Mito, Storia, Fantasia: “Regine in scena” alla Venaria

Dalla perturbante Mirror Queen (Monica Bellucci) alla rossa Regina di Selvascura (Salma Hayek), da Titania (Michelle Pfeiffer) a Cleopatra (Liz Taylor), da Medea (Maria Callas) a Giocasta (Silvana Mangano), dalla sensuale Paolina Bonaparte (Gina Lollobrigida) all’inquieta Sissi (Romy Schneider). Fino al 6 settembre la Reggia di Venaria ospita la mostra «Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro», uno straordinario viaggio attraverso l’immaginario della regalità in oltre mezzo secolo di storia del costume.

ph Margherita Borsano

Curata da Massimo Cantini Parrini – pluripremiato costumista, due volte candidato all’Oscar, profondo conoscitore del costume antico e collezionista di abiti d’epoca – con la collaborazione di Clara Goria, storica dell’arte e conservatrice del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, la mostra propone una selezione di 31 abiti d’autore, firmati da grandi costumisti e artisti e realizzati da eccellenze sartoriali italiane, che hanno definito, nel tempo, l’immagine della regina nel cinema, nel teatro e nell’opera lirica, restituendo al costume la sua funzione più profonda: non semplice ornamento ma dispositivo narrativo capace di dare forma al potere. Le tre sezioni in cui si articola il percorso espositivo (Mito, Storia, Fantasia) affrontano il tema della regalità come invenzione scenica in un dialogo continuo tra epoche, stili e linguaggi, che vedono protagoniste regine mitologiche e leggendarie, figure fantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia e sovrane realmente esistite.

Costume di Massimo Cantini Parrini, Sartoria Tirelli nel 2014, indossato da Salma Hayek nel ruolo
della regina di Selvascura, film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone 2015 – fronte. Collezione
Tirelli Trappetti, Roma

Le architetture barocche della Reggia di Venaria amplificano la teatralità dei costumi, accompagnati accompagnati da parrucche, gioielli, ornamenti e bozzetti provenienti da laboratori specializzati o fatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.

Costume di Danilo Donati, indossato da Silvana Mangano nel ruolo di Giocasta regina di Tebe, film
Edipo Re, 1967, di Pier Paolo Pasolini. Sartoria Farani, Roma

Che siano architetture fantastiche o il frutto di una rigorosa ricerca filologica e di un accurato lavoro di ricerca documentaria, gli abiti esposti hanno il potere di trasformare il corpo delle attrici in figure simboliche.

Costume di Gabriella Pescucci, indossato da Michelle Pfeiffer nel ruolo di Titania regina delle fate,
film Sogno di una notte di mezza estate, 1999, di Michael Hoffman. Collezione Tirelli Trappetti,
Roma

E ovviamente non poteva mancare Maria Antonietta, sia nella versione interpretata da Kirsten Dunst per Sofia Coppola, sia in quella di Mélanie Laurent ne “Le Déluge” di Gianluca Jodice, girato in parte girato nella stessa Reggia di Venaria.

Ph Margherita Borsano

In mostra troviamo opere dei più grandi maestri del costume teatrale e cinematografico, dal primo Novecento a oggi (come Piero Tosi, Milena Canonero, Anna Anni, Danilo Donati, Gabriella Pescucci,  Piero Tosi, Giulio Coltellacci, Luigi Sapelli detto Caramba, Gino Carlo Sensani e lo stesso Massimo Cantini Parrini), accanto ai costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati, Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro. Molti abiti provengono da prestigiose sartorie (Costumi d’Arte Peruzzi, Tirelli Trappetti, Sartoria Farani, Sartoria De Valle di Torino), che nel corso del tempo hanno contribuito a rendere il costume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama internazionale.

Costume di Massimo Cantini Parrini indossato da Mélanie Laurent nel ruolo di Maria Antonietta
d’Asburgo Lorena regina di Francia, film Le Déluge. Gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca
Jodice 2024 – dettaglio busto. Collezione Tirelli Trappetti, Roma

www.lavenaria.it

Emanuele Rebuffini