“Master Songs”. Alice al Teatro Colosseo

Un concerto che è omaggio e atto di ascolto profondo. Alice torna al Teatro Colosseo di Torino con Master Songs, un progetto musicale raffinato e intenso, accolto dalla critica come uno dei momenti più alti e coerenti del suo percorso artistico recente.

In Master Songs, Alice, al secolo Carla Bissi, propone una scelta di brani a lei particolarmente cari, attraversando la propria produzione e intrecciandosi con alcune delle pagine più significative della canzone d’autore italiana, in un programma che si distingue per rigore, misura e profondità. Al centro c’è una ricerca sempre più orientata a contenuti esistenziali, culturali, spirituali e poetici, restituiti con una cifra interpretativa essenziale, luminosa, lontana da ogni compiacimento.

Accanto alle sue composizioni, trovano spazio riletture intense e rispettose di autori fondamentali tra i più significativi della musica italiana come Franco Battiato, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ivano Fossati. Non semplici interpretazioni, ma veri e propri attraversamenti, in cui Alice cerca l’essenza delle canzoni, lasciando emergere la forza delle parole e dei silenzi.

Le recensioni della tournée hanno sottolineato proprio questa qualità rara: la capacità di abitare i brani con naturalezza e profondità, rendendoli nuovamente vivi, senza tradirne l’anima. Il concerto si arricchisce anche di inserti poetici, con testi di Pier Paolo Pasolini, Pierluigi Cappello e Maria Grazia Di Gleria, che si inseriscono come momenti sospesi, quasi onirici, ampliando l’orizzonte emotivo dello spettacolo e trasformandolo in un flusso continuo tra canto e parola.

Accanto ad Alice, sul palco, una formazione musicale di grande raffinatezza: Carlo Guaitoli al pianoforte e alle tastiere, Antonello D’Urso alle chitarre e alle programmazioni, Chiara Trentin al violoncello acustico ed elettrico. Un ensemble essenziale e cameristico, capace di sostenere la voce con equilibrio e sensibilità, valorizzando ogni sfumatura timbrica e ogni pausa.

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Emanuele Rebuffini