Quantcast

Torino e` troppo piccola

24 marzo 2006 |

Quando ho incontrato qualcuno di Moncalieri, Nichelino, Venaria o Rivoli in giro per il mondo e questo non sapeva che ero un italiano di Torino mi diceva "Sono di Torino". E diceva bene.
Tantissime linee
di autobus  han capolinea fuori
dai confine comunali di Torino.
La metropolitana
di Torino inizia a Collegno e forse in futuro partira` da Rivoli e finira` a
Nichelino.

Torino e` troppo
piccola quando si deve disegnare la rete
dei trasporti metropolitani.

Non si puo’
pensare a rifare l’ospedale di Venaria senza pensare alla zona nord ovest di Torino.L’inceneritore di Torino e` di fatto un’affare di Torino e dei comuni della cintura.

Ci sono certi
servizi che hanno una dimensione minima efficiente che supera i confini dell’attuale comune.
E chi saprebbe dire dove corrono i confini
tra Torino e Nichelino in Piazza Bengasi e quelli tra Torino e Collegno in
Corso Francia, senza guardare i cartelli e le mappe?
Una famiglia in Piazza Bengasi aveva camera da letto a Torino, tinello a Moncalieri…
Era la divisione del’indivisibile.
Come si fa a
regolare le targhe alterne a Torino e non a Nichelino o Rivoli? L’inquinamento rispetta i confini comunali?
Come si fa a
regolare il traffico a Torino senza pensare a parcheggi a Rivoli, Moncalieri e
Venaria?

060323_gran_madre_2
Foto: Comune di Torino

Torino e` troppo piccola
quando si deve presentare a livello nazionale, europeo e mondiale, per far
valere le sue ragioni.
E` troppo piccola
quando deve reclamizzare il suo nome nel mondo.

Infatti e` rarissimo vedere la promozione di Torino nel mondo.
E` una citta` di un milione e mezzo di
abitanti, ma non lo puo’ dire.
   Sembre che perda abitanti ed invece ne sta trasferendo molti dal suo nucleo centrale a quelle cinture che dovrebbero essere considerate la sua parte piu’ esterna. Con l’attuale distribuzione dei confini comunali le statistiche
non rappresentano bene la realta’. Una realta` che e` fondamentalmente unitaria. La Reggia di Venaria, il Castello di Rivoli, Stupinigi ed il Castello di Moncalieri sono sempre stati la corona di Torino. Dividerli artificialmente da essa non ha senso.
 
Le
circoscrizioni di Torino potrebbero decidere sull`80% delle questioni, che oggi
sono decise dal comune di Torino, divenendo veri e propri comuni; alcune funzioni
strategiche oggi suddivise tra comune di Torino, comuni della cintura e
Provincia di Torino (programmazione delle grandi reti, controllo ambientale, richieste alla regione in materia sanitaria, promozione di Torino nel mondo)  potrebbero essere assegnate ad un sindaco dell’area
metropolitana, con competenza da Settimo a Nichelino, da Venaria ad Orbassano, da Rivoli a Moncalieri.

In questo modo i problemi che devono e possono  essere risolti piu’ vicino alla gente sarebbero risolti a livello da comunita` di 100-200.000 abitanti ed alcuni grandi problemi diffusi e con potenziali economie di scala sarebbero affrontati dalla citta` metropolitana.

Banda larga: un passo avanti

23 marzo 2006 |

Ieri sera l’assessore regionale alle tecnologie Bairati e quello
provinciale (provincia di Cuneo), Invernizzi hanno incontrato,
su iniziativa del consigliere regionale Rabino, i sindaci
e gli operatori economici di 60 comuni di Langhe
e Roero, per illustrare le iniziative per la diffusione della
banda larga.
Riassunto dell’intervento dell’assessore Bairati:
– In Piemonte 870 comuni su 1260 non sono coperti dalla banda larga.
– Ci si è chiesti se continuare sulla strada dell’infrastrutturazione
pesante (scavi, posa di fibra, ecc) o passare a un’infrastrutturazione
leggera (wireless). La Regione (e le Province) propendono per il wireless.
– La tecnologia senza fili costa 1/10 di quella cablata
– La Regione investirà, insieme alle Province, 20 Milioni di Euro in 2
anni, la Regione fungerà da "authority" di verifica dei servizi
erogati, la Provincia sarà l’ente materialmente erogatore e avrà
compiti di vigilanza "finanziaria".
– Tra un mese/ 45 giorni usciranno le prime gare per 180 comuni (non è
stato detto quali)
– Il traino per fare adottare la banda larga anche ai "riottosi" saranno
i servizi potenziati di e-government
Riassunto dell’intervento dell’assessore provinciale Invernizzi:
– La provincia di Cuneo ha chiesto che i fondi per il wi-fi siano
chiaramente evidenziati e distinti da quelli per l’infrastruttura pesante.
– La provincia di Cuneo vuole più mercato, ma preferisce vedere emergere
  un solo operatore sul territorio, come interlocutore unico
Riassunto dell’intervento del funzionario provinciale di Cuneo Alessandro Risso:
– Presentazione sul significato del divario digitale
– solo il 52 per cento della popolazione della provincia di Cuneo può
accedere alla banda larga
– Telecom promette il 98 per cento di copertura per fine 2008
– Fastweb è interessata a cablare Alba e Bra ma non i comuni circostanti
– Se si cablasse tutto in fibra ci vorrebbero 63 Milioni di euro solo
per la provincia di Cuneo
– Si è anche pensato di finanziare Telecom per fare dotare tutte le
centrali di DSLAM e fibra (tramite gara, ovviamente)
– la provincia sta conducendo un censimento delle iniziative già in
essere (coperture wireless di singoli comuni)
– al gestore (i) delle reti wireless co-finanziate dalla provincia e
dalla regione verrà chiesto di garantire il roaming tra comuni limitrofi.
Domande del pubblico
– Sindaco di Diano d’Alba : I comuni che si sono già dotati di
infrastrutture o che si stanno dotando in questi mesi, riceveranno
anch’essi i finanziamenti regionali?
R. Ass Bairati: Se rispettano gli standard comuni sì
– Sindaco di Diano : Quali sono questi standard?
R. Ass. Bairati: Li decideremo al più presto insieme alle province
Altri interventi di amministratori che chiedono se si possono muovere
senza attendere i tempi burocratici degli enti superiori, le risposte
degli assessori sono uguali a quelle date al sindaco di Diano.

Principali beneficiari francesi della PAC

17 marzo 2006 |

Il commissario Siim Kallas sta mettendo pressione sugli stati perche’ rivelino chi riceve aiuti agricoli dalla Politica Agricola Comune (PAC).
Vedi:
http://gustavorinaldi.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2006/03/beneficiari_pol.html

Ora la Francia ha fatto un bel passo avanti verso la trasparenza, pubblicando i nomi dei dieci enti o persone che ricevono di piu’ per cereali o per allevamento di bestiame.
Ecco la lista pubblicata da Le Monde:

http://medias.lemonde.fr/mmpub/edt/doc/20060317/751969_10beneficiairespac.pdf

Rotta di Marco Polo: istruzioni per l’uso.

14 marzo 2006 |

Se e` vero che la rotta che collega l’Europa con la Cina puo` divenire  piu’ importante allora cosa dovremmo fare, per traerne dei benefici?

Prima che noi ne parlassimo qualcuno s’e` gia’ mosso. La societa` taiwanese Evergreen ha investito massicciamente a Taranto e Gioia Tauro, quando quasi tutti (stato ed imprenditori privati italiani) scappavano dal nostro sud. Oggi Gioia Tauro e` il piu` grande porto del Mediterraneo dedicato al trasbordo di merci da grandi navi transoceaniche a piu’ piccole navi. Non e` pero’ il piu’ grande porto del Mediterraneo che per ora e` Marsiglia.

Genova e` il naturale approdo delle merci cinesi per Milano, Zurigo Basilea e Stoccarda e forse anche Dusseldorf. Trieste per Vienna, Monaco, Praga, Dredsa, Lubliana ,Budapest e Bratislava. E’ molto proabile che in Piemonte ci sia quello spazio che manca in Liguria per movimentare tutte le merci in arrivo a Genova  e Savona. Non sarei sicuro che tocchi a Torino questo ruolo. Probabilmente la provincia di Alessandria e’ meglio posizionata per il compito. Torino potra` forse giocare un ruolo nei servizi collegati ad esempio bancari ed  assicurativi.  Certo bisognerebbe commissionare degli studi indipendenti sul tema e rendere pubblici quelli gia` esistenti. Probabilmente anche i collegamenti tra Genova ed il Sempione e tra Genova ed il Gottardo andrebbero migliorati, sia in termini di infrastruttura che  in termini di qualita` della gestione. In vari paesi del terzo mondo e purtroppo anche in Italia troppo spesso si pensa che un’infrastruttura possa risolvere ogni problema; in questo modo si trascura il tema della qualita`della gestione e del fattore umano. Le scrivanie di molte dirigenti,specie se avanti negli anni, ospitano preziosi computer che spesso questi non sanno usare. Le relazioni sindacali spesso non sono adeguate a servizi che vogliono competere sul mercato mondiale.

  Non sono in grado di dire se il Terzo Valico dei Giovi, un nuovo tunnel tra Genova e Milano, vada fatto, ma certo un documentato dibattito sul tema andrebbe fatto. Possibilmente bisognerebbe prima analizzare i dati e poi decidere e non il contrario.

Infine forse dovremmo cercare di cambiare il nostro atteggiamento verso i beni importati dalla Cina. Tanti attacchi dei giornali, di alcuni politici, imprenditori e sindacalisti contro la Cina probabilmente non sono il modo giusto per guardare al nostro futuro ed aiutare i nostri lavoratori disoccupati. I Cinesi  forse non sono il problema, forse sono la soluzione.

G.R.

Su Gioia Tauro e Taranto:

http://www.port-technology.com/projects/taranto/

http://www.portodigioiatauro.it/info_descrizione.htm

Pro Terzo Valico dei Giovi:

http://www.tav.it/5/default.asp?id=381&codice=5&codice1=008&codice2=001

http://www.trail.liguria.it/Interventi/TerzoValico.htm

Contro Terzo Valico dei Giovi:

http://www.altavoracita.altervista.org/mappa3v.htm

Turisti al centro

9 marzo 2006 |

Una delle lezioni che ci hanno dato le olimpiadi e` che Torino ha la possibilita` di attrarre turisti e di creare posti di lavoro nel turismo; questo potenziale si trova principalmente nel  centro  (dal Po a Porta Susa da Corso Regina a Corso Vittorio).
E` stato doloroso leggere in molti giornali stranieri come i giornalisti ospitati nei vilaggi media, in zone di periferia, siano rimasti molto scontenti di cio’. Si sono trovati in una "citta` senza fascino"; si riferivano alle periferie in cui vivevano. Possiamo criticarli e dire che loro non capivano il senso e la tradizione dei quartieri operai. Resta il fatto che loro rappresentavano i clienti. In un mercato competitivo, come  quello turistico, il cliente e` il padrone. Se lo soddisfi, viene da te; se no, va da un’altra parte. E se va da un altra parte addio posti di lavoro.
Ci hanno fatto chiaramente capire che il centro ha un futuro turistico, la periferia no.
E allora cosa dobbiamo fare della periferia? Dobbiamo cancellarla? Deve sprofondare? No, semplicemente deve fare altro.
Puo` essere sede di affari, di uffici pubblici e privati nonche’ di residenze private.
A Londra, una delle grandi attrazioni turistiche d’Europa, ci sono ampie zone del centro dedicate ai turisti e agli alberghi. Mentre molte zone piu’ periferiche sono dedicate agli affari ed ai residenti.
Palazzi come quello della RAI a porta Susa, come quello SIP-Telecom in via Cavalli, come quelli  SIP in via Meucci o come la sede monumentale SIP davanti al giardino La Marmora sono sedi ideali per  alberghi  a scopo turistico.
In zone piu` periferiche ci potranno essere alcuni  hotel a scopo affari.

Il Sanpaolo vuole costruire il suo centro direzionale a Porta Susa. Quel luogo pero’  potrebbe andare bene per ospitare turisti, invece di abbandonarli in zone di periferia dove essi si muovono male.
Il Sanpaolo potrebbe  usare invece spazi vicino a Stazione Dora o a Stura. A Londra si e` usata una zona portuale abbandonata dove un tempo arrivavano le banane dalle Isole Canarie (Canary Wharf) per metterci la sede delle piu’ grandi banche (vedi  HSBC), con un risultato spettacolare. A Parigi pure si sono messi molti uffici di aziende importanti  a La Defense, in periferia. Il ministero delle finanze  e` addirittura finito fuori citta` a Bercy.
Noi potremmo imparare.
Se da un lato possiamo apprezzare che alcuni assessorati si siano mossi piu` in periferia, non comprendiamo che bisogno ci sia di tenere l’assessorato all’urbanistica in via Meucci.
A Mirafiori Sud forse non potranno proliferare gli alberghi per turisti, ma un assessorato all’urbanistica potrebbe starci egregiamente.
Gli Uffici Finanziari e l’Intendenza di Finanza hanno proprio bisogno di essere in corso Bolzano e corso Vinzaglio? Non potrebbero bene stare vicino a Stazione  Dora o Stura? Sarebbero bene collegati tramite il treno e darebbero valore a zone periferiche; al contempo libererebbero spazio centrale da destinare a scopo turistico o residenziale, con conseguente riduzione del traffico.
Altre amministrazioni comunali, provinciali, regionali e nazionali potrebbero lasciare il centro e trasferirsi nelle periferie. In centro attirano solo traffico, in periferia diverrebbero motori di sviluppo.
Il centro deve restare solo sede di poca alta rappresentanza e sopratutto tempo libero, turismo e residenza. In questo modo si potra` davvero utilizzarlo al meglio: i turisti saranno contenti e  torneranno tante volte a Torino.

Giochi Invernali Permanenti

20 febbraio 2006 |

Da Enrico Santangelo riceviamo e volentieri pubblichiamo:

La cittadinanza di  Torino  Olimpica, preso atto  con stupore e soddisfazione che da alcuni giorni:
– i mezzi pubblici passano a distanza di
cinque minuti l’uno dall’altro come a Zurigo, senza obbligare i passeggeri a
surgelarsi in attese senza tempo;

le strade vengono pulite a ogni ora  del    giorno e della
notte, che se stai per buttare una
cicca in strada, arriva lo spazzino col
posacenere; – gli spacciatori che pascolavano in piazza Vittorio abbordando i
passanti con il mantra "fumo fumo" sono improvvisamente evaporati in
altre dimensioni;

– la zona intorno alla stazione di Porta
Nuova è stata ripulita dai loschi figuri che abitualmente la frequentano e via
Nizza sembra un giardino zen;

– accanto ai binari della stazione medesima
ci sono signori in divisa che rispondono con cortesia alle domande dei
viaggiatori circa ritardi e coincidenze ferroviarie;

– i negozi di abbigliamento praticano
l’orario continuato, consentendo di fare acquisti persino a chi lavora;

– i bar e le drogherie servono pasti caldi
fino alle due, anzi alle tre, anzi alle quattro del pomeriggio; dichiara fin d’ora la sua indisponibilità
ad accettare un ritorno alle antiche abitudini. E dal momento che a produrre il
miracolo sarebbero state le Olimpiadi, chiede al Cio di organizzare a Torino i
Giochi Invernali Permanenti, 365 giorni l’anno, anche d’estate, vorrà dire che
sotto gli sci ci metteranno le rotelle.

Anonimo

________________________________________________________________

Commento:
Si puo’ evincere che molti torinesi sono contenti delle Olimpiadi, anche se forse non si rendono conto che qualcuno il conto dovra` pagarlo. Personalmente credo che il cambiamento debba concretizzarsi  in un piu’ generale cambiamento di cultura e di morale.
Il tutto si deve poi manifestare nell’acquisizione di nuove capacita`  e routines.
Un po’ di entusiasmo non ci dovrebbe far male, se sara’ integrato con laboriosi contenuti.
Se restera` da solo, si tratterra` di una semplice ciucca*. Si sara` trattato di essa, se il dopo Olimpiadi portera` un forte mal di testa.

GR

* Termine piemontese per "ubriacatura".

Allora, abbiamo una banca?

24 gennaio 2006 |

Senza troppo
timore che questo blog venga intercettato, credo sia legittimo che ci (torinesi
e piemontesi) poniamo questa domanda. Consideriamo infatti questi dati.
  Il Consiglio Generale della Compagnia di San
Paolo
http://www.compagnia.torino.it   ) è
composto da ventuno Consiglieri, dei quali:

a) due designati  dal Comune di Torino;

b) uno designato  dalla Regione Piemonte;

c) uno designato  dall’Amministrazione Provinciale di Torino;

d) due dalla
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino;

e) uno dalla
Unione Regionale delle Camere di Commercio del Piemonte;

f) uno dal
Consiglio Regionale del Volontariato del Piemonte;

g) uno
dall’Accademia delle Scienze di Torino;

h) altri  dieci nominati da comuni e camere di commercio
di Milano, Genova e Roma, Accademia dei Lincei ed enti europei.

h) quattro sono
cooptati dagli altri 17

Sembra quindi che
la componente piemontese nella Compagnia sia piuttosto importante (7
consiglieri sugli iniziali 17).  Non e` un caso che il presidente della banca
Sanpaolo, sia stato per molti anni presidente della Camera di Commercio di Torino e
che l`attuale presidente della CCIA di
Torino sia un ex vice-presidente della stessa banca.

 Secondo la
relazione del terzo trimestre 2005 della banca Sanpaoloimi (http://www.grupposanpaoloimi.com/scriptIr/investor/investor_relation/relazioni_inv.jsp
)  i piu’ grandi azionisti ordinari (quelle che votano) di quella banca sono:

Banco Santander
Central Hispano 10.66%
Compagnia di San
Paolo                 7.33%
Giovanni Agnelli
& C.                     6.28%
Fondazione Cassa
di Risp. PD e RV  4.29%

Quindi la
Compagnia di Sanpaolo e` un azionista piuttosto importante della banca Sanpaolo e gli
enti torinesi possono esercitare una certa influenza sulla Compagnia. Quindi in
un certo senso  e` vero che “abbiamo una
banca”.

Collegamento Caselle-Lingotto: uovo oggi o gallina domani?

14 gennaio 2006 |

Molti di noi si
sono rallegrati nello scoprire che durante il periodo olimpico Caselle sara’
collegata con Lingotto con quasi quaranta treni al giorno.
Se da un lato
possiamo rallegrarci, dall’altro dobbiamo prendere atto che questo collegamento
e’ provvisorio e dopo le olimpiadi dovrebbe venire smantellato. Infatti questo
collegamento si allaccia con l`attuale linea Dora- Porta Susa, che verra’ presto
smantellata per far posto ad una linea in larga parte interrata.

Bisognera’
attendere alcuni anni per un un collegamento Caselle-Lingotto di tipo
permanente.

L’ottenimento di
un collegamento probabilmente migliore
richiede di ritardare  di alcuni anni l’ottenimento
di una soluzione, con un indubbia perdita nel breve e medio termine. Merita aspettare? 
Per saperlo, bisognerebbe sapere l’ammontare dei redditi persi a
causa dell’attesa e l’ammontare dei maggiori redditi generati in futuro dalla
migliore soluzione. Si tratterebbe poi di vedere per quale tasso di interesse
le due somme vengono ad essere uguali (tasso interno di rendimento del
progetto).
Il valore di  un uovo oggi
(soluzione peggiore subito) moltiplicato per 1 piu’ un certo tasso d’interesse e` ugual al valore di una gallina domani (soluzione migliore poi):

uovo oggi   X   ( 1+ i
) = gallina domani

 
Se quel tasso d’interesse  " i "  e’
sufficientemente alto, per esempio simile a quello che lo stato deve pagare sui BOT, allora
la scelta era opportuna; significa che "la gallina" vale davvero molto e sarebbe possibile  prendere a prestito del denaro sul mercato per
compensare coloro che oggi patiscono il danno, mettendo poi il costo a carico
di chi ne beneficiera’ in futuro. Se il tasso interno di rendimento del
progetto fosse inferiore al tasso dei
BOT, allora sarebbe stato meglio scegliere la soluzione pronta subito, anche se
di peggiore qualita’.  Infatti, in tal
caso, i vantaggi  futuri non sarebbero in
grado di compensare i danni presenti.

L`Aurora di chi ?

7 gennaio 2006 |

Su La stampa di due giorni fa leggevamo un articolo intitolato: “Sarà l’Aurora ma solo per gli immigrati” .Trapelano due temi molto diversi.

Il primo concerne la violazione di norme (igieniche , del lavoro e di quiete pubblica) da parte di alcuni commercianti e cittadini di origine straniera. Ovviamente non ci puo’ essere tolleranza verso la violazione di norme, concernano esse il lavoro, l’igiene, il parcheggio in doppia fila, gli schiamazzi notturni, il falso in bilancio, le licenze commerciali, la corruzione, l’eccesso di velocita’, l’abuso edilizio, l’abigeato o l’evasione fiscale. Non importa chi sia a commettere la violazione, essa va punita secondo quanto previsto dai codici vigenti. 
Non possiamo che rallegrarci che sempre piu’ cittadini la pensino cosi’.
Il secondo problema secondo alcuni degli intervistati pare essere che gli stranieri stanno colonizzando il quartiere, aprendo negozi, bar,ristoranti e call centers. Su questa seconda questione e` piu’ difficile essere d’accordo. Dobbiamo abituarci  all’idea che chiunque venga ad investire il suo denaro vicino a casa nostra, rispettando le leggi, deve essere il benvenuto. Egli  dimostra di vedere il suo futuro in Torino e di scommettere su di essa.
Noi dobbiamo generalmente accogliere bene chi vuole investire a Torino sia per aprire un negozietto che per rilevare uno stabilimento, una squadra di calcio, una banca o un’ albergo. Il punto cruciale e’ che si tratti di operatori davvero interessati ad investire ed operare in questa citta’ e non semplicemente ad acquisire una quota di mercato.

Auguri

24 dicembre 2005 |

Pace in terra agli uomini di buona volontà

La scelta del tipo di energia

23 dicembre 2005 |

Vorremmo delle  tecnologie per produrre energia che:

  1. permettano di rispettare il Trattato      di Kyoto, perche`  pare che l`effetto serra esista davvero ed i trattati vadano      rispettati;

  2. riducano il nostro grande disavanzo      commerciale;

  3. ci facciano dipendere meno      dall`estero, in particolare da regimi poco democratici;

  4. non riducano ulteriormente la nostra gia`bassa competitivita`;

  5. non dipendano dalla disponibilita` di ottime macchine amministrative, perche’ da noi quelle scarseggiano;

  6. non creino eccessivi conflitti con il collocamento delle infrastrutture e dei residui, perche` fatichiamo molto a risolvere questo tipo di problemi;

  7. non creino dei grossi debiti per le prossime generazioni.

Il carbone, il petrolio ed il metano danno problemi rispetto ai punti 1,2,3 ed in parte 6 e 7.Il cosi’ detto "carbone pulito", pare che non emetta zolfo, ma emetta ossido di carbonio.

Il nucleare supera bene l`esame 1 e forse discretamente 2 e 3, ma ci sono forti dubbi sul punto 4 (recentemente il Governo di sua Maesta` Britannica ha dovuto sborsare 15 miliardi di euro per sanare il deficit della principale azienda inglese produttrice di energia nucleare), ci sono enormi problemi con 5 e consistenti problemi con 6 e 7.

Il solare, l`eolico e le biomasse potrebbero soddisfare bene 1, forse 2 e 3, suscitano dei dubbi su 4, in parte collegati con problemi di economie di scala ed ottimizzazione (sono ancora poco usate), vanno a nozze con 5 e 7 ed infine  se la cavano abbastanza con 6.

Sfruttato in Italia, rispettato alle Hawaii

14 dicembre 2005 |

Riceviamo e volentieri publichiamo:

I miei piu’
sinceri complimenti alla Signora Francesca Paci
per l’articolo "Trentenni
di genio …" apparso su LASTAMPA
Venerdi’ 9 Dicembre. Finalmente qualcuno
inizia timidamente
ad accorgersi del problema! In Italia non esiste
"vivaio
generazionale" per la classe manageriale che deve guidare
il
paese verso il futuro. Io sono un "compagno di disavventura"
di
Francesco. Il ricercatore espatriato negli Stati Uniti
per cercare opportunita’
di carriera e sviluppo professionale.
Sono architetto ed a 44 anni compiuti
sono emigrato negli
Stati Uniti per cercare quello che in Italia non sono
riuscito
ad ottenere in 18 anni di carriera professionale.
Sfruttato, mal
pagato, a volte non pagato, sottovalutato.
Non sono mai stato politicamente
coinvolto, quindi molte
porte non si sono aperte ed alcune si sono chiuse.
Ho
capito che in Italia non c’era spazio per sviluppare
professionalita’ ed
avanzare con la mia carriera.
Anch’io, con la mia "non giovane" eta’
ho
iniziato ad inondare di lettere e
curriculum gli
indirizzi di posta elettronica dei piu’ grossi studi
di
architettura degli Stati Uniti.
Un giorno ho
ricevuta una risposta. Da Honolulu.
Sono salito su un aereo pieno di speranze e
con
lo spirito di ventenne.
Inaspettatamente
mi sono trovato ad affrontare
un serio colloquio di lavoro. Cercavano un
Project
Manager con esperienza per seguire la costruzione
di un grattacielo in
Waikiki. Io non ho mai costruito
grattacieli, ma posso imparare. Cosi’ ho
terminato
il mio colloquio con il Principal della company.
Pochi gioni dopo ho
ricevuto una telefonata sul mio cellulare:
Welcome aboard Sergio! Mi sono
traferito con tutta
la famiglia ad Honolulu. Nessun dubbio,
nessuna remora:
ho lasciato l’incerto per un salto nel buio. 
Ora, lavoro come
Project Manager in uno studio di architettura
di 200 persone su due
interi piani di un grattacielo
in pieno centro di  Honolulu. Mi
occupo di grossi progetti
architettonici gestiti in outsourcing nel Sud-Est
asiatico
ed amministro in prima persona progetti  di edifici
commerciali per importanti aziende di grossa distribuzione
alimentare in ambito
nazionale americano.
Dopo un solo anno di lavoro, ho ottenuto soddisfazioni e
riconoscimenti che in Italia non ho ottenuto in 18 anni
di professione.
Devo dire grazie.
Sinceramente grazie all’Italia, che con la sua
situazione mi ha
dato la spinta per saltare sull’altra sponda.
Ora sono felice.

 
Lettera firmata

————————————————————————

Il male non e` solo che ricercatori e professionisti
se ne vadano, ma anche che quasi nessun
professionista o ricercatore straniero voglia
venire da noi.