Arte Povera e Natura. Capolavori “ecologisti” alle OGR

“Dai nodi del legno si vede da che parte l’albero svettava nel cielo, da che parte assorbiva la luce del sud, se nato in un bosco affollato, in un prato o ai bordi del bosco”: così scriveva Giuseppe Penone nel 1970, poco dopo avere iniziato a realizzare le sue opere più iconiche, intagliando e scavando attorno ai nodi visibili nel legno di travi industriali per fare emergere il tronco e i rami dell’albero. Con i suoi gesti invertiva il processo di industrializzazione dei materiali. Penone e gli altri protagonisti dell’Arte Povera indagavano la realtà dell’esperienza fisica, incanalavano nelle loro opere l’energia invisibile che scorre nel mondo, usavano materiali comuni, rendevano percepibile una consapevolezza corporea del mondo sensibile. Vitali, ottimisti, pacifisti e anarchici, con le loro opere sono stati precursori dei temi e delle sfide dell’ecologia contemporanea.

Giuseppe Penone
Essere fiume (To Be a River), 2000
Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
Photo © Archivio Penon

Fino al 22 settembre le OGR di Torino ospitano la mostra «Naturecultures. Arte e Natura dall’Arte povera a oggi», 25 opere appartenenti della collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e che hanno la loro abituale “casa” al Castello di Rivoli.

Piero Gilardi
Mare con gabbiano (Sea with Seagull), 1967
Collezione / Collection Fondazione Centro Studi Piero Gilardi

Tra i capolavori in mostra figurano la Venere degli stracci (1967), di Michelangelo Pistoletto, opera cult della counterculture negli anni Sessanta che ha anticipato le tematiche del riciclo dei materiali, gli “Alberi”, di 5 e di 11 metri, di Giuseppe Penone. Quindi i “tappeti natura” di Piero Gilardi (Mare con gabbiano del 1967), le installazioni di Giovanni Anselmo, le strutture ghiaccianti di Pier Paolo Calzolari e quelle in ferro di Jannis Kounellis, gli Igloo di Mario Merz ed il violino di paraffina di Marisa Merz, la Tenda di Gilberto Zorio (1967).

Pier Paolo Calzolari
Scalea (mi rfea pra) (Monumental Staircase – mi rfeapra), 1968
Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea,
Rivoli-Torino
Photo Paolo Pellion

Accanto ai capolavori storici dei Maestri dell’Arte Povera troviamo anche opere di Richard Long (Romulus Circle del 1994), Amar Kanwar ed Agnieszka Kurant, che testimoniano come il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile siano diventati temi centrale nella ricerca artistica contemporanea.

La mostra è curata da Carolyn Christov-Bakargiev e da Marcella Beccaria.

www.ogrtorino.it

Emanuele Rebuffini

Photo Luigi De Palma