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La piccola pianista di via Santa Giulia

La piccola pianista di via Santa Giulia

25 maggio 2013 | ,

la-pianista-via-santa-giuliaSe per caso passaste in una sera tiepida di maggio a Torino in via Santa Giulia a Torino, allora entrate nel Bar dei Musicisti.
Potete fare un aperitivo e il vino è buono, i prezzi sono contenuti, le pizzette sono fatte da loro nella cucina sul retro e ci mettono l’acciughina sopra. E, soprattutto, c’è lei, la piccola pianista figlia del proprietario, che, seduta al suo pianoforte, sotto una parete ricoperta di chitarre e sax, suona con una dolcezza straordinaria, una passione travolgente. Accanto a lei c’è un tavolo di habitué tra i quaranta e i cinquantanni che bevono il vino rosso parlano, ridono e cantano e quasi la nascondono, tanto è minuscola e noncurante.
Te ne accorgi perchè mentre stai seguendo l’uomo con i capelli lunghi che suona De Gregori con la chitarra Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole mentre il sole fa all’amore con la luna senti che si inseriscono delle note intense, straziantemente potenti e dapprima neppure noti la sua presenza. Ci va qualcuno che osservi in silenzio e te lo faccia notare. E’ necessario saper osservare con attenzione, come per tutte le cose belle e notevoli della vita.
Lei suona e non vede nè sente nulla intorno. Poi si fa bendare con una foulard rosso scuro. Attacca Yann Tiersen, Comptine d’un Autre été. Indimenticabile. E il resto non esiste più. Rimane dentro di te per sempre. (altro…)

La pigrizia dei gatti: tips per piccole escursioni in Torino centro – prima parte

La pigrizia dei gatti: tips per piccole escursioni in Torino centro – prima parte

2 aprile 2013 | ,

E’ passata anche la prima domenica di primavera e pioveva come fosse novembre. Nonostante alcuni improvvisi sprazzi di sole e l’arrivo della Pasqua il mio sentire sociale è ancora in stato letargico e non ho affatto superato l’impasse invernale vergognoso del ‘limite di zona’ per le uscite serali e mattutine. Approfittando di questo piccolo handicap che mi possiede dal mese di ottobre sino agli albori di aprile, fino a quando non sono certa che tutte le forsythie del torinese siano regolarmente fiorite (per me unico ed inequivocabile segno dell’arrivo della primavera quella vera, fuor di calendario, oltre che le rondini) elargirò qualche tips per chi si lascia avvolgere dalla pigrizia dei gatti ma non vuole rinunciare a vivere la città in modo piacevole.

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Al Jazz Club con l’abito rosso

Al Jazz Club con l’abito rosso

21 febbraio 2013 | ,

Prendi un sabato sera, un abito rosso, un rossetto rosso e del vino rigorosamente rosso e piemontese. Prendi delle amiche di cui una con i capelli rossi, l’altra con le calze a pois rossi e l’ultima – infine – con il cappotto rosso. Mescola gli ingredienti e vai a ballare il sabato sera al Jazz Club. E vedrai che succede!

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Un anno con NotaBene:auguri! (E mazzi di fiori da Porta Nuova)

Un anno con NotaBene:auguri! (E mazzi di fiori da Porta Nuova)

22 ottobre 2012 | ,

La libreria  nb:notabene in via Bellezia ha compiuto un anno sabato 20 ottobre. Auguri per quest’anno e non solo, soprattutto auguri anche per gli anni che verranno e sono tanto più sentiti quanto è speciale la libreria, per il daffare creativo che si danno le sue proprietarie! Quindi  una data speciale: un anno di soddisfazioni, perchè un progetto di libreria indipendente di architettura, grafica e design non solo ha visto la luce, ma è diventato grande: workshop, incontri, collaborazioni, serate di proiezioni e presentazioni…come per i gatti, ogni anno ne è valso sette!

Sono arrivata davanti alla libreria in bicicletta, con il cestino carico di fiori e piante dai nomi strani e dagli usi insoliti acquistati nel suggestivo mercatino bionaturale organizzato per questo weekend nell’atrio della stazione di Porta Nuova (‘Food & Floral, da vedere e vivere il contrasto e la magia del Giardino Medievale del Valentino trasportato ed installato in una sala da dove di solito si parte e si arriva…incanto!) Ebbene, sono arrivata, ho parcheggiato la bici nello slargo di via Bellezia, ho chiesto a una delle proprietarie gentilissima di poter posare la mia erba stella e la salvia al profumo d’ananas dietro al bancone e poi…mi sono tuffata nella grafica, nell’architettura, nelle immagini, nei giochi di carta che queste instancabili raccoglitrici scovano in tutto il mondo.

Potrei perderci le ore, si trova tutto ed è tutto unico, originale, maivistoprima. Prendi uno, due, tre, quattro libri e ti siedi sulle poltrone anni Sessanta della sala laterale. Amate l’architettural’architettura è un cristallo, di Giò Ponti, il libro che tutti dovrebbero possedere e leggere e rileggere ogni tanto: una poesia continua. Ristampato il più fedelmente possibile all’edizione del 1957, le pagine colorate caratterizzate dalle forme geometriche evocano mondi altri, ma che, paradossalmente, appartengono a tutti – come per me è la raccolta che stava in bella mostra nello studio di mio padre quand’ero bambina: Mies Van der Rohe, Le Corbusier, Gaudì, Sant’Elia-  poi ad un tratto la copertina gialla fluo di Perec, Le cose, e poi le sue annotazioni nel tentativo di esaurimento di un luogo parigino e le famose sconclusionate istruzioni per l’uso della vita; poi un libro dedicato al coltivare piccoli vegetali sul terrazzo ed in casa per bimbi (e soprattutto adulti) con squisite illustrazioni anni cinquanta; i progetti grafici della Elyron con dei carnet di schizzi che fanno rabbrividire per la loro capacità di cogliere l’essenziale e giocarci; Munari e il mio gioco di bambina chiamato Più e Meno, fatto solo di carte trasparenti e disegni da sovrapporre per inventare storie, Isidro Ferrer e il suo libro de las preguntas; poster, casette di carta da costruire ed assemblare dai colori optical di di Pascal Debert,  ne La casa di Tamara, dove Tamara non è Barbie Chic, ma è Tamara Karsavina, prima ballerina dei celebri Balletti Russi. Oh, magia, un libro che si apre interamente e diventa l’abitazione della danzatrice a Parigi: le stanze sono riprodotte fedelmente persino nella carta da parati, i mobili attentamente ricostruiti in cartone: un profumo di nuvole e cipria che potranno lasciarvi come obnubilati mentre vi perdete ad osservare e disporre i piccoli oggetti nella casa-libro. (Inoltre, ad arricchire il cofanetto vi è il diario personale dell’étoile per trovare nella casa le tracce del passaggio della favolosa e mitica danzatrice e a scoprirne i segreti e misteri. Ma non approfondisco per lasciarvi il piacere della scoperta). Sulla poltrona di nb siamo arrivati a viaggiare avvolti nell’allure dei velluti sull’Orient express…
E poi tanto, tanto, tanto altro. Festeggiare con nb è stata una festa. Approfittare non solo dello sconto (che male non fa) ma soprattutto dell’atmosfera rilassata e indubbiamente glamour che trasmette questo luogo, sostare ed entusiasmarsi con la ragazza dal caschetto castano, oziare e perdersi sotto le luci soffuse – soffuse quel tanto che basta per farlo essere un accogliente luogo protetto ma pieno di stimoli.

Andate da nb, andateci da soli e scoprirete il mondo della grafica, dell’illustrazione, dell’architettura che ti parla dietro gli edifici delle città, di Torino e dei suoi luoghi nascosti, poi vi verrà voglia di prendere inchiostri e pennini per scrivere e spiegare il mondo che vi sta intorno. Vi verrà la tentazione di sapere tutto, anche se tutto non si può sapere, ma è bello credere di avere una possibilità per impararlo e poi narrarlo.

Portateci i vostri bambini: dopo aver comprato dei fiori, della carta, dei libri insegnate loro ad osservare, a creare, ad annusare, ad immaginare. Tutto vi tornerà. E fuori intanto cala il blu della sera d’autunno.

 

 

 

 

My Dear Melissa: il The delle Meraviglie

My Dear Melissa: il The delle Meraviglie

24 settembre 2012 | ,

IL THE DELLE MERAVIGLIE
My Dear Melissa, per un pomeriggio insolito

Non è solo un’erboristeria
La prima volta che sono entrata da Melissa era una giornata tiepida di primavera. Sono stata attratta dalle fotografie in vetrina appese come panni su una cordicella da bucato, dalle spezie colorate e dai barattoli di the appoggiati a libri ingialliti dagli anni. Non avevo molto tempo, ma è stato un richiamo ineludibile: dovevo entrare. Attraversare la porta di legno di questa erboristeria – che è riduttivo definire solo tale – è come entrare in un mondo parallelo: il mondo dei sogni, Alice nel Paese delle Meraviglie, Through the looking glass. Un’infinità di profumi ti accolgono: odore di talco come lenzuola che sbattono al sole in un mattino d’aprile, olii profumati che richiamano l’atmosfera complice di hammam orientali, pungenti aromi di spezie che occhieggiano dai barattoli.


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