Ristorante Pizzeria Peppino

Ristorante Pizzeria da Peppino
Via Mercanti, 7 H – Torino
Tel. 011 530570
Aperto tutti i giorni dalle 12,00 alle 14,30 e dalle 19,00 alle 22,30
Chiuso la Domenica

VOTO FINALE: 6+
ATMOSFERA [VOTO: 6]

Silenzioso come un concerto dei Metallica, intimo come una stazione della metro all’ora di punta, quello di Peppino è un locale pacchiano animato da una squadra di donne di temperamento. Grazie al menu fisso e al conto leggerissimo, attira frotte di turisti, manovali in tenuta da lavoro, impiegati in pausa pranzo, coppie agghindate per lo struscio in centro. Non pensate di andare a far salotto: Peppino è un’esperienza mordi e fuggi. Piacevole, col bel tempo, il dehor su via Mercanti.

CUCINA [VOTO: 6]

Con quei prezzi e quel continuo via vai di avventori non ci si può certo aspettare una cucina da stelle Michelin. Peppino va bene per chi ha fretta e non ha tante pretese, ma non si accontenta di un triste tramezzino da bar. Nel menu, sia quello fisso che quello alla carta, si trova di tutto: pizza al tegamino o al mattone, farinata, primi tradizionali (rigatoni al pesto o al ragù, trofie al pomodoro, gnocchi alla bava, penne all’arrabbiata, spaghetti aglio olio e peperoncino), secondi piatti di carne e di pesce (cotoletta alla milanese, scaloppine, costine ala cacciatora, arrosticini alla griglia, sogliola dorata, salmone ai ferri). I contorni sono trascurabili. Dolci nella media.

STAFF [VOTO: 6]

La velocità del servizio è impressionante. Le cameriere alternano modi cortesi e bruschi sfrecciando tra i tavoli senza darsi (e darti) pace.

PREZZI [VOTO: 7]

Un pasto completo più economico di questo, in centro, non esiste. Il menu a prezzo fisso da € 8,50, proposto tutti i giorni tranne il sabato sera e festivi, comprende primo, secondo, contorno, acqua o vino e coperto.

PIATTO FORTE

I secondi, soprattutto di pesce, sono solitamente più convincenti dei primi.

PIATTO DEBOLE

Sarà per i ritmi serrati, ma in cucina scivolano spesso sulla pasta: o è troppo salata, o è troppo cotta, o è poco amalgamata al condimento.

TOILETTE [VOTO: 6]

Piccola, nel seminterrato, con poco ricircolo d’aria, ma tutto sommato decorosa.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Qualche coperto in meno rilasserebbe l’atmosfera e consentirebbe a chi sta in cucina di dare la meritata attenzione ai piatti.

Da Cianci Piola Caffe

Da Cianci Piola Caffe
Largo 4 Marzo 9/b, 10122
Tel. 388 8767003

 
VOTO FINALE: 7+

 

ATMOSFERA [VOTO: 8]

Atmosfera rilassata, pop, spartana, in uno degli angoli più suggestivi di Torino, a due passi dal Duomo. Sempre affollata e rumorosa, Cianci attira il turista in infradito e il fighetto con le Hogan, la comitiva di universitari dal rutto libero e la coppietta. Chi cerca intimità e servizio impeccabile si diriga altrove. Il locale è un buco con arredi rustici e una Mole Antonelliana capovolta appesa al soffitto. D’inverno i tavolini debordano su una veranda riscaldata con stufe a fungo, mentre d’estate si allargano fino ad occupare una larga fetta della piazza. Si consiglia la prenotazione, sempre che qualcuno risponda al telefono. Altrimenti, prepararsi a una lunga anticamera.

CUCINA [VOTO: 7]

Nonostante i ritmi forsennati, la cucina riesce a sfornare a getto continuo piatti invitanti, senza orpelli ma realizzati con ingredienti di qualità. Il menu di impronta piemontese è limitato a pochi piatti. Gli antipasti sono un must: tomini, acciughe al verde, vitello tonnato, flan di verdure, carne cruda, gâteau di patate, giardiniera di verdure e altre prelibatezze locali. Per il primo, la scelta è in genere tra i tajarin e le chicche, da condire con i sughi del giorno (salsiccia zucca e radicchio, ciapinabò porri e gorgonzola, ragù di agnello…). Nelle serate più fredde non manca la pasta e fagioli. Chi preferisce il secondo trova proposte veraci come il coniglio o l’agnello con le patate, la trippa con i ceci, lo stracotto con purea. Per finire in dolcezza, si consigliano la sostanziosa coppa con ricotta mantecata, nocciola, uvetta e cioccolato o la fresca coppa Cianci a base di panna, cioccolato e biscotto, con le fragole d’estate e con il torroncino d’inverno. Non male anche i classici (tiramisù, bonet, panna cotta, bavarese).

STAFF [VOTO: 5]

Servizio sciatto e distratto, affidato a personale giovane non sempre all’altezza di gestire l’allegro caos che regna nel locale. I clienti vengono talvolta trattati in maniera sbrigativa o addirittura rimbalzati senza tante scuse. Da Cianci sanno di poterselo permettere: per ogni cliente perso, ce ne sono altri dieci in coda. È la loro fortuna, ma anche il loro limite.

PREZZI [VOTO: 9]

Il posto ideale per soddisfare il palato con un budget ridotto. Con un antipasto misto, un piatto principale, un dolce, acqua e vino sfuso, si resta sotto i 20 euro a testa. Nel centro storico, un rapporto qualità-prezzo tra i migliori.

PIATTO FORTE

Il mix di antipasti è una girandola di sapori locali da non perdere.

PIATTO DEBOLE

Chi ama il tiramisù con il biscotto ben imbevuto di caffè, qui rimarrà deluso.

TOILETTE [VOTO: 6]

Disordinata ma dignitosa.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Una maggiore cura del cliente, a cominciare dal momento della prenotazione.

Trattoria d’Agata

Trattoria d’Agata
Corso XI Febbraio 6/B
Tel. 011 5214745 – 328 2616354
Orario: dalle 20 alle 23. La domenica aperti anche a pranzo dalle 12 alle 15
Chiuso il lunedì

 
VOTO FINALE: 6/7
ATMOSFERA [VOTO: 7]

Piacevole oasi di pace a due passi da Porta Palazzo. Le due sale con le volte in mattoni a vista sono curate e accoglienti, con luci basse e pochi tavoli sistemati a distanza tale da garantire intimità. Nonostante le tovaglie di carta e i bicchieri Ikea, l’atmosfera è formale, più da ristorante che da trattoria.

CUCINA [VOTO: 7]

Una cucina onesta e sincera. Carta esclusivamente a base di pesce e limitata a pochi piatti, di ispirazione sicula con incursioni in altre regioni di mare. Tra gli antipasti si distinguono gli ottimi bocconcini di baccalà impanati e le deliziose polpette di palamita. In alternativa, insalata polpo, finocchi e pistacchi, cozze ripiene, cannolicchi al gratin, carpaccio di spada, couscous gamberi e melanzane. I primi possono spaziare dai ghiotti paccheri con spada agli spaghetti con gamberi e bottarga. Tra i secondi, la ‘mpanata di calamari e gamberi, l’involtino di branzino alla siciliana, o l’imperdibile tagliata di tonno alla piastra con confettura di cipolle rosse. I dolci della casa sono tutti meritevoli. Su tutti, la tarte tatin estiva (con le pesche), il croccante con zabajone e il tris di cannolini siciliani.

STAFF [VOTO: 7]

Personale molto cortese e discreto, sempre disponibile a raccontare i piatti e consigliare i vini, prodigo nel rifornire continuamente acqua e pane. Talvolta il meccanismo del servizio si inceppa e i tempi di attesa si allungano.

PREZZI [VOTO: 6]

Per un cena a base di pesce, i prezzi sono tutto sommato ragionevoli (siamo sui 30-35 euro a testa, se non si eccede col vino). Antipasti tra i 9 e i 13 euro, primi a 11 euro, secondi a 16, dolci a 6 euro. In alternativa, il menu degustazione da 45 euro (tre antipasti, primo, secondo, dolce, zibibbo, caffè). Acqua, pane e bruschettine a volontà, offerti dalla casa.

PIATTO FORTE

Le polpette di palamita o di tonno sono un piacere che non vorresti finisse mai, sia nella versione in umido che nella versione in carpione, servita a temperatura ambiente.

PIATTO DEBOLE

Attenzione alla cottura della pasta! Le pappardelle, proposte alla calabrese con polpo e olive nere, sono gustose ma andrebbero tenute molto più al dente.

TOILETTE [VOTO: 8]

In ordine, pulita.

CONSIGLIO NON RICHIESTO

Brrrrr! Un paio di stufe in più, d’inverno.