A Cassibile la firma dell’armistizio diventa un Museo

Una delegazione torinese sarà presente all’inaugurazione dell’evento. 

A Cassibile sta prendendo forma un progetto destinato a lasciare un segno profondo non solo sul territorio, ma anche nella memoria collettiva del Paese. Si tratta della nascita del Museo dell’Armistizio, un’iniziativa dal forte valore simbolico, civile e culturale che troverà sede all’interno di un immobile sottratto alla criminalità organizzata. Questo elemento, già di per sé significativo, conferisce all’intero progetto una dimensione ulteriore: non si tratta soltanto della creazione di uno spazio espositivo, ma della trasformazione concreta di un luogo un tempo legato all’illegalità in un presidio di conoscenza, consapevolezza e partecipazione.

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L’idea alla base del museo si fonda sull’intreccio di tre direttrici fondamentali che si rafforzano reciprocamente: la valorizzazione della memoria storica, il recupero e la rigenerazione urbana e l’affermazione della legalità come valore condiviso. In questo senso, il progetto non si limita a raccontare il passato, ma si propone di incidere sul presente e di orientare il futuro, restituendo alla comunità uno spazio che diventa simbolo di riscatto e di identità collettiva.

Dopo una fase iniziale fatta di progettazione, visioni e confronto tra istituzioni e realtà associative, il percorso verso la realizzazione del Museo dell’Armistizio entra ora in una fase operativa. L’assegnazione ufficiale dell’edificio da parte del Comune di Siracusa rappresenta infatti un passaggio decisivo, che consente di trasformare un’idea in un progetto concreto. Questo momento di svolta sarà sancito pubblicamente attraverso una conferenza stampa prevista per venerdì 4 settembre alle ore 10:30, che si terrà proprio nei locali destinati a ospitare il museo, situati in via delle Magnolie 66.

La scelta della data non è casuale, ma si inserisce in un contesto fortemente evocativo e carico di significato. L’iniziativa coincide infatti con le celebrazioni dell’83° anniversario della firma dell’Armistizio di Cassibile, uno degli eventi più cruciali e drammatici della storia italiana del Novecento. L’accordo, firmato in gran segreto il 3 settembre 1943 e reso pubblico soltanto cinque giorni dopo, l’8 settembre, segnò un punto di svolta irreversibile per il Paese. Con esso, l’Italia usciva dall’alleanza con la Germania nazista, aprendo una fase estremamente complessa, caratterizzata da incertezze, disgregazione istituzionale e profonde sofferenze per la popolazione.

Il contesto storico in cui maturò l’armistizio fu segnato dal crollo del regime fascista e dall’avanzata delle forze alleate nel Mediterraneo. La decisione di interrompere l’alleanza con la Germania fu il risultato di una situazione ormai insostenibile, ma le modalità con cui essa venne gestita generarono conseguenze immediate e spesso drammatiche. L’esercito italiano, privo di direttive chiare, si trovò improvvisamente allo sbando, mentre il territorio nazionale veniva rapidamente occupato dalle truppe tedesche. La popolazione civile fu esposta a nuove violenze, bombardamenti e privazioni, in un clima di grande incertezza.

È proprio a partire da questa complessità storica che nasce l’esigenza di un luogo capace di raccontare, spiegare e far comprendere quegli eventi in modo rigoroso ma accessibile. Il futuro Museo dell’Armistizio si propone infatti di offrire una narrazione chiara, documentata e scientificamente fondata, capace di coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. Non solo studiosi o appassionati di storia, ma anche cittadini, studenti e visitatori potranno trovare in questo spazio un’occasione per approfondire una pagina fondamentale del passato italiano.

La conferenza stampa del 4 settembre vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, a testimonianza di una rete territoriale ampia e coesa. Saranno presenti il sindaco di Siracusa Francesco Italia e il consigliere comunale Paolo Romano, insieme a figure di rilievo del panorama associativo e culturale come Franco Imprescia, presidente dell’associazione Kakiparis, Alberto Moscuzza, presidente di Lamba Doria, e lo storico Nunzio Bruno. La loro presenza congiunta evidenzia come il progetto sia il frutto di una collaborazione sinergica tra amministrazione pubblica, associazioni e studiosi.

Questa dimensione partecipata rappresenta uno degli aspetti più qualificanti dell’iniziativa. Il museo non sarà concepito come uno spazio statico, limitato alla semplice esposizione di materiali, ma come un luogo dinamico e aperto, capace di dialogare con il territorio. L’obiettivo è quello di creare un punto di incontro tra diverse realtà: scuole, università, centri di ricerca, associazioni culturali e cittadini. In questo modo, il museo potrà diventare un laboratorio permanente di conoscenza e di confronto, in grado di stimolare riflessioni sul passato e sul presente.

Dal punto di vista dei contenuti, il percorso espositivo sarà costruito per affrontare in maniera articolata i principali temi legati all’armistizio e al contesto storico in cui esso si inserisce. Particolare attenzione sarà dedicata alla crisi del regime fascista e alle dinamiche che portarono alla sua caduta, così come al ruolo strategico degli Alleati nel teatro mediterraneo. Saranno inoltre approfondite le conseguenze immediate dell’armistizio sull’esercito italiano e sulla popolazione civile, con un focus sulle vicende dei soldati, spesso lasciati senza ordini, e sulle difficoltà vissute dai cittadini in un momento di grande instabilità.

In questo quadro, Cassibile assume un valore simbolico di primaria importanza. Da semplice località geografica, il luogo della firma dell’armistizio si trasforma in un punto di riferimento storico di rilievo nazionale. È qui che si concentrano le tensioni, le decisioni e le contraddizioni di un momento cruciale, ed è qui che oggi si sceglie di costruire un luogo della memoria capace di restituire senso e profondità a quegli eventi.

Un ulteriore elemento di grande rilevanza riguarda la natura dell’edificio destinato a ospitare il museo. Il fatto che si tratti di un bene confiscato alla criminalità organizzata aggiunge al progetto una dimensione etica e politica particolarmente significativa. Il recupero di questo immobile non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma rappresenta un atto concreto di restituzione alla collettività. È il segno tangibile di un cambiamento possibile, in cui ciò che era simbolo di illegalità viene trasformato in uno spazio di cultura e partecipazione.

Questo passaggio, dalla sottrazione alla restituzione, assume un valore emblematico. Dimostra come i beni confiscati possano diventare strumenti di crescita sociale e culturale, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e la fiducia nelle istituzioni. Il museo, in questo senso, non sarà solo un luogo di memoria storica, ma anche un presidio di legalità, capace di trasmettere valori e di promuovere una cultura della responsabilità.

Guardando al futuro, il Museo dell’Armistizio ambisce a diventare un punto di riferimento non solo a livello locale, ma anche nazionale. Potrà attrarre studiosi e ricercatori interessati ad approfondire le dinamiche della Seconda guerra mondiale e della storia italiana contemporanea, ma anche turisti e visitatori alla ricerca di itinerari culturali legati alla memoria. Allo stesso tempo, potrà svolgere un ruolo importante nel campo dell’educazione, offrendo alle scuole strumenti e percorsi didattici per affrontare temi complessi in modo coinvolgente.

L’iniziativa si inserisce inoltre in un contesto più ampio, caratterizzato da una crescente attenzione verso i luoghi della memoria. In tutta Italia, infatti, si sta sviluppando una sensibilità sempre maggiore nei confronti della necessità di preservare e valorizzare spazi e testimonianze del passato. In questo scenario, il progetto di Cassibile si distingue per la sua capacità di coniugare memoria e innovazione, tradizione e impegno civile.

La conferenza del 4 settembre rappresenterà quindi molto più di un semplice aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori. Sarà un momento simbolico, che segnerà l’inizio di un percorso destinato a svilupparsi nel tempo. Un percorso che mira a costruire un museo inteso non solo come contenitore di storia, ma come spazio vivo, capace di generare conoscenza, stimolare il dialogo e promuovere valori condivisi.

In definitiva, il Museo dell’Armistizio di Cassibile si configura come un progetto di grande rilevanza, capace di parlare non soltanto alla comunità locale, ma all’intero Paese. La sua forza risiede nella capacità di trasformare un luogo e di attribuirgli un nuovo significato, facendo della memoria uno strumento attivo per comprendere il presente e immaginare il futuro. In un’epoca in cui il rischio dell’oblio è sempre presente, iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale coltivare e condividere la memoria, affinché essa possa continuare a essere una risorsa preziosa per la crescita civile e culturale della società.

Tra i temi che verranno affrontati:

  • la crisi e il crollo del regime fascista
  • il ruolo strategico degli Alleati nello scenario mediterraneo
  • le conseguenze immediate dell’armistizio sull’esercito italiano e sulla popolazione civile

Cassibile, luogo in cui l’accordo venne firmato in gran segreto, assume così un ruolo centrale nella costruzione di un racconto che ha segnato profondamente il destino dell’Italia, trasformandosi da semplice località geografica a simbolo storico di portata nazionale.

Dalla sottrazione alla restituzione: il valore del bene confiscato

Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda proprio la natura dell’edificio che ospiterà il museo. Il recupero di un bene confiscato alla criminalità organizzata non è soltanto un intervento urbanistico o architettonico, ma un gesto fortemente simbolico e politico.

Restituire questo spazio alla collettività significa ribaltare il suo significato originario: da luogo di illegalità a presidio di cultura, memoria e partecipazione. È un messaggio concreto e tangibile di riscatto, che dimostra come i beni sottratti alle mafie possano diventare strumenti di crescita civile e sociale.

In questa prospettiva, il Museo dell’Armistizio si propone di diventare:

  • un punto di riferimento per studiosi, ricercatori e istituti scolastici
  • una tappa significativa per il turismo storico e culturale
  • un presidio permanente contro l’oblio e contro ogni forma di illegalità

Una memoria viva, proiettata nel futuro

Nel contesto italiano, sempre più orientato alla valorizzazione dei luoghi della memoria, l’iniziativa di Cassibile si inserisce in un percorso più ampio che mira a recuperare spazi e narrazioni per rafforzare l’identità collettiva. Non si tratta solo di conservare il passato, ma di renderlo attuale, comprensibile e utile per leggere il presente.

La conferenza del 4 settembre non rappresenterà quindi soltanto un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto, ma segnerà anche l’avvio simbolico di un cammino più lungo: quello di un museo che vuole essere insieme spazio culturale, laboratorio educativo e luogo di impegno civile.

Un progetto che nasce in un piccolo centro della Sicilia, ma che per il suo valore storico e simbolico è in grado di parlare a tutto il Paese, ricordando come la memoria, quando è condivisa e coltivata, possa diventare uno strumento potente per costruire futuro.

Torino inaugura l’Anno Internazionale della Luce 2015 in Italia

A Palazzo Madama, lunedì 26 gennaio, la Cerimonia d’Inaugurazione.

Palazzo Madama - Torino

Palazzo Madama – Torino

Un appuntamento importante a Torino, il 26 gennaio 2015, con la Cerimonia Inaugurale dell’IYL 2015, l’Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce (International Year of Light and Light-based Technologies), ufficialmente proclamato dall’Assemblea Generale dell’ONU. Si tratta di una cerimonia di carattere nazionale, che segue a ruota quella internazionale [1] di Parigi, avvenuta pochi giorni fa presso la sede dell’UNESCO.

L’inaugurazione italiana, organizzata dalla Società Italiana di Fisica (SIF) [2] sotto l’egida dell’UNESCO, insieme al Comune di Torino [3] e all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) [4], in collaborazione con la Società Europea di Fisica (EPS) [5], l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) [6], numerose altre Società scientifiche italiane, la Regione Piemonte [7] e l’IREN [8], avrà luogo nella Sala del Senato di Palazzo Madama, una di quelle spettacolari cornici storiche dove tutto acquista lustro e solennità.

A fare gli onori di casa il Sindaco di Torino, Piero Fassino, Presidente dell’ANCI, insieme al Presidente della SIF, Luisa Cifarelli, e al Presidente dell’INRIM, Massimo Inguscio. Presenti autorità della Regione e i Rettori dell’Università e del Politecnico. A rappresentare l’UNESCO, Joseph Niemela, Direttore dell’Ufficio Attività Esterne dell’ICTP di Trieste, nella sua veste di Coordinatore del Segretariato Internazionale dell’IYL 2015, con sede appunto presso l’ICTP.
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È inoltre annunciato l’intervento del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.
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La cerimonia sarà interamente trasmessa in diretta streaming (connessione a partire dal sito web della SIF [9]). Per l’occasione verrà anche presentato lo speciale francobollo commemorativo dell’IYL 2015 emesso dalle Poste Italiane.
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L’idea dell’IYL 2015 è maturata qualche anno fa in Europa, all’interno dell’EPS, in un primo tempo nel campo dell’ottica, della fisica atomica e della fotonica. È stata poi accolta con entusiasmo da tutta la comunità dei fisici, propagandosi subito a macchia d’olio nel mondo intero, in tutti i settori della scienza, del sapere e della cultura: dalla fisica all’astronomia, alla chimica, alla medicina, alla tecnologia, alle comunicazioni, all’energia, all’ambiente, al clima, al cibo, allo sviluppo sociale, all’urbanistica, all’arte…
La luce è essenziale per la nostra vita e le tecnologie basate su di essa hanno un indubbio e straordinario impatto sulla nostra civiltà e la nostra economia. L’IYL 2015 sarà un’occasione unica per renderne tutti consapevoli, un potente mezzo di diffusione scientifica e culturale.
Per ribadire le origini dell’IYL 2015, la Cerimonia Inaugurale di Torino si concentrerà sulla fisica atomica, con un’avvincente relazione di apertura del Premio Nobel Wolfgang Ketterle del Massachussets Institute of Technology sull’utilizzo della luce per realizzare la “materia più fredda dell’Universo”. A seguire una relazione sulla misura della luce in campo metrologico, che tratterà anche gli aspetti legati all’innovazione tecnologica e all’efficienza energetica. E in più una relazione di carattere storico, dai fotoni all’elettrodinamica quantistica, per illustrare il raccordo tra la fisica atomica e la fisica nucleare e subnucleare.
La sera del 26 gennaio non potrà ovviamente mancare una festosa proiezione di luci sulla facciata barocca di Palazzo Madama – parte del patrimonio UNESCO dell’umanità – in una sconfinata Piazza Castello che verrà oscurata per l’occasione.
La Società Italiana di Fisica ha messo a punto un ricco programma di eventi nel corso di tutto l’anno per celebrare l’IYL 2015 in molti altri luoghi significativi, come Varenna, Milano, Firenze, Roma, Capri, Napoli, Ginevra, e non solo. Lo scopo, lo ripetiamo, è quello di “mettere in luce” agli occhi di un pubblico il più vasto possibile la magia della luce visibile e invisibile nei suoi innumerevoli aspetti. Ciò avverrà via via in collaborazione con le più prestigiose Società scientifiche e Istituzioni accademiche e di ricerca.
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Maggiori informazioni e dettagli sulla cerimonia di Torino [9] e sull’IYL 2015 [10] sono reperibili a partire dal sito web della SIF (www.sif.it).
Strada delle Cacce, 91 – 10135 Torino Tel. 011-3919523/4
Fax. 011-346384
.Alle ore 12.30 a Palazzo Madama sarà offerto un rinfresco di benvenuto durante il quale è prevista una conferenza stampa.

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La Cerimonia Inaugurale avrà inizio alle ore 14.00 (si veda il programma allegato).
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Il giorno successivo l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) proseguirà le celebrazioni dell’IYL 2015, dando l’avvio a iniziative più specifiche con un Workshop sul tema Fisica Fondamentale con Luce e Atomi” [11]. L’evento si svolgerà dalle 9 alle 18 presso la sede dell’Istituto di Strada delle Cacce 91, a Torino. Ad aprire i lavori il Nobel Wolfgang Ketterle, che illustrerà come con la luce si possano indagare nuove forme di materia fredda, seguito da altri studiosi dei più importanti centri di ricerca internazionali.
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Elisabeth Giacobino dell’Università di Parigi e del CNRS, Anton Zeilinger dell’Università di Vienna, Thomas Udem ed Immanuel Bloch del Max Planck Institute, Patrick Gill del National Physical Laboratory e Wim Ubachs dell’Università di Amsterdam tratteranno di ottica non-lineare, misure di frequenza per la realizzazione di orologi ottici, cioè la nuova frontiera nel campo degli strumenti per la misura del tempo, gas ultra-freddi, spettroscopia dell’atomo di idrogeno, meccanica quantistica, luce cosmica…
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La giornata di studio intende essere un momento di incontro e di discussione per fare il punto sullo stato dell’arte della scienza che studia la luce, la sua interazione con la materia elementare, la sua natura e le sue applicazioni. Applicazioni che vanno dall’impiego della luce per manipolare gli atomi creando materia ultra-fredda, a una più ampia comprensione delle leggi della fisica e dell’Universo, alla realizzazione dei computer quantistici, a misure del tempo sempre più accurate.
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Per maggiori informazioni sul programma del workshop si invita a visitare il sito INRIM [12].
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Tra gli altri eventi organizzati dall’INRIM per l’IYL2015, il prossimo 20 maggio è previsto un convegno in occasione della Giornata Mondiale della Metrologia, nel quale l’attenzione sarà rivolta in particolare alle tecnologie basate sull’utilizzo della Luce.
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Ad ARTÒ 2012 l’eccellenza artigiana tra arte e design

– Quali sono oggi le opportunità per chi decide di intraprendere la professione dell’artigiano?
– Quali sono le nuove tendenze del settore?
– Quali i confini fra artigianato, arte e design e quali i punti di contatto?
– Quale importanza può avere per un artigiano una rete vendita attraverso la quale proporre a un pubblico più vasto i propri prodotti e come fare per avviarla?
– Come la conoscenza delle logiche che si celano dietro i nuovi media, i social network,  possono aiutare a promuovere meglio la libera professione?

A tutte queste domande, e a molte altre ancora, intende dare risposta la quinta edizione di ARTÒ, il salone delle nuove eccellenze artigiane che apre i battenti oggi a Torino e proseguirà fino all’11 novembre prossimo, presso il centro espositivo di Lingotto Fiere.
Al centro un grande convegno per indagare le nuove frontiere dell?artigianato. Partecipano – tra gli altri – il Presidente della Regione, Roberto Cota, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello e il vice Presidente dell?ABI, Vladimiro Rambaldi.
Segnaliamo inoltre Domenica 11 novembre 2012 –  ore 14,30 – 17,00 

WEB E DINTORNI: quali sono le pratiche che aiutano la promozione e il vissuto di prodotti artigianali? Come sfruttare le conoscenze scientifiche della rete Internet per promuovere al meglio la propria eccellenza artigiana?

Claudio Pasqua – Come usare il web e i Social Network per fare business
Giuseppe Izzinosa – Andiamo in fiera: lo stand e lo sviluppo delle relazioni
Giancarlo Simonelli – Come migliorare la propria performance commerciale
Antonello Marzolla – Aparc. Le potenzialità della rete vendita

Conclusioni a cura di Gianni Menino, regione Piemonte – Il portale regionale dell’Artigianato.

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The Human Body Exibition: cosa si nasconde dietro la controversa mostra a Torino?

A Torino da alcuni giorni e fino al 13 gennaio 2013 (unica tappa in Italia) è aperta The Human Body Exibitionuna mostra molto controversa, ma forte dei milioni di spettatori che l’hanno vista in tutta Europa.Diciamo subito che questa mostra non ha nessun collegamento con l’altra ancor più chiacchiarata  di Gunther von Hagens, la «Body World» ora nelle tappe di Roma e Napoli. Visitata da oltre 35 milioni di visitatori, in più di 60 città del mondo.

Un viaggio alla scoperta del corpo umano per stupire e istruire. Nove sale per spiegare come funzionano muscoli, organi e ossa. Al Palaolimpico di Torino per la prima volta non riproduzioni o ricostruzioni virtuali  ma tessuti e corpi veri.

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A Torino una mostra su Steve Jobs in prima mondiale

Torino ha un altro primato.  Dal primo dicembre 2011 al 26 febbraio 2012, infatti,  nel museo regionale di scienze naturali del capoluogo piemontese si tiene un evento interamente dedicato alla figura dell’uomo che ha cambiato radicalmente  il mondo dell’informazione digitale

Un notizia che farà felici le persone che hanno utilizzato i prodotti della Mela rosicchiata a partire dal famoso Apple II

Apple I non è mai entrato in produzione, dato che si tratta di un prototipo in mano a pochi appassionati collezionisti, come l’imprenditore torinese Marco Boglione, ideatore della mostra dedicata a Steve Jobs che aprirà i battenti IN PRIMA MONDIALE a Torino il 1 dicembre 2011 alle ore 19 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali.

 

Quando uscì il primo Macintosh a ben 128 Kb nel 1984 il costo era superiore a 10 milioni di Lire (grosso modo come se oggi un PC costasse 10 milioni di euro). Al confronto i normali PC compatibili erano venduti a 1-2 milioni.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2012.

Orario mostra

Tutti i giorni: 10 – 19

Chiuso il martedì

Informazioni:

Biglietteria MRSN: tel. 011 4326354

Numero verde InfoMuseo: 800 329 329