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#Piccolegioie  – ogni giorno ha un buon motivo per sopravvivere felicemente – n.1

#Piccolegioie – ogni giorno ha un buon motivo per sopravvivere felicemente – n.1

27 giugno 2014 | ,

Sono in treno. Parto, perché é sempre così che risolvo quando mi capita qualcosa di sgradevole.
Sono circa tre anni che mi capitano cose non proprio piacevoli ma io ho trovato il mio rimedio. La mia medicina.

#piccolagioia n.1: PARTIRE SAPENDO CHE PUOI TORNARE
Premetto che amo Torino alla follia e che non cambierei la mia città per nessun altra (almeno in Italia).
Torino é per me il mio porto sicuro; é dipingere sul terrazzo profumato di gelsomini d’estate; lo scorrere azzurro del fiume tra gli alberi, gli aperitivi al quadrilatero, i portici con i bouquinistes, le piste ciclabili che passano attraverso inaspettati roseti; il cinema, i mercatini e i farmer market, porta palazzo e le periferie assolate d’estate nebbiose d’inverno; le mille librerie, le mille ciminiere; l’odore del cioccolato e del vino che fermenta in cantina; i tralicci, gli imbarchini sul Po, guardare le ultime luci della sera dietro il Monviso da Mirafiori; il profumo dei tigli lungo i viali, che dopo la pioggia ti stordisce per la sua intensità; le mattine nitide azzurre dove si stagliano le cime bianche e pensi: lá dietro c’è la Francia. Torino sono anche le mie due Micie che mi aspettano davanti alla porta con il loro enigmatico sorriso felino, quello che sta a significare: ti aspettavo, ti aspetterò sempre, però ogni volta mi incazzo così tanto quando te ne vai che poi ti apro l’armadio e tiro fuori tutte le tue calze e mutande. E teniamo un occhio particolare per quelle sexy o di seta, così che se ti capita l’occasione galante ti ritrovi il pizzo masticato e ti ricordi che non ci devi mollare per troppo tempo.
Anche i sistemi mafiosi delle Micie, in fondo, sono una #piccolagioia torinese.
Non potrei rinunciare a queste cose, come non potrei rinunciare a finire un lauto pasto con un San Simone.
“Avete il San Simone?” Chiedi.
“Certo, ma che domande mi fa?” Sorride il cameriere e per te lui in quel momento é George Clooney con il Nespresso.
Il San Simone é un’altra gioia e quando torni sai che c’è in qualsiasi locale sotto casa, dal centro alla periferia. Uniti per te in un solo alcol.

#piccolagioia N.2 – IL GIRO DELLE COCCOLE
sapere che te ne stai andando momentaneamente da Torino per affrontare una #grandegioia ovvero gli AMICI veri, che stanno sparsi in vari luoghi d’Italia e d’Europa e hanno subito risposto al tuo sabaudissimo grido di dolore che da ogni tuo organo interno si leva.
A gennaio Londra é stata il mio caricabatterie. Grazie a Mara e Geo ho scoperto la #piccolagioia dei biscottini greci dentro il caffè, le corse nel parco, i monili di Tribe a Camden, il dot makeup e le passeggiate corroboranti lungo il Bankside, tra le luci della Tate e quelle dei ponti. Ho ripreso a disegnare. Ho regalato disegni ai bambini che mi guardavano rapita.
Ho capito che #piccolagioia é vedere dal treno la magnifica costruzione della Battersea Power Station ma #piccolagioia é raccontarlo poi agli amici e! sapere, mentre guardi i colori che si riflettono sull’acqua che prima o poi ci sarà accanto a te qualcuno che capirà tutto questo. Ma, in ogni caso, l’importante é che lo stai capendo tu: non servono grandi gioie, l’importante é saper notare quelle piccole…

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La piccola pianista di via Santa Giulia

La piccola pianista di via Santa Giulia

25 maggio 2013 | ,

la-pianista-via-santa-giuliaSe per caso passaste in una sera tiepida di maggio a Torino in via Santa Giulia a Torino, allora entrate nel Bar dei Musicisti.
Potete fare un aperitivo e il vino è buono, i prezzi sono contenuti, le pizzette sono fatte da loro nella cucina sul retro e ci mettono l’acciughina sopra. E, soprattutto, c’è lei, la piccola pianista figlia del proprietario, che, seduta al suo pianoforte, sotto una parete ricoperta di chitarre e sax, suona con una dolcezza straordinaria, una passione travolgente. Accanto a lei c’è un tavolo di habitué tra i quaranta e i cinquantanni che bevono il vino rosso parlano, ridono e cantano e quasi la nascondono, tanto è minuscola e noncurante.
Te ne accorgi perchè mentre stai seguendo l’uomo con i capelli lunghi che suona De Gregori con la chitarra Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole mentre il sole fa all’amore con la luna senti che si inseriscono delle note intense, straziantemente potenti e dapprima neppure noti la sua presenza. Ci va qualcuno che osservi in silenzio e te lo faccia notare. E’ necessario saper osservare con attenzione, come per tutte le cose belle e notevoli della vita.
Lei suona e non vede nè sente nulla intorno. Poi si fa bendare con una foulard rosso scuro. Attacca Yann Tiersen, Comptine d’un Autre été. Indimenticabile. E il resto non esiste più. Rimane dentro di te per sempre. (altro…)

Invasioni digitali anche a Torino dal 20 al 28 aprile

Invasioni digitali anche a Torino dal 20 al 28 aprile

21 aprile 2013 |

Arrivano le invasioni digitali in tutta Italia ed anche a Torino: nella settimana tra il 20 e il 28 aprile 2013 verranno organizzate per tutta la città queste singolari invasioni, ideate dal blogger Fabrizio Todisco (in collaborazione con la rete di Travel blogger italiani, @IoFaccioRete, Officina turistica e l’Associazione nazionale dei piccoli musei). Tanti e differenti piccoli eventi – appunto, invasioni- in giro per i più suggestivi musei e luoghi d’arte della Penisola per tutti i blogger, igers e chiunque voglia essere attivo sui social. Il messaggio è quello di diffondere la cultura attraverso il web, promuovendo e mostrando il grandioso patrimonio culturale italiano. Anche quello più nascosto.
Perchè un’invasione digitale? Perchè lo Stato taglia ed è stata tagliata la Settimana della Cultura, manifestazione che ogni anno ad aprile si ripeteva permettendo l’ingresso gratuito a più di 400 tra musei statali e siti archeologici. (altro…)

#springalive: una rondine fa primavera a Torino

#springalive: una rondine fa primavera a Torino

11 aprile 2013 | ,

Stamattina è ufficialmente primavera: sono tornate le rondini a Torino. Mi hanno avvisato le micie: guardavano su concentratissime emettendo un versetto tra l’affaticato e il goduto. Ho guardato in alto: le piccole rondini nere garrivano volteggiando contro un cielo grigio, tutt’altro che primaverile.
E intanto ecco le prime foglioline verde tenero della rosa rampicante giapponese; un delicatissimo profumo dai petali del ciliegio nano; i germogli appuntiti e delicati del glicine con i suoi rami contorti.
Come ogni anno l’ho segnalato su Spring Alive! Infatti, il sito www.springalive.net – un progetto della LIPU – permette l’inserimento dei dati dell’avvistamento di tutti i pennuti ‘portatori di primavera’ ed è un rito che ogni anno coinvolge migliaia di utenti del web in tutta Europa: nel 2012 furono 173mila segnalazioni in Europa, di cui 50 mila in Italia.
Mi raccomando, guardate anche voi in su e siate i prossimi a postare la primavera!

 

Vinum vita est – da Torino arriva a Vinitaly il rosso doc della Regina

Vinum vita est – da Torino arriva a Vinitaly il rosso doc della Regina

10 aprile 2013 | ,

Amo il vino in tutte le sue declinazioni. Il mio favorito rimane il rosso piemontese, ma non disdegno il bianco (anche di altre regioni) quando si tratta di un sapore che sa narrare un territorio, un’emanazione della terra, dell’acqua e dell’aria racchiuso in un dato perimetro. Non è un’adesione alla politica della denominazione ‘al centimetro’, ma semplicemente l’ammettere che ogni terra è diversa e può esprimersi attraverso bouquet e  gusti necessariamente differenti.

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La pigrizia dei gatti: tips per piccole escursioni in Torino centro – prima parte

La pigrizia dei gatti: tips per piccole escursioni in Torino centro – prima parte

2 aprile 2013 | ,

E’ passata anche la prima domenica di primavera e pioveva come fosse novembre. Nonostante alcuni improvvisi sprazzi di sole e l’arrivo della Pasqua il mio sentire sociale è ancora in stato letargico e non ho affatto superato l’impasse invernale vergognoso del ‘limite di zona’ per le uscite serali e mattutine. Approfittando di questo piccolo handicap che mi possiede dal mese di ottobre sino agli albori di aprile, fino a quando non sono certa che tutte le forsythie del torinese siano regolarmente fiorite (per me unico ed inequivocabile segno dell’arrivo della primavera quella vera, fuor di calendario, oltre che le rondini) elargirò qualche tips per chi si lascia avvolgere dalla pigrizia dei gatti ma non vuole rinunciare a vivere la città in modo piacevole.

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Profumo di cedri tra brecce di luce

Profumo di cedri tra brecce di luce

21 gennaio 2013 |

Scendere nel laboratorio di Marco Stefanelli è compiere un viaggio nei sensi, nella luce e nel buio, nelle emozioni e negli intenti. Un percorso che si potrebbe dire metaforico, se si tiene conto che io sono entrata un pomeriggio in cui era già sceso un buio blu e The Boxer Design – questo il nome della fucina creativa – era vuoto.
Una casa antica su Via Maria Vittoria, scendere le scale buie, aprire porte pesanti. L’emozione era quella di aver accesso al laboratorio di Efesto, ovvero penetrare in un luogo dove nasce qualcosa, il miracolo della vita si ripete ad libitum, si costruisce la luce e si lavora la materia. Che strana sensazione, quella del luogo sacro. Si rimane  in attesa, ci si guarda intorno per capire. L’arte è una cosa strana. Si può anche non riuscirne a comprendere certe esternazioni e in quel caso si crea il disagio, quindi quando si incontrano cose nuove è sempre curioso scoprire l’effetto che ci faranno. Sono come degli appuntamenti al buio, per me.

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Tre è un numero magico: geometrie e cut-up a NOPX

Tre è un numero magico: geometrie e cut-up a NOPX

10 gennaio 2013 |

Una segnalazione per gli amanti dell’arte e della reinvenzione delle tecniche più interessanti che ci ha presentato il passato. Domani, 10 gennaio, alla galleria NOPX (e fino al 27 gennaio) saranno ospiti le opere dell’artista argentina Carla Bertone raccolte nella mostra ‘Tre è un numero magico’.

L’artista presenta una sequenza ‘naturale’ di  forme geometriche cariche di energia, di pattern che si generano e rigenerano mutandosi come in un caleidoscopio, colori ricchi di significati nascosti, che si richiamano alla mistica, all’alchimia ed alla natura, così come avveniva nell’Art Nouveau e nelle architetture Liberty. Carla Bertone è un’appassionata di modernismo, è palese, ma fa sue le tecniche della suddetta tradizione mescolandole con teorie filosofiche e concetti che chiamano in causa mondi ancora più lontani: numerosi i riferimenti ai solidi platonici, ai poliedri di Archimede e ad alcuni concetti di Pitagora sulla spiegazione numerica della natura.
Un viaggio fantastico, nelle forme, nel tempo e nello spazio per procedere verso un proprio concetto di astrazione. Interessante, oltre a questi richiami antichi a luce, calore, moto e perfezione, miti e filosofie, la scrittura da parte della pittrice di testi di presentazione prodotti attraverso il cut-up, tecnica letteraria utilizzata nel dadaismo da Tristan Tzara, che consiste nel tagliare un testo scritto, lasciando intatte solo parole o frasi, mischiandone in seguito i vari frammenti e ricomponendo così un nuovo testo.
Carla narra del Tre, numero magico, attraverso queste parole:

O meglio, quasi che io fossi senza corpo, circondato da macchie indefinite di un colore rosa chiaro. Il punto di vista Pitagorico dell’Universo riposava esattamente sulla convinzione che il numero naturale fosse la chiave delle diverse qualità del genero umano e della materia. Le nuvole andavano e venivano. Successe qualcosa al suo luxmetro ed egli si innervosì un poco. Fece qualche fotografia. Lasciò il luxmetro. Passò una nuvola e il triangolo sparì,

sospese in un elemento.

Luce, calore, moto, armonia dei moti sono la perfezione del mondo e  hanno un analogo nelle facoltà dell’anima. Tante cose, sia dove sia e faccia quello che faccia, succedono alla stessa volta.

Ardimento e originalità! Rifiuta tutto quello che sia convenzionale, senza ragione suprema.

Che questa ricerca sia fondata sulla corrispondenza tra i tre “corpi” immobili dell’Universo (Sole, Stelle fisse, spazio intermedio). Visto che nella loro visione tutto era composto di numeri, la spiegazione della esistenza degli oggetti poteva soltanto essere trovata nei numeri, in una proporzione aritmetica oppure geometrica anteriore, di solito invisibile. E aspetti del tempo che non si sono ancora messi in pratica.

Lì scoprirete il silenzio, un mezzo per cambiare le nostre idee. Non credo che neanche su un fiocco di neve questo modello di ordinamento esista in modo casuale.

Il cubo, il tetraedro, il dodecaedro, l’icosaedro, l’ottaedro, che il lavoro sia minuzioso, elaborato.

Un maschio e una femmina hanno un piccolo bambino, tutto il corpo rivestito di una sostanza, immobile, informe, per essere sicuro tale che

Three is a magic number,
Yes it is, it’s a magic number.
Somewhere in the ancient, mystic trinity
You get three as a magic number

Ma piuttosto quello di dimostrare che per la creazione stavo come acciambelato o imprigionato in una materia estranea.

No more, no less.
You don’t have to guess.
When it’s three you can see

La causa del fiocco di neve di sei lati è un lento collegamento di successi molecolari.

carlabertone-tre

NB.Come di consueto, accanto alle opere esposte, verrà presentato un libro d’artista in edizione numerata realizzato da Carla Bertone e prodotto da NOPX per l’occasione.

Inaugurazione GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013
Tre è un numero magico
h. 18.30 NOPX|limitededitionpics, via Saluzzo 30, Torino
Info: [email protected] www.nopx.it

Di corsa in mezzo ai saldi torinesi e stramberie varie

Di corsa in mezzo ai saldi torinesi e stramberie varie

8 gennaio 2013 |

Conquistata dalle salutari usanze teutoniche di fare sport con qualsiasi tempo e clima – anche in mezzo alla città – mi sono convinta a uscire vestita da corsa verso l’ora di pranzo e percorrere il centro di Torino attraverso le sue isole pedonali, in mezzo al primo fermento dei saldi di inizio anno.
Senza fare i conti con la sorpresa di curiose vetrine che improvvisamente hanno rallentato la mia audacia salutista.

Davvero. Dopo il viaggio tra Germania ed Austria in cui ho visto ogni genere di persona sfidare tempeste di neve per praticare lo sci nordico, correre in mezzo alla pioggia che veniva giù a secchiate, fare jogging e tai-chi chuan stile yang in mezzo al centro cittadino di Monaco di Baviera (e molti anche in veneranda età!), mi sono ritrovata a rimuginare sul fatto che questa tendenza dello sport a qualsiasi meteo è  comune ovunque Oltralpe: lungo ogni fiume, nei parchi, sui marciapiedi, nessuna condizione atmosferica può fermare queste igieniche abitudini – cito deliberatamente Céline: ricordate Bardamu costretto alle passeggiate igieniche dalla sua amichetta infermiera già nel secolo scorso? …Il più delle volte adesso andavamo a fare passeggiate igieniche in lungo e in largo, per colpa delle frittelle, sui viali…– Allora metto le scarpe e mi butto per strada approfittando del pallido sole.

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Memento audere semper  (Ricordati di osare sempre) – Lifestyle 2013

Memento audere semper (Ricordati di osare sempre) – Lifestyle 2013

27 dicembre 2012 |

Memento audere semper (Ricordati di osare sempre*). Cito Gabriele D’Annunzio non a caso, poichè non sono una sua fan sfegatata, ma in questo post si parla di concludere l’anno, di fare il solito momento di riflessione e di bilancio su cosa è stato e cosa sarà il passaggio dal 2012 al 2013. Sarà utile? Non lo so per altri, a me aiuta a far chiarezza. Propositi di lifestyle olistico.

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Christmas market! I mercatini di Natale a Torino

Christmas market! I mercatini di Natale a Torino

13 dicembre 2012 | ,

Sono tornati i mercatini di Natale a Borgo Dora: Torino si illumina d’incanto! Andate alla sera a Porta Palazzo e perdetevi tra le casette di legno, annusante l’odore di vin brulè e cioccolata fra le bancarelle, comprate mieli di montagna, infusi riscaldanti e birre introvabili. Poi entrate al Cortile del Maglio e vagate tra incensi, atelier e temporary shop…

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I colorati mercati di Torino

I colorati mercati di Torino

26 novembre 2012 | ,

Adoro i mercati rionali di Torino, questa goduriosa usanza tipicamente francese delle bancarelle che, in tutti i quartieri, tutti i giorni della settimana, si palesano in città; nessuna zona esclusa, dalle più chicchettose a quelle popolari e veraci, ognuno di essi ha le sue caratteristiche originali e differenti, che lo distinguono e lo rendono unico rispetto agli altri.

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The Others – quando scoprire l’arte è un’arte

The Others – quando scoprire l’arte è un’arte

14 novembre 2012 | ,

The Others è la parte del progetto artistico di questo autunno torinese (fatto di Paratissima, Artissima, Artò e quant’altro) che mi è piaciuto di più. Perchè è stato realmente innovativo, a cominciare dalla location.

Un progetto espositivo dedicato all’arte contemporanea emergente e ‘senza padrini’ inserito tra i muri di mattoni delle carceri Le Nuove a Torino, che tanto hanno visto e tanto avrebbero da narrare già di per sè ed ora si aprono per narrare altre vicende, lontane – ma non troppo – da quel mondo che vi era racchiuso.

La serata che ho dedicato alla mia visita di The Others profumava di pioggia, di foglie fradicie, di terra silente ma intensa. Una di quelle sere d’autunno che sanno di vino e luci calde delle cucine, di stufa e bucce di mandarini. Entrare nel giardino de Le Nuove è stata – strano ma vero!- un’accoglienza piacevole: le ortensie illuminate di sbieco, i tavolini di legno nel prato dove la gente, nonostante tutto, restava a sedere per godersi la serata anche in cappotto e sciarpa, il passaggio sotto gli archi, le farinate calde. Un’atmosfera lievemente bohèmienne: giusto l’aria frizzante e di creazione, non troppo alternativa nè troppo fighetteria… insomma, quello che vorrei fosse la caratteristica di tanti luoghi da frequentare. Affascinante senza strafare. (altro…)

Per mettere a posto capelli e…testa!

Per mettere a posto capelli e…testa!

5 novembre 2012 |

Da Luisa e Franchino, parrucchieri in largo IV marzo (nonchè via Bonafous), il tempo che si passa per rimettere a posto i capelli trova un senso e un suo perchè nelle leggi dell’universo. Oltre ad uscire con la testa in ordine, ci si riesce a rilassare con buona musica, ottime letture, un piacevole aperitivo e, dulcis in fundo, scoprendo tutto intorno pezzi unici di grafica e sartoria. Ed andare dal parrucchiere diviene anche un piacere per la mente!

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Un anno con NotaBene:auguri! (E mazzi di fiori da Porta Nuova)

Un anno con NotaBene:auguri! (E mazzi di fiori da Porta Nuova)

22 ottobre 2012 | ,

La libreria  nb:notabene in via Bellezia ha compiuto un anno sabato 20 ottobre. Auguri per quest’anno e non solo, soprattutto auguri anche per gli anni che verranno e sono tanto più sentiti quanto è speciale la libreria, per il daffare creativo che si danno le sue proprietarie! Quindi  una data speciale: un anno di soddisfazioni, perchè un progetto di libreria indipendente di architettura, grafica e design non solo ha visto la luce, ma è diventato grande: workshop, incontri, collaborazioni, serate di proiezioni e presentazioni…come per i gatti, ogni anno ne è valso sette!

Sono arrivata davanti alla libreria in bicicletta, con il cestino carico di fiori e piante dai nomi strani e dagli usi insoliti acquistati nel suggestivo mercatino bionaturale organizzato per questo weekend nell’atrio della stazione di Porta Nuova (‘Food & Floral, da vedere e vivere il contrasto e la magia del Giardino Medievale del Valentino trasportato ed installato in una sala da dove di solito si parte e si arriva…incanto!) Ebbene, sono arrivata, ho parcheggiato la bici nello slargo di via Bellezia, ho chiesto a una delle proprietarie gentilissima di poter posare la mia erba stella e la salvia al profumo d’ananas dietro al bancone e poi…mi sono tuffata nella grafica, nell’architettura, nelle immagini, nei giochi di carta che queste instancabili raccoglitrici scovano in tutto il mondo.

Potrei perderci le ore, si trova tutto ed è tutto unico, originale, maivistoprima. Prendi uno, due, tre, quattro libri e ti siedi sulle poltrone anni Sessanta della sala laterale. Amate l’architettural’architettura è un cristallo, di Giò Ponti, il libro che tutti dovrebbero possedere e leggere e rileggere ogni tanto: una poesia continua. Ristampato il più fedelmente possibile all’edizione del 1957, le pagine colorate caratterizzate dalle forme geometriche evocano mondi altri, ma che, paradossalmente, appartengono a tutti – come per me è la raccolta che stava in bella mostra nello studio di mio padre quand’ero bambina: Mies Van der Rohe, Le Corbusier, Gaudì, Sant’Elia-  poi ad un tratto la copertina gialla fluo di Perec, Le cose, e poi le sue annotazioni nel tentativo di esaurimento di un luogo parigino e le famose sconclusionate istruzioni per l’uso della vita; poi un libro dedicato al coltivare piccoli vegetali sul terrazzo ed in casa per bimbi (e soprattutto adulti) con squisite illustrazioni anni cinquanta; i progetti grafici della Elyron con dei carnet di schizzi che fanno rabbrividire per la loro capacità di cogliere l’essenziale e giocarci; Munari e il mio gioco di bambina chiamato Più e Meno, fatto solo di carte trasparenti e disegni da sovrapporre per inventare storie, Isidro Ferrer e il suo libro de las preguntas; poster, casette di carta da costruire ed assemblare dai colori optical di di Pascal Debert,  ne La casa di Tamara, dove Tamara non è Barbie Chic, ma è Tamara Karsavina, prima ballerina dei celebri Balletti Russi. Oh, magia, un libro che si apre interamente e diventa l’abitazione della danzatrice a Parigi: le stanze sono riprodotte fedelmente persino nella carta da parati, i mobili attentamente ricostruiti in cartone: un profumo di nuvole e cipria che potranno lasciarvi come obnubilati mentre vi perdete ad osservare e disporre i piccoli oggetti nella casa-libro. (Inoltre, ad arricchire il cofanetto vi è il diario personale dell’étoile per trovare nella casa le tracce del passaggio della favolosa e mitica danzatrice e a scoprirne i segreti e misteri. Ma non approfondisco per lasciarvi il piacere della scoperta). Sulla poltrona di nb siamo arrivati a viaggiare avvolti nell’allure dei velluti sull’Orient express…
E poi tanto, tanto, tanto altro. Festeggiare con nb è stata una festa. Approfittare non solo dello sconto (che male non fa) ma soprattutto dell’atmosfera rilassata e indubbiamente glamour che trasmette questo luogo, sostare ed entusiasmarsi con la ragazza dal caschetto castano, oziare e perdersi sotto le luci soffuse – soffuse quel tanto che basta per farlo essere un accogliente luogo protetto ma pieno di stimoli.

Andate da nb, andateci da soli e scoprirete il mondo della grafica, dell’illustrazione, dell’architettura che ti parla dietro gli edifici delle città, di Torino e dei suoi luoghi nascosti, poi vi verrà voglia di prendere inchiostri e pennini per scrivere e spiegare il mondo che vi sta intorno. Vi verrà la tentazione di sapere tutto, anche se tutto non si può sapere, ma è bello credere di avere una possibilità per impararlo e poi narrarlo.

Portateci i vostri bambini: dopo aver comprato dei fiori, della carta, dei libri insegnate loro ad osservare, a creare, ad annusare, ad immaginare. Tutto vi tornerà. E fuori intanto cala il blu della sera d’autunno.