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Invece delle code al freddo

27 marzo 2006 | , , , ,

Si e` gia` parlato dell’incivilta` di far attendere in coda al freddo quelli che volevano regolarizzare se’ stessi o altri, secondo le vigenti leggi italiane sull’immigrazione.
Condivido.

Vediamo pero’ cosa si sarebbe potuto fare in un paese un po’ piu’ civile e meglio organizzato.
Il problema da risolvere era come assegnare un numero limitato di “posti” ad un un numero largamente piu’ grande di richiedenti.
Ammettiamo, che effettivamente il numero di posti disponibili non potesse essere piu’ grande di quello stabilito dalle norme emanate. Che criterio utilizzare per distribuire in modo giusto i pochi posti disponibili? Ci permettiamo di suggerire due strade: sorte o merito.

SORTE
Il metodo della sorte consiste nell’organizzare una lotteria. Ci si iscrive per posta o via internet  e non conta l’ordine d’iscrizione; il tempo per iscriversi e’ lungo, non serve a nulla fare code di notte. La lotteria e` pubblica, trasmessa per televisione, controllata da un notaio e svolta in presenza di rappresentanti degli immigrati gia` residenti. Chi vince, se ha i requisiti previsti dalla legge, ha il posto.

MERITO
Qualcuno dira` che in fondo un permesso di soggiorno in Italia  va dato a chi piu’ lo desidera e piu’ intende sacrificarsi per l’Italia. In fondo far la coda al freddo e` un modo per dimostrare cio’. Si’, ma e` un modo umiliante, inutile, stupido e che non beneficia nessuno, salvo chi vende prodotti contro il raffreddore e la polmonite. Inoltre e` un sistema che ha fatto perdere al paese migliaia di ore di lavoro, di euro di prodotto e di tasse (non incassate).
Oltre, ovviamente, la faccia. Se si ritiene che un permesso di soggiorno vada dato a chi piu’ e` disposto a sacrificarsi per esso, allora lo si dica esplicitamente. Un modo sensato potrebbe essere una specie di asta di offerte per cause meritevoli, tipo l’ INPS, il Sistema Sanitario Nazionale o i fondi per gli aventi diritto all’asilo politico. Supponiamo che ci siano 100,000 posti disponibili. Ogni candidato propone di dare una somma, a sua scelta, a favore, per esempio, di  un fondo per i rifugiati politici. Questi ultimi attualmente in Italia ricevono un trattamento indegno. Il richiedente potra’ fare la sua domanda via internet o via posta. Le offerte generano una graduatoria di analisi delle domande; si comincia a considerare quelle di chi ha offerto di piu’; ad essi, se hanno i requisiti previsti dalla legge, si da un permesso di soggiorno. Gli altri non dovranno pagare nulla e non riceveranno il permesso di soggiorno, ma almeno si saranno risparmiati una notte al gelo.

Matrimoni e funerali

4 dicembre 2005 |

Nel Regno Unito,
a quanto ne so, I matrimoni civili non sono celebrati da rappresentanti del
popolo,democraticamente eletti, ma da funzionari. A qualcuno questo potra`
sembrare sminuente. E` pero’ anche vero che molti di questi funzionari si specializzano e
diventano dei veri e propri cerimonieri. A volte il loro abito e` molto formale
e cio` puo’ contribuire a dar risalto
all`evento. Inoltre spesso si tratta di individui con una formazione ed una
spiccata capacita` a parlare in pubblico. Essi hanno la capacita` di aiutare
tutti i presenti a percepire la solennita` dell`evento. Tutto cio` puo` migliorare
di molto il contorno di una scelta cosi` importante.

 

Direi che sarebbe
anche il caso di pensare ai funerali. Troppo spesso, in assenza di una
cerimonia religiosa, non c`e’ un momento ed un luogo per salutare una persona
che se ne va. C`e` il cimitero, mi direte. Ma all`aperto,  in una fredda giornata invernale si puo` desiderare
di fare solo in fretta, cercando di seppellire il caro estinto a tempo di record.
Quello che dovrebbe essere un funerale, un ultimo saluto, un ricordare per un
momento quello che una persona e` stata e di quanto gli siamo debitori, troppo
spesso diviene un sistemare in fretta, da qualche parte, cio` che ne resta.

Cio`
probabilmente dipende dal desiderio di superare la morte il piu` in fretta
possibile (rimozione), ma forse dipende anche dalla difficolta` oggettiva di
fermarsi a ricordare qualcuno, se non si ha un luogo di culto per farlo. Certo
le persone famose vengono ricordate comunque nei luoghi  dove hanno svolto un ruolo particolare; tante
persone non sono famose eppure sono importanti.

Credo che sarebbe
giusto che il Comune offrisse la possibilita` di fare delle cerimonie civili di
commiato. Prima di tutto dovrebbe offrire una sala dove la gente si possa
riunire, se lo desidera. Eventualmente potrebbero anche esserci dei dipendenti
disponibili ad aiutare amici e famigliari ad organizzare il momento di ricordo
e di saluto, magari corredato da qualche musica o immagine.

La morte sempre morte sara`, ma potremo
cercare di dare un saluto migliore a chi se ne e` andato.