A Cassibile la firma dell’armistizio diventa un Museo

Una delegazione torinese sarà presente all’inaugurazione dell’evento. 

A Cassibile sta prendendo forma un progetto destinato a lasciare un segno profondo non solo sul territorio, ma anche nella memoria collettiva del Paese. Si tratta della nascita del Museo dell’Armistizio, un’iniziativa dal forte valore simbolico, civile e culturale che troverà sede all’interno di un immobile sottratto alla criminalità organizzata. Questo elemento, già di per sé significativo, conferisce all’intero progetto una dimensione ulteriore: non si tratta soltanto della creazione di uno spazio espositivo, ma della trasformazione concreta di un luogo un tempo legato all’illegalità in un presidio di conoscenza, consapevolezza e partecipazione.

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L’idea alla base del museo si fonda sull’intreccio di tre direttrici fondamentali che si rafforzano reciprocamente: la valorizzazione della memoria storica, il recupero e la rigenerazione urbana e l’affermazione della legalità come valore condiviso. In questo senso, il progetto non si limita a raccontare il passato, ma si propone di incidere sul presente e di orientare il futuro, restituendo alla comunità uno spazio che diventa simbolo di riscatto e di identità collettiva.

Dopo una fase iniziale fatta di progettazione, visioni e confronto tra istituzioni e realtà associative, il percorso verso la realizzazione del Museo dell’Armistizio entra ora in una fase operativa. L’assegnazione ufficiale dell’edificio da parte del Comune di Siracusa rappresenta infatti un passaggio decisivo, che consente di trasformare un’idea in un progetto concreto. Questo momento di svolta sarà sancito pubblicamente attraverso una conferenza stampa prevista per venerdì 4 settembre alle ore 10:30, che si terrà proprio nei locali destinati a ospitare il museo, situati in via delle Magnolie 66.

La scelta della data non è casuale, ma si inserisce in un contesto fortemente evocativo e carico di significato. L’iniziativa coincide infatti con le celebrazioni dell’83° anniversario della firma dell’Armistizio di Cassibile, uno degli eventi più cruciali e drammatici della storia italiana del Novecento. L’accordo, firmato in gran segreto il 3 settembre 1943 e reso pubblico soltanto cinque giorni dopo, l’8 settembre, segnò un punto di svolta irreversibile per il Paese. Con esso, l’Italia usciva dall’alleanza con la Germania nazista, aprendo una fase estremamente complessa, caratterizzata da incertezze, disgregazione istituzionale e profonde sofferenze per la popolazione.

Il contesto storico in cui maturò l’armistizio fu segnato dal crollo del regime fascista e dall’avanzata delle forze alleate nel Mediterraneo. La decisione di interrompere l’alleanza con la Germania fu il risultato di una situazione ormai insostenibile, ma le modalità con cui essa venne gestita generarono conseguenze immediate e spesso drammatiche. L’esercito italiano, privo di direttive chiare, si trovò improvvisamente allo sbando, mentre il territorio nazionale veniva rapidamente occupato dalle truppe tedesche. La popolazione civile fu esposta a nuove violenze, bombardamenti e privazioni, in un clima di grande incertezza.

È proprio a partire da questa complessità storica che nasce l’esigenza di un luogo capace di raccontare, spiegare e far comprendere quegli eventi in modo rigoroso ma accessibile. Il futuro Museo dell’Armistizio si propone infatti di offrire una narrazione chiara, documentata e scientificamente fondata, capace di coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. Non solo studiosi o appassionati di storia, ma anche cittadini, studenti e visitatori potranno trovare in questo spazio un’occasione per approfondire una pagina fondamentale del passato italiano.

La conferenza stampa del 4 settembre vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, a testimonianza di una rete territoriale ampia e coesa. Saranno presenti il sindaco di Siracusa Francesco Italia e il consigliere comunale Paolo Romano, insieme a figure di rilievo del panorama associativo e culturale come Franco Imprescia, presidente dell’associazione Kakiparis, Alberto Moscuzza, presidente di Lamba Doria, e lo storico Nunzio Bruno. La loro presenza congiunta evidenzia come il progetto sia il frutto di una collaborazione sinergica tra amministrazione pubblica, associazioni e studiosi.

Questa dimensione partecipata rappresenta uno degli aspetti più qualificanti dell’iniziativa. Il museo non sarà concepito come uno spazio statico, limitato alla semplice esposizione di materiali, ma come un luogo dinamico e aperto, capace di dialogare con il territorio. L’obiettivo è quello di creare un punto di incontro tra diverse realtà: scuole, università, centri di ricerca, associazioni culturali e cittadini. In questo modo, il museo potrà diventare un laboratorio permanente di conoscenza e di confronto, in grado di stimolare riflessioni sul passato e sul presente.

Dal punto di vista dei contenuti, il percorso espositivo sarà costruito per affrontare in maniera articolata i principali temi legati all’armistizio e al contesto storico in cui esso si inserisce. Particolare attenzione sarà dedicata alla crisi del regime fascista e alle dinamiche che portarono alla sua caduta, così come al ruolo strategico degli Alleati nel teatro mediterraneo. Saranno inoltre approfondite le conseguenze immediate dell’armistizio sull’esercito italiano e sulla popolazione civile, con un focus sulle vicende dei soldati, spesso lasciati senza ordini, e sulle difficoltà vissute dai cittadini in un momento di grande instabilità.

In questo quadro, Cassibile assume un valore simbolico di primaria importanza. Da semplice località geografica, il luogo della firma dell’armistizio si trasforma in un punto di riferimento storico di rilievo nazionale. È qui che si concentrano le tensioni, le decisioni e le contraddizioni di un momento cruciale, ed è qui che oggi si sceglie di costruire un luogo della memoria capace di restituire senso e profondità a quegli eventi.

Un ulteriore elemento di grande rilevanza riguarda la natura dell’edificio destinato a ospitare il museo. Il fatto che si tratti di un bene confiscato alla criminalità organizzata aggiunge al progetto una dimensione etica e politica particolarmente significativa. Il recupero di questo immobile non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma rappresenta un atto concreto di restituzione alla collettività. È il segno tangibile di un cambiamento possibile, in cui ciò che era simbolo di illegalità viene trasformato in uno spazio di cultura e partecipazione.

Questo passaggio, dalla sottrazione alla restituzione, assume un valore emblematico. Dimostra come i beni confiscati possano diventare strumenti di crescita sociale e culturale, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e la fiducia nelle istituzioni. Il museo, in questo senso, non sarà solo un luogo di memoria storica, ma anche un presidio di legalità, capace di trasmettere valori e di promuovere una cultura della responsabilità.

Guardando al futuro, il Museo dell’Armistizio ambisce a diventare un punto di riferimento non solo a livello locale, ma anche nazionale. Potrà attrarre studiosi e ricercatori interessati ad approfondire le dinamiche della Seconda guerra mondiale e della storia italiana contemporanea, ma anche turisti e visitatori alla ricerca di itinerari culturali legati alla memoria. Allo stesso tempo, potrà svolgere un ruolo importante nel campo dell’educazione, offrendo alle scuole strumenti e percorsi didattici per affrontare temi complessi in modo coinvolgente.

L’iniziativa si inserisce inoltre in un contesto più ampio, caratterizzato da una crescente attenzione verso i luoghi della memoria. In tutta Italia, infatti, si sta sviluppando una sensibilità sempre maggiore nei confronti della necessità di preservare e valorizzare spazi e testimonianze del passato. In questo scenario, il progetto di Cassibile si distingue per la sua capacità di coniugare memoria e innovazione, tradizione e impegno civile.

La conferenza del 4 settembre rappresenterà quindi molto più di un semplice aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori. Sarà un momento simbolico, che segnerà l’inizio di un percorso destinato a svilupparsi nel tempo. Un percorso che mira a costruire un museo inteso non solo come contenitore di storia, ma come spazio vivo, capace di generare conoscenza, stimolare il dialogo e promuovere valori condivisi.

In definitiva, il Museo dell’Armistizio di Cassibile si configura come un progetto di grande rilevanza, capace di parlare non soltanto alla comunità locale, ma all’intero Paese. La sua forza risiede nella capacità di trasformare un luogo e di attribuirgli un nuovo significato, facendo della memoria uno strumento attivo per comprendere il presente e immaginare il futuro. In un’epoca in cui il rischio dell’oblio è sempre presente, iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale coltivare e condividere la memoria, affinché essa possa continuare a essere una risorsa preziosa per la crescita civile e culturale della società.

Tra i temi che verranno affrontati:

  • la crisi e il crollo del regime fascista
  • il ruolo strategico degli Alleati nello scenario mediterraneo
  • le conseguenze immediate dell’armistizio sull’esercito italiano e sulla popolazione civile

Cassibile, luogo in cui l’accordo venne firmato in gran segreto, assume così un ruolo centrale nella costruzione di un racconto che ha segnato profondamente il destino dell’Italia, trasformandosi da semplice località geografica a simbolo storico di portata nazionale.

Dalla sottrazione alla restituzione: il valore del bene confiscato

Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda proprio la natura dell’edificio che ospiterà il museo. Il recupero di un bene confiscato alla criminalità organizzata non è soltanto un intervento urbanistico o architettonico, ma un gesto fortemente simbolico e politico.

Restituire questo spazio alla collettività significa ribaltare il suo significato originario: da luogo di illegalità a presidio di cultura, memoria e partecipazione. È un messaggio concreto e tangibile di riscatto, che dimostra come i beni sottratti alle mafie possano diventare strumenti di crescita civile e sociale.

In questa prospettiva, il Museo dell’Armistizio si propone di diventare:

  • un punto di riferimento per studiosi, ricercatori e istituti scolastici
  • una tappa significativa per il turismo storico e culturale
  • un presidio permanente contro l’oblio e contro ogni forma di illegalità

Una memoria viva, proiettata nel futuro

Nel contesto italiano, sempre più orientato alla valorizzazione dei luoghi della memoria, l’iniziativa di Cassibile si inserisce in un percorso più ampio che mira a recuperare spazi e narrazioni per rafforzare l’identità collettiva. Non si tratta solo di conservare il passato, ma di renderlo attuale, comprensibile e utile per leggere il presente.

La conferenza del 4 settembre non rappresenterà quindi soltanto un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto, ma segnerà anche l’avvio simbolico di un cammino più lungo: quello di un museo che vuole essere insieme spazio culturale, laboratorio educativo e luogo di impegno civile.

Un progetto che nasce in un piccolo centro della Sicilia, ma che per il suo valore storico e simbolico è in grado di parlare a tutto il Paese, ricordando come la memoria, quando è condivisa e coltivata, possa diventare uno strumento potente per costruire futuro.

“Trasferirsi in Albania”: il libro che trasforma un Paese da scoprire in un’opportunità concreta

La guida di Giovanni Firera non parla soltanto a chi pensa di trasferirsi: è un viaggio tra impresa, investimenti, turismo e nuove possibilità sull’altra sponda dell’Adriatico

C’è un’Albania che molti italiani pensano ancora di conoscere e ce n’è un’altra che sta crescendo rapidamente, attirando turisti, professionisti, manager, imprenditori e investitori. È proprio nello spazio che separa questi due Paesi — quello degli stereotipi e quello della realtà contemporanea — che si inserisce Trasferirsi in Albania. Guida pratica, fiscale e amministrativa per cittadini italiani, professionisti, imprenditori e pensionati, il libri di Giovanni Firera.

trasferirsi-in-albaniaIl titolo potrebbe far pensare a un manuale destinato esclusivamente a chi abbia già deciso di cambiare residenza. In realtà il libro ha un respiro decisamente più ampio. È una guida per capire l’Albania prima ancora di scegliere se trasferirvisi, uno strumento utile per chi vuole trascorrervi un periodo, esplorare opportunità imprenditoriali, lavorare, investire, acquistare un immobile o semplicemente scoprire un Paese che sta diventando una delle destinazioni più interessanti del Mediterraneo.

Ed è proprio questa pluralità di prospettive a rappresentare uno dei maggiori punti di forza del volume.

Un libro per imprenditori e manager che cercano nuovi mercati

Per un imprenditore italiano, l’Albania non è soltanto un Paese vicino geograficamente. È un mercato con il quale l’Italia intrattiene da tempo intensi rapporti economici, culturali e umani e che sta vivendo una fase di profonda trasformazione.

Chi dirige un’azienda o valuta l’apertura di una nuova attività ha però bisogno di qualcosa di più dell’entusiasmo suscitato dalle opportunità. Ha bisogno di conoscere il contesto.

Come si avvia un’attività? Quali sono gli interlocutori ai quali rivolgersi? Quali aspetti fiscali e amministrativi devono essere considerati? Quali differenze esistono rispetto all’Italia? Come ci si muove in un sistema economico e istituzionale differente dal nostro?

È qui che “Trasferirsi in Albania” diventa uno strumento particolarmente interessante per manager, professionisti e imprenditori.

Firera accompagna il lettore nella comprensione del Paese con un approccio concreto, cercando di tradurre questioni amministrative e fiscali potenzialmente complesse in informazioni comprensibili anche a chi si avvicina per la prima volta alla realtà albanese.

Il libro non promette scorciatoie e non descrive l’Albania come una sorta di terra promessa dove sia sufficiente arrivare per fare fortuna. Al contrario, suggerisce un metodo: informarsi, conoscere il territorio, creare relazioni affidabili, verificare le condizioni operative e soltanto dopo prendere decisioni.

Un’impostazione particolarmente preziosa per chi fa impresa.

Prima visitare, poi decidere

Uno dei messaggi più convincenti del volume è infatti molto semplice: l’Albania va conosciuta dal vivo.

Prima di trasferire un’attività, investire capitale o cambiare radicalmente vita, è opportuno trascorrere del tempo nel Paese, visitare le città, incontrare professionisti e imprenditori, osservare il funzionamento quotidiano della società e comprendere differenze e opportunità.

Ed è proprio qui che la guida rivela un secondo livello di lettura.

Può essere utilizzata anche da chi desidera partire semplicemente per un soggiorno esplorativo, magari alternando turismo e incontri professionali.

Per un manager o un imprenditore, una settimana in Albania può così trasformarsi in qualcosa di diverso dalla classica vacanza: qualche giorno dedicato alla scoperta del territorio, qualche incontro con operatori economici e professionisti locali, una visita alle aree potenzialmente interessanti per il proprio settore e, contemporaneamente, la possibilità di conoscere cultura, gastronomia e paesaggi.

In questo senso il libro può persino diventare il punto di partenza per immaginare un progetto imprenditoriale.

Non perché suggerisca facili affari, ma perché aiuta il lettore a porsi le domande corrette.

Un Paese che sorprende anche il turista

C’è poi l’Albania del viaggio.

Ed è probabilmente quella che negli ultimi anni ha contribuito maggiormente a modificare l’immagine internazionale del Paese.

Chi arriva per la prima volta può scoprire una realtà sorprendentemente varia: mare, montagne, città storiche, siti archeologici, piccoli centri, tradizioni gastronomiche e una capitale in continua trasformazione.

La costa ionica e adriatica ha conquistato una crescente notorietà internazionale; Tirana è diventata una città dinamica, giovane e ricca di locali e iniziative; Berat e Gjirokastër raccontano secoli di storia; il nord montuoso offre scenari completamente differenti dalle località balneari.

Per questo “Trasferirsi in Albania” può essere letto anche da chi non ha alcuna intenzione immediata di trasferirsi.

Può essere il libro da leggere prima di una vacanza, soprattutto per quel viaggiatore che non vuole limitarsi alla spiaggia e desidera comprendere il Paese che sta visitando.

E potrebbe accadere qualcosa di interessante: partire da turista e tornare con un’idea.

Un progetto professionale. Un investimento. Una collaborazione. Una seconda casa. Oppure semplicemente il desiderio di trascorrere in Albania periodi più lunghi durante l’anno.

Turismo, lavoro e investimento possono incontrarsi

È forse questa la caratteristica più contemporanea dell’Albania raccontata da Firera: i confini tra viaggio, lavoro e opportunità economica diventano meno rigidi.

Un professionista può trascorrere alcune settimane nel Paese continuando a lavorare. Un imprenditore può utilizzare un viaggio per studiare il mercato. Un manager può scoprire aziende con cui sviluppare collaborazioni. Un pensionato può valutare se trascorrervi parte dell’anno. Un turista può semplicemente innamorarsi di una località e decidere di tornarci.

Il volume riesce quindi a parlare a pubblici differenti senza perdere il proprio filo conduttore: conoscere prima di scegliere.

Ed è una filosofia particolarmente importante quando si parla di trasferimento all’estero.

Cambiare Paese non significa semplicemente trovare un luogo dove il costo della vita possa apparire conveniente. Significa comprendere regole, fiscalità, servizi, cultura, abitudini, opportunità professionali e dinamiche sociali.

Firera insiste proprio su questo punto, evitando tanto l’entusiasmo ingenuo quanto il pregiudizio.

Oltre la vecchia immagine dell’Albania

Per molti italiani l’Albania rimane ancora legata alle immagini degli anni Novanta. Ma continuare a osservare il Paese attraverso quella fotografia significa non accorgersi di quanto sia cambiato.

L’Albania contemporanea è un Paese giovane, proiettato verso l’Europa, caratterizzato da trasformazioni urbanistiche, crescita del turismo, nuove attività imprenditoriali e una relazione particolarmente intensa con l’Italia.

Naturalmente rimangono criticità e contraddizioni. Ed è positivo che il libro non tenti di nasconderle.

Una guida credibile non dovrebbe convincere il lettore che tutto sia semplice. Dovrebbe permettergli di capire dove siano le opportunità e dove sia invece necessario procedere con maggiore attenzione.

È esattamente questa prudenza a rendere il volume più convincente.

L’Albania emerge così non come un paradiso artificiale costruito per attrarre investitori o pensionati, ma come un Paese reale nel quale le opportunità possono essere significative per chi possiede informazioni, competenze, capacità di adattamento e un progetto serio.

L’esperienza diretta dell’autore

A rafforzare il valore dell’opera è il percorso personale e istituzionale di Giovanni Firera.

Già Console onorario della Repubblica d’Albania in Piemonte, Firera ha maturato negli anni una conoscenza diretta delle relazioni tra Italia e Albania e ha partecipato alla costruzione di rapporti istituzionali, culturali ed economici tra le due sponde dell’Adriatico.

Non si tratta quindi dello sguardo occasionale di chi ha visitato il Paese per qualche settimana e ha deciso di raccontarlo.

Dietro il libro c’è una frequentazione prolungata della realtà albanese e il confronto con istituzioni, imprese, professionisti e cittadini.

Questa esperienza emerge soprattutto nell’impostazione generale dell’opera: pragmatica, prudente ma allo stesso tempo fiduciosa nelle possibilità offerte dal Paese.

Una guida che può accendere un’idea

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante di “Trasferirsi in Albania”.

Si può iniziare a leggerlo semplicemente per curiosità e ritrovarsi a ragionare su possibilità che prima non erano state considerate.

Un imprenditore potrebbe domandarsi se esista spazio per il proprio settore.

Un professionista potrebbe valutare collaborazioni con realtà locali.

Un manager potrebbe individuare nuove relazioni commerciali.

Un investitore potrebbe iniziare a studiare il mercato.

Un pensionato potrebbe pensare a lunghi soggiorni.

Un turista potrebbe semplicemente scoprire che, a poca distanza dall’Italia, esiste un Paese capace di offrire mare, montagne, cultura, gastronomia e un’accoglienza fortemente legata alla tradizione mediterranea.

Ed è qui che il libro supera definitivamente la definizione di manuale amministrativo.

Diventa una porta d’ingresso.

Un Paese vicino che vale la pena conoscere adesso

L’Albania attraversa una fase storica particolarmente interessante. Il percorso di integrazione europea, lo sviluppo delle infrastrutture, la crescita del turismo e l’internazionalizzazione dell’economia stanno modificando rapidamente il Paese.

Proprio per questo può essere utile conoscerlo mentre questa trasformazione è ancora in corso.

Chi viaggia può trovare destinazioni che conservano ancora una forte identità locale.

Chi fa impresa può osservare un mercato in evoluzione.

Chi investe può studiare settori che stanno crescendo.

Chi pensa di trasferirsi può valutare un Paese geograficamente vicinissimo all’Italia ma sufficientemente diverso da rappresentare una vera esperienza internazionale.

Non significa che l’Albania sia adatta a tutti. Significa qualcosa di molto più interessante: merita di essere valutata senza pregiudizi e con informazioni adeguate.

Ed è esattamente ciò che il libro di Giovanni Firera invita a fare.

Perché leggerlo

“Trasferirsi in Albania” è quindi una lettura consigliata non soltanto a chi ha già preparato le valigie.

È consigliata all’imprenditore che cerca nuovi mercati, al manager interessato all’area balcanica, al professionista che vuole ampliare il proprio orizzonte, a chi valuta un investimento, a chi immagina di trascorrere all’estero una parte dell’anno e persino al turista curioso che vuole conoscere qualcosa in più del luogo nel quale sta per arrivare.

Il suo pregio principale è proprio quello di trasformare la curiosità in conoscenza e la conoscenza in possibilità di scelta.

L’Albania raccontata da Firera è vicina, accessibile e profondamente legata all’Italia, ma allo stesso tempo abbastanza diversa da richiedere attenzione, preparazione e capacità di comprenderne cultura e regole.

La sensazione, terminata la lettura, è che il titolo dica soltanto una parte di ciò che il volume può offrire.

Perché Trasferirsi in Albania non è soltanto un libro per chi vuole trasferirsi.

È una guida per chi vuole scoprire l’Albania, comprenderla e magari intravedere, dall’altra parte dell’Adriatico, una nuova opportunità personale o professionale.

E per qualcuno potrebbe essere proprio una lettura come questa a far nascere una domanda destinata a trasformarsi in un progetto:

“E se andassi a vedere di persona?”

“Trasferirsi in Albania” sul sito Feltrinelli  e su Amazon

Lunedì 29 giugno a Torino: la Costituzione narrata come un romanzo

Una rappresentazione intreccia la nascita della Carta Costituzionale, i suoi protagonisti, storie, audio e video nella Cappella dei Banchieri, Negozianti e Mercanti.

Lunedì 29 giugno 2026 alle ore 18:00, presso la Cappella dei Banchieri, Negozianti e Mercanti (Via Garibaldi 25, Torino) – come già anticipato Torino.Plus  – andrà in scena la rappresentazione “Questa Costituzione è uno Spettacolo”, ideata e interpretata da Giulio Biino e Fabrizio Olivero, entrambi notai torinesi e figure di spicco nel panorama culturale cittadino.

La splendida Cappella — inaugurata nel 1692 — è un autentico tempio della cultura cittadina: affreschi barocchi, decorazioni dorate e un’atmosfera solenne fanno da cornice a uno dei gioielli del patrimonio storico torinese. Uno spazio ideale per ospitare un racconto che unisce architettura della bellezza e architettura dei diritti costituzionali.

Nata nel 2018 per commemorare il settantesimo anniversario della Costituzione italiana, la rappresentazione racconta in forma teatrale la nascita della Carta, intrecciando i protagonisti storici con storie, materiali audio e video.

L’approccio è dinamico e coinvolgente: l’obiettivo è rendere accessibili i valori costituzionali e stimolare una riflessione attiva nel pubblico contemporaneo.

L’evento è organizzato da:

  • Associazione Culturale Vitaliano Brancati, da anni impegnata nella valorizzazione della memoria dello scrittore siciliano e nella promozione del dialogo culturale tra Piemonte e Sicilia attraverso il proprio Premio Internazionale di Giornalismo;
  • Fondazione Circolo dei Lettori;
  • Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti.

Programma:

  • Benvenuto: Arturo Santise (Prefetto della Pia Congregazione)
  • Presentazione: Giovanni Firera (Presidente Associazione Culturale Vitaliano Brancati)

Info:
Agenzia Digitale Italiana
Tel. +39 329 4592139
www.agenziadigitaleitaliana.it

A Stresa il Rotary 2031: Forum dedicato alle strategie per coordinare la filiera alimentare

Trasformare le eccedenze in risorsa per le mense e i servizi sociali

Sabato 27 giugno 2026, presso il Regina Palace Hotel di Stresa, il Distretto Rotary 2031 celebra il proprio XIV Congresso annuale (ore 8:30-16:30) con un focus forte sul service “Un piatto, un sorriso”, progetto emblematico dell’anno rotariano 2025-2026 che ha coinvolto tutti i 45 club del distretto e i giovani di Rotaract e Interact.

Nel corso della mattina, a partire dalle 10:15, si svolgerà un forum intitolato “Un piatto, un sorriso – il valore del surplus: coordinare la filiera per trasformare le eccedenze in risorsa”, un confronto di alto profilo su come contrastare la povertà alimentare attraverso il coordinamento degli attori della filiera (distribuzione, agricoltura, strutture di accoglienza, organizzazioni sociali).

Il forum riunisce esperti di rilievo nazionale e regionale: Luca Brondelli di Brondello (VP Confagricoltura), Luca Casaura (CBO Italia Bauli Group), Giuseppe Fornasiero (Direttore Piemonte/VDA Conad NordOvest), Padre Carmine Arice (Padre Generale Cottolengo), Daniela Sironi (Presidente Comunità di Sant’Egidio Piemonte), Francesco Rondinelli (Presidente Banco Alimentare Piemonte), Anna Paola Calcagni (VP Pia Opera Malati Poveri), Anna Carlin (nutrizionista), e il Governatore Felice Invernizzi. Modera Antonella Mariotti, giornalista.

 

Un progetto che trasforma valori in azioni concrete

“Un piatto, un sorriso” ha rappresentato molto più di un service ordinario: un modo concreto di interpretare i valori fondanti del Rotary — educazione, salute, ambiente, pace e sviluppo sostenibile — trasformandoli in azioni capaci di generare impatto reale sul territorio.

A livello distrettuale, il progetto si è concretizzato in due iniziative simboliche: la donazione di attrezzature al Cottolengo di Torino e la consegna di un furgone per il trasporto dei pasti alla Comunità di Sant’Egidio di Novara. Interventi mirati a rafforzare la capacità operativa di realtà impegnate quotidianamente nel contrasto alla povertà alimentare.

Il Congresso nel segno della continuità e della visione condivisa

Il XIV Congresso Distrettuale segna anche il passaggio della governance: la cerimonia di passaggio del Collare tra i Governatori (Felice Invernizzi a Elena Gianasso) e il passaggio delle consegne tra i Presidenti dei club è previsto alle 16:00, momento solenne che afferma la continuità e la visione condivisa del Rotary.

Nel corso della giornata verranno presentati inoltre il Bilancio Sociale del Distretto 2031 (Paolo Biancone, Responsabile bilancio sociale), gli aggiornamenti sul Fondo Capone, e le iniziative di Rotaract e Interact sulle scuole e sugli sviluppi internazionali (convegno Interact a Torino).

DETTAGLI EVENTO

XIV Congresso Distretto 2031 Rotary International
Sabato 27 giugno 2026 | Ore 8:30-16:30
Regina Palace Hotel Stresa | Corso Umberto I, n.29 – Stresa
Tema: “Uniti per fare del bene”
Focus: Service “Un piatto, un sorriso” e strategie per la lotta alla povertà alimentare

Press & Communication: Agenzia Digitale Italiana 
Presidente: Giovanni Firera
Direttore: Claudio Pasqua
Tel. +39 3294592139 | www.agenzidigitaleitaliana.it

 

Salone del Libro: a Pianezza l’autrice Antiniska Pozzi per una serata dedicata a Tanto domani muori

Antiniska Pozzi sarà ospite al Salone Off a  Pianezza per una serata dedicata a Tanto domani muori, un romanzo intenso e poetico che attraversa la memoria familiare e la storia di un’intera generazione. Appuntamento  mercoledì 13 maggio alle ore 20.30 presso AgriBiscotto Bakery Bistrot.
Per chi lo desidera sarà possibile partecipare a un aperitivo prima dell’incontro.

“Casa auto lavoro / tanto domani muori”. È questa la scritta che campeggia su un muro della periferia nord di Milano, poco distante dalla ferrovia e dalla casa di Anna, la protagonista del libro. Anna ha sei anni e convive con un rumore che le abita la testa: un cubo che rotola nel buio mentre, nella stanza accanto, il padre russa e la madre resta sveglia a fare i conti con i propri fantasmi.

Nel palazzo di klinker marrone dove vive la famiglia, Anna osserva i suoi genitori consumarsi lentamente. Il padre, Nino, è un operaio che da ragazzo sognava di diventare calciatore e che ora cerca la felicità nelle cose semplici. La madre, Adriana, è nata in Toscana, vicino al mare, e porta dentro di sé una malinconia profonda, senza nome, accompagnata da una paura costante della disgrazia. Un’ombra che sembra aver preso forma già durante la sua infanzia nei racconti sulla Canuta, figura misteriosa e inquietante che popola i ricordi e gli incubi familiari.

Accanto a loro, Anna cresce. Da bambina introversa e docile si trasforma in un’adolescente piena di domande, alla ricerca di una voce propria che non sia soltanto l’eco del mondo da cui proviene. Sullo sfondo scorrono gli anni Settanta, con i loro cambiamenti sociali e politici, fino a quando le crepe del mondo si spalancano anche nella sua vita e la tragedia, che sua madre ha sempre temuto, si fa realtà.

Con una scrittura che rivela chiaramente la sua origine poetica, Antiniska Pozzi dà vita a un romanzo di straordinaria intensità. Tanto domani muori colpisce per la forza della lingua, lirica e precisa, per la capacità di ricostruire un universo familiare e il passaggio di un’epoca, e per il modo in cui trasforma il dolore in arte. È un romanzo di formazione che diventa racconto universale, riflessione intima e politica sull’appartenenza, sul lutto e sul riscatto, simbolo di una generazione sospesa tra sacrificio e desiderio di futuro.

Ho scoperto questo libro grazie alla bella recensione di Irina Martelli su RMC, e sono particolarmente felice di annunciare che l’autrice sarà a Pianezza nell’ambito del programma del Salone Internazionale del Libro di Torino OFF.

L’appuntamento è per mercoledì 13 maggio alle ore 20.30 presso AgriBiscotto Bakery Bistrot. Per chi lo desidera sarà possibile partecipare a un aperitivo prima dell’incontro.

L’evento è organizzato dall’associazione Insieme Cambiamo Pianezza e rappresenta un’occasione preziosa per incontrare una delle voci più interessanti della narrativa contemporanea italiana e lasciarsi attraversare da una storia che parla al cuore e alla memoria di tutti noi.

salone libro Pianezza

Da Pianezza al Canavese al Salone del Libro: la Città Metropolitana di Torino protagonista del Salone OFF

Cultura diffusa in 39 Comuni,
Dal cuore di Torino fino ai Comuni dell’area metropolitana, il Salone Internazionale del Libro 2026 conferma la sua vocazione di grande festa della cultura diffusa. Con il programma del Salone OFF, in calendario dall’8 al 19 maggio, la letteratura esce dai padiglioni del Lingotto e raggiunge biblioteche, piazze, scuole, caffè, musei e spazi associativi di ben 39 Comuni della Città Metropolitana di Torino. Programma ufficiale del Salone OFF

La ventiduesima edizione del Salone OFF propone oltre 1.000 eventi in 400 spazi, con incontri con autori italiani e internazionali, reading, laboratori per bambini, spettacoli teatrali, concerti e dibattiti. Un cartellone che trasforma l’intero territorio metropolitano in una grande biblioteca a cielo aperto, confermando il ruolo della Città Metropolitana di Torino come motore di promozione culturale e coesione territoriale.

Cultura che unisce il territorio

L’iniziativa coinvolge località grandi e piccole, offrendo occasioni di incontro tra lettori e scrittori in contesti informali e accessibili. Dalle colline del Chierese al Canavese, dalla Val di Susa all’area ovest di Torino, il Salone OFF dimostra come la cultura possa essere uno strumento concreto di partecipazione e valorizzazione delle comunità locali.

Ogni Comune aderente propone eventi pensati per pubblici diversi: bambini, giovani, famiglie e appassionati di letteratura. Il risultato è un mosaico di appuntamenti che rafforza il legame tra libri, territorio e cittadinanza.

Pianezza, un esempio virtuoso di partecipazione

Tra i Comuni protagonisti dell’edizione 2026 spicca Pianezza, che partecipa al Salone OFF con un calendario di iniziative organizzate da associazioni e realtà locali. Come evidenziato anche da Quotidiano Europeo, la cittadina conferma il proprio impegno nel promuovere la lettura e nel creare occasioni di confronto culturale aperte a tutta la comunità.

Uno degli appuntamenti più significativi è “Due giovani autori si incontrano”, in programma lunedì 11 maggio alle 20.30 presso La Fattoria del Gelato. L’incontro mette a confronto i giovani scrittori Mattia Remolif e Alice Testa, che presenteranno rispettivamente un romanzo storico e un fantasy ambientato nell’antico Egitto. L’evento, organizzato dall’Associazione Insieme Cambiamo Pianezza, è a ingresso libero e rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare nuovi talenti letterari.

Un territorio che investe nella lettura

La presenza di Pianezza nel circuito del Salone OFF testimonia la vitalità culturale dei Comuni dell’area metropolitana. Biblioteche, associazioni, scuole e amministrazioni collaborano per portare la letteratura nei luoghi della quotidianità, rendendo il libro un’esperienza condivisa e accessibile.

Questo approccio rafforza il ruolo della Città Metropolitana di Torino come rete di comunità capaci di costruire occasioni di crescita culturale e sociale, dove la lettura diventa strumento di dialogo, inclusione e sviluppo.

Il Salone del Libro oltre il Lingotto

Il successo del Salone OFF dimostra che il Salone Internazionale del Libro non è solo un grande evento fieristico, ma un progetto culturale che coinvolge l’intero territorio. Grazie alla collaborazione con i Comuni della Città Metropolitana di Torino, i libri raggiungono quartieri, paesi e comunità, creando una rete diffusa di incontri e relazioni.

Da Pianezza alle altre località coinvolte, il messaggio è chiaro: la cultura non ha confini e può diventare un patrimonio condiviso da tutti. In questo senso, il Salone OFF 2026 si conferma come una delle esperienze più significative di partecipazione culturale del territorio piemontese.

Giornata della Scienza al Liceo Norberto Rosa, sede di Bussoleno

Il Liceo Norberto Rosa, sede di Bussoleno, organizzerà giovedì 8 maggio 2025, a partire dalle ore 9:00, una nuova edizione della Giornata della Scienza, un appuntamento ormai consolidato che promuove l’interesse per le discipline scientifiche tra gli studenti del triennio dei corsi di Liceo Scientifico Tradizionale e Scienze Applicate.

Nel corso dell’evento, gli studenti saranno protagonisti attivi, presentando esperimenti, simulazioni e progetti teorici che spazieranno tra vari ambiti del sapere, dalla matematica alla fisica, fino alla robotica e all’intelligenza artificiale. L’iniziativa, inserita nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’istituto, ha lo scopo di stimolare nei ragazzi la curiosità scientifica, il pensiero critico e il metodo sperimentale.

Per l’edizione 2025, l’evento potrà contare sulla collaborazione di Gravità Zero, rivista dedicata alla comunicazione scientifica, che seguirà l’intera manifestazione in qualità di media partner, contribuendo alla sua diffusione.

Una giuria composta da docenti universitari ed ex alunni oggi impegnati in ambiti scientifici valuterà i progetti realizzati, premiando quelli che si distingueranno per originalità e valore.

La giornata si concluderà con la cerimonia di premiazione e un momento di ringraziamento rivolto alle autorità locali, che da anni sostengono l’iniziativa.

A fare da filo conduttore all’evento sarà una citazione significativa: “Nel piccolo sono sempre presenti i principi del grande, come nel grande è contenuto il piccolo”, a sottolineare come anche le più semplici intuizioni possano riflettere la complessità e la bellezza del pensiero scientifico.

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Tyvak International annuncia il lancio del nano satellite IPERDRONE.0 sviluppato per l’Agenzia Spaziale Italiana

Torino, Italy, 23 Agosto 2024— Tyvak International SRL (“Tyvak International”), sussidiaria della Terran Orbital Corporation (NYSE: LLAP) e leader Europeo nello sviluppo di nano e microsatelliti, annuncia il lancio del satellite “IPERDRONE.0”, a bordo del razzo Falcon9 di SpaceX nella missione Transporter 11, il 16 Agosto 2024 dalla base di lancio di Vandenberg, in California. Il team operativo di Tyvak International conferma l’avvenuto contatto con il satellite e si sta dedicando al cosiddetto “commissioning” del veicolo, con l’obiettivo di renderlo pronto ad effettuare la sua missione.

Il satellite, sviluppato per l’Agenzia Spaziale Italiana, rappresenta una tappa cruciale nella roadmap industriale di Tyvak International, in particolare per le operazioni di prossimità attorno ad altri veicoli / asset spaziali. Nell’ambito del progetto, che vede coinvolto un consorzio tutto Italiano che include il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e Kayser Italia, Tyvak International è responsabile della progettazione, sviluppo dell’Hardware e del Software, assemblaggio, integrazione e test del satellite, unitamente ai servizi di lancio. Inoltre, tutte le operazioni in orbita verranno eseguite dal centro di controllo missione negli uffici dell’azienda, situati a Torino.

Il programma IPERDRONE è strutturato in una sequenza di missioni con obiettivi e complessità incrementali, dalla dimostrazione di tecnologie abilitanti, alla ispezione di infrastrutture spaziali, fino al rientro a terra di carichi utili. La prima missione, IPERDRONE.0, si focalizzerà sulla dimostrazione di tecnologie abilitanti, in particolare le camere di ispezione, customizzate con l’aiuto della Optec SpA, e il sistema di propulsione, sviluppato ad hoc per la missione insieme all’azienda Technology for Propulsion and Innovation (T4I) di Padova.

Tyvak International è la prima azienda Italiana a sviluppare tecnologie miniaturizzate specifiche per operazioni di prossimità da effettuare con nanosatelliti; oltre all’Hardware, questi sviluppi includono il Software, avanzati algoritmi di guida navigazione e controllo, processi di test che prevedono un alto grado di integrabilità HW/SW già dalle prime fasi di progettazione. Le tecnologie che IPERDRONE.0 si prefigge di dimostrare potranno abilitare importanti missioni di difesa e monitoraggio di asset orbitali Nazionali ed Internazionali, come la Stazione Spaziale Internazionale, i cui requisiti di Safety sono stati considerati come input per la progettazione della missione IPERDRONE.0. Il know-how e la competenza acquisiti dal team, consente all’azienda di posizionarsi in prima linea per l’offerta di questo tipo di servizi, per clienti governativi e commerciali. In questo ambito, l’esperienza di questa missione verrà direttamente usata per completare gli studi di fattibilità per le successive missioni del programma IPERDRONE che sono già in corso.

“Queste tecnologie sono cruciali per abilitare tutte quelle missioni che fanno parte del ramo cosiddetto in-orbit servicing, che si prefiggono cioè di lavorare in modo collaborativo con altri asset spaziali per effettuare operazioni complesse”, spiega Margherita Cardi, VP Programs in Tyvak International. “Eseguire tali operazioni con la classe dei nanosatelliti, caratterizzati da volumi e pesi significativamente ridotti, ha rappresentato una sfida per la miniaturizzazione delle tecnologie che abbiamo sviluppato”. La dimostrazione di questi strumenti nell’ambito del volo di IPERDRONE.0 ha come obiettivo la loro qualifica in orbita al fine di renderle disponibili per successive missioni.

Tyvak International è operativa dal 2015 a Torino, e il prossimo Febbraio festeggerà i 10 anni di leadership Italiana ed Europea, con oltre 12 satelliti in orbita, sviluppati ed operati interamente in Italia per clienti istituzionali e commerciali, a partire dal concetto iniziale fino alle operazioni in orbita, gestendo l’intero flusso di lavoro.

In questi anni, Tyvak si è dimostrata capace di svolgere missioni articolate e complesse anche in ambito internazionale e molte altre missioni sono in fase di sviluppo e verranno lanciate nei prossimi mesi. Tra queste, l’Agenzia Spaziale Europea ha conferito a Tyvak il ruolo di Prime Contractor per diverse missioni, fra le quali lo sviluppo del satellite interplanetario Milani nell’ambito della missione Hera, recentemente consegnato all’ESA (Milani delivery Press Release) e che verrà lanciato ad Ottobre 2024 da Cape Canaveral.

Al via il Festival dell’Ingegnere a Torino

Quanta ingegneria c’è nella vita quotidiana di tutti?

Il 14 e 15 giugno, via Roma a Torino ospiterà il “Festival dell’Ingegnere“, una manifestazione di due giorni aperta al pubblico, organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino e dalla sua Fondazione. L’evento, che si terrà dalle 10:00 alle 18:00, ha l’obiettivo di esplorare quanto l’ingegneria sia presente nella vita quotidiana di tutti noi.

Gli ingegneri saranno “in piazza” per incontrare i cittadini e offrire contenuti comprensibili a tutti, con l’intento di stimolare la curiosità e avvicinare il pubblico al mondo dell’ingegneria.

Il programma delle due giornate è ricco di iniziative gratuite, tra cui:

  • Workshop “Il braccio e la mente: IA al polso”: i partecipanti indosseranno un braccialetto per eseguire movimenti riconosciuti da un algoritmo di intelligenza artificiale.
  • Mini workshop “Le carte della sostenibilità”: un viaggio nel futuro con le carte illustrate per immaginare scenari dell’Agenda 2030 ONU.
  • Addestramento in sicurezza con realtà virtuale.
  • Game formativo “Rebus biomedicale”: esplorazione del mondo tech biomedicale.
  • Sondaggio antincendio: confronto con ingegneri sui più comuni errori domestici e consigli per intervenire su un incendio in casa.
  • Attività dei team studenteschi del Politecnico di Torino: esposizione di una piattaforma vibrante che simula un terremoto, strutture di ponti in diversi formati, e un’attività interattiva per costruire il ponte di Leonardo Da Vinci con stecchi di legno.

Contemporaneamente, per gli ingegneri, si terranno seminari di aggiornamento professionale presso le sedi dell’Ordine e della sua Fondazione in via Giolitti 1.

Il festival si caratterizza per il suo “spirito giovanile”: l’organizzazione è diretta dalla Commissione Giovani Ingegneri dell’Ordine, sotto la guida del Consigliere della Fondazione Domenico Perrotta. L’ospite d’onore sarà il Network Giovani del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che parteciperà a diverse attività.

Il Festival vedrà inoltre la prestigiosa partecipazione del Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, e di numerosi Presidenti degli Ordini degli Ingegneri d’Italia.

L’evento ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino.

Maggiori informazioni sui siti https://torino.ordingegneri.it/ e https://www.foit.it/

Si ringrazia ADI – Agenzia Digitale Italiana per la comunicazione dell’evento

A Cuneo un Viaggio nel Futuro del Lavoro con Paolo Capone, segretario generale UGL

Il 5 giugno, alle 9.00, Paolo Capone, Segretario Generale UGL, parteciperà al congresso territoriale dell’Ugl di Cuneo presso Spazio Varco in Via Carlo Pascal. Durante l’evento, si discuterà degli argomenti locali e regionali legati all’occupazione, all’economia e al lavoro. Secondo Capone, la provincia di Cuneo rappresenta un esempio positivo sia dal punto di vista economico che in termini di occupazione. Secondo i dati della Camera di Commercio, ci sono attualmente 263.000 persone impiegate, con un aumento dello 0,6% rispetto al 2021. Il tasso di occupazione, al 70,3%, supera di sette punti quello regionale e di quasi dieci punti quello nazionale. Nonostante questi risultati incoraggianti, Capone sottolinea l’importanza di rimanere vigili e sostiene la necessità di ridurre significativamente le tasse per stimolare la ripresa economica e favorire l’afflusso di liquidità nell’economia reale.

In qualità di rappresentante dell’UGL, Capone afferma che l’organizzazione sta lavorando con il Governo per sostenere una riforma fiscale equa, concentrandosi sulla semplificazione dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef). Inoltre, ritiene essenziale rendere strutturale la riduzione del cuneo fiscale per proteggere i lavoratori colpiti dall’inflazione e promuovere nuove assunzioni.

Attualmente, due delle sfide principali sono la difficoltà delle aziende nel trovare personale e il rallentamento della crescita delle imprese guidate da donne. Capone suggerisce di affrontare queste problematiche tramite programmi di formazione e sostegno all’occupazione, superando l’approccio assistenzialista basato solo sui sussidi indiscriminati, al fine di favorire una progressiva corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro.

Nonostante il turismo abbia registrato un aumento del 30,1% nel 2022, con 1,9 milioni di visitatori, siamo ancora lontani dai livelli pre-pandemici. Pertanto, Capone sottolinea l’importanza di promuovere una collaborazione tra le istituzioni locali, nazionali e le parti sociali per valorizzare le eccellenze del territorio e migliorare le infrastrutture.

Il completamento del nuovo ospedale di Cuneo entro la fine del 2028 rappresenta una sfida fondamentale. Capone conclude ribadendo la richiesta di maggiori investimenti nella sanità per sbloccare le assunzioni di medici e infermieri, garantendo così una reale protezione dei pazienti e la fornitura di servizi essenziali.

 

Per informazioni:

UGL –  Unione Generale del Lavoro:  https://www.ugl.it
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