StayDo: la piattaforma per essere attivi in vacanza nasce in Piemonte

Nasce in Piemonte  StayDo, una piattaforma destinata a rispondere alle esigenze dei turisti che desiderano utilizzare al meglio il proprio tempo libero, Leggi tutto “StayDo: la piattaforma per essere attivi in vacanza nasce in Piemonte”

Presentato il programma di celebrazioni in Piemonte di Italia 150

Via Italia 150

E’ stato presentato questa mattina, in un’affollata conferenza stampa al Palazzo delle Stelline di Milano, il programma di “Esperienza Italia”, il grande appuntamento per celebrare i 150 anni dell’Unità del Paese che si terrà a Torino e in Piemonte dal 17 marzo al 20 novembre 2011.

A raccontare quello che succederà in questi 250 giorni di festeggiamenti sono stati, per la prima volta assieme, i curatori delle grandi mostre che si terranno alle Officine Grandi Riparazioni di Torino e alla Reggia de La Venaria Reale, supportati dal vicepresidente esecutivo del Comitato Italia 150 Alberto Vanelli e dall’assessore al 150° dell’Unità d’Italia del Comune di Torino, Fiorenzo Alfieri.

Le grandi mostre renderanno Esperienza Italia il palcoscenico del passato, del presente e del possibile futuro dell’Italia, affrontando tutti gli aspetti del processo di unificazione e costruzione dell’identità nazionale grazie al lavoro di curatori che sono anche tra i massimi rappresentanti dell’attività culturale italiana: da Antonio Paolucci a Riccardo Luna ed Enzo Biffi Gentili, da Walter Barberis e Giovanni de Luna a Gabriella Pescucci e Franca Sozzani.

Eventi, manifestazioni sportive, spettacoli e concerti completeranno un programma fittissimo, che promette di riunire a Torino e in Piemonte tutto ciò che di meglio l’Italia ha da offrire al mondo: capolavori artistici, creatività, innovazione, moda, qualità della vita, storia, sport, cibo e vino.

500 milioni di euro dalla Regione per le imprese piemontesi

Via Pasteris

La Regione Piemonte realizzerà un piano pluriennale da 500 milioni di euro per sostenere la competitività delle proprie imprese. Lo ha annunciato  il Presidente, Roberto Cota. La somma complessiva, che sarà erogata nell’arco di cinque anni, è stata calcolata secondo Cota per difetto. La Regiione attingerà a risorse residue dei precedenti periodi di programmazione dei fondi strutturali Fesr, ai fondi Por e Fesr del periodo 2007-2013 già stanziati ma non ancora assegnati, e a risorse proprie della Regione. Queste ultime saranno legate alle leggi regionali che saranno finanziate nei bilanci del periodo 2011-2013. I 500 milioni saranno utilizzati in tre ambiti: la competitività delle imprese (200 milioni), la finanza e la nuova imprenditorialità (100 milioni), ricerca, università e innovazione (200 milioni).

Il riuso dei dati piemontesi

Via Vittorio Pasteris

E’ on-line il sito per il riutilizzo dei dati pubblici in Piemonte

I dati in possesso della Pubblica Amministrazione sono un patrimonio informativo prezioso per la società e l’economia. La Regione Piemonte intende metterli a disposizione di cittadini e imprese per stimolare un nuovo rapporto fra pubblico e privato e favorire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali. Le informazioni del settore pubblico sono un fattore chiave di crescita economica e sociale, e il loro riutilizzo commerciale contribuisce ad attuare la trasparenza amministrativa e la democrazia elettronica.

Per capire che cosa è il riuso dei dati

A Massimo Giordano le deleghe di Ricerca e Innovazione

Dal sito della Regione Piemonte

Il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha reso nota ufficialmente la composizione della Giunta regionale.

Presidente Roberto Cota: Coordinamento ed indirizzo delle politiche del Governo regionale. Rapporti con l’Università, Conferenza Stato-Regioni, Rapporti con l’Unione Europea, Federalismo, Semplificazione, A.R.E.S.S., Edilizia sanitaria, Internazionalizzazione del Piemonte, Grandi Eventi
Roberto Rosso: vicepresidente, Lavoro e Formazione
Barbara Bonino: Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e logistica, Impianti di risalita
William Casoni: Commercio e fiere, Parchi e aree protette
Ugo Cavallera: Urbanistica e programmazione territoriale, Opere pubbliche, Legale
Alberto Cirio: Istruzione, Sport e Turismo
Michele Coppola: Cultura, Patrimonio linguistico, Politiche giovanili
Caterina Ferrero: Tutela della salute e Sanità, Assistenza.
Massimo Giordano: Sviluppo economico, Industria, Piccola e media impresa, Ricerca, Innovazione, Artigianato, Energia, Telecomunicazioni e e-government
Elena Maccanti: Rapporti con il Consiglio regionale, Struttura speciale per il controllo di gestione, Polizia locale, Enti locali, Promozione della sicurezza, Partecipate, Affari generali
Giovanna Quaglia: Bilancio, Programmazione, Personale, Patrimonio, Pari opportunità
Roberto Ravello: Ambiente, Risorse idriche, Economia montana, Difesa del suolo, Attività estrattive, Protezione civile
Claudio Sacchetto: Agricoltura e foreste, Caccia e pesca

La memoria della Scienza Piemontese

Un progetto in Vista di Esof 2010

La memoria del Futuro è un progetto dell’Assessorato alla Ricerca e all’Università della Regione Piemonte e di Memoro , la Banca della Memoria che rende omaggio alla ricerca scientifica e tecnologica del Piemonte. Una regione che nel passaggio tra Ottocento e Novecento ha prodotto protagonisti di primo piano nel campo della matematica, della fisica, della medicina, dell’antropologia.

Alla scuola di Anatomia Umana di Giuseppe Levi, padre di Natalia Ginzburg, si formano tre premi Nobel: Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Salvador Luria. È alla facoltà di Fisica che, in piene leggi razziali, il giovane chimico Primo Levi trova chi gli consente di svolgere le attività sperimentali necessarie al conseguimento della laurea in Chimica.

La memoria del Futuro intende porre l’attenzione su una regione ancora oggi ricca di sapere scientifico, un territorio in cui la connessione tra ricerca e applicazione è significativa per una serie di settori produttivi che vanno dall’auto all’aeronautica, dal design all’editoria, passando per il cinema, la radio, la televisione e la telefonia.

JStone: la management company per l'innovazione piemontese

Favorire l’incontro tra innovazione industriale ed eccellenza piemontese con uno sguardo particolare al mercato estero. E’ questa la “mission” di JStone, la management company costituita nell’ambito della Fondazione Sviluppo e crescita Crt e presentata a Torino. JStone parte con un portafoglio di 500mila euro per la messa a regime del progetto stimata in due-tre anni.

“JStone – ha spiegato il presidente Mario Rey – cerca di colmare la carenza di interfaccia che fino ad oggi ha caratterizzato il Piemonte, incontrando le esigenze e richieste che si sollevano dal mondo istituzionale e industriale”. “Il nostro progetto – ha aggiunto l’amministratore delegato Dario Peirone – non da’ contatti occasionali ma vuole creare efficaci sinergie, anche a livello internazionale, tra tecnologie da tutto il mondo ed eccellenze tecnologiche piemontesi”. In particolare, il progetto di Fondazione Crt guarda all’estero, con l’obiettivo di creare network di partner internazionali e accordi a livello quadro.

Ad oggi sono stati attivati due iniziative in Israele e nella Corea del Sud. E nel corso dell’incontro di oggi e’ stato presentato l’accordo di cooperazione stipulato tra Fondazione Crt e il Matimop (Israeli Industry Center for research e Development), che ha l’obiettivo di promuovere e facilitare attivita’ bilaterali nell’ambito della Ricerca e sviluppo di tipo industriale, tra soggetti italiani ed israeliani, per lo sviluppo di nuovi prodotti, applicazioni o processi da vendere sul mercato globale. “JStone”, inoltre, ha come obiettivo la valorizzazione e il rafforzamento delle imprese del territorio piemontese, proponendo servizi che riguardano la valorizzazione del trasferimento tecnologico, il supporto all’internazionalizzazione, venture capital, ed aiuto nell’individuazione e ricerca delle risorse umane piu’ adatte.

Il CSI Piemonte al centro delle discussioni

Giorni pieni di interventi e analisi sul futuro del CSI Piemonte

Prima Beppe Minello su Lastampa

Chi, per i motivi più diversi, confida nel fatto che al Csi l’era-Rovaris stia volgendo al termine è meglio che rifaccia i suoi conti. Tra i 570 aspiranti all’incarico di direttore generale c’è anche Rovaris che su quella poltrona siede ininterrottamente da oltre 30 anni, da quando il Consorzio informatico lanciava i primi vagiti. «Invece di fare una selezione ad evidenza pubblica come ha deciso il cda forse sarebbe stato sufficiente ipotizzare un paio d’anni durante i quali affiancare ed accompagnare il successore…» ha commentato Rovaris a margine di una conferenza stampa durante la quale lui e il presidente Francesco Brizio hanno ribattuto punto su punto a tutte le accuse piovute addosso al Csi in questi mesi, in particolare dal vicepresidente della Sala Rossa, Michele Coppola (Fi-Pdl) e dal capogruppo in Regione dello stesso partito, Burzi.

Poi Rapahel Zanotti sempre su La Stampa

Ci sono tre motivi per cui il Csi Piemonte è diventato, negli ultimi tempi, zona di guerra. Uno: siamo a fine legislatura e il consorzio regionale, che offre sistemi informatici e servizi alle amministrazioni pubbliche, è un ottimo bacino di voti visti i suoi 1200 addetti. Due: Renzo Rovaris, il direttore generale che guida il consorzio dalla sua nascita, oltre trent’anni, è in parabola discendente. L’assessore regionale all’Innovazione Andrea Bairati ha deciso che era ora di cambiare. Tre: è in scadenza la convenzione con la Regione. Questo significa nuovi equilibri del consorzio con il suo maggior cliente che rappresenta, da solo, il 65% dei ricavi.
Non stupisce, dunque, che attorno a questo centro di potere si muovano gli appetiti di molti. C’è però un dato incontrovertibile che fa da sfondo e su cui tutti, indistintamente, dovranno fare i conti: il Csi Piemonte è diventato un pachiderma che fagocita milioni di euro, nonostante il suo bilancio risulti comunque in attivo.

A cui risponde Renzo Rovaris direttore del CSI

Leggo che il centrodestra è pronto a smembrare il Csi Piemonte, apprendo delle preoccupazioni del centrosinistra che, comunque, parla di mancanza di strategia e mi domando: perché? Il consorzio va bene, economicamente e produttivamente. Tutto si fonda sull’errata premessa che il Csi sia in crisi. Non è così. Forse la congiuntura tra elezioni politiche e il rinnovo del direttore generale sta agitando un po’ troppo la politica. Il consorzio è un bel boccone e qualcuno potrebbe farci dei soldi scardinandolo e rivendendolo sul mercato».

Renzo Rovaris, direttore generale del Csi Piemonte fin dalla sua istituzione nel 1977, non ci sta a fare da bersaglio. Soprattutto non vuole che la sua creatura sia trattata come tale. Le critiche piovute nei giorni scorsi non lo scompongono. «Il capogruppo di Forza Italia-Pdl in Regione, Angelo Burzi, dice che siamo indietro di dieci anni. Allora spieghi perché l’anno scorso abbiamo preso sette premi dal ministro della sua maggioranza Renato Brunetta e perché anche quest’anno ne abbiamo presi cinque», dice Rovaris.

Certo, quel documento della Booz&Co che ha analizzato i costi riducibili del consorzio su mandato dello stesso Rovaris, proprio non ci voleva che finisse sui tavoli del Consiglio regionale. «Si tratta di migliorie che stiamo già attuando – spiega Rovaris -. Tra l’altro l’analisi di Booz&Co ci sembra un po’ eccessiva. Calcolano tagli compresi tra i 25 e i 34 milioni per restare sul mercato. Noi siamo convinti che 10-12 basteranno: 2 li abbiamo recuperati da maggio, altri 5 il prossimo anno, una dozzina nei prossimi due».

La premiazione di StartCup 2009

startcup-2009Martedì 6 ottobre 2009  a partire dalle ore 14.00, presso la sala Agorà di I3P, Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino – C.so Castelfidardo 30/a; via PierCarlo Boggio 59 – Torino, avrà luogo la cerimonia di premiazione dei vincitori della V edizione della Start Cup Torino Piemonte, la competizione regionale di imprese innovative promossa dagli Atenei piemontesi ed organizzata dalle rispettive strutture di incubazione di impresa.

La green economy regala benessere e lavoro

Marco Trabucco su Repubblica

«Sulla green economy abbiamo anticipato Obama» dice sorridendo, con una punta di autoironia, Mercedes Bresso, presidente del Piemonte per sottolineare come gli investimenti della sua amministrazione nelle energie alternative siano stati una delle priorità in questi cinque anni di governo del Piemonte.
D’altronde lei, definita dagli avversari “la zarina” per il piglio decisionista, nella sua vita precedente, prima cioè di impegnarsi in politica, era stata docente di economia dell’ambiente al Politecnico di Torino. Un’esperienza che non ha mai dimentatico. Antinucleare o meglio «contro questo nucleare che è pericoloso e antieconomico», è stata tra le prime a convincersi che le energie alternative non sono solo una questione legata alla tutela dell’ambiente, ma anche una grande opportunità economica. «La green economy è la migliore risposta alla crisi — spiega — il primo obiettivo nella nostra amministrazione è creare benessere, quindi economia e lavoro, guardando al futuro e alla qualità della vita. Il futuro, come dimostrano le scelte di molti paesi del mondo avanzato, è legato all’economia verde, che incrocia praticamente tutti i settori economici, dall’edilizia alla meccanica, dalla chimica all’agricoltura. E il Piemonte che è una regione storicamente all’avanguardia, non vuole rimanere indietro in questo settore».

L’obiettivo è quello che “la zarina” chiama del 20+20+20: vale a dire ridurre, entro il 2020, i consumi di energia primaria del 20 per cento, abbattere il livello dei gas serra del 20 per cento rispetto al 1990 e coprire, sempre per quella data, almeno il 20 per cento del fabbisogno con le energie rinnovabili. «Raggiungere questi obiettivi significa creare lavoro, economia, risparmio per i cittadini e migliorare la qualità della vita. Obiettivi tanto ambiziosi però — dice Bresso — si possono raggiungere solo a due condizioni: bisogna favorire in Piemonte la nascita e lo sviluppo di una filiera produttiva che renda disponibili prodotti tecnologicamente avanzati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. E allo stesso tempo bisogna fare in modo che i cittadini acquistino una consapevolezza nuova, ovvero capiscano che mettere sul tetto della propria casa o della propria azienda una serie di pannelli fotovoltaici non significa soltanto “fare un’opera buona per l’ambiente”, ma consente anche risparmi consistenti e duraturi. A loro e a tutti. Insomma inquinare meno è conveniente».

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