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L’arte è teatro. Il «Carousel» di Paolo Ventura

L’arte è teatro. Il «Carousel» di Paolo Ventura

20 ottobre 2020 |

«Ho fotografato storie di guerra, magia, abbandono, e piano piano, inconsapevolmente, mi sono trovato a rifare quello che facevo da ragazzo in quel luogo, nascondermi nei miei mondi immaginari e inventare storie». Un artista multiforme, versatile, eclettico, visionario, che nella sua ricerca abbraccia fotografia, pittura, scultura e teatro, unendo capacità manuale e abilità nella costruzione scenica con una personalissima visione poetica del mondo che ne fanno oggi uno degli artisti italiani più riconosciuti e apprezzati in Italia e all’estero.

IsolaDelGiglio (da G.R. Grazia Ricevuta) 2020

Paolo Ventura costruisce con maniacale perizia vere e proprie scenografie all’interno delle quali prendono vita brevi storie fiabesche e surreali, immortalate poi dalla macchina fotografica. I suoi set ospitano un mondo bizzarro, onirico, struggente, talvolta inquietante.

Nato a Milano nel 1968, dove tuttora vive e lavora, Paolo Ventura (il padre, Piero, era un noto autore di libri per bambini) inizia a lavorare come fotografo di moda collaborando con le più importanti testate femminili, per poi, all’inizio degli anni Duemila, trasferirsi a New York dove prende le distanze dal mondo della carta patinata e si dedica ai suoi progetti artistici.

Teatro Ruzzier (da G.R.Grazia Rivetuta) 2019

Fino all’8 dicembre CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia rende omaggio a Paolo Ventura con «Carousel», mostra curata da Walter Guadagnini in collaborazione con Monica Poggi, un percorso espositivo di grande suggestione che ripercorre i momenti salienti di quindici anni di carriera, raccontandone passioni, ossessioni, travestimenti e divertissement. Troviamo i progetti più iconici della prima fase della sua produzione come «War Souvenir» (2005), corpus fotografico che rievoca storie e atmosfere dell’Italia della seconda guerra mondiale, «L’Automa» dove allestisce nei minimi particolari un quartiere di Venezia del tutto inventato, «Lo zuavo scomparso» e «Winter Stories».

Behind the Walls#02 (da Behind the Walls) 2011

Con le «Short Stories» inizia una fase nuova della sua ricerca: di ritorno dagli States si stabilisce nel borgo aretino di Anghiari, dove, all’interno di uno studio ricavato da un vecchio fienile, allestisce una pedana e un fondale su cui lui stesso impersona, insieme alla moglie Kim e al figlio Primo, brevi vicende paradossali e fiabesche. Ama travestire se stesso e i suoi familiari facendo loro interpretare soldati, acrobati da circo, clown addormentati, anonimi bottegai, improvvisati maghi, uomini con il cappello e la valigia.

Autoritratto in costume di A, 2017

Il doppio, il vero e il falso, il gusto per il gioco, lo sguardo al passato, sono alcuni dei tratti che ricorrono costantemente nel lavoro di Paolo Ventura, con un’assoluta commistione di linguaggi che comprende disegni, maschere di cartapesta, vecchi costumi teatrali, modellini, piccoli burattini. Ma Paolo Ventura è un fotografo? Sì, un fotografo di storie che non esistevano, se non nella memoria o nell’immaginazione, storie che vengono ‘messe in scena’, rese tridimensionali per essere fotografate e diventare vere. Fotografo ma al tempo stesso pittore, favolista, illustratore, scenografo, artigiano, scultore e costumista. Una ricerca artistica ibrida che attinge a tutti i generi, all’interno della quale l’importanza della pittura e del disegno è confermata anche dalla recente mostra alla Weinstein Hammons gallery di Minneapolis (Usa), dove ha esposto i suoi «Quarantine Diary», cinquantasei acrilici su carta realizzati durante i mesi di lockdown e dove ad essere protagonisti sono gli oggetti quotidiani.

Primo Jack, 2018

In mostra troviamo due nuovi e inediti progetti, «Grazia Ricevuta», rivisitazione affettuosamente ironica del tema dell’ex voto, che Paolo Ventura naturalmente rielabora a partire dalla manipolazione dell’immagine, e «La Gamba Ritrovata», dove torna sulla rappresentazione della guerra, senza dimenticare i lavori preparatori per le scenografie dell’opera Carousel di Rodgers e Hammerstein per la Lyric Opera di Chicago e quelle di Pagliacci di Leoncavallo per il Regio di Torino.

www.camera.to

Emanuele Rebuffini

Automaton#02 (da The Automaton) 2010

 

 

 

 

«È materia delicata». L’arte di Gregorio Botta

«È materia delicata». L’arte di Gregorio Botta

7 ottobre 2020 |

«Pratico un’arte del togliere, del poco, del meno, sperando di arrivare a un’arte del niente». Lastre di piombo segnate da ferite-sorgenti da cui sgorga acqua. Diafani alabastri che lasciano trasparire dall’interno foglie d’oro. (altro…)

Spostare i limiti: 17 artiste alla Fondazione Merz

Spostare i limiti: 17 artiste alla Fondazione Merz

28 settembre 2020 |

Un cubo sembra fluttuare leggero nello spazio ma avvicinandosi si scopre che è fatto con fini tubi di acciaio, simili a filo spinato, che lo rendono respingente, anzi “Impenetrable”, come recita il titolo dell’installazione della libanese Mona Hatoun (1952), una delle 17 artiste protagoniste di «PUSH THE LIMITS», progetto espositivo corale tutto al femminile che la Fondazione Merz ospita fino al 31 gennaio. (altro…)

Da maestro ad allievo. «Transmissions people-to-people» al Museo del Risorgimento

Da maestro ad allievo. «Transmissions people-to-people» al Museo del Risorgimento

21 settembre 2020 |

Un bambino del Mali affascinato dall’indaco diventato creatore di tessuti, un’impiegata di banca giapponese diventata un’artista di washi di fama mondiale, un apprendista calderaio, oggi maestro orafo nel gruppo Hermés, (altro…)

Viaggio al termine della forma. Alla GAM i Maestri della fotografia non oggettiva

Viaggio al termine della forma. Alla GAM i Maestri della fotografia non oggettiva

3 settembre 2020 |

Ossidazioni, idrogrammi, inversioni tonali, immagini solarizzate, sfere liquide, cerchi luminosi macchie biomorfe, vibrazioni visive, matasse filanti: 50 immagini che raccontano la transizione dalla fotografia oggettiva al non figurativo tra la metà degli anni Trenta e la fine dei Cinquanta, grazie a sette grandi fotografi italiani capaci di rivoluzionare il linguaggio fotografico attraverso la sperimentazione di nuove tecniche. (altro…)

Da Capa a Ghirri. La Collezione Bertero tra «Memoria e Passione»

Da Capa a Ghirri. La Collezione Bertero tra «Memoria e Passione»

29 giugno 2020 |

«Per me il valore primario di una fotografia è il suo valore di documento, di testimonianza di un certo evento, di un certo momento storico, è la memoria delle persone, di ognuno di noi». Nel 1998, in occasione di Artissima, Guido Bertero, appassionato collezionista di arte moderna e contemporanea, acquista per le figlie due fotografie dell’artista americana Jan Groover. (altro…)

Nudità e moda. Helmut Newton alla GAM

Nudità e moda. Helmut Newton alla GAM

12 giugno 2020 |

«Fotografo ciò che mi attrae, le cose che trovo interessanti o belle. Il tipo di mondo che vorrei. Non è il mondo in cui vivo». Fino al 20 settembre la GAM di Torino ospita «Works», retrospettiva dedicata al fotografo di moda più famoso del XX secolo, Helmut Newton, organizzata in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino, in occasione del centenario della nascita dell’artista (Berlino, 1920. Morirà a Los Angeles nel 2004) . (altro…)

«Aletheia». De Bruyckere alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

«Aletheia». De Bruyckere alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

8 gennaio 2020 |

Opere dal forte impatto emotivo, cariche di drammaticità e pervase di crudeltà, che indagano sulla condizione umana e su temi universali come il dolore, la violenza del mondo, il corpo, la memoria, la redenzione. Fino al 15 marzo la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita «Aletheia», mostra dell’artista belga Berlinde De Bruyckere (Gand, 1964), curata da Irene Calderoni. (altro…)

Samuel Stern: l’incubo ha un nuovo avversario!

Samuel Stern: l’incubo ha un nuovo avversario!

17 dicembre 2019 |

Un po’ Dylan Dog, un po’ The Exorcist (la serie targata Fox). Ecco “Samuel Stern”, il nuovo fumetto horror, creato da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro. Una coraggiosa scommessa per l’editoria a fumetti italiana, quella lanciata dalla giovane BUGS Comics con questa serie mensile distribuita in edicola. (altro…)

L’Arte come Vuoto: l’enigmatico Emilio Prini alla Fondazione Merz

L’Arte come Vuoto: l’enigmatico Emilio Prini alla Fondazione Merz

6 dicembre 2019 |

Il 27 settembre del 1967, a Genova, alla Galleria La Bertesca, “nasceva” l’Arte povera. Quella sera si inaugurava la mostra Arte povera Im-Spazio, curata da Germano Celant. Tra gli artisti selezionati, Giulio Paolini, Piero Gilardi, Michelangelo Pistoletto Luciano Fabro, Pino Pascali…ed Emilio Prini, presente con l’opera Perimetro d’aria. Originario di Stresa (dove nacque nel 1943), Prini è stato il più concettuale tra gli esponenti dell’Arte povera, “un artista che si muove nel vuoto” (la definizione è di Celant), geniale, sfuggente, enigmatico, ironico, provocatore. Fino al 9 febbraio la Fondazione Merz omaggia Emilio Prini con una mostra che raccoglie oltre quaranta opere dal 1966 al 2016 (l’anno della morte, a Roma). (altro…)

Sodalizio di titani: Uri Caine e Paolo Fresu al Folkclub

Sodalizio di titani: Uri Caine e Paolo Fresu al Folkclub

20 novembre 2019 |

Due dei più grandi musicisti jazz contemporanei si incontrano giovedì 21 novembre al Folkclub per uno dei concerti più importanti della stagione. La tromba lirica e sognante di Paolo Fresu, con il suo timbro malinconico e onirico, si sposa a meraviglia con il pianismo di Uri Caine, fatto di mille citazioni, dalla canzone americana, al blues, dal jazz più mainstream all’avanguardia fino alla musica classica, genere che Uri Caine ha riveduto e corretto secondo i suoi parametri personali.

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Tutte le donne di Man Ray

Tutte le donne di Man Ray

11 novembre 2019 |

Man Ray, al secolo Emmanuel Radnitzky o l’uomo “dalla testa di lanterna magica” come lo chiamava André Breton, nasceva il 27 agosto del 1890 in una famiglia di immigrati russi di origine ebraica di Philadelphia. Nel 1912 inizia a firmare le sue opere con lo pseudonimo di “uomo raggio”, conosce Marcel Duchamps e nel 1920 lo segue a Parigi, dove diventa il ritrattista prediletto del mondo intellettuale e della moda. Protagonista assoluto del dadaismo e del surrealismo, tornerà a Parigi dopo la guerra e lì morirà nel 1976.

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Musica: Bollani & Valdes, Guidi & Bosso, Roberto Vecchioni

Musica: Bollani & Valdes, Guidi & Bosso, Roberto Vecchioni

4 novembre 2019 |

Nella settimana musicale torinese segnaliamo tre appuntamenti di grande spessore: martedì 5 novembre Stefano Bollani ritorna a Torino per suonare insieme a Chucho Valdés all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto; venerdì 8 novembre due astri del jazz contemporaneo come Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso presentano al Folkclub il loro nuovo progetto musicale The Revolutionary Brotherhood; sabato 9 novembre Roberto Vecchioni è al Teatro Colosseo con il suo Infinito Tour. (altro…)

Capossela al Teatro Colosseo, Andersen al Folkclub

Capossela al Teatro Colosseo, Andersen al Folkclub

22 ottobre 2019 |

La settimana musicale torinese offre due imperdibili concerti: giovedì 24 ottobre il Teatro Colosseo torna ad ospitare lo smisurato talento del cantautore irpino Vinicio Capossela, che presenta l’undicesimo disco della sua multiforme carriera, «Ballate per uomini e bestie», che si è aggiudicato la Targa Tenco; mentre venerdì 25 ottobre Eric Andersen, uno dei più importanti cantautori americani, è atteso sul palco del Folkclub accompagnato dalla mitica violinista Scarlet Rivera.  

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«Rumori fuori scena». Al Teatro Carignano con Valerio Binasco e Milvia Marigliano

«Rumori fuori scena». Al Teatro Carignano con Valerio Binasco e Milvia Marigliano

17 ottobre 2019 |

«Sto iniziando a capire come si è sentito Dio quando si è seduto nell’oscurità a creare il mondo» (Lloyd Dallas): fino al 27 ottobre il Teatro Carignano ospita, in prima nazionale, «Rumori fuori scena» dello scrittore e drammaturgo inglese Michael Frayn, per la regia di Valerio Binasco. (altro…)