Le imprese chiamate a collaborare con l’Università

Le Piccole e Medie Imprese hanno a disposizione una nuova possibilità di partecipare direttamente alla alta formazione universitaria grazie alla collaborazione che API Torino ha avviato con il Dipartimento di Management dell’Università di Torino. Si tratta anche di un modo per usufruire delle migliori competenze formate dalla nostra Università.

L’iniziativa consiste in un Master universitario – Master in Business and Management (Master BAM) – progettato appositamente per permettere agli studenti del Dipartimento di Management di indirizzare il proprio percorso universitario verso la realtà delle Piccole e Medie Imprese.
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Il Master, infatti, è teso a formare giovani da destinare a ruoli manageriali e imprenditoriali, in particolare nelle PMI, e a supporto della direzione nelle altre imprese.
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Grazie alla collaborazione di API Torino, le imprese associate – interessate a ospitare gli studenti del Master per un tirocinio di 6 mesi – verranno coinvolte già nelle fasi preliminari di selezione degli studenti per l’inserimento in azienda.
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Per un primo approfondimento sono a disposizione l’articolo pubblicato sul sito dell’Associazione API Impresa dello scorso luglio oltre che il sito dedicato al Master www.masterbam.it
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Inoltre, le imprese interessate a ospitare per il periodo di stage (6 mesi) gli studenti del Master possono richiedere maggiori informazioni a Maria Luisa Cavallo (SAA – School of Management
email: [email protected]; tel. 011 6399211), oppure all’Ufficio Studi di API Torino ([email protected]; 011 4513337).
Il termine ultimo indicato dall’Università per aderire all’iniziativa è venerdì 30 settembre.
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Il monossido di Carbonio: un gas pericoloso che dobbiamo imparare a conoscere

È di poche ore fa la notizia che a Novara, una fuga di monossido di carbonio proveniente dalle cantine del palazzo ha costretto all’evacuazione 35 famiglie ed al ricovero in ospedale di due persone.
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Che cosa è
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Il monossido di carbonio assume particolare rilevanza tra gli inquinanti prodotti dalla combustione. E’ un gas tossico, incolore, inodore, insapore e non irritante che, senza ventilazione adeguata, può raggiungere concentrazioni elevate. Si produce per combustione incompleta di qualsiasi materiale organico, in presenza di scarso contenuto di ossigeno nell’ambiente. Per le sue caratteristiche può essere inalato in modo subdolo ed impercettibile, fino a raggiungere nell’organismo concentrazioni letali. Il CO presente nell’aria degli ambienti confinati proviene principalmente dal fumo di tabacco e da fonti di combustione non dotate di idonea aspirazione (radiatori portatili a kerosene e a gas, caldaie, scaldabagni, caminetti e stufe a legna o a gas). Il monossido di carbonio può anche prove- nire dall’esterno quando il locale si trova annesso ad un garage o ad un’autofficina o in prossimità di strade con intenso traffico veicolare. Nelle abitazioni, in condizioni normali, i livelli sono com- presi tra 1,5 e 4,5 mg/m3. In presenza di processi di combustione, quali sistemi di riscaldamento e di cottura o di fumo di tabacco, e inadeguata ventilazione, le concentrazioni interne possono supe- rare quelle esterne e raggiungere livelli sino a 60 mg/m3. Durante l’inverno nelle abitazioni posso- no verificarsi concentrazioni superiori a quelle esterne e livelli di inquinamento elevati si riscontra- no più frequentemente in edifici vecchi, specie se abitati da famiglie a basso reddito.
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Effetti sulla salute

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Il monossido di carbonio (CO) inalato si lega con l’emoglobina, una proteina presente a livello dei globuli rossi e deputata al trasporto dell’ossigeno, formando la carbossiemoglobina (COHb). Tale legame è molto più stabile (circa 200-300 volte) di quello formato tra emoglobina ed ossigeno, in questo modo il CO impedisce il normale trasporto dell’ossigeno ai tessuti periferici, determinando effetti tossicologici di diversa entità. Per concentrazioni ambientali di CO inferiori a 5 mg/m3, corri- spondenti a concentrazioni di COHb inferiori al 3%, non si hanno effetti apprezzabili sulla salute, negli individui sani, mentre in pazienti con affezioni cardiache, anche basse concentrazioni possono provocare una crisi anginosa. A concentrazioni maggiori si verificano cefalea, confusione, disorien- tamento, capogiri, visione alterata e nausea. Concentrazioni particolarmente elevate possono cau- sare coma e morte per asfissia. La severità delle manifestazioni cliniche da intossicazione da CO dipende dalla sua concentrazione nell’aria inspirata, dalla durata dell’esposizione e dalle condizioni di salute delle persone coinvolte. Particolarmente suscettibili sono gli anziani, le persone con affe- zioni dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, le donne in stato di gravidanza, i neonati ed i bambini in genere. Circa l’80% dei casi di avvelenamento da CO rilevati dai Pronto Soccorso, si veri- fica tra le mura domestiche. In Italia le statistiche ufficiali più recenti riportano 500-600 morti l’an- no, di cui circa i 2/3 per intossicazione volontaria. Tali cifre sicuramente sottostimano la vera entità del fenomeno poichè molti casi di intossicazione, soprattutto quelli accidentali o i casi non mortali, non vengono correttamente diagnosticati e registrati. Molto si è discusso sull’esistenza di un qua- dro di intossicazione cronica da CO. In alcuni soggetti esposti per lungo tempo all’assorbimento di piccole quantità dell’inquinante, è stata descritta una sintomatologia caratterizzata da astenia, ce- falea, vertigini, nevriti, sindromi parkinsoniane ed epilettiche, aritmie, crisi anginose.
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Misure per ridurre l’esposizione
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La corretta informazione della popolazione generale sulla pericolosità del monossido di carbonio rappresenta il punto centrale nella prevenzione degli effetti dannosi causati da questo pericoloso agente tossico, soprattutto nei periodi a maggiore rischio, come durante i mesi invernali.
Gli impianti di riscaldamento devono essere sottoposti ad una regolare manutenzione da parte di personale specializzato.  I motori degli autoveicoli vanno tenuti spenti negli spazi chiusi.  I sistemi di cottura, progettati per l’utilizzo all’aria aperta non devono essere usati all’interno di spazi chiusi.
L’uso di apparecchiature rivelatrici della presenza di CO può essere incoraggiato, ma non deve essere considerato una alternativa ad una appropriata manutenzione degli impianti.
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Normativa
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La progettazione, la installazione, la manutenzione ed il collaudo del sistema di combustione devono rispettare quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza degli impianti ed in particolare il Decreto 22 gennaio 2008, n. 37, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU Serie Generale n.61 del 12-3-2008), come pure le norme tecniche di sicurezza dell’Ente Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). I soggetti abilitati rilasciano al committente idonea dichiarazione della messa in opera, secondo “le regole dell’arte” e di conformità degli impianti alla normativa vigente.

Università di Torino ed Esercito progettano la formazione del futuro

“La formazione e-learning avanzata per gli ufficiali dell’Esercito attraverso ambienti virtuali di apprendimento” è il titolo dell’ambizioso programma educativo illustrato nell’ambito del convegno “EMEMitalia 2016 – Design the future!” promosso dalle più importanti società italiane di e-learning.

A esporre le peculiarità del progetto docenti dell’ateneo torinese e dell’istituto di studi militari: utilizzo di metodologie digitali altamente innovative e aderenza agli obiettivi formativi sono le principali caratteristiche di uno strumento didattico all’avanguardia, che consente una formazione flessibile, specialistica, multidisciplinare e fortemente internazionale.

Il progetto, partito nella sua fase esecutiva nel 2013, è stato sviluppato in tre fasi distinte. In primo luogo le predisposizioni infrastrutturali all’interno della Scuola di Applicazione necessarie ad erogare la rete universitaria; successivamente la connessione delle piattaforme informatiche “Moodle” delle due istituzioni per consentire ai docenti e agli studenti una didattica più efficace. Infine la realizzazione di corsi con ampi contenuti interattivi, quali ad esempio test e verifiche con valutazione automatica, utili a stimolare lo studio individuale e agevolare la verifica dei progressi degli allievi.

Fra gli obiettivi del progetto l’ampliamento della collaborazione con istituti di formazione esteri e la crescita culturale nei settori a maggior connotazione tecnica e scientifica.   

Ricerca. In palio fino al 18 settembre 35 borse del “Progetto Lagrange” di Fondazione CRT

Fino al 18 settembre sono aperte le domande per 35 borse di ricerca applicata della durata di un anno, finanziate dalla Fondazione CRT per progetti di eccellenza scientifica e tecnologica nel campo dei sistemi complessi. Diplomati, laureati (anche con laurea triennale) e dottorandi potranno partecipare a questo primo bando del “Progetto Lagrange”, ideato, promosso e sostenuto dalla Fondazione CRT con il coordinamento scientifico della Fondazione ISI, con l’obiettivo di consolidare un ponte tra università, ricerca e mondo delle imprese. Entro il 31 dicembre saranno bandite anche le borse di ricerca applicata nel campo dei Big Data.

Dai nuovi materiali all’innovazione dei processi, dalle tecnologie meccaniche alle biotecnologie, dall’alimentazione alla salute pubblica, il progetto Lagrange-Fondazione CRT sostiene progetti di ricerca applicata nell’ambito dello studio, della gestione e dell’organizzazione di sistemi complessi basati sui grandi dati. Fermo restando il supporto e il controllo scientifico di un dipartimento universitario, del Politecnico o di un centro di ricerca, i progetti potranno essere condotti presso imprese co-finanziatrici fino a 250 addetti e sede operativa in Piemonte o Valle d’Aosta: per ognuna delle borse, 11.000 euro saranno messi a disposizione dalla Fondazione CRT e almeno 9.000 euro dall’impresa co-finanziatrice. 

Con il Progetto Lagrange, la Fondazione CRT ha sostenuto finora 665 giovani ricercatori con borse di dottorato e di ricerca applicata, per un investimento complessivo di 38 milioni di euro

A Fondazione ISI di Torino, che da oltre trent’anni è leader internazionale nello studio della scienza della complessità e oggi opera all’avanguardia nell’area dei Big Data, è affidato il coordinamento scientifico del progetto.

Le richieste vanno inviate alla Fondazione ISI entro le ore 17 del 18 settembre 2016. Il testo integrale del bando è consultabile online (link: www.progettolagrange.it/it/strumenti/borse_di_ricerca_applicata.htm). 

Ulteriori info sul sito www.fondazionecrt.it

Gaudenzio Cattaneo: un protagonista del 900 novarese

Mi è capitato nei giorni scorsi tra le mani un’interessante pubblicazione di Gianfranco Quaglia, noto giornalista del quotidiano “La Stampa”,  dal titolo significativo  “ L’ ingegnere” .  Questo libro mi ha fatto ricordare Gaudenzio  Cattaneo, perché l’ingegnere  del volume  è  proprio lui, e soprattutto, rivedendo la presentazione della sua attività politica, mi ha fatto emergere tratti molto significativi della sua personalità. Parlare di lui, dopo qualche anno dalla sua morte, permette di ricordare il personaggio, in modo particolare il suo pensiero sociale, perché nella sua attività ha sempre avuto davanti lo sviluppo sociale della comunità nella quale ha operato, in particolare in quella novarese e piemontese. Il tempo del resto cancella tutti gli aspetti marginali, per lasciare solo ed esclusivamente i tratti più significativi di un personaggio. Devo dire che, nonostante che il tempo cancelli impietoso gli eventi umani ciò che resta dell’ing. Cattaneo non è poco, né di scarsa importanza.

La sua biografia di amministratore: cenni

Non ritengo opportuno parlare in questa sede del Cattaneo imprenditore molto conosciuto nel suo settore,perché richiederebbe troppo spazio. Desidero parlare qui del Cattaneo amministratore pubblico e desidero mettere in evidenza le linee fondamentali del suo servizio pubblico.  Egli, amministratore profondamente cattolico, vive,  negli anni che vanno dal quaranta al novanta del 900, il suo impegno sociale nelle fila della Democrazia Cristiana, di quella Democrazia Cristiana, che tanto ha dato, e questo è un giudizio condiviso dagli storici, per la ricostruzione dell’ Italia dopo la seconda guerra mondiale.

Molte sono le tracce dell’attività di Gaudenzio Cattaneo a cominciare dal suo incarico di assessore ai lavori pubblici nel 1951 al comune di Novara.Un impegno che  ci permette di scoprire la sua visione urbanistica e territoriale: Novara non deve essere isolata dal contesto, magari bloccata dalla ferrovia, che la attraversa proprio nel centro storico. Per questo è necessario progettare  e costruire sottopassi e cavalcavia. Grazie a questa impostazione oggi la città non è divisa né isolata. L’intuizione di Cattaneo mette in evidenza una sua idea chiave: una comunità urbana deve potersi sviluppare senza particolari limitazioni, che possono derivare da infrastrutture certamente importanti, ma che nello stesso tempo corrono il rischio di creare vincoli  e disagi per gli abitanti.

Cattaneo Ha però altre intuizioni: come sindaco di Stresa (ricopre questo incarico ininterrottamente dal 1956 al 1970) coglie l’importanza del turismo legato alla cultura, in particolare con la cultura musicale. Stresa, durante il suo mandato di sindaco diventa certamente un significativo centro culturale, perché Cattaneo fa di Stresa una località a dimensione non solo europea, ma anche internazionale. Le settimane musicali della città del Lago Maggiore, con l’impulso anche imprenditoriale del suo sindaco, sono da allora giudicate evento d’eccellenza a livello mondiale. Tra l’altro Stresa si attrezza per essere anche una comunità organizzata da un punto di vista delle infrastrutture. Con il nuovo Palazzo dei congressi è in grado infatti di mettere a disposizione delle istituzioni l’ambiente per convegni ad alto livello.

Presidente della provincia di Novara: università ed autostrada Voltri-Sempione

L’attività di Cattaneo come amministratore non si chiude a Stresa. L’ingegnere lascia infatti la carica di sindaco, perché destinato dal suo partito a ricoprire la carica di presidente della Provincia di Novara, quando questa andava da Trecate nella bassa novarese fino alle valli dell’Ossola, con una lunghezza di circa  centotrenta chilometri. Il suo impegno come presidente, che comunque crede nella integrità del territorio provinciale e difende questa integrità contro i sostenitori della divisione nelle attuali due province, è concentrato su due obiettivi: la creazione dell’università a Novara e la realizzazione sul territorio novarese di un tratto dell’autostrada Voltri-Sempione. Raggiunge tutti e due gli obiettivi, anche se per lui questo è un periodo (1970- 1975) delicato per problemi di salute non da poco.

L’università

L’ing. Cattaneo, guardando la realtà novarese, avverte l’esigenza che questo territorio sia dotato di un’università, con almeno due facoltà: ingegneria e medicina. Arriva a questa conclusione, partendo  da un postulato: l’ università ha un particolare valore se è legata al territorio, nella quale viene insediata ed opera. Il presidente della provincia vede due strutture, che possono legarsi all’università, l’ istituto tecnico industriale Omar e  l’ Ospedale Maggiore della Carità. Il primo, che prepara certamente molto bene gli studenti come periti pronti ad entrare nell’ambito delle strutture industriali meccaniche con invidiate competenze, può essere il bacino, dal quale prendere gli allievi per ingegneria. L’altra istituzione, che è in Piemonte ospedale di quadrante, ha bisogno di nuovi laureati in medicina e nello stesso tempo può offrire ampi spazi per le esercitazioni di laboratorio. Di tutto questo suo modo di  vedere le questioni ho un ricordo anche molto personale. Nel luglio del 1972 siamo insieme a Roma per una vertenza al Ministero del Lavoro una serie di valutazioni e condividiamo, che riguarda la Rossari e Varzi, industria tessile presente anche nella zona novarese in grave crisi. Dopo l’incontro di mezzogiorno con il neo titolare del ministero, il sen. Coppo, andiamo a pranzo insieme. In questa circostanza parliamo di università a lungo, condividendo una serie di valutazioni, che rafforzano le sue convinzioni.

Tra l’altro lo incoraggio a perseverare e gli garantisco anche il mio appoggio, perché all’epoca non solo sono assessore al comune di Trecate, ma sono anche vice-segretario provinciale della DC, quindi nello stesso partito, anche se in correnti diverse. Riconoscendo  il valore delle sue idee e delle sue convinzioni, appoggerò da questo momento in tutte le sedi le sue tesi. In questa occasione nasce un rapporto di stima, che durerà tutta la vita.

Cattaneo sa superare tutte le difficoltà e oggi l’università di Novara  in lui ha un padre, che deve essere riconosciuto e ringraziato come tale. E’ opportuno aggiungere qualcosa in più: la tenacia di Cattaneo per l’insediamento universitario a Novara produce effetti anche più ampi. Se esiste infatti l’università del Piemonte Orientale e quindi se esistono le sedi di Alessandria e Vercelli, il merito di favorire questi sviluppi è da collegarsi all’impegno di Cattaneo, che lottando per Novara, produce vantaggi anche alle altre città.

Novara e l’autostrada Voltri Sempione.

La presidenza Cattaneo va ricordata anche per un altro grande risultato, che rappresenta la realizzazione di un suo sogno. Egli parte infatti dalla convinzione che per Novara è garantita una significativa presenza geografica solo se la provincia è coinvolta da una serie di collegamenti internazionali. L’occasione viene per la provincia di Novara nel momento in cui si incomincia a discutere di un asse autostradale idoneo a collegare Voltri, quindi il porto di Genova, con il mare del Nord, quindi il porto di Amburgo in Germania.In questo momento una serie di istituzioni piemontesi e lombarde tentano di modificare le ipotesi di tracciato per recuperare a proprio favore i vantaggi del tracciato. Solo l’ostinata intelligenza di Gaudenzio Cattaneo riesce a garantire un risultato, che assicura alla provincia di Novara e del VCO un percorso autostradale di grande valenza europea. Quando oggi un  novarese percorre questa autostrada  e raggiunge in fretta l’ossola deve rivolgere un pensiero di gratitudine a Cattaneo, che pone con il suo lavoro di presidente della Provincia le premesse per dare ad un altro novarese, Franco Nicolazzi, ministro dei Lavori Pubblici la possibilità di realizzare l’opera con le caratteristiche, quelle volute dal Cattaneo, che oggi presenta.

Considerazione finale

Quanto resta oggi di Gaudenzio Cattaneo, come politico ed amministratore pubblico,  è molto importante. Per lui  parlano le sue opere. E’ infatti per tanti aspetti un fulgido esempio di impegno, basato su una solida preparazione culturale e professionale. Modello dunque da prendere come esempio in un mondo dove preparazione e competenza diventano sempre di più caratteristiche e valori non prioritari.

Franco Peretti
Docente Università Popolare degli Studi di Milano

Università e Politecnico di Torino aderiscono al Torino Pride 2016

Come già avvenuto per le passate edizioni, Politecnico e Università di Torino si sono coordinati in merito alla loro adesione al contrasto a ogni tipo di discriminazione e pertanto il CUG del Politecnico e il CUG dell’Università hanno concordato una partecipazione congiunta, sotto l’egida della Rete CUG.
Università e Politecnico di Torino hanno inoltre rinnovato la concessione del patrocinio alla manifestazione del Torino Pride, attivo fin dal 2014 nell’ambito del progetto Study in Torino promosso dal Comune di Torino.

Il Politecnico di Torino premia le 8 idee più brillanti nel design dell’abitare

Nell’architettura e nel design contemporaneo la sproporzione evidente che intercorre tra domanda ed offerta ha assunto dimensioni tali da farle ormai sembrare nella più parte dei casi prive di effettive connessioni. Per ristabilire il necessario equilibrio, NEST parte dalla domanda stessa, proponendosi di formare una nuova committenza consapevole, capace di considerare il design come linguaggio.

Il bando è aperto a imprese, startup, progetti di ricerca, makers e a tutti i soggetti che abbiano sviluppato un progetto, anche solo a livello prototipale, e che siano attivi sul territorio con almeno un cliente/utente all’attivo.
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Partecipazione gratuita. 

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Tutte le info su http://www.nest.city/it/

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Come cambiano gli investimenti dopo Brexit

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è un evento negativo dal punto di vista di un’unione che – pur non essendo perfetta – è garante di pace, libertà e solidarietà. Ora più che mai è necessario analizzare i rischi e le opportunità per l’Italia ed il resto dell’Europa.

Non bisogna d’altronde dimenticare che ci saranno anche rischi e costi aggiuntivi nel medio termine. L’essenziale di queste sfide è la velocità con cui le nostre aziende ed il nostro governo sapranno rispondere.

Molte aziende dovranno rivedere i propri piani strategici e valutare attentamente gli impatti diretti ed indiretti. Dovranno inoltre tener conto di cosa cambierà al di fuori dell’UE, per esempio con paesi con cui la Gran Bretagna ha stretto patti attraverso l’UE e che in futuro non avranno più valore – soprattutto cosa cambierà con il progetto TTIP e quali saranno le percussioni per le industrie Italiane.
Una cosa è certa, chi vuole approfittare di queste nuove dinamiche deve muoversi subito ed analizzare tutti i diversi scenari, per poter prendere rapidamente decisioni basate su un’informazione approfondita ed a 360 gradi.
Il convegno  “Come cambiano gli investimenti dopo Brexit”  è previsto l’11 luglio dalle ore 18.00 (presso la sede di APID in via Pianezza 123 a Torino). 

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Sarà l’occasione per dotarsi di elementi utili a capire cosa sta succedendo ai mercati europei ancora scossi dal risultato del referendum nel Regno Unito.

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È necessario confermare la propria partecipazione entro l’8 luglio a [email protected] oppure [email protected] 

 

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Importante progetto europeo per le PMI piemontesi

CONFAPI e API Torino partecipano al progetto europeo MobiliseSME (Mobilities for professionals and qualified employees of MSMEs).

Si tratta di un’occasione importante per migliorare i rapporti con gli altri Paesi dell’Ue attraverso la mobilità transfrontaliera dei dipendenti di micro, piccole e medie imprese.

Obiettivo del progetto è dare vita ad un meccanismo stabile di mobilità per dipendenti di PMI analogo al programma Erasmus per gli studenti universitari. E’ una importante opportunità per le imprese che vogliono aprirsi all’Europa.

L’iniziativa prevede la compilazione di un breve questionario, che rimarrà anonimo.

PARTECIPA AL SONDAGGIO (entro venerdì 8 luglio)

Chi lo desidera, può indicare nel sondaggio l’indirizzo di posta elettronica per ricevere più informazioni sul programma di scambio.

Ulteriori dettagli possono essere richiesti anche al Servizio Relazioni Internazionali (tel. 011 4513.276/209 – [email protected]).

Dalla terra… la salute: a Chieri incontro su cibo e vita sana

Lunedì 11 luglio alle ore 20
ingresso libero
Degustazione e intermezzo musicale
Caffé della Stazione
Piazza Don Bosco 2 – Chieri (TO)

Intervengono:

Giusto Giovannetti – Cibo e salute
“Sono miliardi. Sono invisibili. Sono i progenitori delle piante. Sono i microrganismi che con il loro cibo arrivano nel nostro organismo. Li si dovrebbe ringraziare uno a uno: dal loro lavoro dipende la nostra salute”.
Microbiologo specializzano nello studio della rizosfera. Fonda e dirige il centro colture sperimentali di Aosta. Oggi azienda leader nella produzione di bioti microbici. Autore di varie pubblicazioni tra cui la ricerca sul comportamento biologico dei microrganismi simbionti, da cui la loro importanza sulle qualità nutraceutiche delle coltivazioni agrarie.

Pierpaolo Rivello – Cibo e economia
“Un modo diverso di alleanze fra aziende agricole attente alla specificità e qualità dei beni prodotti può aiutare i consumatori e il territorio”
Procuratore Generale militare presso la Corte di Cassazione, docente presso la SIUSS e l’Università Bicocca di Milano. Ha insegnato presso alcune delle maggiori Università italiane, dalla Bocconi di Milano all’Università di Pisa. È autore di oltre trecentosettanta pubblicazioni e quattordici monografie.

Vincenzo Longo – Cibo e qualità
“È più facile di quanto si pensi fare il pieno di energie fisiche e mentali. Il cibo sano, quindi di qualità, fa restare giovani le nostre cellule e rinforza ne nostre difese immunitarie”
Ricercatore e responsabile della Sede Secondaria dell’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria Consiglio Nazionale delle Ricerche di progetti Nazionali ed Internazionali. Valutatore della qualità di alimenti con studio delle capacità antiossidante totale e del contenuto di molecole bioattive.

Beppe Rocca – Cibo e cultura
“Cibo: quantità, sterilità e conservazione a discapito di qualità e biodiversità.
Ecco il dubbio: cultura e civitòà hanno davvero contribuito alla salute dell’uomo e alla sua qualità della vita?”
Medico Chirurgo, scrittore e ricercatore. Direttore del Master Sperimentale di Medicina Moderna con sede alle Biotecnolgoie di Torino. Tra i precedenti incarichi: Dirigente Medico, Città della Slute e della Scienza di Torino; Dirigente Medico di II livello, Direzione Scientifica Policnicico di Milano.

Giovanni Allegro – Cibo e prevenzione
“Il cibo buono non solo non mi farà ammalare in futuro, ma lo percepisco subito: mi fa sentire meglio e mi dà energia”.
Chef di cucina preventiva. Docente alla scuola di cucina preventiva e adiuvante dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. A torio partecipa al progetto Diana perla prevenzione delle recidive del tumore al seno; collabora con il Cpo Piemonte – Centro di Riferimento pre l’epidemiologia e la prevenzione oncologica. Autore di ricette pubblicate sul libro di OK 100 ricette di lunga vita – Dall’antipasto al dolce: i sapori della salute.