La materia delle forme. Edward Weston a «Camera»

“La fotografia ha dimostrato che la natura offre un numero infinito di ‘composizioni’ perfette”. Fino al 2 giugno, CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia ospita la mostra «Edward Weston. La materia delle forme», curata da Sérgio Mah e organizzata da Fundación Mapfre.

Attraverso una selezione di 171 immagini, molte delle quali vintage, il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione della ricerca fotografica di Edward Weston (1886-1958), uno dei fotografi più importanti ed influenti della prima metà del XX secolo: dai primi lavori di impronta pittorialista alle iconiche nature morte fino agli scatti degli anni Quaranta a Point Lobos, in California.

Edward Weston,
La Death Valley dallo Zabriskie Point, 1938.
Copia alla gelatina d’argento montata su
tavola.
The Huntington Library, Art Museum, and
Botanical Gardens
© Center for Creative Photography, Arizona
Board of Regents © Edward Weston, by
SIAE 2026

Fotografo estremamente prolifico, Edward Weston ha posato il suo occhio su corpi nudi, paesaggi, carnosi ortaggi, nuvole, dune, rocce, tronchi e radici di alberi rocce, conchiglie, ciminiere e perfino una tazza di wc, rappresentando ogni oggetto con rigore stilistico attraverso immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli. La perfezione della composizione e l’attenta analisi delle luci e delle ombre sono la ‘cifra’ del “purismo Westoniano”, ovvero, la capacità di cogliere l’essenza atemporale di ciò che viene fotografato, estraendone una forma pura e perfetta. Così un peperone diventa “più” di un peperone, un’intensificazione della sua forma e consistenza essenziale, così come un nudo diventa una rivelazione della struttura del mondo.

Edward Weston,
Peperone n. 30, 1930.
Stampa alla gelatina d’argento.
Courtesy Trockmorton Fine Art
© Center for Creative Photography, Arizona Board
of Regents © Edward Weston, by SIAE 2026

Fondamentali furono i due soggiorni in Messico negli anni Venti, dove si trasferì insieme alla musa e compagna di vita e di lavoro Tina Modotti. Qui si liberò dall’influenza dell’impressionismo, consolidando uno stile basato sul rigore tecnico, formale e compositivo, maturando la consapevolezza che l’essenza della fotografia risieda nel momento dello scatto e nella capacità di osservare e scegliere, trasformando soggetti comuni in immagini di forte intensità visiva. Nel 1929 apre il suo studio fotografico a Carmel in California e negli anni successivi realizza importanti serie di nudi, in cui il corpo umano è concepito principalmente come forma. Esemplare quello del 1936, dove il corpo di Charis Wilson, la sua seconda moglie, diventa una serie di volumi interconnessi, un gioco di linee, contorni e ombre.

Conchiglia, Glendale, 1927.
Copia alla gelatina d’argento montata su tavola.
The Huntington Library, Art Museum, and Botanical
Gardens.
© Center for Creative Photography, Arizona Board of
Regents © Edward Weston, by SIAE 2026

A partire dal 1927 si dedica anche alle nature morte, attraverso le quali ricerca l’essenza senza tempo degli oggetti naturali e mette in evidenza le potenzialità percettive del mezzo fotografico: il Peperone n.30 sembra un nudo preso di spalle, mentre la Conchiglia e la Foglia di cavolo escono dalla dimensione dell’oggetto comune per essere esaltati come attori sul palcoscenico. Centrale nella sua produzione è anche il paesaggio, in particolare i vasti territori dell’Ovest americano, la Death Valley, le coste e i parchi naturali.

Edward Weston,
Nudo che galleggia, 1939.
Stampa alla gelatina d’argento.
Center for Creative Photography, The University of
Arizona.
Edward Weston Archive
© Center for Creative Photography, Arizona Board of
Regents © Edward Weston, by SIAE 2026

Nel 1932 fonda con Ansel Adams il collettivo f/64, fautori della Straight Photography, la fotografia diretta, senza manipolazioni, basata sulla nitidezza assoluta e sulla perfezione tecnica e stilistica. Nel 1937 Edward Weston diventa il primo fotografo a ricevere la prestigiosa borsa di studio Guggenheim Fellowship.

Nel 1941 è incaricato di illustrare Leaves of Grass di Walt Whitman, un progetto che lo porta a viaggiare in tutto il territorio degli Stati Uniti fino a quando, il 7 dicembre, viene interrotto a causa dell’attacco a Pearl Harbor. Il suo immaginario si fa più malinconico, con immagini legate alla decadenza e alla morte, come le foto dei cimiteri della Louisiana. Nel 1946 il MoMA di New York gli dedica un’ampia retrospettiva. Nel 1948, a causa del peggioramento del morbo di Parkinson, Edward Weston scatta la sua ultima fotografia a Point Lobos, dove si era ritirato insieme ai suoi gatti e dove morirà il 1° gennaio 1958. Le sue ceneri vennero disperse nella zona che oggi prende il suo nome, Weston Beach; le sue immagini hanno illuminato “il viaggio spirituale dell’uomo verso la perfezione” (Ansel Adams).

www.camera.to

Emanuele Rebuffini