Le imprese piemontesi della moda naturale ad Agricoltura Milano Festival

agricoltura milano festival cna federmoda Così com’è avvenuto per il cibo, la moda fa parte di quella cultura materiale che si è manifestata nella storia nell’uso e nella lavorazione delle risorse locali. L’interesse crescente dei consumatori per comprendere cosa stia dietro ai prodotti in termini di qualità, impatto ambientale, condizioni di lavoro, giusto rapporto qualità e prezzo, trova riscontro in molte iniziative che nascono dal mondo della ricerca, dalle aziende, dalle istituzioni e dai consumatori.

L’Expo può diventare l’occasione per le aziende della moda “naturale” di comunicare i valori che riflettono il meglio del Made in Italy: una filiera trasparente che garantisca la quali- tà e la sostenibilità dei suoi prodotti, la giusta remunerazione del lavoro, la specificità delle diverse professionalità. Parallelamente al confronto, verrà presentato il lavoro di artisti e stilisti che operano nell’ambito di un nuovo linguaggio per esprimere i concetti propri della moda.

AGRICOLTURA MILANOFESTIVAL
Sabato 4 ottobre 2014 – Ore 17.00
Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi – Corso Monforte, 35 – Milano

Saluto
Silvia Garnero, Assessore alla Moda, Eventi ed Expo della Provincia di Milano

Intervengono:

Anna Detheridge, Connecting Cultures
Paolo Foglia, Responsabile Ricerca & Sviluppo di ICEA – Istituto Certificazione Etica e Ambientale
Marco Ricchetti, Sustainability Lab
Mauro Rossetti, Direttore dell’Associazione Tessile e Salute – Osservatorio nazionale tessile-abbigliamento-pelle-calzature Pier Giorgio Silvestrin, Imprenditore e Vice Presidente CNA Federmoda Nazionale
Mauro Vismara, Titolare della Maeko Tessuti,
Produzioni tessuti con filati naturali

Conclude
Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro e Sviluppo economico del Comune di Milano

Coordina
Marina Bigi, Direttore di TuStyle

Aziende Selezionate aderenti CNA Federmoda Torino

Elena Imberti
Gabriella Deplano
Elisa Giampietro
Lucia Russo
Rossella Calabrò

Marino Marini: un racconto chiamato cucina

Incontro con un autore che non ha perso la nostalgia delle sane fondamenta di un racconto chiamato cucina. 
Spesso sono e le scelte di una vita, che si suggellano nella nostra memoria e che ci raccontano di più di una persona, della stessa conversazione in sé.
La soggettività con cui Marino Marini riempie la sua biblioteca, con i suoi libri,  i manoscritti, le opere pregiate  esprime la sua letizia Migliaia di raccoglitori che contengono l’elenco delle opere collezionate personalmente, meticolosamente, e forse sono uno dei motivi per cui quest’uomo straordinario trova espressione.
E così di anni ne sono passati parecchi, vissuti sul campo, coltivati e arricchiti da grandi idee: per anni dirige Slow Food, di cui ne è curatore, seguendo una costante ricerca sull’archeologia e la storia enogastronomica.
Chef, curatore, educatore delle ragioni più profonde della cucina: un approccio che cattura larghi orizzonti.
Osterie D’Italia è il frutto nero su bianco del nucleo completo del suo altissimo valore, dei luoghi dove vale la pena fermarsi. Marino Marini ne è il padre ideatore, colui che partorì  la più grande lettura sulla cucina familiare del territorio.
Sono entrata nella sua biblioteca in Alma, pensando a quanto è affascinante e contagioso questo luogo, a quanta persuasione e cultura trasmette la sua persona.
Dialoghiamo con un grande collezionista e vero talento poliedrico Marini:
“Osterie d’Italia”, sono sinonimo di civiltà e tradizione dei sapori dell’antichità. Si riscopre il bisogno di capire il legame con la cultura d’origini. In che modo si rapporta, secondo il suo giudizio, la cultura storica culinaria, con le nuove generazioni e con le recenti  mode come quella del “cibo di strada”? 
 
La gente incomincia a capire che quello che non rientra nella nostra cultura, ci va bene fino ad un certo punto, ma poi ci disturba. I giovani oggi cercano altre risposte. Il McDonald’s può essere comodo, ma l’esigenza dell’identità culinaria è diventata un cult. E’ corretto parlare di ritorno all’origini, e della forte affluenza da parte dei giovani, nell’imparare il valore di un codice alimentare, attraverso quello che può essere l’informazione educativa, formativa, gli eventi dedicati. Il Salone del Gusto è pieno di giovani, come sono d’esempio tantissimi altri eventi enogastronomici. L’Osteria, cosi come la tradizione, sono il ponte verso i propri luoghi, sentimenti, la propria terra.
Parliamo di cose importanti: di libri, un vero e proprio valore aggiunto nella sua vita, lei è un collezionista di pezzi preziosi, aggiungerei di viaggi singolari. Qual è il suo rapporto con essi?
Il primo libro che mi ha regalato mio fratello è stato Artusi, grande scrittore e critico gastronomico. Ho sempre fatto la felicità degli editori, “politica, saggi, classici, a un certo punto con la nascita di Slow Food ho sentito l’esigenza di  concretizzare il mio interesse verso argomenti che toccavano la storia e la civiltà del cibo e dell’alimentazione. Il mio rapporto con la lettura, con i libri è riflessione, empatia, confronto, un rapporto fisico, diretto, immediato.
Oltre ad essere un grande lettore, lei vanta la paternità di diversi libri. Come quello di “La Gola”, un’opera che ha vinto il quinto premio Bancarella, aggiudicandosi il più celebre dei risultati. C’è un capitolo a cui lei è più affezionato, a cui ha dedicato una ragione più intrinseca? 

Il capitolo che mi ha  dato più soddisfazioni è stato quello più banale: “il risotto alla Milanese”. Il paragrafo dedicato al  piatto ha identificato l’importanza e l’origine di ogni singolo componente, dalla presenza del riso, allo zafferano ecc… quindi la ricostruzione storica, la nascita, la forma, non è solo la ricetta.
Il sapere è da sempre potere, soprattutto se è unito alla passione. Lei della sua passione ne ha fatto il suo fuoco sacro. C’è una storia, una ricetta, ed un rimpianto, che non l’abbandonano mai? 

Io sono contento di avere scelto questa nobile professione, aver fatto il cuoco mi ha trasmesso la cognizione di amare e scoprire i mille volti di questo mondo. Ho avuto la fortuna, ma anche la volontà di andare oltre alla figura dello chef. I sacrifici non sono mancati, si lavorava tanto, poco spazio ai divertimenti, tanta attenzione nel migliorarsi, questo mi ha portato ad avere delle idee che si proiettavano ad ampliare la cultura culinaria in larga scala.
Il manifesto di Slow food nasce ufficialmente nel dicembre 89, nei tre anni precedenti vigeva  Arcigola, con tanto di iscritti e tesserati. L’incontro con Carlo Petrini, avviene tramite Santo Bertrocchi presidente provinciale dell’Arci del mio paese. Fece il mio nome e Petrini mi offri il ruolo di responsabile di Arcigola a Brescia. Una sera a Parigi, di fronte ad ostriche e Champagne, a spese di Arcigola, leggemmo il Gambero Rosso di cui eravamo soci al 50%: stavano pubblicizzando  l’uscita di una guida dell’osterie. Noi non eravamo d’accordo, a questo punto ci separammo aprendo per conto nostro una casa editrice, e cosi parti l’avventura. Con in mano un taccuino da Peppino Cantarelli, famosa Osteria storica dall’ora, lanciai l’idea nuova: non ci son più l’osterie, stanno scomparendo, vogliamo indagare in ogni regione la presenza di esse? Nacque  la prima edizione con 800 indirizzi e ”Osterie d’Italia” prese vita.
In ultima istanza, comprendiamo in che modo e in quale direzione, la tradizione culinaria sia un elemento culturale. In altre parole Marini ci insegna che il valore evocativo del cibo esprime l’unione tra cultura, storia, riflessioni e la speranza di accrescerle, ereditarle, col più nobile dei sentimenti: l’amore per la cultura d’appartenenza.

Riapre il Ristorante Del Cambio: presente l’eccellenza di Giaveno

L’eccellenza di Giaveno questa sera alla riapertura del Ristorante “Del Cambio” di Torino

Il divanetto di velluto dove Cavour veniva a mangiare la finanziera e l’uovo con il riso è rimasto lo stesso, ma tutto il resto è cambiato nello storico ristorante Del Cambio che stasera, 14 aprile 2014, riapre i battenti a Torino, dopo un anno di chiusura.
Chef Matteo Baronetto
Chef Matteo Baronetto

E la tradizione Piemontese non potrà che fare da maestra, sotto la regia di un nuovo chef Matteo Baronetto (dopo 10 anni in cucina da Cracco). La sua filosofia in cucina, ha una formula precisa, fatta di sperimentazione e spontaneità.

Ma cosa hanno in comune i fratelli Matteo ed Enrico Baronetto (maitre a Londra con Gordon Ramsey) e Davide Ostorero del La Rei-Boscareto Resort, il ristorante del lussuoso Boscareto Resort di Serralunga d’Alba, e Guido Castagna giovane eccellenza del cioccolato piemontese?

Hanno in comune l’origine: sono infatti tutti nati a Giaveno, comune della  Val Sangone della Provincia di Torino.   Saranno tutti presenti a Del Cambio questa sera del 14 aprile 2014 a una cerimonia di apertura che vedrà presente l’eccellenza di Giaveno.

Osvaldo Napoli
Osvaldo Napoli
Daniela Ruffino
Daniela Ruffino

Alla serata, organizzata grazie alla “complicità” dell’On,  Osvaldo Napoli (già sindaco di Giaveno  tra il 1985 e il 2004). parteciperà ovviamente anche l’attuale sindaco di Giaveno Daniela Ruffino, candidata alle elezioni regionali del 25 maggio 2014

 

“Sicuramente un orgoglio per Giaveno – afferma Osvaldo Napoli – ma anche per il Piemonte e per l’Italia avere personaggi di così grande eccellenza, chef, maître, professionisti che tutto il mondo ci invidia”.

“Come Sindaco di Giaveno – afferma Daniela Ruffino –  ma anche come concittadina e piemontese è un orgoglio tutto italiano sapere che le nostre eccellenze portino lo stile e la qualità italiana nel mondo, fatto di duro lavoro, impegno e professionalità .” 

L’obiettivo, dunque, è portare “più Italia in Europa e meno Europa in Italia”.  Visto che di eccellenze, l’Italia ne esporta parecchie, e sono sempre molto apprezzate all’estero.

Ci sarà anche il neo candidato sindaco di Giaveno, l’avvocato Stefano Tizzani (attualmente  assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata con delega alla Sicurezza).

E poi Andrea Tragaioli, attuale Sindaco di Rosta ma nato a Giaveno, ed  Enzo Carrè, presidente dell’associazione no profit “Ariana” che si occupa delle nuove fonti di energia rinnovabile, al risparmio energetico e alla tutela dell’ambiente.

 C’è la sala cavouriana, riportata agli antichi splendori dopo un restauro certosino, la sala più contemporanea, con le installazioni di Michelangelo Pistoletto, e un nuovo cocktail bar.

Artefice della rinascita del Cambio, l’imprenditore torinese Michele Denegri, azionista di maggioranza di Diasorin, la società specializzata in tecnologie medicali.

La vera novità è che il Cambio, da luogo per cene o pranzi impegnativi, si trasforma in uno spazio veramente democratico, dove chiunque potrà permettersi di gustare un piatto di Baronetto. Accanto al menu degustazione che viaggia tra i 120 e i 140 euro, sarà infatti possibile spenderne solo 35/40 per un light lunch o 50/60 per quello che viene definito un «déjeuner à la forchette»

Non male per un locale fondato nel 1757 che conserva ancora la sala storica, con il tavolo di Cavour da cui lo statista veniva informato,  tramite sventolio di fazzoletti, sullo svolgimento dei lavori del primo Parlamento.

Moda sotto la Mole: a settembre 2° edizione di Modissima

foto_lazy.phpAppuntamento al 13 settembre a Torino per la seconda edizione di MODISSIMA, la rassegna dedicata al fashion design torinese curata dall’Associazione Golfart, in collaborazione con MAT – Moda d’Autore Torino, insieme per promuovere i fashion designer piemontesi.

La rinnovata edizione 2013 di MODISSIMA sarà arricchita dal progetto espositivo MODISSIMA feat CONTEMPORARY TURKEY, focus dedicato ai nuovi sviluppi dell’arte contemporanea turca, a cura di Marzia Capannolo.

La settimana della moda torinese prenderà il via il 10 settembre alle ore 11,30 con la conferenza stampa presso il Circolo dei Lettori, e proseguirà l’11 settembre con la presentazione del libro Le leggi della moda-Guida al diritto per il mondo della moda di Silvia Segnalini, docente di Diritto della Moda all’Università La Sapienza di Roma, editato da Skirà; all’incontro seguirà una tavola rotonda moderata dalla Direttrice del Circolo dei Lettori, la Dottoressa Antonella Parigi.

La seconda edizione di MODISSIMA verrà quindi inaugurata il 13 settembre presso i saloni istituzionali di Unimanagement in Via XX Settembre a Torino, dove saranno presentate le creazioni dei principali fashion designer, jewelry designer e creatori di complementi che operano e producono nella nostra città, affiancati da autori emergenti piemontesi ed internazionali. Dallo stesso 13 settembre, gli spazi espositivi di Unimanagement ospiteranno MODISSIMA feat CONTEMPORARY TURKEY, mostra sui linguaggi e sulla nuova ricerca dell’arte contemporanea turca che rimarrà aperta al pubblico fino al 10 ottobre 2013.

Il mondo della moda trasformerà dunque il salotto di Torino in una passerella per le grandi firme,  uno showroom per riunire le produzioni di fashion designer torinesi che presenteranno i loro lavori, perfetta combinazione di moda e arte, che rappresentano lo stile e l’anima delle loro collezioni.

Un inno quindi alla professionalità e al savoir faire sartoriale del “made in Piemonte”.

Esporranno all’interno delle sale di Unimanagement, Via XX Settembre 29 a Torino, ventisette eccellenze della moda piemontese: GIAMPIERO CAPITANI, MANUELA GOMEZ, MAQ.BELL BIJOUX, PATRIZIA CATTANA, GIUNONE COUTURE, WALTER DANG, EMILYEMME, SEL-DI’, OMBRADI FOGLIA, NINFEE ACCESSORI, MOIST AND TURCHETTI, SERENA POLETTO GHELLA, BORN IN BERLIN, ANTONINO SALEMI GARIGLIANO, GAIA AUDINO, HANSEL & GRETEL, ORFANE TRENTA – PENSIERO RUMOROSO, MNMUR, CALZOLAIO CARLO ALBERTO, MINIMAL TO, JAMAIS SANS TOI, PIETRAQUADRA STONE JEWELS, HOLY CRAP, STRUCTURE, MATTIA CASTELLANI, TRAKATAN, AGGUATO D’AMORE.

Per maggiori informazioni: http://www.golf-art.org/eventi.php?id=9

MiArtFashion porta la moda artigiana “slow fashion” a Milano

 

MiartFashion apre i battenti dal 21 al 23 giugno presso lo spazio Bossi Clerici di via Bossi 3, a due passi dal Teatro alla Scala e dal Quadrilatero della Moda di Milano, la prima vetrina internazionale di «slow fashion» artigiana.
Organizzato da CNA Milano in collaborazione con CNA Federmoda e patrocinato da Regione Lombardia e dal Comune di Milano, lo showcase si inserisce nella settimana della moda-uomo durante Milano Moda Main.
Il progetto punta alle aperture degli showroom  per le vendite delle Main Collection Primavera/Estate 2014 e del pronto Autunno/Inverno Uomo, Donna e Bambino, unificando dunque nel medesimo calendario Milano Moda Pre-collezioni e Milano Moda Showroom.
Presenti le aziende tutelate dal marchio slow fashion: un marchio di garanzia “100% Italia” che contraddistingue i esclusivamente i prodotti moda (abiti, accessori) disegnati e prodotti interamente in Italia partendo da materie prime trasformate in Italia.
CNA Torino è garante della certificazione volontaria di filiera delle imprese associate a CNA Federmoda.

“LIKE US”: a natural aperitif Country Chic Style

 

Se proprio trovi insopportabile che il  temporale, previsto a Torino questa sera, ti rovini la serata, ti consigliamo di prenotare uno degli ultimi posti riservati all’evento esclusivo per la nascita di “Like Us“, icona di eventi esclusivi, per un appuntamento straordinario che esprime al meglio il Country Chic.

Il Natural Aperitif ha due anime, lo stile urban & cool e la filosofia eco & green si sposano alla perfezione nel contesto elegante, sofisticato e assolutamente natural del Giardino delle Meraviglie del Lingotto.

Vorresti provare l’emozione di un Private Party dal mood unico in un’oasi di natura in centro città, un’esplosione di colori e profumi tutti da scoprire?



Apericena tutto offerto – dj Richi Sacco
Domenica 9 giugno
Parco botanico – Nh Lingotto “il giardino delle meraviglie”
Via Nizza 230
dalle ore 19
Ingresso gratuito
L’ingresso all’evento è strettamente riservato a 400 accreditati*

Parcheggio: ingresso da Via Nizza 230

* NB: questo numero può non rispecchiare la disponibilità ed i partecipanti effettivi.

– See more at: http://10xprince.com/my/invite/127/22#sthash.AR8dTELL.dpuf

DUE NUOVI RISTORANTI 3 STELLE NELLA GUIDA MICHELIN ITALIA 2024

DUE NUOVI RISTORANTI 3 STELLE NELLA GUIDA MICHELIN ITALIA 2024
  • Con Atelier Moessmer Norbert Niederkofler e il ristorante Quattro Passi, salgono a 13 i ristoranti tre Stelle MICHELIN in Italia;
  • 5 i nuovi due Stelle e 26 le nuove una Stella MICHELIN che delineano un nuovo firmamento composto da 395 stelle distribuite in tutta la penisola
  • 13 nuovi ristoranti hanno ricevuto la Stella Verde MICHELIN
  • La selezione 2024 comprende un totale di 1986 ristoranti
#GUIDAMICHELINIT #MICHELINSTAR24

La 69^ edizione delle Guida MICHELIN è stata svelata alle porte della Franciacorta nel corso di una cerimonia eccezionale presentata da Federica Fontana alla quale hanno partecipato oltre 500 invitati tra i quali ristoratori, professionisti e studenti provenienti da tutta Italia.

La selezione di ristoranti 2024 della Guida MICHELIN Italia celebra una gastronomia italiana ricchissima, piena di vitalità, promossa da molti giovani talenti e una ristorazione impegnata e sostenibile radicata in tutta la penisola.

Si tratta dell’edizione dei record: la Guida MICHELIN Italia fa il bis di novità tre Stelle MICHELIN, celebra cinque nuovi ristoranti due Stelle MICHELIN, dei quali due ricevono la doppia Stella in un solo colpo, e si arricchisce di 26 ristoranti con una Stella MICHELIN In totale, la selezione di ristoranti della Guida MICHELIN Italia 2024 comprende 395 ristoranti Stellati.

Quest’anno gli ispettori hanno assegnato 33 nuove Stelle MICHELIN, tra le quali spiccano due nuovi tre Stelle che entrano nel Olimpo della gastronomia mondiale: i ristoranti Quattro Passi e Atelier Moessmer.” ha commentato Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale delle Guide MICHELIN, “La selezione 2024 della Guida MICHELIN Italia racchiude 395 ristoranti stellati, un nuovo record per la penisola, che sottolinea quanto la tradizione della cucina italiana e l’innovazione siano un connubio perfetto per esperienze culinarie eccezionali, ricche di emozioni, storia e convivialità”.

2 RISTORANTI RICEVONO LE PRESTIGIOSE 3 STELLE MICHELIN

Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, Brunico, (BZ).

Nella nuova sede ospitata all’interno di una villa storica restaurata, lo chef Niederkofler rimane coerente al suo mantra di “cook the mountain”, una formula per la quale in tavola finiscono solo i migliori ingredienti delle montagne e delle valli circostanti, direttamente dai produttori e dagli agricoltori che rispettano i loro cicli naturali per preservarne i sapori e gli elementi nutrienti. Un piatto che ha colpito gli ispettori, perché in grado di tradurre questa filosofia con sorprendente forza al palato, è il risotto con robiola, tuorlo d’uovo grattugiato e il crescione. Un piatto aromatico, intenso, pungente quasi a ricordare la parte aromatica del rafano ma senza l’eccessiva spinta piccante, piacevolmente equilibrato: una ricetta geniale.

Quattro Passi, Nerano, Napoli, (NA).

Tornano a splendere le tre Stelle MICHELIN anche in Campania, a Nerano, dove la penisola sorrentina si assottiglia puntando verso Capri, trovando il tempo di rallentare la corsa per creare una delle baie più romantiche della costa. In quest’angolo di paradiso il Quattro Passi aprì 40 anni fa: la conquista delle due stelle fu opera dello chef Tonino Mellino che da qualche anno ha ceduto il timone al giovane figlio Fabrizio, che ha compiuto l’ultimo passo per entrare nell’olimpo della ristorazione mondiale. Il suo tocco ha elevato la cucina campana e mediterranea a livelli di sorprendente raffinatezza, stile e sensibilità. Tra i piatti che hanno colpito gli ispettori le linguine alla Nerano, fusillone ai ricci di mare, l’agnello Laticauda e la pasticceria salata: si passa dalla tradizione alla modernità senza mai perdere la via del puro gusto attraverso il rispetto degli ingredienti e la perfezione delle cotture.

Oltre alle due new entry nella famiglia dei 3 Stelle MICHELIN, i Ristoranti che “valgono il viaggio” in Italia e confermano le 3 Stelle, sono:

Villa Crespi Orta San Giulio (NO), Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Uliassi a Senigallia (AN) ed Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.

5 NUOVI RISTORANTI 2 STELLE MICHELIN NELLA GUIDA ITALIA 2024

La cerimonia, presentata da Federica Fontana e trasmessa in live streaming, è stata un susseguirsi di emozioni: 33 nuove Stelle in totale che hanno interessato 12 regioni delle quali 5 new entry nella categoria dei due Stelle MICHELIN, ovvero i ristoranti che valgono la deviazione due dei quali ricevono il riconoscimento doppio d’emblèe in questa edizione:

Verso, chef Mario e Remo Capitaneo, Milano (MI)

Dal nulla a 2 Stelle! Quando si dice che Milano è la città della velocità e del tutto e subito… Ma se il ristorante è nuovo, non lo è il talento dei fratelli Capitaneo che hanno maturato una lunga esperienza in blasonatissime maison, che ora possono esprimere e liberare nel loro ristorante. Una cucina inclusiva, aperta che accoglie al suo interno la sala e che propone piatti che per gli ispettori della Guida sono stati un formidabile exploit. Tra questi l’animella, ricci di mare, salsa bernese al caffè e acetosella, un piatto che lo chef rifinisce e spiega in sala con dovizia di particolari tecnici. Ha sorpreso l’equilibrio tra caffè ed i ricci: impensabile alla lettura, indescrivibile al palato.

La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti, Serralunga d’Alba (CN)

Il nuovo ristorante ospitato all’interno dell’albergo Il Boscareto riceve a pochi mesi dall’apertura 2 Stelle, grazie alla brigata capitanata dallo chef Michelangelo Mammoliti. Nello straordinario giacimento gastronomico e paesaggistico delle Langhe, Mammoliti riprende il suo personale viaggio attraverso la cucina dei ricordi, con l’amatissimo mondo vegetale come straordinario alleato e diversi spunti di esperienze più esotiche. Un piatto che ha sorpreso gli Ispettori è la parmigiana di agnello: creativo e delizioso, perfetto grazie al jus sapido ed aromatico.

Andrea Aprea, chef Andrea Aprea, Milano (MI)

Lo chef, campano d’origine e milanese d’adozione, già bi-stellato al ristorante Vun, riversa tutto il suo talento e la sua esperienza nell’omonimo ristorante meneghino nel quale propone piatti moderni, da sapori netti e decisi, privi di compromessi. Un suo classico? Il tortello di ricotta di bufala con ristretto di ragout napoletano: una esplosione di sapori.

George Restaurant, chef Domenico Candela, Napoli (NA)

Roof-garden del Grand Hotel Parker’s, da qui la vista domina Napoli e il suo Golfo come in una cartolina. Ma è il talento di Domenico Candela a rubare presto la scena: forte delle sue origini campane e delle esperienze francesi, il cuoco sposa queste due straordinarie scuole gastronomiche in creazioni contaminate, come il Soufflé alla nocciola, frutto della passione, gelato al caramello, dessert d’ispirazione francese con la nocciola a rappresentare il Belpaese.

Piazzetta Milù, chef Maicol Izzo, Castellammare di Stabia (NA)

Nella più autentica tradizione familiare, Piazzetta Milù è passata dalle mani dei genitori a quelle dei figli, dalla pizzeria all’attuale ristorante gourmet. Tre fratelli, due in sala, Valerio ed Emanuele e Maicol in cucina. Quest’ultimo un vero talento, audace nell’inseguire il suo sogno di una cucina personale che si snoda lungo un menu degustazione a sorpresa, dove trovare la Campania, ingredienti d’altrove e molta creatività. Una nota originale dello chef è quella di proporre un viaggio gastronomico che ruota intorno ad un ingrediente, giocando su accostamenti e tecniche di cottura che esaltano il gusto, come è capitato agli ispettori con il peperone nel menù estivo presentato dapprima come uno speck, glassato, e con la banana, per una tarte tatin memorabile. Queste caratteristiche sono state determinanti anche per l’assegnazione di un ulteriore riconoscimento: MICHELIN Special Award Young Chef 2024, offerta da Lavazza.

26 NUOVI RISTORANTI RICEVONO UNA STELLA MICHELIN

Nella Guida MICHELIN Italia 2024 sono 26 le novità una Stella MICHELIN. Tra queste, l’assegnazione della Stella al Bluh Furore, ristorante in Costiera Amalfitana, affidata ad Enrico Bartolini che ne ha definito la linea gastronomica, interpretata dallo chef Vincenzo Russo, classe 1995 che ha lavorato nella cucina di Antonino Cannavaciuolo. Da segnalare, l’assegnazione di tre nuove Stelle MICHELIN a ristoranti guidati da chef donna: Casa Mazzucchelli (Aurora Mazzucchelli) che riconquista la Stella MICHELIN, Ada (Ada Stifani) a Perugia e Wood (Amanda Eriksson) alle pendici del monte Cervino.

LE STATISTICHE DELLA GUIDA MICHELIN ITALIA 2024

  • REGIONI

La regione con le novità Stellate più importanti è la Campania, con 1 tre Stelle, 2 due Stelle e 3 una Stella MICHELIN, 6 ristoranti in totale. Prima per dinamismo la Lombardia con 7 novità (2 due Stelle, 5 una Stella), mentre al terzo posto troviamo la Toscana con 4 novità una Stella MICHELIN.

Nella classifica delle Stelle MICHELIN per regioni, la Lombardia mantiene la leadership con 60 ristoranti (3 tre Stelle, 6 due Stelle, 51 una Stella), la Campania si conferma al secondo posto con 51 ristoranti, (1 tre Stelle, 8 due Stelle, 42 una Stella), mentre sul terzo gradino del podio troviamo la Toscana con 41 ristoranti (1 tre Stelle,5 due Stelle,35 una Stella). Scivola in quarta posizione il Piemonte con 40 ristoranti (2 tre Stelle,4 due Stelle,34 una Stella), mentre conferma il quinto posto il Veneto con 32 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 4 due Stelle, 27 una Stella).

  • PROVINCE

Nella classifica delle province tra le Top 5 troviamo due città campane : Napoli che si conferma al vertice con 29 ristoranti (1 tre Stelle, 7 due Stelle, 21 una Stella) e per la prima volta Salerno, in quarta posizione con 18 ristoranti (2 due Stelle, 16 una Stella), preceduta da Bolzano che conquista la seconda posizione con 21 ristoranti (1 tre Stelle, 3 due Stelle, 17 una Stella) e Milano che con 19 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 4 due Stelle, 14 una Stella) scivola in terza posizione.
La capitale, Roma, è al quinto posto con 17 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 3 due Stelle, 13 una Stella).

  • BIB GOURMAND

Nella classifica dei Bib Gourmand per regioni, l’Emilia-Romagna si conferma al primo posto con 34 ristoranti. Alle sue spalle la Lombardia (29 ristoranti), seguita dal Piemonte (28 ristoranti) e dalla Toscana (26 Bib Gourmand). Al quinto posto il Veneto con 20.

Il panorama della Guida MICHELIN Italia 2024:

3 13 ristoranti (2 novità)
2 40 ristoranti (5 novità)
1 342 ristoranti (26 novità)
green 58 ristoranti (13 novità)
bib 257 ristoranti (29 novità)
1334 ristoranti (151 novità)

Per un totale di 1986 ristoranti nella selezione 2024.

La selezione Italia 2024 della Guida MICHELIN sarà disponibile gratuitamente sull’app e il sito web dalle ore 20.00 del 14 Novembre. L’edizione cartacea sarà disponile nelle migliori librerie a partire dal 12 di dicembre.

 

Il made in Italy indipendente seduce la Repubblica Ceca

 

I LOVE IT PRAHA 2013
Circolo dei Lettori di Torino
Si è svolta ieri, al Circolo dei lettori di Torino, la conferenza stampa internazionale del progetto “I Love IT – Praha 2013“, la mostra-evento della Città di Torino che dal 2 al 5 ottobre 2013 farà tappa proprio nella capitale ceca, sostenuto dalla Camera di Commercio di Torino e da quella italo-ceca.

 

L’Italia è da sempre, nel mondo, sinonimo di stile, creatività, buon gusto. L’Italia è però, soprattutto, terra di lavoratori autonomi e piccole imprese (se ne contano quasi 6.5 milioni, iscritte alle locali Camere di commercio) e il 98% delle imprese italiane ha meno di 20 dipendenti.