Quantcast

W la rendita

31 maggio 2006 | ,

Poiche’ la rendita dei monopoli in Italia
e` sacra (notai, farmacisti, tassisti, autostrade, telefoni, "diritti
acquisiti" in generale) , chi ha tanti soldi si compra una rendita o un monopolio (ad es.
Benetton e Tronchetti) chi ne ha un po’ meno  eredita o acquisisce un notariato, una
farmacia, una cattedra, un taxi o una posizione con "diritti acquisiti" in generale.
Perche’ darsi  tanta pena su mercati competitivi ed
innovativi, quando possedendo un monopolio posso sfruttare ogni giorno la mia
rendita?
 Stiamo assistendo a qualcosa di simile a
cio’ che succedette quando le grandi famiglie di banchieri e mercanti italiani  del   
medioevo e primo
rinascimento si misero a
comprare terra ed a vivere di rendita. Poco dopo,  gli
stranieri (Spagnoli, Francesi e Austriaci) si impadronirono della penisola. E gli Italiani iniziarono a lamentarsi del "crudele destino".

La storia, questa volta,
si ripete.
 

P.S.
 Il male non fu privatizzare telefoni ed
autostrade, fu’ farlo senza creare delle autorita`di controllo potenti. Le
autorita` di controllo attuali sono debolissime. E` essenziale rafforzarle,
dando loro uomini qualificati, e mezzi
finanziari e repressivi.

Quel 5% non e` la soluzione.

26 maggio 2006 | , ,

Il Rapporto annuale sulla situazione
economica
del
paese e` una miniera di informazioni e riflessioni utili. 

L’introduzione fa giustamente notare  che

"La riduzione proposta di 5 punti
percentuali dei contributi sociali (con un costo netto per il bilancio pubblico
pari a circa 10 miliardi di euro) avrebbe l’effetto di ridurre il costo  del 
lavoro e aumentare la redditività lorda
di circa 2-3 punti percentuali(…) rischia di fornire un disincentivo
all’innovazione(…) e, in assenza di meccanismi di
selezione virtuosa, premierebbe sostanzialmente le imprese meno produttive."
Rapporto Annuale Istat p.29.

Praticamente questa misura   del  governo Prodi (ridurre del 5% il costo del lavoro per le imprese), come gia` la precedente riduzione
delle tasse  del
governo Berlusconi, non va a toccare i problemi specifici dell’Italia. Da dei soldi a Tizio o a Caio, ma non cambia il modo di produrre, che e` il vero problema.

I nostri problemi sono  imprese troppo piccole, che
operano in settori troppo tradizionali, con troppo poca tecnologia e con capacita`
gestionali troppo modeste
.
Queste cose producono bassa produttivita` 
del
lavoro.   Quando  il lavoro e` poco produttivo, i salari devono essere bassi.

Per cambiare questa situazione bisogna
agire in varie direzioni:

 La dimensione delle aziende  deve crescere –  In Italia si e` continuato a premiare chi
non cresce; noi dobbiamo invece premiare con incentivi  chi fa crescere la propria azienda. Non bisogna dare  privilegi alle aziende  con meno di 15 o di 200
dipendenti. Dovremmo mettere meno tasse su quelle aziende che si fondono con altre.

Gli imprenditori devono rinunciare al loro
modello familistico ed arretrato di gestione  (io, mia moglie, i miei figli, i miei nipoti) e
devono aprirsi al mercato dei capitali. Lo stato deve favorire in ogni modo
quelle aziende che collocano cospique quote 
del  loro capitale in borsa. Lo stato deve
anche rinforzare l’autorita` che vigila sulla Borsa (Consob).

Dobbiamo prestare piu’ attenzione ai settori innovativi. Dovremmo smetter con la difesa a tutti i costi di chi produce carrozze a cavalli o machine a vapore.
Per finanziare loro dobbiamo tassare i settori che camminerebbero con le loro
gambe.
Piu’tecnologia. Gli investimenti in
tecnologia ed in ricerca devono avere una situazione fiscale fortemente
privilegiata.  Per ogni euro investito in ricerca e sviluppo dal privato, lo stato dovrebbe metterne un’altro. Le spese per ricerca ed innovazione dovrebbero condurre a pagare meno tasse. Questo condurra` necessariamente all’assunzione di personale
altamente qualificato e ad incrementi di salari e produttivita`.

Ridurre del 5% il costo del  lavoro e` un bel gesto verso le imprese, 
ma non risolve assolutamente I loro  veri problemi.

Per saperne di piu’:
Rapporto annuale ISTAT

http://www.istat.it/dati/catalogo/20060524_00/rapporto2005.pdf

Votiamo ogni due anni e mezzo

23 maggio 2006 | , ,

Le elezioni sono
una medicina che puo’ curare alcuni mali. Come tutte le medicine se prese in
dosi eccessive possono arrecare dei danni. I politici possono venire distratti da
obiettivi di medio e lungo periodo e possono venire schiacciati su obiettivi di
breve periodo. Tutti sanno che qualunque governo o giunta, di desta o di
sinistra nell’anno prima di elezioni e’ portato a spendere di piu’ per
garantirsi il voto dei propri elettori; non importa che molte di queste spese
non siano giustificate. Sia ben chiaro
che la stessa cosa succeede anche all’estero. Tant`e` che gli economisti parlano
di “ciclo economico elettorale” per definire questo fenomeno ovunque esso accada.

 Il problema non
e` eliminabile ma potrebbe essere ridotto. Basterebbe stabilire che in Italia
qualunque tipo di elezione dovrebbe avvenire o in contemporanea delle elezioni
europee (che sono ogni cinque anni) o a due anni e mezzo di distanza da esse
(meta` mandato). Se un’assemblea non riuscisse piu’ a funzionare, ci si potrebbe comportare cosi’ : se manca meno di un
anno ad una delle due scadenze si aspetta che arrivi la scadenza; se manca piu’
di un anno alle elezioni europee o al meta` mandato, si fanno le elezioni,
sapendo pero’ che l’assemblea cosi’ eletta avra’ vita un po’ piu’ breve, perche
verra` rinnovata o al momento delle elezioni europee o a meta` mandato europeo.

Facciamo un
esempio. In una regione c’e` un consiglio regionale ed un presidente eletti nel 2005 ed in scadenza nel 2010. Supponiamo
che la maggioranza inizi a litigare e che nel gennaio 2007 voti la sfiducia al/la proprio/a presidente, dovendo andare
ad elezioni, diciamo nell`aprile 2007. Il consiglio regionale e la/il presidente, cosi eletti, con l’attuale legge potrebbero restare in carica fino
al  2012 (5 anni), generando un’ennesima
tornata elettorale nel 2012.

Col nuovo sistema verrebbero a scadere nell’dicembre 2011 (meta` mandato europeo).
In quel momento si farebbero tutte le votazioni del caso, evitando cosi’ di
avere altre alezioni fino al giugno 2013.

Tutto cio’ forse
avrebbe un effetto dissuasivo. Fai pure cascare la giunta attuale, se credi che
ti convenga, sappi comunque che dovrai pagare un prezzo. Resterai al potere un
po’ di meno.

Questo varrebbe
per circoscrizioni, comuni, province, regioni, camera e senato.

Il beneficio di
tutto questo trigo e` di votare “solo” ogni due anni e mezzo, mentre ora praticamente si vota ogni anno.  I politici non possono pensare a centrare
degli obiettivi di medio lungo periodo, devono  piuttosto pensare a creare consenso.

Si pensi poi al vantaggio enorme se questo sistema venisse adottato anche in molti altri paesi dell’UE. Oggi l’UE rimanda continuamente decisioni in attesa di una  elezione in uno degli stati membri. Ad esempio ora non si sta decidendo quasi nulla, perche` si aspettano le elezioni presidenziali in Francia.  Con questo sistema pure l’UE funzionerebbe decisamente meglio.

Perche` non a Scarmagno?

20 maggio 2006 | , ,

Alcuni amici Canavesani ci hanno fatto presente che l’area di Scarmagno, dove una volta c`era l’Olivetti e’ in stato di sostanziale abbandono.
Presenta gli stessi vantaggi in termini di collegamenti di Albiano  ed e` in Canavese.
Perche` non utilizzare quella per Mediapolis?

Scarmagno_2

Mediapolis si’, a Mirafiori.

18 maggio 2006 | , ,

Egregia Presidente della Regione Piemonte
Bresso,

Egregia Presidente del Fai Mozzoni Crespi,

 Io apprezzo e condivido l’interesse
della Presidente Bresso verso la possibilita` di creare posti di lavoro nel Canavese ed in Piemonte, io
apprezzo e condivido pure il desiderio della Presidente Mozzoni Crespi di
tutelare quell preziosissimo patrimonio che e` il paesaggio di certa parte di
Canavese nei pressi di Masino.

 Io credo che i nostri interessi e desideri per maggiore occupazione e  difesa della risorsa paesaggio potrebbero essere conciliati.

 Il Canavese ed il Piemonte sono  pieni di aree industriali
dismesse. Che ne e` delle  aree dove un
tempo lavoravano tanti operai del Canavese? Che ne sara` dell’immensa area
dello stabilimento di Mirafiori?

Se Mediapolis finisse a Mirafiori sarebbe semplice compensare il Canavese in denaro, per il mancato investimento ricevuto. Semplicemente, parte di quello che Torino incasserebbe grazie all’investimento  dovrebbe essere destinato al Canavese.

 Le aree industriali dismesse sono i posti giusti per costruire
parchi tematici. Si ricuperino quelle aree e si dia loro una nuova funzione
produttiva. I parchi tematici in tal senso possono divenire ottime idee. Si lasci invece stare quelle aree relativamente incontaminate come le campagne vicino a Masino. Dobbiamo sanare quei luoghi dove ci sono delle ferite, non ferire i luoghi sani.

Il vantaggio competitivo dell’Italia e` nel suo fascino, non riduciamolo, cerchiamo piuttosto di aumentarlo.

Cordialmente,

 
Gustavo Rinaldi

 L’area che Mediapolis vuole trasformare in parco di divertimenti.

060519_masino

Dal sito web di Mediapolis.

Per saperne di piu’:

Questa mia lettera segue una lettera della Presidente FAI il 17/05/2006 ed una replica della Presidente della Regione Piemonte del 18/05/2006 entrambe publicate su La Stampa

http://www.gruppomediapolis.com/italiano/localizzazione.shtml

http://digilander.libero.it/idste/millenniumpark.html

http://www.parksmania.it/index.php?module=parchi&func=scheda&pid=134


http://eddyburg.it/article/articleview/1017/?PrintableVersion=enabled


http://www.dscanavese.it/publicmono/services/text/dscan_pl_2002_18dic_02.html

Suicidio assistito

13 maggio 2006 | , ,

Ieri a Londra la Camera dei Lords    ha iniziato a discutere di suicidio assistito.
Ovvero stanno discutendo della possibilita` per i medici di aiutare i pazienti a suicidarsi, fornendo loro delle pillole apposite.
 A proporre la legge e` lord Joffe, un
avvocato non affiliato ad uno dei gruppi parlamentari.

La proposta di legge prevederebbe alcune limitazioni:
Il malato dovrebbe stare soffrendo molto;
Il malato dorebbe avere non piu’ di sei mesi
di vita prevista;
Il malato dovrebbe essere capace di intendere e volere.

 La legge e` osteggiata da tutte le
confessioni religiose. Fin qui non c’e` molto di strano. Spesso infatti le
confessioni religiose osteggiano questo tipo di leggi in materia di vita.
L’Associazione dei Medici
di Famiglia (Royal College of Physicians
) ha dichiarato che 75% dei suoi membri
e` contrario all’introduzione della legge.  L’Ordine degli Infermieri (Royal
College of Nursing) e` pure contrario. Ma come mai?  Essi dicono che nessuno oggi e` inevitabilmente
destinato a soffrire pene atroci  prima
della morte.Esiste la cosi’ detta medicina palliativa, un ramo della medicina
che ha lo scopo di eliminare  il dolore
anche quando non e` possible guarire la malattia. Dicono che si tratta di fornire la
giusta assistenza al malato, non di fargliela macare e poi offrirgli la   
soluzione del suicidio.
Essi affermano che il malato terminale e`, per definizione,
totalmente dipendente da qualcun altro: la famiglia, i conviventi o l’ospedale. Cio’ lo mette
in una quasi necessaria situazione di subordinazione. In molti casi il malato
non cerca di fare quello che vuole, ma quello che pensa possa fare contenti
quelli che lo assistono (parenti medici e infermieri). Cio’ limita molto la
possibilita` che chi decide di suicidarsi in quelle condizioni lo faccia liberamente.
Negli ospedali I medici sono sotto continua
pressione per liberare letti per nuovi pazienti. I budget della sanita` sono
quello che sono. Se loro avessero la possibilita` di liberare letti, aiutando I
malati a suicidarsi, la pressione su di loro diverrebbe davvero grande. Non la
vogliono.

 I lords ieri hanno deciso di postporre la
discussione della legge di sei mesi.

Gustavo Rinaldi

Addendum del 28 maggio 2006
In Italia la ministra Turco promette piu’ attenzione alla medicina palliativa; ben venga! Ce n`e` davvero bisogno  G.R.


Alpignano: un parcheggio per favorire i pendolari

12 maggio 2006 | , ,

La Stampa dell` 11 maggio riferisce che ad
Alpignano e` stato organizzato un posteggio per I pendolari. Pare anche che
Alpignano progetti di ingrandirlo ulteriormente in futuro.
Credo che fare questo tipo di
parcheggi sia un passo nella
giusta direzione.

I parcheggi servono sopratutto per permettere alla gente di prendere treni, pullman,tram e metropolitane. I parcheggi al centro delle citta` creano traffico.


Quale sia la qualita` dell’opera  di Alpignano e` poi un altro discorso, bisognerebbe visitarla.

Vedasi anche:

http://gustavorinaldi.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2005/12/il_traffico_in_.html


Monti al Quirinale

9 maggio 2006 | ,

Napolitano e` una degnissima
persona, ma e` certamente identificabile con una parte politica. E` un
po’ come se il centrodestra, vinte per il roto della cuffia le
elezioni, ci offrisse un presidente Pera, Casini, Martino o Pisano. Non
si traterebbe di persone non degne, ma non sarebbe una scelta armoniosa.
Infatti non rappresenterebbe una scelta per l’unita` della nazione. Questi candidati rapresenterebbero una parte politica soltanto.  Inoltre ne` Napolitano, ne gli altri suddetti vorrebbero davvero dire che l’Italia crede in un mercato soggetto a regole. Nessuno di loro vorrebbe indicare un cambiamento forte.
Mario Monti rappresenta tutto cio’.
La situazione italiana e` gravissima e sembra che i partiti pensino agli
interessi di bandiera piuttosto che a riportare la barca in rotta.

Monti Presidente

1 maggio 2006 | , ,

Il Presidente Ciampi ha svolto molto bene il suo compito e forse e’ stato il miglior presidente che l’Italia abbia mai avuto. Sembra che non intenda accettare un secondo mandato.

Sta comunque arrivando il momento in cui si dovra’ eleggere il nuovo presidente. In questo momento l’Italia ha ancora un disperato bisogno di avere un presidente stimato internazionalmente  e accreditato come persona capace di far rispettare le regole della politica e del mercato. L’Italia ha bisogno di avere a capo qualcuno che sia non solo di grande valore, ma che sia anche  internazionalmente riconosciuto come tale.

Esistono due schieramenti trasversali. Uno crede che alla fin fine  lo stato possa meglio di ogni mercato decidere del successo delle imprese e delle persone. Inutile dire che i componenti di questo schieramento molto spesso emulano Luigi XIV e pensano che lo stato sono loro stessi.
Un’altro schieramento pensa semplicemente che le forze del mercato debbano essere lasciate a loro stesse, un po’ come bestie feroci nella giungla.
Questi due gruppi sono ampiamente rappresentati sia  nel centrodestra che nel centrosinistra.

Una terza visione e` che il mercato possa dare buoni risultati, se dotato di regole chiare e certe e di arbitri con la forza sufficiente per farle applicare.
Io credo che la miglior personificazione di questo spirito sia il professor Mario Monti.Nel suo periodo come commissario europeo alla concorrenza ha dimostrato di credere che il mercato sia da difendere. Ha dimostrato di non avere paura davanti alle piu’ grandi imprese del mondo (es. General Electric, Microsoft).   Chiedete a Bill Gates se aveva piu’ paura di tutto il movimento no global o di Mario Monti….

Mario Monti non appartiene a nessuna delle due coalizioni politiche. Fu inviato a Bruxelles da Berlusconi, fu confermato dal centrosinistra e bene collaboro’ con Romano Prodi.

Il nostro paese e’ davvero mal messo. Non c’e` tempo da perdere. Abbiamo un bisogno disperato di far capire al mondo che vogliamo tirarci fuori dai nostri guai: arretramento, stagnazione, perdita di quote di mercato, salari in diminuzione, assenza di prospettive, fuga dei cervelli, ecc.

Dobbiamo convincere il mondo e noi stessi che vogliamo fare sul serio. Mario Monti al Quirinale puo’ essere un segno chiaro per farlo capire.
Se siete d’accordo con questa candidatura, fatela circolare e fatemelo sapere. Dobbiamo scrivere ai deputati, ai senatori ed ai rappresentanti delle regioni  per far loro sapere cio’ che pensiamo:
Monti Presidente.

Mario_monti_2
 

Foto tratta dal sito ufficiale UE

P.S.
Il Professor Mario Monti non e’ stato consultato prima di formulare questa candidatura. Se in molti gli chiederemo di accettare, magari accettera’.

Perche` gli esplosivi non hanno un forte odore?

29 aprile 2006 | , ,

In generale sono  convinto che
non ci sia dispositivo anti-terrorismo che ci possa garantire di vivere
tranquilli, credo infatti che la tranquillita` derivi principalmente
dal fatto di avere pochi nemici, evitando di farseli.

A Londra nel luglio 2005 morirono 52
persone contro  191 persone che morirono a
Madrid  l’11 marzo 2004. A Londra una seconda ondata di attentati falli’ per la scarsa
qualita` degli esplosivi.
Gli esplosivi usati nelle bombe sui treni di Madrid del
2004 provenivano da legittime produzioni industriali. Si trattava di materiale
rubato. Diversamente gli esplosivi utilizzati sui treni e pulman di Londra erano fatti in casa.
Almeno per gli
esplosivi prodotti legittimamente non si potrebbe fare un accordo mondiale
secondo il quale chi produce esplosivi deve dare ad essi un fortissimo odore
riconoscible a grande distanza da qualunque cane?
Se fosse possible fare si’ che gli esplosivi prodotti dall’industria abbiano
odore di cagna in calore, qualunque bombarolo sarebbe presto seguito da torme
di cani esagitati. Resteranno gli esplosivi fatti in casa, che pero’ finora si
sono dimostrati meno efficaci e tremendi di quelli di produzione industriale.

In coda per Bookstock

24 aprile 2006 | ,

Ieri alle 15.30 tanta gente, sopratutto giovani, erano in coda per accedere a Bookstock davanti al Pala-Isozaki in quello che una volta era corso Sebastoboli. Benche’ il sole fosse primaverile il caldo era gia`grande. La distesa di cemento non perdonava. L’assenza di un qualunque albero non dava appello.
Sia lode ed onore a chi organizza eventi come bookstock.
Sia dimenticato e deprecato chi crea delle fornaci come il piazzale davanti al Pala-Isozaki e lo Stadio Olimpico. Possa egli passare i suoi mezzogiorno d’estate su quel piazzale.
Quel piazzale va ri-umanizzato con del verde e degli alberi. Ora ad aprile  e` gia` caldo; a maggio, giugno, luglio, agosto e settembre sara` molto sgradevole. Per alcuni potra` essere letale.
Piazza d’Armi, dal lato dello stadio e` stata gravemente danneggiata e la superficie del parco e` stata ridotta.
Il ripristino dei confini del parco e del verde  nel parco e` urgente.

In morte della Eaton di Rivarolo

19 aprile 2006 | , ,

In questi giorni il Canavese sta celebrando un altro funerale, quello della Eaton di Rivarolo.

La capitale del Canavese e’ Ivrea una cittadina bellissima, che non ha ancora smesso di fare lutto per la morte dell’industria elettronica e meccanica.Ci sara’ una crisi, ma certo sembra che la citta’ viva nel lusso. Quale lusso? Il lusso di sprecare.Come e’ possibile che il castello di Ivrea non sia utilizzato adeguatamente? Per parecchio tempo il castello e’ stato adibito alla funzione di patria galera. Oggi potrebbe diventare un albergo meraviglioso, creando un centinaio di posti di lavoro. Cio’ non sembra attirare gli Eporediesi. Sembra quasi che i posti di lavoro nell’industria siano nobili e virtuosi e quelli nel turismo e nei servizi siano disprezzabili.Ci sono degli imprenditori locali disposti a fare un albergo a cinque stelle nel castello di Ivrea? Benissimo, gli si dia una concessione, ovviamente con specifici vincoli architettonici. Non ci sono imprenditori locali? Ci si rivolga alle catene internazionali degli alberghi di lusso. Certamente se ne trovera’ una che vorra’ investire nel Castello d’Ivrea. Il castello e’ stato per 1000 anni il cuore di Ivrea: torni ad esserlo.Ivrea puo’attrarre moltissima gente e puo’  creare molti nuovi posti di lavoro.

Ci tengo a precisare che non credo che qualunque progetto sia opportuno, per il solo fatto che possa trovare un finanziatore. I parchi di divertimento che distruggono il paesaggio del Canavese, non aggiungono valore, lo distruggono. Hanno senso quei progetti che valorizzano il capitale esistente, non quelli che distruggono la ricchezza che gia’ c’e’.

060413053

Porta Nuova- Lingotto: qualche precisazione

15 aprile 2006 | ,

Voglio ringraziare chi ha contribuito  con il suo parere sul tema della metropolitana tra Porta Nuova e Lingotto.

Voglio solo precisare che allo stato attuale e probabilmente anche in futuro il Comune di Torino non ha i soldi per comprare dalle ferrovie l’area dei binari di Porta Nuova. Le ferrovie in generale non pare vogliano dismetterla completamente, ma solo parzialmente. Se fossero costrette a dismetterla, lo farebbero solo per vendere i diritti per l’ edificazione di qualche bel palazzone. E’ un po’ tutta la storia delle  "spine" del  piano regolatore  Gregotti- Cagnardi: si fanno sparire dei binari per fare brutti palazzoni, senza qualita’, senza tecnologia e senz’anima.

A Londra e a Berlino le metropolitane a cielo aperto e le ferrovie urbane sono parte fondamentale del sistema metropolitano. La Circle Line, la PiccadillY line, la Central Line e molte altre a Londra e la SBahn a Berlino sono alla luce del sole in ampi tratti e vanno benissimo. Nessuno si sogna di sotterrarle.

L’unico argomento che mi convince e’ che forse i soldi del lotto Porta Nuova Lingotto non sono trasferibili ad altri lotti. Questo e’ triste ed assurdo. Con i soldi disponibili potremmo avere molto presto un collegamento da Rivoli a Nichelino ed invece dobbiamo accontentarci di Collegno-Lingotto (Ma ci sono davvero tutti i soldi per arrivare a Lingotto?).

Io non voglio meno metropolitane, ne voglio di più, il più in fretta possibile.

G.R.

I_binari_di_porta_nuova_visti_da_sud_1   

Porta Nuova Lingotto: una spesa utile?

14 aprile 2006 | ,

Il tratto di via Nizza piu’ vicino a Porta Nuova  e’ stato recentemente chiuso per iniziare i lavori della metropolitana.

Ora si spenderanno grandissime somme per scavare una metropolitana tra Porta Nuova e Lingotto, ma la metropolitana tra Porta Nuova e Lingotto esiste gia’, si chiama binari 1 e 2 della ferrovia tra Torino e Lingotto. Mancano solo le fermate.

Porta Nuova nei piani di Trenitalia e del Comune di Torino e’ destinata ad essere sempre meno importante come stazione ferroviaria ecco dunque che due binari potrebbero  essere dedicati alla metroplitana, senza danno.

Si tratta di fare delle fermate vicino a corso Somellier, corso Dante, corso Bramante per un costo che sarebbe solo una piccola parte di quello che si vuole sostenere ora.

Con i soldi risparmiati si potrebbe raddopiare il binario della ferrovia tra Lingotto e Nichelino ed iniziare a scavare altri tratti in sotterranea  (ad esempio tra Porta Nuova, Piazza San Carlo, Piazza Castello ed avanti verso Torino nord)  dove uno scavo e’ davvero necessario.

I soldi sono pochi e saranno ancora meno in futuro. Dobbiamo concentrarli su cio’ che e’ davvero necessario.

Gustavo Rinaldi

Metro_in_via_nizza

I benefici dell’immigrazione vanno redistribuiti

7 aprile 2006 | ,

 

Abbiamo scritto che il lavoro degli
immigrati non e` in concorrenza con quello degli italiani:

http://gustavorinaldi.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2006/03/gli_immigrati_r.html

Nuovi studi ci dicono che e` il caso di correggere in parte quanto scritto. Martin Wolf del Financial Times di mercoledi’ 5 aprile riferisce di due recenti studi sull’immigrazione. Da essi risulta che e` vero che gli immigrati favoriscono la crescita economica nei paesi ricchi, ma e` anche vero che esiste una concorrenza tra i lavoratori immigrati e certi lavoratori nazionali con un profilo professionale piu` simile a quello degli immigrati: i poveri ed i meno istruiti. Anche se spesso gli immigrati sono istruiti, di fatto, inizialmente e` con gli italiani meno istruiti che essi sono in diretta concorrenza. In certi casi e` vero che, se lavora l’immigrato, non lavora l’italiano.  Allora che fare? Bloccare l’immigrazione? Non  necessariamente. L’immigrazione porta comunque molti benefici al paese. Questi benefici vanno sopratutto alle classi piu’ ricche ed istruite e alla classe media e medio bassa. Non vanno alla classe piu’ bassa. Bisogna ricordarsi di cio’ e dare dei benefici specifici a quei cittadini italiani che sono in diretta concorrenza con gli immigrati: i meno istruiti e qualificati. Loro non hanno torto ad essere contro l’immigrazione, quando sono lasciati soli a pagarne il costo. Le tasse, il sistema formativo, i servizi sociali, le case popolari ed altri sussidi pubblici dovranno tenere conto di questa realta`.
Gustavo Rinaldi