Libri – A Torino la Scienza dello spazio: dallo sbarco Apollo all’orbita sulla Luna di Artemis

Questa sera di martedi 13 ottobre Antonio Lo Campo – giornalista e divulgatore scientifico spaziale – ripercorre le tappe più significative dell’esplorazione spaziale, dalle storiche missioni Apollo, che portarono i primi astronauti sulla Luna, fino alle nuove sfide del programma Artemis. L’appuntamento con la scienza proseguirà sabato 24 ottobre in Piemonte, a Viverone, con Cieli Piemontesi, un’occasione per avvicinarsi ai misteri dell’Universo e scoprire le meraviglie del cielo.

TORINO – Dalle prime storiche passeggiate degli astronauti sulla superficie lunare alle nuove sfide della ricerca spaziale, passando per le innovazioni tecnologiche che hanno segnato decenni di esplorazione. Saranno questi gli argomenti dell’incontro “Apollo e Artemis: ieri, oggi e domani sulla Luna”, previsto per questa sera, martedì 13 ottobre, dalle 21.30 alle 23, nell’ambito delle iniziative del Gruppo Astrofili William Herschel (GAWH).

A guidare il pubblico in questo percorso sarà Antonio Lo Campo, giornalista scientifico torinese e autore di libri dedicati all’astronautica. Attraverso il racconto delle missioni che hanno fatto la storia, l’incontro offrirà l’opportunità di approfondire le conquiste del passato e di guardare alle prospettive aperte dai nuovi programmi di esplorazione lunare.

L’evento sarà accessibile anche a distanza: sarà possibile collegarsi attraverso Google Meet oppure seguire la diretta sul canale YouTube del Gruppo Astrofili William Herschel.

La conferenza permetterà di ripercorrere una delle pagine più affascinanti della storia scientifica contemporanea e di analizzare le ragioni per cui, dopo oltre cinquant’anni dalle prime missioni con equipaggio, la Luna è nuovamente diventata una destinazione strategica per le principali agenzie spaziali.

Dall’epopea di Apollo alle nuove sfide di Artemis

Tra il 1969 e il 1972, il programma Apollo della NASA rese possibile lo sbarco di dodici astronauti sulla Luna. Un risultato senza precedenti, frutto di anni di studi, investimenti, sperimentazioni e lavoro coordinato tra scienziati, ingegneri e tecnici.

Le immagini degli uomini che camminano sul suolo lunare sono entrate nella storia, ma dietro quelle imprese si cela un patrimonio scientifico e tecnologico molto più ampio. Le missioni Apollo consentirono di raccogliere campioni geologici, condurre esperimenti direttamente sulla superficie del satellite e approfondire le conoscenze sulla sua origine e sulla sua evoluzione.

Oggi una nuova stagione dell’esplorazione spaziale si sta sviluppando con il programma Artemis, promosso dalla NASA insieme a partner internazionali. L’ambizione è riportare astronauti sulla Luna e preparare le condizioni per missioni sempre più complesse e durature.

Rispetto all’epoca Apollo, le prospettive sono cambiate: l’obiettivo non consiste soltanto nel raggiungere il satellite, ma anche nello sviluppare sistemi di trasporto, infrastrutture, tecnologie energetiche e soluzioni per garantire la permanenza degli equipaggi in un ambiente estremo.

La Luna potrebbe inoltre diventare un importante laboratorio per sperimentare strumenti e procedure utili alle future missioni verso Marte. Un percorso che pone nuove sfide ingegneristiche e scientifiche e che richiede cooperazione internazionale, ricerca avanzata e investimenti di lungo periodo.

I libri e la divulgazione per comprendere lo Spazio

Per raccontare questa evoluzione non bastano le immagini dei lanci o le comunicazioni ufficiali delle agenzie spaziali. I libri rappresentano uno strumento prezioso per ricostruire gli eventi, conoscere i protagonisti e comprendere le tecnologie che hanno reso possibile l’esplorazione dello Spazio.

In questo ambito si inserisce il lavoro giornalistico di Antonio Lo Campo, che da anni si occupa di astronautica e divulgazione scientifica, raccontando le missioni spaziali attraverso le loro implicazioni storiche, tecnologiche e scientifiche.

Tra le sue pubblicazioni figura Operazione Luna, scritto insieme a Carlo Di Leo, dedicato alla conquista lunare e alle tecnologie che hanno accompagnato una delle più straordinarie imprese dell’umanità.

L’incontro organizzato dal Gruppo Astrofili William Herschel offrirà quindi un’occasione per guardare al passato e al futuro dell’esplorazione lunare, mettendo in relazione le conquiste dell’era Apollo con le prospettive aperte da Artemis. Un viaggio tra storia, scienza e innovazione per comprendere come la Luna continui a rappresentare una frontiera fondamentale della ricerca spaziale.

Cieli Piemontesi: il 24 ottobre appuntamento a Viverone

Il calendario piemontese della divulgazione scientifica proseguirà sabato 24 ottobre 2026 con la tredicesima edizione di Cieli Piemontesi, il Barcamp dedicato all’astronomia in programma a Viverone, in provincia di Biella.

L’iniziativa si terrà al Parco naturale di Villa Lucca, in via Umberto I, 107. La registrazione dei partecipanti è prevista dalle 8.30, mentre l’avvio dei lavori è fissato alle 9. L’organizzazione è curata dall’Osservatorio Astronomico di Cavaglià.

Il Barcamp riunisce astronomi, astrofili e appassionati in un contesto pensato per condividere conoscenze, esperienze e progetti. A differenza dei convegni tradizionali, gli interventi vengono proposti dai partecipanti e sottoposti a votazione, favorendo un confronto diretto e partecipativo.

L’appuntamento si svolgerà inoltre durante un fine settimana dedicato alla formazione scientifica e coinciderà con la seconda giornata del Campus.

La partecipazione al congresso è gratuita, ma è richiesta la registrazione anche per chi intende assistere soltanto agli interventi. Per chi desidera pranzare è previsto un contributo di 20 euro, da versare direttamente durante l’evento.

Per ulteriori dettagli è possibile consultare la pagina dedicata a Cieli Piemontesi 2026 a Viverone.

Dalla Luna all’Universo, la scienza incontra il pubblico

Le iniziative di ottobre mostrano come la divulgazione possa avvicinare il pubblico a temi diversi ma strettamente collegati: dall’esplorazione lunare allo studio delle stelle, dall’astrofisica alle tecnologie satellitari.

Conferenze, libri e incontri tra appassionati trasformano la curiosità in un’occasione di apprendimento e confronto. Dalle missioni Apollo alle prospettive di Artemis, il viaggio dell’umanità nello Spazio continua a porre nuove domande e a stimolare la ricerca.

Anche in Piemonte, tra Torino e Viverone, gli appuntamenti dedicati all’astronomia offrono l’opportunità di approfondire questi temi e scoprire come le conquiste del passato possano contribuire a immaginare le prossime frontiere dell’esplorazione spaziale.

Informazioni utili

  • Conferenza: Apollo e Artemis: ieri, oggi e domani sulla Luna.
  • Data: martedì 13 ottobre 2026, dalle 21.30 alle 23.
  • Relatore: Antonio Lo Campo.
  • Organizzazione: Gruppo Astrofili William Herschel (GAWH).
  • Partecipazione online: Google Meet e YouTube.
  • Prossimo appuntamento: sabato 24 ottobre 2026, dalle 9, XIII Barcamp Cieli Piemontesi, Parco naturale di Villa Lucca, via Umberto I, 107, Viverone (Biella).

Astronomia a Torino e in Piemonte: libri sullo spazio, satelliti e le nuove frontiere della scienza

Dall’astrofisica alla conquista dell’orbita terrestre, libri che raccontano come abbiamo raggiungo l’orbita lunare,  passando per la Space Economy, il cambiamento climatico e la geopolitica delle risorse: ecco perché lo spazio è diventato uno dei temi centrali della ricerca scientifica e del dibattito sul futuro.

L’Universo è ancora ricco di interrogativi a cui la scienza cerca di dare risposta. Come si evolvono le galassie? Quale sarà il destino del Cosmo? Quanti satelliti possono essere ospitati intorno alla Terra senza compromettere la sicurezza delle missioni? E quali conseguenze avrà la crescente presenza delle attività umane nello spazio?

Sono domande che collegano astronomia, astrofisica, tecnologia, ambiente ed economia, ambiti sempre più interdipendenti. Anche a Torino e in Piemonte, l’interesse per la ricerca scientifica e l’esplorazione spaziale si inserisce in un panorama culturale nel quale la divulgazione svolge un ruolo importante.

Cieli Piemontesi 2026 a Viverone: astronomia, libri sullo spazio e divulgazione scientifica

Sabato 24 ottobre 2026, Viverone ospita la seconda giornata del Campus e la tredicesima edizione di Cieli Piemontesi, un appuntamento che richiama l’attenzione degli appassionati di astronomia, degli studenti e di tutti coloro che desiderano approfondire i grandi temi della scienza e dell’esplorazione dell’Universo.

Dallo studio delle stelle alla ricerca di pianeti extrasolari, l’esplorazione dell’Universo continua a offrire nuove opportunità di conoscenza. Libri scientifici, osservazioni astronomiche e attività di divulgazione permettono di approfondire le scoperte dell’astrofisica e di comprendere meglio i fenomeni che caratterizzano il Cosmo.

La ricerca spaziale riguarda anche questioni sempre più attuali, come la crescita dei satelliti artificiali, i detriti spaziali e la sostenibilità dell’orbita terrestre. Le tecnologie satellitari sono fondamentali per le telecomunicazioni, la navigazione e il monitoraggio del cambiamento climatico.

Un altro settore in espansione è la Space Economy, che comprende le attività economiche legate ai satelliti, ai servizi spaziali e all’elaborazione dei dati. Questi sviluppi collegano scienza, innovazione, ambiente e geopolitica.

L’astronomia rappresenta inoltre uno strumento prezioso per avvicinare giovani e adulti alle discipline STEM, sviluppando curiosità, capacità di osservazione e pensiero critico.

Cieli Piemontesi 2026 offre così l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della divulgazione scientifica e sulle nuove frontiere dell’esplorazione spaziale.

L’appuntamento è a Viverone sabato 24 ottobre. Per conoscere orari, programma e modalità di partecipazione è consigliabile consultare le comunicazioni ufficiali degli organizzatori.

Libri, saggi scientifici e pubblicazioni specialistiche permettono di approfondire le trasformazioni in corso, offrendo strumenti per comprendere non soltanto le grandi scoperte astronomiche, ma anche le conseguenze delle nuove tecnologie sulla società.

Libri sull’Universo: come la divulgazione scientifica racconta lo spazio

Leggere un libro di astronomia significa intraprendere un viaggio attraverso fenomeni che spesso superano l’esperienza quotidiana. Dalla nascita delle stelle all’espansione dell’Universo, dalla natura della materia oscura alle ipotesi sul futuro del Cosmo, l’astrofisica affronta questioni che coinvolgono alcune delle più importanti frontiere della conoscenza.

La divulgazione scientifica rende accessibili questi argomenti attraverso spiegazioni, ricostruzioni storiche ed esempi che aiutano a comprendere concetti complessi.

I libri dedicati allo spazio non si limitano a raccontare pianeti, stelle e galassie. Molti approfondiscono anche le missioni spaziali, le tecnologie satellitari, le nuove attività economiche oltre l’atmosfera e le implicazioni politiche della competizione tra le principali potenze mondiali.

La lettura rappresenta quindi uno strumento utile per chi desidera conoscere meglio l’Universo e, allo stesso tempo, comprendere le trasformazioni tecnologiche che interessano la vita sulla Terra.

Astrofisica: dieci concetti per comprendere il Cosmo

Per avvicinarsi all’astrofisica è possibile partire da alcuni concetti fondamentali: il Big Bang, la struttura della materia, lo spaziotempo, l’energia oscura e l’evoluzione delle galassie.

Questi argomenti consentono di affrontare una delle domande più affascinanti della ricerca contemporanea: quale sarà il destino dell’Universo?

Le teorie cosmologiche descrivono diversi scenari possibili. Tra quelli discussi in ambito scientifico figurano il Big Crunch, associato a una possibile contrazione cosmica, il Big Rip, legato a determinate ipotesi sull’espansione accelerata, e i modelli di universo ciclico.

Si tratta di scenari teorici differenti, la cui plausibilità dipende dalle proprietà fisiche dell’Universo e dai modelli utilizzati per descriverne l’evoluzione.

L’astrofisica cerca risposte attraverso osservazioni astronomiche, misurazioni e modelli matematici. Il confronto tra le previsioni teoriche e i dati raccolti permette di affinare le conoscenze e di individuare nuove domande di ricerca.

Satelliti e orbita terrestre: quanto spazio resta a disposizione?

La crescente diffusione dei satelliti artificiali sta trasformando l’ambiente circumterrestre. Le infrastrutture spaziali sono diventate essenziali per le comunicazioni, la navigazione, le previsioni meteorologiche e l’osservazione del nostro pianeta.

Allo stesso tempo, l’aumento degli oggetti in orbita pone interrogativi sulla gestione dello spazio e sulla sicurezza delle missioni.

Le collisioni tra satelliti o con frammenti già presenti possono generare ulteriori detriti spaziali, aumentando il rischio di nuovi impatti. Per questo motivo, il monitoraggio delle orbite, la condivisione dei dati e lo sviluppo di sistemi per ridurre i rischi sono aspetti centrali della sostenibilità spaziale.

La questione riguarda anche il futuro dell’esplorazione oltre la Terra. Le attività dirette verso la Luna e, in prospettiva, Marte richiedono una riflessione sull’utilizzo responsabile degli ambienti extraterrestri.

L’idea di una nuova ecologia dello spazio nasce proprio dalla necessità di considerare l’ambiente orbitale una risorsa da gestire con attenzione, evitando che la crescita tecnologica produca conseguenze difficili da controllare.

Space Economy: perché lo spazio è diventato strategico

La Space Economy comprende le attività economiche legate alle tecnologie spaziali, ai satelliti, ai servizi di lancio e all’utilizzo dei dati raccolti oltre l’atmosfera.

Il settore coinvolge agenzie pubbliche, centri di ricerca e imprese private, impegnati nello sviluppo di infrastrutture e applicazioni che trovano impiego in numerosi ambiti produttivi.

Le informazioni satellitari possono sostenere l’agricoltura, migliorare il monitoraggio del territorio e contribuire alla gestione delle emergenze. Le tecnologie spaziali sono inoltre importanti per le telecomunicazioni, la navigazione e diversi servizi utilizzati quotidianamente.

Lo spazio è diventato anche un terreno di competizione industriale e strategica. Stati Uniti, Russia, Cina ed Europa sono coinvolti, con ruoli e capacità differenti, nello sviluppo di programmi spaziali e infrastrutture tecnologiche. Parallelamente, gli operatori privati hanno assunto un peso crescente nella costruzione e nella gestione dei sistemi satellitari.

La geopolitica dello spazio riguarda quindi non soltanto la ricerca scientifica, ma anche la sicurezza, il controllo delle infrastrutture, l’accesso alle risorse e le prospettive di nuove attività economiche.

Cambiamento climatico ed energia: il contributo della scienza

Lo studio dello spazio è strettamente collegato anche alle grandi questioni ambientali ed energetiche che interessano la società contemporanea.

I satelliti permettono di osservare l’evoluzione della vegetazione, le variazioni delle temperature superficiali, la distribuzione dei ghiacci e numerosi indicatori utili per analizzare i cambiamenti ambientali.

Le osservazioni ripetute nel tempo consentono di confrontare dati raccolti su vaste aree geografiche e di individuare trasformazioni che richiedono ulteriori approfondimenti scientifici.

Un altro tema fondamentale è quello dell’energia. La disponibilità delle risorse, i costi di produzione e le conseguenze ambientali delle diverse fonti energetiche influenzano lo sviluppo economico e gli equilibri internazionali.

Il dibattito comprende questioni come la povertà energetica, il cambiamento climatico e la geopolitica delle risorse. Comprendere le proprietà fisiche dell’energia, i processi di trasformazione e i limiti delle diverse tecnologie aiuta a interpretare con maggiore consapevolezza le scelte che riguardano il futuro.

La divulgazione scientifica può contribuire a collegare questi temi, mostrando come le conoscenze sviluppate in ambito astronomico e tecnologico possano dialogare con le sfide ambientali e sociali.

Gli eroi dimenticati dell’esplorazione spaziale

La storia della conquista dello spazio è spesso associata agli astronauti che hanno raggiunto l’orbita terrestre o partecipato alle missioni verso la Luna. Dietro ogni impresa, tuttavia, esiste il lavoro di una vasta comunità di professionisti.

Ingegneri, matematici, tecnici, ricercatori e specialisti dei sistemi informatici contribuiscono alla progettazione dei veicoli, allo sviluppo degli strumenti scientifici e alla gestione delle operazioni.

Molti di questi protagonisti sono rimasti meno conosciuti rispetto alle figure diventate simboli dell’esplorazione spaziale. Eppure, senza il loro contributo, numerose missioni non sarebbero state possibili.

Ricostruire queste storie significa comprendere la natura collettiva della ricerca scientifica e il ruolo delle competenze tecniche nell’innovazione.

È anche un modo per avvicinare i lettori alla storia dell’astronautica, mostrando che il viaggio verso le stelle comincia spesso nei laboratori, negli uffici di progettazione e nei centri di controllo sulla Terra.

Torino e Piemonte: la cultura scientifica guarda al futuro

La divulgazione scientifica rappresenta un’opportunità per avvicinare il pubblico ai temi dell’astronomia, dell’astrofisica e dell’esplorazione spaziale.

In una regione come il Piemonte, l’interesse per la scienza può essere alimentato attraverso la lettura, l’approfondimento dei grandi temi tecnologici e la conoscenza delle trasformazioni che coinvolgono la ricerca internazionale.

Per studenti, insegnanti e appassionati, comprendere lo spazio significa anche sviluppare competenze utili per interpretare le innovazioni contemporanee. Le discipline STEM — scienza, tecnologia, ingegneria e matematica — sono infatti presenti in settori che spaziano dall’informatica alle telecomunicazioni, dall’industria aerospaziale all’analisi ambientale.

I libri di divulgazione, in questo contesto, costituiscono un punto di partenza per approfondire le scoperte scientifiche e comprendere il rapporto tra conoscenza, tecnologia e società.

Dalla Terra all’Universo: le domande che guideranno la ricerca

L’esplorazione spaziale pone interrogativi che vanno ben oltre la semplice osservazione delle stelle. La sostenibilità dell’orbita terrestre, la gestione dei detriti spaziali, la competizione geopolitica e lo sviluppo della Space Economy sono questioni che richiedono conoscenze scientifiche e capacità di collaborazione internazionale.

Parallelamente, l’astrofisica continua a indagare l’origine e l’evoluzione del Cosmo, cercando di comprendere la natura della materia, dell’energia e dello spaziotempo.

La divulgazione permette di mettere in relazione questi differenti livelli di conoscenza, offrendo ai cittadini strumenti per comprendere fenomeni complessi e valutare le conseguenze delle nuove tecnologie.

Studiare lo spazio significa guardare lontano, ma anche comprendere meglio la Terra. Dalle orbite dei satelliti alle grandi domande sull’Universo, la scienza continua a fornire strumenti per interpretare il presente e immaginare le possibilità del futuro.

Che ne dite di un aperitivo “spaziale”?

VENERDI’ 17 OTTOBRE 2014, a partire dalle ore 17.00

Festival dell’Innovazione e della Scienza “Tutto lo spazio che c’è …”
Biblioteca Archimede, Settimo Torinese (TO)

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Stefano Polato, chef ufficiale di Samantha Cristoforetti – Missione Futura, cucinerà per voi il CIBO degli ASTRONAUTI.
E insieme a lui scopriremo tutto ma proprio tutto sullo SPACE FOOD che viene preparato dall’azienda torinese ARGOTEC, fornitore ufficiale del cibo sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale.
Insieme a lui, l’astronauta PAOLO NESPOLI.
Si parlerà del cibo, di come viene preparato, delle caratteristiche che deve avere, dei processi tecnici per farlo durare 36 mesi. Si parlerà di come il cibo sia importante per gli astronauti, anche per farli sentire a casa, di come gli astronauti abbiamo scelto i loro menu (Lasagne per Parmitano e cibo salutare come la quinoa per Samatha, “bonus food” per Parmitano, “space food” per Samatha, etc), e molte altre info. Sarà presente l’astronauta Paolo NESPOLI, l’astronauta che ha il record di presenza nello spazio (fra l’altro ancora ideoneo per future missioni).
Programma:
ore 17.00 – Un caffè tra le stelle: Lavazza e Argotec presentano ISSpresso e lo SPACE FOOD
Per la prima volta in Europa sarà possibile ammirare da vicino il prototipo di ISSpresso, la macchina del caffè in grado di funzionare in assenza di gravità, che sarà a bordo della MISSIONE FUTURA di cui farà parte Samantha Cristoforetti.
Con Stefano Polato, responsabile dello Space Food Lab di Argotec e chef ufficiale Missione Futura; David Avino, Amministratore Delegato Argotec; Alberto Cabilli, Food Technology R&D Manager Lavazza; Valerio Di Tana, Responsabile Tecnico Argotec del progetto ISSpresso.
ore 18.30 – APERITIVO SPAZIALE
Preparazione e degustazione di cibo studiato per gli atronauti con la partecipazione straordinaria di PAOLO NESPOLI

10 anni fa la tragedia dello Space Shuttle Columbia

La NASA commemora oggi i propri eroi.
Apollo 1 1967, Space Shuttle Challenger 1986, e, il 1° febbraio di 10 anni fa, lo Space Shuttle Columbia che, nel corso della missione STS-107, si disintegrava nei cieli del Texas durante la fase di rientro nell’atmosfera terrestre. Tutti e sette gli astronauti a bordo morirono. Due donne e cinque uomini a bordo dello Shuttle. Per quattro di loro era il primo viaggio nello spazio.

Rick D. Husband, comandante
William C. McCool, pilota
Kalpana Chawla, tecnico
Laurel Clark, tecnico e medico di bordo
Michael P. Anderson, responsabile degli esperimenti di bordo
David M. Brown, tecnico e medico di bordo
Ilan Ramon, tecnico del carico

Premio “Ambrogino d’oro” a Elena Cattaneo e Samantha Cristoforetti

Elena Cattaneo e Samantha Cristoforetti

Foto Andreas Schepers, Wikipedia

Nel corso di questa settimana sono state rese pubbliche le assegnazioni del cosiddetto “Ambrogino d’oro“,  nome non ufficiale con cui sono comunemente chiamate le massime onorificenze conferite dal comune di Milano. Le onorificenze saranno consegnate come da tradizione il 7 dicembre (giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano) al Teatro dal Verme.
Tra i 63 premiati del 2012 scelti dall’Ufficio di presidenza del consiglio comunale di Milano svettano anche quello di Elena Cattaneo, scienziata, esperta di cellule staminali e di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana.
Complimenti alle nostre eccellenze italiane e a tutti i premiati.
L’elenco di tutti i vincitori è pubblicato sul sito Gravità Zero

È morto Neil Armstrong: il primo uomo ad avere messo piede sulla Luna

Muore all’età di 82 anni Neil Armstrong, il primo uomo che, il 20 luglio del 1969, mise piede sulla Luna dopo aver condotto la missione di allunaggio dell’Apollo11.
Nella pagina a sinistra la copia del New York Times che segna la data storica di una impresa che sembrava impossibile.
Le sue parole entrate nell’immaginario collettivo furono “That’s one small step for a man, a giant leap for mankind“(trad. “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”)
Armstrong, il 7 di agosto,  due giorni appena dopo aver compiuto 82 anni, aveva subito un intervento chirurgico di quadruplo bypass coronarico.
Neil Armstrong nasce il 5 agosto 1930 in Ohio, dai genitori Stephen Koenig Armstrong e Viola Louise Engel, una famiglia di origine tedesca.
Iniziò la sua avventura come pilota jet per la marina militare americana nella guerra di Corea.
Dopo essersi laureato in ingegneria alla Purdue University, diventa pilota civile e per la NASA inizia a testate aerei come l’X-15.
La sua avventura come candidato astronauta inizia nel 1962. Dapprima come comandante della missione Gemini 8, che nel 1966 per prima provò l’aggancio di due oggetti orbitanti, poi interrotta a causa di un guasto nei propulsori.
Fu comandante di riserva  nella missione Apollo 8 (in orbita lunare) e il 6 maggio 1968 vide la morte in faccia durante una esercitazione con il simulatore volante LLRV (Lunar Landing Research Vehicle).
Finalmente nel 1969 Armstrong prese il comando della  Apollo 11 che comprendeva una fase di avvicinamento e di allunaggio. con il modulo Eagle.
Il 21 luglio di quell’anno diventa il primo uomo a poggiare piede sulla Luna.
Una curiosità per quell’epoca: la voce di Armstrong veniva trasmessa alla base con un primo rudimentale microfono wireless, una nuova invenzione, il prototipo di quelli che utilizziamo  oggi nei moderni cellulari.
Di seguito un inedito filmato a colori girato in 16mm con  Neil Armstrong sulla Luna: si può notare il viso di Neil attraverso il visore dallo schermo con lamina d’oro, usata per proteggerlo dalle radiazioni solari (Project Apollo Image Archive).

 

Si ringrazia Marco Grappeggia per il contributo

 

Carnevale della Fisica #22

Non so voi, ma io impiego diversi giorni a riprendermi dopo un periodo di vacanza. Comunque ce l’ho fatta, e alla fine la 22a edizione del carnevale di Agosto 2011 vede la luce. Il tema di questo mese è “La fisica va in vacanza”, e non mi aspettavo  di ricevere  così tanti e ricchi contributi, visto il periodo vacanziero. Vi anticipo anche che con il Carnevale questo mese ci sarà un premio alla migliore fotografia che mi avrete inviato. E… sarete voi a votare la migliore che vincerà il libro “Manuale di sopravvivenza energetica“, dell’autore Andrea Mameli, fisico e giornalista scientifico.

Il video che meglio rappresenta la mia idea di Estate e tempo libero è “Imitation of Life” (trad. Lo specchio della vita”) dei R.E.M., un autentico gioiello di regia e di montaggio del regista Garth Jennings, lo stesso di “Guida galattica per autostoppisti” un film che vi consiglio.

Siamo a Los Angeles, durante  una festa di compleanno di una deliziosa bimba nippo-americana che sta per spegnere sei candeline in una scenografia a metà strada tra un fiabesco giardino giapponese  e  un classico pool-party statunitense. Colori, abiti,  pose acconciature rievocano una atmosfera anni ’60, in perfetto stile vintage.  Mentre Michael Stipe improvvisa un balletto a bordo vasca, il bassista Mike Mills si diverte a versare champagne in una precaria piramide di bicchieri, che poi puntualmente finisce in frantumi. E il chitarrista Peter Burk, in posa statica, suona un piccolo banjo in compagnia di una scimmietta.

“Leggenda vuole – scrive Massimo Manuel – che il chitarrista dei R.E.M. odi girare i videoclip delle loro canzoni e che quando ha saputo come sarebbe stato girato questo video ha tirato un sospiro di sollievo” Il perché è presto detto”. Con la tecnica della Pan-Scan, per realizzare  l’intero clip di 4 minuti “sono bastati appena 30 secondi di girato durante i quali tutti i personaggi fanno qualcosa mentre cantano un pezzo di canzone; il resto è fatto dallo zoom digitale che spia i personaggi e i 30 secondi di girato avviati in loop. Guardando il video più di una volta ci si rende conto dell’enorme lavoro che c’è stato dietro la realizzazione: l’orchestrazione di ogni gesto, ogni singolo movimento, ogni azione delle decine di personaggi sparsi nella ripresa che sembra facciano sempre la stessa cosa e in realtà stanno vivendo ognuno la loro piccola storia. Che sia questa l’imitation of life che ha voluto rappresentare il regista?”.

In questo video c’è più fisica che in un laboratorio del CERN. Ma mi piace pensare che sia anche una grande metafora della vita. E tutto in appena 30 secondi.

Cominciamo!

Vi chiederete: cosa c’entri Dante con la fisica?  Erasmo Modica ce lo dimostra con una lezione sulla riflessione della luce, passando per la matematica e la letteratura. E così capiremo che “fatti non fummo a viver come bruti”…

La fisica attraverso il sesso o il sesso attraverso la fisica? Un bel dilemma per Emiliano Ricci, il fisico che insieme a Monica Marelli lo spiega in modo garbato e intelligente nel libro Sex & the Physics.
Nell’intervista estiva (a Principina a Mare, in provincia di Grosseto) con Emiliano Ricci ci viene svelato il backstage del libro a 4 mani. L’intervista è di Massimilla Manetti Ricci sul blog Il Serpente di Galeno.

Annarita Ruberto ci delizia con L’esperimento più bello della Fisica: si tratta di un sito dedicato all’esperimento di interferenza dell’elettrone singolo.
E poi ci avverte che è stata  Osservata La Struttura Fine Di Una Tempesta Solare
Per finire con una riflessione sulla Fisica del 900: suggestioni in arte, letteratura e poesia

Gianluigi Filippelli ci propone i seguenti ottimi contributi.
Accerchiando il bosone di Higgs: dopo un esame veloce sui dati diffusi dai principali esperimenti che operano intorno agli acceleratori Tevatron e LHC, una breve descrizione del meccanismo alla base dell’introduzione del bosone nel modello standard.

Il gelato del giovane Mpemba e i superpoteri dell’acqua: l’effetto Mpemba, noto però già ad Aristotele e riscoperto nel 1963 dal giovane studente tanzaniano che gli ha dato il nome, prevede che in particolari condizioni l’acqua calda si congeli prima di quella fredda. Partendo da questo strano effetto, ecco un racconto su superraffreddamento e superriscaldamento dell’acqua usando come base i lavori del fisico e insegnante di scuola superiore Concetto Gianino.
Maestra Rosalba ci spiega come  spesso coi bambini si canta il mare pensando al dolce cullare delle sue onde. Anche le onde hanno un’origine e una spiegazione fisica. L’apparente movimento dell’acqua, il  moto ondulatorio, si spiegano solo in parte con l’azione del vento. E conoscere significa anche sapersi proteggere, entrare nel giusto rapporto con le forze della natura. Sua è L’onda del mare.

Cristina Sperlari del blog “Il piccolo Friedrich” pubblica “In vacanza…con Archimede!“.
Un racconto di alcune esperienze fatte durante le  vacanze  con un riferimento esplicito alla fisica e alla didattica delle scienze per i bambini della scuola primaria (come è nello stile del suo blog).
Esperienze di fisica acquatica: i bagni, le immersioni, i giri in barca, …e sulle leggi fisiche che le governano.

L’articolo si conclude con dubbi e domande volutamente aperti, per dimostrare come anche una semplice e quotidiana esperienza possa nascondere nelle sue mille sfaccettature argomenti di fisica  molto diversi tra loro e complessi…insomma, la fisica ci circonda e ci perseguita! Anche in vacanza!

Leopoldo Benacchio sul suo ironico blog Scienz’altro, ci propone Higgs forse è stanato ma Susy è sparita.
Chi sarà questa Susy? leggete e lo capirete!
Nelle notti estive  Chi dorme non piglia pesci ma fa la foto! . E non immaginerete quello che si può ammirare nelle ore piccole all’aperto in una bella notte stellata estiva.
Da bambini disegnavamo il Sole con occhi e bocca. Ma chi ci ha detto che non è vero? Anche il Sole, infatti, ha una faccia: e questa estate abbiamo capito Perché il Sole ride!

Gabriele Giordano è il nostro più giovane partecipante al Carnevale. In una  breve uscita in barca ha trovato tanta fisica (e curiosità scientifiche) da raccontare. Recentemente a Gabriele ha avuto in regalo  un telescopio: queste sono le sue belle astrofotografie.

Irene non è una donna, ma uno dei fenomeni più distruttivi del pianeta: un uragano. Come viene assegnato il nome a un uragano? Contrariamente alle credenze popolari, gli uragani non hanno solo nomi femminili. Leggete qui e qui.
Paolo Pascucci ci parla del fenomeno che sta tenendo con il fiato sospeso gli americani (e New York) in questa estate del 2011. Crea un uragano: gioco interattivo su come si forma un uragano, con l’avallo, tiene a precisare Paolo,  dei Noaa.

E  Uragano Irene: mappa, animazione e filmato dallo spazio. con una buona mappa sul tragitto dell’uragano
una buona animazione e, soprattutto, una ripresa dall’alto dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Durante i mesi estivi aumentano gli incidenti dovuti alle immersioni subacquee. Ma anche chi sale in alta quota non è esente da pericoli. Tutta “colpa” del biossido di carbonio. Meglio conosciuto come anidride carbonica. Ce ne parla  Palmiro Poltronieri in anidride carbonica disciolta nel sangue 

L’argomento dei fenomeni di pressione è molto gettonato questo mese, e dell’argomento scrive
Leonardo Petrillo,  che invia un contributo (concernente la trattazione di alcune situazioni, fenomeni, interrogativi (come il fatto che sussista la diminuzione della pressione), inerenti la fisica, che possiamo riscontrare in montagna, insieme ad alcune divagazioni sulla meccanica classica).  La fisica in montagna e non solo.


Popinga è il miglior connubio che si possa avere tra arte, letteratura e scienza. In  L’arte moderna e le realtà invisibili dimostra  come i primi decenni del ‘900 segnarono un forte legame tra le scoperte delle scienze fisico–matematiche e i movimenti letterari ed artistici d’avanguardia. Tra queste scoperte, che rivoluzionarono i tradizionali paradigmi con i quali si interpretava la realtà, vi furono i raggi–X (1895), la radioattività (1896, 1898), l’elettrone (1897) e la relatività (1905), che si andarono ad aggiungere alle onde elettromagnetiche e, in campo matematico, alle geometrie non euclidee e a quelle a n–dimensioni:  “Un mondo invisibile di forme ed energie proprio al di là del potere della percezione umana”  che costituì il paesaggio culturale senza il quale difficilmente si sarebbe espresso creativamente il modernismo.

Roberto Flaibani è il “tredicesimo cavaliere”: e per una curiosa coincidenza anche il tredicesimo autore di questo carnevale.

Il suo lungo cammino verso le stelle ci parla della progettazione del viaggio degno di una saga come quella di Star Trek, una missione tra le più impegnative del genere umano  dopo quella di Colombo alla scoperta delle Americhe e degli Apollo con il viaggio sulla Luna: lo studio e il progetto di una astronave per un viaggio interstellare.
Su Gravità Zero Walter Caputo ci accompagna in alcune riflessioni letterarie nate quando ha scoperto di avere un cugino scrittore.  Inattesi spunti scientifici in un testo di narrativa.
I commenti non si sono fatti attendere: dimostrazione di come la letteratura solletichi tutti i palati, come una pietanza cucinata con tutti gli ingredienti giusti.

Terminiamo qui, ringraziando tutti i partecipanti, con l’edizione in lingua spagnola, nata insieme a quella italiana grazie al blog Gravedad Cero, che porta a 10 i paesi nel mondo dove viene pubblicato il Carnevale della Fisica. Questo mese di Agosto 2011 l’edizione in lingua spagnola è ospitata dal blog di David Castro: Biounalm.

Il prossimo appuntamento con il Carnevale della Fisica viene ospitato da Annarita Ruberto su Scientificando.

Il tema scelto è “L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo“. Un tema che mi rimanda nostalgicamente a due favolosi pionieri della divulgazione scientifica. No! Non erano scienziati ma designer: sono i coniugi Eames, e le loro realizzazioni sono alcune delle icone più belle del XX secolo. Ma il loro capolavoro divulgativo rimane Potenze di 10, un viaggio nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo alla scoperta della fisica.

Un video talmente popolare che perfino i Simpson lo adottarono in uno dei loro sketch.

E un invito, questo,  a partecipare tutti numerosi al prossimo Carnival e a proporre le vostre riflessioni.

Potete inviare i vostri contributi direttamente ad Annarita entro il 27 settembre 2011 ed eventualmente scrivere a [email protected] se vorrete ospitare una delle prossime edizioni del Carnevale.

Arrivederci al 30 settembre su Scientificando!

Il viaggio su Marte di un “curioso” che porta Torino sul pianeta rosso

Il Codice del volo di Leonardo volerà su Marte, con Curiosity, il robot della Nasa.  Il manoscritto, custodito alla Biblioteca Reale di Torino, rappresenta l’inizio della storia del volo.

Se vi siete commosssi guardando al cinema Wall-e, il lungometraggio d’animazione realizzato da Pixar Animation Studios in coproduzione con Walt Disney, verrete addirittura affascinati e trasportati da questa nuova missione della NASA che partirà nell’autunno del 2011.

Ma in più con un pezzo di Torino:  lo scienziato Charles Elachi, direttore del Jet Propulsory Laboratory (Jpl) di Pasadena, ha infatti annunciato nell’aula magna del Politecnico dove ha tenuto il primo seminario del ciclo “Space Robotics,  new technologies and frontiers”, che il 26 novembre 2011 il rover partirà verso il pianeta rosso e al suo interno un microchip con la copia scannerizzata del “Codice del volo” e dell’autoritratto di Leonardo (sempre custodito nella Biblioteca Reale di Torino).

Curiosity, questo il nome del rover, scenderà sul pianeta Marte nei primi mesi del 2012. E ci accompagnerà per i seguenti due anni (questo  è il suo periodo di vita previsto).

Ingrandite lo schermo e accendete l’audio e godetevi le immagini di questa eccezionale animazione: sarà come vivere con anticipo la missione di Curiosity  che,  dotato di 6 ruote, avrà le dimensioni di una vettura grande come una 500.
Uno dei suoi vantaggi sarà la distanza che riuscirà a coprire, grazie anche alla sua alimentazione nucleare, che al contrario dei pannelli solari dei suoi predecessori, non rallenterà la sua efficienza.

 

Per approfindire: