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#trends autunno-inverno: ritorno al passato

#trends autunno-inverno: ritorno al passato

2 ottobre 2014 |

A caccia di fashion e new style per un autunno/inverno spumeggiante: ispirazioni animalier, retro-chic, favole e flower power, in un mix folle tra inizio secolo e anni Cinquanta. sotulina-lolakunst-fashion1 Metti una giornata piovosa di fine estate. Metti una località balneare piena di negozietti e…di torinesi perplessi da un’estate che ha fatto solo saltuarie visite ai turisti. Che fare? Non  rimane che andare alla ricerca di stimoli per immaginarsi già dentro l’autunno, provare abiti e accessori per illuminare le fredde serate in arrivo. Aggiungi a tutto questo un’amica esperta di trend e il gioco è fatto: per un’oretta si passa il tempo a fare la modella tra le mani creative dell’Adriana, che mi concia, mi fotografa e mi fa immaginare, attraverso gli abiti, delle avventure e dei divertissement da vivere in questo prossimo inverno… Insomma, si materializza davanti ai miei occhi un inverno fantastico! (altro…)

#piccolegioie  n.3 – #Roma: Nil difficile volenti.

#piccolegioie n.3 – #Roma: Nil difficile volenti.

30 giugno 2014 |

#piccolegioie n.3 (unite a #grandientusiasmi): ANDARE A TROVARE UNO DEI TUOI MITI

Nil difficile volenti, così sta scritto su molti edifici romani: ‘nulla è arduo per colui che vuole’.

Andando verso Sud, fortemente volli.

La prima volta che vidi ‘La ragazza di Via Millelire’ avevo circa quindici anni, vestivo da fricchettona, mi mettevo corone di margheritine nei capelli (che mi facevano sembrare più Cicciolina che Yoko Ono) e tentavo di suonare la chitarra con esiti disastrosi. Dentro di me vivevano fortissimi entusiasmi e alterne passioni, tra le quali uno sperticato amore per gli anni Settanta e, in particolar modo, per le periferie super degradate tipiche di quegli anni Settanta. Abitavo con i miei genitori in una casetta a Mirafiori Sud e per me non esisteva luogo più avventuroso e appassionante per vivere l’adolescenza. Forse soltanto il Bronx poteva starci dietro… Ma il Bronx era a milioni di chilometri, ovvero era una roba che esisteva principalmente mixata nella mia fantasia: spezzoni di film con Paul Newman che faceva il poliziotto in 41° distretto Bronx, infermiere di colore tossicomani (le case rosse al fondo di via Plava e l’ospedale Farinelli abbandonato); il ponte di Brooklyn in un tramonto sfacciatamente arancio (poster di mia zia nel salotto al mare); gente vestita con camicie dalle fantasie improponibili che ballava tra le cisterne dei tetti (Saranno Famosi);  The Warriors con le giacchine di pelle e jeans tagliate alle spalle e la mitica attrice senzatette – evviva quegli anni!- Deborah Van Valkenburgh che compariva nelle afose notti newyorkesi  con il trucco sbavato tra case fatiscenti e strade deserte (i tamarri sul 63/ con la sigaretta dietro l’orecchio e i capelli ‘ a carrè’, le tamarre fasciate in fuseaux leopardati e rossetto tatuato).

Quando ho scoperto La ragazza di via Millelire ero nel pieno di questo mio trip e leggere che proprio nel quartiere dove vivevo era stato girato un film di denuncia sociale così coraggiosamente privo di happy end, fuori dagli schemi buonisti e dolciastri tanto amati dal cinema italiano di quegli anni, sgradevolmente vero, con persone reali, che abitavano in via Artom e via Garrone negli anni Settanta-Ottanta e che semplicemente mettevano in scena quella che era la loro vita quotidiana e reale – i loro vuoti e i loro pieni, la loro rabbia e la loro inquietudine – mi aveva sconvolta. Il film era stato proiettato all’inaugurazione della prima biblioteca del quartiere, la Cesare Pavese, e stavamo tutti seduti pigiati al buio in un sala che era un’ex aula scolastica. Io non avevo la patente e mi ero fatta portare da mia mamma – che tanto dimentica tutti i film che ha visto eccezion fatta per Il Portiere di Notte – insieme ai vari ‘amici di Zona’ che, poi, stranamente, in un modo o in un altro, finirono poi per riparlare di quest’opera nei loro libri, nei loro film o, comunque, negli anni successivi della loro vita.

Ebbrezza. A Roma ho conosciuto il regista Gianni Serra grazie proprio a colei che fu ‘La ragazza di via Millelire’, la bravissima Oria ConfortiEntrando a casa Serra- Benelli ho respirato l’atmosfera dei suoi sogni, delle sue lotte, dei valori in cui credeva e per cui si è battuto, un professionista troppo in anticipo sui tempi, che ha sempre lavorato con sincerità ed entusiasmo, senza piegarsi a compromessi, accettando anche di vedere il suo capolavoro, creato con cura, studio e amore, ‘insabbiato’ al Festival di Venezia e ‘abbandonato’ da quegli stessi che inizialmente lo avevano spronato a girarlo. Oggi Gianni Serra, mio mito di quegli anni (e di cui ho anche parlato nel mio libro che uscirà a ottobre) , è sempre un uomo entusiasta, curioso della vita, pieno di storie e passioni da condividere. Gianni mi ha fatto un grande grande regalo questo venerdì pomeriggio a casa sua, tra fotografie, gatti, terrazzi fioriti, una vecchia Olivetti e il sole che splende sul verde di Ponte della Musica.

Andate a leggere il blog di Gianni  e leggete il Pane e le rose, i puntini sugli i, il saggio di  Aurelio Grimaldi  dedicato al film, le foto…tutto.

Intanto io sono arrivata a Napoli.

A plus…

#Piccolegioie  – ogni giorno ha un buon motivo per sopravvivere felicemente – n.1

#Piccolegioie – ogni giorno ha un buon motivo per sopravvivere felicemente – n.1

27 giugno 2014 | ,

Sono in treno. Parto, perché é sempre così che risolvo quando mi capita qualcosa di sgradevole.
Sono circa tre anni che mi capitano cose non proprio piacevoli ma io ho trovato il mio rimedio. La mia medicina.

#piccolagioia n.1: PARTIRE SAPENDO CHE PUOI TORNARE
Premetto che amo Torino alla follia e che non cambierei la mia città per nessun altra (almeno in Italia).
Torino é per me il mio porto sicuro; é dipingere sul terrazzo profumato di gelsomini d’estate; lo scorrere azzurro del fiume tra gli alberi, gli aperitivi al quadrilatero, i portici con i bouquinistes, le piste ciclabili che passano attraverso inaspettati roseti; il cinema, i mercatini e i farmer market, porta palazzo e le periferie assolate d’estate nebbiose d’inverno; le mille librerie, le mille ciminiere; l’odore del cioccolato e del vino che fermenta in cantina; i tralicci, gli imbarchini sul Po, guardare le ultime luci della sera dietro il Monviso da Mirafiori; il profumo dei tigli lungo i viali, che dopo la pioggia ti stordisce per la sua intensità; le mattine nitide azzurre dove si stagliano le cime bianche e pensi: lá dietro c’è la Francia. Torino sono anche le mie due Micie che mi aspettano davanti alla porta con il loro enigmatico sorriso felino, quello che sta a significare: ti aspettavo, ti aspetterò sempre, però ogni volta mi incazzo così tanto quando te ne vai che poi ti apro l’armadio e tiro fuori tutte le tue calze e mutande. E teniamo un occhio particolare per quelle sexy o di seta, così che se ti capita l’occasione galante ti ritrovi il pizzo masticato e ti ricordi che non ci devi mollare per troppo tempo.
Anche i sistemi mafiosi delle Micie, in fondo, sono una #piccolagioia torinese.
Non potrei rinunciare a queste cose, come non potrei rinunciare a finire un lauto pasto con un San Simone.
“Avete il San Simone?” Chiedi.
“Certo, ma che domande mi fa?” Sorride il cameriere e per te lui in quel momento é George Clooney con il Nespresso.
Il San Simone é un’altra gioia e quando torni sai che c’è in qualsiasi locale sotto casa, dal centro alla periferia. Uniti per te in un solo alcol.

#piccolagioia N.2 – IL GIRO DELLE COCCOLE
sapere che te ne stai andando momentaneamente da Torino per affrontare una #grandegioia ovvero gli AMICI veri, che stanno sparsi in vari luoghi d’Italia e d’Europa e hanno subito risposto al tuo sabaudissimo grido di dolore che da ogni tuo organo interno si leva.
A gennaio Londra é stata il mio caricabatterie. Grazie a Mara e Geo ho scoperto la #piccolagioia dei biscottini greci dentro il caffè, le corse nel parco, i monili di Tribe a Camden, il dot makeup e le passeggiate corroboranti lungo il Bankside, tra le luci della Tate e quelle dei ponti. Ho ripreso a disegnare. Ho regalato disegni ai bambini che mi guardavano rapita.
Ho capito che #piccolagioia é vedere dal treno la magnifica costruzione della Battersea Power Station ma #piccolagioia é raccontarlo poi agli amici e! sapere, mentre guardi i colori che si riflettono sull’acqua che prima o poi ci sarà accanto a te qualcuno che capirà tutto questo. Ma, in ogni caso, l’importante é che lo stai capendo tu: non servono grandi gioie, l’importante é saper notare quelle piccole…

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Dario Argento tour location DAtlTO13: una mannaia è per sempre

Dario Argento tour location DAtlTO13: una mannaia è per sempre

15 settembre 2013 | ,

mannaia-tacco15L’esorcismo si è compiuto: sono pronta a vedere tutti i film di Dario Argento, l’opera omnia del Maestro italiano dell’orrore, la mole di produzioni del Signore del Thriller. Ma non solo, sono pronta anche per cominciare una nuova vita dove sono cattivissima  e mannaio tutti i meno meritevoli.

Il tour dedicato a Dario Argento e alle sue location in città, organizzato da Davide Della Nina, Stefano Oggiano, Alessandro Benna e tutto il loro favoloso staff di argentiani ‘duri e puri’ mi ha lasciato un segno – che non è solo la mannaiata che a fine giornata mi sono presa da Pagni in versione Profondo Rosso in piazza CLN – ma la sensazione che tutto il mondo dell’orrore sia davvero un grande gioco, una passione totalizzante che unisce tante persone da un capo all’altro dello Stivale e li fa ritrovare a Torino ogni anno. Dove, sempre, gli attenti organizzatori ricercano con cura e con cura spiegano nuove location, sebbene questo non faccia desistere gli appassionati a voler rivedere quelle già viste, per sentirle sempre più familiari.  (altro…)

Dario Argento Tour Locations Torino: una preview sui tacchi

Dario Argento Tour Locations Torino: una preview sui tacchi

7 settembre 2013 | ,

Dopo la pausa estiva riprendono i post di Tacco15 – Lifestyle a Torino. Niente di meglio per riiniziare con il Dario Argentoporta-dario-argento Tour Locations, che domani mi porterà a visitare un gran numero di set dove il Maestro dell’Orrore si è dilettato a girare. Torino città magica, Torino luogo del demonio, Torino Porta della Magia Nera e Bianca…in effetti, Dario Argento non poteva che scegliere per i suoi capolavori le nostre vie, le nostre piazze, gli scorci misteriosi di Torino, da sempre riconosciuta quale vertice dei due triangoli esoterici. E fin qui tutto bene, tutto torna.
L’enigma più grande in questa storia di misteri, invece, è: perchè scegliere me quale assegnatrice del premio che, alla fine della giornata, verrà consegnato all’argentiano più meritevole? Sinceramente, io non me ne capacito. Per restare in tema, credo sia una sorta di esorcismo sul mio terrore atavico per i film del Terrore. Io non ho mai, dico mai, visto per intero un film dell’orrore, quindi, figuriamoci le pellicole di Dario Argento, visto e considerato che per me il top della paura è stato La casa delle finestre che ridono di Pupi Avati. (altro…)

Caldo e sesso: la movida ai tempi dell’afa

Caldo e sesso: la movida ai tempi dell’afa

30 luglio 2013 |

henry-e-juneSi dice normalmente che d’estate ci sia un’impennata di ormoni bollenti dovuta al maggior numero di ore di luce disponibili, ai centimetri di pelle lasciati all’aria aperta, alla maggiore possibilità di incontri fuori casa. Ecco: l’estate è, a detta di tutti la ‘stagione calda’ per antonomasia. Ovunque bombardano di notizie e consigli medici che afa e sesso sono un mix perigliosissimo, quello decisivo che ti porta dritto all’infarto, alla disidratazione, la secchezza delle fauci, all’inferno e quant’altro possano paventare quelli che di questi argomenti si occupano per fare notizia e/o dispensare consigli per la nostra salute (e sottolineano, soprattutto per quella degli anziani e dei soggetti a rischio, che in estate devono pure seguire una dieta adatta e bere di più). Ma poi, ancora, ecco un altro dato che ti porgono gli stessi medici, come un ossimoro, in controtendenza: in estate non si fa sesso perchè fa caldo e l’afa indebolisce, quindi per combattere il noto calo del desiderio che piglia uomini e donne durante i mesi estivi bisogna anche lì fare una dieta  ( e bere molto, eh!) basandosi su quei ‘cibi che contengono un buon quantitativo di sali minerali e vitamine come le macedonie di frutta e le insalatone e, soprattutto, alimenti che possono aiutare la funzione sessuale, i frutti di mare e in particolare le ostriche che sono ricche di zinco e iodio e il cioccolato ricco di feniletilamina, l‘ormone dell’amore.’
Questo lo dice l’articolo di un medico dell’università di Napoli su PourFemme, mica storie. (altro…)

La Biennale di scultura a Racconigi: fotografa e vinci!

La Biennale di scultura a Racconigi: fotografa e vinci!

24 luglio 2013 | ,

castello-racconigiChi decide di visitare la Biennale di Scultura del Castello di Racconigi in questo periodo, da oggi ha un motivo in più: oltre a godere della meravigliosa suggestione del contesto naturale del parco – dove sono inserite le sculture di artisti nazionali e internazionali in un percorso verde e azzurro tra alberi, sentieri e scorci idilliaci – si può anche essere premiati per le fotografie scattate: basta andare a fare una gita al Castello, fare tante foto e poi, una volta tornati a casa, postare sulla pagina Facebook della Biennale e postarle seguendo le indicazioni.

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Torino lifestyle: la lunga estate calda

Torino lifestyle: la lunga estate calda

17 luglio 2013 | ,

Torino davvero pullula di eventi che vivacizzano l’estate.
Giugno, luglio e agosto sono – ormai da qualche anno – tutto un susseguirsi di appuntamenti per godere della bella stagione in città. In fondo, cosa manca a Torino per vivere al massimo anche nella stagione più calda?

Beh, il mare… Ma, no worries, ci stiamo attrezzando anche per quello, con grandi piscine e voluttuosi parchi!

estate-a-torino-lolakunstMentre sto risalendo l’Italia dalla vitalissima riviera adriatica, voglio dare un’occhiata a che succede a Torino. Sono sempre in giro e, in effetti, sta diventando davvero complicato riuscire a star dietro ai numerosi eventi cittadini. Perchè, mi accorgo con una punta di soddisfazione, questa ex noiosa e grigia capitale sabauda, per anni riconosciuta soltanto per la presenza della Fiat, è diventata una città piena di vita, iniziative  e cultura. Liberi di non crederci, ma qui ci stiamo dando da fare…sebbene sempre nel nostro modo discreto, ‘ascoso’, che non ‘disturba troppo’, ma Life on Turin: a Torino c’è vita! Anche d’estate.
Necessario dunque indossare l’abbigliamento da battaglia: tacco alto altissimo purchè largo, a prova di sanpietrino; ombrello d’ordinanza in borsa per sfogare  la voglia di star fuori sfidando a volte i fortunali a macchia di leopardo e, last but not least, agenda alla mano per muoversi con cognizione.

…Casomai le ferie esotiche fossero ancora lontane, iniziamo da qui.

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Amo #lamiatorino: una domenica in bicicletta

Amo #lamiatorino: una domenica in bicicletta

4 giugno 2013 | ,

Torino, una domenica senza pioggia, finalmente. Oggi però niente mare con autostrade affollate, il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’ambiente, nonchè del Festival Cinemambiente. Così, stavolta si prende la bicicletta e si va a scoprire i tragitti verdi della città. Una Torino meravigliosa, tutta verde, fatta per essere percorsa in modo slow: a piedi, sulle quattroruote, sui pattini, in risciò…come vi pare, purchè sia sostenibile.

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La piccola pianista di via Santa Giulia

La piccola pianista di via Santa Giulia

25 maggio 2013 | ,

la-pianista-via-santa-giuliaSe per caso passaste in una sera tiepida di maggio a Torino in via Santa Giulia a Torino, allora entrate nel Bar dei Musicisti.
Potete fare un aperitivo e il vino è buono, i prezzi sono contenuti, le pizzette sono fatte da loro nella cucina sul retro e ci mettono l’acciughina sopra. E, soprattutto, c’è lei, la piccola pianista figlia del proprietario, che, seduta al suo pianoforte, sotto una parete ricoperta di chitarre e sax, suona con una dolcezza straordinaria, una passione travolgente. Accanto a lei c’è un tavolo di habitué tra i quaranta e i cinquantanni che bevono il vino rosso parlano, ridono e cantano e quasi la nascondono, tanto è minuscola e noncurante.
Te ne accorgi perchè mentre stai seguendo l’uomo con i capelli lunghi che suona De Gregori con la chitarra Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole mentre il sole fa all’amore con la luna senti che si inseriscono delle note intense, straziantemente potenti e dapprima neppure noti la sua presenza. Ci va qualcuno che osservi in silenzio e te lo faccia notare. E’ necessario saper osservare con attenzione, come per tutte le cose belle e notevoli della vita.
Lei suona e non vede nè sente nulla intorno. Poi si fa bendare con una foulard rosso scuro. Attacca Yann Tiersen, Comptine d’un Autre été. Indimenticabile. E il resto non esiste più. Rimane dentro di te per sempre. (altro…)

#springalive: una rondine fa primavera a Torino

#springalive: una rondine fa primavera a Torino

11 aprile 2013 | ,

Stamattina è ufficialmente primavera: sono tornate le rondini a Torino. Mi hanno avvisato le micie: guardavano su concentratissime emettendo un versetto tra l’affaticato e il goduto. Ho guardato in alto: le piccole rondini nere garrivano volteggiando contro un cielo grigio, tutt’altro che primaverile.
E intanto ecco le prime foglioline verde tenero della rosa rampicante giapponese; un delicatissimo profumo dai petali del ciliegio nano; i germogli appuntiti e delicati del glicine con i suoi rami contorti.
Come ogni anno l’ho segnalato su Spring Alive! Infatti, il sito www.springalive.net – un progetto della LIPU – permette l’inserimento dei dati dell’avvistamento di tutti i pennuti ‘portatori di primavera’ ed è un rito che ogni anno coinvolge migliaia di utenti del web in tutta Europa: nel 2012 furono 173mila segnalazioni in Europa, di cui 50 mila in Italia.
Mi raccomando, guardate anche voi in su e siate i prossimi a postare la primavera!

 

Vinum vita est – da Torino arriva a Vinitaly il rosso doc della Regina

Vinum vita est – da Torino arriva a Vinitaly il rosso doc della Regina

10 aprile 2013 | ,

Amo il vino in tutte le sue declinazioni. Il mio favorito rimane il rosso piemontese, ma non disdegno il bianco (anche di altre regioni) quando si tratta di un sapore che sa narrare un territorio, un’emanazione della terra, dell’acqua e dell’aria racchiuso in un dato perimetro. Non è un’adesione alla politica della denominazione ‘al centimetro’, ma semplicemente l’ammettere che ogni terra è diversa e può esprimersi attraverso bouquet e  gusti necessariamente differenti.

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Stazioni, treni e uccelli giardinieri: la nuova Porta Susa

Stazioni, treni e uccelli giardinieri: la nuova Porta Susa

9 marzo 2013 | ,

Avete mai preso Italo? Ed ancora, vi siete addentrati nella nuova Porta Susa ancora in fieri? Per me, che ero abituata al sapore d’antan della vecchia stazione un po’ scrostata al fondo di via Cernaia, è stato uno strano effetto. Io amo le stazioni dei treni, il viaggiare lento nei paesaggi che permette di intravedere posti dove normalmente non si andrebbe, dove puoi leggere e scrivere senza avere la nausea o annoiarti del continuum di nuvole o acqua. Mi piace attraversare sui binari periferie di casermoni, giardini spelacchiati, campi infiniti delimitati dalle file dei gelsi, poi le colline, il mare con i cespugli di agavi, le montagne rosa e le finestre illuminate dove s’indovina la vita imperscrutabile – per esempio – dei borghi della Val Bormida. Che ne sappiamo noi della Val Bormida, ecco? Delle esistenze di lampade accese sulle cene di sconosciuti. (Ricordate Battiato? Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire/le luci fanno ricordare /le meccaniche celesti…)

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Al Jazz Club con l’abito rosso

Al Jazz Club con l’abito rosso

21 febbraio 2013 | ,

Prendi un sabato sera, un abito rosso, un rossetto rosso e del vino rigorosamente rosso e piemontese. Prendi delle amiche di cui una con i capelli rossi, l’altra con le calze a pois rossi e l’ultima – infine – con il cappotto rosso. Mescola gli ingredienti e vai a ballare il sabato sera al Jazz Club. E vedrai che succede!

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Profumo di cedri tra brecce di luce

Profumo di cedri tra brecce di luce

21 gennaio 2013 |

Scendere nel laboratorio di Marco Stefanelli è compiere un viaggio nei sensi, nella luce e nel buio, nelle emozioni e negli intenti. Un percorso che si potrebbe dire metaforico, se si tiene conto che io sono entrata un pomeriggio in cui era già sceso un buio blu e The Boxer Design – questo il nome della fucina creativa – era vuoto.
Una casa antica su Via Maria Vittoria, scendere le scale buie, aprire porte pesanti. L’emozione era quella di aver accesso al laboratorio di Efesto, ovvero penetrare in un luogo dove nasce qualcosa, il miracolo della vita si ripete ad libitum, si costruisce la luce e si lavora la materia. Che strana sensazione, quella del luogo sacro. Si rimane  in attesa, ci si guarda intorno per capire. L’arte è una cosa strana. Si può anche non riuscirne a comprendere certe esternazioni e in quel caso si crea il disagio, quindi quando si incontrano cose nuove è sempre curioso scoprire l’effetto che ci faranno. Sono come degli appuntamenti al buio, per me.

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