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L’Università Popolare degli Studi di Milano apre sede a Torino e Cuneo

L’Università Popolare degli Studi di Milano apre sede a Torino e Cuneo

10 dicembre 2018 |

Gli studenti stranieri sono sempre più presenti nel sistema scolastico nazionale Non è un caso che nelle Università internazionali come l’Università Popolare di Milano gli studenti stranieri provengano da oltre 200 nazionalità di provenienza diverse, anche se la maggioranza da un gruppo ristretto di paesi, come la Romania e il Marocco (etnie di cui è ricco il nostro Piemonte) fino al Madagascar, grazie a una convenzione che l’Università Popolare di Milano ha firmato con il Presidente del Madagascar e con il Ministro dell’Istruzione della Repubblica Malgascia nel 2017.  Ora l’Università a aperto una sede a Torino e preso anche a Cuneo, come ci informa TargatoCn.

Oltre alle università tradizionali in Italia sono presenti anche le università internazionali. Fra gli esempi più noti si trova la LUISS, il cui nome completo è Libera Università Internazionale degli Studi Sociali. Un’altra università internazionale, anche se forse non così nota, è l’Università Popolare degli Studi di Milano, riconosciuta dal MIUR come università internazionale e autorizzata ad emettere titoli riconosciuti nel nostro Paese. Nata oltre 100 anni fa, quando nascevano nelle città italiane numerose università popolari, quando l’accesso all’istruzione era limitato alle classi aristocratiche e abbienti. Con il passare degli anni e l’ampliamento dell’alfabetizzazione di base, le università popolari hanno cambiato i corsi promossi, evolvendosi nella maggior parte dei casi in luoghi in cui è possibile studiare di tutto, dalla letteratura italiana al judo. Fa eccezione l’Università Popolare degli Studi di Milano che, partendo dalla base comune a tutte le università popolari, è diventata una università internazionale, che opera anche in altri paesi nel mondo.

L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO PUÒ RILASCIARE TITOLI DI STUDIO RICONOSCIUTI IN ITALIA?

Si, grazie al trattato di Lisbona. Sulla Gazzetta Ufficiale si legge infatti che:

L’università Popolare degli Studi di Milano è regolarmente iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche n° 58241FKL M.I.U.R. Membro della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (Personalità Giuridica D.M. Università del 21/05/1991 – Gazzetta Ufficiale del 30/08/1991 n°203 anno 132°).
Autorizzata il 14.10.2011 (Roma), con presa d’atto Ministeriale, prot. 313, MIUR Ministero dell’Istruzione – Università – Ricerca; Trastevere 76/A – 00153 Roma, F.to., il sottosegretario del MIUR Senatore Guido Viceconte per rilasciare i titoli accade- mici e con approfondimento di presa d’atto del 14.10.2011 a cura della segreteria Tecnica del Sottosegretario Senatore Guido Vice- conte prof. Roberto Leoni; Dirigente Tecnico -a r. – Consulente che conferma la piena capacità giuridica di svolgere la formazione e rilasciare titoli accademici con valore legale (in virtù di sede della UUPN) in conformità della Convenzione di Lisbona (25-7-2002 supplemento ordinario della gazzetta ufficiale serie generale n.173) Lisbona 11 aprile 1997 “ Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea” in virtù e rispetto della convenzione.

L’Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano ha voluto proprio per estrema trasparenza pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari ai quali chi si laurea presso questo ente può accedere. Li trovate qui.

ISCRIZIONE AD ALBI DI STATO DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO

Lo dice il DPR n. 328/2001 che permette a chi lo desideri di svolgere questo semestre prima del conseguimento della laurea, direttamente nel corso di studi universitario, alla sola condizione che venga stipulata una convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.

Alla data del 5 ottobre 2016 i Corsi di laurea convenzionati sono 209 e come è possibile visionare l’Università Popolare di Milano insieme ad altre Università è inserita nella Convenzione per lo svolgimento del tirocinio professionale durante il corso di studi universitario.

In particolare dal DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, INGEGNERIA EDAGRIBUSINESS
– Classe L-7 “Ingegneria Civile e Ambientale”
– Classe L-18 “Scienze dell’Economia e della gestione aziendale”
– Classe L-26 “Scienze e Tecnologie alimentari”

IN QUALI NAZIONI OPERA L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO?

L’Università Popolare degli Studi di Milano opera in Costa d’Avorio, Burkina Faso e Madagascar, grazie a gemellaggi con le università locali, stipulati con l’intento di aiutare le persone di quei paesi a studiare nel loro paese, consentendo loro di migliorare la propria vita grazie alla formazione universitaria. Data la motivazione che aveva portato alla nascita delle università popolari, vale a dire consentire alle fasce deboli delle popolazioni di accedere alla formazione scolastica, l’Università Popolare degli Studi di Milano si rivolge a paesi extraeuropei per rispondere alla sua vocazione, antica ma sempre attuale, di fornire formazione a coloro che non potrebbero permettersela, prendendo sotto la sua tutela paesi e centri di formazione che hanno un effettivo bisogno di essere aiutati. Non si tratta dell’unica università ad operare in Africa, infatti numerose università italiane hanno stretto rapporti di collaborazione in Burkina Faso e in particolare con l’Université de Ouagadougou. E poi ecco le Università sempre italiane che hanno stretto accordi con le sedi universitarie della  Costa d’Avorio.

QUALI SONO I CORSI DISPONIBILI?

Oltre alle “facoltà” di sociologia, scienze Politiche e scienze della comunicazione, l’università popolare di Milano promuove ancora corsi di “Ingegneria Civile e Ambientale” che permettono l’iscrizione all’Albo degli Agrotecnici, regolarmente autorizzati e riconosciuti dal MIUR, come si può leggere qui, grazie al riconoscimento ottenuto dal MIUR nel sistema universitario italiano.

“Chiave a Stella” 2018: un premio alle PMI e all’eccellenza piemontese

“Chiave a Stella” 2018: un premio alle PMI e all’eccellenza piemontese

14 novembre 2018 |

L’edizione dei dieci anni del Premio “Chiave a stella”, si conclude con la serata di premiazione dei vincitori prevista il 19 novembre alle ore 17.00 presso la Sala Agorà UniManagement di Via XX Settembre n. 29, a Torino.

Quest’anno la serata sarà particolarmente importante non solo per i dieci anni dall’inizio del Premio, ma anche per la presenza dei Rettori del Politecnico e dell’Università di Torino – Guido Saracco e Gianmaria Ajani – che discuteranno con gli imprenditori delle possibilità offerte alle imprese dal sistema della ricerca e dell’innovazione presente a Torino.

Sarà anche l’occasione per approfondire gli aspetti più importanti dell’attuale situazione congiunturale, le prospettive dei prossimi mesi, le possibilità di ripresa per le imprese.

L’evento è aperto a tutti gli imprenditori.

Per conoscere il dettaglio del programma è possibile consultare il sito API Torino.

Confermare la partecipazione entro mercoledì 14 novembre all’indirizzo e-mail [email protected]

 

 

Premio in Banca d’Italia al CIOFS di Chieri: istituto di formazione che prepara le nuove generazioni di esperti digitali

Premio in Banca d’Italia al CIOFS di Chieri: istituto di formazione che prepara le nuove generazioni di esperti digitali

7 novembre 2018 | ,

Il CIOFS FP, da sempre un Istituto modello per la formazione nelle nuove tecnologie per la comunicazione e l’ecommerce anche quest’anno si aggiudica uno dei premi più prestigiosi per l’approccio alle ICT e la promozione di percorsi formativi innovativi che tramite l’uso delle nuove tecnologie favoriscano lo sviluppo delle capacità critiche e creative dei ragazzi. Aveva già vinto un Premio analogo l’anno scorso, ma quest’anno il prestigio del Premio è cresciuto. Tanto che la Banca d’Italia ha voluto una delegazione dei ragazzi vincitori per consegnare ufficialmente il meritato riconoscimento.

Il progetto vincitore è stato realizzato dalla classe Prima B del percorso di studi per Operatore ai servizi di vendita, al fine di mettere alla prova le competenze acquisite attraverso le lezioni di Web marketing, iniziando a create una banca dati relativa alle associazioni di volontariato, mettendola a disposizione di chiunque ricerchi modalità per fruire dei servizi proposti dalle associazioni inserite nella banca dati, oppure per mettersi al servizio di chi è più debole e svantaggiato, offrendo la propria collaborazione. Il progetto è visibile al link torinosocial.blogspot.com

Suor Monica Roncari, direttrice dell’Istituto, intervistata dopo la comunicazione della vittoria, ha dichiarato: “Siamo estremamente felici che il nostro progetto sia risultato fra quelli selezionati come vincenti, soprattutto perché il tema del concorso rispecchia appieno quella che è la storia formativa del nostro Istituto. Don Bosco diceva che era necessario formare “buoni cristiani e onesti cittadini”, e i centri di formazione salesiani continuano ancora a investire in questo obiettivo, aggiornandolo alle criticità del nostro tempo. Se all’epoca dei nostri fondatori ai ragazzi venivano insegnati mestieri come il sarto e lo stampatore, oggi è necessario promuovere professionalità in grado di fornire occasioni lavorative in un mondo sempre più multiculturale, tecnologico e interconnesso. Inoltre, il blog costruito dalla classe è, ha un valore aggiunto: la solidarietà; in una società che tende a mettere il diverso ai margini, noi puntiamo sull’attenzione all’altro. E i ragazzi lo hanno capito”.

La premiazione si terrà mercoledì 14 novembre 2018, dalle ore 17.00 alle 18.30, presso la Banca d’Italia a Torino, situata in via Arsenale. 

Saranno presenti il Direttore della filiale di Torino della Banca d’Italia Luigi Capra, l’Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Giovanna Pentenero, il Direttore Generale dell’USR per il Piemonte, Fabrizio Manca, il Presidente di AICA Giuseppe Mastronardi (o loro delegati) e naturalmente una delegazione dei ragazzi vincitori.

I percorsi sono stati valutati attribuendo un punteggio da 1 a 5 al soddisfacimento dei requisiti richiesti nel regolamento di partecipazione al bando:

  1. Originalità dell’idea
  2. Grado di complessità della soluzione
  3. Grado di innovazione nella didattica
  4. Grado di interazione/partecipazione degli studenti, con compiti in cui si richiede loro la produzione di materiali digitali, la consultazione di fonti diversificate in rete, la risoluzione di problemi autentici
  5. Prodotto finale (significatività, creatività, trasferibilità)

La scelta di creare il blog  torinosocial.blogspot.com nasce dal contesto storico sociale di Chieri, al centro di quelle che sono definite Terre dei Santi, visto l’alto numero di santi sociali che sono nati e che hanno vissuto nel Chierese. La scelta è stata ulteriormente facilitata dalla frequentazione del CIOFS FP “Santa Teresa” di Chieri, gestito dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, ordine di suore facenti parte della famiglia salesiana fondato da San Giovanni Bosco e da Santa Maria Domenica Mazzarello con la finalità di replicare per le ragazze quanto Don Bosco stava già realizzando a Valdocco con i ragazzi. Dal 1888, anno della fondazione dell’Istituto Santa Teresa, le suore hanno centrato la loro missione sulla formazione delle ragazze (e successivamente dei ragazzi) che hanno frequentato il loro istituto, aggiornando nel corso del tempo l’offerta formativa. Oggi il C.I.O.F.S.-FP, nel solco tracciato dai propri fondatori, ha ampliato gli ambiti di attività, adeguando la propria offerta di servizi alla realtà sempre più dinamica e complessa della nostra società e del mondo del lavoro. Promuove infatti non solo percorsi formativi, ma anche attività di orientamento, accompagnamento, stage, servizi al lavoro, servizi integrati per le persone e le imprese, progetti di scambio con altri Paesi europei, rivolti a persone in differenti condizioni lavorative: giovani, disoccupati, donne, migranti, persone in difficoltà, in mobilità, occupati che necessitano di aggiornamento professionale.

La finalità della partecipazione al concorso è stata quella di favorire lo sviluppo di competenze degli studenti per l’approccio alle nuove tecnologie, specialmente sotto l’aspetto del web marketing, la promozione di percorsi formativi innovativi che tramite l’uso delle nuove tecnologie favoriscano lo sviluppo delle capacità critiche e creative dei ragazzi. Allo stesso tempo la realizzazione del blog è servita per favorire lo sviluppo di competenze nell’utilizzo di strumenti indispensabili per la creazione di nuove opportunità lavorative in un mondo sempre più complesso e interconnesso, favorendo allo stesso tempo la consapevolezza della propria personalità digitale.

 

Le Persone Oltre i Numeri: per la business intelligence non siamo numeri ma storie da raccontare

Le Persone Oltre i Numeri: per la business intelligence non siamo numeri ma storie da raccontare

25 ottobre 2018 | ,

Dai Big data alla centralità dell’utente, del cliente, dell’abitante. La prima cosa che ci chiediamo è che cos’è realmente  la Business Intelligence?Potremmo definirla come un insieme di processi aziendali per raccogliere dati ed analizzare informazioni strategiche; la tecnologia utilizzata per realizzare questi processi ma anche le informazioni ottenute come risultato di questi processi. Un processo dunque che permette  di trasformazione dati e informazioni in conoscenza  per permettere ai dirigenti di trasformarla n processi decisionali strategici. È dunque una metodologia interessante per qualsiasi azienda di qualsiasi settore merceologico o industriale.

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Gianni Bientinesi è esperto in Business Intelligence, studi e ricerche di mercato a livello internazionale. Ideatore dell’Osservatorio sulla casa di Leroy Merlin, ha messo a frutto tutta la sua esperienza per cercare di capire come sta cambiando il modo di raccogliere e analizzare le informazioni sui clienti. I dieci punti principali per sviluppare un business che sia davvero intelligente

Un antico proverbio orientale dice che quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito. Riprendendo questo concetto e inserendolo nel contesto in cui viviamo, strangolato dalla digitalizzazione delle nostre vite, riflettiamo sul ruolo predominante che oggi gli strumenti hanno rispetto ai sentimenti. In una società in cui si associa ai Big Data la risposta a tutti i quesiti del business, spesso ci dimentichiamo che dietro l’analisi dei numeri ci sono le persone.

Gianni Bientinesi

Gianni Bientinesi

La Business Intelligence  si propone oggi come un nuovo approccio multidisciplinare che parte dall’analisi dei dati, Big e Small, fino alle storie delle persone, per indirizzare le aziende ad adottare una strategia più completa. Non solo algoritmi, ma approccio, apertura mentale, condivi- sione e comunicazione di quelli che sono gli obiettivi strategici dell’azienda.

Questo saggio dunque cerca di offrire una visione più profonda della Business Intelligence, la disciplina che ripensa al ruolo del marketing per proporre un nuovo mo dello, più consapevole e responsabile, per guidare le strategie aziendali. Un business intelligente, infatti, che non si ferma al su- perfluo, ma ascolta le storie delle persone e migliora la qualità della vita di tutti noi.

Un saggio rivolto a tutti, in particolare a chi deve prendere decisioni strategiche a partire dai big data, e che permette di riconsiderare la centralità del cliente, della persona, dell’abitante, rendendosi conto che sopravvive nel tempo solo l’organizzazione in grado di soddisfare sempre tutti i suoi clienti.

Un libro che vi permetterà di:

1. Rimettere le emozioni al centro: le informazioni devono diventare delle storie che emozionano.
2. Spingere verso l’innovazione continua: la ricerca ha il compito di spingere verso il cambiamento.
3. Ripartire dalle idee: le aziende devono rifocalizzare le loro strategie.
4. Ascoltare i bisogni delle persone: le aziende devono imparare ad ascoltare.
5. Favorire la condivisione: lo scambio con le persone può essere una ricchezza per le aziende se spontanea.
6. Ripensare all’approccio con le persone: dobbiamo rivoluzionare l’approccio metodologico.
7. Ridare fiducia alle persone: occorre lavorare sul concetto di fiducia.
8. La parola chiave diventa “Rilevanza”: le aziende devono sviluppare contenuti rilevanti.
9. Riempire il tempo di senso: il tempo è la risorsa chiave per le aziende.
10. Valorizzare la relazione con le persone: le persone devono ritornare al centro delle riflessioni aziendali.

 

INCONTRO CON L’AUTORE  Martedì 30 ottobre 2018 ore 18:00 a Torino presso la fondazione PAIDEIA in via Moncalvo 1 Torino
INGRESSO LIBERO  – Seguirà rinfresco.

Laureato presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Torino nel 1999, Gianni Bientinesi si è specializzato in Sociologia della comunicazione e Metodologia della ricerca sociale con menzione al premio “Migliore tesi di laurea”, che viene depositata presso la Biblioteca nazionale universitaria e dal Centro Unesco di Torino.

Durante il percorso di studi inizia le sue prime esperienze lavorative nel campo della Ricerca presso AC Nielsen Customized, specializzandosi in indagini continuative su utenza consumer e business della telefonia fissa, mobile e internet.
Nel 2002 inizia la sua collaborazione presso Ipsos come ricercatore dell’indagine nazionale Audiopress e nel 2005 presso Tns si occupa delle indagini di mercato legate al settore mobile e internet.

Nel 2009 entra in Leroy Merlin Italia e nel 2013 lancia l’Osservatorio sulla Casa, il progetto che mette al centro i bisogni degli abitanti italiani, diventando punto di riferimento per la conoscenza del mercato del mondo della casa in Italia.
È da qui che è chiamato a tenere corsi di formazione sul marketing, comunicazione e ricerche di mercato nelle principali università di design e architettura italiane. Grazie a questa esperienza, sperimenta e sviluppa nuovi metodi di ricerca mettendo al centro le persone e proponendo un nuovo approccio alla Business Intelligence.

LA FONDAZIONE PAIDEIA 

Il progetto sostiene la Fondazione Paideia di Torino, che da oltre vent’anni lavora ogni giorno a fianco di famiglie e bambini in difficoltà, promuovendo progetti efficaci e innovativi, garantendo la creazione di contesti attenti e rispettosi delle necessità dei più piccoli. Perchè nessuna famiglia possa sentirsi sola e nessun bambino escluso.

Per maggiori informazioni:  www.habitante.it/press

 

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Un fisico torinese alla ricerca dell’unificazione tra meccanica quantistica e relatività speciale

Un fisico torinese alla ricerca dell’unificazione tra meccanica quantistica e relatività speciale

24 ottobre 2018 |

In una ricerca pubblicata il 18 ottobre sul Journal of Modern Physics dal Prof. Massimo Auci, ricercatore italiano docente di fisica presso la Scuola Internazionale Europea Statale “A Spinelli” di Torino, viene  dimostrato che il misterioso comportamento duale della luce e della materia, ritenuto da molti studiosi causa di incompatibilità concettuale e formale tra Meccanica Quantistica e Relatività Speciale, è in realtà prodotto da un particolare modo di interagire della materia.

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La ricerca teorica iniziata più di trent’anni fa e già in parte pubblicata su prestigiose testate scientifiche come il Physics Letters A e l’International Journal of Modern Physics B,  mira a spiegare risultati sperimentali entrati a far parte della storia della scienza non più mediante il concetto di dualismo onda-particella, alla base della nascita della stessa Meccanica Quantistica, ma attraverso la formazione di una sorgente elettromagnetica dipolare tra due particelle elementari di segno opposto. Una particella, come per esempio  un elettrone, può interagire con ogni altra sua antiparticella nell’universo formando un sistema elettromagnetico stabile che, oltre a permettere uno scambio di informazione quantizzato a velocità superiore a quella della luce nel vuoto, è in grado di creare una connessione spazio-temporale fra osservatori di uno stesso sistema che emula il comportamento previsto della famosissima relatività di Einstein.

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Di fatto la ricerca riconduce ad un unico fenomeno comune il comportamento quantistico e relativistico della materia aprendo la strada alla comprensione dell’entanglement quantistico.

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Bibliografia: Superluminality and Entanglement in an Electromagnetic Quantum-Relativistic Theory

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APPROFONDIMENTI
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Stefano Pigolotti: “Vi spiego l’importanza della formazione continua in azienda”

Stefano Pigolotti: “Vi spiego l’importanza della formazione continua in azienda”

20 ottobre 2018 | , ,

“Partiamo da un presupposto suffragato da numerose ricerche statistiche: chi continua a studiare ha più probabilità di non essere licenziato o messo in cassa integrazione.  Le probabilità di perdere il lavoro sono direttamente proporzionali al nostro invecchiamento culturale, tecnico e scientifico.  Nelle PMI si è molto attenti alla formazione dei lavoratori: tutti dovrebbero avere una opportunità di crescere all’interno di una azienda. Non diventa solo un vantaggio per l’impresa ma anche per chi lavora: più si è competenti, aggiornati e preparati, più si è indispensabili in un ambiente produttivo”. 

“La possibilità di offrire formazione continua a chiunque  lavori – continua Stefano Pigolotti – soprattutto formazione finanziata, è quanto di meglio per migliorare il modo con cui l’impresa possa affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro, nel breve e medio periodo. Pensiamo ad esempio all’evoluzione che stiamo vivendo dall’introduzione del digitale nei processi produttivi. Fino a trent’anni fa i macchinari erano analogici, poche piccole imprese aveva sistemi robotizzati. Oggi invece la robotica è prepotentemente entrata nello sviluppo e nella produzione. Macchine servo-assistite, robot collaborativi, processi che impiegano la programmazione (pensiamo alla stampa 3D), l’intelligenza artificiale, ecc.”

E se l’occupazione da anni un tasto dolente del Paese Italia,  con la crisi che ha colpito il mondo finanziario ed economico a partire dal 2008, la situazione di tutte quelle imprese che non vedono nel miglioramento del proprio bene più prezioso, la forza lavoro, non può che aggravarsi. A poco più di dieci anni dall’inizio di una delle peggiori crisi planetarie degli ultimi decenni, dobbiamo purtroppo constatare che la  crescita economica è in Italia più lenta di quella dell’economia dei paesi dell’area Euro. Con una cresciuta inferiore a quella di altri paesi UE la competitività delle PMI italiane è andata scemando nel corso degli ultimi anni. E questo anche per un problema di fondo molto importante:  le aziende faticano a trovare manodopera qualificata da assumere. E per manodopera qualificata intendiamo dire operai con laurea di primo livello, capaci di operare in autonomia utilizzando tecnologie all’avanguardia, come ad esempio la progettazione CAD-CAM, la programmazione avanzata di macchine a controllo numerico, la gestione di attività tecniche di alto livello. Ormai anche nelle catene di montaggio c’è sempre più bisogno di lavoratori qualificati_ la licenza media non è più sufficiente per essere competitivi nel mondo del lavoro.  Per questo dobbiamo lavorare sulle scuole, sulle famiglie, dobbiamo cambiare la percezione dell’azienda aprendo le nostre porte e facendo conoscere come l’impresa si sia trasformata.

L’industria non è più come la immaginiamo: si parla già di Formazione e Industria 4.0. Oggi le industrie sono molto più simili a laboratori. Scordiamoci dunque le linee di produzione sporche e rumorose che conosciamo dal passato. L’industria è cambiata e sempre più è alla ricerca di operai qualificati ad affrontare questo cambiamento.-

“Insomma, conclude Pigolotti – La forte automazione ed evoluzione tecnologica di questi ultimi anni, la trasformazione digitale non rappresenta solo un’opzione o un canale accessorio, ma diventerà sempre più un elemento centrale su cui basare le strategie evolutive dell’azienda del futuro. L’evoluzione tecnologica e digitale delle nostre aziende va incontro alle evoluzioni continue e imprevedibili del contesto economico e tecnico. La formazione delle persone in azienda diventa quindi fondamentale per avere persone pronte ad affrontare le sfide del futuro, conservando tutta l’esperienza del passato”. 

 

 

Per approfondire: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/industria40

COMAU presenta MATE: un esoscheletro adatto ai lavoratori

COMAU presenta MATE: un esoscheletro adatto ai lavoratori

17 ottobre 2018 | , ,
L’esoscheletro MATE Fit for Workers è stato progettato e sviluppato per utilizzare un’avanzata struttura passiva a molle che assicura un supporto posturale leggero, traspirante ed efficace, senza alcuna necessità di usare batterie, motori elettrici o altri dispositivi complessi soggetti a guasti, riducendo quindi il peso a circa 3 kg. È stato inoltre progettato da COMAU secondo criteri di ergonomia nell’ambito di una partnership stretta con ÖSSUR, leader nel settore dei dispositivi ortopedici non invasivi, e IUVO, azienda spin-off dell’Istituto di BioRobotica (Istituto Superiore Sant’Anna).
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Maurizio Cremonini, Global Head of Marketing Comau ha commentato: “Siamo particolarmente orgogliosi di aver sviluppato questa innovazione tecnologica indossabile. MATE è stato progettato in stretta collaborazione con gli operatori all’interno dello stabilimento per rispondere alle loro specifiche esigenze di lavoro. Grazie al nostro esoscheletro possono compiere medesime operazioni, con minor fatica”.
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Al centro di tutto il progetto e la realizzazione di MATE si trova l’ergonomia, vale a dire la metodologia interdisciplinare che si occupa di migliorare il rapporto uomo-macchina, con il fine della soddisfazione dell’utente e di migliorare l’insieme delle prestazioni del sistema. In questo caso soprattutto di rendere meno usuranti i lavori più ripetitivi e faticosi, come quelli presenti nella catena di montaggio degli autoveicoli, migliorando le condizioni di salute degli operatori e riducendo il numero di persone colpite da malattie muscolo-scheletriche. FCA, che ha collaborato con Comau nella fase di sviluppo e sperimentazione, ha da anni fatto dell’ergonomia la chiave della progettazione delle catene di montaggio usate per produrre i suoi veicoli, in modo da migliorare il processo produttivo, renderlo più efficiente, ma senza costi per le persone che svolgono quotidianamente il loro lavoro, che sono coinvolte in fase di progettazione della linea.
In diversi casi, test svolti in fase di progettazione della linea hanno portato a un ripensamento delle procedure dopo i test fatti dalle persone che avrebbero dovuto applicare le procedure stesse. MATE è il passo successivo alle postazioni auto adattative, che si adeguano ai parametri antropometrici degli operatori che la useranno.
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Mate Comau
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MATE è un componente fondamentale delle strategie legate alla HUMANfacturing Technology promossa da Comau. Si tratta di un’espressione attraverso la quale tutte le persone sono protagoniste nella smart factory che nasce dalla rivoluzione nota come Industria 4.0, assieme a strumenti digitali avanzati, tecnologie abilitanti e prodotti robotici industriali “intelligenti” e collaborativi, all’interno di un sistema di produzione collegato in rete. La sinergia fra robot industriali collaborativi, la cui skin e le cui tecnologie consentono alle persone di interagire in totale sicurezza, anche indossando esoscheletri come MATE per svolgere compiti ripetitivi e pesanti, è alla base delle fabbriche e delle catene di montaggio del futuro prossimo.
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MATE ha diverse caratteristiche e vantaggi:

  • È stato progettato con gli operatori che quotidianamente operano negli stabilimenti, che dichiarano, dopo una settimana di test sul campo, di non volerne fare a meno
  • Consente di mantenere una struttura posturale comoda e senza problemi sulla pelle, dato che è realizzato con materiali traspiranti
  • Segue i movimenti degli arti superiori, diminuendo la fatica e senza gravare in maniera innaturale sulla zona lombare
  • Totalmente analogico. Dato che è realizzato con un sistema passivo a molle, non rischia alcun blocco legato a batterie scariche o motori elettrici fuori uso, dato che non ne fa alcun uso
  • Riduce lo sforzo muscolare nelle spalle fino al 50%, consentendo di ripetere le stesse operazioni con minor fatica e riducendo i rischi di malattie muscolo-scheletriche
  • Migliora la qualità del lavoro degli operatori che lo utilizzano.
MATE: A COMAU UN ESOSCHELETRO ADATTO AI LAVORATORI

I consigli di Stefano Pigolotti ai più giovani per la scelta universitaria 2 ottobre 2018

I consigli di Stefano Pigolotti ai più giovani per la scelta universitaria

In un periodo storico in cui le coscienze sembrano essersi addormentate e le persone sono preda di passioni incontrollate e, a lungo termine, distruttive, è necessario riprendere maggiore consapevolezza di sé, risvegliare la propria coscienza e dare un senso alla propria vita. Un esempio di questa situazione è stata proposta da George Ivanovic Gurdjieff nella […]

Psicologia: l’Associazione E.C.O. di Torino compie 20 anni 27 settembre 2018

Psicologia: l’Associazione E.C.O. di Torino compie 20 anni

L’Associazione senza fini di lucro E.C.O. (Epistemologia – Comunicazione – Orientamento), nata a Torino nel 1998, festeggia 20 anni di attività nel miglioramento della qualità della vita delle persone. Nata per venire incontro alle necessità delle persone che avevano bisogno di assistenza dall’area disabili del Comune di Torino, ha iniziato le sue attività con gruppi AMA […]

COMAU e PEARSON al festival internazionale della robotica di Pisa con il nuovo progetto didattico e.DO Experience 26 settembre 2018

COMAU e PEARSON al festival internazionale della robotica di Pisa con il nuovo progetto didattico e.DO Experience

Comau, in partnership con Pearson, leader mondiale nel settore Education, è sponsor della seconda edizione del Festival Internazionale della Robotica, organizzato a Pisa dal 27 settembre al 3 ottobre, con l’obiettivo di promuovere una riflessione sull’importanza della robotica e delle sue applicazioni tecnologiche in molteplici settori. Tra questi, il campo della formazione, nel quale Comau […]