Vendo sul Web, perchè no?

Aperimarketingattivo

Martedì 4 ottobre 2011 alle ore nel salone “E.Carbotta” della CNA di Torino in via Millio 16 ci sarà l’ “Aperi (marketing at) tivo: Vendo sul Web, perchè no? Internet per l’impresa: Dal Social Network all’impresa virtuale”
Il programma

  • Claudio Pasqua, docente e giornalista scientifico: “Le tecniche per essere primi su Google con la propria attività”
  • Vittorio Pasteris, esperto nei nuovi media:  “Portare l’azienda sui social network, piccole istruzioni per l’uso”
  • Manuela Martini, esperto in modelli di business per il web 2.0 ”Marketing Reload: casi di successo e strumenti per fare business con il web 2.0”
  • Stefano Pisu, Torino Wireless, “le opportunità dell’e-commerce per le piccole imprese”

moderano: Alessio Stefanoni, responsabile comunicazione Cna Torino e Stefano Busi, responsabile Cna Piccola Industria Torino.

Università e Cyberspazio a Torino

Un appuntamento al Politecnico

Tra le libertà tutelate dalle Costituzioni più avanzate d’Europa vi è il diritto a una ricerca accademica indipendente. Non è un caso dunque che Markus Baumanns, vice presidente della Fondazione per la ricerca e l’educazione Zeit Stiftung in Germania, consideri questo aspetto uno dei principi fondamentali delle Università del futuro. E non è un caso che tale futuro sia intrinsecamente legato allo sviluppo della Rete, libera e democratica sin dalle proprie origini.

Questa prospettiva può essere il punto di partenza per comprendere l’evento “Università e Cyberspazio – Ridisegnare le istituzioni della conoscenza per l’Era della Rete” organizzato dal Centro Nexa per Internet e Società del Politecnico di Torino assieme al Berkman Center for Internet and Society della Harvard University. Dal 28 al 30 giugno, nell’Aula magna del Politecnico di Torino, si alterneranno personaggi illustri, da Stefano Rodotà dell’Università La Sapienza a Joi Ito presidente di Creative Commons, dal futurologo Bruce Sterling, fino ad arrivare a Massimo Banzi, inventore di Arduino, per discutere a proposito di come cambieranno le istituzioni della conoscenza nell’era di Internet.

Gli incontri si ispireranno a tre tracce principali. In primo luogo verrà affrontato il tema dei nativi digitali, i giovani che tra qualche anno vivranno in prima persona le strutture universitarie. E non si tratta soltanto di studenti, ma anche di insegnanti e di tutti quegli operatori che occupano una parte integrante e attiva all’interno di tali strutture. In secondo luogo, al centro del dibattito vi sarà l’evoluzione della cosiddetta infrastruttura informazionale, legata agli strumenti attraverso cui le Università saranno in grado di approvvigionarsi della cultura, perché possa essere elaborata e poi diffusa in forme diverse. Infine, verrà analizzata l’interazione sempre più forte all’interno del mondo universitario tra spazi fisici e spazi virtuali.

Un evento di questo genere intende sottolineare il ruolo centrale che le istituzioni universitarie devono rivestire all’interno della società. Un ruolo civico che favorisca una cittadinanza condivisa, in cui non soltanto i risultati della Ricerca ma le Università in quanto tali rappresentino materia di discussione all’interno del dibattito pubblico. Oltre al principio di libertà, Baumanns ricorda che il significato originale di Università non indica “una moltitudine di materie”, bensì una “comunità di insegnanti e studenti”.

Un osservatorio per capire come cambia Torino

Via La Stampa

Gli scenari urbani non sono immobili, ma cambiano in continuazione. La città è un teatro in cui i protagonisti si spostano, si affollano, appaiono e scompaiono con il passare del tempo. Così è ogni grande città. Così è Torino. Già nel 1661 il Duca di Savoia, con il “Theatrum statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae” faceva rappresentare, per celebrare il proprio potere e promuoverne l’immagine, il territorio con diverse metodologie: mappe, prospettive, viste a volo d’uccello sulle città del Ducato.

Oggi, il Politecnico di Torino, con la Città di Torino e i 34 Comuni della cintura sta lavorando all’Osservatorio per la rappresentazione e simulazione delle dinamiche e trasformazioni dell’area metropolitana torinese”, equivalente moderno del Theatrum; solo che al posto di celebrare il prestigio di un potente, l’Osservatorio, basato su cartografia Gis e su database provenienti da svariate fonti (dall’Agenzia delle Entrate, al Censimento Istat, dall’anagrafe municipale ai piani urbanistici) servirà per prevedere le evoluzioni economiche, sociali, abitative del territorio esaminato, in un arco di tempo di vent’anni, fino al 2030, a partire dalla scala del singolo fabbricato, per arrivare a quella dell’intera area metropolitana e delle sue relazioni con le circostanti Genova, Milano e Lione.

L’Osservatorio, che dovrebbe essere lanciato prima della fine dell’estate, sarà collocato sul Web e consisterà in un sito consultabile, con diversi livelli di accesso, dal privato cittadino, dagli operatori economici e dai decisori pubblici. “Il progetto – spiega il professor Luca Caneparo, direttore del Laboratorio di Alta Qualità del Politecnico che coordina l’iniziativa – si propone di definire gli scenari urbani possibili nel prossimo futuro, per aiutare a governare le trasformazioni della città. Un tipico esempio, è quello delle scuole: spesso solo quando certe zone della città hanno raggiunto una certa densità abitativa e di bambini si pensa a costruire gli istituti, con tutte le difficoltà che implica l’innesto di questi edifici su una struttura già esistente. Grazie all’Osservatorio si potranno invece prevedere in una certa misura le esigenze future e progettare i quartieri di conseguenza”.

Internet evolved il 10 dicembre a Torino

Via Vittorio Pasteris

topix-5Internet evolved, la rete esce dalla rete. Questo il titolo della quinta Conferenza Annuale Top-IX in programma il 10 dicembre, al Centro Congressi Torino Incontra. Un incontro per tutti gli appassionati di Internet che potranno confrontarsi con gli esperti del settore.

L’evento sarà trasmesso in streaming e, durante la conferenza, sarà possibile porre domande tramite Twitter.
Quest’anno, la giornata si articolerà in quattro tematiche:
– Le nuove frontiere della rete;
– Green Web;
– Government as a platform;
– Micro Apps.

Nuovo sito per il Museo del Cinema di Torino

Il Museo Nazionale del Cinema ha un nuovo sito internet, più dinamico e innovativo, ricco di servizi inediti e aggiornato quotidianamente. Sarà possibile accedere on line alle collezioni del museo: film, fotografie, manifesti, materiali pubblicitari, documenti, libri e riviste. Inoltre vi si troveranno informazioni in tempo reale su tutte le attività e le manifestazioni organizzate dal museo, ma anche sulle iniziative editoriali e le attività didattiche offerte.

Sul nuovo sito del museo sarà inoltre possibile trovare informazioni in tempo reale su tutte le attività e le manifestazioni che fanno capo ai diversi settori del Museo, nonché sulle iniziative editoriali, l’attività didattica e i servizi offerti, che comprendono la possibilità di acquistare online i biglietti d’ingresso per la Mole Antonelliana e per il Cinema Massimo, i libri e i dvd editi dal Museo.

Dalla sezione “Universo Cinema” sarà inoltre possibile collegarsi direttamente alle principali realtà cinematografiche di tutto il mondo: festival, cineteche, musei e scuole di cinema. Il navigatore potrà trasformarsi in visitatore virtuale del Museo, accedendo alla spettacolare esplorazione della Mole offerta da Vertical Dreams o, ancora, assistere alla proiezione degli speciali periodicamente offerti in streaming agli spettatori della rete.

Il nuovo sito del Museo Nazionale del Cinema è stato progettato e realizzato da Ars Media, web agency di Torino, in sinergia con Graffiti Multimedia, l’agenzia che si è occupata dello sviluppo delle collezioni online, e con la collaborazione di adLilac, che ne ha curato il progetto grafico.

Io mi ricordo

Nel giugno del 2008 quattro giovani torinesi – Lorenzo Fenoglio, Franco Nicola, Luca Novarino e Valentina Vaio – creano una «banca della memoria» per raccogliere, sotto forma di interviste video pubblicate su YouTube, i racconti degli anziani, prima in Piemonte e poi in tutta Italia. L’obiettivo è impedire che vadano persi per sempre i ricordi di chi il secolo scorso lo ha vissuto in prima persona. L’iniziativa ha, in breve tempo, un successo tale da ispirarne di analoghe in altre paesi europei. In Italia ne parlano Walter Veltroni su Repubblica e i telegiornali nazionali, e la notizia rimbalza anche sulle pagine del tedesco Der Spiegel.
Oggi la Banca della memoria ha un proprio sito, che vanta più di un milione di visitatori e raccoglie oltre 420 mila interviste da tutto il mondo, per un totale di 31.239 persone intervistate.

Al materiale raccolto negli anni dalla Banca della memoria è dedicato il Dvd Io mi ricordo. Novanta minuti di interviste per raccontare il Novecento attraverso le memorie di persone comuni che lo hanno vissuto quasi interamente, testimoni dei grandi eventi della storia come della vita quotidiana. Tra loro, un personaggio d’eccezione, lo scrittore Andrea Camilleri, che alla Banca della memoria ha regalato una lunga intervista.

Insieme al Dvd Stile libero pubblica il libro Io mi ricordo. Ritratti di nonni scritti da nipoti a cura di Giacomo Papi. Alla base del libro un appello lanciato tempo fa, su Internet, da Banca della memoria: chi lo desiderava poteva inviare un breve ricordo di una persona anziana amata quando si era bambini.
Le risposte sono state quasi mille in poco più di un mese e il libro raccoglie settanta di questi brevi ritratti che raccontano gli anziani del Novecento attraverso gli occhi dei bambini di allora.

Dal venerdì di Repubblica

Tre giovanotti e una ragazza hanno un’idea che nessuno aveva mai avuto: intervistare gente nata prima del 1940 e riversare le videointerviste in rete. Ognuno racconta quello che vuole, dal primo giorno di scuola al primo amore, dalla guerra alla pesca, dal pane fatto in casa al bucato con la cenere. Boom: in 15 mesi, la loro invenzione, battezzata Banca della memoria, colleziona seicento interviste, quattromila iscritti, mille visitatori al giorno.

E ottiene una copertura mediatica da far scoppiare d’invidia il press agent più agguerrito. Veltroni si esalta. Gelmini pure, visto che i maturandi del 2009 sono invitati a discettarne nella prova d’italiano (saggio breve, ambito tecnico scientifico).

Ora, Einaudi pubblica il cofanetto Io mi ricordo, con un dvd in cui le pantere grigie scovate dalla Banca della memoria narrano a ruota libera, e un volume, Ritratti di nonni scritti da nipoti, che seleziona 71 racconti fra i circa quattrocento inviati in un mese alla Banca da discendenti e discepoli affezionati nostalgici, addirittura inconsolabili.
Ma cos’è tutta questa voglia di memoria in un Paese tanto smemorato? E, se è vero che un terzo dei visitatori del sito ha meno di trent’anni, come mai
questi giovani sono così benevolmente interessati alla terza età, quando gli anziani, a parte i gerontocrati avvinghiati al potere, fanno notizia solo se rapinati
o arrotati dai pirati della strada?

E' morto Paolo Geymonat il fondatore di Bakeka.it

L’internet torinese e italiana perde prematuramente uno dei suoi leader imprenditoriali

Grande cordoglio nella sede torinese di Bakeca.it e nel mondo imprenditoriale subalpino per l’improvvisa scomparsa di Paolo Geymonat, stroncato da un malore nella serata di ieri,
domenica 13 settembre. Fondatore della Internet company piemontese e personaggio cardine del panorama Web italiano, Geymonat aveva 45 anni. Da anni fautore di progetti basati sulla voglia di innovare il mondo della comunicazione, Geymonat ha speso e dato tutto se stesso per fare della giovane azienda torinese quella grande famiglia che oggi ne piange la figura dell’imprenditore geniale e creativo, costantemente proiettato in un futuro da costruire ogni giorno con dedizione e creatività.

Torinese, nato a Parigi il 29 luglio 1964, nipote del filosofo Ludovico Geymonat, tra i più importanti pensatori italiani del Novecento, da oltre 15 anni Paolo Geymonat era uno degli imprenditori più attivi nel settore dell’ICT italiano. Dopo aver fondato e amministrato diverse aziende come Multimedia Italia, Intesis e Mediaclick, costruendosi una solida esperienza nel lancio sul mercato italiano di prodotti e servizi innovativi nel settore media, ha lavorato in CHL, l’e-commerce fiorentino, in qualità di esperto in media buying. Nel marzo 2005 ha fondato Bakeca.it insieme a Nader Sabbaghian, responsabile strategico del portale, e affidando il ruolo di amministratore delegato ad Alessandro Rivetti.

Aggiornamento: la cerimonia dell’ultimo commiato a Paolo Geymonat avrà luogo sabato 19 settembre alle ore 10,00 in corso Bramante 56

Sodoma Digitale

Via Vittorio Pasteris

A leggere con cura le parole dell’istruttoria contro Google News

FIEG denuncia che Google News aggrega i contenuti giornalistici di una molteplicità di editori secondo criteri non pubblici regolati da un algoritmo coperto da segreto industriale. Le pratiche tecnologiche con cui Google forma i propri indici (ranking) dei contenuti riportati su Google News Italia e i propri indici di risposta alle queries degli utenti non sono trasparenti. In particolare, Google determina la presenza ed il posizionamento degli articoli riportati sul portale Google News Italia determinando unilateralmente la visibilità degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altroSi dimostra che la FIEG si sta arrampicando sugli specchi mischiando contenuti, algoritmi, pubblicità e altro ancora in un modo degno del mago Silvan. Invece di assalire il fortino di internet con gli avvocati, meglio sarebbe stato anni fa comprendere le potenzialità del nuovo strumento, come hanno fatto degli editori veri.

In particolare è incredibile che la FIEG parli di trasparenza, quando le possibilità che hanno oggi gli editori di stare economicamente in piedi derivano da un mondo opaco dalla presenza nelle redazioni di situazioni di scarsa trasparenza, sfruttamento, posizioni di cartello, lobby, finanziamenti pubblici e quant’altro.
Un piccolo grande mondo opaco da cui deriva un bene prezioso per la collettività: l’informazione.

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Glomera e University.it insieme

glomeraGlomera ha siglato una partnership con University.it, la più importante comunità universitaria indipendente in Italia.

Gli studenti che si collegano a University, all’indirizzo www.university.it/webtv trovano infatti ‘il total embed’ sviluppato da Glomera, che consente di creare e gestire in pochi click la propria webtv interattiva, gratuita o premium, per trasmettere in diretta e in differita, dal proprio sito.

Il Total embed è uno strumento chiavi in mano, gratuito e perfettamente integrabile all’interno di qualsiasi portale: siti fornitori di servizi, social network, portali di informazione, blog. Non sono necessari investimenti in infrastrutture tecnologiche quali server e banda, per integrare il “total embed” all’interno del proprio sito e disporre di un servizio professionale e perfettamente personalizzabile, anche dal punto di vista stilistico.

Working Capital a Torino a luglio

Via Vittorio Pasteris

Oramai, anche se ci sono ancora da definire dei particolari organizzativi, la notizia è praticamente ufficiale. La professionalità sabauda, l’eccellenza del Poli, dell’Università torinese e delle aziende dell’innovazione piemontese e l’insistenza pasteriana hanno convinto Telecom a portare a Torino la terza tappa del tour del Working Capital Barcamp.

La data è ancora da definire,  nella settimana che inizia il 6 luglio. La sede è già definita presso l’Incubatore del Politecnico di Torino I3P, in via Piercarlo Boggio 59 a Torino, nella nuova cittadella Politecnica

Working Capital: materia per le idee, è un progetto di Telecom Italia per il rilancio dell’innovazione Italiana.  Working Capital vuole sviluppare idee imprenditoriali per il mondo web 2.0 e la nuova Internet.

Telecom Italia ha anche deciso di organizzare un ciclo di cinque barcamp collegati al progetto Working Capital. L’obiettivo è discutere di innovazione e venire in contatto con progetti e iniziative imprenditoriali di cui Telecom possa diventare partner.

Qui per iscriversi al Working Capital Barcamp di Torino e per informazioni sul  programma dell’evento.

Le ulteriori tappe successive saranno a settembre,  a Pisa dove il barcamp sarà  abbinato alla celebrazione del decennale della sede italiana del W3C.  A ottobre la seconda tappa meridionale con un incontro a Napoli. Infine  a novembre,  a Milano presso la Bocconi.