Quantcast
Lino Restaurant Pavia: Cibo, Cocktail e atmosfere retrò

Lino Restaurant Pavia: Cibo, Cocktail e atmosfere retrò

18 luglio 2018 |

Vi piacciono i confort e l’eleganza, e cercate sempre la giusta dose di gusto in locali chic, accoglienti, e dallo stile raffinato. A Pavia nel centro storico diventa quasi un rito fermarsi da Lino Restaurent, dove l’eleganza degli arredi in stile newyorkese si abbracciano con le prelibatezze della cucina.


Pavia è una città frizzante, da i tanti volti, l’arte e la cultura l’hanno sempre caratterizzata, ricca di monumenti che raccontano le varie fasi della sua storia, è nota per il suo Ponte Coperto sul Ticino, il Castello Visconteo e le chiese Maestose.

Lino Restaurant si fa notare per il suo stile, anche perché è situato in una bella piazza nel centro storico, la posizione e la vista sono un valore aggiunto a tutto il resto.

Si tratta di un’ambiente ricercato, con un atmosfera intima “I love New York”, reso ancora più cozy dal grigio tenue delle pareti e dai piccoli oggetti in stile newyorkese, certamente ha conquistato il cuore di ogni appassionato di design, e affascinato ogni cliente.


 

Ristorante-Lino-Pavia

L’angolo bar personalizza la sala d’ingresso, straordinari e innovativi cocktail speziati vi accoglieranno in un inizio serata di preziosi accostamenti. A curare la mixology dei drink di selezione italiana e internazionale troviamo di Luigi Garrone.


La Moka


La sosta golosa ha la consulenza stellata di Andrea Ribaldone di Osteria Arborina, ai fornelli c’è il resident chef Marco Minnori, giovane promessa animato da un entusiasmo trascinante.

 

Chef Marco Minnori

La cucina è incentrata da alcuni signature dish, legati alla tradizione gastronomica piemontese, tecnica ed eleganza sono il fil rouge di ogni portata, ricerca, sperimentazione per un gusto tradizionale ma nuovo, capace di mescolarsi con la cucina Pavese-Lombarda, ingredienti tipici del luogo che insieme formano un’accattivante menù.

 

 

 

 


 

 

Il risultato è una gastronomia dal sapore genuino che vi stupirà. Provate la Tagliatella di calamaro, funghi porcini e mandorle, il crudo di Ricciola e gamberi rossi in salsa ceviche all’italiana, gli Spaghetti di pasta fresca, acqua di pomodoro e gamberi bianchi, i Tortelli al ragù di coniglio e crema di scamorza affumicata, piatti equilibrati, pensati e ben studiati.

 

 

 

 

 

I secondi piatti

La Cotoletta di Vitello alla moda di Lino è un tocco di raffinatezza, con un grande occhio di riguardo alla presentazione, l’estro dei piatti si ritrova in ogni pietanza, godereccio il Merluzzo di nostra salatura, salsa di olive nere e pure di patate, il gusto è davvero ampio. Sul fronte dei dolci continui stimoli visivi, assaggiate le composizioni dolciari per concedervi ancora l’ultimo sfizio, Babà al Rhum, crema di latte e frutti di bosco, oppure cocco mango cioccolato bianco. Dopo un pranzo come questo è una certezza.

 

 

 

 

Quando la tradizione incontra la tecnica

Nei primi piatti trova la sua eccellenza il Risotto carnaroli, asparagi, crema di robiola e limone piatto che incontra le materie prime del luogo un omaggio al riso simbolo emblematico del territorio.

 

COTOLETTA DI VITELLO ALLA MODA DEL LINO

 

 


I signature dish dello chef Ribaldone al ristorante Lino

Lo chef Ribaldone è famoso per la capacità di rendere un primo piatto la carta vincente a tavola, vediamoli qui: Ravioli ripieni di gallina ed erbe selvatiche ai due servizi: sono ravioli ripieni di gallina con carne bianca, tarassaco ed erbe del papavero, che vogliono essere un omaggio ai suoi celebri Agnolotti in due servizi – agnolotti alle tre carni, serviti in due servizi, prima caldi con sugo d’arrosto e riduzione di vino rosso, poi sparsi sul ghiaccio come la soba in Giappone.


 

Cocco mango cioccolato bianco


Ad aggiungere quello sprint in più è di certo l’accoglienza di sala, curata dalla professionalità del Maître Angelo di Stefano, ex colonna portante al Duomo di Ragusa con Ciccio Sultano. La lista è stata realizzata focalizzandosi nella scelta di realtà di piccoli produttori italiani, con un ottima qualità prezzo.

Mano al portafoglio

Spenderete a persona una media di 50 € escluse bevande.


Certo che Lino Restaurant è un posto da appuntare nei propri pensieri, non solo un luogo di svago, ma una vera esperienza a tavola, che ogni buongustaio ama rendere unica, anzi trés bon!


 

 

Ristorante Lino

Piazza del Lino, 15 27100 Pavia

tel 0382 1803920 [email protected]

Rocca Civalieri Un Ritrovo Speciale Nel Cuore del Monferato

Rocca Civalieri Un Ritrovo Speciale Nel Cuore del Monferato

11 luglio 2018 | ,

 

In certe giornate di caldo afoso, non conviene andare al mare, meglio andare al fresco in collina, o nel silenzio della campagna dove si ci può rilassare tra le coccole di un relais immerso nel verde, per esempio a Relais Rocca Civalieri nel Monferato, lo stile ha un sapore moderno, adagiato sulle spoglie di un antico casale.


 

Nasce da una accurata ristrutturazione, lo noterete a colpo d’occhio, Rocca Civalieri è un indirizzo spumeggiante e perfetto per un’intera condivisione di relax, allegria e buona tavola, infatti all’attivo ha due ristoranti di diverse caratteristiche, il ristorante gourmet già  noto per la sua linea, è l’ultimo arrivato,  il nuovo Bistrot dove potrete assaggiare piatti più ruspanti con un impronta innovativa, e veloce.

 

Il menu è ideato e seguito dallo chef Fabio Bianchi, la sua idea di cucina è legata al territorio, con l’obbiettivo di comunicare e propagandare  la tradizione gastronomica piemontese, raccontata in maniera semplice ma al contempo contemporanea. Una formula che ci permettere di scegliere il mood a tavola su misura,  che sia un pranzo veloce, una pausa gourmet, o una cena romantica, senza tralasciare la possibilità di un business lunch durante la settimana.

 

Relais Rocca Civalieri

 


Ecco qualche tendenza nelle new entry

 I tegamini un tipico piatto torinese, avvero la pizza cotta nel tegamino: alta, soffice, con un diametro che non supera mai i venti, venticinque centimetri, proposta in diversi tipi di varianti dalla classica margherita alla gustosa acciughe dissalate e capperi, prosciutto e mozzarella di bufala e il tegamino “del casaro” con formaggi piemontesi DOP;

         Proposte  ispirate allo street food;

Insalate realizzate con l’altissima qualità degli ingredienti stagionali provenienti dal territorio, e tanti altri abbinamenti.


L’idea in più della Rocca       

Il giovedì diventa cosmopolita, un aperitivo che si veste di fashion creando un vero e proprio happy hour di tendenza, l’atmosfera è frizzante, la musica del deejay Angelo Cattaneo ha il sapore d’estate, gli spazi sono cool con vista in un panorama suggestivo, gli ottimi cocktail sono realizzati dal bartender Nicola Mancinone, gli assaggi al buffet? gustose specialità locali preparate dallo chef  Fabio Bianchi.

 

Rocca Civalieri – terrazza

 

(La novità estiva dei  “giovedì della Rocca”, sono proposti uno al mese, il prossimo giovedì trendy e del 2 agosto). Il costo dell’ingresso con la prima consumazione è di € 15 per persona, mentre le successive hanno un costo di € 8. Le serate esclusive sono a numero chiuso, per questo è consigliata la prenotazione.

 


 

Rocca Civalieri- piscina esterna

Pausa in piscina

Avete del tempo libero, e non volete rinunciare ad una giornata di sole, bagni e relax, oltre ai trattamenti benessere e la SPA, una piscina esterna completa l’eleganza di questa location, e ancor di più in questo periodo abbiamo bisogno di lasciarci trasportare dai sensi e dal benessere fisico.

(La quota di ingresso e di € 15 dal lunedì al venerdì e € 25 il sabato e la domenica). Con prenotazione obbligatoria.

 

Rocca Civalieri ci permette di trascorrere una giornata a ritmo lento, lontani dalla frenesia della città, immersi nella natura, nel verde, nell’armonia, in sintonia col glamour, la buona tavola, e l’energia rigenerante.

 


Rocca Civalieri- pozzo interno

 

Str. Cascina Rocca Civalieri, 23 – 15028 Quattordio (AL)
+39 0131797333
+39 0131797390
[email protected]

Imperialino Un Ritrovo chic sul Lago di Como

Imperialino Un Ritrovo chic sul Lago di Como

4 luglio 2018 | ,

 


Il suo fascino, le sue bellezze, le acque pastose che profumano d’antico, il Lago di Como è un rifugio dove gli occhi brillano intorno a spazi romantici fuori dal tempo.


 

Ristorante Imperialino sala-principale


Montagne, lago, tramonti e viste panoramiche.

L’estate quando arriva, arriva, e con l’estate arrivano sempre le cene all’aperto, in riva al mare, o in mancanza in riva al lago, che sia un appuntamento, un anniversario, o una sorpresa del momento, l’effetto di un luogo suggestivo rende ogni attimo intenso e speciale, e se anche voi siete fra quelli che confermano la regola, sulle acque del lago di Como a Moltrasio sorge il ristorante Imperialino, si aprono le porte di un antica dimora costruita agli inizi del ‘900 in stile liberty, nata  col nome di Hotel Regina, e portato a nuova vita nel 1995, attraverso un  progetto dell’architetto Terragni, dopo la grande ristrutturazione fu ribattezzato  Grand Hotel Imperiale, oggi resort di lusso della Moltrasio più elegante.

 


Varchiamo la soglia dell’Imperialino, immaginate un luogo dove vi verrà voglia di stare in completo relax ore e ore, e vivere una straordinaria esperienza gourmet, gli arredi sono eleganti in stile imperiale, il bianco ne caratterizza la sala interna, si tratta di un ambiente raffinato, tutto è sofisticato e armonioso. Attraverso una straordinaria apertura vetri che lascia aperta la visuale sul lago, proseguiamo ad accomodarci nel giardino elegantemente presentato, abbiamo la fortuna di sostare nella tribuna d’onore, “la cupola di cupido”, un tavolo all’interno di un pergolato in pietra molto romantico.

 

Per le emozioni del palato lo che Adobati e la sua brigata crea menu creativi che mescolano la tradizione lariana alla cucina della tradizione Piemontese, ecco allora la sequenza dei piatti del menu experience con vini abbinati.

 

LE DELIZIE DEL LAGO IN TRILOGIA SU VELLUTATA DI RUCOLA (SALMERINO IN CARPIONE, TARTARE DI TROTA SALMONATA, MOUSSE DI PERSICO)

 


 

Asparagi,fave, mousse di ricotta, polvere di nocciole e papavero, lamelle di uovo marinato


 

 

 

 

 

 


 

OMAGGIO AL MONTE ROSA

A coccolarci dei riti del servizio troviamo Calogero  Alessi  Maitre ed esperto sommelier, una bella testimonianza gli abbinamenti dei vini (Villa Broglia Gavi 2016 DOCG, Sciavè Riofvara Nero d’Avola con piccole percentuali di vitigni locali della Val di Noto, e un Riesling cantine Pietro Rossi) Scelte mirate ad esaltare ogni pietanza, aiutando a capire meglio il sapore dei piatti.

 

Calogero Alessi

  


Per apprezzare l’arte bisogna ammirarla, per apprezzare la cucina bisogna mangiar bene, ricercando la cultura che c’è dietro un piatto, l’ Imperialino è un vero tesoro, una tavola dove tutti i sensi ne godranno.

 


 

Sebastiano Adobati è  l’executive chef del Grand Hotel Imperiale e del ristorante Imperialino, classe 1980 originario di  un piccolo paesino ai piedi del Monte Rosa in Val D’Ossola, ha coltivato fin da piccolo l’amore e il rispetto per un lavoro che regala emozioni, dopo la scuola alberghiera di Stresa, la sua formazione lo vede a  fianco dello Chef Philippe Livolsi, poi con lo Chef Osvaldo Presazzi dove ha potuto maggiormente identificarsi nel mondo della cucina d’alto livello.
La sua crescita passa attraverso diversi ristoranti, nel 2009 arriva  la sua prima conduzione in cucina al ristorante Villa Geno, a Como.
La sua carriera prosegue come Chef al ristorante Imbarcadero e dal 2012 inizia a lavorare al ristorante Imperialino.
Nel 2017 conosce lo Chef Davide Oldani e inizia un lungo stage al Ristorante D’O a Cornaredo. Alla fine dello stesso anno, si trasferisce, per un breve periodo in Sicilia per apprendere nuove ricette e sapori alla Locanda Don Serafino (due stelle Michelin).

 

 

Lo staff

Sebastiano Adobati Executive Chef

Mattia Grasso Chef De Cuisine 

Ferdinando Romano Chef De Cuisine

Calogero Alessi Maître e Sommelier

Jissen Veneegopaul Restaurant Manager

Direttore del Grand Hotel Imperiale Spa&Resort (Umberto Butti)

Rosalba Gagliardi Marketing Communications

 

Via Regina 26, Moltrasio, Lake Como, 22010, Italy Phone: +39 031 346600
Fax: +39 031 346120

Estate Cusumano: Sicilia In Bolle  IV  Edizione

Estate Cusumano: Sicilia In Bolle IV Edizione

2 luglio 2018 | ,

Siamo alla IV edizione di Sicilia in bolle, svoltasi domenica 1 e lunedì 2 luglio nella seducente Scala dei Turchi, luogo intenso e vigoroso della Sicilia, si è degustato il 700 2013, cantine Cusumano

 


Parliamo di vini d’autore, e la Sicilia testimonia una vocazione per la viti-cultura che risale già  all’antica Grecia, la  terra collinosa, la leggera brezza  marina, il sole caldo, la rendono l’isola del vino.

Il Marsala ed il Moscato è l’uva simbolo, che rappresenta ancora una delle ricchezze di maggior importanza per l’alta qualità e quantità, che  rendono la Sicilia famosa in tutto il mondo.

 

la Sicilia è la regione italiana a detenere il primato del  patrimonio vitivinicolo di tutta l’Italia, seguita dalla Puglia, e dal Veneto. I terreni coltivati per produrre il miglior vino siciliano si raccoglie per il 65% in collina,  il 30% in pianura e per il restante 5% in montagna. Le province di coltivazione più note portano il nome di Trapani, la più energica, accompagnata da Agrigento e Palermo.

 


 


Accanto alle autoctone, non mancano le uve internazionali come le uve Chardonnay, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Merlot, Muller Thurgau, Syrah .

Tra le più  più importanti cantine di tutta la Sicilia spicca Cusumano con oltre cinquecento ettari coltivati e distribuiti in diverse aree geografiche, da Ficuzza nel palermitano fino a San Giacomo non lontano da Caltanissetta, da Monte Pietroso ad Alta Mora lungo le pendici dell’Etna, da Monreale a Pachino, un percorso in  grado di offrire caratteristiche uniche.

 

Ficuzza è la prima tenuta di Cusumano, a Piana degli Albanesi, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare. Questo fa sì che ci sia una buona escursione termica: di giorno fa caldo per via dell’esposizione al sole dei vigneti, la sera la temperatura cala, complice il vento di collina.  

 

Cusumano_Shamaris


 

Sicilia in Bolle, uno spumante metodo classico della Tenuta Ficuzza, un vino che  non ti aspetti,  a 700 metri sul livello del mare, c’è aria di montagna anche se siamo tra Palermo e Trapani. L’altitudine e il terreno offrono il giusto stimolo al Pinot Nero affinché si sviluppi in tutta la sua eleganza. Viene tagliato con pochissimo Chardonnay della stessa tenuta, il resto è frutto della vinificazione e fermentazione a temperatura controllata del solo mosto fiore per preservare l’acidità preziosa per la sua longevità. Dopo cinque mesi, ha inizio la rifermentazione in bottiglia, seguita da 36 mesi di riposo sui lieviti.

 

A Ficuzza  crescono Insolia e Chardonnay. Da questi vitigni nascono i vini Jalé, da uve Chardonnay in purezza, e il Cubìa, 100% Insolia. Da un blend di Chardonnay e Insolia che vengono da queste parcelle nasce anche l’Angimbé, che prende il nome dal bosco vicino.  Qui sono stati impiantati anche Syrah, Nero d’Avola e soprattutto Pinot Nero, un vitigno noto per essere difficile, ma anche elegante. Oltre che per il 700 s.l.m., è utilizzato per produrre un rosato, il Ramusa che prende il nome dal monte roccioso che domina la parte occidentale del bosco della Ficuzza.

 

Cusumano partecipa a Collisioni con la “compilation 2018”: Catarratto 2017, Shamaris 2017, Jalè 2016, Nero d’Avola 2016, Sagana 2014, Noà 2015, Moscato dello Zucco 2011, Etna Bianco 2017, Etna Rosso 2016, Etna Rosato 2016, Feudo di Mezzo 2014, Guardiola 2014. Queste le etichette che “suoneranno”, domenica 1 luglio, nella masterclass per soli esperti guidata dall’enologo Mario Ronco che, alle ore 18.00, salirà sul Palco Wine&Food, nel Cortile del Castello di Barolo, per presentare l’Etna Bianco 2017 durante l’incontro “BREAD RELIGION”.

 

La Solidarietà che convince

Il 9 luglio si svolgerà la cena di gala per  beneficienza, Shamaris e Benuara in abbinamento ai piatti stellati che  accompagneranno le creazioni dei 10 cuochi stellati provenienti da tutta Italia in occasione della cena di gala di beneficienza che conclude TEN – Terrasini Event Night, la manifestazione voluta da Giuseppe Costa del ristorante “Il Bavaglino” e sostenuta dal Comune di Terrasini. Una grande festa per presentare i prodotti di chi “ci mette la faccia e anche le mani” per uno scopo nobile: sostenere l’Associazione Piera Cutino, la Onlus che da 20 anni si occupa di talassemia ed è impegnata nella costruzione del Campus di Ematologia “Cutino” all’interno dell’Ospedale “Cervello” di Palermo.


Proverbio sul vino

Il cuore è come il vino: ha il fiore a galla.


 

E Se La Pizza E’  Gourmet? – Va In Scena La Taverna

E Se La Pizza E’ Gourmet? – Va In Scena La Taverna

28 giugno 2018 | , ,

La Taverna Gourmet

Il piatto più famoso di tutti i tempi, la pizza. Basta un assaggio a mettere tutti d’accordo, non c’è pietanza al mondo che possa spodestare una deliziosa pizza, specialmente se gli ingredienti sono di alta qualità e made in Italy, non dimenticando di sottolineare che la regina rimane sempre lei: la “pizza napoletana”, riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dall’Unesco.


Protagonista nelle tavole di tutto il mondo, l’effetto pizza ha avuto il suo bel cambiamento, a partire dai suoi primi anni di vita, all’incirca qualche millennio AC, sperimentata dall’antico popolo degli Etruschi. Dalle origini ai tempi d’oggi la nostra protagonista si racconta soddisfando le nostre curiosità.

Tante le versioni, Napoletana, Romana, Siciliana, insieme al resto del mondo, sottile, croccante, al taglio, fritte, quelle dall’impasto alto e soffice, la pizza si degusta in ogni versione la si ama.

Poi c’è spazio per l’innovazione, oggi citiamo la pizza gourmet, e tra gli esempi migliori della pizza contemporanea, nel capoluogo Meneghino c’è La Taverna Gourmet” una tipologia che nasce dall’evoluzione della pizza napoletana, creazione dell’alta cucina pensata per degustare, si perché gli ingredienti pregiati la rendono un mosaico che si compone equilibrando l’impasto alla scelta delle materie prime, divisa in spicchi, guarnita alla perfezione, squisitamente creativa, lascia spazio ad una visione della pizza che va assolutamente raccontata.

Le pizze della Taverna Gourmet sono frutto del lavoro artigianale dell’impasto di Vincezo Masi, conoscenza, sperimentazione e formule esatte lo rendono un chimico della pizza, perché il motto è, (niente si improvvisa), farine, maturazione e lievitazione.

E se il lievito madre fa la differenza, l’uso del lievito madre a coltura liquida, cambia le dinamiche di lievitazione e lavorazione di diverse farine e cereali. Masi dalle sue ricerche ha saputo creare otto impasti, che si sposano con tutte le creazioni dello Chef Leonardo Giannico.

Impasti Speciali

L’impasto classico, quello di Altamura, un vera sfida per Vincenzo, il biologico realizzato con la farina di tipo 1, l’ integrale alla liquirizia un omaggio agli aromi della Calabria,o ancora l’integrale pieno di semi di quinoa rossa, quello al malto fermentato spontaneamente con una birra agrumata artigianale incorporata con la farina di farro, scorze di arancia di Sicilia biologica e miele in fiori.

Pizza, Fitness e Cultura Fisica

Arriva l’impasto proteico la pizza ideale per gli amanti dello sport, Masi ha elaborato il proteico a base di farina di farro integrale, segale e avena con semi di canapa decorticati, una ricetta a basso indice glicemico, strutturata con ingredienti molto proteici è davvero una ricarica eccezionale per i nostri muscoli.


Una delle sfida più ardue ci racconta Masi è stata la lievitazione dell’impasto al grano saraceno, una farina senza glutine e quindi particolarmente difficile per un lievitato importante.


E poi ci sono loro le pizze assemblate con singolari ingredienti di qualità servite in maniera elegante in una piccola alzata pronte da condividere;

 


 

 

 

 

 


 

Pizza alla triglia


La Taverna Gourmet nasce da un’idea di Davide Iannaco, patron con la passione per la pizza da sempre. Si è fatto le ossa nelle pizzerie di famiglia, fin da quando a soli 18 anni ha aperto con il padre Antonio la storica Taverna di Via Anzani e, nel 2011, l’Altra Taverna di Via Cadore, entrambe a Milano.


 

Mani al portafogli

Dimenticata la solita pizza, riformulate anche il costo, in media spenderete per una  margherita  14 euro  fino a 35 euro per quella al Gambero di Mazara, ovviamente fuori le bevande.

 

Se il detto mangiare la pizza ci rende felici, allora aggiungo che una pizza gourmet raddoppia il risultato.

 

Indirizzo: Via Andrea Maffei, 12, 20135 Milano MI
Orari: Chiuso ⋅ Apre mar alle ore 19
Telefono: 02 546 8297
Prenotazioni: thefork.it

 

Quintessenza; quattro fratelli e un Ristorante

Quintessenza; quattro fratelli e un Ristorante

21 giugno 2018 | , ,

Quintessenza

Quando si ha la fortuna di poter vivere la bellezza di un luogo davvero unico allora non si può che essere fortunati. La Puglia è un paesaggio variegato di antiche civiltà, che spazia dal mare blu profondo alle campagne e colline dei suoi borghi più identitari.


Quintessenza fratelli Di Gennaro


 

Barletta-Andria-Trani è la provincia più adolescente della Puglia situata tra il Golfo di Manfredonia e la Terra di Bari. Barletta e Trani si adagiano sulle acque pulite dell’Adriatico, invece Andria riposa internamente a ridosso dell’Alta Murgia, incanto della vita agro-pastorale della Puglia dei tempi passati.

La vita è meglio in compagnia, e se siete a tavola questo detto vale doppio, a Trani in una stretta e caratteristica viuzza riparata dal centro c’è un posto dove si dovrebbe accomodare almeno una volta nella vita; Quintessenza.

Quattro fratelli e la storia di una tradizione che sprofonda le sue radici sull’importanza della famiglia, tutto ruota intorno al sacrificio dedizione, e rispetto.

“Quattro fratelli”, ed un ristorante dove i piatti hanno un’anima, quella di: Stefano e Alessandro Di Gennaro alla guida della cucina, Domenico e Saverio alla responsabilità della sala e del servizio cantina.


Quintessenza


Varcando la soglia del loro ristorante troverete ambiente  candidamente semplice, un luogo caldo ed accogliente, salvo eccezione che rende la tavola un luogo completamente dedicato ai piaceri gourmet, i piatti richiamano lo stile contadino pugliese dove Stefano integra con sapienza le visioni culinarie contemporanee.

Tanta materia prima, patrimonio gastronomico della Puglia, dove terra e mare si fondono nelle sue ricette, in un susseguirsi di stagioni nel piatto. Una cucina che si esprime attraverso cotture brevi allacciate alle loro straordinarie materie prime.

Tutto è nel segno del gusto:


 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mano al portafogli

Alla certezza del piacere a tavola si aggiunge il rapporto qualità prezzo, che per uno stellato che realizza  queste pietanze solitamente i prezzi sono più sostenuti, ma veniamo ai conti fatti, troverete 2 (degustazioni a 55 e 68 euro), abbinamento vini al calice quattro etichette, 24/ 5 etichette 30 euro. Alla carta spenderete mediamente  40/65 € escluse bevande.


 

Bella, tradizionale, generosa, il gusto primeggia su tutto, Quintessenza un luogo per concedervi piccole,grandi perle di golosità

 

Quintessenza

Via Nigrò, 37, 76125 Trani, Italia +39 0883 880948

The World’s 50 Best Restaurants 2018

The World’s 50 Best Restaurants 2018

20 giugno 2018 | ,

L’Italia al comando, La Cucina Del Bel Paese Rivendica Il Primato; The World’s 50 Best Restaurants 2018, porta il nome di Massimo Bottura, è l’Osteria Francescana la più brava della classe.


20 giugno 2018 Massimo Bottura, si è nuovamente aggiudicato il pregiatissimo titolo della classifica più importante del panorama gourmet, dove il talento è d’obbligo. Bottura è salito sul palco del palazzo dei congressi Euskalduna Jauregia di Bilbao, insieme a sua moglie Lara Gilmore, l’altra metà della mela che rende unica l’Osteria Francescana

Bottura ha pronunciato un discorso mirato sulle grandi possibilità di volgere ai cambiamenti, ( ricerca, scambi di esperienze, fiducia nel settore), affermando che gli chef nel 2018 hanno a disposizione una gran voce per dimostrare il cambiamento.  Siamo tutti parte della stessa rivoluzione – ha aggiunto Bottura – e tutti insieme possiamo essere parte del cambiamento“.

Sono 1.040 i restaurant experts che in 26 macroregioni nel mondo hanno potuto esprimere 10 preferenze a testa ridefinendo così la classifica 2018.


Lara e Massimo


La massima posizione ci rende tutti orgogliosi, ma non è tutto, l’Italia quest’anno è presente con 3 ristoranti fra i primi 50 : Piazza Duomo ad Alba al n°16 (scende di una posizione rispetto al 2017); Le Calandre a Rubano al n°23 (era 29° nel 2017) e il Reale a Castel Di Sangro al n°36  era alla posizione n°43 nel 2017).

Il premio Chef’s Choice Award 2018, assegnato al cuoco più votato dagli altri chef, è stato conferito a Dan Barber, mentre il pasticcere francese Cédric Grolet del ristorante Le Meurice di Parigi ha ricevuto il premio di World’s Best Pastry Chef.

Il premio Best Female Chef Award  è andato all’inglese Clare Smyth, mentre il Lifetime Achievement Award è stato assegnato a Gastón AcurioSingleThread, in California, è il ristorante One to Watch di quest’anno.

Tanti auguri Massimo Bottura, tutta la gastronomia mondiale ti rende onore, e noi Italiani abbiamo vinto il nostro mondiale in cucina.

 

 

THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANTS 2018 – LA LISTA COMPLETA

  1. Osteria Francescana, Modena (Italia)
  2. El Celler de Can Roca, Girona (Spagna)
  3. Mirazur, Menton (Francia)
  4. Eleven Madison Park, New York (USA)
  5. Gaggan, Bangkok (Thailandia)
  6. Central, Lima (Peru)
  7. Maido, Lima (Peru)
  8. Arpège, Paris (Francia)
  9. Mugaritz, San Sebastian (Spagna)
  10. Asador Etxebarri, Atxondo (Spagna)
  11. Quintonil, Mexico City (Messico)
  12. Blue Hill at Stone Barns, Tarrytown (USA)
  13. Pujol, Mexico City (Messico)
  14. Steirereck, Vienna (Austria)
  15. White Rabbit, Moscow (Russia)
  16. Piazza Duomo, Alba (Italia)
  17. Den, Tokyo (Giappone)
  18. Disfrutar, Barcelona (Spagna)
  19. Geranium, Copenhagen (Danimarca)
  20. Attica, Melbourne (Australia)
  21. Alain Ducasse au Plaza Athénée, Paris (Francia)
  22. Narisawa, Tokyo (Giappone)
  23. Le Calandre, Rubano (Italia)
  24. Ultraviolet, Shanghai (Cina)
  25. Cosme, New York (USA)
  26. Le Bernardin, New York (USA)
  27. Boragò, Santiago (Cile)
  28. Odette, Singapore
  29. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Paris (Francia)
  30. D.O.M. , Sao Paulo (Brasile)
  31. 31Arzak, San Sebastian (Spagna)
  32. Tickets, Barcelona (Spagna)
  33. The Clove Club, London (UK)
  34. Alinea, Chicago (USA)
  35. Maaemo, Oslo (Norvegia)
  36. Reale, Castel di Sangro (Italia)
  37. Restaurant Tim Raue, Berlin (Germania)
  38. Lyle’s, London (UK)
  39. Astrid Y Gastón, Lima (Peru)
  40. Septime, Paris (Francia)
  41. Nihonryori Ryugin, Tokyo (Giappone)
  42. The Ledbury, London (UK)
  43. Azurmendi, Larrabetzu (Spagna)
  44. Mikla, Instanbul (Turchia)
  45. Dinner by Heston Blumenthal, London (UK)
  46. Saison, San Francisco (USA)
  47. Schloss Schauenstein, Fürstenau (Svizzera)
  48. Hiša Franko, Kobarid (Slovenia)
  49. Nahm, Bangkok (Thailandia)
  50. The Test Kitchen, Cape Town (Sud Africa)

 

L’Andalusia: Il Fascino Di Siviglia

L’Andalusia: Il Fascino Di Siviglia

11 giugno 2018 | ,

La cucina di Siviglia è ricca di prodotti freschi della terra e del mare, le ricette tipiche, i piatti e le materie prime, sono genuine quanto buone.   La sapienza nell’utilizzare le spezie impreziosisce molti piatti della tradizione, (cumino, coriandolo, aglio, prezzemolo, finocchietto), sono una costante in diversi piatti.

 


 

 

Siviglia Cattedral

 


Se avete intenzione di gustare la gastronomia Sivigliana vi consigliamo di provare assolutamente le “tapas”, piatto emblema della cultura Sivigliana, presente in  qualsiasi ristorante. (Le tapas sono mini porzioni che vi consentiranno di assaggiare piatti diversi in un unico pasto).

Insalate, insaccati, le pavías di pesce (frittelle di baccalà o altri tipi di pesce impanati in farina e fritti in olio di oliva). A Siviglia il pesce è uno dei piatti principali, si può gustare in tutte le taverne della città insieme ai calamari, ai gamberetti, alla coda di rospo al Pedro Ximénez, le tortillas de camarones, e alle altre specialità di mare.

Immancabile a Siviglia è il popolare gazpacho: zuppa fredda di pomodori, cipolle, cetrioli, peperoni e aglio.


Bocadillos de rabo de toro

 

E poi come non assaggiare le saporitissime uova alla flamenca, condite con piselli, peperoni rossi, pomodori, patate e cipolle.

Gli amanti della carne a Siviglia si possono sbizzarrire nei sapori inconfondibili;  dell’oca alla sivigliana, l’agnello in guazzetto, le code di toro, il capretto fritto all’aglio, l’immancabile jamon serrano, il prosciutto di maiali allevati in montagna.

 

Huevos rotos con patadas y jamon iberico

Piatti da sperimentare  

A Siviglia si possono mangiare diversi piatti con le lumache, una delle  ricette più gustose è quella servita  con una saporita salsa piccante.



 

 

Calamares a la plancia

 

Punti d’interesse

La Cattedrale di Siviglia dove si trova la tomba di Cristoforo Colombo; la torre Giralda di 103 m di altezza, Reales Alcázares, l’antico palazzo reale arabo, l’ammaliante Plaza de Espana che ha fatto da sfondo ad alcune scene di Star Wars, la torre dell’oro edificio emblematico della città.

Visitare i mercati gastronomici è un vero e proprio must a Siviglia, i più noti e caratteristici sono il mercado de Triana e il mercado Lonja del Barranco.

In zona Sierpes, recatevi al Metropol Parasol di Siviglia: all’interno del monumentale edificio si trova anche un mercato per continuare il tour eno-gastronomico.


Plaza de Espana Siviglia


Uno dei posti migliori di qualità in cui mangiare a prezzi veramente modici è il ristorante; La taberna El Paso seguito dal Rinconcillo locale centenario, Bar las Teresas, e Bodega Santa Cruz un istituzione a Siviglia.

Bar las Teresas



Il cibo è parte integrante di un viaggio, Siviglia è fatta di cultura, sole caldo, flamenco, locali e piatti da provare. Da un ambiente magico all’altro, Siviglia è una città dalle mille sfaccettature e dalle infinite sorprese.


 

Come raggiungere il centro di Siviglia dall’aeroporto:

In Taxi: 15-20 minuti, costo 25-30€. In autobus: Servizio attivo dalle 5.20 del mattino fino alle 1.15 del mattino. Prezzo per sola andata 4€, andata e ritorno 6€. Fermata più vicina al centro: Avenida Carlos V

 

 

 

Menu Estivo Per Cittamani Restaurant

Menu Estivo Per Cittamani Restaurant

8 giugno 2018 |

I cultori dell’indiano l’adorano, chi non lo conosce non può mancare. Cittamani il Ristorannte della chef Ritu Dalmia  presenta l’originale menu estivo, cucinare e mangiare in India è considerata un’arte in cui ognuno trasmette il proprio tocco personale.

 


 

La cucina di Cittamani  è creativa, ma allo stesso tempo molto legata alle tradizioni, esprime perfettamente la cultura di un paese intenso, ricco di sapori forti, ma è al contempo piena di grazia e di armonia.

  

Milano 7 giugno ci troviamo alla serata  inaugurale del nuovo menu estivo del ristorante Cittamani, la stampa del settore è presente per raccogliere ogni dettaglio della serata che racconta il nuovo percorso gastronomico all’avanguardia della chef Dalmia.

 

Spezie, sapori che si mescolano a colori e tradizioni che formano la cucina Indiana, elementi complementari nella cucina mediorientale, nell’aria si sprigiona un’aroma inconfondibile, il profumo del cibo della sua terra, una forma di cucina che nasce prima da un insieme di pensieri interiori spirituali, che per millenni vivono lungo le strade senza tempo dell’India.

 

Di seguito trovate le portate del nuovo menu estivo annesso di speziati ed esotici cocktail, piatti autentici della cucina di casa tipici della tradizione indiana con una straordinaria abilità ad elevarli a un livello migliore.

 


 

 

 

 



GARM VAALK-CALDA PASSEGGIATA

 



 

Usi e costumi

Abitualmente il pasto viene consumato seduti per terra, a mani nude senza l’impiego delle posate, il piatto viene appoggiato sulle ginocchia  sopra una stuoia. La buona educazione esige di prendere il cibo lentamente con le prime tre dita della mano destra considerata pura, destinata alla cucina e a manipolare denaro. Inoltre ogni pasto è accompagnato da una sequenza di rituali di offerta verso Dio e di gratitudine per Madre Terra.

Da una zona all’altra dell’India varia anche lo stile di mangiare, se i commensali si servono delle punte delle dita essi provengono dal Nord, altrimenti se prendono gli alimenti a piene mani sono certamente del Sud.

 


 

Namaskar!

 

Cittamani. Piazza Mirabello, 5. 20121 Milano

Tel. +39 0238240935

L’Osteria la Zelata

L’Osteria la Zelata

4 giugno 2018 | , ,

 


L’Osteria la Zelata, è un luogo  rustico/moderno e molto conviviale, caratterizzato da un’ambiente accogliente e da una buona cultura per il cibo tradizionale Lombardo/Pavese. La gestione ha solo rapporti con i migliori produttori locali, veri artigiani del gusto, che tramandano la prelibatezza dei prodotti nel tempo.

  

Lasagnetta di Pasta Fresca, Gamberi di Fiume e Asparagi Verdi

Lasagnetta di Pasta Fresca, Gamberi di Fiume e Asparagi Verdi

 


Condivisione e genuinità, sono gli elementi che rendono buona la cucina della Zelata, che viene servita attraverso un menu  variabile e stagionale, arricchito da proposte davvero molto interessanti in quanto creatività.

 

I punti di forza della cucina si intrecciano con le capacità degli chef; Matteo Simonato e Mattia Abussi, pronti a garantirvi un’esperienza di degustazione dei piatti tipici completa, la presentazione è piacevole e il gusto invitante al palato, troviamo certamente solide certezze come il risotto con l’Ossobuco, Ganascino di manzo, la frittura della nonna, (taleggini, mondeghili e souplì di zucchine e salsiccia), la preziosa giardiniera fatta in casa,  gli straordinari salumi di Varzi DOP, la cotoletta con l’osso come da tradizione con chips di patate, la deliziosa  pancia di maiale, il vitello tonnato con fondo bruno, c’è sicuramente una buona selezione di piatti tipici.

La zona parla di cultura, la location è raccolta, ha saputo mantenere il calore delle vecchie osterie ,  al piano superiore troviamo  una deliziosa saletta con un grande tavolo conviviale.  E con l’arrivo  la bella stagione vi sarà allestito un dehors esterno.

 


 

 

 

 


La cantina offre vini selezionati di ottimi produttori del pavese e non, capace di condurvi lungo un interessante itinerario eno-gastronomico.

Bella l’idea di creare una lista di cocktail originali per chi predilige un buon aperitivo come inizio.


 

 


 

 

 

 

Conosciamoli meglio

Matteo, di origini lombardo-venete, si è formato all’istituto alberghiero e all’Etoile di Chioggia. A 19 anni ha avuto l’occasione di un’importante esperienza in Australia che lo ha aiutato a perfezionare la sua tecnica e ad approfondire insoliti abbinamenti. Cina, Tailandia e Marocco, prima di rientrare in Italia con Misha Sukyas all’Alchimista e poi allo Spice. Attualmente è anche lo chef personale di un principe saudita.


 

Mattia, milanese, è cresciuto nel tempio sacro di famiglia, la cucina, visto che il padre aveva un ristorante in zona Stazione Centrale, il Pearl. Frequenta il Carlo Porta, accumula esperienze con Officina12, El Porteno e Armani cafè, prima di trasferirsi insieme al fratello in Spagna, nella provincia di Tarragona, dove apre un ristorante italiano. Rientrato in patria, è un amante della genuinità e della tradizione.


 

 


 

 

 

 

 

Mano al portafogli

Spenderete in medio a persona bevande incluse 40€

 

 

 

Buono a sapersi

Per dedicare ancor più attenzione all’offerta culinaria, la Zelata dedica serate a tema di un ingrediente, e di un territorio, una scelta che integra  i confini della zona per far si di allargare di tanto in tanto il panorama gastronomico, alimentando  l’estro creativo degli chef.

 


La Zelata

Bereguardo (PV)

 

Telefono: 0382928178

 

San Brite L’Agricucina Dello Chef Riccardo Gasparini

San Brite L’Agricucina Dello Chef Riccardo Gasparini

29 maggio 2018 | ,

San Brite è la singolare agricucina a Cortina d’Ampezzo, un luogo dove la tradizione e la creatività di Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini creano un continuo fermento. San Brite è luogo dove trascorrere del tempo rigenerando corpo e mente, sarete circondati da panorami mozzafiato, da colori e sensazioni che restano dentro, le Dolomiti sono pura poesia, così come San Brite.

 


Via libera dunque, un vecchio fienile ristrutturato dove l’atmosfera è rimasta intatta come se il tempo si fosse fermato, accanto la boutique di formaggi del Piccolo Brite, fiore all’occhiello di tante specialità.

SanBrite ha aperto nel luglio del 2017 in località Alverà, a due passi dal centro, una filiera” di famiglia l’arte produttiva agroalimentare, che diventa così protagonista unica e diretta.

vogliamo fare una cucina di montagna seria, con gli ingredienti giusti e piatti da ricordare”.


San Brite


La cucina di San Brite è una cucina che mantiene stretti legami con il territorio, ricette che valorizzano il meglio della natura, semplicità e entusiasmo trascinante, il risultato è una gastronomia dal sapore schietto, lasciando così che il palato colga tutti i suoi sapori.

La cucina di Riccardo Gaspari si rivela in tutta la sua importanza, rispecchiando usi e costumi del vivere montano.

SanBrite


La location rispecchia la magia del passato, ad accogliervi in sala c’è Giuliana e Ludovica, un ambiente fatto di materiali pesanti, caldi come il legno, solide e accoglienti , le piccole finestre quadrate aprono la vista verso spazi verdeggianti, di bianco, di azzurro. E, quando nevica, cenare al piano superiore vi trasporterà in un altro mondo, in uno splendido eco di un’antica leggerezza ed eleganza.


Nel mese di giugno il SanBrite resterà chiuso (ma è aperto l’agriturismo di famiglia) e prima di concedarsi per un po’ di riposo Riccardo Gaspari, lo chef del San Brite, sarà a Treviso, sabato 2 giugno, per un corso speciale inserito nel programma dell’evento “Cibo a Regola d’Arte”. 

Sabato 2 giugno, alle ore 12.00 nello Spazio Accademy di Palazzo Giacomelli (Piazza Garibaldi, 13 a Treviso), in occasione della prima delle due giornate dell’evento “Cibo a Regola d’Arte”, Riccardo Gaspari, lo chef dell’agricucina SanBrite di Cortina d’Ampezzo (BL), illustrerà tutti i passaggi per realizzare questo piatto speciale. (il corso ha un costo di 24,50 euro a persona e va prenotato).


SanBrite


Una proposta gastronomica deve raccontare un emozione, bisogna compiere il viaggio insieme per raggiungere quella soddisfazione che appaga mente e palato, il San Brite è una bella testimonianza, il giusto coronamento per risvegliare tutti i sensi.

 


 

 

 

 

Ristorante SanBrite

Via Alverà – 32043 Cortina d’Ampezzo

Tel. +39 0436 863882

La Pagina facebook del ristorante

La seconda edizione di  “Grani Futuri 2018 ” sta per arrivare

La seconda edizione di “Grani Futuri 2018 ” sta per arrivare

25 maggio 2018 | , ,
Si presenta la seconda edizione di “Grani Futuri” 2018 , A San Marco in Lamis, dal 16 al 18 giugno. Il pane è un alimento antichissimo unico e inconfondibile, raccontato anche nella Bibbia è fonte di cultura e condivisione, certamente simbolo di nutrizione in tutto il mondo.

Si dice “ buono come il pane ”, Grani Futuri mette insieme Fornai e chef da diverse regioni d’Italia con l’obiettivo di creare rete, sinergie, confronto e crescita.

Tra i protagonisti chef stellati come Viviana Varese (Alice Ristorante, Eataly Milano), Antonio Cera fornaio economista, che ha contribuito alla lievitazione di questo progetto. Antonio Lebano (Terrazza Gallia Hotel Excelsior, Milano), Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto), Luca Lacalamita (già Enoteca Pinchiorri, Firenze). Dall’estero la chef Zahie Tellez, ambasciatrice della nuova cucina messicana.

 

GRANI FUTURI ( piatto)

GRANI FUTURI oggi è diventato un movimento culturale, economico, sociale, una esperienza che ti porta a vivere le dimostrazioni sul campo pratico, racconti, assaggi, che verranno trasmesse dalle massaie nelle case del centro storico del paese con tutti i loro segreti e trucchi gelosamente custoditi.

Inoltre nelle venti postazioni si farà coppia con uno chef ed un fornaio, accompagnandoci all’interno della propria cultura, la propria terra, i propri dialetti in piatti esclusivamente a base di pane, con il privilegio di apprezzarne la storia e il gusto.


Nel corso della tre giorni dedicata al grano e al pane spazio a dibattiti e talk nel SALOTTO LETTERARIO condotto da Pino Aprile per valorizzare l’identità culturale e colturale del Sud e porre il focus sull’arte dell’impasto con ospiti, fra gli altri, Stephanie Swane (Parabere Forum) una delle massime esperte della materia.


Durante GRANI FUTURI 2018, lunedì 18 giugno alle 9.30 in Contrada Le Matine a San Giovanni Rotondo, sarà possibile assistere alla mietitura del grano, come si faceva una volta e come si fa oggi. Una vera e propria arte, fatta di gesti sapienti e tradizioni.


GRANI FUTURI ANTONIO CERA E IL SUO TRIDENTE

 

Sapori antichi. GRANI FUTURI

Durante la tre giorni di Grani Futuri , domenica 17 giugno alle ore 12 al Mercato coperto “La Chiazzetta” in San Marco in Lamis, si svolgerà l’attesa “Gara del Pancotto”.

GRANI FUTURI: e la Cena di Pane

la Cena del Pane, con la partecipazione di chef stellati (italiani e stranieri) e fornai. Ogni piatto, dall’aperitivo al dolce, è una interpretazione del pane come ingrediente protagonista, esattamente come si farebbe per un piatto di pesce o di carne.

La Cena del Pane si svolgerà lunedì 18 giugno in una delle masserie dell’Opera di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo, con raccolta fondi a favore dei bambini dell’Oncologico di Casa Sollievo.

Il pane dunque, segno patrimoniale e culturale, modello e alimento che accompagna la storia dell’uomo da sempre, dalla coltivazione dei semi, alla raccolta, alle diverse tipologie di cereali, alla loro differente cottura fino al suo consumo in stretta relazione con la natura.

 

L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

17 maggio 2018 | ,

Giovedì 17 Maggio alla triennale di Milano si è presentato il progetto che vede realizzarsi  “l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli”.


Vino, cultura e buon cibo, Luigi Veronelli ha dedicato buona parte della sua vita a questi valori, non era un critico ma un appassionato ricercatore e divulgatore dell’alta gastronomia, in quanto opere d’eccellenza che rendono l’Italia patrimonio di produzioni e materie prime che fanno la storia, e la storia crea sapere, cultura, futuro.

L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli viene alla luce con il proposito di consacrare il circuito degli operatori al fine di ottimizzare ad un livello più superiore la conoscenza del nostro patrimonio vitivinicolo e alimentare. Ristoranti pregiati hanno costruito la loro filosofia di lavoro, la loro notorietà grazie ai consigli  e il supporto di Veronelli.

Concepita e condotta da Andrea Bonini, Di- rettore del Seminario Veronelli,  avrà radici profonde e  rivoluzionarie come solo Veronelli è stato capace di alimentare.


 

Alta Scuola Veronelli

I potenziali iscritti alla formazione saranno, (titolari di aziende agroalimentari italiane, addetti al marketing, titolari e personale di ristoranti, enoteche e wine bar, strutture alberghiere e ricettive, con giornalisti, blogger, PR e guide turistiche).

Ma anche studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attinenti per far si di accrescere in maniera più profonda le conoscenze culturali della gastronomia.

Cornice principale delle iniziative dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli sarà la sede di Fondazione Giorgio Cini presso l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia,  la scuola sarà inaugurata nel luglio 2018 con la Settimana della Cultura Gastronomica, mentre il primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano partirà nel 2019 e avrà titolo Camminare le vigne.  



Al fianco del Seminario Veronelli e della Fondazione Giorgio Cini c’è Banca Generali Private, realtà leader in Italia nel private banking che sostiene attivamente l’Alta Scuola Veronelli.

 

Il Comitato Scientifico è presieduto da Alberto Capatti, primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, già direttore scientifico del Comitato Decennale Luigi Veronelli, e si pregia di annoverare al proprio interno Aldo Colonetti, filosofo, storico dell’arte, del design e dell’architettura, già direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design, Pasquale Gagliardi, Segretario Generale di Fondazione Giorgio Cini, Alfonso Iaccarino, pluripremiato chef patron del ristorante Don Alfonso 1890, Dario Guerini, già professore dell’Università Bocconi di Mi- lano e dell’Università di Bergamo, Ilaria Bussoni, filosofa ed editor presso la casa editrice De- riveApprodi, Roberta Sassatelli, Professore Ordinario di Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, Pierluigi Basso, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Univer- sità Lumière Lyon 2 e dal 2017 Presidente dell’Association Française de Sémiotique, Gianluigi Brozzoni, curatore della Guida Oro i Vini di Veronelli, Gian Arturo Rota, rappresentante della Famiglia Veronelli e custode dell’Archivio Veronelli, Andrea Alpi, responsabile della didattica e della formazione del Seminario Veronelli e Sensory Project Manager della Società Italiana di Scienze Sensoriali.

  

La settima di apertura toccherà il tema  sullo “stato dell’arte” della cultura gastronomica con una sequenza di seminari, degustazioni, concerti, performance artistiche e incontri pubblici condotti da figure di riferimento in ambito internazionale.

 

Ogni giorno sarà in- centrato su un tema – ad esempio la terra, l’immaginazione, la parola, i sensi – approfondendo, così, ambiti fondamentali della cultura materiale.

Il primo corso di alta formazione inizierà nel 2019 sulla base di 150 ore nell’ambito di un semestre accademico, con una didattica articolata in moduli ordinari, modulo intensivo residenziale, momenti esperienziali presso aziende e partner, momenti formativi a distanza e attività di valutazione dell’apprendimento.

Inoltre è in progettazione il corso di alta formazione dedicato alla cucina italiana, che prenderà vita nel 2020.

 

Luigi Veronelli è stato una voce che sapeva insegnare ad amare la cultura, sapeva andare oltre l’insegnamento che plasma la conoscenza, il primo vero cultore gastronomo italiano che entrava nelle case degli italiani con una spontanietà che nessuno riesce a replicare. Ci manchi moltissimo.

 

 

[email protected]

www.altascuolaveronelli.it

La sicurezza alimentare alla S. Pellegrino Young Chef 2018

La sicurezza alimentare alla S. Pellegrino Young Chef 2018

15 maggio 2018 |

La sicurezza alimentare è un tema molto sentito dall’evento internazionale dell’ultima edizione del concorso S. Pellegrino Young Chef 2018, a portare l’attenzione sull’importanza degli aspetti in materia di igiene e sicurezza alimentare ci pensa il Gruppo Gelati, che ha avuto per il terzo anno consecutivo la responsabilità del controllo.


La S. Pellegrino Young chef è una competizione molto nota accessibile ai solo partecipanti chef under 30 provenienti da ogni angolo del pianeta, edita da S. Pellegrino nel 2015, via libera dunque a mesi di competizione, migliaia di candidati, fino all’appuntamento con la grande finale internazionale che ha portato ad un numero di solo 21 chef insieme ai loro mentori.

21 aree geografiche, piatto in bella vista, ed ecco il talent search che lancia i giovani chef di tutto il mondo.

 

S. Pellegrino Young Chef 2018


La politica della qualità e della sicurezza alimentare ha un ruolo di importanza primaria all’interno della S. P Y C, l’incarico svolto dall’Ingegnere Massimo Gelati presidente del gruppo, ci rende partecipi ad avere una maggiore informazione del dietro le quinte in ogni fase della competizione, oggi un indiscutibile interesse pubblico.Il primo passo compiuto dalla direzione Gelati è stata la stesura di linee guida per i partecipanti per combinare le norme previste dalla legislazione alle esigenze degli chef.

Partendo da questi presupposti si è passati alle valutazioni delle ricette per l’aspetto della sicurezza alimentare. Sono partiti con cinquanta ricette da monitorare ed approvare, spiega l’Ing. Gelati. Ogni chef concorrente ha avuto l’obbligo di ottenere l’attestato di alimentarista Italiano, per far si che funzionasse tutto alle perfezione il Gruppo ha creato una piattaforma on-line per permettere agli chef di aderire e fare formazione senza spostarsi. E’ nostra intenzione espanderci e rappresentare la gestione di questi importanti eventi a livello internazionale.


In totale i giorni lavorativi sul campo sono stati tre, con una singolare novità legata all’esigenza di valutazione dei prodotti commestibili di nuova generazione, come per esempio, (fiori, tuberi, processi di distillazione e tecniche innovative). Monitorare e vigilare le corrette prassi alimentari è la nostra precisa responsabilità, per esercitare nei migliori dei modi l’applicazione dei processi di sicurezza.


Il Gruppo Gelati, con sede in Sorbolo (PR), è nato per volontà del fondatore, l’Ing. Massimo Gelati. Il Gruppo Gelati da 20 anni collabora con piccole, medie e grandi imprese italiane ed estere in vari settori merceologici con interventi sia a livello formativo che operativo.

Ing. Gelati e Massimo Bottura


 

S.Pellegrino Young Chef 2018;  è Yasuhiro Fujio

S.Pellegrino Young Chef 2018; è Yasuhiro Fujio

14 maggio 2018 | ,

Si è conclusa la  terza edizione di S.Pellegrino Young Chef 2018; è Yasuhiro Fujio, sous chef de La Cime di Osaka il nuovo “big talent” della competizione mondiale dell’alta ristorazione.


 

21 giovani chef provenienti da tutto il mondo hanno entusiasmato giuria e pubblico, ma solo in 7 hanno superato la prima selezione : Vusumuzi Ndlovu(Africa-Medio Oriente), John Rivera(Pacifico), Jake Kellie(Sud-Est Asiatico), Yasuhiro Fujio (Giappone), David Andrés (Spagna-Portogallo), David Wälti (Svizzera) e Marcin Popielarz (Europa dell’Est). Nell’ultima fase per rincorrere la vittoria 3 soli nomi,  Kellie,  Fujio e Popielarz, hanno dato ogni loro risorsa.


San Pellegrino Yaung chef 2018

 


(Tra gli Italiani hanno partecipato Umberto Bombana del tristellato 8 e 1/2 di Hong Kong, Luca Fantin executive chef al Ginza Tower di Tokyo e Matteo Monti ex chef del ristorante Rebelot di Milano)

La giuria è stata composta da Annie Féolde (Enoteca Pinchiorri – Firenze), Virgilio Martínez (Central – Lima), Margarita Forés (Cibo – Filippine), Brett Graham (The Ledbury – Londra), Dominique Crenn (Atelier Crenn – San Francisco), Ana Roš (Hiša Franko – Caporetto) e Paul Pairet (Ultraviolet – Shanghai).


“Across the sea”

“Across the sea”


“Across the sea”, il nome del piatto  con cui Yasuhiro Fujio ha conquistato la giuria, un piatto a base di ayu, pesce molto amato in Giappone. Yasuhiro Fujio ha convinto al 100% d garantirsi anche il riconoscimento “Acqua Panna – Taste of Authenticity Award” testimonianza di un  premio capace di  rispettare e valorizzare la natura degli ingredienti oltre che rappresentare al meglio l’identità culturale del proprio Paese di origine.

Fujio oltre l’ambito riconoscimento avrà l’opportunità di intraprendere un ambizioso percorso professionale, con il supporto di S.Pellegrino.

 

Elizabeth Puquio Landeo, chef de partie di Ambrosía a Santiago, è la vincitrice del Fine Dining Lovers People’s Choice Award , il nuovo premio attribuito dalla community di foodies – oltre 30.000 – che hanno preso parte all’evento, da tutto il mondo, votando on line.

 


 

Cercavamo qualcosa che potesse realmente fare la differenza” ha commentato Federico Sarzi Braga, CEO del gruppo Sanpellegrino.

 


Il bello di questa competizione è che i giovani talenti non si fanno la guerra fra loro, merito, testa, lavoro duro, sono le relazioni che la di S.Pellegrino Young Chef premia e supporta a fianco di ogni giovane promessa nel diventare il mentore del futuro in grado di aver saputo fare sempre la differenza.