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Sine Ristorante Gastrocratico: Roberto Di Pinto Ce Lo Racconta

Sine Ristorante Gastrocratico: Roberto Di Pinto Ce Lo Racconta

27 maggio 2019 | , , ,

Il potere del cibo ci rimanda a tante storie, che narrano in ogni luogo la saggezza, un legame indissolubile, una storia da gustare e tramandare, perché la storia di un popolo passa attraverso il cibo.

 

“Sine Ristorante Gastrocratico” si potrebbe leggere così; Senza l’arte in cucina il suo potere non ci conquista.

 

Roberto Di Pinto ridefinisce l’arte in cucina con le sue idee pulite, ma non troppo, come l’arte non è mai semplice. I legami solidi partono dalle proprie radici, che portano a tavola sapori autentici, da lì ci costruisci tutto il resto, Di Pinto ha la fortuna di essere Campano, terra di grandi tradizioni culinarie, la sua cucina torna alle origini per riscoprire un rapporto intimo che coniuga in diverse interpretazioni.

Tutto riparte da Sine il suo nuovo singolare ristorante, è stato molto interessante chiacchierare con lui e assaporare la sua cucina.

 

Come è nato Sine? Perché Gastrocratico e quali sono state le motivazioni che hanno spinto il progetto?

Sine è nato nella mia testa ogni giorno, lavoravo ancora al Bulgari è l’idea mi accompagnava costantemente, lavorando nel mondo del lusso per tanti anni mi ha dato un imprintig settoriale, in questo caso i dettagli importanti per me nascono in primis da eliminare il superfluo. Sine come eliminare, Gastrocratico l’ho elaborato per unire il potere del cibo al piacere democratico di fare una esperienza gourmet senza spendere cifre esorbitanti. Il mio ristorante è votato per la continuità della clientela, non vuole essere un experience.

 

La fama di un ristorante si fa con ?

La fama si coltiva giorno per giorno, ha bisogno di cure, attraverso la costanza, il passaparola dei clienti, l’unione di ogni aspetto, la cucina da sola non basta. Riguardo noi, ognuno contribuisce per importanza alla stessa maniera, niente esibizioni, la cena è del cliente, questo per noi è il primo comandamento. La fama è composta da tante garanzie…

 

Quali sono a suo giudizio i gusti della sua clientela?

Dopo qualche mese di rodaggio, abbiamo recepito che ciò che attrae la nostra clientela è legato alla mediterraneità della mia cucina, che si evolve con gli abbinamenti inconsueti, basati su un gusto familiare nonostante l’innovazione. Abbiamo notato una frizzante curiosità, e una appagante fiducia nel lasciarsi guidare. 

 

Quale rischio deve prendersi uno chef per essere considerato un esempio?

Qui bisogna essere umili nel dire che diventi un esempio quando ammetti di aver bisogno della tua squadra, non parlerei di rischi, non credo ce ne siano quando adotti una certa filosofia.

  

Qual è il proverbio che non l’abbandona mai?

L’ho anche tatuato, ma non è un proverbio, è la mia frase; Peter Pan è ancora vivo, (guardate il mondo con gli occhi di un bambino, scoprirete quanta bellezza c’è nelle cose di ogni giorno).

 

Infine mi dica tre cose che la rendono felice di essere uno chef.

E’ il privilegio di poter fare ciò che ho sempre voluto diventare; uno “Chef”. Mi sveglio la mattina è sono felice di recarmi al lavoro, poi a seguire c’è la comunicazione che ho con la mia clientela, e infine il contatto con gli ingredienti genuini che la terra ci dona, la sensazione di toccarli per poi farli diventare una pietanza mi rende felice.

Dina Ristorante; Alberto Gipponi Personalità In Cucina

Dina Ristorante; Alberto Gipponi Personalità In Cucina

9 ottobre 2018 | ,

 

Alberto Gipponi si prende cura della sua cucina come una pianta, i suoi piatti sembrano tuffarsi nel passato, mentre l’originalità dei suoi sapori ci riporta ad oggi, (ricerca, presentazione, scambio). Non è complessità, è intesa con i sapori


Il Dina apre il 17 novembre 2017 a Gussago (Bs), l’ambiente è raffinato, intimo, arredato con un gusto raro, tutto trasmette una sensazione di calore e accoglienza, dalle pareti e soffitto di ruvida pietra, all’altra sala eccentrica, colorata, artistica un po’ retrò. Un locale che vi dà la possibilità di un mood diverso con fascino variabile.

Nonna Dina è la musa ispiratrice, colei che trasmette ad Alberto l’amore per il cibo, ricordi ed emozioni di un’infanzia, un’introduzione di una creatività davvero alternativa. Alberto Gipponi è il vero custode del suo ristorante, ti accoglie con una semplice premessa “ lascia il mondo fuori e goditi l’emozione della mia tavola”.

 

Dina restaurant sala


 

Dina Restaurant sala

 

Il personale è giovane e preparato, raccontano ogni dettaglio della portata, mettendoti subito in sintonia con gli assaggi.

 

 



Tre menù: “Fatto è meglio di perfetto” cinque portate € 55 “Stay foolish, not hungry” sette portate € 63, totalmente alla cieca così come “Stay foolish, be hungry” con dieci portate a € 80. C’è anche una piccola carta con quattro proposte come antipasti, primi e secondi.

La carta vini propone etichette di nicchia ricercate, ed altri meno noti ma interessanti. Iniziamo con un bicchiere di champagne per preparare il palato alla cena (vino strutturato con profumi netti e all’assaggio piacevolmente stimolante). Ad accompagnare la cena una bottiglia di un ottimo

Brodo di casa come consommè d’apertura:

 

 


 

 


 

Da Dentro al sacchetto: casoncello crudo, ma cotto (per rivivere i ricordi d’infanzia quando la nonna preparava i ravioli e li si mangiava crudi da tanto erano buoni), Tutto ci passa attraverso e ci cambia, Agretti (o barba di frate) come spaghetti, “Vi rode il fegato” (qui ha tirato fuori un sapore che meglio non poteva).

 

 


Gelato al limone e olio d’oliva e due dolci decisamente non convenzionali: un risotto balsamico e quaglia e crumble al cioccolato.

 

 

Note positive

Le parole nascono dalla logica o dalle emozioni, così hanno pensato a un quaderno dedicato ad ogni tavolo poter scrivere le proprie impressioni.

Mano al portafogli

Se opterete per il menu degustazione spenderete da 55 a 63€, alla carta sugli 80€

 


 


E’ sempre bello fare una esperienza diversa, ti insegna ad apprezzare uno stile che non è il vostro, e a tavola lasciarsi coinvolgere senza pregiudizi ti aiuta ad affinare le sensazioni. Bravo Albero Gipponi.

  • Via Santa Croce 1 Gussago
  • Telefono +39.030.2523051
  • Mappa
  • Aperto tutte le sere, tranne la domenica.
  • [email protected]
  • Guarda il sito

 

 

Trattoria Olmetto La buona Tavola Milanese Con Tratti Mediterranei

Trattoria Olmetto La buona Tavola Milanese Con Tratti Mediterranei

23 luglio 2018 | ,

Non esiste modo migliore se non il cibo e i suoi antichi sapori per trasmettere la cultura, sono i sapori della tradizione che raccontano la storia di una città e dei suoi abitanti, i ristoranti tipici, e le nostre trattorie fanno proprio questo: figure, costumi, luoghi e usanze antiche.


Chef Fabio Poggi

 

L’Ulmet oggi a nuovo nome l’Olmetto è stata una trattoria milanese delle più note alla cronaca, piatti della tradizione della cucina Milanese, che rendono unica l’esperienza a tavola, (due volte vincitori come “Miglior risotto alla milanese”), si è di certo distinto come uno degli indirizzi ben frequentati della Milano bene, dal 1985 fino alla fine del 2014, la filosofia di questa trattoria raffinata ha mantenuto alta la tradizione classica, ma come spesso accade tutto si rinnova, così dal 2015 cambia faccia presentando al pubblico una cucina contemporanea per chi abbia voglia di variare dalla classica Milanese, doppia filosofia, doppio risultato; 100 punti.

Stefano, Lorenzo, Martino, Paolo e Alessandro quattro amici con la grande passione per la buona tavola decidono di intraprendere insieme questa avventura.

La Cotoletta e il risotto alla milanese con l’ossobuco risultano essere pilastri della cucina dell’ Olmetto, è qui la tradizione padroneggia, ma vediamo di più. Dal 2017 lo chef Fabio Poggi cura le proposte, addizionando la creatività a una filosofia culinaria già consolidata, così potrete gustare:

Tacos all’italiana con verdure estive, formaggio morbido e salsa leggermente piccante, Filetto di Triglia con vellutata di zucchina trombetta e crumble alle olive, Spaghetti di Gragnano ai ricci di mare e lime, Gazpacho di verdura con semi di zucca e capesante marinate, Coniglio in porchetta con peperoni di carmagnola e terrina di patate, Astice con pesche e spinaci saltati all’olio;

 

 


Buono a sapersi

A pranzo, la carta viene affiancata da un “business lunch” che cambia settimanalmente.

Oasi segrete

Parliamo di una antica cantina del Quattrocento, culla di una buona selezione di etichette italiane e francesi.


 

Per chi abbia voglia di un drink prima o dopo ai pasti, nasce il cocktail bar, qui sarete coccolati da una giovane barman professionale e sorridente.

Mani al portafoglio

Prezzo medio a persona si aggira intorno ai 45 €, escluse bevande.

All’Olmetto ogni portata è invitante, tradizione milanese e accenti mediterranei vari, con quel tocco calibrato che ci piace molto.

Olmetto

via Disciplini, 20 – Milano

+39 0291663899

da lunedì a sabato 12.00 – 15.00 / 19.00 – 24.00 – Domenica chiuso www.ristoranteolmetto.it

Rocca Civalieri Un Ritrovo Speciale Nel Cuore del Monferato

Rocca Civalieri Un Ritrovo Speciale Nel Cuore del Monferato

11 luglio 2018 | ,

 

In certe giornate di caldo afoso, non conviene andare al mare, meglio andare al fresco in collina, o nel silenzio della campagna dove si ci può rilassare tra le coccole di un relais immerso nel verde, per esempio a Relais Rocca Civalieri nel Monferato, lo stile ha un sapore moderno, adagiato sulle spoglie di un antico casale.


 

Nasce da una accurata ristrutturazione, lo noterete a colpo d’occhio, Rocca Civalieri è un indirizzo spumeggiante e perfetto per un’intera condivisione di relax, allegria e buona tavola, infatti all’attivo ha due ristoranti di diverse caratteristiche, il ristorante gourmet già  noto per la sua linea, è l’ultimo arrivato,  il nuovo Bistrot dove potrete assaggiare piatti più ruspanti con un impronta innovativa, e veloce.

 

Il menu è ideato e seguito dallo chef Fabio Bianchi, la sua idea di cucina è legata al territorio, con l’obbiettivo di comunicare e propagandare  la tradizione gastronomica piemontese, raccontata in maniera semplice ma al contempo contemporanea. Una formula che ci permettere di scegliere il mood a tavola su misura,  che sia un pranzo veloce, una pausa gourmet, o una cena romantica, senza tralasciare la possibilità di un business lunch durante la settimana.

 

Relais Rocca Civalieri

 


Ecco qualche tendenza nelle new entry

 I tegamini un tipico piatto torinese, avvero la pizza cotta nel tegamino: alta, soffice, con un diametro che non supera mai i venti, venticinque centimetri, proposta in diversi tipi di varianti dalla classica margherita alla gustosa acciughe dissalate e capperi, prosciutto e mozzarella di bufala e il tegamino “del casaro” con formaggi piemontesi DOP;

         Proposte  ispirate allo street food;

Insalate realizzate con l’altissima qualità degli ingredienti stagionali provenienti dal territorio, e tanti altri abbinamenti.


L’idea in più della Rocca       

Il giovedì diventa cosmopolita, un aperitivo che si veste di fashion creando un vero e proprio happy hour di tendenza, l’atmosfera è frizzante, la musica del deejay Angelo Cattaneo ha il sapore d’estate, gli spazi sono cool con vista in un panorama suggestivo, gli ottimi cocktail sono realizzati dal bartender Nicola Mancinone, gli assaggi al buffet? gustose specialità locali preparate dallo chef  Fabio Bianchi.

 

Rocca Civalieri – terrazza

 

(La novità estiva dei  “giovedì della Rocca”, sono proposti uno al mese, il prossimo giovedì trendy e del 2 agosto). Il costo dell’ingresso con la prima consumazione è di € 15 per persona, mentre le successive hanno un costo di € 8. Le serate esclusive sono a numero chiuso, per questo è consigliata la prenotazione.

 


 

Rocca Civalieri- piscina esterna

Pausa in piscina

Avete del tempo libero, e non volete rinunciare ad una giornata di sole, bagni e relax, oltre ai trattamenti benessere e la SPA, una piscina esterna completa l’eleganza di questa location, e ancor di più in questo periodo abbiamo bisogno di lasciarci trasportare dai sensi e dal benessere fisico.

(La quota di ingresso e di € 15 dal lunedì al venerdì e € 25 il sabato e la domenica). Con prenotazione obbligatoria.

 

Rocca Civalieri ci permette di trascorrere una giornata a ritmo lento, lontani dalla frenesia della città, immersi nella natura, nel verde, nell’armonia, in sintonia col glamour, la buona tavola, e l’energia rigenerante.

 


Rocca Civalieri- pozzo interno

 

Str. Cascina Rocca Civalieri, 23 – 15028 Quattordio (AL)
+39 0131797333
+39 0131797390
[email protected]

Imperialino Un Ritrovo chic sul Lago di Como

Imperialino Un Ritrovo chic sul Lago di Como

4 luglio 2018 | ,

 


Il suo fascino, le sue bellezze, le acque pastose che profumano d’antico, il Lago di Como è un rifugio dove gli occhi brillano intorno a spazi romantici fuori dal tempo.


 

Ristorante Imperialino sala-principale


Montagne, lago, tramonti e viste panoramiche.

L’estate quando arriva, arriva, e con l’estate arrivano sempre le cene all’aperto, in riva al mare, o in mancanza in riva al lago, che sia un appuntamento, un anniversario, o una sorpresa del momento, l’effetto di un luogo suggestivo rende ogni attimo intenso e speciale, e se anche voi siete fra quelli che confermano la regola, sulle acque del lago di Como a Moltrasio sorge il ristorante Imperialino, si aprono le porte di un antica dimora costruita agli inizi del ‘900 in stile liberty, nata  col nome di Hotel Regina, e portato a nuova vita nel 1995, attraverso un  progetto dell’architetto Terragni, dopo la grande ristrutturazione fu ribattezzato  Grand Hotel Imperiale, oggi resort di lusso della Moltrasio più elegante.

 


Varchiamo la soglia dell’Imperialino, immaginate un luogo dove vi verrà voglia di stare in completo relax ore e ore, e vivere una straordinaria esperienza gourmet, gli arredi sono eleganti in stile imperiale, il bianco ne caratterizza la sala interna, si tratta di un ambiente raffinato, tutto è sofisticato e armonioso. Attraverso una straordinaria apertura vetri che lascia aperta la visuale sul lago, proseguiamo ad accomodarci nel giardino elegantemente presentato, abbiamo la fortuna di sostare nella tribuna d’onore, “la cupola di cupido”, un tavolo all’interno di un pergolato in pietra molto romantico.

 

Per le emozioni del palato lo che Adobati e la sua brigata crea menu creativi che mescolano la tradizione lariana alla cucina della tradizione Piemontese, ecco allora la sequenza dei piatti del menu experience con vini abbinati.

 

LE DELIZIE DEL LAGO IN TRILOGIA SU VELLUTATA DI RUCOLA (SALMERINO IN CARPIONE, TARTARE DI TROTA SALMONATA, MOUSSE DI PERSICO)

 


 

Asparagi,fave, mousse di ricotta, polvere di nocciole e papavero, lamelle di uovo marinato


 

 

 

 

 

 


 

OMAGGIO AL MONTE ROSA

A coccolarci dei riti del servizio troviamo Calogero  Alessi  Maitre ed esperto sommelier, una bella testimonianza gli abbinamenti dei vini (Villa Broglia Gavi 2016 DOCG, Sciavè Riofvara Nero d’Avola con piccole percentuali di vitigni locali della Val di Noto, e un Riesling cantine Pietro Rossi) Scelte mirate ad esaltare ogni pietanza, aiutando a capire meglio il sapore dei piatti.

 

Calogero Alessi

  


Per apprezzare l’arte bisogna ammirarla, per apprezzare la cucina bisogna mangiar bene, ricercando la cultura che c’è dietro un piatto, l’ Imperialino è un vero tesoro, una tavola dove tutti i sensi ne godranno.

 


 

Sebastiano Adobati è  l’executive chef del Grand Hotel Imperiale e del ristorante Imperialino, classe 1980 originario di  un piccolo paesino ai piedi del Monte Rosa in Val D’Ossola, ha coltivato fin da piccolo l’amore e il rispetto per un lavoro che regala emozioni, dopo la scuola alberghiera di Stresa, la sua formazione lo vede a  fianco dello Chef Philippe Livolsi, poi con lo Chef Osvaldo Presazzi dove ha potuto maggiormente identificarsi nel mondo della cucina d’alto livello.
La sua crescita passa attraverso diversi ristoranti, nel 2009 arriva  la sua prima conduzione in cucina al ristorante Villa Geno, a Como.
La sua carriera prosegue come Chef al ristorante Imbarcadero e dal 2012 inizia a lavorare al ristorante Imperialino.
Nel 2017 conosce lo Chef Davide Oldani e inizia un lungo stage al Ristorante D’O a Cornaredo. Alla fine dello stesso anno, si trasferisce, per un breve periodo in Sicilia per apprendere nuove ricette e sapori alla Locanda Don Serafino (due stelle Michelin).

 

 

Lo staff

Sebastiano Adobati Executive Chef

Mattia Grasso Chef De Cuisine 

Ferdinando Romano Chef De Cuisine

Calogero Alessi Maître e Sommelier

Jissen Veneegopaul Restaurant Manager

Direttore del Grand Hotel Imperiale Spa&Resort (Umberto Butti)

Rosalba Gagliardi Marketing Communications

 

Via Regina 26, Moltrasio, Lake Como, 22010, Italy Phone: +39 031 346600
Fax: +39 031 346120

Quintessenza; quattro fratelli e un Ristorante

Quintessenza; quattro fratelli e un Ristorante

21 giugno 2018 | , ,

Quintessenza

Quando si ha la fortuna di poter vivere la bellezza di un luogo davvero unico allora non si può che essere fortunati. La Puglia è un paesaggio variegato di antiche civiltà, che spazia dal mare blu profondo alle campagne e colline dei suoi borghi più identitari.


Quintessenza fratelli Di Gennaro


 

Barletta-Andria-Trani è la provincia più adolescente della Puglia situata tra il Golfo di Manfredonia e la Terra di Bari. Barletta e Trani si adagiano sulle acque pulite dell’Adriatico, invece Andria riposa internamente a ridosso dell’Alta Murgia, incanto della vita agro-pastorale della Puglia dei tempi passati.

La vita è meglio in compagnia, e se siete a tavola questo detto vale doppio, a Trani in una stretta e caratteristica viuzza riparata dal centro c’è un posto dove si dovrebbe accomodare almeno una volta nella vita; Quintessenza.

Quattro fratelli e la storia di una tradizione che sprofonda le sue radici sull’importanza della famiglia, tutto ruota intorno al sacrificio dedizione, e rispetto.

“Quattro fratelli”, ed un ristorante dove i piatti hanno un’anima, quella di: Stefano e Alessandro Di Gennaro alla guida della cucina, Domenico e Saverio alla responsabilità della sala e del servizio cantina.


Quintessenza


Varcando la soglia del loro ristorante troverete ambiente  candidamente semplice, un luogo caldo ed accogliente, salvo eccezione che rende la tavola un luogo completamente dedicato ai piaceri gourmet, i piatti richiamano lo stile contadino pugliese dove Stefano integra con sapienza le visioni culinarie contemporanee.

Tanta materia prima, patrimonio gastronomico della Puglia, dove terra e mare si fondono nelle sue ricette, in un susseguirsi di stagioni nel piatto. Una cucina che si esprime attraverso cotture brevi allacciate alle loro straordinarie materie prime.

Tutto è nel segno del gusto:


 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mano al portafogli

Alla certezza del piacere a tavola si aggiunge il rapporto qualità prezzo, che per uno stellato che realizza  queste pietanze solitamente i prezzi sono più sostenuti, ma veniamo ai conti fatti, troverete 2 (degustazioni a 55 e 68 euro), abbinamento vini al calice quattro etichette, 24/ 5 etichette 30 euro. Alla carta spenderete mediamente  40/65 € escluse bevande.


 

Bella, tradizionale, generosa, il gusto primeggia su tutto, Quintessenza un luogo per concedervi piccole,grandi perle di golosità

 

Quintessenza

Via Nigrò, 37, 76125 Trani, Italia +39 0883 880948

The World’s 50 Best Restaurants 2018

The World’s 50 Best Restaurants 2018

20 giugno 2018 | ,

L’Italia al comando, La Cucina Del Bel Paese Rivendica Il Primato; The World’s 50 Best Restaurants 2018, porta il nome di Massimo Bottura, è l’Osteria Francescana la più brava della classe.


20 giugno 2018 Massimo Bottura, si è nuovamente aggiudicato il pregiatissimo titolo della classifica più importante del panorama gourmet, dove il talento è d’obbligo. Bottura è salito sul palco del palazzo dei congressi Euskalduna Jauregia di Bilbao, insieme a sua moglie Lara Gilmore, l’altra metà della mela che rende unica l’Osteria Francescana

Bottura ha pronunciato un discorso mirato sulle grandi possibilità di volgere ai cambiamenti, ( ricerca, scambi di esperienze, fiducia nel settore), affermando che gli chef nel 2018 hanno a disposizione una gran voce per dimostrare il cambiamento.  Siamo tutti parte della stessa rivoluzione – ha aggiunto Bottura – e tutti insieme possiamo essere parte del cambiamento“.

Sono 1.040 i restaurant experts che in 26 macroregioni nel mondo hanno potuto esprimere 10 preferenze a testa ridefinendo così la classifica 2018.


Lara e Massimo


La massima posizione ci rende tutti orgogliosi, ma non è tutto, l’Italia quest’anno è presente con 3 ristoranti fra i primi 50 : Piazza Duomo ad Alba al n°16 (scende di una posizione rispetto al 2017); Le Calandre a Rubano al n°23 (era 29° nel 2017) e il Reale a Castel Di Sangro al n°36  era alla posizione n°43 nel 2017).

Il premio Chef’s Choice Award 2018, assegnato al cuoco più votato dagli altri chef, è stato conferito a Dan Barber, mentre il pasticcere francese Cédric Grolet del ristorante Le Meurice di Parigi ha ricevuto il premio di World’s Best Pastry Chef.

Il premio Best Female Chef Award  è andato all’inglese Clare Smyth, mentre il Lifetime Achievement Award è stato assegnato a Gastón AcurioSingleThread, in California, è il ristorante One to Watch di quest’anno.

Tanti auguri Massimo Bottura, tutta la gastronomia mondiale ti rende onore, e noi Italiani abbiamo vinto il nostro mondiale in cucina.

 

 

THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANTS 2018 – LA LISTA COMPLETA

  1. Osteria Francescana, Modena (Italia)
  2. El Celler de Can Roca, Girona (Spagna)
  3. Mirazur, Menton (Francia)
  4. Eleven Madison Park, New York (USA)
  5. Gaggan, Bangkok (Thailandia)
  6. Central, Lima (Peru)
  7. Maido, Lima (Peru)
  8. Arpège, Paris (Francia)
  9. Mugaritz, San Sebastian (Spagna)
  10. Asador Etxebarri, Atxondo (Spagna)
  11. Quintonil, Mexico City (Messico)
  12. Blue Hill at Stone Barns, Tarrytown (USA)
  13. Pujol, Mexico City (Messico)
  14. Steirereck, Vienna (Austria)
  15. White Rabbit, Moscow (Russia)
  16. Piazza Duomo, Alba (Italia)
  17. Den, Tokyo (Giappone)
  18. Disfrutar, Barcelona (Spagna)
  19. Geranium, Copenhagen (Danimarca)
  20. Attica, Melbourne (Australia)
  21. Alain Ducasse au Plaza Athénée, Paris (Francia)
  22. Narisawa, Tokyo (Giappone)
  23. Le Calandre, Rubano (Italia)
  24. Ultraviolet, Shanghai (Cina)
  25. Cosme, New York (USA)
  26. Le Bernardin, New York (USA)
  27. Boragò, Santiago (Cile)
  28. Odette, Singapore
  29. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Paris (Francia)
  30. D.O.M. , Sao Paulo (Brasile)
  31. 31Arzak, San Sebastian (Spagna)
  32. Tickets, Barcelona (Spagna)
  33. The Clove Club, London (UK)
  34. Alinea, Chicago (USA)
  35. Maaemo, Oslo (Norvegia)
  36. Reale, Castel di Sangro (Italia)
  37. Restaurant Tim Raue, Berlin (Germania)
  38. Lyle’s, London (UK)
  39. Astrid Y Gastón, Lima (Peru)
  40. Septime, Paris (Francia)
  41. Nihonryori Ryugin, Tokyo (Giappone)
  42. The Ledbury, London (UK)
  43. Azurmendi, Larrabetzu (Spagna)
  44. Mikla, Instanbul (Turchia)
  45. Dinner by Heston Blumenthal, London (UK)
  46. Saison, San Francisco (USA)
  47. Schloss Schauenstein, Fürstenau (Svizzera)
  48. Hiša Franko, Kobarid (Slovenia)
  49. Nahm, Bangkok (Thailandia)
  50. The Test Kitchen, Cape Town (Sud Africa)

 

L’Osteria la Zelata

L’Osteria la Zelata

4 giugno 2018 | , ,

 


L’Osteria la Zelata, è un luogo  rustico/moderno e molto conviviale, caratterizzato da un’ambiente accogliente e da una buona cultura per il cibo tradizionale Lombardo/Pavese. La gestione ha solo rapporti con i migliori produttori locali, veri artigiani del gusto, che tramandano la prelibatezza dei prodotti nel tempo.

  

Lasagnetta di Pasta Fresca, Gamberi di Fiume e Asparagi Verdi

Lasagnetta di Pasta Fresca, Gamberi di Fiume e Asparagi Verdi

 


Condivisione e genuinità, sono gli elementi che rendono buona la cucina della Zelata, che viene servita attraverso un menu  variabile e stagionale, arricchito da proposte davvero molto interessanti in quanto creatività.

 

I punti di forza della cucina si intrecciano con le capacità degli chef; Matteo Simonato e Mattia Abussi, pronti a garantirvi un’esperienza di degustazione dei piatti tipici completa, la presentazione è piacevole e il gusto invitante al palato, troviamo certamente solide certezze come il risotto con l’Ossobuco, Ganascino di manzo, la frittura della nonna, (taleggini, mondeghili e souplì di zucchine e salsiccia), la preziosa giardiniera fatta in casa,  gli straordinari salumi di Varzi DOP, la cotoletta con l’osso come da tradizione con chips di patate, la deliziosa  pancia di maiale, il vitello tonnato con fondo bruno, c’è sicuramente una buona selezione di piatti tipici.

La zona parla di cultura, la location è raccolta, ha saputo mantenere il calore delle vecchie osterie ,  al piano superiore troviamo  una deliziosa saletta con un grande tavolo conviviale.  E con l’arrivo  la bella stagione vi sarà allestito un dehors esterno.

 


 

 

 

 


La cantina offre vini selezionati di ottimi produttori del pavese e non, capace di condurvi lungo un interessante itinerario eno-gastronomico.

Bella l’idea di creare una lista di cocktail originali per chi predilige un buon aperitivo come inizio.


 

 


 

 

 

 

Conosciamoli meglio

Matteo, di origini lombardo-venete, si è formato all’istituto alberghiero e all’Etoile di Chioggia. A 19 anni ha avuto l’occasione di un’importante esperienza in Australia che lo ha aiutato a perfezionare la sua tecnica e ad approfondire insoliti abbinamenti. Cina, Tailandia e Marocco, prima di rientrare in Italia con Misha Sukyas all’Alchimista e poi allo Spice. Attualmente è anche lo chef personale di un principe saudita.


 

Mattia, milanese, è cresciuto nel tempio sacro di famiglia, la cucina, visto che il padre aveva un ristorante in zona Stazione Centrale, il Pearl. Frequenta il Carlo Porta, accumula esperienze con Officina12, El Porteno e Armani cafè, prima di trasferirsi insieme al fratello in Spagna, nella provincia di Tarragona, dove apre un ristorante italiano. Rientrato in patria, è un amante della genuinità e della tradizione.


 

 


 

 

 

 

 

Mano al portafogli

Spenderete in medio a persona bevande incluse 40€

 

 

 

Buono a sapersi

Per dedicare ancor più attenzione all’offerta culinaria, la Zelata dedica serate a tema di un ingrediente, e di un territorio, una scelta che integra  i confini della zona per far si di allargare di tanto in tanto il panorama gastronomico, alimentando  l’estro creativo degli chef.

 


La Zelata

Bereguardo (PV)

 

Telefono: 0382928178

 

San Brite L’Agricucina Dello Chef Riccardo Gasparini

San Brite L’Agricucina Dello Chef Riccardo Gasparini

29 maggio 2018 | ,

San Brite è la singolare agricucina a Cortina d’Ampezzo, un luogo dove la tradizione e la creatività di Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini creano un continuo fermento. San Brite è luogo dove trascorrere del tempo rigenerando corpo e mente, sarete circondati da panorami mozzafiato, da colori e sensazioni che restano dentro, le Dolomiti sono pura poesia, così come San Brite.

 


Via libera dunque, un vecchio fienile ristrutturato dove l’atmosfera è rimasta intatta come se il tempo si fosse fermato, accanto la boutique di formaggi del Piccolo Brite, fiore all’occhiello di tante specialità.

SanBrite ha aperto nel luglio del 2017 in località Alverà, a due passi dal centro, una filiera” di famiglia l’arte produttiva agroalimentare, che diventa così protagonista unica e diretta.

vogliamo fare una cucina di montagna seria, con gli ingredienti giusti e piatti da ricordare”.


San Brite


La cucina di San Brite è una cucina che mantiene stretti legami con il territorio, ricette che valorizzano il meglio della natura, semplicità e entusiasmo trascinante, il risultato è una gastronomia dal sapore schietto, lasciando così che il palato colga tutti i suoi sapori.

La cucina di Riccardo Gaspari si rivela in tutta la sua importanza, rispecchiando usi e costumi del vivere montano.

SanBrite


La location rispecchia la magia del passato, ad accogliervi in sala c’è Giuliana e Ludovica, un ambiente fatto di materiali pesanti, caldi come il legno, solide e accoglienti , le piccole finestre quadrate aprono la vista verso spazi verdeggianti, di bianco, di azzurro. E, quando nevica, cenare al piano superiore vi trasporterà in un altro mondo, in uno splendido eco di un’antica leggerezza ed eleganza.


Nel mese di giugno il SanBrite resterà chiuso (ma è aperto l’agriturismo di famiglia) e prima di concedarsi per un po’ di riposo Riccardo Gaspari, lo chef del San Brite, sarà a Treviso, sabato 2 giugno, per un corso speciale inserito nel programma dell’evento “Cibo a Regola d’Arte”. 

Sabato 2 giugno, alle ore 12.00 nello Spazio Accademy di Palazzo Giacomelli (Piazza Garibaldi, 13 a Treviso), in occasione della prima delle due giornate dell’evento “Cibo a Regola d’Arte”, Riccardo Gaspari, lo chef dell’agricucina SanBrite di Cortina d’Ampezzo (BL), illustrerà tutti i passaggi per realizzare questo piatto speciale. (il corso ha un costo di 24,50 euro a persona e va prenotato).


SanBrite


Una proposta gastronomica deve raccontare un emozione, bisogna compiere il viaggio insieme per raggiungere quella soddisfazione che appaga mente e palato, il San Brite è una bella testimonianza, il giusto coronamento per risvegliare tutti i sensi.

 


 

 

 

 

Ristorante SanBrite

Via Alverà – 32043 Cortina d’Ampezzo

Tel. +39 0436 863882

La Pagina facebook del ristorante

La seconda edizione di  “Grani Futuri 2018 ” sta per arrivare

La seconda edizione di “Grani Futuri 2018 ” sta per arrivare

25 maggio 2018 | , ,
Si presenta la seconda edizione di “Grani Futuri” 2018 , A San Marco in Lamis, dal 16 al 18 giugno. Il pane è un alimento antichissimo unico e inconfondibile, raccontato anche nella Bibbia è fonte di cultura e condivisione, certamente simbolo di nutrizione in tutto il mondo.

Si dice “ buono come il pane ”, Grani Futuri mette insieme Fornai e chef da diverse regioni d’Italia con l’obiettivo di creare rete, sinergie, confronto e crescita.

Tra i protagonisti chef stellati come Viviana Varese (Alice Ristorante, Eataly Milano), Antonio Cera fornaio economista, che ha contribuito alla lievitazione di questo progetto. Antonio Lebano (Terrazza Gallia Hotel Excelsior, Milano), Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto), Luca Lacalamita (già Enoteca Pinchiorri, Firenze). Dall’estero la chef Zahie Tellez, ambasciatrice della nuova cucina messicana.

 

GRANI FUTURI ( piatto)

GRANI FUTURI oggi è diventato un movimento culturale, economico, sociale, una esperienza che ti porta a vivere le dimostrazioni sul campo pratico, racconti, assaggi, che verranno trasmesse dalle massaie nelle case del centro storico del paese con tutti i loro segreti e trucchi gelosamente custoditi.

Inoltre nelle venti postazioni si farà coppia con uno chef ed un fornaio, accompagnandoci all’interno della propria cultura, la propria terra, i propri dialetti in piatti esclusivamente a base di pane, con il privilegio di apprezzarne la storia e il gusto.


Nel corso della tre giorni dedicata al grano e al pane spazio a dibattiti e talk nel SALOTTO LETTERARIO condotto da Pino Aprile per valorizzare l’identità culturale e colturale del Sud e porre il focus sull’arte dell’impasto con ospiti, fra gli altri, Stephanie Swane (Parabere Forum) una delle massime esperte della materia.


Durante GRANI FUTURI 2018, lunedì 18 giugno alle 9.30 in Contrada Le Matine a San Giovanni Rotondo, sarà possibile assistere alla mietitura del grano, come si faceva una volta e come si fa oggi. Una vera e propria arte, fatta di gesti sapienti e tradizioni.


GRANI FUTURI ANTONIO CERA E IL SUO TRIDENTE

 

Sapori antichi. GRANI FUTURI

Durante la tre giorni di Grani Futuri , domenica 17 giugno alle ore 12 al Mercato coperto “La Chiazzetta” in San Marco in Lamis, si svolgerà l’attesa “Gara del Pancotto”.

GRANI FUTURI: e la Cena di Pane

la Cena del Pane, con la partecipazione di chef stellati (italiani e stranieri) e fornai. Ogni piatto, dall’aperitivo al dolce, è una interpretazione del pane come ingrediente protagonista, esattamente come si farebbe per un piatto di pesce o di carne.

La Cena del Pane si svolgerà lunedì 18 giugno in una delle masserie dell’Opera di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo, con raccolta fondi a favore dei bambini dell’Oncologico di Casa Sollievo.

Il pane dunque, segno patrimoniale e culturale, modello e alimento che accompagna la storia dell’uomo da sempre, dalla coltivazione dei semi, alla raccolta, alle diverse tipologie di cereali, alla loro differente cottura fino al suo consumo in stretta relazione con la natura.

 

Joia di Pietro Leemann; Il Cambio Menù Primaverile

Joia di Pietro Leemann; Il Cambio Menù Primaverile

31 marzo 2018 | ,

Pietro Leemann è lo chef che equivale concisamente all’equilibrio interiore applicato alla cucina, l’energia del cibo diventa sinonimo di amore nei suoi piatti, in una continua ricerca che celebra la filosofia vegetariana e vegana ricca di sapori inediti, sani e soddisfacenti.


Come ad ogni cambio di stagione la comparsa della primavera è portatrice di novità, e il Joia di Pietro Leemann ci reclama la celebrazione del nuovo menù presentato il 29 marzo.

“Il nuovo menù è un connubio di tradizione e innovazione, grandi classici, architettura, colori, forme e consistenze che danno vita a piatti sempre in chiave vegetariana e vegana, che nutrono la mente e lo spirito.

Il menù si sviluppa sempre con tre percorsi di degustazione “La Scoperta, l’Enfasi e lo Zenith”, in abbinamento alle “degustazioni di vini’ sapientemente selezionati dal direttore Antonio di Mora.


Il menù ‘à la Carte’ presenta 4 antipasti alcuni Icon Dish di Pietro Leemann: “ Di non solo Pane vive l’uomo”, un punto di vista culinario singolare della tradizionale panzanella. Verdure croccanti e cuore di cannellini al wasabi è il piatto più autorevole della primavera vale a dire; il “Wild” una danza gioiosa di erbe selvatiche personalmente scelte dallo Chef. Il classico pesto di avocado e i pregiati asparagi bianchi di Federica Baj, in un guazzetto dalle note acide che diventano la colonna portante di questo nuovo menù.

Si continua con la sezione ‘Zuppe’ dove troviamo l’immancabile “Omaggio a Gualtiero Marchesi “Verso quell’orizzonte”, uno speciale gazpacho di piselli servito tiepido.

Scopriamo cosa si cela dietro i piatti, che rimangono sempre proposte sovrane del legame con la tradizionale cucina italiana.‘L’ombelico del mondo’ si veste di primavera rielaborato mantiene sempre una dualità nella cottura del riso, divenendo quindi una sorta di unione tra Oriente e Occidente.



 

 

“ la Rosa che non colsi” sapori arabi della affascinante Marrakesh , uno speciale cous cous fatto in casa.

La tradizione italiana prosegue con una speciale lasagna di grano saraceno nel ‘Paesaggio interiore’ e con i classici ravioli, farciti di sugo alla Napoletana per “Perseveranza”.

La sezione secondi omaggia il “Sol Levante”, con la creazione di uno speciale Tofu al sesamo in un matrimonio perfetto con vedure di stagione al vapore e stimolanti contrasti. “Anima Mundi” è un tortino di patate, lenticchie e ortiche, strati golosi e croccanti con le erbe dell’orto sinergico, il contrasto di due salse colorate all’harissa e arachidi e uno speciale caprino di mandorla.

Nella versione vegetariana troviamo poi altri due piatti iconici“ Sotto una coltre colorata”, dove spicca la nota affumicata, e la “Relazione Privilegiata” in cui tornano protagonisti i pregiati asparagi bianchi di Federica Baj, oltre all’introduzione di spinaci novelli cotti al barbecue in un contrasto di sapori mediterranei.

La carta dei dolci e la selezione di formaggi sono tutti a caglio vegetale e serviti con mostarda di barbabietola, miele di fiori, composta di rabarbaro e il pane delicatamente speziato.

“Gong” nella sua esplosione di sapori, “Cinque Minuti” in cui la nota del cioccolato si sposa con l’acidità del mirtillo e della tartelletta di limone. “Macondo”, un rinnovato pavé di cioccolato e nocciole biodinamiche, accompagnato da salse di mango e di more di gelso, il meraviglioso dolce non dolce “Pomo d’oro” in cui le note acide del pomodoro incontrano uno specialissimo sorbetto al basilico.

Il dolce del rabarbaro, una speciale new entry dedicata ad un altro maestro caro allo Chef Leemann, Angelo Conti Rossini in “Ricordando Angelo”, con uno speciale clafoutis caldo di ciliegie dalle note speziate, con cedro, cannella, gelato di noci e gelato al vin Santo.


La cucina del Joia è il riassunto di una cucina creativa secondo l’alta cucina naturale, cuoco premuroso e passionale, cresciuto con l’amore per la terra e la natura ha avuto due grandi Maestri alle spalle Angelo Conti Rossini e Gualtiero Marchesi. Nel 1996 diventerà il primo ristorante vegetariano gourmet insignito con la prestigiosa stella Michelin, rimanendo l’unico ristorante stellato Veg in Italia.


“Pietro Leemann è uno sguardo sincero verso il sentimento per il cibo”.

 

http://Joia restaurant Pietro Leemann

Via Panfilo castaldi, 18 02 2049244

[email protected] www.joia.it

Daniel Canzian: Atmosfere Nuove Che Profumano Di Gusto

21 febbraio 2018 | ,

 


Daniel Canzian ph. Maurizio Tosto

 

 


Le ore più belle si consumano a tavola, e Daniel Canzian ci regala momenti di pura passione culinaria, la cucina dello chef parla d’amore per la tradizione, curata ai minimi dettagli, senza stravolgere assemblaggi ed equilibri che non siano tipici del territorio.


La purezza in cucina è un viaggio di andata e ritorno in grado di mantenere la tradizione al di sopra di ogni sperimentazione, l’estrazione di una filosofia culinaria coerente col tempo che passa.

Verso la purezza; è una scelta e un percorso che Daniel Canzian ha sempre adottato e amato, chiaramente nasce tutto dalla cucina. La sua visione di candore in cucina.

Il valore primario dello chef è ciò che offre il nostro territorio lontano da tecniche non tramandate dalla nostra cultura, l’armonia per i prodotti italiani lo portano sempre a riabilitare gli stessi, ad esempio gli sciroppati o i sottaceti, in una chiave squisita.



 

 

 

 

Daniel rinvigorisce i suoi ideali in cucina, con un nuovo restyling dello spazio, affidato a delle professioniste scenografe, e un team di sala competente e in grado di offrire un servizio sempre efficiente. Nel loro progetto hanno voluto ricreare uno spazio che riflettesse il mondo di Daniel: materiali naturali, ispirati dall’orto, dal contatto con la terra, che richiamano il sapore di un ricordo e la ricchezza dalla semplicità.


Daniel Canzian – pescatrice in crosta


Il Maître di sala è Giusy Chebeir, che gestisce un servizio energico, efficiente e spontaneo. La carta dei vini si allinea alla filosofia del ristorante, non seleziona nomi blasonati ma etichette di sostanza.

Il diritto di tappo, rimane sempre un valore aggiunto che permette agli ospiti di portare da casa la bottiglia che preferiscono.


Daniel-Brodetto vivace ai frutti di mare

La marcia in più

Canzian si reca personalmente al mercato dove il contatto diretto con i fornitori gli permette di prendere accordi affinché al ristorante entri solo ciò che rispetta i suoi canoni, quindi tutto ciò  deriva da agricoltura non intensiva. Quaranta piccoli fornitori esclusivamente con materie prime locali o dell’area del Mediterraneo.


 
 Il progetto di restyling è stato affidato allo Studio di Set & Interior Design di Francesca Pedrotti e Alice De Bortoli, scenografe professioniste, docenti Naba, responsabili delle scenografie di numerosi e prestigiosi progetti teatrali.

 

Daniel

via Castelfidardo, 7
20121 Milano
T. +39.02.63793837

“La Palta” Isa Mazzocchi

19 febbraio 2018 |

La Palta ( Isa Mazzocchi)


Se vi trovate a Piacenza e non sapete dove mangiare per essere certi di non sbagliare ecco un indirizzo che abbiamo sperimentato, una cucina gourmet di gran classe. Con la sua brigata di cucina Isa Mazzocchi ha creato un menu accattivante, sapori Emiliani dalle tendenze più avanzate, siamo al ristorante “La Palta”, una stella Michelin.


La Palta è a Borgonovo Valtidone nel Piacentino, un ristorante che vanta una storia solida, complice di un’eredità gastronomica da osteria tradizionale, portata avanti con fierezza dai genitori di Isa.

Oggi la vecchia osteria che Isa ha rivoluzionato nel suo ristorante a cambiato indirizzo spostandosi sempre all’interno del suggestivo paesino di Bilegno. I pilastri della professionalità rimangono immutati, l’accoglienza, l’affabilità e il rispetto per questo lavoro li rendono una famiglia, ed è proprio la conduzione familiare che li rende affiatati ed unici. Scopriamolo.

La filosofia di Isa Mazzocchi si traduce in una grande semplicità, poche regole che le permettono di creare una cucina leggera con sapidità delicata, pochi ingredienti capaci di stuzzicare il palato favorendo uno stile di gusto familiare.



 

Le stagioni e il territorio favoriscono ottime materie prime da utilizzare, Isa Mazzocchi ha una grande capacità di associare il suo lato artistico direttamente sul piatto, forme geometriche, colori allegri, consistenze che affascinano. Il suo mantra è: “Se l’imperfezione è la massima espressione dell’arte allora la cucina, con la sua caducità e l’intensità dei suoi sapori, ne è una delle più alte realizzazioni”.

Tra una portata e l’altra vi sembrerà di essere all’interno di un viaggio alla scoperta di tante sensazioni, tutto è perfetto elegante e senza eccessi, così sentirete tutto il profumo dell’Emilia.


 

Cappelletti al prezzemolo con crema di patate affumicate e caviale


Lasagnetta di rape rosse


 


 

 

 

Qualche curiosità

La chef si distingue nel panorama gastronomico italiano e diventa la protagonista di Cucine D’Italia su Gambero Rosso Channel. Docente esterna e relatrice in vari festival, nel 2011 arriva la Stella Michelin e in The Best Femal Chefs Isa si classifica tra le migliori dieci chef donna del Nord Italia.


 


Conclusioni

Da brava fatina gourmet Isa Mazzocchi ha un occhio di riguardo davvero legato alla tradizione Emiliana, sono piatti belli da vedere, concretezza delle materie prime ben studiati, il vostro palato ricorderà allungo i sapori di Isa, e dopo aver assaggiato le sue proposte non potete che darmi ragione.

 

(Massimo Gelati ha contribuito alla realizzazione di questo articolo)

Ristorante La Palta
29011 Borgonovo Val Tidone (PC)
Località Bilegno, 67
Tel. 0523 862103
Chiuso il lunedì
Sito internet: www.lapalta.it
E-mail: [email protected]

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella cucina del Ristorante Tre Cristi

Nella cucina del Ristorante Tre Cristi

10 gennaio 2018 | ,

I Tre Cristi Restaurant può diventare il vostro punto di riferimento a tavola, a dare sprint alla cucina troviamo il giovane chef Dario Pisani, napoletano di provenienza e nuova punta gourmet del quartiere futurista di Porta Nuova Varesine a Milano.

 


Con Dario Pisani in cucina il gusto ampio della tradizione è sempre a portata di forchetta, ovviamente tutte le portate hanno l’innovazione e la sapienza di uno chef che ha appreso la sua arte dai migliori; 3 anni da Enrico Crippa al Piazza Duomo di Alba, gli ha tramandato la rilevanza del bello in un piatto, Carlo Cracco a Milano, dove ha forgiato la disciplina che comporta lavorare in cucina in sinergia con il resto della brigata, allievo di Gualtiero Marchesi al Teatro alla Scala, ha appreso il sentimento e il rispetto per la materia prima che si riassume in un   piatto.

Materie prime di qualità che si uniscono all’anima dei profumi mediterranei, non passa inosservata l’abilità di rendere i suoi piatti seducenti, l’equilibrio dei sapori si fonde all’estro estetico dando così il risultato caratteristico da portata gourmet.

Non solo piatti creativi nulla è trascurato la pasta fresca e il pane sono rigorosamente fatti in casa non si rinuncia all’animo familiare.

Siamo stati ospiti da Dario Pisani che ha presentato il suo menu stagionale partendo da un amuse-bouche di ottima fattura, Canapè di semola con baccalà mantecato e polvere d’alloro, un sapore delicato e per niente scontato.

Qui vi elenco le varie proposte degustate

Il Risotto affumicato con gamberi e limone candito è uno dei piatti signature di Pisani un omaggio alla sua terra, un piatto dove i sapori del luogo si legano esprimendo in bocca il mare, si sentono i forti legami con la terra, si godono i profumi del limone e dell’affumicatura, il risultato è sincero.


Risotto affumicato con gamberi di Mazara del Vallo e limone candito


La Location è intima ed elegante, l’ambiente confortevole, studiato per valorizzare al meglio i 35 coperti.

Un team ha una singolare peculiarità sono tutti giovanissimi non superando la soglia dei 27 anni, in cucina troviamo; Davide Pisani chef, Simone Rocca sous-chef, Federica Russo restaurant manager e Monica Angeli esperta di vini.


Nella cucina del Ristorante Tre Cristi si lavora moltissimo e Pisani fin da subito ha dimostrato di avere grandi capacità e soprattutto una buona tecnica. Attento, premuroso, i suoi piatti sono in sintonia con determinazione e gusto.

Bravo Pisani.



Via Galileo Galilei, 5, Angolo Via Marco Polo, 20124 Milano MI

Formazione e Stage in Francia nel settore Pasticceria e Gelateria

Formazione e Stage in Francia nel settore Pasticceria e Gelateria

5 gennaio 2018 |

Ti interessa fare uno stage in Francia nel settore della Pasticceria e Gelateria?

PARTECIPA AL PROGETTO VALE: invia la tua candidatua entro il 9 febbraio 2018 
scaricando il bando dal sito www.vale-interreg.net

IL PROGETTO
 

V.A.L.E. – Valore all’esperienza è un progetto transfrontaliero che coinvolge i territori di Torino e di Nizza, storicamente riconosciuti per la loro eccellenza nell’arte della pasticceria e gelateria.L’obiettivo di V.A.L.E. è formare professionisti dell’arte dolciaria capaci di valorizzare il territorio e di avviare attività di impresa, utilizzando i prodotti tipici locali e trasformandoli in prodotti artigianali di qualità.

L’originalità di V.A.L.E. risiede nella definizione di un profilo professionale transfrontaliero e nelle caratteristiche del percorso formativo, che coniuga artigianalità e innovazione imprenditoriale, valorizza l’esperienza personale e si integra con servizi specifici di supporto al lavoro e all’autoimprenditorialità.

L’approccio transfrontaliero agevola la contaminazione positiva tra le eccellenze dei territori, amplia le prospettive occupazionali e favorisce la modernizzazione delle produzioni locali, con ricadute proficue su tutta la filiera e sullo sviluppo delle aree coinvolte.

I partner del progetto sono esperti di formazione e di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare, di creazione di impresa, di orientamento e servizi al lavoro.

 

OBIETTIVI SPECIFICI 

Costruire un profilo professionale transfrontaliero incentrato sulla valorizzazione di prodotti agricoli locali di qualità per progettare un percorso formativo professionalizzante nei settori di produzione dolciaria italo-francese di eccellenza, con il rilascio  di un’attestazione, riconosciuta sui due versanti;

Sviluppare un percorso formativo caratterizzato dall’uso delle nuove tecnologie, dall’apprendimento fondato sull’esperienza, dall’alternanza scuola-lavoro  e da una didattica laboratoriale e sperimentale per la formazione professionalizzante;

Supportare i partecipanti nell’identificare opportunità lavorative, sviluppare competenze di ricerca attiva del lavoro, favorire l’autoimprenditorialità attraverso servizi di informazione e sostegno alla creazione d’impresa

I RISULTATI ATTESI 

  • Messa in rete delle esperienze e promozione delle buone pratiche transnazionali;
  • Organizzazione di attività mirate di comunicazione;
  • Diffusione del progetto, attraverso il coinvolgimento sia di target group specifici, sia di un’ampia rappresentanza di destinatari (es: operatori di aziende, enti pubblici e privati);
  • Creazione di cataloghi delle diverse tipologie di attività produttive e di prodotto sui versanti italiano e francese (filiere della gelateria e della pasticceria);
  • Creazione di un inventario varietale locale della frutta, delle verdure e dei cereali utilizzati/utilizzabili in gelateria e pasticceria;
  • Promozione di strumenti e conoscenze a sostegno del reddito e per valorizzare agricoltori e piccoli artigiani locali; potenziamento delle competenze nell’ambito dell’organizzazione e cooperazione;
  • Creazione di un referenziale di mestiere e di un referenziale di formazione unici;
  • Articolazione di un servizio di individuazione, validazione e certificazione delle competenze del settore;
  • Realizzazione di 6 percorsi formativi innovativi destinati a 90 giovani e adulti, suddivisi tra il versante italiano e il versante francese;
  • Redazione di un documento, riconosciuto sui due versanti, che certifichi le competenze acquisite dai partecipanti;
  • Organizzazione di un servizio di Jobplacement, al fine di offrire ai partecipanti azioni per il rinforzo dell’occupabilità e per l’inserimento lavorativo;
  • Supporto alla creazione di nuove imprese, solide e consapevoli