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Forse è un miracolo, cammino nell’acqua

Forse è un miracolo, cammino nell’acqua

20 luglio 2020 |

Quest’anno sono meno creativa ed entusiasta. Ho tante amiche ed amici di cui parlare sul mio blog di Quotidiano Piemontese, ma ho perso un po’ le fila delle loro storie, perdonatemi. Ad esempio sono dei mesi che non parlo di Valentina Tomirotti. 

Rimedio subito con questa bellissima immagine, che ho carpito da Instagram

“Ho copiato da Gesù, che camminava sull’acqua – scrive nel commento – io invece cammino nell’acqua e visto che normalmente non cammino mai, potrebbe essere un miracolo!”.

Adoro questo genere di ironia sulla disabilità, che è propria dell’arguta autrice dei #perdire!

Mi verrebbe voglia di imitarla e lanciare un hashtag mentre sono a mollo! Prima però devo procurarmi un paio di occhiali da sole fashion come i suoi 😉

A disabilandia si tromba, fatevene una ragione!

A disabilandia si tromba, fatevene una ragione!

15 dicembre 2018 |

Cominciamo a parlare di un paio di gambe molto particolari ed ironiche, quelle di Marina Cuollo, autrice di A disabilandia si tromba, edito dalla Sperling & Kupfler e recensito da Mara Maionchi. Il titolo è volutamente provocatorio, vuole sottolineare l’eguaglianza tra disabili e normodotati, in tutti gli aspetti della vita, anche quello della sessualità (no, noi disabili non siamo angeli asessuati!).

Sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po’ incazzata con il mondo per dire la sua. -afferma Marina all’inizio del libro – Sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la Melnick Needles, che non è una marca di siringhe ma un’osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. Uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. L’autrice è nata a Napoli nel 1981e non è affatto adatta al ruolo di macchietta in cui molti non disabili vorrebbero relegarla. Ha una laurea in scienze biologiche ed è dottore di ricerca in processi biologici e biomolecole, grafica pubblicitaria e scrittrice umoristica. Marina irride con vena caustica i comportamenti assurdi del normodato medio, quando si imbatte nelle persone con disabilità.

Affonda particolarmente il coltello raccontando del mondo del lavoro dei pregiudizi e le discriminazioni, come la volta in cui le proposero di essere pagata per non fare nulla, se non comparire in dépliant ed occasioni pubbliche, per testimoniare l’apertura al sociale dell’azienda.

Convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, Marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna cinica ed esilarante tabù e  preconcetti.citazione dalla copertina. Consiglio vivamente di leggerlo. A disabilandia si tromba dovrebbe fare parte per legge della formazione degli addetti alla selezione del personale! Cosa aspettate? Accatevillo, direbbero i partenopei !