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L’assistente sociale nello studio legale: perchè?

L’assistente sociale nello studio legale: perchè?

17 ottobre 2018 |

Attualmente, alcuni Studi Legali offrono svariati servizi non solo a carattere Legale bensì funzionali e strumentali a quella che è la professione Forense specifica. Il motivo di questa scelta è per essere sempre più vicini alla clientela ed offrire tutto ciò di cui questa abbia necessità.

Oggigiorno non è raro che alcuni Studi Legali collaborino con Psicologi, e questo è comprensibile, ma è quantomai sporadico che la collaborazione avvenga con un’ Assistente Sociale e quindi forse la domanda potrebbe nascere spontanea “Perché l’assistente sociale in uno studio legale?” Non nasce altrettanto spontanea la risposta, anche perché siamo abituati a riconoscere gli Assistenti Sociali all’interno della Pubblica Amministrazione come longa manus di questa. Tuttavia sfaterei questa idea per spiegare la molteplicità di sfaccettature e la duttilità della mia professione e quindi anche la grande opportunità in uno Studio Legale, esponendo in questo articolo i motivi e l’utilità della mia professione in ambito Legale e Giuridico, partendo dal presupposto che ritengo la collaborazione tra legali ed assistenti sociali una risorsa preziosa che permette di valutare i procedimenti giudiziari come un’occasione di crescita e confronto per le famiglie, diminuendo se non addirittura eliminando guerriglie tra partners, genitori e servizi sociali pubblici.

Oltre alla collaborazione per l’attivazione della pratica collaborativa nelle situazioni di separazione coniugale o definizione di accordi per l’affidamento dei figli di coppie di fatto (Consulenze tecniche di parte), l’Assistente Sociale nello Studio Legale si occupa di varie attività, che qui di seguito illustro:

  • consulenze sociali inerenti la tutela dei soggetti fragili (amministrazione di sostegno, tutela e curatela), nonché fornendo l’opportunità di ricoprire il ruolo di Amministratori di Sostegno, Tutori, Curatori;
  • consulenze familiari nelle situazioni di forte conflittualità tra i coniugi che non rende possibile la pratica collaborativa. E’ possibile attivare questa pratica solo con il consenso di entrambi i coniugi e degli avvocati di entrambi. Questa modalità, attivata tempestivamente può evitare il coinvolgimento da parte dell’Autorità Giudiziaria dei servizi sociali perchè in genere permette di lavorare attivamente sul conflitto attraverso decisioni concrete quotidiane e un monitoraggio della situazione costante;
  • accompagnamento socio-clinico di soggetti in carico ai servizi sociali che faticano a stabilire un rapporto collaborativo con questi ultimi, o che possono aver perso la fiducia nei professionisti dell’Ente pubblico per svariate motivazioni tra cui lentezza delle risposte dalla Pubblica Amministrazione oppure e anche per la loro percezione, di una situazione che non potrà mai cambiare. In questi casi le attività che normalmente svolgiamo quali Assistenti Sociali sono di vario tipo:
    • colloqui con questi per chiarire la loro posizione rispetto ai servizi sociali;
    • riunioni di confronto con i servizi sociali;
    • analisi delle possibilità di miglioramento nella relazione servizi sociali-singolo soggetto e definizione di strategie di soluzione;
    • possibile monitoraggio periodico della situazione di questi soggetti sia con questi ultimi sia con i servizi sociali;
    • redazione di relazioni per il Tribunale;
  • consulenza sociale per coloro con situazioni familiari complesse e che, non solo hanno necessità di consigli Legali su come procedere dal punto giuridico e non, ma hanno anche necessità dal punto di vista relazionale ed educativo (es. ‘come comunico al mio bambino che voglio separarmi?’, ‘cosa posso fare con mia figlia che ho scoperto che frequenta online uomini adulti?’, ‘mio marito mi picchia ma se denuncio ho paura di perdere i miei bambini’, ‘mio figlio è stato denunciato e non so cosa succederà’). La conoscenza dei servizi sociali e delle forze dell’ordine di molti territori permette alla mia categoria professionale un accesso privilegiato ai professionisti incaricati dagli Enti sia per avere informazioni circa le risorse attivabili sui diversi territori sia per le procedure specifiche da seguire per effettuare richieste di attivazione dei servizi;
  • accompagnamento socio clinico per genitori stranieri che non parlano italiano e che non trovano supporto da parte dei servizi sociali competenti per svariati motivi tra cui problematiche tanto linguistiche che culturali ovvero per mancanza di fiducia con l’Ente laddove i rapporti con questo si siano già logorati.
  • valutazioni socio-cliniche quale Perito di Parte in procedimenti Giudiziari o qualora ve ne sia la necessità.
  • redazioni relazioni per il Tribunale in tutti i casi sopra descritti in cui vi sia la necessità.

Quindi si capisce bene che l’Assistente Sociale, quale Libero Professionista, opera materialmente in vari ambiti e fornisce un’utile, se non addirittura indispensabile, apporto ad uno Studio Legale; il tutto a vantaggio di colui che viene ad averne necessità. Pertanto ora, quando sentirete dire o scoprirete che tra i componenti di uno Studio Legale vi sono anche gli assistenti sociali non vi chiederete più il “Perché?” bensì potrete esclamare “Finalmente!”.

Dott.ssa Chiara Moliterni

Studio Legale Franzetta Dassano

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