Le prime parole del nuovo assessore all’Urbanistica, Ilda Curti

Nella sua prima intervista a La Stampa come membro della nuova giunta Ilda Curti ha garantito che la moschea a Torino si fara`.

Non ho nessun dubbio che si debbano poter fare le moschee. Trovo preoccupante che chi ci inondera’ di metri cubi di cemento, l’assessore all’urbanistica, non spenda una parola sul tema.  Mi sento preso in giro. Enfatizzando un non problema, distraggono la nostra attenzione dal problema vero, il sacco della citta`. E i gonzi commentano “A l’e’ studia` sta madamin’a !”

Il valore economico ed ambientale della TAV

Questa notte si temono scontri in Val Susa tra NoTAV e forze dell’ordine.  Cerchiamo di allontanarci dal clamore del momento  e di vedere il tutto in base ai dati disponibili.

Si sta progettando un tunnel sotto le Alpi ad ovest di Torino, la cosi’ detta “TAV”. Dovrebbe essere un’opera grandiosa, un tunnel di piu’ di 50 chilometri di lunghezza e permetterebbe di inviare merci da Torino a Lione  senza doverle portare a 1335 metri s.l.m. come succede ora in treno o in camion, con gran dispendio di energia e con grande inquinamento.

L’opera dovrebbe costare 20 miliardi di euro[1] . Ipotizziamo che:

  • l’opera venga  finita nei tempi previsti, anzi subito[2].
  • nella realizzazione non si incontri alcun tipo di imprevisto tecnico quali laghi sotterranei, filoni di uranio o di  amianto.  In pratica ipotiziamo che  tutte le considerazioni di tipo ambientale sollevate dall’opera stessa siano nulle.
  • le polveri di scavo vengano perfettamente controllate e non diano alcun problema.
  • quest’opera, a lavori ultimati abbia costi di gestione nulli e non deperisca mai, non richiedendo mai lavori di manutenzione ne’ ammortamenti.

I soldi che ogni anno fruttera’ in pedaggi equivalranno ad una entrata netta, da utilizzare solo per rimborsare il debito accumulato per la costruzione, 20 miliardi.

Praticamente noi sappiamo che per l’eternita` ogni anno trarremo un beneficio pari ad  X, solo che i venti miliardi dobbiamo pagarli ora ed il beneficio X arrivera` sia tra un anno, che tra due, tra tre, tra n anni….

Poiche’ so che per fare il tunnel gli stati italiano e francese si indebitano a circa il 2% [3] ci potrebbe interessare capire quanto dovranno essere grandi i pedaggi affinche` l’investimento vada in pareggio.

Matematicamente si tratta di calcolare il valore di una rendita perpetua con rata di valore X e con valore attuale uguale a 20 miliardi. Ogni studente di economia deve sapere che X e` uguale a 400 milioni all’anno.

Il servizio del debito sara’ di 400 milioni di euro all’anno. Questo non include costi di manutenzione e personale di servizio.

Un bilico cisterna oggi paga circa 400 euro per attraversare le Alpi italo-francesi in treno, partendo dal SITO di Orbassano.

Se volessimo che il debito fosse servito interamente con i pedaggi pagati dai mezzi che beneficiano del servizio, per  muoverci secondo una logica di mercato, dovremmo ipotizzare il trasporto di 1.000.000  mezzi.

Il servizio ferroviario per camion quando funziona e va tutto bene, fa quattro viaggi al giorno. In ogni viaggio porta 22 vagoni, per un totale di 88 vagoni, per circa 25,000 vagoni all’anno.

La limitazione non deriva da un limite della galleria del Frejus. Il servizio non ne porta di piu’ perche` la piattaforma di Orbassano ora ha solo questa capacita’ anche se, con un modesto investimento (pochi milioni di euro) , si potrebbe costruire altre piattaforme, cercando di incrementare  i volumi. Questo sarebbe un’investimento certamente utile e di modesta entita` (si tratta di milioni invece di miliardi). Inoltre avrebbe il gran pregio di mettere in evidenza la domanda reale per questo tipo di servizio.

Certo che oggi con gli attuali 25,000  camion trasportati  siamo ben lontani dal 1.000.000 di vagoni per portare l’opera in pareggio e non si coprirebbe nemmeno l’3% dei costi per interessi da sostenere, in queste ipotesi comunque estremamente benevole verso l’opera.

Si dovrebbe concludere che l’opera non la si fa perche` crea ricchezza, ne distrugge, ma perche` protegge l’ambiente, riducendo il numero di tonnellate di CO2 emesse.  Si tenga pero’ presente che il bilancio del  Ministero dell’Ambiente e` di circa 500 milioni all’anno. Questo e` il valore economico che gli italiani attribuiscono alla difesa del loro ambiente. Il Ministero  deve far fronte ad ogni tipo di inquinamento (acque, aria, suoli, rifiuti, impianti industriali, ecc.). Ora  vogliamo dire che l’inquinamento provocato dai camion quando attraversano le Alpi e` superiore alla somma di tutti gli altri inquinamenti prodotti in Italia? No, certamente no.  Finiremmo per spendere soldi per affrontare un problema relativamente minore tralasciando problemi ben piu’ gravi. La cosi’ detta analisi costi/efficacia ci direbbe che staremmo spendendo i nostri soldi in modo non sensato.

 

In termini economici prima di ogni scelta e’ necessario enunciare l’obiettivo che si intende raggiungere e poi si deve verificare se i mezzi utilizzati sono idonei al suo conseguimento al minimo costo.

Se gli obiettivi sono creare ricchezza o salvaguardare l’ambiente italiano, la TAV non va fatta.


[1] Affermazioni di  Mario Virano riportate dal Sole 24 ore on line del 29 giugno 2010 http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-29/pronto-progetto-103835.shtml?uuid=AY6YcL3B#continue

[2] In Italia cio’ sarebbe un eccezione. In questo modo non consideriamo gli interessi sul denaro speso in opere via via realizzate, ma non utilizzabili, perche` prive del resto dell’opera. Un po’ come succede oggi con parti del passante ferroviario costruite nei primi anni 90 ed oggi ancora inutilizzate, si veda per esempio la fermata “Zappata” in corso Re Umberto angolo Corso De Nicola, a Torino. La fermata “Zappata” non ha mai generato un centesimo di beneficio per la collettivita`, anche se e` da almeno 10 anni che si e` sborsato dei soldi (milioni di euro per costruirla); presto sara` necessario restaurarla.

[3] A fine maggio 2011 i  titoli decennali francesi  sono al 3.43 % e quelli italiani al   4.72% http://www.economist.com/node/18744702?story_id=18744702 con rispettive inflazioni attese del 2,1  e 2,5 %. Se l’interesse reale e`  dato da interesse nominale meno inflazione attesa si ha degli interesi reali attorno al 2%.

 

Le 260 piante che il Comune di Torino fara` abbattere.

 

Il Comune di Torino intende abbattere 260 piante attorno al Palazzo Nervi di Italia 61 http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/389383/

Il progetto pubblicato su "La Stampa"

.

Torino Puo’ Farcela ha deciso di andare a vedere di che piante si tratta.

 

 

 

 

 

Hanno verosimilmente una cinquantina d’anni, sono il biglietto da visita che Torino da di se’ a chi arriva dal sud. In zona costituiscono una parte importante del verde presente.

E’ ovvio che abbattendo del verde si puo’ sempre fare qualche soldino, ma ovviamente si riduce il capitale della citta`.   Si riduce la capacita` della citta` di attrarre quei lavori altamente qualificati ed altamente mobili, di cui piu’ avrebbe bisogno.

Ha senso un  altro centro commerciale a 1500 metri dal Lingotto? Che effetti avra` il nuovo centro commerciale sul traffico, gia` estremamente congestionato di Corso Unita` d’Italia? Non ci si dica che tutti ci andranno in metropolitana, perche` se cosi’ fosse non si vorrebbe abbattere 260 alberi per fare   1800 posti auto.

Si parla tanto di “smart city” o di “citta` del sapere” e poi si svendono i gioielli di famiglia per qualche posto alla cassa (finche` le casse automatiche non metteranno i cassieri in mobilita`).

Fassino puo’ dar prova di ragionare con la sua testa chiedendo che questo progetto cambi o venga abbandonato.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un sottopasso e tanti quesiti senza risposta

Chiamparino e Sestero hanno annunciato l’intenzione dei Comuni di Torino e di Moncalieri di spendere “tra i 4 e i 6 milioni di euro, ma la cifra potrebbe anche salire” (La Stampa, 27/02/11) per costruire un sottopasso all’ingresso di Torino all’incontro tra Corso Maroncelli e Corso Unita` d’Italia.

E` necessario porsi alcune domande:

  • Un nuovo sottopasso va nella direzione di un maggiore utilizzo dei mezzi di trasporto sostenibili?
  • Un progetto del genere e` coerente con il fatto che spesso il Comune di Torino e quelli della cintura sono costretti a bloccare il traffico perche` l’aria e` troppo inquinata? Fa qualcosa per ridurre il problema?
  • La’ dove un traffico a 130 all’ora incontra del traffico a 50 o 30 all’ora qualche scompenso puo’ esserci, non si finisce per spostare il problema da corso Maroncelli a Corso Massimo D’Azeglio?
  • Chiamparino in questo momento di fine mandato, essendo, come dicono gli americani, un’ “anatra zoppa”  a fine mandato , fa bene a prendere decisioni che ricadranno sul sindaco che verra` tra poco eletto?

La facile difesa di Chiamparino ci dira` che c’e` gente, come noi, del “canton di barboton” che sa solo dire di no e che fosse per gente cosi’  non si farebbe mai nulla e si sarebbe fermi al medioevo.

Ecco quindi una lista di proposte alternative:

  1. Costruzione  di parcheggio di interscambio tra autostrada TO-SV e stazione ferroviaria di Moncalieri. Chi arriva in auto da sud, potra` lasciarla li’ ed utilizzare il passante ferroviario. Abbiamo speso svariati miliardi per costruire il passante, quando inizieremo ad utilizzarlo?
  2. Costruzione di collegamenti  veloci (tapis roulant o monorotaia) tra la Stazione di Lingotto e Lingotto Fiere e stazione metropolitana di Torino Lingotto.
  3. Collegamento tramviario tra stazione di Lingotto e corso Moncalieri, passando dal Palazzo del Lavoro e dal complesso del BIT – Nazioni Unite.  La stessa linea potrebbe proseguire nell’altra direzione verso l’ARPA Piemonte, corso Giambone,  la facolta` di economia, il CSI,  lo Stadio ed il complesso olimpico (palasport Isozaki e piscine).

Ciascuna di queste misure potrebbe facilitare notevolmente la mobilita` nella zona sud di Torino e sarebbe chiaramente piu’ sostenibile di quella pensata dalla giunta.

Si faccia un’analisi costi/efficacia per vedere qual’e’ il modo piu’ economico per migliorare il trasporto ed inquinare di meno nell’area sud di Torino e si vedra’ che il progetto di Chiamparino-Sestero-Meo si piazzera` molto male.

Alcune idee per il futuro Sindaco

Due osservazioni circa il quadro generale in cui la futura amministrazione comunale si trovera` ad operare:
a) cambiamento climatico; gia` nel 1993 sapevamo che il clima stava cambiando e che almeno in parte cio’ era causato dall’ uomo, oggi pero’ ne abbiamo la quasi assoluta certezza; inoltre documenti come il rapporto Stern o le previsioni del Pentagono vengono ad evidenziare come la lotta al cambio climatico debba essere la priorita` numero 1 di ogni amministrazione ad ogni livello.
b) La crisi economica va intesa sopratutto come crisi italiana; l’economia globale e` cresciuta molto negli ultimi quindici anni, non cosi’quella italiana. La crescita economica e` il presupposto per aumenti salariali e per la spesa pubblica ed essa dipende da sviluppo tecnologico e accumulazione di capitale. Negli ultimi anni in Italia entrambi sono stati scarsi. Quindi la crescita e` destinata ad essere modesta. Chi vuol godere perche’ forse nel 2010 e nel 2011 cresceremo dell’1% dopo due anni in cui abbiamo perso il 7%, faccia pure; si tratta comunque di una magra consolazione. Tra tutti i paesi sviluppati l’Italia e` quello che dal 1980 al 2009 ha piu’ ridotto la sua quota nella produzione mondiale: di ben il 37%, contro il 33 % della Germania, il 31% della Francia, il 20% del Regno Unito e l’11% degli USA. In queste condizioni le risorse di cui disporra` qualunque governo e quindi qualunque amministrazione locale saranno limitatissime.

Alcune implicazioni e proposte:

I. La futura amministrazione comunale avra` risorse limitatissime e potra` offrire poco in termini di quantita` di denaro spendibile per i cittadini. Potra’ fare affidamento sull’indebitamento solo in misura molto limitata. E` vero che qualche cessione di partecipazioni azionarie potra` servire a diminuire l’indebitamento; e` altresi’ vero che questo tipo di manovra si puo’ fare solo una volta. I gioielli di famiglia si vendono una volta e poi basta. Quindi se, dopo aver venduto quote di aziende partecipate, si decidesse di indebitarsi di nuovo, lo si farebbe senza alcun paracadute. Ci si dovrebbe impegnare a pagare tutti i debiti con le decrescenti risorse correnti del futuro.Bisognera` avere una discussione aperta e franca su quanti soldi e’ bene che il Comune di Torino spenda ogni anno per il servizio del debito.

II. Un’amministrazione che non puo’ fornire ai cittadini molti beni e molti servizi puo’ pero’ avvicinare le scelte ai cittadini, con un maggiore decentramento. Oggi troppe decisioni che potrebbero essere prese a livello di circoscrizione vengono prese a livello di amministrazione cittadina. Cio’ sposta inutilmente le scelte lontano dai cittadini (perche` un senso unico in via Frinco o in via Condove deve essere deciso a livello centrale?, perche’ per aggiungere un lampione deve intervenire l’’amministrazione centrale? ) e non risponde ad una logica liberale ne’ ad alcun principo di sussidiarieta’. Ci lamentiamo del centralismo del governo di Roma, ma poi ripetiamo a livello locale gli stessi errori, portando quasi ogni decisione davanti al Conte Verde. Le circoscrizioni potranno eventualmente diminuire di numero, ma dovranno avere tutte le responsabilita` amministrative salvo alcune, di ampio raggio, come gli assi metropolitani, specificamente attribuite, prima all’amministrazione comunale e presto all’autorita` di area metropolitana. Questa non si e` fatta anche perche` e` difficile pensare che i paesi della cintura vogliano entrare in un’area metropolitana dove il “monolite” Torino la farebbe sempre e comunque da padrone. Solo le circoscrizioni potrebbero trattare da pari con i comuni della cintura. Un comune da 900.000 abitanti non potra` farlo mai. Cosi’ per mantenere questa entita` da 900.000 abitanti ci obblighiamo a non vedere la realta`: Torino e` un’area di un milione e mezzo di abitanti e come tale deve presentarsi nel mondo. Le scelte di area metropolitana vanno messe nelle mani di un’autorita` di area metropolitana, le altre vanno gestite a livello circoscrizionale.
III. Il cambio climatico deve essere centrale rispetto al programma municipale. Berlusconi nega il cambio climatico e non contribuisce alla stesura di un nuovo protocollo di Kyoto, che egli invece osteggia. Il ministro Ronchi (si veda La Stampa del 16 luglio) si oppone al taglio del 30 % dei gas serra come proposto da Germania, Francia e Regno Unito. Non possiamo criticarli, se poi non introduciamo politiche chiare. Penso in particolare ai trasporti ed all’edilizia, le due principali fonti di inquinamento urbano.
a. La scelta verso trasporti di tipo sostenibile deve divenire piu’ evidente. Non si puo’ predicare la lotta al cambio climatico ed allo stesso tempo costruire posteggi, sottopassaggi e cavalcavia, tutte opere che attraggono traffico.
b. A Torino circolare in bicicletta continua ad essere pericoloso, data la scarsita` di percorsi ciclabili dedicati. In particolare l’attraversamento da est ad ovest della citta’ e del Centro Crocetta in particolare e` pressoche’ impossibile, se non si vuole rischiare la propria vita.
c. L’intermodalita` deve divenire una regola. Dobbiamo urgentemente collegare la stazione FS di Lingotto con il complesso del Lingotto e con via Genova. Dobbiamo inoltre collegare meglio Lingotto FS con piu’ linee tramviarie e di bus quali il 18 ed il 4. A Porta Susa dobbiamo far si’ che la stazione dei pulman e la stazione FS, se possibile coincidano: sotto passano i treni, sopra ci siano i pulmann. Solo dando sempre un forte vantaggio al mezzo sostenibile, possiamo sperare che venga usato.

IV. A Torino non si dovra` piu’ costruire alcun edificio che consumi energia; tutti i nuovi edifici dovranno non consumare e possibilmente produrre energia per la collettivita`. Attorno a cio’ dovremo sviluppare delle competenze di tecnici ed artigiani ed eventualmente costruire una vera e propria filiera dell`edilizia sostenibile.

V. L’immigrazione e’ una risorsa: si’, ma.
E` vero che l’immigrazione e` una risorsa ed in generale favorisce la crescita dell’economia ed il benessere della maggioranza dei cittadini. E` altresi` vero che il 10 o 15% piu’ povero della popolazione e` danneggiato dall’immigrazione.
I piu’ poveri competono con gli immigrati per gli stessi lavori e per gli stessi servizi sociali.

Una politica sensata non deve pensare di combattere l’immigrazione, ma deve attivamente trasferire risorse e servizi a quella minoranza che dall’immigrazione viene danneggiata
. Dimenticarsi di loro e`una grave ingiustizia e fomenta le loro giuste proteste.  

 Ci vuole ricerca su questi temi e bisogna tenere conto dei risultati della ricerca quando si fanno le strategie per il futuro.

Toro alle porte palatine
 

Parcheggi deserti: il fallimento di un’utopia piccola, piccola.

Circa venti anni
fa inizio` la massiccia costruzione di parcheggi in varie parti di Torino.

Si sosteneva che il traffico non fosse scorrevole e l’inquinamento fosse tanto perche' il 30%
delle macchine in circolazione erano  in cerca di un parcheggio. Creando i parcheggi si
sarebbe quindi potuto ridurre del 30% le macchine in in circolazione, l’inquinamento ed i
tempi di percorrenza.

Non si teneva in
molta in considerazione due elementi: 

  • per ogni macchina in circolazione ce
    n’era almeno un’altra che veniva tenuta in garage a causa della lentezza della
    circolazione automobilistica. 
  •  C’era richiesta di parcheggi, ma non sempre c’era una
    vera domanda pagante. I parcheggi erano si’ desiderati da molti, ma gratis,
    quasi si trattasse di un bene con forte ricadute positive (“esternalita`” e` il
    termine tecnico) su chi non li utilizza, un po’ come i mezzi pubblici,
    l’istruzione o la sanita` pubblica.                                                                                                                                                                                                                                         Si trattava di un’utopia piccola,
    piccola. “Io non solo ho diritto a muovermi in auto, ma ho anche diritto a
    trovare un parcheggio, gratis”. Varie carriere politiche sono state costruite
    su un assunto del genere.  Praticamente quando io vado in macchina, lo faccio per fare un favore a te.

    Si trattava di una specie di 68 in salsa automobilistica. 

  Su questa base,
parecchi alberi sono stati abbattuti (si pensi a Piazzale Valdo Fusi) ed i parcheggi sono stati costruiti,
spesso con notevoli oneri a carico della collettivita`.

Peccato che
almeno in parte questi soldi andrebbero  ricuperati, ed un comune gia` ampiamente
indebitato non si possa permettere di non ricuperarli. Ecco cosi’ che i
parcheggi hanno un prezzo, che, spesso gli automobilisti non sono disposti a
pagare.

Sono pochi i
politici ad uscire bene da questa vicenda; non ricordo di avere mai sentito il
principale raggruppamento di opposizione chiedere meno parcheggi, al contrario.
Il parcheggio deve esserci, ma gratis. Come dicevano alcuni vati del 68:
“Vogliamo tutto e subito”.

Il parcheggio lo
hanno avuto ed e`
vuoto.

Gustavo Rinaldi

Dove buttare l’olio della frittura

Ho ricevuto da un amico questo messaggio e dopo qualche verifica ritengo sia bene diffonderlo ulteriormente

Sapete dove buttare l'olio della
padella dopo una frittura fatta in casa? 
Sebbene non si facciano molte fritture,
quando le facciamo, siamo soliti buttare l'olio usato nel lavandino della
cucina

o in qualche scarico, vero ? 
Questo è uno dei maggiori errori che
possiamo commettere. 

Perché lo facciamo? 
Semplicemente perché non c'è nessuno che ci spieghi come
farlo in forma adeguata. 

Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e
collocare 
l'olio usato in bottiglie di plastica,
o barattoli di vetro, chiuderli e metterli nella spazzatura. 

UN LITRO DI OLIO rende non potabile CIRCA UN MILIONE DI LITRI 
D'ACQUA, quantità sufficiente 
per il consumo di acqua di una persona
per 14 anni.

Molinette 2

La posizione del
Rettore e della Facolta` di Medicina contrari alle Molinette 2 a Collegno o
Grugliasco e` tutt`altro che assurda. E` evidente che finendo laggiu` sarebbero
troppo lontane da molti importanti istituti, dipartimenti e cliniche, ubicati
nel sud –est di Torino.

Questo non vuol
dire che che l’idea di distruggere quel poco di verde che ancora rimane ad
Italia 61 e dintorni per far posto al nuovo ospedale sia accettabile.

I Torinesi hanno
bisogno di un nuovo ospedale di punta, ma hanno anche bisogno di un ambiente
vivibile e non e` distruggendo quel poco che resta che lo si ottiene.Sarebbe forse
meglio cercare attorno al Lingotto, che e` li vicino, ad esempio nella zona
dell’ex Avio. Il nuovo ospedale sorgerebbe anche non lontano da un importante
stazione ferroviaria (Lingotto) e sarebbe facilmente accessibile da tutto il Piemonte.E il grattacielo
della Regione che dovrebbe finire su quella stessa area?
Quello puo’
finire senza problemi in tanti altri posti, ad esempio a Torino Stura o a
Collegno.

In ogni caso quel grattacielo dovrebbe nascere insieme ad alcuni altri grattacieli per formare
una zona di edifici alti destinati ad uffici.

Evitiamo la strage

Per ogni 10 microgrammi per metro cubo in piu’ di particolato  si registra nei malati di cuore, un aumento del rischio di infarto pari al 4,5 per cento. *  E a Torino di malati di cuore ce ne sono tanti… 
Tenuto conto degli alti livelli  di inquinanti presenti a Torino, ogni giorno assistiamo ad una strage.
Persone, che potevano vivere, muoiono.  Le ammazziamo noi e chi ci rappresenta.
Cio’, perche’  poco si fa per ridurre la presenza di inquinanti nell’aria.
La scelta di eliminare dalla circolazione le macchine piu’ inquinanti e’ obbligata, per quanto possa essere dolorosa per tanta gente, che non potra’ piu’ usare la propria auto in certe zone ed orari.
L’alternativa pero’ e quella di permettere un’inutile strage.

L’assurdita’ del provvedimento e’ semmai un ‘altra. Esso segue, e` contemporaneo e, purtroppo, precede milioni di euro di investimenti per costruire parcheggi, strade, raccordi e sottopassi.
E` chiara l’idiozia di una politica che da un lato favorisce la circolazione in auto e dall’altro la proibisce.
Infine non possiamo dimenticarci del modo dissennato in cui sono state costruite molte delle nuove case  a Torino, con nessuna attenzione alla loro capacita` di non inquinare. Una negligenza grave.

L’amministrazione comunale di Chiamparino, in campo ambientale, ha un curriculum  sporco come i nostri polmoni. Ora che fa qualcosa nella giusta direzione, mettendo fuori di circolazione le auto piu’ inquinanti, bisogna appoggiarla .

Gustavo Rinaldi
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*Fonte: rivista "Circulation" citata da Il Corriere della Sera del 26 Novembre 2006, p.55.

Per gli effetti degli altri inquinanti si veda:
L’IMPATTO DELL’INQUINAMENTO
        ATMOSFERICO SULLA SALUTE DELL’UOMO

Londra: se vuoi costruire, devi usare tecnologie avanzate

Il Sindaco di Londra ha indetto una gara per imprese edili che desiderino costruire nella zona degradata di  Gallions Park nell’est di Londra. Chi vuole partecipare dovra` usare le tecniche edilizie piu` innovative.; le case infatti dovranno essere riscaldabili ed illuminabili con il minimo consumo di energia non rinnovabile. Dovranno anche riciclare l’acqua e richiedere bassi rifornimenti da parte dell’acquedotto.
Pare che il Sindaco di Londra sia stato stimolato dall’avere visitato la citta` di  Dongtan in Cina, dove 100,000 case sono in costruzione con questi criteri (fonte:FT)

http://www.arup.com/newsitem.cfm?pageid=8295

Noi potremmo fare lo stesso. A Torino in pochi anni la dotazione di case e` aumentata del 15%.Questo puo’ portare Torino ad aumentare le sue emissioni inquinanti di parecchio.

Se fossero state costruite con criteri di efficienza il loro consumo di energia ed acqua potrebbe essere almeno  la meta`.

Una casa a tecnologia avanzata ha una rata del mutuo piu’ grossa, ma bollette di luce, gas e riscaldamento assai piu’ piccole.