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Turismo Esoterico A caccia Di Mistero: Vi Sveliamo Alcuni Luoghi Affascinanti Da Brivido

Turismo Esoterico A caccia Di Mistero: Vi Sveliamo Alcuni Luoghi Affascinanti Da Brivido

24 febbraio 2021 |

La parola proibito evoca in noi il mistero, siamo inevitabilmente attratti da tutto ciò che è misterioso, l’Italia è ricca di luoghi misteriosi, dove si celano incredibili e ignote leggende e altrettanti sono alcuni monumenti che custodiscono sinistre storie.

Nel mondo ci sono davvero un’infinità di posti che possono soddisfare la sete di mistero. Nel nostro paese le destinazioni tra leggenda, realtà, e brivido, hanno molte storie da raccontare, che sapranno certamente solleticare la tua curiosità alla scoperta di un tempo occulto, esoterico, indecifrabile.

 

Le grotte alchemiche di Torino

Torino denominata anche la città magica, di notevole impronta esoterica, pare infatti sia al vertice di due triangoli magici, assieme a Praga e Lione per gli influssi del bene, Londra e San Francisco invece per la Magia Nera. Inoltre così si narra è attraversata da linee telluriche che le conferiscono una notevole forza magica. Questo labirinto passa sotto la città, secondo le leggende popolari esisterebbero dei passaggi verso altri mondi, due dei quali visitabili ed in parte regolati dagli stessi principi fisici vigenti sulla terra. Il terzo mondo parallelo è invece un luogo oscuro, che segna il confine col mondo dei vivi e quello dei morti, dove una volta entrati non è possibile ritornare indietro.

 

Castel del Monte

 

Castel Del Monte Andria

Un luogo intriso di mistero; Castel del Monte, in Puglia nella cittadina di Andria. Una misteriosa costruzione edificata dall’Imperatore Federico II nel 12° secolo, il castello è costellato di simboli, tutto è chiaramente basato sul numero otto, che ricordiamo è associato all’infinito dove niente finisce e tutto continua. Si possono osservare inoltre diversi simboli come i due leoni accovacciati sulle due colonne che fiancheggiano il portale d’ingresso. I due animali guardano difatti lungo la linea dell’orizzonte dove sorge il sole nei solstizi d’estate e d’inverno.

 

Chiesa S. Giusta

 

Santa Giusta il tesoro ed i quattro teschi custodi. Chiaramonti Sardegna

Un altro luogo misterioso si trova nel paesino di Chiaramonti, qui sorge una chiesa dedicata a Santa Giusta. La leggenda che si narra dice esattamente così: tantissimi erano i fedeli che avendo ricevuto la grazia da Santa Giusta, si recavano in Chiesa per donare qualcosa di prezioso in segno di gratitudine. Diversi anni dopo il valore complessivo delle offerte fatte dai fedeli era diventata una vera fortuna. Una notte di primavera, quattro banditi si introdussero nella Chiesa per rubare il tesoro, ma rimasero intrappolati nella chiesa e morirono annegati sotto l’acqua fuoriuscita dalla fonte. Poco prima di morire gli uomini si pentirono, chiedendo perdono a Santa Giusta, e questa salvò le loro anime mettendole a protezione del tesoro per l’eternità. Oggi sono ben visibili 4 teschi murati in corrispondenza dell’ingresso principale.

 

Porta-magica-piazza-vittorio

 

La Porta Alchemica di Roma

La Porta Magica di Piazza Vittorio è un mistero indecifrabile, qui nel 1600  sorgeva Villa Palombara, luogo frequentato dai più illustri alchimisti del tempo. Si racconta che in questa villa si recò un pellegrino, in cerca di un’erba magica in grado di generare oro. L’uomo scomparve misteriosamente lasciando all’ingresso della porta tre pagliuzze d’oro e delle indecifrabili iscrizioni, chiave per conoscere il segreto della pietra filosofale. Ancora oggi le iscrizioni incise sull’arco della porta sono ignote alla logica.

 

Santuario delle fonti di S.Rocco

Le fonti Miracolose del Santuario di San Rocco ad Ardola di Zibello Parma

Delle sorgenti dall’acqua miracolosa, nel piccolo paesino di Ardola di Zibello si trova il Santuario di San Rocco, la storia racconta che nel 1746 sorgeva una vecchia chiesa vicino alla quale apparvero delle fonti miracolose, l’acqua aveva dei poteri taumaturgici, in grado di guarire dall’epidemia di peste che in quell’anno aveva dimezzato la popolazione. Uomini ed animali guarirono semplicemente bevendo l’acqua e in breve tempo molti pellegrini giunsero a visitare il luogo. Gli eventi miracolosi furono certificati dall’allora parroco di Pieveottoville, su incarico del Vescovo di Borgo San Donnino.

 

Triora il borgo delle streghe

 

La storia del borgo racconta di antiche e sinistre leggende, ogni angolo emana una sorta di alone di mistero, i documenti risalenti al 1588 dichiarano che furono processate e uccise diverse donne del paese, l’inquisizione fu uno dei più crudeli e sanguinosi processi della storia che non risparmiò neanche la Liguria. Gli atti sono in mostra nel piccolo Museo Etnografico e della Stregoneria, all’inizio del paese. Visitate la Cabotina, una piccola costruzione dove la leggenda narra che si riunissero le streghe. Qui aggiungo anche un piccolo consiglio gourmet, assaggiate il pane di Triora, preparato con farina e crusca, una bontà casareccia che fa parte dell’associazione dei 37 Pani d’Italia. I segni de passato sono rimasti vivi, mescolati alla sua architettura, sculture affascinanti,  portali  gotici (sec. XII) della Collegiata, a quelli dei palazzi nobili, tutto è poesia e passaggi di energia.

Questo resoconto è solo un piccolo approfondimento per chi ama il turismo esoterico, perché quello che è importante in ogni viaggio che si intraprende è conoscere, scoprire, e godere di ogni cosa che ci suscita curiosità.

Giù Le Mani Dal Made In Italy: La dieta Mediterranea Sotto Accusa Formaggi, Salumi, e Vino

Giù Le Mani Dal Made In Italy: La dieta Mediterranea Sotto Accusa Formaggi, Salumi, e Vino

5 febbraio 2021 | , ,

“Nuoce gravemente alla salute”, lo sostiene l’Unione Europa, le etichette allarmistiche non sono rivolte alle sostanze nocive a tutti ben note come la nicotina, ma ad alimenti e bevande simbolo dell’enogastronomia italiana, nonché pilastri della famosa dieta mediterranea, citata dal mondo come una delle più equilibrate e gustose. Sotto accusa finiscono; formaggi, salumi, e vino.

 

La proposta dell’Unione Europea è di inserire le etichette nel vino e bevande alcoliche entro il 2023, oltre a voler eliminare dai programmi di promozione i prodotti agroalimentari associati ai rischi di tumore, come le carni rosse  trasformate.

Ma se è vero che noi siamo anche quel che mangiamo, effettivamente la nostra lunga tradizione di eccellenti prodotti ha tirato sù bene tante generazioni, questa scelta mi sembra abbastanza azzardata, bisognerebbe si, fare attenzione a non consumare eccessivamente insaccati, e prodotti ricchi di grasso, e non bersi una bottiglia di vino, ma qui si tratta solo di quantità, “anche il potere non è il male in sé, dipende sempre da l’utilizzo che ne fai”.

Tra le misure previste l’aumento delle tasse, campagne di sensibilizzazione e altre misure simili previste dai best buys dell’Oms, aumento dei prezzi, limitazione della disponibilità fisica ed economica degli alcolici sul mercato e divieto di pubblicità.

La bozza di comunicazione europea propone inoltre la revisione della normativa Ue sulle tasse sulle bevande alcoliche e sulle compravendite internazionali, anche tra privati; la riduzione della pubblicità on line; lo stop al consumo di alcol attraverso i programmi di promozione dei prodotti agricoli Ue.

 

Visto lo scenario, anche il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti, ha scritto a Gentiloni, denunciando una demonizzazione indiscriminata del vitivinicolo e definendo totalmente inappropriate, inefficaci, inadeguate, addirittura controproducenti le misure contenute nella bozza di comunicazione.

Qui Bruxelles non è stata molto cortese nei confronti dell’Italia, a dieci anni dal riconoscimento dell’Unesco della Dieta mediterranea, che ricordiamo si è classificata come la “migliore dieta al mondo”,  proprio perché ricca e diversificata, (pasta, frutta, verdura, formaggi, carne, olio extravergine e lui l’immancabile calice  di vino), ha consentito agli italiani di conquistare il primato europeo di longevità, tutte caratteristiche principali dei nostri prodotti e del nostro regime che si possono riassumere in due parole: Tradizione e benessere.

Se l’interesse è la salute della popolazione bisognerebbe istruire i consumatori sul corretto consumo degli alimenti, e non demonizzare il Made in Italy leader mondiale di una filiera eccellente.

Cinque paradisi naturali poco conosciuti in Italia: Spiagge non contaminate dal turismo

Cinque paradisi naturali poco conosciuti in Italia: Spiagge non contaminate dal turismo

1 febbraio 2021 | ,

Che l’Italia sia uno dei paesi più belli al mondo è una certezza, città, arte, paesaggi, calette e scorci dove posare lo sguardo accompagnanti dalla luce del sole, dove spesso ci si arriva solo a piedi attraverso sentieri lunghi e tortuosi, pezzi di paradiso, dove il mare incornicia la bellezza del creato.

Ma dove si trovano queste meraviglie poco battute? Spiagge incontaminate dove rilassarsi, o fare il bagno lontano dal caos, fra le isole e le coste della terraferma, luoghi ideali per chi ricerca mete dal fascino unico e solitario.

Vediamoli insieme, naturalmente con le indicazioni per raggiungerle.

Sicilia

La Sicilia è cento volte nota, ce n’è per tutti i gusti, ma esistono delle spiagge poco conosciute, delle vere perle rare, come i Laghi di Marinello a Tindari, frazione di Patti nel comune di Messina.  La spiaggia in questione ha una sabbia bianca e dorata che scintilla quando i raggi la sfiorano, si affaccia direttamente su un lago di acqua salata, quello che sorprende è la sua capacità di cambiare forma a seconda della direzione in cui soffia il vento.

 

Spiaggia-di-Marinello

Liguria

La pittoresca Liguria non si smentisce, scopriamo Punta Crena la incoronata delle spiagge meno affollata del Ponente. Scogliere a picco sul mare, acqua cristallina, e sfumature azzurre, questa meravigliosa caletta si trova nel comune di Finale Ligure, la difficoltà nel raggiungerla non è poca, infatti ci si arriva solo via mare a nuoto, in barca, e attraverso un avventuroso sentiero anch’esso difficoltoso da affrontare.

 

Punta Crena

Sardegna

La spiaggia di Ziu Martine, si trova nella in località Calagonone, nel golfo di Orosei ha un fascino tutto selvaggio, i suoi meravigliosi colori brillano in estate per donarci la natura incontaminata, la sabbia e i sassi la vestono di bellezza, così come le sue acque pulite e cristalline. Ziu Martine è una di quelle spiagge solitarie e romantiche da vedere assolutamente.

 

Di Ziu Martine Sardegna

 

Toscana

La piccola spiaggia di Buca delle fate a Piombino è situata nel piccolo Golfo di Baratti. Una graziosa caletta dove le rocce sono al picco sul mare nelle sue acque trasparenti. E’ raggiungibile a piedi percorrendo un sentiero fra bosco e scogliera che inizia dal piazzale del Reciso, sulla strada che porta in alto al borgo di Populonia.

 

Cala delle Fate

 

 

Puglia

Baia dell’Orte è la caletta più incontaminata di tutto il Salento, la straordinaria bellezza che la natura sa regalare a questa spiaggia si fonde con un mix di sfumature di colori, l’azzurro del mare, il verde della natura, il rosso del terreno, le austere grotte, la rendono la regina incontrastata delle piccole cale.

 

Baia delle Orte

Le spiagge più solitarie sono mete ambite, la natura incontaminata e la ricchezza delle baie va preservata, quindi ricordatevi di goderne rispettando il flusso della natura. Buona scoperta a tutti!

Intervista Al Compositore Gianluca Cascioli: La Musica Ai tempi Del Coronavirus

Intervista Al Compositore Gianluca Cascioli: La Musica Ai tempi Del Coronavirus

25 gennaio 2021 | , , ,

Il silenzio della musica non è mai stato così assordante, sono le note della pandemia che vibrano nell’aria, con un repertorio pieno di stati d’animo. Ma le note quelle vere, quelle che ci emozionano sono impresse nelle nostre menti, forse il Corona virus le ha oscurate, ma ci ha fatto anche capire la bellezza di quelle melodie.

 

Il virus ha bloccato totalmente l’economia degli artisti, capace di annullare 80% del loro lavoro, recando danni economici importantissimi, i piani di sostegno alle imprese e ai lavoratori nel campo della musica risultano essere poco adeguati ai modelli imprenditoriali e occupazionali che caratterizzano il settore. Qui non entra in gioco solo la percentuale dei posti di lavoro a rischio, ma certamente anche una grave perdita culturale e sociale che genera la musica. Purtroppo il settore risulta essere ai margini dell’attenzione, noi proviamo a dargli una voce importante a nome di tutti i musicisti.

Abbiamo rivolto alcune domande al noto pianista torinese Gianluca Cascioli, ecco le risposte.

 

Gianluca Cascioli, una vita dedicata alla musica.

Gianluca Cascioli è un pianista, compositore, è nato a Torino dove ha iniziato gli studi musicali con il Maestro Sergio Pasteris. La sua carriera è iniziata nel 1994 con la vittoria del “Concorso Pianistico Internazionale Umberto Micheli”, da allora si è esibito come solista con le più prestigiose orchestre europee ed americane tra cui la “Camerata Salzburg”, i “Berliner Philharmoniker”, i “Wiener Philharmoniker”, la “London Philharmonic”, la “Royal Philharmonic”, l’”Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI”, l’”Orchestra Filarmonica della Scala”, la “New York Philharmonic” e la “San Francisco Symphony”. Le sue composizioni sono state eseguite in sedi prestigiose come la “Musikhalle” di Amburgo, la “Wigmore Hall” di Londra, il “Palau de la Musica” di Barcellona . Nel 2009 Cascioli ha ricevuto il Secondo Premio al 27° “Concorso Internazionale di Composizione I.C.O.M.S.” con il suo primo Trio per violino, violoncello e pianoforte. Nel 2010 i suoi Tre pezzi lirici per violino e pianoforte ricevono all’unanimità il Primo Premio al 28° Concorso I.C.O.M.S. . Nel 2012 Cascioli vince il I Premio al Concorso Nazionale di Composizione “Francesco Agnello”, con il brano orchestrale Trasfigurazione.

 

L’attività concertistica in questo momento di restrizioni ha visto annullarsi tutti concerti, tutte le tournèe, i festival, le attività didattiche ecc… quali sono le previsioni per far ripartire il sistema, cosa succederà dopo.

Mi sembra eccessivamente ottimistico parlare di ripartenza, non mi sembra vi siano ancora le condizioni.

 

Quali sono le difficoltà maggiori attuali, che tutti i concertisti e coloro che fanno parte del settore musicale stanno affrontando? Che genere di aiuti avete ricevuto dal Governo.

Difficoltà economiche sicuramente. Il governo aveva promesso un rimborso-Coronavirus: io ne ho fatto richiesta, ma non ho ricevuto nulla. I concertisti hanno pressoché azzerato le loro attività e gli insegnanti di strumento lavorano da casa comunicando via Internet con gli allievi. Le orchestre eseguono i loro concerti a sala vuota, in streaming sul Web, così come è avvenuto anche per i concerti di capodanno da Venezia e Vienna.

L’attuale situazione sanitaria, ha spinto il governo a prolungare ulteriormente le chiusure dei teatri, con l’inevitabile conseguenza di emarginare gli artisti; Lei cosa ne pensa, trova che sia giusto?

Credo sia giusto non sottovalutare questo virus, visto che si è diffuso in tutto il mondo e ha causato molti decessi. Gli artisti sono degli emarginati in questa società già da molto tempo e non solo a causa di questo virus.

 

Se dovesse esprimere il suo stato d’animo attraverso un’opera, per raccontare questi momenti di crisi cosa eseguirebbe?

La Sonatina Seconda di Ferruccio Busoni e Unstern! di Franz Liszt. Busoni è un nostro vanto nazionale, un compositore di livello eccelso! Il fatto che (al giorno d’oggi) sia stato quasi dimenticato, è a dir poco vergognoso.

 

Crede che attraverso questa tragedia ci possa essere un’opportunità di crescita personale al livello artistico.

Il momento attuale ci invita a riflettere su due questioni importanti. La prima riguarda la tecnologia: siamo soddisfatti di vivere una vita prevalentemente virtuale (all’interno dei nostri smartphone), oppure la realtà ha ancora un valore per noi? La seconda questione: la musica  ha ancora un valore nella società contemporanea? Il primo gennaio 2021, in diretta mondiale, Riccardo Muti ha sentito il bisogno di dire che la musica non è intrattenimento e nemmeno semplicemente una professione, ma è una “missione per rendere migliore la società”.

 

Cascioli quali sono gli aspetti della musica contemporanea che vorrebbe approfondire, a quanto pare risulta poco compresa, tutti amano i grandi repertori.

Già da qualche anno ho creato un progetto discografico per Deutsche Grammophon dedicato al ‘900. L’obiettivo è quello di divulgare i brani più espressivi e accessibili che anche un vasto pubblico potrebbe potenzialmente apprezzare. Non tutto il ‘900 è avanguardia e provocazione…

Il fatto che le società di concerti prediligano da ormai più di 70 anni dei repertori stereotipati è per me un segnale di decadenza culturale. Non si dovrebbero fare programmazioni solo con lo scopo di avere la sala piena, ma il business ormai governa ogni cosa (anche l’arte).

 

 Qual è la sensazione più chiara che il pubblico riesce a trasmetterLe­?

Mi accorgo subito se il pubblico ha capacità di concentrazione, se sta ascoltando con interesse.

In Giappone la gente rimane in religioso silenzio per tutto il concerto. Da noi in occidente, i colpi di tosse e gli squilli di cellulare sono molto più frequenti. Temo che la capacità d’ascolto e di concentrazione si stia riducendo molto. Durante un concerto, alcuni accendono addirittura il telefono e in modalità silenziosa controllano la loro email oppure facebook.

 

Un’ultima domanda un po’ inedita, qual è il suggerimento che i suoi genitori le hanno dato per sostenerLa nella vita? ­­­

Avviare un figlio nel mondo della musica è una decisione rischiosa e credo abbia dato non poco da pensare ai miei genitori: i miei nonni materni, per esempio, non erano molto d’accordo. Mia mamma e mio papà hanno semplicemente supportato moltissimo quella che era una mia passione e mi sono sempre stati vicini nei momenti difficili e lo sono tuttora.

Facendo capolino a questa intensa intervista apprendiamo che la sola musica che si può creare e si può ascoltare non è attraverso la solitudine di uno strumento suonato a distanza, ma la condivisione dal punto di vista umano, fisico ed emozionale. Questa magia solo col pubblico si può creare…

 

FONTE: Intervista realizzata da Isabella Scuderi

Fuggire Dall’Italia Per Andare A Vivere In Svizzera: Albinen Il Paesino Che Ti Paga E Ti Appaga

Fuggire Dall’Italia Per Andare A Vivere In Svizzera: Albinen Il Paesino Che Ti Paga E Ti Appaga

18 gennaio 2021 | ,

La Paura del futuro ai tempi del Corona virus è raddoppiata, soprattutto se si vive in Italia. In un momento come questo dove solo anche il presente si verifica incerto, il pensiero di fuggire in un luogo sicuro è quasi un chiodo fisso. L’imperativo è, ricominciare, scrivendo nuovi capitoli della nostra vita abbandonando la vecchia. “E vissero felici e contenti”, nella natura più immacolata delle montagne Svizzere.

 

Albinen si trova soli 80km dal confine nel Canton Vallese, un paesino di montagna immerso nella natura rigogliosa e incontaminata, a conti fatti gli ultimi abitanti rimasti sono appena 300, quindi i cittadini avviano una nuova impresa pagando chi decide di costruirci una casa e di andarci a vivere.

 

Ma quali sono le condizioni e i requisiti per godere dei vantaggi e trasferirsi?

avere meno di 45 anni

avere un permesso di domicilio in Svizzera

rimanere nel paese per almeno 10 anni, comprando la casa

Viene offerto un finanziamento di 60mila euro per chi deciderà di costruire una casa: 21mila euro ad adulto e 8mila euro a bambino.

 

 

 

Qualsiasi sia il tuo movente per ricominciare, o semplicemente per cambiar vita godrai della bellezza del creato, ma Albinen non è solo montagna: nei pressi della cittadina si trova la località termale di Leukerbad, conosciuta da oltre 500 anni, addirittura già ai tempi dei Romani, per le sue rilassanti terme in cui riscaldarsi prima di tornare tra la neve

 

“ Nell’infinita quiete della montagna ho sentito il respiro della terra”.  IS

http://fuggire-svizzera-soli-80-km-dal-confine-ce-un-paese-ti-paga-andarci-vivere

LA Disobbedienza Civile E’ Alle Porte: Ristoranti, Bar, Teatri, Palestre, Il Coronavirus li ha seppelliti Tutti!

LA Disobbedienza Civile E’ Alle Porte: Ristoranti, Bar, Teatri, Palestre, Il Coronavirus li ha seppelliti Tutti!

13 gennaio 2021 | ,

Non chiamiamole più proteste, qui non si tratta più di mediazioni, o di trovare un’intesa fra Governo e le categorie oramai al collasso, il momento della ripartenza è diventato un desiderio, NON un Diritto!

Eserciti di ristoratori grida a gran voce la crisi totale del settore e la mancanza di concreti interventi, ma qual è la risposta del governo? introdurre nel nuovo Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18, tutto corretto tutto plausibile ai fini di limitare la diffusione del contagio, peccato che la realtà dei fatti ha dimostrato che non sono i locali pubblici i portatori di contagi. Mercati, supermercati e l’affollamento dei posti di lavoro hanno la stessa medesima pericolosità.

 

“E’ tempo di essere uniti e far sentire la nostra voce, ormai non c’è più tempo”, precisa l’Unione dei Ristoratori, sono passati 11 mesi dall’inizio della pandemia durante i quali la nostra categoria ha accettato di chiudere a ripetizione le proprie attività in nome della salute. “Il vaso è colmo, per completare la presa in giro ci mancava solo l’invito ad aprire le nostre attività per 2 giorni per poi chiuderle nel week end, per poi colorare di nuovo l’Italia di giallo e arancione limitando o vietando il nostro lavoro in modo quasi sadico.

 

Questa regola “Chiusi Tutti”, sarà il frutto di una rivolta, infatti  sui social è stata lanciata questa iniziativa, lunedì alcuni ristoranti potrebbero riaprire, violando le disposizioni contro la pandemia. Lo slogan della protesta è “Wir-machen-auf” (noi riapriamo), è nato in Germania e si è diffuso rapidamente anche all’estero, conquistando diversi simpatizzanti pure nella Confederazione.

Il bollettino è molto più ampio, Teatri, Cinema, Palestre, confermano la totale chiusura, non lasciandogli nemmeno la speranza.

Cibo E Ormoni Della Felicità: Come Stimolare Le Endorfine

Cibo E Ormoni Della Felicità: Come Stimolare Le Endorfine

11 gennaio 2021 | , ,

E’ possibile cambiare il nostro umore mangiando degli alimenti che ci aiutano ad essere felici? E’ riscontrato che il pensiero positivo e la gratitudine stimolano la produzione di serotonina, cosi come alcuni cibi sono dei veri e propri antidepressivi, (serotonina, dopamina, ossitocina, endorfine), queste sostanze ci aiutano a riequilibrare il nostro benessere psicofisico e a farci sentire meglio quando siamo giù di tono.

Esistono diversi alimenti che contengono gli ormoni della felicità. Il cibo non è solo nutrizione, ha una valenza psicologica, in grado di renderci felici, rifornendo quella carenza energetica che non è solo biologica, avremo un appagamento che premierà corpo, mente e spirito, si ma attenzione tutto con le giuste quantità. Allora concediamoci i nostri “Must”

Gli amanti del cioccolato saranno felici di sentire che la cioccolata è uno degli alimenti più potenti, infatti è ricca di triptofano, precursore della serotonina, in particolare la cioccolata fondente determina l’aumento dei livelli di endorfina.

MANDORLE, ricche di magnesio proteggono il nostro corpo da stanchezza fisica e mentale, l’acido folico aiuta il sistema nervoso, contribuendo a mantenere alto il tono dell’umore grazie alle sue proprietà antidepressive.

PANE E PASTA, alimenti molto amati, infatti contribuiscono a tenere alto l’umore, forniscono carboidrati che stimolano in modo costante la sintesi di serotonina.

UOVA, sono ricche di proteine ad alto valore biologico, omega-3, vitamine del gruppo B e triptofano. Nel tuorlo si trova l’alleato maggiore per combattere il malumore, il consumo durante la stagione invernale è un toccasana.

BANANE, ricche di potassio e di magnesio, aiutano a fornire la giusta energia al nostro corpo. Ci regalano anche il sorriso: contengono elevate quantità di vitamina B9 che aiuterebbe la serotonina a raggiungere più velocemente il cervello.

Se invece siamo alla ricerca costante dell’adrenalina sempre attiva non deve mancare la tiramina contenuta nei formaggi e nei funghi. Provare per credere!

In Giro Per Il Mondo Ad Ognuno La Sua Befana: Tradizioni Usi e Costumi

In Giro Per Il Mondo Ad Ognuno La Sua Befana: Tradizioni Usi e Costumi

5 gennaio 2021 | ,
C’era una volta in un tempo lontano, sin dagli inizi della notte dei tempi una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo, che viaggiando su una magica scopa in lungo e in largo, portava doni a tutti i bambini. Numerose sono le filastrocche, e proprio con l’Epifania si chiude il lungo ciclo delle feste di Natale.

 

Una festa all’insegna della tradizione popolare legata alle usanze contadine, è anche la prima festa dell’anno nuovo, che ci  porta a riflessioni e bilanci dell’anno appena concluso e si mettono in cantiere  progetti e propositi per l’anno appena iniziato

Allora tutti pronti ad affrontare con rinnovato spirito i 360  giorni che ci attendono? Augurandoci che l’anno venturo la Befana sia ancora più generosa. Nel frattempo scopriamo le usanze nel mondo per l’arrivo della Befana:

In Italia la Befana viene celebrata in maniera diversa per regioni, oltre a consegnare dolciumi e leccornie, o il temuto carbone, a  Venezia  si svolge la caratteristica Regata della Befana. 50 tra uomini e donne vestiti da befana si sfideranno a colpi di remi nel Canal Grande. Il vincitore sarà colui che per primo taglierà il traguardo, costituito da una lunghissima calza appesa sul Ponte di Rialto.

In Francia nel giorno della Befana  si prepara un dolce speciale, all’interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa.

In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. I festeggiamenti iniziano con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo (il primo Babbo Natale arriva l’11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). Tutto ha fine con un falò e fuochi d’artificio.

In Spagna la sera del 5 gennaio i bambini attendono i doni dei Re Magi e mettono davanti alla porta un bicchier d’acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città si tiene un corteo durante il quale i Re Magi sfilano per le vie su dei carri riccamente decorati.

In Germania i Re Magi sono protagonisti. Le persone di religione cattolica vanno a messa. Ma il 6 Gennaio non è un giorno festivo, si lavora come al solito e i bambini vanno a scuola.

In Romania i bambini attendono l’arrivo dei re Magi e il 6 gennaio propongono racconti in cambio di qualche spicciolo.

In Ungheria i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.

In  Russia molti parlano di una vecchina, chiamata “Babuschka”, che, accompagnerebbe Papà Gelo o Papà Inverno, distribuendo regali a tutti i bambini.

La Vera Storia Della Befana

La befana discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.

PS: Buona Befana a tutti!

Apre Il Primo Covid Hotel in provincia di Novara: il Blue Relais Maggiore

Apre Il Primo Covid Hotel in provincia di Novara: il Blue Relais Maggiore

10 dicembre 2020 | ,

A Castelletto sopra Ticino, è stato allestito l’unico Covid Hotel della provincia novarese, una formula all’americana pensata per ospitare i pazienti in quarantena in tutta sicurezza. Dal primo dicembre scorso, il Blue Relais Maggiore ha già accolto diversi  pazienti autosufficienti, asintomatici e paucisintomatici, positivi al Covid-19. Tutti coloro che non hanno la possibilità di attuare un rigoroso isolamento al proprio domicilio, possono essere ospitati fino al raggiungimento della negativizzazione.

 

Andrea Bernardi, gestore del Blue Relais Maggiore: la sua struttura di hotel/motel all’americana è perfetta per ospitare in tutta sicurezza sia i pazienti in quarantena così come la clientela non affetta da coronavirus.

Tutte le stanze destinate ai pazienti Covid sono accessibili e raggiungibili autonomamente, con mezzo proprio o trasportate da mezzi dell’ASL, senza che la persona positiva sosti o debba passare da un ambiente comune della struttura. Si parcheggia davanti alla stanza, senza fare il check-in (che avviene tramite i dati criptati inviati in precedenza dall’ASL) e si prende possesso della stessa.

Bernardi ha poi ideato una modalità di gestione della permanenza che evita ogni contatto del personale con i pazienti/ospiti. Per i pasti è stato individuato un catering esterno che accede autonomamente alla struttura posizionando, su di un tavolo di servizio all’esterno delle camere.

Ogni giorno la ASL opera un monitoraggio telefonico e infermieristico, e per gli operatori è stata predisposta una camera convertita “a luogo pulito” dove possono cambiarsi e stoccare tutto il materiale necessario.

La reception è attiva per ogni richiesta non medica 24 ore su 24. L’area delle camere COVID, oltre ad essere videosorvegliata h24, è perimetrata ed accessibile dall’esterno solo dai mezzi degli operatori preposti, mentre gli altri ospiti hanno un accesso totalmente diverso sia alle stanze che alle parti comuni, dalla reception al ristorante, alla sala per la colazione.

L’accesso al servizio di COVID hotel, avviene tramite i medici di base che contattano la ASL NO per verificare la disponibilità delle stanze o dagli ospedali che dimettono i pazienti che possono e devono restare in quarantena obbligatoria.

http://Blue Relais Maggiore

SS Sempione 182

28053 – Castelletto Sopra Ticino (NO)

Tel. 0331.920554

LA GUIDA MICHELIN NON LA FERMA NESSUNO: BRILLANO ANCORA LE STELLE. 2021

LA GUIDA MICHELIN NON LA FERMA NESSUNO: BRILLANO ANCORA LE STELLE. 2021

27 novembre 2020 | , , ,

La 66° Guida Michelin certamente si è distinta nel portare avanti il suo compito, in un 2020 provato dal Covid 19, la sua mission negl’anni ha reso la comunità dei ristoratori un vero movimento culturale enogastronomico, la filosofia della guida riassunta nella frase “movimento del food” ha creato e continuerà a creare un valore alla storia dell’arte culinaria.

Le novità quest’anno sono state presentate da Milano in streaming: si aggiungono 26 nuove stelle, nessun nuovo entrato ai piani alti dei tristellati, Oldani e de Santis portano a casa un raddoppio, la novità di quest’anno vede l’introduzione di un riconoscimento per la sostenibilità, un stella verde che va ad aggiungersi agli altri simboli della Guida, la stella, il piatto, l’omino Bib Gourmand. Il focus della stella verde è promuovere quei ristoranti che si sono impegnati contro gli sprechi e per una cucina green. Sono 13 i premiati  tra cui Mariangela Susigan del Gardenia di Caluso e Massimo Bottura, Osteria Francescana.

I numeri

371 i ristoranti stellati dell’edizione 2021, di cui 11 tristellati, 37 bistellati e 323 con una stella.

I tre stelle rimangono immutati: Piazza Duomo ad Alba (Cn); Da Vittorio a Brusaporto (Bg); St. Hubertus, a San Cassiano (Bz); Le Calandre a Rubano (Pd); Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (Mn); Osteria Francescana a Modena; Enoteca Pinchiorri a Firenze; La Pergola a Roma; Reale a Castel di Sangro (Aq); Mauro Uliassi a Senigallia (An) ed Enrico Bartolini al Mudec a Milano.

TUTTI I RICONOSCIMENTI

I 13 chef che guadagnano la stella verde (novità 2021)

Mariangela Susigan del ristorante Gardenia di Caluso (To)

Famiglia Iaccarino del Sant’Agata sui Due Golfi (Na)

Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena

Caterina Ceraudo di Dattilo

Piergiorgio Siviero di Lazzaro 1915

Antonello Sardi di Virtuoso Gourmet

Pietro Leeman di Joia

Davide Oldani di D’O

Fabrizio Caponi i’Ciocio-Osteria di Suvereto

Igor Macchia di Casa Format

Norbert Niederkofler di St. Hubertus

Franco Malinverno di Caffè La crepa

Roberto Tonola di Lanterna Verde

I nuovi 26 una stella

Don Alfonso 1890 San Barbato Donato De Leonardis* Lavello (PZ)

Relais Blu Alberto Annarumma Massa Lubrense / Termini (NA)

Re Santi e Leoni Luigi Salomone ** Nola (NA)

Lorelei Ciro Sicignano** Sorrento (NA)

Osteria del Povero Diavolo Giuseppe Gasperoni * Torriana (RN)

Zia Antonio Ziantoni ** Roma

Essenza Simone Nardoni** Terracina (LT)

Nove Giorgio Servetto Alassio (SV)

Impronta D’Acqua Ivan Maniago** Cavi di Lavagna (GE)

Kitchen Andrea Casali* Como

AALTO Takeshi Iwai Milano

Borgo Sant’Anna Pasquale Laera** Monforte d’Alba (CN)

Piano 35 Christian Balzo Torino

Casa Sgarra Felice Sgarra ** Trani (BT)

Poggio Rosso Juan Camilo Quintero** Castelnuovo Berardenga (SI)

Gabbiano 3.0 Alessandro Rossi* Marina di Grosseto (GR)

Franco Mare Alessandro Ferrarini Marina di Pietrasanta (LU)

Sala dei Grappoli Domenico Francone Montalcino / Poggio alle Mura (SI)

Linfa Vincenzo Martella San Gimignano (SI)

Peter Brunel Restaurant Gourmet Peter Brunel Arco (TN)

Prezioso Egon Heiss Merano (BZ)

Senso Alfio Ghezzi Mart Alfio Ghezzi Rovereto (TN)

Vecchio Ristoro Filippo Oggioni** Aosta

SanBrite Riccardo Gaspari ** Cortina d’Ampezzo (BL)

La Cru Giacomo Sacchetto** Romagnano (VR)

Amistà Mattia Bianchi** San Pietro in Cariano (VR)

* under 30 ** under 35

I nuovi due stelle

Matteo Metullio del ristorante Harry’s Piccolo di Trieste

Rocco de Santis del ristorante Santa Elisabetta di Firenze

Davide Oldani di D’O a San Pietro all’Olmo, Cornaredo (Mi)

Non conferma le due stelle

Jasmine – Chiusa (BZ)

Non confermano la stella

Bacco – Barletta

Il Riccio – Capri (NA)

La Corte – Follina (TV)

Marc Lantieri Al Castello – Grinzane Cavour (CN)

Casa del nonno 13 – Mercato San Severino (SA)

Bye Bye Blues – Palermo

Al ferarut – Rivignano

Enoteca Al Parlamento Achilli – Roma

Osteria la Fontanina – Verona

Al Capriolo – Vodo Cadore

I Più Tradizionali Piatti E Rituali portafortuna del Capodanno Nel Mondo:  Italiani- Greci- Irlandesi- Argentini- Messicani e tanti Altri

I Più Tradizionali Piatti E Rituali portafortuna del Capodanno Nel Mondo: Italiani- Greci- Irlandesi- Argentini- Messicani e tanti Altri

23 novembre 2020 | , ,

Antiche tradizioni, tempi moderni, costumi locali, portafortuna e piatti di portata, per festeggiare il Capodanno nel mondo moltissimi sono i rituali per salutare la notte del 31 dicembre, perché in qualunque latitudine vi troviate il benvenuto al nuovo anno è d’obbligo.

 

I rituali per lasciarsi l’anno vecchio alle spalle e abbracciare il nuovo

In ogni luogo del mondo per lasciarsi alle spalle l’anno vecchio si eseguono usanze di ogni genere per esempio in Argentina il 31 dicembre si usa strappare vecchi documenti e lanciare i brandelli di carta dalla finestra. In Irlanda si bussa sui muri di casa con delle pagnotte, mentre in Danimarca si lanciano vecchi piatti e bicchieri contro la propria porta o quella di parenti e amici, per allontanare gli spiriti malvagi. In Algeria i bambini scrivono ai genitori delle letterine con i buoni propositi e i desideri per il nuovo anno. In Russia Ded Moroz (Nonno Gelo), un personaggio del folklore sovietico, porta i doni assieme a sua figlia, la Fanciulla di Neve. In Italia si usa indossare dell’intimo rosso per la notte di San Silvestro che pare sia di  buono auspicio per accogliere il nuovo anno.

 

 

Ded Moroz (Nonno Gelo)

In Bangladesh il giorno più romantico dell’anno è il 31 dicembre: molte coppie si sposano a Capodanno, con festeggiamenti pantagruelici che iniziano nell’anno vecchio e finiscono all’alba di quello nuovo.

In Grecia il 31 dicembre si usa appendere una cipolla sulla porta d’ingresso, nella Repubblica Ceca bisogna tagliare una mela a metà: se al centro appare una croce l’anno nuovo porterà qualche grattacapo, se mostra una stella sarà un anno positivo.

 

 

 

 

In molte culture in diversi angoli del mondo, dalla Grecia all’ Inghilterra fino alle Filippine, l’ultimo giorno dell’anno si nasconde una moneta dentro l’impasto di una pagnotta: chi la trova avrà un anno molto fortunato.

La tradizione vuole che la notte di San Silvestro ogni Paese abbia una tradizione gastronomica tipica:

in Italia non mancano sulla tavola il cotechino o lo zampone accompagnati dalle lenticchie: secondo la leggenda infatti, questi legumi porterebbero fortuna a chi li consuma il 31 dicembre allo scattare delle mezzanotte. In Argentina si festeggia cucinando un piatto tipico, si i tratta dell’asado, a base di carne di manzo alla brace accompagnata dal chimichurri, una salsa fatta con spezie, olio, aceto e limone.

Rice noodle soup, Laos. La zuppa di noodles è uno dei piatti più prelibati della cucina orientale… In occasione del Capodanno, servite gli spaghetti di riso con erbe fresche e polpettine di manzo in brodo: una vera prelibatezza!

 

Lao-Rice-Noodle-Soup

 

Pork Roast with Boozy Prunes. In Lituania l’odore che proviene dalla cucina è quasi sicuramente quello del maialino arrosto che in Lituania viene consumato per il cenone di San Silvestro o per il primo dell’anno. L’aggiunta delle prugne rende questo piatto un must have Natalizio.

 

 

Pork_Roast_Boozy_Prunes

In Francia per la notte di Saint Sylvestre non mancherà  il foie gras, le ostriche, le escargot, i frutti di mare e i crostacei,  ovviamente con fiumi di champagne al seguito.

 

 

 

Paese che vai tradizioni che trovi, tutti siamo in cerca della buona sorte per un nuovo anno ricco di soldi, salute e soddisfazioni … ( Tutti si augurano ovviamente che il Covid faccia parte del 2020).

L’oro verde della felicità: olio extravergine di oliva- Frantoio Peltristo

L’oro verde della felicità: olio extravergine di oliva- Frantoio Peltristo

2 novembre 2020 | , ,

Poche sono le colture e i prodotti potentemente radicati nei millenni, e nelle abitudini di tutti noi. L’olio di oliva ha certamente una storia millenaria, i primi olivi risalgono, infatti, a più di 7.000 anni fa, tante sono infatti le tracce lasciate nel corso della storia che ne testimoniano la sua importanza.

 

L’olio di oliva è qualcosa di verace, pregevole, unico, proprio come la verità che emerge sempre, come la caratteristica dell’olio di non mischiarsi con l’acqua quando viene aggiunta.

L’olio umbro è noto per le sue peculiarità organolettiche che gli conferiscono un sapore distintivo, in Umbria infatti si trova il miglior olio EVO. L’olio EVO dell’Umbria è apprezzato a tavola perché è flessibile e adattabile ad ogni tipo di piatto. Ciò è dovuto alla qualità del terreno ed è uno dei motivi, che insieme al clima, rende l’Umbria una regione particolarmente adatta alla coltivazione degli ulivi.

 

 

L’azienda Agricola Frantoio Peltristo è immerso nel cuore dell’Umbria e produce un olio extravergine di oliva dal sapore tipicamente umbro certificato come DOP Umbria. Gli  oliveti vengono concimati da oltre 15 anni esclusivamente con concimi organici e non vengono trattati con prodotti fitosanitari. A partire da ottobre 2009 una parte di questi oliveti sono stati iscritti e vincolati al regime della coltivazione biologica.

Abbiamo avuto la possibilità di degustare i sapori e gli odori tipici delle loro cultivar, che offrono generosamente al palato tutta l’anima del suo frutto trasformato in un tesoro sotto forma di olio dalle proprietà organolettiche eccellenti.

L’estrazione viene prodotta rigorosamente a freddo, le varietà colturali più diffuse sono: frantoio, leccino,  moraiolo e  dolce agogia. L’extravergine  che si ottiene dalle olive di questa zona ha un gusto molto equilibrato e particolare, sprigiona sentori di erba fresca appena tagliata, al gusto rivela una nota piccante con retrogusto amaro che sovente ricorda  il carciofo.

 

 

 

 

 

Chicche di produzione

Dall’anno 2008 hanno iniziato la produzione di condimenti naturali macinando le olive assieme a frutti e altre piante. Oggi producono condimenti a base di olive e limoni, arance, rosmarino, basilico, curcuma zenzero e pepe nero e peperoncino. Tutti gli ingredienti utilizzati in fase di lavorazioni sono naturali e non vengono utilizzati estratti chimici ed essenze.

 

L’Umbria all’improvviso ; hotel scenari e gusto

L’Umbria all’improvviso ; hotel scenari e gusto

27 ottobre 2020 | , ,

Dammi tre parole, Natura, cultura, passioni, e ti porto in Umbria a cuor leggero … 

 

L’umbria ha un cuore verde e generoso di fertili ulivi e colline di ombrose boscaglie d’Erica. E i frutti della sua terra sono dolci come un tramonto sul mediterraneo. E se la natura dell’Umbria è prorompente ci sono racchiusi in Borghi arcaici, e in città piene d’arte forgiate nei secoli luoghi umani di grande suggestione, fatto di tradizioni, testimonianze, e autentiche passioni. Nonostante il suo successo l’ Umbria è genuina e conserva tutto il suo carattere schivo e autentico.

Perché ci sono persone che vengono qui da tutti i continenti per visitare

i simboli della natura umbra? ci sono sicuramente le Cascate delle Marmore per scoprire i Paesaggi d’acqua, ai suggestivi itinerari dalle tre isole del Lago Trasimeno all’acqua del borgo di Parrano, vicino Orvieto, con le Tane del Diavolo: territorio caratterizzato da una suggestiva flora e da grotte di origine carsica ideali per escursioni indimenticabili.

BORGHI DA SCOPRIRE PANICALE, BORGO DELLO SPIRITO DI SAN MICHELE ARCANGELO

Panicale è muta, vale a dire silenziosa per l’atmosfera che si incontra, e abbracciata in cima ad una collina a 441 metri sopra il livello del mare, ai piedi del monte Petrarvella nella Val di Chiana romana, situata tra la vallata del lago Trasimeno e la valle del fiume Nestòre. Le sue terrazze panoramiche   sulla vallata umbra permettono di ammirare scorci inattesi che hanno incantato nel tempo pittori, poeti, e semplici viandanti.

Panicale

Entra nel borgo da Porta Perugina li troverai in Piazza Umberto I, una delle piazze principali. Da qui si parte icon le strette stradine che risalgono ad un secondo livello e infine a Piazza Masolino, il punto più alto di Panicale. Nella Piazza non potrai non notare l’imponente Fontana, risalente al 1473.

Da non perdere; La Chiesa di San Sebastiano, datata tra il XIV e il XV secolo, conserva gli affreschi La Madonna in Gloria e soprattutto Il Martirio di San Sebastiano, opera risalente al 1505 di Pietro Vannucci, meglio conosciuto come il Perugino.

Il Palazzo del Podestà risale al Trecento e costituiva la sede del potere politico locale, mentre ospita oggi l’archivio storico comunale.

La Chiesa di Sant’Agostino, in Piazza Regina Margherita, è oggi una chiesa sconsacrata utilizzata come spazio espositivo e sede del Museo del Tulle.

La grandiosa collegiata di San Michele Arcangelo è una delle più antiche della regione: di origine longobarda, ricostruita in forme barocche nel 1618, racchiude pregevoli opere d’arte, tra cui spiccano la tavola dedicata alla Natività di Giovan Battista Caporali, allievo del Perugino, e l’affresco dell’Annunciazione attribuito a Masolino da Panicale.

MOMENTI DI PURO RELAX VILLA MONTE SOLARE SPA RESORT

Molto più di un resort, nasce all’interno di un’antica villa del fine settecento costruita dalla nobile  famiglia Cherubini, attraverso il recupero strategico delle cascine circostanti, la leggerezza del design contemporaneo e le più innovative tecnologie del benessere del viso e del corpo, rende la panoramica SPA ospitata all’interno della limonaia un vero must per vivere esperienze di vero benessere in un luogo magico, ricco di storia.

 

 

 

Per completare il viaggio sensoriale ci sono anche le piscine esterne tra cultura e avventura all’aria aperta. 25 camere country house all’insegna dello charme e della natura, l’hotel vanta un esteso giardino all’italiana dove limoni e aranci accarezzano lo sguardo.

Interni Villa Monte Solare Spa

Interni Villa Monte Solare

Nel ristorante della villa Monte Solare è possibile abbandonarsi ad un’esperienza enogastronomica completa, che unisce l’antica tradizione della cucina della zona a base di prodotti locali e provenienti direttamente dal territorio all’innovazione del giovane chef Nicolini. Molto ben costruita la carta dei vini che valorizza con sapienza i vini umbri.

Le stanze e suite di varie categorie si distribuiscono sulla Villa, la Limonaia, la Casa dei Gelsi, l’Olivaia e una affascinante casa in pietra.

Villa monte Solare è un luogo di armonie e silenzi, Il Resort è la location perfetta per una fuga dal caos cittadino, perfetta per evadere dalla quotidianità e regalarsi momenti unici di classe, perfettamente in linea  all’unità di corpo, mente, spirito ed emozioni.

 

Villa Monte Solare Wellness & SPA

Indirizzo: via montali, 7, 06068 Colle San Paolo PG

 

Apre a Milano Mancuso Gelati: 100 anni di storia

Apre a Milano Mancuso Gelati: 100 anni di storia

20 ottobre 2020 | , , ,

Il gelato non è solo un’arte che si impara, ma sono tradizione, passione, e ricette antiche, a fare la differenza. C’è una famiglia in Sicilia dove il mestiere del fare il gelato si tramanda dal 1920, un secolo che ci racconta la sapienza di chi il gelato lo produce da cent’anni; Mancuso gelati 1920.

Quando fare il gelato ha una filiera tutta propria, frutto di una passione che si tramanda dalle origini famigliari, Salvatore Mancuso che negli anni’20 giunge dalla Sicilia negli States con il suo irresistibile gelato italiano. Nel 1950, il figlio Vincenzo animato dalla stessa passione si trasferisce con la famiglia a Liverpool, ed è subito un successo, ogni giorno nel laboratorio e col cliente.

 

Mancuso e la Sicilia, dopo anni di soddisfazioni vi fanno ritorno per aprire un Laboratorio di gelati di grande successo. Nel 1980 Salvatore, Antonio e Rosario con la stessa dedizione del padre raggiungono i vertici nell’eccellenza di produrre gelati, dosando perfettamente artigianalità innovazione e tradizione.

Tutto ciò ha reso possibile che nel 2020 Mancuso gelati, apre un angolo di paradiso per i golosi, la prima gelateria a Milano, gusti selezionati sono i tratti distintivi dei prodotti Mancuso. Il gelato mantecato al momento, i cannoli dalle cialde croccanti riempiti a vista, i pasticcini di mandorla e pistacchio morbidi e fragranti, rarità da reperire a Milano.

 

L’attenzione alla purezza dei prodotti la si può assaggiare nei gusti; mandorla, pistacchio, arancia, limone, mandarino, tutto coltivato nelle loro campagne in Sicilia. Un tributo va certamente al gelato alle nocciole del Piemonte, mele del Trentino, che spingono a privilegiare i prodotti del territorio italiano.

L’assaggio che non mente:

Il pistacchio salato è unico nel suo genere, perche? Un’eccellenza che ha al suo interno il 100% del pistacchio salato siciliano, ha un retrogusto delicato, corposo, ha davvero il gusto del pistacchio al naturale.

L’assaggio che non mente:

Gusto fragola di Marsala, purea di fragola, acqua e zucchero. Non lo chiamerei solo sorbetto alla fragola di Marsala, la sua morbidezza data dalla mantecatura  è il risultato sul quale le piccolissime note di rosso affiorano prepotenti al palato,  sono i semini dell’eccellenza.

 

 

 

 

 

Un mix di altissima qualità che non ha bisogno di moltissimi gusti per diventare la gelateria del cuore. Classici artigianali dove c’è molto di più. A voi la prova.

 

 
Indirizo: Via Gaetano de Castillia, 20, 20124 Milano MI
Orari: 11,30/ 23:30

 

Ristorante Comi 107: Disciplina e Sapori

Ristorante Comi 107: Disciplina e Sapori

12 ottobre 2020 | , , ,

Comi 107 è un intimo ristorante a Como dove potrete passare una serata all’insegna del gusto e della giusta atmosfera romantica. Lo Chef Federico Comi vi stupirà con i suoi piatti.

Comi 107, semplicemente un new entry per cene affascinati, presentiamolo; è un progetto ideato da Tiani Taurisano e Federico Comi, un progetto di famiglia nato e pensato per far sì di accogliere il cliente in un luogo semplice ma ricercato, quella ricercatezza che si racchiude in diversi dettagli che non sono scontati, ma rivelano una cura paziente e precisa, sia in cucina, pezzo forte e motore pulsante, che in sala, dove la padrona di casa lo è davvero, quindi l’ospite è sacro.

 

 

Doppio raviolo merluzzo e panna acida, verdure primaverili, zucchina alla scapece e shiso

 

La location è minimal con pochi coperti, il tutto è animato da un entusiasmo pittoresco, l’ambiente viene vestito da una carrellata di quadri sotto la collaborazione di una piccola galleria d’arte

“Cucina Contemporanea”, questa è la filosofia che segue lo chef in cucina, riproponendo pietanze di mare italiane, con inaspettate influenze messicane, mescolate alle sue origini francesi.

 

 

La qualità e la ricchezza delle sue ricette richiamano il mare e l’energia che il sole dà alla terra per far crescere i suoi frutti, che si sposano con i prodotti e le tradizioni di diversi luoghi. Via libera! Ci accomodiamo per appagare le nostre aspettative. L’imprintig è dato da buona parte dalla  cucina mediterranea come si può gustare in diverse proposte; Linguine “Gerardo di nola” aglio, olio e peperoncino, vongole sgusciate, olio verde e limone. L’innovazione e la contaminazione spicca ad esempio nel polpo croccante, patata americana, bacon d’oca e ciliegie confit, i ricordi di infanzia dall’immancabile pasta fresca e dall’amatissimo e spesso presente foie gras proposto in molte sfaccettature.

 

Calamaro ripieno, cicoria stufata, mousse di bufala e pane alla cannella

 

Per un primo piatto travolgente troviamo: Risotto acqua di pomodoro, gambero rosso, burrata leggermente affumicata, un riso carnaroli dai sapori chiari, le sfere di essenza di nduja svolgono un’azione di sprit piccante che apre le papille a degustare qualsiasi altro piatto. In questo piatto emerge un sapore contrastante molto delicato, preparato con ingredienti che si aprono in bocca. Assolutamente da non perdere per chi ama i risotti!

 

E’ questa la tavola che ti aspetti? Le proposte gastronomiche di Federico Comi promettono una passione gourmet in fase crescente. L’impressione è quella che gli effetti speciali non li ha ancora mostrati tutti qui a Como; quindi attenti teniamolo d’occhio, che l’attenzione si concentri alla sua tavola; Comi 107

COMI107

via Borgo Vico, 107 Como

www.comi107.com

+39 031 2495982

Aperto Martedì 19:30 – 22:30 / da mercoledì a domenica 12:30 – 14:30 / 19:30 –