Start Cup 2008: i vincitori

Sul podio della Start Cup 2008 progetti per nuovi materiali, schermatura dei campi magnetici ed un sistema innovativo per misurare l’umidità di materiali e del suolo. I vincitori in gara per la finale nazionale di Milano

Primo classificato – 20.000 euro:  EPoS s.r.l. ha messo a punto un nuovo processo di produzione – sviluppato da un Dottore di Ricerca   in Ingegneria Metallurgica del Politecnico di Torino – che consente di ottenere materiali metastabili  con caratteristiche chimico-fisiche superiori a quelle attualmente presenti sul mercato e con  una drastica riduzione di tempi e costi del processo produttivo. I rilievi tecnici sui prototipi e i dati di  produttività dimostrano come questa tecnologia permetta un reale salto tecnologico nel campo dei  materiali sinterizzati (il processo di sinterizzazione consiste nel compattare e trasformare materiali ridotti in polveri in un composto indivisibile), compositi che hanno applicazione in numerosi ambiti  industriali: dall’automotive agli elettrodomestici, dall’aerospaziale agli utensili per la  lavorazione delle pietre e per l’asportazione di truciolo.   * inoltre Piemontech, il Fondo di Capitale di Rischio per le imprese piemontesi, si impegna ad investire 50.000 euro nell’impresa che trae origine dal business plan primo classificato.

Secondo classificato – 15.000 euro:  NoField ha sviluppato e brevettato un sistema per la schermatura dei campi magnetici a  bassa frequenza prodotti da linee elettriche in cavo interrato, cabine di trasformazione e  macchinari elettrici. L’innovazione, nata nel Dipartimento di Ingegneria Elettrica del Politecnico di Torino,  risiede nell’uso di un nucleo magnetico opportunamente dimensionato ed assicura performance  maggiori rispetto ai sistemi tradizionali con costi notevolmente inferiori. Il sistema NoField  rientra nella famiglia degli schermi passivi, che prendono cioè l’energia per funzionare direttamente  dalla sorgente che genera il campo da mitigare.

Terzo classificato – 10.000 euro:  HYDROwide, start up nata dal gruppo di ricerca del dipartimento di Idraulica Agraria dell’Università di  Torino, ha sviluppato e sta brevettando due sistemi innovativi ed economici che non richiedono  personale altamente specializzato. HYPER fornisce i parametri idraulici del suolo in pochi minuti:  ha un mercato ampissimo nell’ambito della gestione delle risorse idriche e dei rischi naturali  (autorità di gestione dell’acqua, progettazione e costruzione di strade o discariche, compagnie  assicurative). LOOSEMAT rileva invece umidità e porosità di materiali sfusi, con applicazioni nel  settore agroalimentare (per verificare lo stato di conservazione di frutta secca e mais ad esempio),  energetico (per misurare il contenuto idrico di combustibili come lo sminuzzato di legno e il pellet) ed  infine nei materiali per l’edilizia (pomice, argilla espansa, ghiaia e sabbia).

I tre vincitori partecipano al Premio Nazionale per l’Innovazione. La coppa dei campioni dei progetti  di impresa nati in ambito universitario si terrà a Milano il 27 Novembre e vedrà in gara i vincitori  di 17 competizioni locali. In palio il primo premio da 60.000 euro offerto da Vodafone Italia,  partner strategico dell’iniziativa; 30.000 per il secondo e 20.000 per il terzo classificato.

Partecipano inoltre alla finale nazionale altri due progetti selezionati tra quelli in gara per
Start Cup Torino Piemonte:  AQVATECH: sistema non invasivo per monitorare le performance degli atleti durante la fase di  allenamento, attualmente in fase di brevettazione. Il progetto MONITOR per RADIOTERAPIA AVANZATA: rivelatore per il controllo della dose di  radiazione somministrata al paziente durante un trattamento di radioterapia avanzata. Il progetto,  sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica Sperimentale dell’Università di Torino e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha vinto anche il Premio ICT.

Business Plan pervenuti per l’edizione 2008 a Start Cup 2008 divisi per settori merceologici
Ict 29%, Servizi 15%, Elettrotecnica – elettronica 13%, Meccanica- automotive 9%, Energia 7%,  Architettura – design 7%,  Bioingegneria – medicina 6%, Materiali- chimica 5%, Turismo 5%, Biotech 2%,  Altro  2%

Premiazione quarta edizione Start Cup

Martedì 21 Ottobre alle ore 10 nell’Aula Magna dell’Università di Torino in Via Verdi 8 si svolgerà la premiazione della quarta Start Cup

Sono 55 gli aspiranti team imprenditoriali che hanno risposto alla sfida “Per un pugno di idee” lanciata per la quarta edizione di Start Cup, la competizione regionale per progetti di impresa innovativi. In palio 20mila euro per il primo classificato, 15mila per il secondo e 10mila per il terzo.

Promossa dai tre Atenei piemontesi ed organizzata dalle rispettive strutture di incubazione di impresa, Start Cup è rivolta a ricercatori e dottorandi che possono così trasformare i ritrovati della ricerca accademica in progetti imprenditoriali innovativi. Ma la sfida è aperta anche al di fuori dell’università: riguarda infatti inventori o imprese che intendano avviare uno spin off.

La rigida selezione – basata sulla validità tecnologica ed imprenditoriale – garantisce la qualità dei progetti di impresa vincitori, gli incubatori universitari che le ospiteranno garantiscono invece alle neo-imprese servizi e tutoraggio necessari per crescere e decollare sul mercato nazionale ed internazionale.

I tre vincitori partecipano al Premio Nazionale per l’Innovazione. La coppa dei campioni dei progetti di impresa nati in ambito universitario si terrà a Milano il 27 Novembre: in gara i progetti vincitori di 17 competizioni regionali. In palio il primo premio da 60.000 euro – offerto da Vodafone Italia, partner strategico dell’iniziativa.

Verranno consegnati inoltre i premi speciali e i contributi da 7.500 euro offerti dagli sponsor

MondoBit 2008

Intrattenimento, comunicazione ed energia sono i grandi temi di questa nona edizione. La locandina propone tre incursioni in tecnologie di punta che toccano il futuro di tutti noi e nascono dal fertile territorio di una Torino che investe in ricerca e innovazione. Saranno anche tre viaggi, nel senso letterale o nel senso metaforico.

Si incomincia con un viaggio nel rivoluzionario moltiplicarsi delle tv e delle informazioni sulla rete di Internet: la crescita dei mezzi di comunicazione è così vertiginosa da porre affascinanti interrogativi sulle opportunità da cogliere.
Nel secondo appuntamento il viaggio diventa concreto. Si parlerà di auto, informatica e telecomunicazioni, tre filoni della più solida tradizione industriale torinese.
Ma la tradizione è solo un punto di partenza: scopriremo un software che apre possibilità fino a ieri impensabili.
L’ultima serata sarà un viaggio nelle energie alternative, dall’idrogeno – promessa che sta già trasformandosi in business – alla forza eternamente rinnovabile del vento sfruttata in un modo nuovo, fantasioso, avveniristico. Una risposta, si spera, al devastante aumento del prezzo del petrolio.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero alle ore 18,30 presso la Sala Conferenze Galleria d’Arte Moderna c.so Galileo Ferraris, 30 Torino

6 ottobre 2008: Viaggio nelle mille televisioni, Il moltiplicarsi dei canali: dal digitale terrestre alla web tv
con Juan Carlos De Martin (Dipartimento di Automatica-Informatica del Politecnico di Torino) e Bruno Gambarotta (giornalista e scrittore)

13 ottobre 2008: Viaggio al volante di un computer, Lo sapevate? L’auto del futuro è già qui, con Paola Carrea (Direttore Telematics Consumer Electronics Magneti Marelli Sistemi Elettronici SpA) Raffaele Menolascino (Direttore Microsoft Innovation Center)

20 ottobre 2008: Viaggio a cavallo delle nuove fonti di energia,  Idrogeno e vento: un business nascente e l’avventura degli aquiloni,  con Adriano Marconetto (Chief Executive Officer Electro Power Systems SpA) e Mario Milanese (Dipartimento di Automatica–Informatica del Politecnico di Torino)

Torino verso un wi-fi pubblico

Via Vittorio Pasteris e Via Blog Webnews

Il WiFi pubblico nella città di Torino potrebbe diventare presto realtà. Espletate le ultime formalità burocratiche nel corso delle prossime settimane, il progetto per fornire connettività wireless in numerose aree del capoluogo piemontese dovrebbe passare alla fase operativa. La percezione di essere ormai vicini alla realizzazione dell’iniziativa avviata dalla città circa due anni fa è ormai forte e supportata dalle segnalazioni di alcuni torinesi, che hanno notato la comparsa dei primi hotspot in talune aree del centro di Torino.

La gestazione dell’iniziativa non è stata semplice e il progetto ha richiesto un paio di anni per essere realizzato. Nel corso del mese di maggio del 2006 il Comune aveva approvato un piano di massima per coprire alcune aree della città con una connessione a banda larga senza fili. Nelle centrali via Po e via Garibaldi erano stati installati alcuni punti di accesso sperimentali nell’ambito di un primo progetto denominato “Web Cafè” che riscosse un discreto successo tra i torinesi, non aumentando sostanzialmente le possibilità di connessione alla Rete in mobilità.

A distanza di due anni dalle prime sperimentazioni, il Comune sembra essere ora pronto per l’implementazione di un network di access point lungo alcune delle arterie principali di Torino. La realizzazione tecnica e la messa in opera dell’infrastruttura è stata affidata alla società AEMnet, parte del Gruppo Iride Spa, che sta implementando una piattaforma di rete a banda larga per le telecomunicazioni nel capoluogo piemontese. Stando alle prime informazioni, gentilmente fornite dal Comune di Torino, al momento AEMnet ha già realizzato e reso operativi 15 hotspot in varie aree della città per valutare reattività ed efficienza del sistema. La rete è al momento chiusa in attesa degli ultimi test e dell’affidamento del servizio a un concessionario.
Access point – Piazza Carlo Felice

Quando il WiFi pubblico sarà definitivamente operativo, ogni utente avrà la possibilità di accedere a tutti i portali turistici e della pubblica amministrazione di Torino gratuitamente e senza limiti. Ciò consentirà ai cittadini del capoluogo piemontese di consultare documenti, delibere, informarsi sugli ultimi bandi comunali o richiedere certificati, mentre permetterà ai turisti di ricevere informazioni su come muoversi in città e che cosa vedere durante il proprio soggiorno. L’accesso al resto di Internet sarà, invece, a pagamento e gestito da un concessionario privato, che dovrà attenersi alle regole concordate con il Comune per l’attivazione e la gestione delle tariffe per la connessione. I titolari della “identità digitale della Città”, prevista dal progetto di e-gov Torinofacile, potranno usufruire di uno sconto per connettersi alla rete pubblica WiFi.

Grazie alle soluzioni di “cross autenticazione” sviluppate da AEMnet e dalle società partner del progetto, gli utenti delle reti locali WiFi di pubblica utilità avranno la possibilità di collegarsi al network implementato per la città di Torino. Gli studenti dell’Università degli Studi, per esempio, potranno sfruttare gli account forniti dall’ateneo per le connessioni nei campus e nelle strutture universitarie anche nelle aree cittadine in cui sarà avviato il WiFi pubblico, semplificando ulteriormente le possibilità di fruizione della nuova rete. Stando alle prime informazioni, un progetto analogo interesserà anche il Politecnico di Torino e il suo network wireless. La filosofia di una rete aperta e polifunzionale proposta da AEMnet consentirà ad altre istituzioni e imprese di unirsi al progetto anche in corso d’opera, espandendo così il WiFi pubblico in città senza eccessivi oneri per il Comune.

Nonostante le quindici aree già individuate abbiano passato il collaudo, il sistema per la connettività wireless dovrà attendere ancora alcune settimane prima di diventare operativo e aperto agli utenti. In questi giorni, infatti, l’ufficio legale della città di Torino sta rifinendo il capitolato necessario per l’identificazione di un concessionario per la rete WiFi cittadina. Il documento dovrebbe essere pronto nel corso delle prossime settimane. Assegnata la concessione, Torino potrebbe diventare uno dei primi grandi centri urbani italiani dotati di connettività wireless pubblica.

Verso il copyright 2.0

Il Forum Innovazione del PD Piemontese organizza un dibattito sulle prospettive del diritto d’autore nell’era delle reti e della digitalizzazione dei contenuti multimediali: “Verso il copyright 2.0: reti e nuove forme di condivisione dei sapere”. Un confronto tra la politica e i maggiori esperti del settore che spazierà dalle nuove licenze per musica, immagini e testi, al software libero, dalla tutela dei diritti digitali di ciascuno all’esplodere di nuove fomre di condivisione di ogni sorta di contenuto autoprodotto.
L’incontro fa parte della Festa Democratica presso lo Sporting Dora di Corso Umbria, 83 e si svolgerà il
13 settembre alle ore 15.00
Introduce: Piera Levi Montalcini Coordinatore Forum “Innovazione e Nuove Tecnologie” del PD-Piemonte
Parteciperanno

  • Andrea Bairati: Assessore università, ricerca, politiche per l’innovazione e l’internazionalizzazione, telecomunicazioni, e-government, industria ed energia della Regione Piemonte
  • Alessandra Speranza Assessore personale, patrimonio, provveditorato e sistema informativo della Provincia di Torino Vincenzo Vita Senatore PD
  • Juan Carlos De Martin Docente di ingegneria dell’informazione al Politecnico di Torino, responsabile di Creative Commons per  l’Italia, coordinatore del progetto europeo COMMUNIA sul pubblico dominio digitale, co-direttore di NEXA, il Centro di Ricerca su Internet e Societa’ del Politecnico di Torino.
  • Angelo Raffaele Meo Presidente della “Commissione per il software  a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione”
  • Marco Ricolfi Docente di diritto industriale all’Università di Torino, coordinatore giuridico del gruppo di lavoro Creative Commons Italia, direttore del Master WIPO-UNITO sulla proprietà intellettuale, co-direttore di NEXA, il Centro di Ricerca su  Internet e Società del Politecnico di Torino

Modera Antonello Ghisaura Relatore Forum “Innovazione e Nuove Tecnologie” del PD-Piemonte

Cacciatori di cervelli

Maurizio Tropeano sulla Stampa

Adalgisa Caccone ha lasciato il dipartimento di Ecologia e biologia evolutiva per venire ad insegnare per sei mesi all’Università di Torino. E come lei sono arrivati Regina Demina dalla Rochester University; Mishra Subhash dal dipartimento energetica dell’Indian Institute of Technology Guwahati; James Barber, docente all’Imperial College London. In tutto sono stati attivati 18 contratti per quelli che vengono definiti «visiting professor», cioè capi di un progetto di ricerca. Sono arrivati perché attratti da una borsa di studio pagata dalla Regione e dall’Ateneo e dal Politecnico di Torino, dall’Università del Piemonte Orientale e da quelle di Scienze gastronomiche.

I fondi sono stati messi a disposizione all’interno di un accordo sottoscritto un’anno fa dalle quattro Istituzioni che punta al potenziamento della ricerca e dell’alta formazione. In poche parole si mettono in campo risorse economiche e di accoglienza – la Regione sborsa 5,8 milioni, una quota analoga l’hanno messa a disposizione le tre Università e il Politecnico – che attrarre «cervelli» di fama internazionale e per evitare la fuga dei giovani ricercatori.

L’accordo Regione/Università/Politecnico identifica infatti quattro linee d’azione. Le prime due sono rivolte agli studiosi italiani e puntano al contenimento della fuga di cervelli o ad iniziative per agevolare il rientro in patria di ricercatori italiani che lavorano in centri di studio europei o extraeuropei. Le altre due azioni puntano a rafforzare la capacità delle facoltà piemontesi di attrarre talenti, giovani o già affermati. Ad un anno dalla firma dell’intesa arriva la prima verifica. I fondi messi a disposizione dalla Regione e dal sistema universitario piemontese hanno permesso di staccare 335 assegni da 22 mila euro ciascuno per evitare il trasferimento all’estero di promettenti studiosi. Altri, una trentina sono stati convinti a rientrare in Italia grazie allo stesso sistema: un borsa di studio di 30 mila euro. E poi hanno scelto di venire ad insegnare le loro esperienze in centri universitari del Piemonte 45 ricercatori stranieri.

Andrea Bairati, assessore regionale all’Innovazione, è soddisfatto perché «in collaborazione con le Università e il Politecnico abbiamo costruito una rete che ha permesso non solo di raddoppiare gli assegni per i giovani su base regionali ma di attrarre anche ricercatori e docenti dall’estero». Aggiunge: «L’accordo di programma ha permesso di aumentato il numero di ricercatori operanti sul nostro territorio». Questa capacità di trattenere e attrarre cervelli è stata riconosciuta a livello nazionale e ha «contribuito a far assegnare a Torino il primo posto della classifica degli Atenei statali italiani».

Il problema, adesso, è come stabilizzare questo «risultato sicuramente positivo», prosegue l’assessore. Da questo punto di vista la Regione proporrà ai partners universitari di «potenziare la parte legata all’arrivo di visiting professor allargandola anche ai loro gruppi di ricerca. L’obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare in Piemonte un programma di ricerca specifico». Parole che confermano la volontà della Regione di continuare a co-finanziare questo accordo di programma perché «vogliamo proseguire quelle iniziative che fanno del Piemonte una terra di frontiera nel campo dell’innovazione».

La GMove Run 2008

La GMove Run è una gara podistica riservata a squadre aziendali che ha debuttato con  successo a Torino lo scorso autunno, quando risposero al nostro invito circa 1500 sportivi in  rappresentanza di ben 64 squadre aziendali.

L’edizione GMove Run 2008 si avvale nuovamente dell’organizzazione del CUS Torino ed è  sostenuta da Politecnico di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino,  Camera di Commercio e Unione Industriale. Sede di gara sarà sempre il Parco Colonnetti di  Torino, dove si svilupperanno gli 8 chilometri della corsa campestre aperta a squadre  aziendali formate da dipendenti, manager e collaboratori, atleti veri o improvvisati, uniti  per gareggiare mostrando il proprio spirito di squadra.

Ma soprattutto l’obiettivo è quello di replicare una giornata all’insegna della solidarietà,  oltre che dello sport. Con l’intero ammontare delle quote di partecipazione della prima  edizione sono state acquistate due imbarcazioni da canottaggio “due con” per gli atleti  disabili del CUS. L’iscrizione quest’anno per ciascun atleta è di 5 euro che sarà interamente  e direttamente devoluta ad un nuovo progetto per lo sport disabile.

Informazioni dettagliate sulla manifestazione, sulle modalità di partecipazione e sul  regolamento sono disponibili sul sito www.gmove-torino.com, attraverso cui  i  capitani potranno compilare l’apposito modulo di adesione e fornire i propri riferimenti.

Molte squadre presenti alla scorsa edizione  hanno già anticipato l’intenzione di tornare e  si andranno ad aggiungere a quella di General Motors Powertrain Europe con i suoi 400  dipendenti torinesi.

La camicia pulita

Giovanna Favro su La Stampa

Macchie di sugo, d’erba o di caffè che magicamente svaniscono al sole: la camicia e la cravatta tornano pulite senza tintoria né lavatrice, e il divano ridiventa candido senza smacchiatore. Magia delle magie alle orecchie di ogni massaia: la tenda non ingrigisce più per lo smog oltre al fatto che chi ha problemi di sudorazione non lascia cattivi odori sulla t-shirt. Sono i tessuti «autopulenti» e «antibatterici»: miracoli delle nanotecnologie, che consentono invenzioni solo apparentemente da fantascienza: ormai, si tratta di oggetti pronti a finire sui mercati. Ieri a Torino sono stati presentati i rivoluzionari frutti del lavoro di 11 aziende e 5 centri di ricerca dei tre atenei piemontesi (Università degli Studi di Torino, Politecnico e ateneo Avogadro), Cnr e Inrim. Scienziati e imprese hanno lavorato gomito a gomito nel progetto «Nanomat», sostenuto dalla Regione e promosso dal Corep.
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Un campus da Torino a Shanghai

Gabriele Beccaria su Lastampa.it

Ha una squadra camerunense di «curley», un impiegato cinese allo sportello bancario, 90 accordi internazionali per la laurea con il doppio titolo, un terzo dei corsi in inglese, i laboratori di ricerca di General Motors e Microsoft e poi dà il benvenuto a chi festeggia le ricorrenze di un centinaio di nazioni diverse, possiede oltre 2 mila posti letto per accogliere studenti e professori dal mondo e crea tre aziende ogni paio di mesi. E’ il Politecnico di Torino, che come un’astronave futuribile viaggia nell’iperspazio della realtà globale e fa collezione di record.

Professor Francesco Profumo, lei è il rettore del Politecnico: in Italia l’immagine delle università è spesso appannata e le loro opportunità ancora più scarse, mentre in molte aree del mondo avviene il processo opposto. Qual è la filosofia per uscire da questa pericolosa crisi?
«Quella di “mescolare il sangue”, creando un campus globale».

Che in pratica come si realizza?
«Elaborando una strategia di ampio respiro. E’ così che il progetto di “Cittadella Politecnica” si esplicita attraverso cinque elementi: formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, servizi e finanza». A proposito di ricerca, state attirando i grandi marchi: condividono i vostri laboratori e creano sapere, prodotti e lavoro. Come ci riuscite? «Proponendo l’ambiente giusto. Sono già arrivati, Microsoft Italia, Jac, Avio, Indesit, Metecno, Vishay e Pirelli, per fare alcuni nomi. General Motors sarà attiva da inizio 2009 su una superficie di 20 mila metri quadrati, con 600 dipendenti. E le richieste sono in aumento: c’è anche la cinese Huawei».

Ricerca fatta dai big, ma voi puntate anche a creare nuove aziende, le «start-up»: come si fa?
«Siamo stati la prima università in Italia a creare l’Incubatore di nuove imprese (I3P) e dal 2000 sono 96 quelle che hanno visto la luce. Nel 2004, a Oxford, una giuria internazionale ha eletto l’I3P come “Best Science Based Incubator”».

Nascono, ma quante sopravvivono?
«Valutiamo 150 idee ogni anno e ne selezioniamo 50. Agli autori è offerta una fase di formazione di sei mesi e tra 15 e 20 progetti diventano realtà. Creiamo tre nuove imprese ogni due mesi e in questi anni ne sono morte solo sei!».

Quali sono le maggiori difficoltà che si devono affrontare?
«Si tratta di aziende “technology based” e sperimentano due tipi di difficoltà: il marketing strategico e l’ingresso sul mercato».

E le risorse: non sono un ostacolo anche quello?
«E’ sempre stato un limite evidente. Ora, però, abbiamo un “hub” di “venture capitalists”, sette nazionali e sette internazionali».

Che muovono quale giro d’affari?
«Un miliardo di euro, naturalmente non tutto per noi (almeno per ora)! E si aggiunge la finanza di credito classica, delle banche. Sono fondi essenziali per permettere il salto di qualità alle aziende nel mercato».

Sudate Carte 2008

Mercoledì 18 maggio, alle ore 17.00, presso la sala Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino, c.so Duca degli Abruzzi, 24 – Torino, si svolgerà l’atto conclusivo della corrente edizione di ‘Sudate Carte’. La cerimonia di premiazione dei vincitori si allaccerà alla presentazione del libro ‘Sudate Carte 2008 – 29 artisti poliritmici’, che raccoglie le 30 opere migliori dieci poesie, opere di grafica e racconti rispettivamente e le testimonianze dei giurati sul loro rapporto con il tempo.

Il volume, con le prefazioni del Magnifico Rettore del Politecnico Francesco Profumo, dell’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva e di Pasquale Pappacoda, ingegnere elettrotecnico e consulente manageriale, nonché presidente della giuria di qualità del concorso, viene stampato in 1.500 copie ed è distribuito gratuitamente nelle sedi del Politecnico e nelle biblioteche del Piemonte.

Nel libro, infatti, sono anche raccolte delle brevi interviste ai docenti Vittorio Pasteris e Donato Firrao, agli scrittori e giornalisti Paola Mastrocola (vincitore Premio Campiello 2004), Carlo Grande, Claudia Ferraresi Marino Periotto, Gianni Chiostri e Luca Ragagnin, alla poetessa Rosy Bianchini di Martino, all’artista concettuale Francesco Longo, al dirigente arbitrale Alfredo Trentalange.