A Bistagno e Torino arrivano i documentari a tema ambientale di Rural Film Fest

Dal 17 gennaio al 20 marzo alla Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno (AL) torna il Rural Film Fest. La rassegna di cinema documentario a tematica ambientale e contadina è organizzata dal Museo comunale in collaborazione con ARI Associazione Rurale Italiana, continuando la felice collaborazione con il Centro Internazionale Crocevia e il suo ricco archivio multimediale Mediateca delle Terre, che raccoglie migliaia di audiovisivi a testimonianza di culture, tradizioni e paesi diversi, messi periodicamente in mostra con il Festival delle Terre di Roma.

Come nelle edizioni precedenti, tutte caratterizzate da una notevole partecipazione di pubblico, le proiezioni sono a cadenza quindicinale alle 21 del venerdì per favorire la presenza anche di chi lavora la terra. L’ingresso è gratuito e sono previsti approfondimenti, incontri e degustazioni.

“Il sangue verde” di Andrea Segre apre simbolicamente la rassegna in ricordo dei drammatici scontri di Rosarno che ebbero luogo nella cittadina calabrese esattamente10 anni fa; ospite della prima serata, venerdì 17 gennaio, sarà Nino Quaranta, contadino cooperativo e responsabile di Ari Calabria, che porterà un aggiornamento sulla situazione dei braccianti immigrati, in dialogo con Chiara Lanzi (direttore della Gipsoteca di Bistagno) e Fabrizio Garbarino (presidente ARI).

Una novità di questa quarta edizione è la collaborazione con il CAI Sezione Uget di Torino, presso la cui sede al Parco della Tesoriera saranno proiettati due dei film documentari selezionati dal Rural, scelti per l’interesse che possono costituire anche per un pubblico appassionato di montagna: giovedì 12 marzo ore 21.

“Entroterra. Memorie e desideri delle montagne minori” di Andrea Chiloiro, Riccardo Franchini, Giovanni Labriola, Matteo Ragno (Italia 2018, 58 minuti) dedicato al tema dello spopolamento dei territori montani della dorsale appenninica e giovedì 26 marzo ore 21 “The Devil we know” di Stephanie Soechtig (USA 2018, 88 minuti) sull’inquinamento da PFAS che riguarda anche l’impermeabilizzazione dei tessuti e quindi in particolare l’abbigliamento tecnico per outdoor.

Programma

Venerdì 17 gennaio 2020, ore 21,00

Il sangue verde di Andrea Segre (Italia 2010, 57 minuti)

Dieci anni fa esatti: nel gennaio del 2010, a Rosarno in Calabria, esplode la rabbia dei braccianti agricoli immigrati, sfruttati nella raccolta delle arance e ridotti in disumane condizioni di ingiustizia e degrado. Il documentario raccoglie le testimonianze di sette protagonisti di quelle vicende, riportando al centro dell’attenzione la dignità e il coraggio di centinaia di ragazzi che dalle loro terre di origine si sono messi in viaggio per salvare o cambiare la loro vita: ne nasce un racconto in prima persona, alternato alla messa in scena delle contraddizioni della politica italiana e alla memoria storica narrata dalle immagini di documentari sul lavoro di contadini italiani nel Meridione degli anni Sessanta.

Venerdì 31 gennaio 2020, ore 21,00

Burkinabe Bounty. Agroecology in Burkina Faso di Iara Lee – Cultures of Resistance (Brasile-Korea 2018, 36 minuti)

Donne che ottengono l’indipendenza economica vendendo birra artigianale “dolo”; giovani che marciano nelle strade contro compagnie come la Monsanto; musicisti hip-hop che fondano le proprie fattorie e rilanciano lo spirito rivoluzionario di Thomas Sankara attraverso la loro musica. Il documentario racconta la resistenza agricola e la lotta per la sovranità alimentare del Burkina Faso, un piccolo paese senza sbocco sul mare dell’Africa occidentale, e narra le vicende di agricoltori, attivisti, studenti, artisti e le loro tattiche creative per riprendere il controllo del cibo, dei semi e del futuro, recuperando la propria terra e difendendo le proprie tradizioni dall’invasione dell’agroindustria aziendale.

Venerdì 14 febbraio 2020, ore 21,00

NBT (New Breeding Techniques). I nuovi OGM di Danilo Licciardello e Simone Ciani (Italia-Francia 2018, 26 minuti)

L’esiguo gruppo di grandi aziende che si divide oltre il 70% del mercato mondiale delle sementi, afferma di aver messo a punto, nei suoi centri di ricerca, nuove tecniche di ingegneria genetica in grado di intervenire sul DNA di una pianta, attivando processi equiparabili a quelli presenti in natura. Ci dicono che con le NBT (New Breeding Techniques) terremo lontani i parassiti, avremo piante resistenti al cambiamento climatico e ridurremo la fame nel mondo. Movimenti contadini organizzati e parte del mondo scientifico affermano però che le NBT non sono altro che OGM nascosti e che il rischio che nelle campagne europee “insieme al polline volino anche brevetti” non è mai stato così alto.

Venerdì 28 febbraio 2020, ore 21,00

Con quale diritto di Claudio Papalia e Tiziana Ripani (Italia 2019, 70 minuti)

Cinque anni di indagine partecipante e osservativa su movimenti territoriali ambientalisti e sociali che, in lunghe resistenze responsabili, sostengono e sperimentano una socialità coerente con i diritti della Terra e dei viventi: contadini capaci di praticare un’agroecologia efficace per i bisogni primari; attivisti e studiosi in contrasto con i modelli economici di dominio; realtà territoriali capaci di maturare nuovi saperi, visioni e paradigmi. Ne risulta un germoglio di discorso coerente, uno stimolo all’elaborazione organica, un incoraggiamento all’autostima dei movimenti per rispondere al bisogno di nuove dimensioni di lotta politica per l’autogoverno ecologico e solidale: bisogno ormai palese e diffuso e particolarmente acuto nel malessere di un’Europa deficitaria di coesione sociale e di cultura innovativa.

Venerdì 13 marzo 2020 (e giovedì 12 marzo al CAI UGET Torino), ore 21,00

Entroterra. Memorie e desideri delle montagne minori di Andrea Chiloiro, Riccardo Franchini, Giovanni Labriola, Matteo Ragno (Italia 2018, 58 minuti)

Sono centinaia i paesi, le borgate e le frazioni abbandonate e sparse lungo tutta la dorsale appenninica. Sono la traccia sul territorio della marginalità delle aree interne e insieme il simbolo dei cortocircuiti di univoci modelli di sviluppo che troppo spesso hanno condotto altrove chi vi abitava. Oggi questa montagna minore è ancora vissuta. Il film, tratto da un’esperienza di viaggio e di ricerca, ricostruisce i recenti processi di spopolamento di territori molto distanti fra loro. Dall’Emilia alla Calabria, dalla Campania all’Abruzzo, storie, luoghi e personaggi si intrecciano in un’unica voce appenninica, in cui eventi e tendenze affini rivelano nuove prospettive e possibili radicamenti in alta quota.

Venerdì 27 marzo 2020 ( e giovedì 26 marzo al CAI UGET Torino), ore 21,00

The Devil we know di Stephanie Soechtig (USA 2018, 88 minuti)

Il docufilm narra la vicenda della contaminazione ambientale da PFAS in West Virginia, USA, e la relativa class-action dei cittadini della Ohio Valley contro il colosso chimico DuPont. Siamo tra il 1960 e il 2014, anno in cui la seconda sessione dei processi si chiude positivamente per la popolazione, risarcita per lesioni alla salute e danni di altra natura giuridicamente riconosciuti dalla legislazione americana. Un documentario sconcertante anche per i parallelismi e le connessioni con il caso Veneto – ben più grave – al quale offrirà nuovi elementi d’indagine, mostrando con forza e lucidità la lotta della popolazione per il diritto ad avere acqua pulita e ad essere informati sui danni alla salute causati dall’esposizione ai contaminanti chimici, occultati dai poteri economici ed amministrativi.

Autore: Gabriele Farina

Blogger, scrittore, regista, poeta, in fondo narratore di storie. Nel 2005 nasce il suo storico blog Vita di un IO