Osteria ‘n Cicinin

cicininOsteria ‘n Cicinin
Via Madama Cristina, 100
Tel. 011 19454951 – 338 9027454
Chiuso domenica e lunedì sera

VOTO FINALE: 6+

ATMOSFERA [VOTO: 6]

Con tutto l’affetto, la scelta del Guardian di inserire la Cicinin nella lista dei 10 migliori ristoranti di Torino lascia basiti. Il locale è grazioso ma simile a tanti altri: pareti bianche, volta in mattoni, arredi essenziali, atmosfera tiepida.

CUCINA [VOTO: 6 ½ ]

La Cicinin è l’osteria delle occasioni sprecate. Le potenzialità ci sono, ma non vengono sfruttate a dovere. Alcuni piatti sono da promozione a pieni voti (il baccalà mantecato, la polenta croccante con uovo al tegamino), altri sono da rimandare a settembre. Se azzeccano il condimento perfetto per i primi (le polpette di agnello accostate al pesto di menta, il ragù di coniglio arricchito dal tartufo nero), poi cascano sulla cottura della pasta o sull’emulsione. Sia il risotto allo zafferano e cavolo rosso che quello con toma e nocciole hanno i sapori giusti, ma il riso andrebbe tolto dal fuoco molto prima. Un vero peccato. E dire che il menu offre ogni settimana piatti nuovi e interessanti con ingredienti di stagione (arrotolato di maiale alle mele e vaniglia, semifreddo alle castagne, crema di cachi con croccante di pistacchi…) accanto ai classici della cucina piemontese (acciughe con bagnetto verde, carne cruda all’albese, con toma o con tartufo bianco, spezzatino di coniglio). Si spera in un recupero. Buono il Barbera sfuso.

STAFF [VOTO: 5]

La prima volta siamo usciti col dubbio di essere capitati in una serata sfortunata (può succedere anche ai ristoranti stellati), la seconda ha chiarito ogni cosa. La cortesia e la volontà non mancano, ma le attese tra una portata e l’altra sono eterne, il servizio è goffo e abbonda di spiegazioni autocelebrative e dimenticanze (il vino o il pane serviti a metà cena). La ragazza addetta ai tavoli è irresistibile, non si può non volerle bene, ma certo la professionalità è un’altra cosa.

PREZZI [VOTO: 8]

Conto onesto, tutto sommato: 20 euro a testa per un antipasto, un primo, un dolce e bevande. Disponibili anche due menù: il bondos (abbondante in piemontese, e lo è davvero!) a 27 euro, e il linger (più leggero) a 22 euro.

PIATTO FORTE

Il baccalà è mantecato alla perfezione, le papille ringraziano.

PIATTO DEBOLE

Lo chef ha un problema irrisolto con i primi: le tagliatelle sono sempre scotte o slegate, se non entrambe le cose. Idem i risotti.

TOILETTE [VOTO: 6]

Bagno semplice, pulito, con un’aria tristanzuola.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Un timer per lo chef, un intervento urgente sull’organizzazione e un po’ di riscaldamento in più nei mesi freddi.

Adonis Crêpes e Quiches

Adonis Cradonisêpes e Quiches
Largo Saluzzo 25E – Torino
Tel. 011 0769491
Chiuso la domenica sera e lunedì tutto il giorno

 

VOTO FINALE: 8 –

 

ATMOSFERA [VOTO: 8]

Se amate le crêpes, l’atmosfera da bistrot francese, la fauna variopinta e un po’ borderline di San Salvario, questo è il vostro posto. Il locale è un bijoux: piccolissimo, accogliente, illuminato da lampadine avvolte in tovagliette di carta, arredato con tavoli e sgabelli in legno chiaro, un grande specchio barocco, le caricature di artisti celebri. A completare l’opera, il dehors sul fascinoso largo Saluzzo.

CUCINA [VOTO: 8 ½ ]

Nonostante il menu proponga esclusivamente crêpes e gauffres, ce n’è abbastanza per un’esperienza libidinosa. Adonis utilizza prodotti di primissima qualità come le farine macinate a pietra del Mulino della Riviera di Dronero. Le crêpes, sia salate che dolci, sono ricche, abbondanti, belle da vedere, buone da mangiare. Il top? La super-gustosa Marzamemi con bottarga di tonno, pecorino, olive e caco-mela, e l’appagante Madama Cristina con zucca al forno, camembert e cipolle glassate. Altre tentazioni? La crêpe Alpi con speck, roquefort, noci e prugne, la Arnad con lardo, patate, fonduta e cipollotti, la Briançon con formaggio di capra, noci e miele. Tra le crêpes dolci, vince su tutte la Adonis (dulce de leche, confettura di fichi, crema chantilly). Anche la straripante Marròn con crema di marroni e marròn glacé è una gioia per le papille. Non manca un omaggio al quartiere con la crêpe San Salvario a base di pere (intese come frutta…). E poi le classiche: crêpe Suzette, le varianti a base di Nutella (con cocco, con le banane), di confettura o di zucchero. Il tutto diventa sublime sorseggiando un calice di freschissimo sidro, dolce o dry.

STAFF [VOTO: 8]

Personale cortese, simpatico, sorridente, efficiente, ben organizzato.

PREZZI [VOTO: 7]

È vero, 10 euro per una crêpe possono sembrare troppi. A giustificarli, però, sono la qualità e la generosità delle porzioni. Interessante il brunch della domenica a 15 euro.

PIATTO FORTE

Per chi apprezza il sapore intenso della bottarga, la crêpe Marzamemi è un must.

PIATTO DEBOLE

La crêpe Marròn è talmente ricca di ingredienti che, quasi quasi, si farebbe a meno del cioccolato fondente.

TOILETTE [VOTO: 5]

Bagno piccolo, essenziale, un po’ disordinato.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Non montarsi la testa mai, come già successo ad altri locali di San Salvario. Piccolo è bello.

Osteria di Pierantonio

Osteria di Pieranpierantoniotonio
Via Bizzozero, 15
Tel. 011 674528 – 333 6652491

VOTO FINALE: 6/7

ATMOSFERA [VOTO: 6]

Come sia capitata nella Top 10 dei ristoranti torinesi stilata dal Guardian… only God knows (n.d.r. lo sa solo Iddio). Questa anonima osteria di periferia (siamo tra il Lingotto e le Molinette) ricorda i bar in cui i pensionati si attardano a giocare a briscola: bancone in formica, pavimento in graniglia di marmo, qualche stampa appesa alle pareti, nessuna concessione alle mode del momento. Unica nota di colore/calore, un pianoforte verticale. Eppure è un continuo via vai di habitué e, anche grazie al Guardian, di turisti. Non manca il dehors, se pur con vista asfalto. Inadatto a chi ha la puzza sotto il naso.

CUCINA [VOTO: 6 ½ ]

Il loro motto è “Mangiare come a casa”. E, in effetti, la gestione è familiare e la cucina casalinga, genuina, senza fronzoli. I piatti del giorno sono elencati su una lavagna: tagliatelle al ragù, risotto con famiole, spaghetti alle vongole, trippa in umido, polpettone, acciughe fritte, filettino di maiale al pepe, bocconcini di pollo al curry (ben cucinati), spada alla catalana. I dolci sono fatti in casa: torta di mele, torta nutella e mascarpone (buona!), torta ricotta e cioccolato (discreta). Tenere d’occhio la loro pagina Facebook per le serate a tema (porcini in tutti i modi, fritto misto alla piemontese, polentata, la cena della zucca, pesce fritto…).

STAFF [VOTO: 7]

Corre l’obbligo di fare la media tra il 10 che merita la figlia di Pierantonio, Chiara (perfetta padrona di casa, gentile, sorridente, in grado di conversare in inglese con i turisti stranieri, cosa rara anche tra i ristoranti più blasonati) e il 4 da assegnare alle ragazze di turno ai tavoli, sbrigative, svogliate, a malapena un saluto. Il servizio è veloce, persino troppo: siamo ancora in piedi, col giubbotto addosso, quando già si avvicinano per prendere l’ordinazione. Purtroppo non conosciamo l’oste, Pierantonio, che dicono essere persona squisita.

PREZZI [VOTO: 8]

Chi non ha tante pretese, con pochi euro può togliersi l’appetito. A pranzo, menu fisso da 10 euro, a cena da 18.

PIATTO FORTE

La torta nutella e mascarpone è goduriosa senza essere nauseante.

PIATTO DEBOLE

I cavatelli fagioli e cozze non hanno la personalità che ti aspetti, in casa ne abbiamo mangiati di più gustosi.

TOILETTE [VOTO: 4]

Bagno microscopico e disadorno.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Più attenzione nella scelta dei vini sfusi: quello rosso servito a noi era imbevibile.

Taverna dei Mercanti

Taverna dei mercanti1Mercanti
Via Santa Chiara, 13 – Torino
Tel. 011 5212017 – 345 6824167
Chiuso la domenica

VOTO FINALE: 6 +

ATMOSFERA [VOTO: 6]

Ambiente rustico, come se ne vedono tanti. Mattoni a vista, soffitto a cassettoni, camini, credenze della nonna, piatti appesi ai muri, tovagliato bianco e rosso. Il tutto ha un sapore di antico, di superato. Stiano alla larga i modaioli.

CUCINA [VOTO: 5 ½ ]

In cucina la creatività tocca i minimi storici. Per carità, gli ingredienti sono genuini e le porzioni generose, ma ha senso andare a cena fuori per mangiare prosciutto crudo e melone, un piatto di salumi, una caprese? Anche l’antipasto misto della casa è lo stesso provato mille volte ai pranzi di nozze: affettati, insalata russa, sformato di verdure. Con i primi, qualche timidissimo tentativo di intraprendenza, a parte i sughi emulsionati con la panna come usava negli anni Novanta: zuppa di cipolle, cavatilli Taverna (pasta fatta in casa), agnolotti rosé, mezze maniche alla valdostana, gnocchi ricotta e spinaci al burro (ottimi), ruote al pesto, trenette al brucio. Con i secondi si ripiomba nella banalità: pizzaiola, tagliata con rucola, castellana, bistecca impanata, entrecote, brasato. La carta dei desserts propone, accanto a classici come il tiramisù e la panna cotta, anche il vin santo con i cantuccini, il semifreddo al caffè (discreto) e la crema Artemise di produzione propria (interessante). Mirto offerto dalla casa, molto gradito.

STAFF [VOTO: 7]

Staff cerimonioso (a volte troppo), efficiente, premuroso.

PREZZI [VOTO: 7]

Conto onesto. 2 antipasti, 2 primi, 2 dolci e vino sfuso, 45 euro (con sconto di 3,50 euro). Range di prezzi? Antipasti 6-10 euro. Primi 8-10 euro. Secondi 10-16 euro. Dessert 4-5 euro. Conveniente, a pranzo, il menu fisso a 10 euro.

PIATTO FORTE

Ehm… dunque… vediamo… allora… un’altra domanda?

PIATTO DEBOLE

La toma che guarnisce lo sformato di verdure dovrebbe essere fusa anche nei fatti, non solo a parole.

TOILETTE [VOTO: 8]

Bagno pulito e profumato.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Osare di più in cucina, sperimentare, affiancare ai classici un paio di piatti che rendano questa trattoria unica.

Casa Broglia – Posto di ristoro

broglia40823_221759bisCasa Broglia – Posto di ristoro
Via Torquato Tasso, 13/c (Piazza IV Marzo), Torino
Tel. 011 436 5562
Aperto 7 giorni su 7 dalle 8 a dopo mezzanotte

VOTO FINALE: 6 ½

ATMOSFERA [VOTO: 8]

Questa coraggiosa novità della ristorazione torinese ha due fortune: il dehors su una delle più belle piazze di Torino e un dirimpettaio come la Piola Cianci, che attira una quantità inverosimile di affamati per la gioia (anche) della concorrenza, pronta a raccogliere gli avventori rimbalzati. Casa Broglia è meno rumorosa dei celebri vicini, ha un’atmosfera più rilassata e personale più educato e sorridente. Dentro, il locale è piccolo ed accogliente. Il menu in doppia lingua italiano/inglese è una nota di merito, ma andrebbe integrato da un corso accelerato allo staff (le conversazioni con i clienti stranieri non sono neanche a livello di “the cat is on the table”).

CUCINA [VOTO: 6]

Cucina tradizionale, menu con pochi piatti e risultati senza lode e senza infamia. Un posto adatto ad uno spuntino e due chiacchiere più che ad una vera e propria esperienza culinaria: per questo non mancano taglieri di salumi e formaggi e piatti di culatello di Parma. Gli antipasti spaziano dal vitello tonnato (carne cotta al punto giusto, ottima la salsa) al deludente strudel di verdure in crosta, fino al più suggestivo sushi alla piemontese con crema di tomini e salsa verde. Tra i primi proposti scegliamo i cavatelli al sugo di pomodoro, melanzane, finocchi e scaglie di cacioricotta, che risultano asciutti e un po’ troppo salati. Secondi di sostanza: tagliata di vitello, galletto in crosta di sale e un’invitante parmigiana di melanzane servita con una mozzarella di bufala al centro. Dolci classici come il bonet e il tiramisù (buona la crema ma i biscotti sono troppo secchi). Ampia carta dei vini, gradevole quello sfuso. Da provare le birre. Applausi per i grissini.

STAFF [VOTO: 6]

Il personale è molto gentile ma il servizio è ancora acerbo. Le portate vengono servite con una velocità che non consente tregua. Grande tatto e abilità nel gestire l’irruzione di disturbatori nel dehors.

PREZZI [VOTO: 6]

Per scippare qualche cliente in più a Cianci dovrebbero adeguarsi al loro menu super popolare. Gli antipasti a 5 euro ci possono stare, ma il prezzo dei primi e dei secondi va tarato al ribasso. Dolci onesti a 4 euro.

PIATTO FORTE

Senza dubbio il vitello tonnato, migliore di quello di Cianci.

PIATTO DEBOLE

Lo strudel di verdure in crosta altri non è che una sfoglia ripiena di cous cous e verdure, insipida e molto, molto asciutta.

TOILETTE [VOTO: 6]

Bagno sufficientemente pulito ma disordinato.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Calibrare meglio i tempi in cucina e in sala. Mentre stai ancora masticando l’antipasto arriva il primo, mentre stai facendo la scarpetta con il sugo già ti chiedono se vuoi il dessert. Relax!

Contesto Alimentare

contesto1Contesto Alimentare
Via Accademia Albertina, 21 – Torino
Tel. 011 817 8698
Orario: 12-14, 19-23

VOTO FINALE: 6/7

ATMOSFERA [VOTO: 7]

Contemporaneo, minimalista negli arredi e nei decori (tavoli mignon, pareti chiare e spoglie, qualche lampadina appesa all’altissimo soffitto, un paio di mensole), il Contesto sulle prime genera distacco, ma è talmente piccolo che in un attimo si riempie di umanità e calore.

CUCINA [VOTO: 6 ½ ]

Una trattoria urbana, come amano definirsi, con grandi ambizioni. La cucina mescola tradizione piemontese ed esperienze esotiche. Dalla sperimentazione e dall’accurata ricerca delle materie prime nascono ricette insolite (fin dalle descrizioni sul menu). Non sempre, però, le contaminazioni culturali e gastronomiche si tramutano in piatti riusciti. Alcuni sono perfetti (gli gnocchi di patate di montagna con salsiccia e zafferano, il kebab di pollo e agnello), altri passano inosservati (il peperone con trota e salsa di acciughe, la crema di zucca con crostini aromatizzati), altri ancora sono da calibrare (la tagliata di fassone è insipida, i tajarin al ragù delle tre carni sono invece troppo saporiti). In generale, le porzioni sono tirchie. Sfiziosi gli aperitivi: un calice di kir, di prosecco o di barbera chinata accompagnati da assaggi della cucina, da baccalà scottato o da formaggio caprino cotto al cartoccio. Piacevoli senza essere esaltanti i dolci, come la crostatina con crema allo yogurt e frutta o la pasta frolla con crema di ricotta e cioccolato. La lavanda convince in abbinamento alla panna cotta, mentre delude nel sorbetto. La carta dei vini appare ricca, ma nella serata in cui abbiamo visitato il Contesto la cantina era piuttosto sguarnita.

STAFF [VOTO: 8]

Personale giovane, molto cortese e disponibile. Spesso la chef serve personalmente i suoi piatti decantandone con passione (e con un sorriso dolcissimo) gli ingredienti e la preparazione.

PREZZI [VOTO: 6]

È vero, le materie prime di qualità si pagano, ma un antipasto a 14 euro è decisamente troppo per una trattoria. I primi si assestano tra gli 8 ei 12 euro, i secondi tra i 14 e i 16, i dolci attorno ai 5/6 euro. Disponibili menù degustazione a 23 o 33 euro.

PIATTO FORTE

La coscia di fassone battuta al coltello è tenera, ben condita e accompagnata da una focaccia molto golosa.

PIATTO DEBOLE

L’impanatura con le nocciole è un’idea succulenta sulla carta, il risultato lo è molto meno: la tagliata rimane troppo secca.

TOILETTE [VOTO: 7]

Pulito, in ordine.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Se proprio non è possibile ridurre i prezzi, aumentare una “frisa” le porzioni. E attenzione al sale!

Taverna Greca

grecaTaverna Greca
Via Monginevro, 29 – Torino
Tel. 011 337334

 

VOTO FINALE: 6/7

ATMOSFERA [VOTO: 6]

Siete appena tornati dalla Grecia e la nostalgia canaglia non vi abbandona? Questo è il posto che fa per voi. Certo, l’atmosfera è lontana anni luce da quella delle taverne greche in riva al mare. Il locale è anonimo, rumoroso e sempre affollato (meglio prenotare), e l’unico richiamo a Hellas sono le foto di Santorini appese alle pareti. Fra le stranezze, una testa di cervo tra le suppellettili, la TV accesa su un programma qualunque, un enorme e orribile contatore elettrico a vista. Piccolo dehors su via Monginevro.

CUCINA [VOTO: 7]

Premessa: alla taverna greca impera l’aglio, quindi si astengano gli allergici al bulbo e i romantici in vena di limonata post-cena. I sapori della Grecia ci sono tutti ed i piatti tipici anche: insalata di melanzane, polpette al formaggio o con zucchine aromatizzate alla menta, olive, feta grigliata, l’immancabile gyros (spiedino di carne di maiale servito con la pita), gli spiedini di pollo, le costolette di agnello. E tsatsiki a volontà. Le porzioni sono enormi, ma lasciate spazio per la coppa di yogurt con le amarene o con miele e noci. Il vino greco sfuso non è il massimo.

STAFF [VOTO: 7]

Il servizio è molto informale ma le ragazze ai tavoli sono gentili, sorridenti ed efficienti.

PREZZI [VOTO: 7]

Prezzi da svalutation greca: con misto di antipasti, un abbondante piatto principale, un dessert e vino sfuso, 23 euro a testa.

PIATTO FORTE

La feta grigliata al peperoncino può ambire all’Olimpo.

PIATTO DEBOLE

Le polpette di formaggio hanno poca personalità e risultano asciutte.

TOILETTE [VOTO: 7]

Bagno profumatissimo e discretamente pulito. Occhio ai gradini!

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Un intervento al locale per renderlo più caldo e intimo.

SeaFood Bar

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Via Principe Amedeo 14b – Torino
Tel. 011 2071561 – 320 0162348
E-mail [email protected]
Chiuso il lunedì sera

 

 VOTO FINALE: 6 ½

 

ATMOSFERA [VOTO: 8]

Diciamolo subito: i franchising del cibo suscitano diffidenza a priori, ma l’idea del fast food del pesce è simpatica. Il SeaFood Bar è un format già sperimentato che ora fa il suo esordio a Torino sul lato sonnacchioso di piazza Carlo Alberto. Un posto informale in cui gustare in ogni momento il salmone e le altre raffinatezze del FoodLab fondato da Gianpaolo Ghilardotti. Le sale sono arredate con gusto, secondo le ormai abusate mode del momento: cassette della frutta appese al soffitto, grandi lavagne, pareti bianche, banconi con sgabelli rossi e legno a profusione. Nota di merito per l’angolo gastronomia con il pesce take-away, il piccolo dehors con vista sulla piazza e il servizio consegna negli uffici.

CUCINA [VOTO: 7]

È scritto anche sui muri del locale: solo pesce lavorato fresco, affumicature naturali con legno di faggio italiano, salagione eseguita a mano. Il pesce viene proposto in tre versioni: affumicato, non affumicato e cotto a vapore. Specializzati in salmone (norvegese, scozzese, Sockeye, Red King), propongono anche tonno, pesce spada, gamberi, mazzancolle. Tra i cotti a vapore, filetti di branzino, orata o salmone. Da provare i fishburger di salmone (sfizioso quello con erba cipollina), pesce spada o tonno. Tutti i piatti prevedono un abbinamento compreso nel prezzo (dalla spuma di robiola alla burrata pugliese, dalla misticanza di insalate e pomodori al flan di ricotta, dal sautè di patate all’insalata di fagioli cannellini). Chi ama la pasta con il pesce può buttarsi su linguine al salmone affumicato, paccheri con mazzancolle e gamberi, ravioli ricotta e spinaci al ragù di branzino. Dolci tradizionali: tiramisù, panna cotta, sorbetto al limone, soufflé di cioccolato, mascarpone ai frutti di bosco. Vini rigorosamente bianchi, con bolle o senza. Un delitto, però, il prosecco servito tiepido!

STAFF [VOTO: 5]

Il personale sarebbe da rimandare a settembre. È in evidente difficoltà, non ha i tempi, manca di organizzazione. Il risultato è un servizio molto lento e approssimativo, che fa passare in secondo piano l’atteggiamento cortese.

PREZZI [VOTO: 6]

Un pasto veloce con fishburger e un calice di prosecco resta sotto i 10 euro, ma non placa l’appetito. I primi oscillano tra i 7 e i 10 euro, gli affumicati tra i 6 e i 16, i non affumicati tra gli 8 e gli 11, i cotti a vapore tra i 7 e gli 11. Onesti i prezzi di dolci e vini al bicchiere.

PIATTO FORTE

Lodevole il fishburger preparato con filetto di salmone ed erba cipollina.

PIATTO DEBOLE

Il tonno andrebbe tolto prima dal fuoco per evitare l’effetto stoppa.

TOILETTE [VOTO: 7]

Appena rimessa a nuovo, semplice, pulita.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Il personale non può rimanere a bocca aperta di fronte a domande basilari sui vini in menu. Urgono ripetizioni.

Banco-Vini e Alimenti

IMG_20140628_204827BANCO-VINI E ALIMENTI

Via dei Mercanti 13/f, Torino
Tel. 011 7640239
Orari: Lun – Ven: 12.30 – 0.30. Sab: 16.00 – 0.30
VOTO FINALE: 6/7
ATMOSFERA [VOTO: 8]

La nuova enoteca/gastronomia/drogheria in pieno centro tenta la via della “piemontesizzazione” delle tapas (qui “ciapas”), seguendo esempi vincenti come il MacBun, che ha trasformato gli hamburger in specialità locali. Fratellino minore del celebrato Consorzio di via Monte di Pietà, il Banco sposa tutti i trend del momento: tanto legno, pareti rosse, grandi lavagne, scaffali colmi di bottiglie, bancone con sgabelli per pranzi al volo, tavoloni per pranzi di gruppo, strofinacci da cucina al posto dei tovaglioli. Il risultato è accogliente e informale. Molto piacevole anche il dehors estivo sulla tranquilla via dei Mercanti. Piatti anche da asporto.
CUCINA [VOTO: 6 ½ ]

I sapori ci sono, la creatività pure, ma la cucina del Banco resta un esperimento da affinare. I clienti ne escono disorientati, soprattutto per le scarsissime porzioni (in una sola serata, una coppia polemizza con la cameriera per le dimensioni mignon dei piatti e una comitiva esce dal locale chiedendosi a gran voce: “E adesso dove si va a mangiare?”). E’ inevitabile, se servi i tajarin in una ciotola da macedonia. O se fai pagare 9 euro una rivisitazione dell’uovo alla coque (ampollosamente descritto come “uovo croccante su spinaci con fonduta di cheddar e pancetta”): delizioso ma poco più che un boccone. Ciò detto, la selezione di ciapas è intrigante e insolita (battuta di fassone con aletta impanata cruda, insalata con roast-beef, stichelton e vinaigrette di nocciole, cervella al limone su agretto ed emulsione di senape, agnolotti di formaggio primo amore con sanguinaccio e piselli…). Gli amanti dei fritti possono provare le alici impanate, le crocchette di pollo e prosciutto crudo e addirittura i piedini di maiale. Più convenienti e abbondanti gli sfizi da gastronomia: l’insalata russa è ghiotta e croccante, il misto carpione con carne, zucchine e uovo è sublime, il polpo con patate è squisito anche se un po’ salato. Interessanti le polpette di carne al nero di seppia e i cannelloni di vitello e maiale con crema al parmigiano. Per i meno schizzinosi, il piccione allo spiedo. Tra i dolci si segnalano la panna cotta con riduzione di barbaresco, la meringa di fragole o lamponi con crema chantilly al barbaresco e le bombette fritte con crema, zabaione o cioccolato. Ampia selezione di vini.

STAFF [VOTO: 6]

Al Banco devono ancora oliare la macchina organizzativa. Alle ore 21 uno dei piatti più allettanti del menu, la ricciola alla griglia, non è più disponibile. Il servizio è cortese ma lento.

PREZZI [VOTO: 6]

Tre assaggi da gastronomia, due “ciapas”, due calici di ruché e acqua: 47,50 euro. Prezzi da ristorante, non da stuzzicheria.

PIATTO FORTE

Il misto carpione mette tutti d’accordo.

PIATTO DEBOLE

Nei tagliolini al sugo d’arrosto e nocciole prevalgono il sapore del burro e il retrogusto amaro delle nocciole. Il sugo d’arrosto dov’è?

TOILETTE [VOTO: 7]

Toilette abbastanza in ordine (a parte la vaschetta rotta), pareti bianche e cassette di frutta a mo’ di complemento d’arredo.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Che sia di carta o di stoffa, una tovaglia per favore! Se non per l’igiene, almeno per evitare che i piatti scivolino via come anguille.

Osteria Civassa

Osteria Civassa
Via Castagnevizza 7, Torino
Tel. 011 3722941
Chiuso la domenica

 
VOTO FINALE: 7/8
ATMOSFERA [VOTO: 7]

Sorella minore (e più economica) del Ristò Civassa di via Martiniana, questa microscopica osteria a due passi dallo stadio Olimpico non è un posto per chi vuole tirarsela ma per chi vuole mangiare il pesce in città senza farsi spennare. L’atmosfera è familiare e un po’ anni Settanta per via di quelle pareti spatolate in color arancio smorto. Pochi tavoli attaccati uno all’altro (e pazienza per l’intimità violata), una ventina di coperti in tutto, tovaglie di carta, specchi, credenze, mensole. Viste le dimensioni e il successo, la prenotazione è d’obbligo.

CUCINA [VOTO: 8]

La semplicità che conquista con un menu di solo pesce. Porzioni abbondanti, piatti poco elaborati ma preparati con cura e materie prima di qualità. Sfiziosi gli antipasti, come il carpaccio di pesce crudo, le sarde gratinate alla siciliana o la finissima di polpo. Non mancano le ostriche, le cozze alla marinara e le capesante gratinate. Lussuriosi i primi: gli indimenticabili fusilloni freschi al ragù di pesce spada, gli spaghetti allo scoglio o con vongole veraci, i cavatelli alle sarde, il risotto con scampi, gamberi e porcini. Molto interessanti i secondi piatti: la classica zuppa di pesce, la grigliata mista, il gigantesco ma leggero fritto misto, gli involtini di spada e tonno alla mugnaia, la tenerissima tagliata di pesce spada o tonno, talvolta proposta in ottime varianti (con impanatura al sesamo o, ancora più ghiotta, in crosta di pistacchi), oltre agli immancabili branzini, orate e gamberoni. Attenti alle succulente proposte del giorno. Da non perdere i dolci, primi fra tutti il tiramisù e la magnifica coppa Piemonte con crema al mascarpone, savoiardi imbevuti nell’Amaretto e granella di nocciole.

STAFF [VOTO: 9]

Il titolare Elman trasmette calma e serenità, accoglie i clienti col sorriso ed un’educazione fuori dal comune. In sala sono tutti molto cordiali e attenti senza essere invadenti. Tempi d’attesa ridotti al minimo, talvolta al punto da non avere la possibilità di completare un paio di frasi prima che arrivi la nuova portata.

PREZZI [VOTO: 7]

Cenare a base di buon pesce senza superare i 30 euro non è impresa facile. L’onesta carta propone antipasti tra gli 8 e i 12 euro, primi tra gli 8 e i 14, secondi tra i 10 e i 18. Dolci low-cost a 4 euro.

PIATTO FORTE

I fusilli freschi con ragù di pesce spada sono da bis: perfetta la cottura della pasta, sublime il condimento.

PIATTO DEBOLE

Nella pasta con sarde, pinoli e finocchietto l’accostamento dei sapori è promettente, ma la realizzazione non convince.

TOILETTE [VOTO: 5]

Pulita ma scomoda, soprattutto d’inverno: occorre uscire dal locale, entrare nel portone accanto e raggiungerla nel cortile.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Qualche asterisco in meno nel menu (leggi: meno pesce decongelato).