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Ora solare: stanotte un’ora in più di sonno

29 ottobre 2011 |



Alle tre di notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre torna l’ora solare. Bisognerá dunque spostare le lancette degli orologi un’ora indietro, scandendo così la fine del periodo dell’ora legale 2011. Il cambio, domani, ci fará dormire un’ora in più, mentre si dovrá aspettare fino a marzo 2012 per ritornare all’ora legale.
Lo scopo dell’ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. [vedi Vantaggi e svantaggi su Wikipedia]
Tra i primi a teorizzarla fu Benjamin Franklin, in una proposta pubblicata sul quotidiano francese Journal de Paris. Idea che non  ebbe molto successo,  ma fu  ripresa solo nel 1907 dal costruttore inglese William Willet. Nel 1916 la Camera dei Comuni diede dunque  il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate.
In Italia l’ora legale scattò per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Sospesa nel 1920,  ritornò nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L’adozione definitiva risale al 1966, in concomitanza con la crisi energetica.

ORA LEGALE E RITMI CIRCADIANI. NON E’ JETLAG 

Esitono diversi studi che mettono in relazione il cambiamento dell’ora con i ritmi del sonno e eventuali risvolti patologici. Chi parla di Jet Lag, però, fa confusione tra due fenomeni diversi.

Come afferma il prof. Derk-Jan Dijk dell’università di Surrey [1], nel Jet Lag il nostro metabolismo tende rapidamente a trovare un equilibrio con l’andamento astronomico della nuova località, mentre con le variazioni d’ora legale e solare l’ambiente non muta, e dunque l’organismo è costretto forzatamente a cambiare il proprio ritmo. Il corpo umano non riceve dall’esterno segnali che qualcosa è cambiato, mentre deve forzatamente cambiare certi comportamenti abitudinari.
L’orologio biologico (che ci dice quando è ora di svegliarsi o di andare a dormire) è controllato almeno da tre variabili:  

  • l ritmo della melatonina (un ormone prodotto durante la notte che regola anche i rirmi del sonno-veglia;
  • il ritmo del cortisolo (un ormone correlato anche alla pressione sanguigna, più elevata al mattino e minore la sera;
  • la temperatura corporeache scende ai livelli minimi circa 4 ore dopo che ci si è addormentati.
Con l’alterazione del ritmo del sono si altera la produzione di tali ormoni.
Per chi volesse approfondire, esiste uno studio recente [2] sull’alterazione dei ritmi circadiani  finanziato dalla Commissione europea e pubblicato sulla rivista Current Biology che è stato condotto su un campione di 40.000 abitanti dell’ Europa centrale, estratto da un database di 21.600 interviste.


Riferimenti

[1] Cromie, William J. (1999-07-15).
The Harvard University Gazette. Retrieved 2008-02-19.
[2] Till Roenneberg, C. Jairaj Kumar, Martha Merrow
Current Biology17(2) pp. R44 – R45
Da Telethon in arrivo 410 mila euro per la ricerca piemontese

Da Telethon in arrivo 410 mila euro per la ricerca piemontese

15 luglio 2011 |

Sono in arrivo 410 mila euro da Telethon per la ricerca scientifica piemontese.

La  Commissione medico scientifica della Fondazione ha valutato e individuato tre gruppi di ricerca dell’Università di Torino meritevoli di finanziamento. Questi centri svolgono ricerca scientifica nella lotta alle malattie genetiche.

Sono dunque 9,6 milioni di euro i fondi totali stanziati ad oggi da Telethon in Piemonte.

Scendendo nel dettaglio, presso il dipartimento di Anatomia, farmacologie e medicina legale, Maurizio Giustetto prenderà  parte a un progetto multicentrico che coinvolge tre gruppi di ricerca, due di Milano e uno di Genova.

Allo studio del gruppo di ricerca ci sono i meccanismi molecolari alla base della sindrome di Phelan-McDermid, caratterizzata da ipotonia neonatale, ritardo globale dello sviluppo, gravi deficit del linguaggio e dismorfismi.

Giorgio Merlo del Centro per le biotecnologie molecolari coordinerà invece un progetto di ricerca sulle displasie ectodermiche, un gruppo piuttosto eterogeneo di malattie genetiche dello sviluppo.

Da alcuni anni il gruppo del ricercatore studia infatti  le malformazioni a carico di palato, arti e pelle legate a difetti in una proteina chiamata p63.

Il terzo progetto finanziato è coordinato infine da Ferdinando Fiumara, del dipartimento di Neuroscienze, incentrato su un gruppo di malattie che vanno da disturbi dello sviluppo dello scheletro e del cranio, al ritardo mentale a disturbi della vista.