Cambiare il fornitore di energia elettrica sarà più facile

 

Cambiare il fornitore di energia elettrica potrebbe essere una valida soluzione per cercare di ridurre le spese delle utenze domestiche. Se quindi pensate che gli importi delle vostre bollette di luce e gas siano troppo elevati e non proporzionali ai vostri consumi reali, vi suggeriamo di leggere con attenzione questa guida che spiega dettagliatamente come risparmiare sulla bolletta della luce. Prima di cambiare fornitore vi consigliamo di fare anche una valutazione delle vostre abitudini di consumo e del grado di efficienza energetica della vostra abitazione. In questo modo potrete individuare eventuali fonti di spreco e ottimizzare l’impiego delle risorse.

Un’altra possibilità da considerare potrebbe essere quella di valutare con attenzione le voci indicati nelle bollette, cercando di capire affettivamente quali costi incidono maggiormente. In questo caso meglio accedere alla sezione per i consumatori del sito dell’Aeegsi – l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico – e consultare la guida “La bolletta spiegata”, in cui sono spiegate in modo chiaro e semplice tutte le voci e i costi indicati nelle bollette. Se anche questo tentativo dovesse fallire, allora vuol dire che è arrivato davvero il momento di cambiare il fornitore di energia elettrica.

Cambiare il fornitore di energia elettrica: casa succederà dal 1° giugno 2016?

Cambiare fornitore di energia elettrica è senza dubbio possibile e dal prossimo 1° giugno 2016 le procedure di migrazione diventeranno ancora più rapide e semplici grazie all’attuazione del Sistema Informativo Integrato (SII). Fortemente voluto dall’Autorità per l’Energia, il SII sarà una vera e propria banca dati nazionale e conterrà tutte le informazioni relative ai consumatori. Lo scopo di questo nuovo sistema informativo è verificare che tutte procedure previste in questi casi siano rispettate e che quindi tutti i diritti degli utenti siano tutelati.

Grazie alla creazione del Sistema Informativo Integrato, l’utente che decide di cambiare fornitore di energia elettrica sarà più tutelato e non dovrà più interagire con l’ex fornitore. Sarà infatti la nuova compagnia a gestire tutte le procedure e a verificare la situazione del potenziale cliente accedendo – proprio attraverso il SII – alle informazioni necessarie. Sarà sempre il nuovo fornitore a gestire tutti le fasi di attivazione del servizio, garantendo inoltre un servizio rapido e senza complicazioni.

L’altro grande vantaggio riguarda la tempistica. Infatti per effettuare lo switching, ovvero per cambiare il fornitore di energia elettrica, non bisognerà attendere più di tre settimane. Sostanzialmente verranno seguite le stesse procedure previste per la telefonia fissa e mobile. Anche in questo caso, l’attuazione del nuovo sistema avverrà in modo progressivo e sarà preceduta da una “fase sperimentale”. In questo modo sarà possibile attuare dei miglioramenti e preparare gli utenti al passaggio verso il mercato libero.

Quali sono le garanzie per i fornitori?

Oltra a tutelare i consumatori, il SII prevederà anche la possibilità tutelare maggiormente il fornitore. Infatti, attraverso lo «switching con riserva», l’operatore avrà la possibilità di ritirare, entro i tempi prestabiliti, la richiesta del cliente qualora questo risultasse avere una situazione critica. Anche le modalità per lo scioglimento e l’attivazione di un nuovo contratto di fornitura verranno semplificate e rese molto più veloci. Con questo nuovo strumento, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha rinnovato il suo impegno per la creazione di un mercato orientato alla concorrenza e alla trasparenza e quindi pronto al passaggio al mercato libero.

SDL Centrostudi ha un nuovo Presidente: l’ex magistrato Piero Calabrò

Il dott. Piero Calabrò lascia l’incarico in magistratura per occuparsi a tempo pieno di illeciti bancari in difesa dei correntisti e a fianco della più importante società di settore.
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Piero Calabrò - SDL Centrostudi
Avv. Piero Calabrò | SDL Centrostudi

Brescia  – L’Assemblea degli azionisti di SDL Centrostudi S.p.A., società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario,  dopo aver ringraziato il Presidente uscente Dott. Pierfelice Minoia per il lavoro svolto a favore della Società ha provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2015-2018 che risulta così composto: Piero Calabrò, Sandro Musso e Pierfelice Minoia che mantiene anche la carica di Direttore Commerciale.

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La carica di Presidente viene assunta dal dott. Piero Calabrò che, lasciata la carica di Magistrato e Giudice del Tribunale di Lecco, pone la sua nuova attività di Legality Manager al servizio di SDL Centrostudi S.p.A.

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Nato a Desio (MI) da madre lombarda e padre calabrese, Piero Calabrò, dopo il liceo scientifico a Monza, si iscrive all’Università degli Studi di Milano e contemporaneamente ottiene un incarico triennale presso un primario istituto bancario nazionale. Questa prima esperienza di lavoro fornirà i primi stimoli ad occuparsi dei fenomeni e delle problematiche operative del sistema bancario. Laureatosi giovanissimo a 23 anni in Giurisprudenza, fa il suo ingresso in magistratura ad appena 25 anni, diventando nel 1979 il più giovane magistrato italiano e prestando giuramento durante la storica Presidenza della Repubblica di Sandro Pertini. In magistratura si è quasi sempre occupato del settore civile (con una prestigiosa escursione nel settore penale quale componente del “Tribunale dei Ministri”), emettendo svariate importanti sentenze che hanno contraddistinto il suo percorso professionale, tra le quali la più celebre rimane quella sull’anatocismo bancario del 1999 che, dopo circa 40 anni di sentenze negative della Corte di Cassazione, contribuì in modo determinante a invertire detta tendenza e a sanzionare come illegittimo tale modus operandi delle banche.
Il dott. Calabrò, dopo 36 anni di carriera in magistratura, intende mettere la propria esperienza al servizio di altri settori, quale quello che contraddistingue l’attività di SDL Centrostudi, operando in modo tale da imporre al sistema bancario il pieno e incondizionato rispetto delle regole.

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“Sono al tempo stesso onorato ed entusiasta – conferma il dott. Piero Calabrò – rispetto a questo nuovo impegno professionale, che consentirà di mettere la mia lunga esperienza di magistrato e le conoscenze acquisite al servizio di nuovi settori ove è necessario garantire il rispetto delle regole e l’affermazione del principio di legalità.”

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“È un onore – dichiara l’Avv. Serafino Di Loreto  – che un uomo di così specchiata integrità e competenza giuridica quale il dott. P. Calabrò guidi in futuro l’SDL Centrostudi S.p.A. per proseguirne l’impegno nel mercato nel segno del diritto e della legalità dalla parte di chi viene vessato da comportamenti illeciti.
SDL è una realtà commerciale ma i suoi prodotti sono al servizio di ogni utente che necessiti di meritato sostegno. Sono sicuro che lo spessore umano dell’uomo unito alla competenza specifica anche in diritto bancario e finanziario saprà far fare altri progressi ad una realtà societaria che da anni è leader ed esempio in questo settore.”

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Il dott. Stefano Pigolotti afferma infine che “Un ulteriore ed importante passo evolutivo è stato fatto nel percorso di SDL Centrostudi S.p.A. Il dott. P. Calabrò quale nuovo presidente del C.d.A., sarà per tutti noi un esemplare punto di riferimento.”
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SDL CENTROSTUDI

SDL Centrostudi è una società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario, al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo e dall’usura.

SDL Centrostudi è stata fondata nel Settembre 2010 dall’esigenza di far emergere il fenomeno poco conosciuto delle anomalie finanziarie nei rapporti tra banche, imprese e famiglie. L’intento è quello di informare il soggetto interessato di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, offrendogli una tutela in quanto parte contrattuale più debole. L’informazione è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole ed SDL è al fianco senz’altro di quest’ultimo.

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A Torino il terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale (LED)

Più di 300 Sindaci. 70 Paesi rappresentati. Tra i relatori sono attesi a Torino Ban Ki-moon, Luiz Inácio Lula da Silva, e i Sindaci di Barcellona, Belgrado, Belo Horizonte, Betlemme, Dakar, La Paz, Maputo, Santa Fe e Strasburgo.

Pochi giorni fa, a New York, l’ONU ha dato vita all’Agenda dei Nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che saranno adottati dai governi che li hanno sottoscritti. Questi obiettivi sono emersi da una consultazione senza precedenti per ampiezza e durata, che negli ultimi due anni ha coinvolto cinque milioni di persone in tutto il mondo.

Ora la vera sfida è quella della concretezza, alla quale giungere non più con la negoziazione tra addetti ai lavori, bensì grazie al dialogo che prenderà vita nei territori, nelle reti associative locali e, soprattutto, tra i cittadini del mondo. Saranno proprio questi i protagonisti del Terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale (LED): ospiti della Città di Torino, dal 13 al 16 ottobre, racconteranno le loro esperienze dirette e metteranno in cantiere nuovi progetti e collaborazioni.

Compito del Forum è mettere al centro temi cruciali come lo sviluppo territoriale e il potenziale delle economie locali, vere risorse per l’applicazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU. Le sfide dei prossimi anni riguarderanno infatti l’alimentazione, l’ambiente, l’innovazione, la valorizzazione delle identità culturali, l’equità e la sostenibilità dello sviluppo.

“La Città di Torino – dice il Sindaco Piero Fassino – ha accettato con gioia l’incarico di organizzare questo importante evento, grazie alla sua grande vocazione internazionale che l’ha portata a misurarsi con queste tematiche. Sentiamo che in un contesto globale caratterizzato da una forte crisi economica, sociale ed ambientale, è necessario ripensare il ruolo che le città e i governi locali hanno nell’implementare efficaci ed inclusive strategie di sviluppo e crescita e sentiamo forte l’impegno di contribuire a questa sfida”.

La Città di Torino – attraverso una fitta agenda di panel, workshop e incontri b2b a cui prenderanno parte rappresentanti di comuni, città e territori, organizzazioni non governative, istituzioni internazionali e di governi, mondo accademico e imprenditoriale, associazioni locali – si appresta quindi ad essere il luogo di dialogo tra territori e dello scambio per favorire la condivisione delle buone pratiche di politiche e distrumenti di governance locale che possano influenzare le politiche nazionali e sovranazionali.

L’assessore all’Innovazione Sviluppo e Sotenibilità della Città di Torino, Enzo Lavolta, che ha coordinato l’organizzazione del Forum, sottolinea come LED “si prefigga l’obiettivo di contribuire ad un diverso paradigma: non più un’applicazione di politiche decise dall’alto, bensì una condivisione di esperienze, esigenze e soluzioni concrete provenienti dalla vita quotidiana dei territori, con l’obiettivo sociale, ambientale ed economico, in grado di contribuire concretamente ad una crescita sostenibile ed inclusiva, alla coesione sociale, alla salvaguardia dell’ambiente, alla sviluppo delle potenzialità locali per generare occupazione per i giovani, ridurre la povertà e migliorare la qualità di vita delle persone”.

Tale approccio sarà declinato intorno a tre principali tematiche:

  • Competitività regionale e innovazione per uno sviluppo più sostenibile ed inclusivo: si dibatterà il potenziale che le innovazioni hanno in termini di inclusività sociale nei contesti locali. In particolare, si considereranno quelle in grado di offrire soluzioni efficaci e mirate alle molteplici questioni sociali, economiche e ambientali globali.
  • Generazione di occupazione attraverso la crescita locale inclusiva: il Forum discuterà come facilitare la connessione tra differenti ambiti e settori operanti a livello locale, ampliandone il mercato del lavoro.
  • Verso un’urbanizzazione sostenibile: le strategie del LED per la creazione di connessioni positive tra l’ambiente urbano e quello rurale: il Forum affronterà il tema della promozione di forme di partecipazione e progettualità per il rafforzamento dei legami tra la città e le sue aree periferiche.

Sono tante le storie che sarà possibile ascoltare a Torino dalle voci dei diretti interessati. Tra esse, quella degli Indios di Roraima (Brasile) e di Fratel Carlo Zaquini – missionario della Consolata, da quarant’anni tra gli Yanomami, forse il popolo più primitivo della terra – che racconteranno i soprusi e le violenze subite e l’emergenza ambientale nel loro territorio, dando particolare rilievo ai diritti umani e all’identità culturale. La Rete dei Cartoneros dell’America Latina stipulerà sotto la Mole la carta dei diritti a loro dedicata. Una storia tutta piemontese è quella che riguarderà, invece, la circolazione dei primi pulmini a biometano, che saranno utilizzati durante i giorni del Forum: si tratta del primo esempo di trasporto pubblico a biogas. Egea presto porterà il biometano in Sud America, grazie ad accordi con Sebrae che verranno finalizzati durante il Forum.

Tra i vari panel in programma, due saranno dedicati al tema dell’immigrazione. Quello di Caritas avrà l’obiettivo di determinare i cambiamenti che la migrazione può portare negli assetti culturali, geografici, economici e sociali dei territori. Il secondo, a cura della Banca Mondiale, metterà in luce gli effetti delle migrazioni sullo sviluppo economico locale, grazie ai dati di una ricerca, che ha visto anche la Città di Torino coinvolta poiché ritenuta una best practice. Confermata a Torino la presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon; atteso Barcellona, Belgrado, Belo Horizonte, Betlemme, Calgary, Dakar, La Paz, Maputo, Santa Fe, San Pietroburgo, Strasburgo) che si andranno a sommare all’alto numero di colleghi italiani.

Luiz Inácio Lula da Silva e oltre 300 sindaci da tutto il mondo (tra cui quelli di Il Terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale fa parte di un processo avviato a Siviglia nell’ottobre 2011, che ha permesso di presentare esperienze territoriali concrete, dimostrando come colmare il divario tra le teorie sullo sviluppo economico e le applicazioni pratiche per lo sviluppo umano sostenibile. Nel 2013 in Brasile, a Foz do Iguaçu, è stato invece posto l’accento su quali siano gli strumenti che facilitano il decentramento, creando una migliore interazione tra il settore pubblico, la società civile e il settore privato.

L’evento è organizzato dalla Città di Torino, dalla Città Metropolitana di Torino, dall’Unione delle Città e dei Governi Locali (UCLG – UnitedCities and Local Governments), dal Comitato sullo Sviluppo Economico Locale, dal Fondo Andaluso delle Municipalità per la Solidarietà Internazionale (FAMSI – Fondo Andaluz de Municipios para la Solidaridad Internacional), dall’Organizzazione delle Regioni Unite (ORU FOGAR – Organizations of RegionsUnited), dal Servizio Brasiliano di Supporto per le Piccole e Micro Imprese (SEBRAE – Brazilian Service of Support for Micro and Small Enterprises), dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO – International Labour Organization) e dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP – United Nations Development Programme).

Si ringrazia Gaetano Farina

per la comunicazione  dell’evento

Dal Politecnico di Torino sensori innovativi per il monitoraggio

Alta affidabilità e costi contenuti consentiranno controlli su larga scala; presentato nella sede del Senato della Repubblica, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture On. Graziano Delrio e del Presidente di ANAS, ing. Gianni Armani, il progetto realizzato dal Politecnico di Torino in partenariato con STMicroelectronics e finanziato dal MIUR.
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Politecnico di Torino
Il Politecnico di Torino

Sicurezza, funzionalità, durabilità, robustezza sono le caratteristiche che le costruzioni e le infrastrutture in genere devono garantire nel tempo, nonostante vengano sottoposte progressivamente a condizioni ambientali e di invecchiamento dei materiali. Per mantenere in efficienza e sicurezza le strutture un metodo efficace è il monitoraggio, finora però limitato a impieghi particolari e di notevole rilevanza, per via del costo elevato e della incertezza sulla conservazione nel tempo degli stessi strumenti di misura.

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Il progetto biennale finanziato dal MIUR con circa 10 milioni di euro, sviluppato dal gruppo di ricerca del prof. Giuseppe Mancini ordinario di Tecnica delle Costruzioni del Politecnico di Torino – in partenariato con STMicroelectronics, è stato presentato ieri nella sede del Senato della Repubblica, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture On. Graziano del Rio e del Presidente ANAS, ing. Gianni Armani. Si tratta di innovativi sensori, già in fase di industrializzazione, di costo molto basso ed elevata affidabilità nel tempo dello strumento di misura, che permetteranno monitoraggi su larga scala. Un’ampia sperimentazione su ponti, gallerie, dighe ed edifici di varia tipologia, sostenuta da molti partner, primo fra tutti ANAS sul Viadotto Italia, è prevista nei prossimi mesi.
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I microsensori, progettati da STMicroelectronics per acquisire dati e informazioni secondo i modelli matematici sviluppati dal Politecnico di Torino, permetteranno di valutare più parametri in contemporanea e in tempo reale. Di piccole dimensioni e facili da installare i microsensori potranno essere integrati nelle strutture di nuova realizzazione o applicati facilmente in quelle già esistenti. Alimentati con fonte energetica esterna o autonoma (pannelli solari) opereranno in modalità wireless, con acquisizione diretta dell’informazione o tramite droni, nei casi di difficile accessibilità alle strutture. Il controllo continuo e multiparametrico delle strutture consentirà di programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria tempestivi e puntuali. Si potrà dunque passare dall’attuale approccio “reactive” in cui l’intervento avviene solo dopo che si verifica il danno, a un metodo “proactive”, che consentirà interventi preventivi e conservativi con notevoli risvolti sulla sicurezza ed economia e dunque sulla sostenibilità del processo di mantenimento in esercizio del patrimonio infrastrutturale esistente.
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Giuseppe Mancini, ordinario di Tecnica delle Costruzione al Politecnico di Torino ha così commentato: “I sensori sono stati progettati e testati per rilevare vibrazioni, deformazioni e tensioni delle strutture, questi dati valutati in sinergia consentiranno di definire con precisione lo stato di salute delle strutture e gli eventuali interventi da programmare. Il costo contenuto dei singoli sensori consentirà di monitorare in modo pervasivo le strutture”.
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Da SDL Centrostudi una App gratuita per essere costantemente informati sulle anomalie bancarie

L’applicazione gratuita di SDL Centrostudi mette a disposizione dei cittadini, imprenditori e professionisti, un veicolo di comunicazione semplice ed efficiente  al fine di potere essere aggiornati quotidianamente in modo più rapido sulle ultime sentenze, notifiche e novità nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario.

app_sdlcentrostudiL’applicazione diventa uno strumento fondamentale in mano al cittadino al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo bancario.  L’informazione, infatti,  è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole.

Attraverso l’applicazione è possibile visionare gli ultimi articoli della rassegna stampa del sito web, collegarsi ai canali social come Facebook, Twitter, Youtube e memorizzare i preferiti nell’attesa di una lettura successiva.   SDL Centrostudi è una società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario, al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo.

L’applicazione è disponibile per smartphone e tablet Android e Apple

Nello specifico, le principali leggi che disciplinano il settore bancario e creditizio in Italia sono:

  • La Legge 385 in materia bancaria e creditizia che regolamenta la trasparenza delle operazioni bancarie con tutti gli obblighi in materia di contratto a cui devono sottostare gli istituti di credito.
  • La Legge 180/50 che disciplina la cessione del quinto dello stipendio per i lavoratori dipendenti con i concetti di insequestrabilità, impignorabilità e incedibilità di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti.
  • La Legge 108/96 che elenca tutte le disposizioni di materia di usura.
  • La Legge 154/92 che contiene tutte le norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari.
  • La Legge 675/96 che contiene tutte le norme relative al trattamento dei dati personali e privacy.
  • La Legge 40/2007, la c.d. “portabilità dei mutui” (Legge Bersani) che permette di stipulare in ogni momento un nuovo contratto di mutuo con un nuovo istituto di credito estinguendo il precedente finanziamento.

Il complesso delle analisi preliminari effettuate da SDL Centrostudi, dalla sua costituzione ad oggi, è stato di oltre 170.000, con specifici approfondimenti sulle anomalie bancarie nei contratti di conto corrente. Allo stato attuale, sono pendenti più di 19.000 posizioni, stragiudiziali e giudiziali, di cui oltre 400 definite.

Grazie a questo nuovo strumento installabile su qualsiasi smartphone Android o Apple il cittadino potrà rimanere informato sull’andamento dei contenzioni, esaminare i pareri dei giudici  e approfondire le tematiche relative alle anomalie bancarie.

Svelato l’algoritmo che regola il funzionamento del calendario meccanico universale di Giovanni Plana

Premiati i vincitori del concorso organizzato da Politecnico di Torino, Seat Pagine Gialle e Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, che ha rivelato i segreti del Calendario del 1831, ritenuto tra i primi computer meccanici della storia.
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Il team vincitore   (da sx, Meysam Nasiri e Roberto Cappato)
il modello è da oggi a disposizione dei visitatori  della Cappella dei Mercanti.

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Pochi sanno che nel cuore di Torino è custodito un vero e proprio tesoro ingegneristico, un capolavoro di ingegno e matematica applicata considerato il primo computer della storia: al civico 25 di via Garibaldi, all’interno della Cappella dei Mercanti (qui la pagina di TripAdvisor e qui la pagina aggiornata dall’Uff. Luigi Pasqua), si trova il Calendario Meccanico Universale, una macchina affascinante e sorprendente per gli standard tecnologici dell’epoca nella quale fu costruito (l’anno 1831).
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Il Calendario, realizzato dall’astronomo e matematico piemontese Giovanni Antonio Amedeo Plana, permette di identificare la collocazione mensile e settimanale di ogni giorno dell’anno dalla nascita di Cristo fino al 4000, informazione a cui si associano i dati relativi a lunazioni, maree, festività e Santi del giorno. Fin dalla sua costruzione, l’estrema precisione del congegno e l’ampio spettro temporale che il Calendario ricopre hanno suscitato interesse ed ammirazione. Ora, grazie a un concorso organizzato dal Politecnico di Torino, con il contributo di Seat Pagine Gialle e in collaborazione con la Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, quattro team di studenti dell’Ateneo torinese sono entrati nel cuore pulsante della macchina per svelarne, quasi 200 anni dopo la sua realizzazione, il complesso funzionamento.
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Al concorso hanno partecipato studenti delle Lauree Triennali e Magistrali. Duplice l’obiettivo dello studio condotto dai partecipanti: da un lato scoprire quale sia l’algoritmo che regola il funzionamento meccanico del Calendario, dall’altro realizzare un’interfaccia digitale che permetterà a chiunque, attraverso un sito web dedicato, di fruire del Calendario, riuscendo così ad avere informazioni precise su qualsiasi giorno dell’anno.
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A vincere la competizione sono stati Roberto Cappato, Sergio Spano e Meysam Nasiri, che sono stati premiati quest’oggi nel corso di una cerimonia proprio nella Cappella dei Mercanti, alla presenza di Lorenzo Masetta – Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, Enrico Macii – Vicerettore Politecnico di Torino, Vincenzo Santelia – Ad Seat Pagine Gialle ed Elide Tisi – Vice Sindaco Città di Torino.
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La ricerca degli studenti ha rivelato che il Calendario funziona come un vero e proprio computer, composto da memorie a tamburo (ovvero cilindri su cui sono scritti dati in forma numerica), a disco e a nastro in grado di memorizzare oltre 46.000 dati. La ricerca ha condotto, inoltre, alla realizzazione di un prototipo in scala, che sarà ora fruibile da tutti i visitatori della Cappella. Dall’ingegneria dell’Ottocento alle più moderne innovazioni tecnologiche il passo è breve: il gruppo vincitore ha realizzato, infatti, anche una versione informatizzata del meccanismo di funzionamento del Calendario, disponibile online al sito: www.cappelladeimercanti.it/calendariouniversale

“La reverse engineering, cioè la digitalizzazione di un oggetto fisico, è un campo di studi molto interessante e una buona palestra per i nostri studenti per esercitarsi mettendo a sistema conoscenze derivanti da discipline differenti. Questa capacità risulta sempre più importante, in un mondo della ricerca nel quale i confini tra i vari ambiti dei saperi sono sempre più permeabili e i progetti sono sempre più multidisciplinari”, ha commentato il Vicerettore per la Ricerca del Politecnico Enrico Macii, che ha concluso: “Proprio in questo senso abbiamo voluto proporre ai nostri studenti questa sfida, che si è rivelata anche un utile modo di valorizzare il territorio, proponendo l’utilizzo delle discipline ingegneristiche per migliorare la fruizione dei beni culturali”.

“Il calendario di Plana non solo è un orgoglio della città che da 90 anni ci ospita – ha dichiarato Vincenzo Santelia, Amministratore Delegato di Seat Pagine Gialle – ma è anche tra i primissimi esempi al mondo di macchina da calcolo. Seat è da oltre un ventennio una delle protagoniste della digitalizzazione italiana ed è quindi naturale che associ il proprio nome ad un così illustre predecessore della rivoluzione informatica di oggi”.

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Il Comm. Lorenzo Masetta, Prefetto della Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, e l’Avv. Marco Raiteri, legale e Direttore Artistico musicale, salutano entusiasti l’evento organizzato in collaborazione con Seat e il Politecnico:

“Siamo onorati, a conclusione di un periodo denso di eventi organizzati in concomitanza con la solenne Ostensione della Sindone, di aver ospitato fra le mura della nostra Cappella, che trasudano aria di storia, alcune eccellenze della cultura torinese, esempio tangibile di una gioventù sana, produttiva e che sa valorizzare il patrimonio culturale cittadino. Il prodotto del concorso consentirà ai numerosissimi visitatori della Cappella, provenienti dalle più svariate parti del mondo, di poter usufruire di un “moderno” calendario per poterne apprezzare il funzionamento, in quanto l’originale ormai viene custodito in maniera statica, evitando frequenti rotazioni degli ingranaggi ed aggiornando solo l’anno solare corrente, per non comprometterne lo stato di conservazione”.

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ELENCO TEAM PREMIATI

1° Classificato

CAPPATO ROBERTO
SPANO SERGIO
NASIRI MEYSAM


2° Classificato

CAPONETTO FERNANDO
GIANNANTONI LEONARDO
ZARRO MATTEO
POLISANO ROBERTO

3° Classificato – ex aequo 

BACCHINI ALESSANDRO
CONIO FILIPPO
GIULIANI MARCO
MARIANI CARLOTTA


3° Classificato – ex aequo

SINATRA FABIO
SOLA FABIO
SIMONETTI MARCO
CAVANA MARCO

Per prenotare visite alla Cappella dei Banchieri e dei Mercanti
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Per  informazioni sul progetto del Calendario meccanico del Politecnico di Torino  
Ufficio stampa del Politecnico di Torino 
Elena Foglia Franke
COmunicazione, Eventi e Relazioni con l’Esterno
c.so Duca degli Abruzzi, 24 – 10129 Torino
tel. 011 090 6286 – fax. 011 090 6028
Facebook: http://www.facebook.com/politecnicotorino
Twitter: @poliTOnews

Le 3 “T” di Papa Francesco

Di seguito presentiamo il testo dell’articolo del Prof. Franco Peretti, docente presso l’Università Popolare di Milano e referente per il Piemonte della Fondazione “Sorella Natura”.

Da Santa Cruz in Bolivia, durante il suo recente viaggio in alcuni paesi dell’America Latina, partecipando al secondo incontro mondiale dei movimenti popolari, papa Francesco ancora una volta ha fatto sentire la sua voce per proclamare i diritti sacri, così li ha definiti il pontefice, dell’uomo, evidenziando in particolare il diritto alla terra, alla casa e al lavoro. Per inciso va sottolineato che, parlando in spagnolo, ha usato “tierra”, “techo” e “trabajo” e quindi è stata coniata da Francesco l’espressione “i diritti delle tre T”. Già queste poche parole sarebbero sufficienti per dare spazio ad interessanti e significative considerazioni filosofiche e giuridiche, perché Francesco ha contribuito per alcuni aspetti ad introdurre il superamento della dottrina dei diritti naturali. L’uomo in altre parole non ha solo dei diritti, che gli competono in quanto uomo, ma addirittura quegli stessi diritti sono il dono della volontà del Creatore. Poiché questi tre diritti non sono ancora riconosciuti non solo in America Latina, ma in molte parti del mondo, per Francesco è necessario un cambiamento.

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Il processo del cambiamento 
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Anche nel richiamo al cambiamento emerge la novità del pensiero del Vescovo di Roma. Dice infatti il papa che c’è necessità di cambiamento in tutta l’ America latina, c’è necessità di cambiamento in tutto il mondo perché “ ci sono contadini senza terra, molte famiglie senza casa, molti lavoratori senza diritti” e questa è situazione non più tollerabile, che richiede una radicale azione, Se vogliamo possiamo dire che in questa presa di coscienza sta la novità di Francesco_ alle condanne di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI aggiunge lo spirito francescano della necessità dell’azione, di un azione di rinnovamento, che deve coinvolgere tutti, in particolare i poveri, perché a loro spetta il compito fondamentale in questo processo di cambiamento. E anche su quest’ultimo modo di dire, processo di cambiamento, c’è una sottolineatura del Pontefice. Dice infatti di apprezzare queste parole, che ha trovato in diversi documenti dei movimenti popolari, perché ritiene che parlare solo di cambiamento significa avere una visione statica e soprattutto significa fare riferimento ad un evento, che cade sull’umanità, che è chiamata a sopportarne le conseguenze, in una situazione, che la vede totalmente passiva. Parlare invece di “ processo di cambiamento” significa invece fare riferimento all’azione di una comunità, che agiusce e sceglie di essere protagonista degli eventi. Nell’ uomo d’oggi c’è un’ attesa, c’è un forte desiderio di essere protagonista del cambiamento, che diventa molto urgente. “ Non c’è più tempo per aspettare” esclama il pontefice “il tanfo del marcio è molto forte. L’intero sistema socioeconomico rovina la società, condanna l’uomo e lo fa diventare schiavo”. Particolare non secondario, ma tutto francescano: non è sufficiente denunciare e diagnosticare il malanno: “ Noi oggi soffriamo di un certo eccesso diagnostico, che a volte ci porta ad un pessimismo parolaio o a crogiolarsi nel negativo.” Urge agire.
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I Poveri protagonisti del processo di cambiamento 
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Il papa dà anche una risposta alla domanda “ Chi sono i protagonisti del cambiamento? “ I protagonisti del cambiamento sono i poveri, gli umili, coloro, che vivono nelle periferie, sopportando ogni giorno le difficoltà della vita, coloro che con il loro eroismo giornaliero affrontano i problemi della sopravvivenza. Queste persone sanno creare un rapporto con gli altri, iniziando così a realizzare concretamente quella che papa Francesco chiama “ la cultura dell’incontro”, quella cultura che crea rapporti umani, perché, dice il pontefice, “ non si amano né i concetti, ne le idee, si amano le persone!” Ai seminatori del cambiamento sono da affidare tre compiti. Il primo lavoro da fare: operare in modo da mettere l’economia al servizio dei popoli. E’ questo, tra l’altro un principio molto sentito dalla scuola degli economisti cattolici anche italiani. Meritano una citazione tutta particolare in questa sede Giuseppe Toniolo, che contribuì alla stesura della “ Rerum Novarum” di Leone XIII e Francesco Vito, economista e rettore della Università Cattolica, che nella prima metà del novecento, pubblicò un libro dal titolo molto significativo “ L’economia al servizio dell’uomo”. Papa Francesco riprende il termine “economia” per dargli un significato meno tradizionale: oggi, usando la parola economia si fa riferimento alle leggi che regolano la casa, il papa usa questo temine per indicare la buona amministrazione della casa comune, volendo ricomprendere nella buona amministrazione la possibilità per i suoi abitanti di esercitare tutti i diritti , non solo terra, casa lavoro, ma anche istruzione, salute, cultura.
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In questo contesto viene anche collocata l’equa distribuzione dei frutti della terra, equa distribuzione che, se per tutti è un diritto, per i cristiani è un comandamento. Il secondo compito dei seminatori è quello di unire i popoli nel cammino della pace e della giustizia. Dopo aver richiamato il desiderio dei popoli, che vogliono essere artefici del proprio destino e quindi vogliono essere indipendenti e, dopo aver ribadito che qualche risultato è stato ottenuto, citando i progressi dell’ America latina nella costruzione della “ Patria Grande”, evidenzia come molti fattori minano ancora lo sviluppo umano e limitano la sovranità. In modo particolare oggi un nuovo colonialismo, quello delle istituzioni finanziarie, finisce per bloccare questo processo di cambiamento, aiutato dalla concentrazione monopolista dei mezzi di comunicazione sociale. Il terzo ed ultimo compito è quello di difendere la madre Terra. “ la casa comune è saccheggiata, devastata, umiliata. Non solo commette peccato chi danneggia la casa comune,” ma anche chi per codardia non la difende. Di conseguenza una serie di interessi globali, ma non universali, devono essere bloccati.”
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Considerazione finale 
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Il discorso di papa Francesco a Santa Cruz rappresenta un momento molto interessante di insegnamento pontificio e nello stesso tempo è un’ulteriore prova della volontà di un papa che, essendo vescovo di Roma, come primus inter pares, vuole contribuire in modo forte al cambiamento del mondo.
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Il prof. Franco Peretti ha svolto incarichi di direzione presso ENAIP (Direttore provinciale per Novara e Vercelli; Direttore dei centri di formazione professionale di Novara,Vercelli, Domodossola, Borgomanero, Canobbio, Oleggio; Responsabile regionale del settore organizzazione; responsabile regionale delle aree progettazione del settore grafico e attività II livello delle arre di marketing dell’assicurazione; Presidente regionale)

Fondazione Sorella Natura: intervista al Presidente Roberto Leoni

Dalle esperienze di docenza a quella di dirigente tecnico consigliere al Gabinetto del Ministro, fino alla collaborazione con l’Università Popolare di Milano, sul tema dell’Economia Solidale e Sviluppo Sostenibile per l’Africa, ripercorriamo le tappe del professor Roberto Leoni, presidente di una delle Fondazioni italiane più legate allo sviluppo della cultura e dell’educazione ambientale.

 

La Fondazione SORELLA NATURA è nata come associazione nel 1991 e poi diventata fondazione nel 2001, con sede ad Assisi, e opera ad educare alla custodia del creato, per lo sviluppo della cultura e dell’educazione ambientale, ispirandosi al messaggio di San Francesco d’Assisi.
Abbiamo intervistato il presidente Roberto Leoni, che da Maestro elementare di ruolo ad appena 19 anni percorre una carriera di grande merito e successo fino al livello di Dirigente superiore per la funzione ispettiva a 50 anni e  poi…  capo di gabinetto delle Direzione Regionale del Lazio del MIUR, consigliere alle relazioni internazionali del MIUR, dirigente tecnico consigliere al Gabinetto del Ministro, e molto altro,  come è visibile nella scheda della Fondazione.

CHI PUÒ FAR PARTE DELLA FONDAZIONE?
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Roberto Leoni in udienza dal Papa
“La Fondazione Sorella Natura annovera ai vertici della propria struttura esponenti di spicco della vita religiosa, culturale, sociale, politica, economica e scientifica”.
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A CHI SI RIVOLGE?
 
“Una delle caratteristiche di Sorella Natura è quella di essere aperta al dialogo interculturale e interreligioso. Con noi c’era ad esempio anche Margherita Hack che si dichiarava francescana atea. Anche se la maggior parte di noi è cattolico, basta avere una intesa basata sui principi etici del cantico delle creature. Del resto l’enciclica il Papa l’ha rivolta non solo ai credenti ma a tutte le persone di buona volontà.
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QUAL È IL PRINCIPALE IMPEGNO DELLA FONDAZIONE? 
 
“A pochi giorni dalla presentazione della enciclica del Papa siamo estremamente contenti perché l’enciclica conferma un lavoro iniziato 25 anni fa in un periodo difficile; il nostro impegno fondamentale è infatti proprio quello dell’educazione ambientale. Anche perché ricordo che iniziai la mia carriera proprio cinquant’anni fa come maestro elementare, e poi ,dopo vari passaggi, mi sono ritrovato a operare come consigliere per vari ministri dell’istruzione”. 
“Da alcuni anni portiamo avanti un progetto “Ambientiamoci a scuola” per scuole del sistema pubblico (statali e paritarie) di ogni ordine e grado inviando una newsletter settimanale in cui diamo indicazioni di ordine generale soprattutto agli insegnanti di ordine metodologico e didattico sui temi dell’ambiente. Proviamo anche a fare chiarezza su quello che qualcuno definisce le “bugie dell’ambientalismo”, il catastrofismo e cioè quell’approccio ideologico emotivo che non porta in nessun posto se non far credere ai giovani che i problemi dell’ambiente si risolvano con qualche corteo, con le proteste con i concerti Rock. Tutto serve evidentemente  a livello di emotività e pubblicità giornalistica, ma poi i problemi sono altri.

E secondo noi è importante innanzitutto che ci sia una cultura libera e per questo, tra le altre cose, apprezzo molto l’Università Popolare di Milano [e il Museo dell’Università Popolare di Milano)] perché nasce da un grande movimento di cultura popolare che ha portato avanti questo impegno per molti anni e anche se (le popolari) non sono da annoverare tra le più grandi Università, svolgono comunque un ruolo fondamentale”. 
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UN FORTE IMPEGNO SOCIALE 
Roberto Leoni e il Cardinale Oscar Andrés Maradiaga
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“Quando abbiamo organizzato  un simposio nella Pontificia Accademia delle Scienze nel novembre 2013 credo siamo stati l’unica realtà che ha voluto trattare il tema dell’Economia Solidale e Sviluppo Sostenibile per l’Africa (presente il Burkina Faso) sempre tramite l’Università Popolare di Milano, che al termine conferì la Laurea Honoris Causa dell’Università del Burkina Faso ad Oscar Andrés Maradiaga, Cardinale e Pres. On. FSN.
“Tra l’altro oggi bisognerebbe dire che a  fronte dei problemi che l’Europa sta attraversando, quello dell’emigrazione, che è quello più emergente, c’è sotto soprattutto quello della formazione e istruzione del cittadino europeo. Permettiamo la contraddizione in termini di puntare sulla libera circolazione monetarista senza premettere la libera circolazione degli studenti, dei titoli accademici, dei titoli scolastici. C’è una agenzia europea sul prosciutto e non c’è una agenzia europea dei processi formativi e dell’educazione, dei programmi scolastici. Manca una unificazione e nonostante materie come la matematica siano uguali in tutti i paesi, nessuno ha pensato a realizzare un libro di testo europeo”. 
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PROSSIMI OBIETTIVI?
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Intendiamo sviluppare una formazione per guardie ecologiche volontarie anche in collaborazione con l’Università Popolare di Milano e altri atenei. Lo scopo è di procedere a una tutela del creato nei giorni in cui si parla di scandali come le più grandi discariche europee, vorremmo operare anche con il volontariato ma anche con cooperative per l’occupazione giovanile. Soprattutto in regioni come Lombardia, Umbria e in Campania e qualche altra regione test.
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Per approfondire il Sito Web è: www.sorellanatura.org

CNA: opportunità di lavoro nel Web Marketing e con i Social Media

Vorresti metterti in proprio nel campo del Web Marketing e Social Media?

Un numero crescente di piccole imprese avverte la necessità di strutturare la propria presenza sul Web per aumentare il numero dei clienti e/o fidelizzarli, pertanto si ricercano aspiranti Web Marketing Specialist che mettano a disposizione delle azienda le competenze ed il tempo lavoro necessario per sfruttare correttamente il canale web.
“Piccoli imprenditori e lavoratori 2.0: quando il riscatto parte dal Web” è un progetto che intende supportare l’inserimento sul mercato di 15 consulenti Web Marketing Specialist orientati alle piccole imprese e nasce da una precisa esigenza di mercato.
Entro il 19 giugno 2015 verranno raccolte le candidature e verrà fatta una pre-selezione dei potenziali candidati, che verranno invitati ad un incontro di approfondimento.

Successivamente i selezionati riceveranno:
  • 16 ore di consulenza orientativa per affrontare al meglio la scelta dell’autoimpiego;
  • 80 ore di formazione tecnico-specialistica su web marketing e social media, basata su case history e project work;
  • 4 mesi di tutoraggio a supporto della costruzione del pacchetto clienti, potendo contare sull’interesse delle piccole imprese aderenti a CNA
L’obiettivo è far incontrare persone motivate, opportunamente formate e supervisionate, con potenziali clienti attraverso project work personalizzati, che potranno tradursi in precisi incarichi professionali.

Le attività verranno svolte nei territori di Torino, Asti e Biella.

Scopri di più su CNA PIEMONTE

Mario Furlan, Angelo e Life Coach

Mario_Furlan
Mario Furlan – Wikipedia

Non sono molti gli italiani che possono vantare una voce su Wikipedia, e Mario Furlan è uno di questi. Classe 1964, è un noto giornalista, scrittore e docente italiano noto per essere il fondatore e leader dei City Angels, che ora sono diffusi in 18 città italiane e a Lugano, in Svizzera. Per queste e altre sue attività umanitarie ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Ambrogino d’oro, la qualifica di membro onorario del Rotary Club e del Lions Club, il Paul Harris Fellow e il premio Carlo Porta.

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Dopo la laurea presso l’Università Cattolica di Milano ottiene il PhD in psicologia. È giornalista professionista dal 1989, formatore, life coach.
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In Italia è stato il primo docente universitario di Motivazione: insegna “Motivazione e crescita personale” all’Università e-Campus di Novedrate (Como), a Roma, a Bari e a Messina. È stato docente di Teoria e tecnica della comunicazione all’Università Cattolica di Milano e docente di Motivazione all’Università LIUC di Castellanza (Varese). Collabora con l’Università Popolare di Milano per la formazione BTS-Business Training Solution, rivolta ai manager e ai dirigenti aziendali.

 

DI COSA SI OCCUPA ESATTAMENTE UN LIFE COACH?
Di aiutare le persone a trasmettere il meglio di sé, trovando le risorse e le motivazioni necessarie per ottenere i propri obiettivi motivazionali.
QUANTO DEVI ALLA TUA FORMAZIONE UNIVERSITARIA PER ESSERE QUELLO CHE SEI DIVENTATO OGGI? 
Molto: una buona università serve ad acquisire una buona forma mentis, indispensabile per raggiungere risultati importanti.
QUALI SONO LE MATERIE CHE INSEGNI PRESSO L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO
Corsi di motivazione, comunicazione, leadership e management per le aziende.
“L’ITALIA NON È UN PAESE PER GIOVANI”: LO SI SENTE SPESSO DIRE A CHI HA INTENZIONE DI CREARSI UN FUTURO LAVORATIVO. COSA CONSIGLIERESTI A UN GIOVANE CHE SI TROVI A FARE DELLE SCELTE DI VITA? 
Gli consiglierei di credere in se stesso più di quanto si può credere nel nostro Paese. Se è attaccato all’Italia può provare a realizzare i suoi obiettivi qui; se invece si sente cittadino del mondo conviene che vada all’estero finché è giovane. Perché più invecchi più diventa difficile inserirsi nel mondo del lavoro, non solo in Italia. E più diventa difficile cambiare Paese, lingua, abitudini…
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A CHI CONSIGLIERESTI IL TUO ULTIMO LIBRO: “BASTA PAURA?
Lo consiglio a chiunque voglia trasformare la paura da nemica ad amica. E a chiunque voglia imparare la vera autodifesa: che non è soltanto “fare a botte”, ma soprattutto prevenzione e psicologia.
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Mario Furlan è istruttore di due arti marziali, Krav Maga e Jeet Kune Do, e di autodifesa.  È tra i primi in Europa ad aver approfondito il tema dell’aspetto psicologico dell’autodifesa: è infatti l’ideatore dello psicokrav, la psicologia applicata al krav maga e all’autodifesa in genere. Nel 2012, dopo 12 anni di pratica sulla strada con i City Angels, ha creato una nuova disciplina: il Wilding, una nuova forma di autodifesa che si basa sulla riscoperta dei nostri istinti primordiali e selvaggi (il termine deriva dalla parola inglese wild, che significa selvaggio). Una tecnica, il Wilding, che non si basa su mosse o tecniche bensì sulla psicologia e su principi di comportamento, è stato sviluppato per essere adatto principalmente alla difesa personale femminile, degli anziani e delle persone prive di preparazione atletica. Gli chiediamo dunque di parlarci di questa forma di autodifesa.
AUTODIFESA PSICOFISICA BASATA SULL’ISTINTO: SE DOVESSI SPIEGARE IN UN MINUTO IN COSA CONSISTE QUESTA TECNICA? 
Il Wilding (l’autodifesa istintiva da me creata) insegna a non essere vittime. A non avere, cioè, le due D: debolezza e distrazione. I delinquenti cercano infatti persone deboli (fisicamente, ma soprattutto psicologicamente) e distratte, facili da sopraffare.
 
Mario Furlan è attivo dalla metà degli anni Novanta in varie iniziative sociali, in particolare in quelle a favore delle fasce deboli della popolazione e delle categorie discriminate.
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DALLA TUA AUTOBIOGRAFIA SI EVINCE CHE HAI VISSUTO UNA GIOVENTÙ TURBOLENTA SALVO POI ABBRACCIARE UNA FILOSOFIA PACIFISTA E FORTEMENTE SPIRITUALE. C’È UN EPISODIO CHE TI HA SEGNATO E CHE TI FATTO CAMBIARE IDEA SUL MODO DI ABBRACCIARE LA VITA? 
Quando mi sono innamorato ho capito che la vita valeva la pena di essere vissuta nell’amore, e non nella violenza. Inoltre quando ho trovato lavoro ho capito che adesso avevo qualcosa da perdere. Quindi non era più il caso di comportarmi da imbecille e di rischiare l’arresto…
Il sito web di Mario Furlan: www.mariofurlan.com
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