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Aperte le iscrizioni fino al 28 agosto 2020 del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale e Sportello Lavoro presso il CRRF Mons. Luigi Novarese a Moncrivello

Aperte le iscrizioni fino al 28 agosto 2020 del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale e Sportello Lavoro presso il CRRF Mons. Luigi Novarese a Moncrivello

24 luglio 2020 |

Sono aperte le iscrizioni fino al 28 agosto 2020 del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale e Sportello Lavoro presso il CRRF Mons. Luigi Novarese – Santuario del Trompone.  Il test di ammissione sarà lunedì 7 settembre 2020. (altro…)

Il 5X1000 della Fondazione EMN Italy Onlus

Il 5X1000 della Fondazione EMN Italy Onlus

3 maggio 2020 |

Riceviamo e pubblichiamo dalla Fondazione EMN Italy Onlus (altro…)

Storie del Calcio: il libro di Alberto Zanichelli è ordinabile su Amazon

Storie del Calcio: il libro di Alberto Zanichelli è ordinabile su Amazon

9 aprile 2020 | , ,

Storie del Calcio” si sofferma su alcuni momenti significativi, senza l’intento di fare una storia completa. Il libro è diviso in tre capitoli: ci sono le storie riguardanti alcune edizioni dei Mondiali, si parla poi degli anni 30, il decennio d’oro della Nazionale italiana, mentre l’ultimo capitolo è dedicato agli oriundi, con un breve sconfinamento in altri sport.

Storie del CalcioIl libro è stato scritto attingendo ai ricordi personali dell’autore, appassionato di sport da unavita, ampliati e impreziositi da ricerche sulla storia della Nazionale italiana di calcio.

Non a caso la narrazione inizia con i Mondiali del Cile del 1962, i primi di cui l’autore abbia qualche ricordo. Il libro non ha la pretesa di essere una storia della Nazionale in senso stretto. È un insieme di storie del calcio in cui la Nazionale è protagonista, sia nel bene, sia nel male. L’autore ha scelto gli avvenimenti che gli hanno ispirato un racconto.

Il libro analizza anche periodi molto lontani per i quali sono state necessarie le opportune ricerche. Fortunatamente il calcio è uno degli argomenti più seguiti in assoluto sul web, per cui non è stato difficile trovare notizie e spunti per scrivere. Si è cercato inoltre di inquadrare gli avvenimenti sportivi nel loro quadro storico, facendo spesso riferimento al contesto dell’epoca nel quale si sono svolti.

Nel primo capitolo si prendono in esame otto edizioni dei Mondiali. Nel 1962 l’Italia è al centro di una campagna diffamatoria verso il Cile, considerato incapace di poter organizzare un evento così importante, data la sua struttura economica. La risposta dei Cileni avviene sul campo nella famigerata ‘Battaglia di Santiago’, una maledetta partita che è il clou di questo primo racconto. Nel 1966, ai Mondiali d’Inghilterra, l’Italia incappa nella clamorosa sconfitta contro la Corea del Nord, difficile da dimenticare per chi l’ha vissuta. Nel 1970 l’Italia è protagonista della ‘Partita del Secolo’, il famoso 4-3 ai supplementari contro la Germania, salvo poi crollare in finale sotto i colpi di un Brasile irripetibile. Quello del 1974 è stato definito ‘Il Mondiale delle Chinagliate’, riferendosi ai comportamenti discutibili di Giorgio Chinaglia, attorno alla cui vita si svolge questa storia. Il 1982 è quello della vittoria in Spagna, quello dell’Italia Mundial e di Paolo Rossi, ribattezzato nell’occasione Pablito. Il 1986 è il mondiale di Maradona, ma visto dalla prospettiva dell’Italia è quello della fine dell’era di Enzo Bearzot. Il Mondiale 1990, in Italia, è soprattutto quello di Schillaci, protagonista inaspettato, e della missione incompiuta di Azeglio Vicini. L’ultimo Mondiale di questa storia è quello del trionfo del 2006, quello del cielo azzurro sopra Berlino.

Nel secondo capitolo si torna indietro agli anni Trenta. Sono anni in cui l’Italia del calcio si rivela al mondo intero, vincendo tutto. Grande protagonista di questo periodo è Vittorio Pozzo, commissario tecnico della Nazionale, che per le sue vittorie non pretenderà mai una sola lira di compenso. In effetti la sua fonte di reddito rimarrà sempre il suo lavoro di giornalista sportivo per ‘La Stampa’ di Torino. Nel decennio Pozzo riesce a vincere due Mondiali, un’Olimpiade e due Coppe Internazionali, il torneo antesignano degli Europei. Poi la Seconda guerra mondiale prima e la tragedia di Superga poi, rovinano tutto. Il capitolo viene introdotto dalle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, in cui l’Italia per la prima volta vince qualcosa; nella fattispecie la medaglia di bronzo.

Il terzo capitolo è dedicato agli oriundi. Nel corso della storia, nella Nazionale italiana hanno giocato anche figli e nipoti dei nostri emigrati, avvalendosi del doppio passaporto. La grande emigrazione, iniziata agli albori del Regno d’Italia, ha prodotto una generazione di italiani all’estero dalla quale gli sport di squadra, hanno attinto a piene mani. Nel calcio, soprattutto fino alla Seconda guerra mondiale, hanno giocato nella Nazionale giocatori che hanno fatto la differenza e per buona parte si deve a loro la vittoria nel Mondiale del 1934. In tempi recenti, dopo un lungo periodo, sono stati riscoperti e utilizzati in tornei ufficiali. Infine, l’ultima parte tratta brevemente degli altri sport, visto che il calcio in questo senso ha fatto scuola.

Ordina il libro o l’ebook  su Amazon  

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Il CIOFS FP al forum internazionale dell’orientamento di Genova

Il CIOFS FP al forum internazionale dell’orientamento di Genova

12 novembre 2019 | ,

Il cuore del più grande “villaggio dell’orientamento” d’Italia sarà al Porto Antico di Genova, Ma il programma prevede eventi anche a Palazzo Ducale e al Palazzo della Borsa oltre a Palazzo San Giorgio, Acquario e Museo della Navigazione.

Il Salone, organizzato da Regione Liguria e dal comitato promotore composto da Comune di Genova, Città Metropolitana di Genova, Università degli Studi di Genova, Ufficio Scolastico Regionale e Camera di Commercio in strettissima collaborazione con il MIUR ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è la tappa più importante di un percorso che si è esteso nel tempo e nello spazio. Il Forum Internazionale sull’Orientamento, in programma all’Auditorium dell’Acquario di Genova dalle 9 alle 16 nella giornata di martedì 12 novembre, rappresenta un appuntamento ormai tradizionale all’interno del Salone Orientamenti. Quest’anno il convegno, organizzato con la collaborazione del CIOFS-FP e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, sceglie come focus centrale del dibattito il “saper fare” e la formazione tecnico-professionale, senza tuttavia dimenticare gli aspetti più generali e teorici dell’orientamento.

L’intera mattinata sarà dedicata alla scoperta dei nuovi orizzonti dell’orientamento grazie agli interventi di esperti nazionali e internazionali che spazieranno dall’imprenditoria giovanile al ruolo della famiglia nel percorso orientativo. Il pomeriggio, invece, sarà caratterizzato da un impianto più dinamico, con la presentazione di progetti, strategie e buone pratiche attivati in Italia e in Europa. L’obiettivo è valorizzare il percorso compiuto e indicare quello ancora da compiere per rendere l’orientamento una vera e propria disciplina essenziale nel bagaglio degli studenti.

Dopo i saluti delle autorità, coordinati da Silvana Rasello, Presidente del CIOFS FP Piemonte, e da Franco Chiaramonte, Esperto in politiche del lavoro, interverranno in una tavola rotonda dal titolo “Orientamento: nuovi orizzonti”:

  • João Santos, DG EMPL — Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione – “Orientamento in Europa”
  • Schany Taix, ELAIS – “Orientamento MULTIMODALE”
  • Lauretta Valente, CIOFS-FP COSPES – “Orientamento e saper fare”
  • Diego Boerchi, Università Cattolica di Milano – “Disponibili, troppo coinvolti o assenti: come i genitori partecipano alla scelta dei propri figli”
  • Ludovico Albert, Presidente Fondazione per la scuola – Compagnia di San Paolo “Dispersione implicita e Orientamento”
  • Jan Wilker, Start-Net Europe – “Best practices in Europe”

Nel pomeriggio, fanno il punto sugli strumenti di orientamento, coordinati da Furio Truzzi:

  • Mirko Cutrì, Coordinatore di World Skills Italy
  • Tomas Sprlak, FECBOP
  • Raffaella Nervi, Regione Piemonte e Antonella Sterchele, Città Metropolitana di Torino
  • Elisabetta Donato ed Elisabetta Beccio, CIOFS-FP Piemonte – BILCO e integrazione dei servizi
  • Francesco Isetta e Alice Barbieri, Aliseo – #Progettiamocilfuturo
  • Tiziana Piacentini e Matteo Barbetta, CIOFS-FP Nazionale – GUIDE 2.0
  • Daniela Volpe e Angelika Bartholomäi, Regione Puglia – Presentazione del progetto Or.Co.
  • Ilaria Cavo, Assessore Regionale alla Scuola, all’Università e alla Formazione

A tirare le conclusioni sarà Carmela Palumbo, Capo Dipartimento del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione-MIUR.

________________________

Info: Monica Roncari
Ufficio Comunicazione
CIOFS FP PIEMONTE
www.ciofs.net
www.centrobilco.it

Piazza Maria Ausiliatrice, 27
10152 Torino
Tel. 011 5211773

 

 

Gli errori giudiziari e le loro conseguenze

Gli errori giudiziari e le loro conseguenze

25 settembre 2019 | ,

Abbiamo intervistato la Professoressa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia presso l’Università Popolare degli Studi di Milano –  Università di Diritto Internazionale – autrice del libro “La falsa giustizia” scritto a quattro mani con il Generale Luciano Garofano che tratta il tema dell’errore giudiziario.

Perché avete sentito l’esigenza di pubblicare un’opera sull’errore giudiziario?

Insieme al  mio coautore il gen. Luciano Garofano abbiamo sentito questa esigenza, perché riteniamo che il nostro sistema giudiziario non sia perfetto  e con questo non vogliamo lanciare accuse a chi ogni giorno si impegna per mandare avanti la macchina della giustizia, ma solo dire che la giustizia del nostro Paese come quella di molti altri, può senz’altro migliorare intervenendo con delle riforme che introducano dei protocolli e delle linee guida in grado di limitare la possibilità di commettere errori, lo  sosteniamo sulla scorta delle esperienze  già compiute  da altri Stati.

Consideri che negli ultimi 25 anni l’Italia ha speso circa 790 milioni di euro a titolo riparatorio per le 27.200 persone colpite da errori giudiziari e da ingiusta detenzione; questi di cui parliamo sono solamente i casi noti che seguendo le corrette procedure hanno ottenuto i risarcimenti, ma chissà quante altre persone rivendicano la loro innocenza e sono ancora in attesa di avere giustizia.

Sin dalla prefazione del libro ponete l’accento sulla necessità di un approccio scientifico alla scena del crimine. Non è sempre così che dovrebbe accadere? 

Certo dovrebbe essere sempre così, in Italia abbiamo molte eccellenze e nulla da invidiare ad altri Paesi, però non sempre sono queste ad entrare per prime in azione; accade ancora che la scena del crimine nell’immediatezza dei fatti non venga adeguatamente protetta, con il rischio concreto di inficiare per sempre un caso.

Una parte importante dell’iter giudiziario è rappresentata proprio dalle fondamentali attività di sopralluogo necessarie all’acquisizione di tracce e reperti da sottoporre ad analisi, che dovranno essere svolte in maniera attenta e completa, con modalità che evitino contaminazioni e alterazioni. Oggi possiamo contare sull’apporto di nuove tecnologie e materiali per l’attività di acquisizione, ma è pur sempre un’attività svolta dall’uomo e per questo s’impone l’applicazione e il rispetto di protocolli e procedure scientifiche sia in queste fasi che nelle successive analisi di laboratorio, allorché il valore probatorio dipende dal corretto svolgimento di queste attività.

Quali sono le cause che non lo permettono in Italia?

Le basi per lavorare in modo professionalmente valido ci sono anche in Italia, devono solo essere codificate alcune procedure, certificati tutti i laboratori che operano sulle fonti di prova, dev’essere garantita la catena di custodia, devono essere più stringenti i criteri che consentono a Periti e Consulenti di operare in ambito giudiziario.

Quali sono gli errori più comuni commessi nell’identificazione del reo, di chi è accusato di un delitto? 

Paradossalmente nei casi in cui sono presenti dei testimoni il riconoscimento dell’autore di un crimine sembra una questione semplice da dirimere.

Invece gli studi compiuti hanno affermato esattamente il contrario, l’erroneo riconoscimento rappresenta l’80% delle cause di errore individuate negli Stati Uniti.

Molto dipende dalle condizioni ambientali e dalla durata dell’esposizione alla vista del possibile autore del crimine; ci sono elementi che influiscono negativamente sul ricordo, ad esempio: il tempo trascorso tra l’evento e l’identificazione; ma giocano a sfavore anche i condizionamenti dovuti al pregiudizio, e la comune difficoltà a riconoscere i dettagli dei volti di etnie diverse dalla nostra, per cui tendiamo ad avere una visione d’insieme gestaltica.

Nel caso delle descrizioni fatte ai disegnatori di identikit, la nostra memoria potrebbe inconsapevolmente ricostruire parti mancanti del ricordo, estraendo dalla memoria elementi di volti familiari sovrapponendoli a quello da delineare, tutto ciò in perfetta buona fede.

Ma possono giocare cattivi scherzi la pressione psicologica proveniente dal contesto istituzionale, la motivazione a voler fornire informazioni utili al caso e l’ansia per le aspettative degli investigatori, come anche le modalità di presentazione delle persone o delle fotografie disposte da parte degli inquirenti per il riconoscimento del potenziale reo, si è visto che sono state foriere di errori.

Ciò detto si comprende quanto sia importante conoscere quali siano gli elementi che condizionano il corretto riconoscimento per porvi dei correttivi, questo in funzione del ruolo di primo piano che riserviamo alla testimonianza all’interno del processo.

Il libro tratta molti casi giudiziari americani. Abbiamo letto il lavoro svolto dall’associazione “Innocence Project” in merito. In Italia si può affermare che non vi sia ancora una sensibilità e degli strumenti adeguati sul tema? 

Nel libro oltre ai casi italiani abbiamo riportato il risultato esperienziale statunitense, raccontando attraverso dei casi reali le tipologie di errori commessi, casi che sono stati sottoposti a processi di revisione e dai quali è risultata la piena innocenza delle persone precedentemente condannate in via definitiva. Questi casi sono stati utili per comprendere dove si era prodotto l’errore e per iniziare quel percorso che auspichiamo inizi anche da noi, affinché tutto ciò non si ripeta mai più.

Da quello che abbiamo appreso leggendo questi documenti, generalmente non è mai un solo errore che porta ad un’erronea condanna, ma una somma di essi.

Quando nel 1992 il percorso dell’Associazione Innocence Project è iniziato, l’opinione pubblica americana era scettica, il popolo americano ha sempre riposto estrema fiducia nel proprio sistema giudiziario.

Ebbene, man mano che l’attività di revisione procedeva ed emergevano nuovi casi di errore, anche l’atteggiamento delle persone è cambiato, tanto da spingere alcuni stati dove vigeva la pena di morte ad interrompere le esecuzioni e ad istituire commissioni d’inchiesta per far luce su alcune prassi che hanno avuto un ruolo importante nella commissione di errori che hanno portato ad ingiuste condanne.

A nostro avviso il dibattito sull’errore giudiziario in Italia è iniziato recentemente; alla fine di alcuni processi noti alle cronache, capita sempre più spesso di assistere a discussioni sui media e sui social di persone schierate tra gli innocentisti e i colpevolisti, questo vuol dire che in alcuni di noi permangono dei dubbi dopo certe sentenze.

Il nostro sistema ha tre gradi di giudizio posti proprio a garanzia di un giusto esito, però sulla scorta di quanto abbiamo appreso dal lavoro già svolto negli Usa, manca ancora una vera consapevolezza di quali siano gli errori commessi nella nostra realtà, fino a che non daremo inizio ad un percorso simile al loro.

È previsto a breve uno studio approfondito della casistica italiana? 

Consideri che la prima sede italiana dell’Innocence Project Italia è stata aperta nel 2014, prima di poter vedere dei risultati concreti del lavoro svolto, pensiamo che occorra ancora qualche anno.

Il libro
La falsa giustizia La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli
di: Garofano Luciano Pensieri Maria Gaia
Prefazione di Manfredi Mattei Filo della Torre
Introduzione di Baldassare Lauria
Autori: Luciano Garofano, Maria Gaia Pensieri

Pornografia: gioco, uso, abuso. Conferenza a Torino

Pornografia: gioco, uso, abuso. Conferenza a Torino

11 settembre 2018 | , ,

Dopo gli appuntamenti che l’hanno vista impegnata nell’organizzazione di conferenze su tematiche come la psicologia criminale, l’Associazione ECO  organizza a Torino la prima conferenza legale-scientifica sul tema della pornografia.

Il tema è quanto mai di attualità se pensiamo che il giro d’affari del solo porno online è di oltre 4 miliardi di euro. Il 35% di tutti i download effettuati da Internet ha contenuti porno, e ogni secondo oltre 28.000 persone si collegano a un sito hard.

Pornografia: conferenza a Torino

Ogni giorno nel mondo circolano oltre 2,5 miliardi di e-mail hot. Ogni secondo vengono spesi online 2800 euro per contenuti pornografici.

Tanti problemi ovviamente si legano alla “visione adatta ad un pubblico adulto”.

Dalla definizione di normalità al disagio sino alla franca dipendenza, oramai nota. Non ultimi ad essere implicati sono gli adolescenti; le possibilità della multimedialità li sposta su terreni per i quali andrebbero meglio preparati. La dimensione dell’affetto, della sessualità, del genere e complessivamente la costruzione della relazione con l’altro sesso possono essere fortemente minacciati.

Questi  i temi che saranno trattati da altrettanti studiosi e psicologi che saranno a disposizione dei presenti per domande e approfondimenti.

 

PORNOGRAFIA: COSA DICE LA LEGGE?

La pornografia in Italia è sia consentita e sia vietata. Tra leggi vage o mancanti, e leggi precise scopriremo i confini del lecito e dell’illecito.
Avv. Mario Motta, civilista 

 

PORNOGRAFIA: I NUMERI 

Siamo purtroppo abituati a chiamare “statistiche ” qualunque serie di numeri inerenti un certo fenomeno. Come si fa a stabilire se questi numeri sono attendibili? Indaghiamo insieme dietro le quinte  dei numeri della pornografia.
Prof. Walter Caputo

 

IL PORNO NELLA COPPIA 

Cosa succede usando la pornografia in chi sta vivendo un rapporto di coppia?
L’uso concordato può aiutare a far rinascere, mantenere o crescere l’interesse e l’attività sessuale?
La ricerca e l’esperienza clinica sottolineano come l’uso della pornografia raffreddi il rapporto di coppia, ostacolandone l’intimità mentale, fisica ed emotiva. L’intervento metterà in luce i meccanismi sottesi all’uso della pornografia e evidenzierà i possibili rischi a cui si espone la coppia ,osservando come si modifica il ciclo naturale della risposta sessuale nelle sue fasi (desiderio/eccitazione, orgasmo e risoluzione) .
Dr. Fulvio Trombotto

 

DROGATI DI PORNO 

Le nuove dipendenze (new addictions) comprendono tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non è implicato l’uso di alcuna sostanza chimica. Tra queste rientra la dipendenza da pornografia (porn addiction), ossia la la ricerca compulsiva del piacere sessuale che si raggiunge attraverso l’autoerotismo e tramite la visione di materiale pornografico.
Il porno dipendente spesso ha una bassa autostima ed è soggetto ad ansia, umore depresso. stress, vergogna e senso di colpa;  tra le conseguenze ci possono essere forti implicazioni a livello sociale, lavorativo e affettivo relazionale”
Dr. Stefano Lagona

 

L’Associazione senza fini di lucro E.C.O. (Epistemologia – Comunicazione – Orientamento) è stata fondata a Torino nel 1998 per rispondere a delle carenze che si sentivano nell’ambito dell’offerta da parte dell’area disabili del Comune di Torino. Sono stati quindi avviati dei gruppi AMA per famiglie di disabili con lo scopo di fornire sostegno e trovare soluzioni alle difficoltà che queste incontravano nella gestione dei figli.
Lo scopo fondamentale a cui è sempre rimasta fedele è il miglioramento della qualità della vita delle persone.

Nel corso degli anni gli interventi sono stati ampliati ed hanno coinvolto realtà diverse da quella dell’area disabili del Comune arrivando ad includere scuole di diverso ordine e grado, i Centri per l’impiego della Provincia di Torino, l’Ospedale Valdese, i CSM di Avigliana-Giaveno-Rivoli, e in generale la popolazione.

Per informazioni: www.ecoassociazione.it   alla pagina dei contatti

 

The Adventures of Alice

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20 dicembre 2016 |

L’orologio batte i secondi, tic toc tic toc tic toc. Sullo schermo accanto c’è scritto che mancano dieci minuti all’inizio dello show. Davanti al sipario chiuso siamo in due, ci guardiamo intorno un po’ perplessi; poi viene l’addetto all’ingresso, ha indosso un cappotto lungo color verde acceso e un cilindro, ci timbra i biglietti. (altro…)

Il Panettore teatrale di quest’anno a Torino è  Rumori Fuori Scena al Teatro Astra

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2 dicembre 2016 |

Quest’anno il tradizionale appuntamento natalizio a Teatro sarà con Rumori Fuori Scena: la commedia brillante, scritta da Michael Frayn, più rappresentata del Novecento: tradotta in 29 lingue, è stata messa (altro…)

Apre a Torino RoccaVintage  la prima galleria dedicata alla fotografia d’epoca con una mostra dedicata alle foto d’epoca del Grand Tour d’Italia

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20 novembre 2016 | , ,

Apre nello storico palazzo di Via Della Rocca 20, RoccaVintage, la prima galleria a Torino dedicata alla fotografia d’epoca dove ci sarà in mostra fino al 24 dicembre 2016 “Vedute del (altro…)

A Pianezza parte #noiciproviamo uno spazio dedicato alla socializzazione di giovani e meno giovani

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18 novembre 2016 | , , ,

Domenica 27 novembre viene inaugurato a Pianezza lo spazio della neonata associazione per il tempo libero #NOICIPROVIAMO. L’intento dell’associazione è creare un luogo dedicato alla (altro…)