Metti una sera a cena con Giuliano Montaldo

Devo ringraziare pubblicamente Caterina Taricano per avermi regalato una serata di quelle che non si dimenticano facilmente. Una tavola a cena in cui sedevo a fianco di Sandro Casazza, proprio di fronte a Giulia Carluccio, e con poco più in là personaggi del calibro di Vera Pescarolo, Steve Della Casa, Lorenzo Ventavoli e naturalmente Giuliano Montaldo.

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Vi assicuro che trovarsi allo stesso tavolo di Montaldo e Ventavoli è sostanzialmente come entrare in una macchina del tempo che ti catapulta in una carrellata approfondita nella storia del cinema italiano. A Tavola davanti ad un dolcetto (ed una birra scura) partono automaticamente ricordi e racconti. E se i ricordi sono di due persone che hanno attraversato da protagonisti la storia del cinema allora è evidente che la faccenda si fa interessante. Leggi tutto “Metti una sera a cena con Giuliano Montaldo”

Riflessione (e speranze) sulla nomina di Ugo Nespolo a presidente del Museo Nazionale del Cinema

Scusate il titolo Voltairriano, ma quando cambia qualcosa ai vertici del sistema cinema torinese io un po’ mi preoccupo sempre.

Mi preoccupo perchè il sistema cinema della nostra città (pur con tutti i suoi difetti) è un sistema che funziona, non ho paura di dire che è quello che funziona meglio a livello nazionale (mica per niente abbiamo il maggior numero di produzioni cinematografiche sul territorio ogni anno da ormai quasi un decennio!).

Così ogni volta che cambia qualcosa io un pochino mi preoccupo, mi preoccupo che il nuovo arrivato non sia bravo come il predecessore, ma più ancora che non riesca ad integrarsi con gli altri attori del sistema e che rischi di bloccare così ingranaggi molto delicati.

Detto delle paure generali, la nomina di Ugo Nespolo a presidente del Museo Nazionale del Cinema mi preoccupa meno del solito.
Nespolo è torinese nell’animo, conosce bene il cinema (per esserne amante e per averlo fatto in maniera massiccia) e soprattutto è stato in grado di dare alla sua arte anche un aspetto commerciale molto marcato (parlo di monetizzare e pubblicizzare, non di vendersi al miglior offerente e di piegarsi al soldo).
E poi Nespolo è già dentro al sistema torinese.
Conosce bene Alberto Barbera, Steve Della Casa e compagnia bella, ne condivide (almeno in parte) i dogmi e saprà confrontarsi sulle scelte fondamentali.

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