscimento a DOCG.

 

• slowfoodpiemonte.com

Bologna Cocktail Week 2019

Bologna Cocktail Week 2019

1 ottobre 2019 | ,

La terza edizione sarà all’insegna dell’abbinamento tra cocktail e dessert in programma dal 14 al 20 ottobre 2019 sotto le Due Torri e che vedrà come protagonisti barmen e pasticceri della scuola bolognese e non solo, per quella che è stata ribattezzata come la Cocktail Boulangerie.

 

 

La Bologna Cocktail Week sceglie sempre i partner migliori, quest’anno sono le sodate Bitter Salfa, per la prima volta main partner della manifestazione a incitare il sapore bolognese.

 

Fondata negli anni ‘50 a Bologna e divenuta celebre per i Caroselli televisivi di “Vitaccia Cavallina, mi scappa la parolina”, l’azienda Salfa è stata acquisita all’inizio degli anni ‘80 dal Consorzio cooperativo bolognese, che ora propone per i bar 7 nuove referenze Bitter Salfa (Tonica, Soda, Limonata, Tonica al Mirto, Tonica Mediterranea, Ginger Ale, Ginger Beer), dallo stile vintage e con le etichette che raccontano i luoghi simbolo della città, dal Nettuno alle Due Torri, passando per i portici.

 

Le sodate Bitter Salfa entrano così da protagoniste nella Cocktail Boulangerie promossa per la prima volta dalla Bologna Cocktail Week, che racconterà al grande pubblico questa innovazione del cocktail accompagnato al dessert attraverso quattro episodi di una web series, pensata in collaborazione con ospiti eccellenti del territorio e professionisti d’eccezione. Due maestri della pasticceria italiana come Gino Fabbri e Francesco Elmi, insieme a due giovani ed innovativi bartender (Laura Angelina e Nico Salvatori) creeranno abbinamenti cocktail-pastry, fondendo l’arte della miscelazione a quella della grande pasticceria italiana.

 

Ricco il programma della manifestazione che prevede masterclass per professionisti del settore, seminari, workshop per gli amatori e la Mixology Competition.

 

Per info e programma completo: bolognacocktailweek.com

SWEETY OF MILANO 2019 TORNA AD ADDOLCIRCI

SWEETY OF MILANO 2019 TORNA AD ADDOLCIRCI

24 settembre 2019 | , ,

Sweety of Milano & Chocolate 2019 si è conclusa e le somme si tirano guardando ai numeri, e che numeri!

Milano 23 settembre, si guardano i numeri,  10mila visitatori hanno preso parte alla kermesse più dolce che ci sia, 33 Masterclass svoltesi fra sabato e domenica, e ancora 21 Academy gratuite e ai 25 live show cooking che hanno dato spettacolo.

Le news non mancano, forte attenzione alle proposte salate reinventate dai pasticceri con un perfetto connubio dedicato al cioccolato.

Tutti amano il cioccolato, applausi e consensi hanno fatto si che la fabbrica dei cioccolatini conquistasse ogni visitatore, ma se il gusto mette tutti d’accordo, anche l’arte del bello non è da poco, le sculture di cioccolato di Maurizio Frau, sono state fotografate come se fossero statue del Bernini.

La fortuna: Le statue sono state vinte dagli ospiti attraverso un sorteggio.

Non sono mancati i cocktail di Walter Gosso, i vini del Consorzio dell’Asti DOCG e le creazioni di Gianni e Giulia Dodaj – e gli aperitivi con il pastry pairing che ai cocktail ha abbinato i dolci di Nicolò Moschella.

Questa edizione conferma il successo di Sweety come uno degli eventi cardine del mondo della pasticceria italiana” è il commento di Francesco Briglia, Direttore di Italian Gourmet e organizzatore della kermesse. “Vedere le persone in coda già dal primo mattino per assicurarsi un posto alle Masterclass o alle Academy è stato emozionante. I professionisti hanno dimostrato che l’alta pasticceria non ha limiti e i veri Maestri pasticceri riescono a dare il massimo sia nel dolce che nel salato, mentre il pubblico ha confermato che Sweety è un evento per tutta la famiglia, proprio come lo abbiamo pensato fin dall’inizio”.

Le Masterclass si confermano un punto cardine della kermesse, la lezione di Iginio e Debora Massari, ha ottenuto una fortissima concentrazione di visitatori, molto attesa e seguita.

Di grande successo anche le Academy firmate Valrhona e Cast Alimenti, le Illy Coffee Experience e Asti Experience, i live showcooking e i workshop organizzati da Congusto Gourmet Institute.

La pasticceria è una cultura del popolo Italiano, classica, ricercata, innovativa, avrà sempre un significato indelebile, riflette un premio che ognuno di noi mangia per gratificarsi.

Grazie Sweety of Milano.

 

Best Italian Wine Awards 2019  Ritornano puntuali le 50 migliori etichette d’Italia.

Best Italian Wine Awards 2019 Ritornano puntuali le 50 migliori etichette d’Italia.

17 settembre 2019 | , ,

La passione non si smentisce, ci dà gli strumenti necessari per creare la nostra sostanza, così come nella cultura vinicola è un valore imprescindibile insieme alle sue mille sfumature associate. Il vino ci comunica sensazioni, esperienze che si snodano lungo radici, tradizioni vissute e tramandate, c’è chi afferma che il vino possiede un’anima, l’anima delle persone che lo lavorano, che lo crescono, questo fa riflettere, perché dentro a quella bottiglia esistono tante cose, e se si riesce ad immaginarlo, ogni nota del vino che si degusta sarà un segreto svelato.

 

Siamo all’8a edizione, Milano 16 settembre 2019. Andrea Grignaffini e Luca Gardini hanno lo stesso entusiasmo della prima edizione 50 sono le etichette selezionate con cura e cognizione  attraverso tasting alla cieca dalla giuria internazionale composta da alcuni fra i maggiori esperti di vino al mondo – Kenichi Ohashi, Amaya Cervera, Tim Atkin, Christy Canterbury, Lu Yang, Othmar Kiem, Luciano Ferraro,  Antonio Paolini, Pier Bergonzi, Eros Teboni e Andrea Gori – e dai due fondatori del premio Andrea Grignaffini, critico e giornalista enogastronomico, membro del Comitato Scientifico di ALMA, e Luca Gardini, Wine Killer, palato riconosciuto a livello mondiale e primo italiano entrato in Wine-Searcher che l’ha riconfermato anche nel 2019 fra i primi quattro critici a livello mondiale.

Sul podio 2019, al primo posto, Bolgheri Sassicaia DOC 2016 di Tenuta San Guido (Toscana), seguito da Barolo Monvigliero DOCG 2015 di Burlotto (Piemonte) e da Terminum Gewürztraminer vendemmia tardiva Alto Adige DOC 2016 della Cantina Tramin (Alto Adige).

Nel corso della serata sono stati anche assegnati gli Awards, premi speciali fuori classifica: Premio vino promessa a Fattoria La Vialla con Barricato Bianco – Toscana IGT 2017 – Toscana, Premio vino da uve autoctone rosso a Podere Giodo con Giodo – Brunello di Montalcino DOCG 2014 – Toscana, Premio vino da uve autoctone bianco a Vigne Marina Coppi con Fausto – Colli Tortonesi Timorasso DOC 2015 – Piemonte, Premio vino pop a Tenuta Marino – Terra Aspra – Matera Primitivo DOP 2013 – Basilicata, Premio vino alfiere del territorio a Podere Forte – Petrucci Melo – Orcia DOC 2016 – Toscana, Premio innovative marketing strategy all’Istituto Trentodoc – marchio collettivo territoriale spumante trentino e Premio miglior Sommelier a Valentina Bertini – Wine Manager Gruppo Langosteria – Milano.

 

Best Italian Wine Awards 2019

 

 

AWARDS  PREMI SPECIALI FUORI CLASSIFICA

 

PREMIO VINO PROMESSA

FATTORIA LA VIALLA – BARRICATO BIANCO – TOSCANA IGT 2017 – TOSCANA

Un’etichetta da poco arrivata sul mercato o recentemente riscoperta che si prepara ad entrare nel pantheon dei grandi vini italiani.

PREMIO VINO DA UVE AUTOCTONE ROSSO

PODERE GIODO – GIODO – BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2014 – TOSCANA

Per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca rossa.

PREMIO VINO DA UVE AUTOCTONE BIANCO

VIGNE MARINA COPPI – FAUSTO – COLLI TORTONESI TIMORASSO DOC 2015 – PIEMONTE

Per quell’etichetta ottenuta da bacche autoctone del territorio o da varietà considerabili come tali per la loro storica presenza su quella stessa area di produzione, in grado di mostrare grande aderenza territoriale e varietale.

PREMIO VINO POP

TENUTA MARINO – TERRA ASPRA – MATERA PRIMITIVO DOP 2013 – BASILICATA

Verace e di carattere, ecco due caratteristiche del vino Pop. A questo si abbinano anche fedeltà al proprio territorio di produzione e, cosa non da poco, prezzo contenuto.

PREMIO MIGLIOR SOMMELIER

VALENTINA BERTINI – WINE MANAGER GRUPPO LANGOSTERIA – MILANO

Classe, eleganza e professionalità. Le autentiche e imprescindibili credenziali di un ambasciatore del vino italiano nella ristorazione italiana di eccellenza.

PREMIO ALFIERE DEL TERRITORIO

PODERE FORTE – PETRUCCI MELO – ORCIA DOC 2016 – TOSCANA

Per quell’azienda che dimostra che essere ambasciatori di un territorio significa possedere la conoscenza per decifrarne le potenzialità.

PREMIO INNOVATIVE MARKETING STRATEGY

ISTITUTO TRENTODOC – MARCHIO COLLETTIVO TERRITORIALE SPUMANTE TRENTINO

Per l’azienda che ha saputo conseguire eccellenza ed efficacia nella comunicazione del proprio brand e dei propri prodotti attraverso contenuti innovativi e capaci di attrarre nuovi clienti e brand ambassador.

Al Circolo dei Lettori: “Il potere dei Sogni e l’arte di Sognare la propria Vita”

Al Circolo dei Lettori: “Il potere dei Sogni e l’arte di Sognare la propria Vita”

11 settembre 2019 |

“ I sogni – racconta Zuleika Fusco sono segnali offerti dall’inconscio nel momento del sonno e possono diventare chiave di lettura della quotidianità, messaggi ricchi di suggerimenti da applicare nel quotidiano per migliorare la qualità della nostra vita. Imparare a ricordarli e comprenderli piano piano, significa fare chiarezza in noi stessi e nei passaggi che costituiscono la nostra esistenza.”.

Ed è proprio del potere dei sogni e dei loro messaggi che Zuleika Fusco racconta nella conferenza di Mercoledì 16 Ottobre 2019, ore 18.00 nella sala Biblioteca del Circolo dei lettori di Torino – in via Bogino, 9 .

I sogni, segnali offerti dall’inconscio nel momento del sonno, liberi quindi da offuscamenti mentali, possono diventare chiave di lettura della quotidianità, messaggi ricchi di suggerimenti da applicare giorno per giorno per crescere e per migliorare la qualità della nostra vita. Apprendere a ricordare questi messaggi e poi a farne proprio il senso, a piccoli passi e secondo i tempi di ognuno, significa fare chiarezza in noi stessi e nei passaggi che costituiscono la nostra esistenza.

La conferenza è gratuita e aperta a tutti quelli che hanno piacere di comprendere meglio l’esperienza onirica.

Counselor Relazionale Supervisor, Zuleika Fusco è formatrice esperta in Comunicazione, risoluzione pacifica del conflitto, problem solving, Scrittrice. Ha creato tecniche d’integrazione dell’inconscio attraverso l’interpretazione dei sogni e un laboratorio – Oniromanteion- in cui il gruppo le sperimenta. Dirige la scuola di Counseling e Media- Comunic-Azione di cui ha fondato il modello di Counseling ad indirizzo media-comunicativo e Avalon Formazione, società di servizi che favoriscono il benessere  psichico della persona in contesti privati e organizzativi.

Mercoledì 16 Ottobre, ore 18.00 presso Il Circolo dei Lettori, via Bogino 9 – Il potere dei Sogni e l’arte di sognare la propria vita”.

È gradita conferma via email: [email protected]  / via sms: 339 1168748.

 

 

Mangia Un Hamburger Al Mystic Burger

Mangia Un Hamburger Al Mystic Burger

9 settembre 2019 | ,

L’hamburger nasce da uno stile fast food tipico americano,è  amato da grandi e piccini di tutte le età, ma cosa rende un hamburger delizioso? Sicuramente gli ingredienti, il metodo e il tempo di cottura, una giusta combinazione di salse e spezie, sono gli elementi insostituibili per l’hamburger perfetto.

http://Mystic burger  è un mix di specialità del nuovo mondo della griglia, la carne, i goderecci salumi, le StraDeliziose alette di pollo con salsa BBQ, le patate dipper, i nuggets di pollo, non mancano nemmeno i Fish & Chips, se ti assale un improvvisa voglia di pesce.

La straordinaria artigianalità si fa strada in ogni dettaglio, dall’impasto del pane ai cereali antichi realizzato in collaborazione con forni artigianali, ai latticini prodotti dai fornitori locali, i prodotti sono a ridotto impatto ambientale e principalmente a km 0 rispettando i criteri di ecosostenibilità. L’alchimia perfetta della lavorazione e della affumicatura. Da qui la sfida di una griglia ricca di sapori, date inizio al rito delle coccole al sapore di carne.

 

UL PUSÈ BUN

Il locale è ampio dall’aspetto rustico, ben si presta ad accogliervi. Come da copione, mattoni a vista e bancone in legno sempre punto di aggregazione, elementi tipici di un salon della carne. C’è anche a disposizione una scelta gluten free per non tralasciare nessuna esigenza.

 

Gli Imperdibili

UlCulatellAlMar: burger di culatello con code di gambero, salsa di yogurt e mostarda di radicchio, scaglie di pecorino, peperoncino fresco, spinacini novelli e pancetta crisp.

UlGainaFumé: pane artigianale tipo bretzel, crema di peperoni, burger di pollo affumicato 100% italiano, formaggio capraricca alla piastra, cicorino e chips di barbabietola.

UlTzatziki: Burger di agnello e chianina, insalatina di olive verdi dolci e sognino, slinzega e salsa tzatziki  con menta fresca.

 

UL GAJINA BURGER

 

L’incoronato hamburger

Pane artigianale ai cereali antichi, burger di bovino di Lessinia in affumicatura di faggio, stracciatella di latte al basilico, songino e guanciale croccante.

 

 

E dopo aver appagato il gusto, la sete si fa sentire? Troverete un coner di numerose birre artigianali, o in ogni caso il vino è sempre un’ottima scelta, calici e bottiglie sono stati accuratamente selezionati per esaltare tutte le pietanze del menù.

 

 

ul Tracagnott

 

 

Mani al portafoglio

Da Mystic troverete panini dagli 10 ai 16 euro, il  menù è compreso di patate e contorno. Se scegliete alla carta, antipasto, secondo piatto e dolce, il prezzo medio a persona si aggira intorno ai 22 euro

 

Dopo avere assaggiato tutte queste bontà, resta solo una domanda a cui rispondere con un sorriso; quando ritorniamo al Mystic Burger?

 

Stesso Format in tre indirizzi:

Mystic Burger Como: +39 031 263171

Mystic Burger Montorfano (CO): +39 031 553509

Mystic Burger Carate Brianza: +39 0362 902320

Tour d’Italia: La Carne Di Vitello E’ grande protagonista della tavola

Tour d’Italia: La Carne Di Vitello E’ grande protagonista della tavola

29 agosto 2019 | ,

La carne di vitello è la protagonista della campagna di comunicazione e promozione, realizzata da Assocarni ed SBK e finanziata con l’aiuto dell’Unione Europea. Sino al 2021 quest’eccellenza europea sarà valorizzata sui media, nei punti vendita e sul web. E, per la prima volta in Italia, sarà protagonista di uno spot televisivo.

Dalla Valle d’Aosta alla Puglia, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, dal Veneto alla Campania, dal Piemonte all’Abruzzo, la carne di vitello è la protagonista della cucina regionale italiana. In ogni regione la carne di vitello è stata valorizzata in varie ricette tradizionali, dandogli una identità più che golosa, ovviamente gli ingredienti sono filiera diretta col territorio.

L’obiettivo della campagna è rafforzare la conoscenza e la consapevolezza della carne di vitello, rimane indubbiamente protagonista di iconiche ricette della cucina italiana, come il vitello tonnato, originario del Piemonte, la cima alla genovese, la cotoletta alla milanese e i saltimbocca alla romana.

 

Tartare di Vitello- Valbuzzi

La campagna parte dalla Valle d’Aosta, con le costolette di vitello alla valdostana, farcite con Fontina e, in stagione, con tartufo, e passa poi al Trentino-Alto Adige con il gulasch di vitello servito con la polenta. In Friuli-Venezia Giulia la carne di vitello è cucinata soprattutto come braciola alle erbe o come spezzatino, e in Veneto si sposa con il radicchio nel rotolo di vitello alla chioggiotta.

Fitello di vitello – Valbuzzi

 

In Romagna con lo stracotto di vitello si prepara un ricco e gustoso sugo con cui condire i garganelli. In Liguria il magro di vitello si utilizza per preparare il ripieno dei ravioli. C’è anche la carne di vitello, insieme a quella di maiale e agnello, nel succulento ragù alla molisana.

Nel Centro Italia la carne di vitello torna a essere protagonista di ricette tradizionali molto saporite, come il vitello alla marchigiana (farcito con dadini di pancetta), la bistecca del curato umbra (con una salsa di senape ed erbe aromatiche) e lo spezzatino con patate abruzzese.

 

Rollè di vitello

 

La tasca di vitello farcita è un classico in Campania, così come lo sono in Puglia l’involtino di vitello e in Basilicata il vitello farcito alle erbe. In Sicilia il vitello è l’ingrediente di base della “carne murata”, mentre in Sardegna la polpa di vitello si cucina tradizionalmente in casseruola con aglio, cipolla e prezzemolo.

Intervista a Raffaele Lenzi: osservando la cucina di Berton Al Lago

Intervista a Raffaele Lenzi: osservando la cucina di Berton Al Lago

9 luglio 2019 | , ,

Berton al Lago, assaggi gourmet sul lago di Como.

 

Cosa hanno in comune Andrea Berton e Raffaele Lenzi? Di certo la maestria, due chef che contribuiscono a rendere la tavola del ristorante “Berton al Lago”, una cucina food chic, un’ambiente che emoziona, la firma di uno chef pluristellato, la presenza costante di Raffaele Lenzi, che intreccia la sua personalità in un menù dal gusto inconsueto, con tratti molto tradizionali.

Si affaccia sulle curve silenti del lago, la splendida vista mette il luce la terrazza a sbalzo sull’acqua, sofisticato e armonioso, tutto si mescola agli elementi che assecondano un lusso ricercato, non ostentato. Inaugurato nell’agosto 2016 è subito inserito nel prestigioso elenco dei Leading Hotels of the World, di seguito corredato dalla stella Michelin 2018.

Il menù e di quelli che si fanno ricordare, con piatti dedicati alle radici un mix sorprendente di sapori, abbinamenti, e tradizione logica della cucina del comasco, da qui la sfida in una cucina ricca di sapori.

Raffaele Lenzi, classe 1984, di origine napoletana, vanta una esperienza internazionale, Londra, New York, Valencia, due anni al Bulgari Hotel di Milano sotto la guida di Elio Sironi, dal 2010 all’Hotel Palazzo Sasso di Ravello nella brigata del 2 Stelle Michelin Pino Lavarra, e nel 2011 all’Hotel Villa Feltrinelli di Garniano con lo stellato Stefano Baiocco.

 

Raffaele Lenzi

Ricerca ed equilibrio fra mente e corpo, Raffaele Lenzi ci trasmette questa sinergia. Abbiamo il piacere di dialogare con lui.

 

 

Ci racconti il momento più bello condiviso con Berton, e che cosa hai imparato in questo tempo di interscambio con lui.

Ce ne sono diversi ma i due più significativi sono L’apertura che è stata molto complessa e la stella, arrivata in soli 8 mesi. Sotto un punto di vista gastronomico c’è un continuo confronto. Quello che di più mi sta trasmettendo la tranquillità che ha nel relazionarsi con il cliente. Io sono un po’ più timido.

 

Lavori molto sull’identità fusion, lo fai attraverso contrasti. Un piatto innovativo deve sempre mostrare?

Ho viaggiato molto sia per lavoro che per piacere e di conseguenza la mia cucina è anche figlia dei viaggi oltre che delle esperienze lavorative e della mia terra. Secondo me in un piatto innovativo non deve esserci la paura di sbagliare e noi con “contrasti”,  stiamo cercando di farlo.

Raffaele Lenzi , tu hai fatto esperienza a Londra, New York e in Giappone, hai lavorato con tradizioni di ogni parte del mondo. Quali sono per te oggi i concetti e le realtà più interessanti e di successo nell’enogastronomia ?

Il prodotto italiano la precisione giapponese e la creatività spagnola, cose che io cerco di applicare nella mia cucina.

E’ arrivata la stella nel 2017, far parte degli stellati Michelin è importante per il tuo lavoro?

“Molto molto importate”, ma non la vivo con stress , allo stesso tempo non smetto mai di cercare di migliorare il lavoro fatto.

 

Qual è il punto forte della cucina del Sereno, e quella della tradizione italiana?

Al Sereno/Berton al Lago il punto di forza della cucina a mio avviso è la COERENZA, mentre invece nella tradizione italiana credo sia il PRODOTTO.

 

Qual è la più grande emozione che ha trovato in un piatto fatto da te, e fatto da altri.

Il raviolo ponzu ( è un mix di sapori della mia terra e della cultura asiatica). Uno dei piatti che mi è piaciuto tanto è ; “La latuga di sant’Erasmo mayo di latte di soia e furikake” di Donato Ascani Ristorante Glam. Non cito piatti di Andrea perché sarei troppo di parte

 

RICH DI VEUVE CLICQUOT: SPEAKEASY NEL FASCINO DI COVA MILANO

RICH DI VEUVE CLICQUOT: SPEAKEASY NEL FASCINO DI COVA MILANO

6 luglio 2019 | ,

Una edizione limitata in versione 20 ml, parte tutto da Cova per poi scoprire le 8 selezionatissime location dove trovarlo; Ristorante Il Riccio presso l’Hotel Capri Palace di Capri, il Belmond Hotel in Italia, Caruso, Costiera Amalfitana; Cipriani,Venezia, Splendido, Portofino, Grand Hotel Timeo, Taormina, Villa Sant’Andrea, Taormina Mare Villa San Michele, Firenze, Castello di Casole Toscana.

Cova ha organizzato in collaborazione con Veuve Clicquot,  un evento senza precedenti, si è svolto il 4 luglio sera, “SPEAKEASY” ci racconta del nuovo “Il Piccolo Rich”, edizione limitata della bottiglia di champagne Veuve Clicquot Rich in versione mini (20 ml).

 

RICH DI VEUVE CLICQUOT

Per l’occasione, il Cova Garden si è trasformato in un luogo, accessibile solo tramite “codice segreto”, dove i mixologist hanno proposto due Signature Cocktail con Veuve Clicquot Rich, uno con base di sciroppo di arancia, pompelmo, coriandolo e rosa; il secondo con mela green, cetriolo, fragole, sciroppo di mela e menta.

 

A far rivivere le atmosfere dell’era del proibizionismo e quel sapore retrò chic degli anni ’20, la performance live dei Mustacchi Bros, band pugliese nota per le esibizioni che spaziano dallo standard jazz, allo swing e Dixieland, senza trascurare i classici della musica italiana, rivisitati e adattati a un combo che prevede ottoni, banjo e percussioni.

 

The World’s 50 Best Restaurants 2019

The World’s 50 Best Restaurants 2019

26 giugno 2019 | ,

Mauro Colagreco col suo ristorante Mirazur sale sul podio; il 1° posto dei The World’s 50 Best Restaurants 2019 è suo.

Il Mirazur, si trova a Mentone (Francia), ha raggiunto i voti di valutazione più alti per la giuria di The World’s Best Restaurant 2019, ma non si ferma qui, ritira un doppio premio per il suo ristorante, il; The Best Restaurant in Europe 2019, che ricordiamo essere sponsorizzato da S.Pellegrino & Acqua Panna.

26 ristoranti dislocati in vari paesi di tutto il mondo, la lista del 2019 si presenta così. Accoglie 12 ristoranti esordienti e 3 che ritornano sulla lista.

L’Italia figura con due posizionamenti: il Piazza Duomo di Enrico Crippa a Alba al No.29

Le Calandre di Max e Raffaele Alajmo a Rubano al No.31

Il Noma, sito a Copenaghen (Danimarca), è stato annunciato come Highest New Entry, facendo il suo debutto nella lista alla posizione No.2

Nella sua nuova incarnazioneL’Azurmendi, sito a Larrabetzu (Spagna), si aggiudica il Westholme Highest Climber Award, salendo di 29 posti fino alla posizione No.14

Alain Passard dell’Arpège, sito a Parigi (Francia), è stato votato dai suoi colleghi come vincitore dello Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella DamIl Den a Tokyo (Giappone), si aggiudica l’Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau (Svizzera), si porta a casa il Sustainable Restaurant Award

Tra i vincitori dei premi speciali già annunciati che hanno ricevuto tali riconoscimenti alla cerimonia, vi sono:

Daniela Soto-Innes, chef residente a New York, vincitrice del The World’s Best

Female Chef Award 2019

José Andrés, chef e filantropo spagnolo, premiato con il primo American Express

Icon Award

 Il ristorante italiano Lido 84, vincitore del Miele One To Watch Award 2019

 Jessica Préalpato, chef francese, nominata The World’s Best Pastry Chef 2019,

sponsorizzata da Sosa

 Il giovane chef canadese Andersen Lee, a cui è stata assegnata la 50 Best BBVA

Scholarship

 

Le stelle del mondo della ristorazione si sono riunite questa sera (25 giugno 2019) per la premiazione dei The World’s 50 Best Restaurants 2019, sponsorizzati da S.Pellegrino & Acqua Panna, tenutasi presso il Marina Bay Sands a Singapore.

Il riconoscimento conferito al Mirazur, situato su una Costa Azzurra mozzafiato, è una testimonianza dell’amore che lo chef Colagreco nutre per i prodotti locali, la maggior parte dei quali sono coltivati nel giardino a tre piani del ristorante, a pochi metri dalla sala da pranzo.

The World’s 50 Best Restaurants 2019

Il premio The Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle, viene assegnato al Den di Tokyo (No.11). Il ristorante è molto apprezzato per il suo approccio olistico nel servire gli ospiti, dal momento in cui si siedono a tavola fino al momento in cui concludono il loro pasto.

Nuovo per il 2019, l’American Express Icon Award è stato conferito allo chef e filantropo spagnolo José Andrés, residente negli Stati Uniti. Questo prestigioso riconoscimento celebra un personaggio che ha apportato un contributo eccezionale al mondo della ristorazione nel corso della propria carriera fino a oggi, la cui portata va ben oltre l’ambito culinario.

Infine, il Lido 84 a Gardone Riviera (Italia) si aggiudica il Miele One To Watch Award, premio che celebra una stella nascente tra i ristoranti di tutto il mondo presenti nella classifica ampliata, un ristorante che possiede il potenziale per fare la differenza nelle classifiche dei prossimi anni. Adesso è al 78° posto, ma chissà dove arriverà nelle classifiche future.

I seguenti ristoranti sono stati nominati No.1 nei The World’s 50 Best Restaurants dalla nascita della lista e quindi non potevano ricevere voti nel 2019 o successivamente:

  • El Bulli (2002, 2006-2009)

  • The French Laundry (2003-2004)

  • The Fat Duck (2005)

  • Noma – sede originaria (2010-2012, 2014)

  • El Celler de Can Roca (2013, 2015)

  • Osteria Francescana (2016, 2018)

  • Eleven Madison Park (2017)

www.theworlds50best.com.

TheFork stila la classifica delle migliori terrazze in Europa e Italia

TheFork stila la classifica delle migliori terrazze in Europa e Italia

10 giugno 2019 | ,

TheFork, ci rivela l’esperienza gastronomica nei ristoranti con terrazza, realtà che ci danno la possibilità di vivere una emozione singolare, data dalla fusione del piacere del gusto e dall’essere immersi in un panorama indelebile.

Durante la bella stagione il piacere di godere di una vista straordinaria aumenta, in Italia c’è un incremento del (16% delle ricerche totali), mentre ci sono casi come la Spagna e il Portogallo dove le ricerche di ristoranti con terrazza sono più frequenti a pranzo.

La scelta del menù è stagionale, ci piace rispettare i ritmi della natura, con un picco di preferenza per la cucina mediterranea.

Qui abbiamo l’opportunità di sapere la classifica.

Top 10 Italia

Top of the Carlton (Venezia)

Nel cuore di Venezia all’interno dell’Hotel Carlton on the Grand Canal, una terrazza meravigliosa ed elegante, dove godere di un’ottima vista sulla città gustando specialità veneziane e mediterranee accompagnate da un cocktail.

M89 Terrace (Milano)    

Ristorante panoramico al sesto piano dell’omonimo hotel, offre un’attenta cucina mediterranea, gode di una fantastica vista e di un’atmosfera accogliente e rilassante.

La Terrazza di Via Palestro (Milano)

La Terrazza di via Palestro si affaccia sugli splendidi giardini di Porta Venezia, la cucina offre ai suoi ospiti specialità in grado di soddisfare anche i palati più esigenti, con menu decisamente variegati, composti prevalentemente da piatti tipici della gastronomia italiana.

Panorama Restaurant La Scaletta (Firenze)

Un angolo di relax con vista sui tetti di Firenze dove gustare piatti di cucina creativa o classici della tradizione come la fiorentina.

La Terrazza dei Papi (Roma)

A poca distanza dalla Stazione Termini, in una zona di Roma caratterizzata da ritmi spesso frenetici, esiste una piccola oasi di tranquillità nella quale poter gustare piatti ispirati alla cucina mediterranea. La Terrazza dei Papi, splendido rooftop garden situato in via Carlo Alberto, grazie al suo strategico posizionamento offre una vista a 360° della capitale. Qui lo chef e la brigata di cucina propongono piatti che partono dalla cucina regionale del nostro Paese e da quella mediterranea per valorizzare le materie prime.

Note di Cucina (Milano)

Terrazza interna a una classica corte milanese. Anche la cucina è rustica e all’insegna della tradizione: ottima pasta fresca e ripiena da abbinare al condimento preferito e una selezioni di carni.

Latitude 45 (Milano)

Ristorante con terrazza situato all’ottavo piano, con vista mozzafiato sul Duomo, dove gustare ottima pasta fresca fatta in casa e molti altri classici italiani reinterpretati in chiave moderna e creativa, realizzati con prodotti locali, freschi e di stagione.

VII Coorte (Roma)

Nell’immaginario collettivo Trastevere è probabilmente il quartiere più conosciuto della capitale. Luogo storico dalle tante viuzze che si incrociano creando un percorso ideale per una passeggiata tra i rumori e i colori di Roma, è anche un territorio ad alta densità ristorativa, non sempre di qualità. Ma non sono pochi gli indirizzi da segnare in agenda per gli appassionati del gusto. Tra questi merita una menzione il ristorante “VII Coorte”, situato proprio nel cuore del quartiere, che dispone di una terrazza dove poter pranzare o cenare immersi in una vera e propria cartolina. Lo chef propone i piatti della tradizione, i sapori forti dei grandi classici, alternandoli a creazioni a base di pesce.

 

 

La Terrazza Del Re (Napoli)

Stagionalità e territorio, materie prime dalle origini antiche e tecniche moderne: si parte dalla tradizione per rivisitazioni sul tema. Tutto da gustare sulla bellissima terrazza nel cuore di Napoli.

Ham Holy Burger Roma Termini (Roma)

Panini al latte per gli hamburger freschi e carne di razza Fassona piemontese, nata e cresciuta in allevamenti di Presidio Slow Food, sono gli elementi distintivi di questa nota catena ristorativa. A Roma Termini si colloca al primo piano, sulla terrazza con una bella vista sui binari. Apprezzato dai viaggiatori che vogliono concedersi una pausa prima della prossima partenza.

 

Top 20 in alcune delle principali città europee

Dispensa (Barcellona)

173 Rooftop Terrace (Barcellona)

L’Adresse (Ginevra)

Aduana – Gran Meliá Fénix (Madrid)

Top of the Carlton (Venezia)

Carlos Baena (Siviglia)

Golf Hotel René Capt (Montreux)

Septima Restaurant & Cocktail Bar (Madrid)

128 Rambla Restaurant- Hotel Rivoli (Barcellona)

Scotta! (Parigi)

Aromas da Beira Baixa (Lisbona)

M89 Terrace         (Milano)

La Isabela – Hotel 1898 (Barcellona)

The MOOD Rooftop Terrace – Hotel The One (Barcellona)

Le Cercle Rouge (Marsiglia)

Santa Bica – Eat, Drink, Sleep (Lisbona)

Art Café (Strasburgo)

La Réserve (Strasburgo)

Palacio de Cibeles (Madrid)

Panorama Restaurant La Scaletta (Firenze)

 

Top 10 città per città ITALIA MILANO

M89 Terrace

Ristorante panoramico al sesto piano dell’omonimo hotel, offre un’attenta cucina mediterranea, gode di una fantastica vista e di un’atmosfera accogliente e rilassante.

La Terrazza di Via Palestro

La Terrazza di via Palestro si affaccia sugli splendidi giardini di Porta Venezia, la cucina offre ai suoi ospiti specialità in grado di soddisfare anche i palati più esigenti, con menu decisamente variegati, composti prevalentemente da piatti tipici della gastronomia italiana.

Latitude 45

Ristorante con terrazza situato all’ottavo piano, con vista mozzafiato sul Duomo, dove gustare ottima pasta fresca fatta in casa e molti altri classici italiani reinterpretati in chiave moderna e creativa, realizzati con prodotti locali, freschi e di stagione.

Note di Cucina

Terrazza interna a una classica corte milanese. Anche la cucina è rustica e all’insegna della tradizione: ottima pasta fresca e ripiena da abbinare al condimento preferito e una selezioni di carni.

Terrazza Gallia

Al settimo piano dell’hotel Excelsior Gallia, una delle più belle terrazze di Milano, vis à vis con la monumentale facciata della Stazione Centrale. La cucina vede la prestigiosa consulenza dei tristellati Enrico e Roberto Cerea (Da Vittorio, Bg), che hanno scelto i fratelli campani Vincenzo e Antonio Lebano come resident chef per le loro capacità, affinate con varie esperienze importanti. Il risultato è una cucina di timbro mediterraneo, piatti accattivanti e colorati dai sapori netti.

VENEZIA

Top of the Carlton

Nel cuore di Venezia all’interno dell’Hotel Carlton on the Grand Canal, una terrazza meravigliosa ed elegante, dove godere di un’ottima vista sulla città gustando specialità veneziane e mediterranee accompagnate da un cocktail.

La Calcina

Un ambiente curato e informale con un’incantevole vista sul Canale della Giudecca, dove assaporare pietanze tipiche della tradizione veneziana e mediterranea e proposte vegetariane.

Sivoli

Un ambiente accogliente, che dispone anche di una graziosa terrazza affacciata sul Canal Grande. Propone un’ampia selezione di specialità culinaria veneziane, preparate utilizzando materie prime fresche e di qualità, portate di cucina internazionale e proposte vegetariane.

Antinoo’s Lounge & Restaurant

All’interno del Centurion Palace Hotel, a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim, offre specialità mediterranee, cucinate rivisitando le ricette della tradizione e impiegando materie prime di assoluta qualità. È l’ideale per una cena romantica con vista su Venezia, grazie alla terrazza dalla quale ammirare la città lagunare.

Mirai

Dal 2013 sul Canale Grande propone l’esperienza del sushi creativo da accompagnare a una ricca varietà di cocktail e a una prestigiosa selezione di tè. Alla gastronomia e al servizio attento si unisce anche l’esclusività della terrazza sul Canal Grande.

Artemisia

Una terrazza dove cenare in un’atmosfera di grande suggestione, romantica ed esclusiva. La cucina proposta si basa sulla stagionalità e la qualità delle materie prime e spazia da piatti a base di carne alle specialità della cucina veneziana a base di pesce.

Algiubagió

Situato vicino agli imbarchi per le isole, durante la bella stagione permette di sfruttare la suggestiva terrazza con una splendida vista sulla laguna. Il menù parte dalla tradizione veneta per giungere a elaborazioni più moderne, sia di carne sia di pesce.

 

ROMA

La Terrazza dei Papi

A poca distanza dalla Stazione Termini, in una zona di Roma caratterizzata da ritmi spesso frenetici, esiste una piccola oasi di tranquillità nella quale poter gustare piatti ispirati alla cucina mediterranea. La Terrazza dei Papi, splendido rooftop garden situato in via Carlo Alberto, grazie al suo strategico posizionamento offre una vista a 360° della capitale. Qui lo chef e la brigata di cucina propongono piatti che partono dalla cucina regionale del nostro paese e da quella mediterranea per valorizzare le materie prime.

VII Coorte

Nell’immaginario collettivo Trastevere è probabilmente il quartiere più conosciuto della capitale. Luogo storico dalle tante viuzze che si incrociano creando un percorso ideale per una passeggiata tra i rumori e i colori di Roma, è anche un territorio ad alta densità ristorativa, non sempre di qualità. Ma non sono pochi gli indirizzi da segnare in agenda per gli appassionati del gusto. Tra questi merita una menzione il ristorante “VII Coorte”, situato proprio nel cuore del quartiere, che dispone di una terrazza nella quale poter pranzare o cenare immersi in una vera e propria cartolina. Lo chef propone i piatti della tradizione, i sapori forti dei grandi classici, alternandoli ad altre creazioni a base di pesce.

Mater Terrae

Roma è ricca di bellissime terrazze dalle quali poter ammirare un incantevole panorama e in molti casi queste terrazze ospitano ristoranti prestigiosi ed eleganti. Questa regola è confermata dal Mater Terrae, locale situato all’interno dell’Hotel Raphael. Siamo in pieno centro, a pochi passi da via dei Coronari e soprattutto da Piazza Navona. La vista dall’ultimo piano della lussuosa struttura spazia dalla cupola di San Pietro a Piazza Venezia e rende davvero unica l’esperienza gastronomica. La cucina proposta è creativa e soprattutto vegetariana, con piatti realizzati utilizzando prodotti biologici e di grande qualità.

Ham Holy Burger Roma Termini

Panini al latte per gli hamburger freschi e carne di razza Fassona piemontese, nata e cresciuta in allevamenti di Presidio Slow Food, sono gli elementi distintivi di questa nota catena ristorativa. A Roma Termini si colloca al primo piano, sulla terrazza con una bella vista sui binari. Apprezzato dai viaggiatori che vogliono concedersi una pausa prima della prossima partenza.

I Sofa Bar Restaurant & Roof Terrace

Via Giulia è una strada centrale e suggestiva non molto lontana da Campo de’ Fiori e Piazza Navona. Qui si trova un locale di grande eleganza, impreziosito da una terrazza che offre una bellissima vista sulla città eterna. In cucina la parola d’ordine è “stagionalità” ma anche la tradizione romana ha un ruolo importante, sia per quel che concerne le ricette sia per i prodotti sovente ricorrenti nei grandi classici.

Cucina Eliseo

Via Nazionale è una importante arteria della capitale, che dalla zona vicina alla Stazione Termini conduce sino a Piazza Venezia, collegando due luoghi nevralgici di Roma. Su questa elegante via c’è il Teatro Eliseo, al cui interno è situato il ristorante Cucina Eliseo, luogo estremamente raffinato, con uno spazio all’aperto ideale per pranzare o cenare nei mesi più caldi. In cucina grande importanza è data al territorio con prodotti a km zero e alla sostenibilità con la filiera corta e la biodiversità.

Thien Kim Roof Garden

Dotato di una piacevole terrazza panoramica con tavoli all’aperto, il ristorante Thien Kim Roof Garden, offre cucina tipica vietnamita ed è arredato in stile etnico.

C1B0

A Montesacro una vera e propria oasi in città dove godersi il classico comfort food americano. Gustosa carne di scottona e fritti con salse ideali per i più golosi, innaffiati da birre di qualità. Piacevolissima la terrazza.

Roof garden

Posto sulla terrazza panoramica con vista sui Fori Romani dell’Hotel Forum, offre un’ampia varietà di piatti e prelibatezze nazionali e internazionali, abbinando all’offerta culinaria una lunga lista di vini all’altezza dei migliori ristoranti della capitale.

Gaetano Costa Le Roof

Roma Nord, Parioli: la vista mozzafiato su Piazza Euclide è sicuramente uno dei punti di forza del ristorante Gaetano Costa Le Roof, a breve distanza da Villa Glori e da altri luoghi simbolo del famoso quartiere. Al settimo piano del rinnovato Gran Hotel Ritz lo chef propone creazioni gourmet in un ambiente curato in ogni particolare, nel segno di una raffinata eleganza.

FIRENZE

Panorama Restaurant La Scaletta

Un angolo di relax con vista sui tetti di Firenze dove gustare piatti di cucina creativa o classici della tradizione come la fiorentina.

Alla Torre de Rossi

Ristorante con una delle viste panoramiche più belle di Firenze, dispone di 2 terrazze, la principale con vista sulla Cupola del Brunelleschi e Palazzo Vecchio, l’altra con vista sulla Basilica di Santo Spirito e Forte Belvedere. La cucina offre una scelta di prodotti a km zero e piatti tipici del territorio.

Floret – Artisan Kitchen & Bar (inside Luisa Via Roma)

La Terrazza by Floret è il nuovo spazio nello Store di LuisaViaRoma a Firenze. Una caffetteria, un ristorante, un juice bar e un co-working, il luogo perfetto per rilassarsi e ricaricarsi. Il menù offre scelte per tutti i gusti, che nascono da una fusione di culture e ingredienti di prima qualità: da piatti come acai, budino di chia, uova in camicia su avocado, insalate e torte crude, alla pasta fatta in casa e ai formaggi.

Lo Strettoio

Ospitato negli spazi di villa Le Lepricine, un antico palazzo fortificato del 1200 arroccato su una delle colline che circondano Firenze, gode di una magnifica terrazza che si affaccia sulla città e da cui si può godere di una vista a 360 gradi. La cucina toscana, nei sapori e nelle consistenze, domina il menù. Ma non disdegna gli accenti creativi, soprattutto negli abbinamenti e nella composizione dei piatti.

Sine Ristorante Gastrocratico: Roberto Di Pinto Ce Lo Racconta

Sine Ristorante Gastrocratico: Roberto Di Pinto Ce Lo Racconta

27 maggio 2019 | , , ,

Il potere del cibo ci rimanda a tante storie, che narrano in ogni luogo la saggezza, un legame indissolubile, una storia da gustare e tramandare, perché la storia di un popolo passa attraverso il cibo.

 

“Sine Ristorante Gastrocratico” si potrebbe leggere così; Senza l’arte in cucina il suo potere non ci conquista.

 

Roberto Di Pinto ridefinisce l’arte in cucina con le sue idee pulite, ma non troppo, come l’arte non è mai semplice. I legami solidi partono dalle proprie radici, che portano a tavola sapori autentici, da lì ci costruisci tutto il resto, Di Pinto ha la fortuna di essere Campano, terra di grandi tradizioni culinarie, la sua cucina torna alle origini per riscoprire un rapporto intimo che coniuga in diverse interpretazioni.

Tutto riparte da Sine il suo nuovo singolare ristorante, è stato molto interessante chiacchierare con lui e assaporare la sua cucina.

 

Come è nato Sine? Perché Gastrocratico e quali sono state le motivazioni che hanno spinto il progetto?

Sine è nato nella mia testa ogni giorno, lavoravo ancora al Bulgari è l’idea mi accompagnava costantemente, lavorando nel mondo del lusso per tanti anni mi ha dato un imprintig settoriale, in questo caso i dettagli importanti per me nascono in primis da eliminare il superfluo. Sine come eliminare, Gastrocratico l’ho elaborato per unire il potere del cibo al piacere democratico di fare una esperienza gourmet senza spendere cifre esorbitanti. Il mio ristorante è votato per la continuità della clientela, non vuole essere un experience.

 

La fama di un ristorante si fa con ?

La fama si coltiva giorno per giorno, ha bisogno di cure, attraverso la costanza, il passaparola dei clienti, l’unione di ogni aspetto, la cucina da sola non basta. Riguardo noi, ognuno contribuisce per importanza alla stessa maniera, niente esibizioni, la cena è del cliente, questo per noi è il primo comandamento. La fama è composta da tante garanzie…

 

Quali sono a suo giudizio i gusti della sua clientela?

Dopo qualche mese di rodaggio, abbiamo recepito che ciò che attrae la nostra clientela è legato alla mediterraneità della mia cucina, che si evolve con gli abbinamenti inconsueti, basati su un gusto familiare nonostante l’innovazione. Abbiamo notato una frizzante curiosità, e una appagante fiducia nel lasciarsi guidare. 

 

Quale rischio deve prendersi uno chef per essere considerato un esempio?

Qui bisogna essere umili nel dire che diventi un esempio quando ammetti di aver bisogno della tua squadra, non parlerei di rischi, non credo ce ne siano quando adotti una certa filosofia.

  

Qual è il proverbio che non l’abbandona mai?

L’ho anche tatuato, ma non è un proverbio, è la mia frase; Peter Pan è ancora vivo, (guardate il mondo con gli occhi di un bambino, scoprirete quanta bellezza c’è nelle cose di ogni giorno).

 

Infine mi dica tre cose che la rendono felice di essere uno chef.

E’ il privilegio di poter fare ciò che ho sempre voluto diventare; uno “Chef”. Mi sveglio la mattina è sono felice di recarmi al lavoro, poi a seguire c’è la comunicazione che ho con la mia clientela, e infine il contatto con gli ingredienti genuini che la terra ci dona, la sensazione di toccarli per poi farli diventare una pietanza mi rende felice.