Premiati per Mettersi in Proprio

Il 9 dicembre 2009, alle 11, in Rettorato , Sala Principe D’Acaja, appuntamento con la premiazione dell’edizione 2008/2009 del ciclo di conferenze “Mettersi in proprio: un’impresa possibile!”. Verranno consegnate gli attestati di partecipazione e dodici borse di studio agli studenti che hanno realizzato le migliori prove finali.Le conferenze sono parte del concorso “Start Cup Torino Piemonte” dedicato alle migliori idee di impresa innovativa. Un progetto dell'Università e del Politecnico di Torino e dall'Università del Piemonte Orientale. Lo scopo è dare ai partecipanti le basi della cultura di impresa, con lezioni di docenti, funzionari di vari enti  che si occupano di supporto imprenditoriale e testimonianze di imprenditori.

“Mettersi in proprio: un’impresa possibile!” è al via anche per l’anno accademico 2009/10.

I prossimi appuntamenti  in programma sono:

15 dicembre 2009, Rettorato (via Verdi 8/via Po 17-Torino), Sala Principe D’Acaja, alle 9.30: "Gli strumenti del marketing" con Paolo Minuto, consulente di MIP (Mettersi in proprio) e Giovanni Bruno, socio fondatore della IOAdv s.r.l.

19 gennaio 2009, Rettorato (via Verdi 8/via Po 17-Torino), Sala Principe D’Acaja, alle 9.30:  "Analisi del mercato e della concorrenza" con il prof. Giuseppe Tardivo della Facoltà di Economia e Lamberto Vallarino Gancia, presidente e amministratore delegato della Fratelli Gancia & C. S.p.A.

Tutti in festa ad Economia

Martedì 1 dicembre, a partire dalle ore 19, presso il Nuovo Polo didattico della Facoltà di Economia (via Filadelfia 73, Torino), si svolgerà la convention 2009 “Tutti in festa”, evento organizzato dall’associazione Alumni Atlec e dedicato ai laureati della Facoltà di Economia che desiderano mantenere un legame con i Docenti, con i neolaureati e con le vecchie amicizie.Nel corso della serata, sarà riservato uno spazio per il conferimento del Premio 2009 “Il laureato dell’anno juniores e seniores”, assegnato ai migliori tre laureati dell’anno accademico terminato ed a tre manager attivi scelti nel mondo dell’impresa, della Pubblica Amministrazione, del volontariato.

La motivazione di questo premio e la successiva selezione per la scelta dei finalisti vuole rappresentare un grande riconoscimento al fine di valorizzare coloro che si sono contraddistinti nello studio o nella loro professione presso la loro azienda, nel servizio al pubblico, nello sviluppo del territorio piemontese. Nel 2008 il Premio è stato assegnato al dott. Aldo Milanese, Presidente dell’Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino e nel 2007 al dott Camillo Vanesio, amministratore delegato di Banca del Piemonte.

PROGRAMMA
–    ore 19.00 registrazione dei partecipanti
–    ore 19.15 inizio cocktail
–    nel corso del cocktail assegnazione del Premio
–    ore 21.45 circa saluto di commiato

Iscrizione indispensabile on line sul sito www.atlec.it entro e non oltre il 27 novembre.

Boom di immatricolati a Unito

Sono oltre 13.500 i nuovi studenti dell’Università di Torino che si sono immatricolati per i corsi di laurea triennali e a ciclo unico dell’anno accademico 2009-2010. Il dato rilevato il 30 ottobre scorso alla chiusura del centro immatricolazioni all’ex Manifattura Tabacchi, conferma una tendenza positiva per l'università di Torino.

Le immatricolazioni sono cresciute di oltre 1.000 unità rispetto allo scorso anno, con un aumento dell’8%. Nelle Facoltà non a numero chiuso o programmato, l’aumento è stato del 13%, con incrementi significativi  a Farmacia (+35%), Scienze della Formazione (+28%), Lettere e Filosofia (+22%), Agraria (+20%), Scuola di Amministrazione Aziendale (+16%), Scienze MFN (+14%) e Scienze Politiche (+12%).

Si confermano Facoltà attrattive Economia (2.000 immatricolati) e Giurisprudenza (1.200). Da rilevare anche il dato sugli studenti stranieri dell’Ateneo torinese: il 6% sul totale degli immatricolati con provenienza da 60 diversi paesi, una presenza che è più del doppio rispetto alla media nazionale, dove il dato si assesta intorno al 2,5%. Gli immatricolati italiani residenti fuori Piemonte rappresentano il 12%.

L’altra nota positiva è legata al nuovo centro immatricolazioni, dove non si sono registrati  disservizi e tutto è stato organizzato in modo che lo studente potesse completare l’iscrizione nel più breve tempo possibile. L’ex Manifattura Tabacchi si è confermata sede ideale e perciò definitiva per il centro immatricolazioni.

I numeri presi in considerazione sono soltanto quelli che si riferiscono alle immatricolazioni al primo anno di corso di laurea triennale o ciclo unico offerto dall’Università di Torino e non sono quindi compresi nel computo gli iscritti alle lauree specialistiche per cui le iscrizioni si chiuderanno il 31 marzo 2010.

I dati delle immatricolazioni al primo anno sono naturalmente da ritenersi ancora non definitivi. Possono infatti essere ancora esaurite alcune graduatorie per i corsi a numero chiuso e accettate domande di immatricolazione tardiva ai corsi di laurea ad accesso libero, previo pagamento della sanzione amministrativa, compilate in modalità online fino al 15 dicembre 2009 e consegnate, per confermare l’immatricolazione, presso le Segreterie Studenti di appartenenza entro il termine del 23 dicembre 2009.

Politecnico Torino-Milano prove tecniche di fusione

Stefano Parola su repubblica.it

PoliMiTo o PoliToMi? L´ordine delle sillabe non è poi così importante, quel che conta è il senso: il Politecnico di Torino e quello di Milano che si alleano per essere più forti. Una fratellanza che corre lungo i binari del treno ad alta velocità che da dicembre consentirà di spostarsi da una città all´altra in 50 minuti. Il rettore torinese Francesco Profumo nei giorni scorsi ha sondato il terreno. Prima si è confrontato col suo omologo meneghino, Giulio Ballio, poi con i soggetti istituzionali della sua regione. E ieri, nel corso della cerimonia d´inaugurazione del centocinquantesimo anno accademico, è venuto allo scoperto: «L´unione delle forze dei due atenei – ha spiegato il magnifico del Poli – è forse una delle pochissime carte che il Paese ha per uscire dal pericoloso vortice in cui si sta avvitando, sia dal punto di vista economico che sociale». Praticamente, prove tecniche di fusione.

Niente di formalizzato, per ora. Ma l´idea è di integrare le due realtà a quasi tutti i livelli. Non si parla, al momento, di fondere i due senati accademici. Ma, ad esempio, uno studente di Torino potrà sostenere un corso dell´ateneo milanese e viceversa potrà fare un suo collega di Milano. E poi le due università si presenteranno a potenziali partner industriali con un peso specifico doppio: «Agli occhi dei nostri rivali internazionali – ha detto Profumo – il Nord Ovest apparirebbe come una grande capitale della conoscenza, degna di restituire al paese il suo posto tra i grandi». Le istituzioni attendono sviluppi: «Ottima iniziativa, speriamo che si concretizzi al più presto», commenta l´assessore regionale all´Università Andrea Bairati.
Il rettore del Politecnico ha parlato anche della riforma Gelmini e degli sforzi fatti dall´ateneo per adeguarsi ai tagli. E ha lanciato un ultimatum al governo: «Senza premialità non siamo disposti a metterci in gioco». Poi la cerimonia è proseguita con la firma di un accordo con l´Istituto per il credito sportivo. Lo scopo: definire progetti di ricerca per lo sviluppo di impianti per lo sport all´insegna delle tecnologie “pulite”.

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OpenAccessDay@polito

OpenAccessDay@polito è una giornata articolata in due momenti – uno di formazione, l’altro di discussione e confronto in prgramma nell’aula magna del Politecnico il 27 novembre 2009.

In attesa di una riorganizzazione strutturale del modo in cui, alla luce della rivoluzione Internet, la Repubblica della scienza comunica al suo interno e con la società, l’attenzione di buona parte del mondo della ricerca a livello mondiale è su un obiettivo raggiungibile in tempi brevi: rendere disponibili online gratuitamente i risultati della ricerca scientifica.

Lo chiedono i ricercatori stessi, consci dei costi sempre più insostenibili degli abbonamenti alle riviste scientifiche. Lo chiedono i finanziatori della ricerca, che vogliono vedere un maggior impatto delle ricerche da loro sostenute. Lo chiedono aziende e autodidatti, che vogliono un accesso migliore al mondo della ricerca accademica.

Al mattino Corso introduttivo di diritto d’autore per ricercatori (con elementi di Open Access) organizzato e offerto dal Centro NEXA su Internet e Società. Che cosa è il diritto d’autore? Quali sono i diritti dei ricercatori? Qual è il ruolo degli editori scientifici? Che cosa si può e cosa non si può fare? Che cosa è l’Open Access? Che cosa è un repository? Come funziona una rivista open access? Cosa significa author pay?

Al Pomeriggio un Convegno su Open Access: stato dell’arte, potenzialità e prospettive
Qual è il futuro della comunicazione accademica? Perché i finanziatori della ricerca, regionali, nazionali, europei, stanno sempre più imponendo clausole Open Access? Che cosa ha già fatto la CRUI in merito all’Open Access? Cosa pensano gli stakeholders territoriali (aziende e non solo) della prospettiva che gli atenei inizino a mettere online sezioni sempre più ampie della loro produzione scientifica? Che cosa è opportuno fare? Con quali tempi, con quali risorse, con quali interlocutori? Open Access significa libero accesso alla conoscenza scientifica.

Silicon Valley made in Torino

Marco Ferrando su Il Sole 24 Ore

Visto dal finestrino dell’aereo, il Politecnico di Torino non si distingue facilmente. È come se Torino, gelosa, volesse abbracciarlo, quasi nasconderlo. Non è un caso, o un’illusione ottica: l’ateneo è integrato, profondamente, con il resto della città. Ed è curioso che questa integrazione quasi perfetta emerga proprio oggi che Torino rinasce così come era stata immaginata negli anni Novanta, all’alba dei primi ripensamenti da post-fordismo. D’altronde negli ultimi vent’anni del Politecnico c’è la storia recente di tutta una città e del tessuto socio-economico che la compone. Le stesse tensioni, paure, limiti che l’hanno segnata dalla fine degli anni Ottanta, ma anche i valori, e le scommesse. Poi le prime, e per questo significative, risposte.

È guardando al Politecnico che si trova una città al centro di una crisi profondissima ma che sembra aver ritrovato la strada. Perché ha ripreso ad applicare formule vincenti, che combinano elementi vecchi e nuovi: la tecnologia e la passione per il lavoro, componenti fondamentali del ben noto “paradigma dell’ingegnere”, con l’apertura all’altro, al diverso, al nuovo. Una città che negli ultimi anni si è scoperta capace di fare sintesi nuove e di costruire nuovi progetti di sviluppo. Forse perché forte anche di un progetto, nuovo, di persona.

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Trentacinque anni al Politecnico

Valentino Castellani su La Stampa

Ho passato trentacinque anni nel Politecnico, cinque da studente e trenta come docente. Ho anche sperimentato il legame profondo che il Politecnico ha con Torino e che ho vissuto nella straordinaria esperienza da sindaco. La cultura di ingegnere politecnico mi è stata di grande aiuto soprattutto per il rigore al quale mi aveva formato e per la costante attenzione alla concretezza degli obiettivi.

Ma ciascuno di noi è forgiato anche dalle persone che ha incontrato e che gli hanno trasmesso insegnamenti, valori e soprattutto esempi di vita.
Per quanto mi riguarda, ho avuto la fortuna di incontrare al Politecnico maestri che mi hanno segnato per sempre: Mario Boella, Piero Buzano, Renato Einaudi, Lorenzo Marenesi e Giovanni Jarre. Non sono stati i soli, naturalmente, ma nella mia piccola storia loro sono stati i più importanti. Tante cose sono cambiate negli ultimi decenni. Ai miei tempi – fine Anni 50 – erano poche le studentesse di Ingegneria. Oggi sono il 20% dei laureati. Gli studenti stranieri erano rarissimi, oggi sono proprio tanti, e danno l’immagine della internazionalità del Poli.

Ma che cos’è la cultura politecnica? All’inizio del secolo scorso il professor Tessari poteva dire: «Possiamo affermare con tutta sicurezza che la prosperità economica delle nazioni, il progresso sociale, l’incivilimento umano, sono dovute in gran parte all’attività ed ai lavori dell’ingegnere». Che la cultura politecnica di buona parte del secolo scorso sia stata attraversata, sia pure con tanti distinguo, da tentazioni tecnocratiche, pare innegabile. Ma negli ultimi decenni molto è cambiato se sul sito del Poli si può leggere: «Sono passati i tempi in cui i “polytechnicien” si occupavano solo del progetto tecnico. Il mondo è sempre più complesso e i problemi sono collegati. Il Poli non si limita a trasmettere conoscenza: gli studenti acquisiscono un metodo di lavoro “critico” per tutta la vita».

La storia di Torino si intreccia con le tante storie di ingegneri e architetti illustri che hanno dedicato il loro impegno allo sviluppo della città. La grande crisi dalla quale stiamo faticosamente uscendo richiederà ancora l’impegno degli ingegneri e degli architetti che il Poli continuerà a formare. Come saggiamente ammonisce Gustavo Zagrebelsky, la democrazia non promette nulla a nessuno, ma richiede molto a tutti. E Torino potrà contare sulle grandi risorse di questo nostro Politecnico che ha l’età dell’Italia unita.

Un Campus all'Italiana: la presentazione del libro

campus-all-italianaMartedì 10 novembre a partire dalle ore 18 nella Sala Agorà della Cittadella politecnica in Corso Castelfidardo 30/a a Torino si svolgerà la presentazione del libro Campus all’italiana, alta formazione, ricerca, imprese e finanza nella Cittadella Politecnica di Torino di Marco Ferrando, Edizioni Il Sole 24 Ore. Intervengono Francesco Profumo, Rettore del Politecnico di Torino e Rodolfo Zich, già Rettore del Politecnico di Torino e Presidente dell’Istituto Superiore Mario Boella Modera Pier Paolo Luciano, responsabile dell redazione La Repubblica di Torino.

È la storia che – dal 1988 al 2009 – ha portato prima all’approvazione e poi alla realizzazione dell’ampliamento della sede principale del Politecnico di Torino. Un progetto nato come semplice “raddoppio” e col tempo diventato un vero e proprio campus. Un modello che si richiama a precedenti illustri, su tutte Stanford e la Silicon Valley, ma che – per le dimensioni e per il contesto in cui si è sviluppato – presenta caratteristiche assolutamente originali.

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Il Poli compie 150 anni

Andrea Rossi su Lastampa. Sul sito del Politecnico il programma degli eventi per le celebrazioni dei 150 anni

Sempre all’avanguardia e mai a rimorchio». Lo dice il rettore Francesco Profumo ripercorrendo un secolo e mezzo di vita del Politecnico. Potrebbe essere lo slogan di quest’ateneo che celebra i suoi 150 anni, in cui «ha cercato di anticipare processi e cambiamenti anziché subirli. Ancora oggi è così».
C’è un pezzo d’Italia e di Torino in quelle foto ingiallite dal tempo che raccontano un’era di tecnologia italiana. C’è un frammento di storia nei volti di Lagrange, Galileo Ferraris, Alessandro Antonelli, Camillo Olivetti, Sergio Pininfarina. C’è una storia dalle radici antiche, metà del ’700, la Scuola di artiglieria dell’esercito, oppure l’Accademia delle Scienze, fondata nel 1783. E’ qui che si gettano le basi, qui che «il Piemonte diventa motore dell’innovazione in Italia», dice Vittorio Marchis, direttore del Museo del Politecnico.


Poco importa se poi la dominazione francese spoglia Torino delle sue scuole e dei giovani più promettenti. Carlo Mosca e Carlo Ignazio Giulio quando tornano da Parigi, dopo il 1814, hanno in mano la chiave di volta della città dell’innovazione, motore dell’Italia che ancora non c’è. Giulio è convinto che anche gli operai vadano istruiti. La sera, con alcuni colleghi, organizza corsi per tecnici, fabbri, falegnami. Nel 1845, con Quintino Sella, fonda l’Istituto tecnico torinese. Sella sarà uno degli ispiratori della legge Casati. E’ il 3 novembre 1859, 150 anni fa: l’istruzione tecnica entra nell’Università. Nasce la Scuola di applicazione per ingegneri. Nasce, di fatto, il Politecnico. La sede, non a caso, è il Castello del Valentino, che Napoleone aveva voluto svilire facendone la sede delle esposizioni dei prodotti dell’industria e dell’artigianato.

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Pelizetti premiato in Giappone

Presso la Osaka Prefecture University è stato consegnato al Rettore dell’Università di Torino, prof. Ezio Pelizzetti l’Honorary Professorship Award, prestigioso riconoscimento istituito da questa importante università giapponese e del quale sono stati insigniti in passato docenti, appartenenti a diverse università in tutto il mondo, che si sono particolarmente distinti nel campo della ricerca scientifica, fra cui anche il premio Nobel per la chimica Jean-Marie Lehn.

Il premio è stato attribuito al prof. Pelizzetti per i risultati ottenuti dalla sua ricerca nel campo della chimica ambientale e in particolare della fotocatalisi, dei processi di trasporto e trasformazione di agenti inquinanti nell’ambiente nonché dei processi di decontaminazione di composti organici inquinanti.

Il premio suggella anche, in una dimensione più ampia, la qualità della rete di relazioni scientifiche che nel tempo si è intrecciata fra l’Università di Torino e il mondo dell’accademia e della ricerca del Giappone. Inoltre costituisce un riconoscimento verso un Ateneo come quello torinese che continua a distinguersi per il suo impegno nell’internazionalizzazione e nello sviluppo sostenibile.