Drag King, porno-chic e il lato oscuro dell’industria del porno: al via la terza edizione del Fish&Chips Film Festival

Si inaugura questa sera al Cinema Massimo la terza edizione del Fish&Chips Film Festival, l’unico festival tematico in Italia dedicato al cinema erotico e porno. Quattro giorni di proiezioni, 43 film in concorso provenienti da tutto il mondo (dall’Argentina agli Stati Uniti, dalla Spagna al Costarica) che mostrano un quadro complesso e variegato dalla cinematografia erotica contemporanea, tre omaggi, 2 anteprime internazionali, mostre, dibattiti e laboratori.

Una rassegna costruita con entusiasmo, spensieratezza e un po’ di spirito goliardico (il laboratorio Genitalia, il workshop sul sesso anale, il progetto fotografico “Mettici il culo”) ma anche tanta voglia di informare ed esplorare la sessualità nelle sue varie forme e declinazioni senza pregiudizi e discriminazioni, spaziando dal cinema erotico fino a quello più hard.

“Pornocratie. Les nouvelles multinationales du sexe” della regista francese Ovidie

«Il nostro obiettivo è quello di dare visibilità a prodotti cinematografici che non trovano spazio nei circuiti mainstream – spiega la direttrice del festival Chiara Pellegrini – mostrare come registe e registi raccontano la sessualità sul grande schermo nella contemporaneità. Non ci focalizziamo su un tema specifico ma guardiamo alla sessualità e a tutto quello che ci gira intorno. L’attenzione è rivolta a produzioni indipendenti e di qualità, mostrando anche un erotismo esplicito e anticonvenzionale. In questa edizione rendiamo omaggio a Diane Torr, una delle figure di spicco del drag king internazionale che dal 1989 con i suoi workshop insegna alle donne a liberarsi dalle costrizioni di genere trasformandosi in un uomo “per un giorno” attraverso vestiti, barbe finte, make up, peni di plastica e fasce per nascondere il seno. Sabato 20 presenteremo il documentario Man for a Day di Katarina Peters che ha seguito passo per passo Diane Torr immortalando le azioni di questa artista e attivista. A questa tematica si collega poi il progetto Queer portraits della fotografa torinese Irene Pittatore che vede le persone scambiarsi i vestiti.»

Chiara Pellegrini, direttrice del Fish&Chips Film Festival

Un altro omaggio riguarda l’attrice britannica Teresa Ann Savoy, scomparsa l’anno scorso a soli 61 anni.

«Questa sera alle 18.30 proiettiamo il suo film più famoso, Salon Kitty (1976), di Tinto Brass. Teresa Ann Savoy, nel 1973 apparve senza veli sulla rivista maschile Playmen attirando l’attenzione del regista Alberto Lattuada per poi diventare una delle muse di Tinto Brass. È stata protagonista di una lunga stagione di film erotici e sceneggiati italiani tra gli anni ‘70 ed ‘80. Salon Kitty è film spartiacque nella cinematografia di Brass, l’apertura definitiva verso il genere erotico, oltre a inaugurare un filone nazi-porno. Il film fa riferimento alla vera vicenda del Salon Kitty, casa d’appuntamento nel centro di Berlino controllata dalle SS e si discosta dalla vicenda storica cercando di sottolineare il potere corrosivo del fanatismo sull’uomo con immagini grottesche e raccapriccianti, quindi dire molto attuale. Una pellicola che non manca di affascinanti e potenti soluzioni visive e stilistiche che hanno fatto scuola per il genere erotico.»

“Salon Kitty” di Tinto Brass (1976)

Nazi-porno ma anche porno chic…

«Il terzo omaggio riguarda il distributore e regista americano Radley Metzger. Iniziò la sua carriera creando trailer per il mercato statunitensi di grandi autori come Michelangelo Antonioni, Ingmar Bergman, Federico Fellini, Jean-Luc Godard e François Truffaut. Un background che gli ha permesso di distinguersi artisticamente e tecnicamente dapprima nel cinema soft-core in cui si cimenta negli anni ‘60, poi nell’hard a cui approda nel 1974. In 2 anni girò 5 film porno, tra cui The Opening of Misty BeethovenA bocca piena (1976), un grande classico della Golden Age of Porn che Fish&Chips ripropone domenica 21 gennaio ad un anno dalla morte. Il film è una rivisitazione in chiave hard del Pigmalione di George Bernard Shaw, interpretato da autentiche leggende come Jamie Gillis e Gloria Leonard. Porno-chic perché è un cinema elegante nei costumi e nelle ambientazioni, un erotismo raffinato e psichedelico.»

“Opening of Misty Beethoven” (1976) di Radley Mezger

Questa sera alle 21 al Cinema Massimo il Fish&Chips Film Festival si apre con la proiezione del documentario “Pornocratie” della francese Ovidie. Un film sul lato oscuro dell’industria del sesso.

«Pornocratie. Les nouvelles multinationales du sexe è un lavoro fondamentale per scoprire e riflettere su quello che sta dietro alle piattaforme online di fruizione di materiale pornografico. Ogni anno nel mondo vengono visualizzati più di 100 miliardi di video pornografici, la stragrande maggioranza sono disponibili gratuitamente sui redtubes. Il film, indaga quello che si nasconde dietro questi siti, i retroscena oscuri di un mondo governato da enormi quantità̀ di denaro sospetto, sfruttamento e malavita. Un quadro, non lusinghiero, dell’attuale produzione pornografica mainstream. Ma il problema non riguarda solo il porno, bensì anche altre industrie dall’abbigliamento ai prodotti alimentari. Siamo tutti abituati a consumare pornografica on line gratuitamente e non ci poniamo il problema di questa gratuità, così come non ci facciamo domande quando compriamo la maglietta a 5 euro o le arance a 1 euro al chilo. Chi sta pagando questa gratuità o questo prezzo così basso? Ovviamente chi lavora in quel settore. I gestori delle grandi piattaforme on line realizzano grandi introiti grazie al traffico dati, le case di produzione stanno morendo, mentre i performer, e soprattutto le performer, sono costretti a pratiche sempre più umilianti per soddisfare le richieste del pubblico e attirare visualizzazioni a pagamento. Per questo abbiamo deciso di dedicare la serata di chiusura alla Pink&White Productions, una casa di produzione californiana fondata nel 2005 e riconosciuta a livello internazionale, molto attenta all’eticità del porno, al benessere e al giusto compenso dei propri attori e attrici.»

Dunque, un altro porno è possibile?

«Non si tratta di mettere etichette tra un porno ‘buono’ e uno ‘cattivo’ ma solo invitare a riflettere su un modello economico e sulle implicazioni che questo comporta.»

“Man for a day” di Katarina Peters (2012)

Come si costruisce il programma di un festival come Fish&Chips?

In Europa esistono festival affini, a cominciare dal Porn Film Festival di Berlino, dove si incontrano registi, produttori, performer. Poi ci sono festival non di genere, penso alla Berlinale, dove troviamo film che trattano la sessualità anche se non hard. Infine, ogni anno cerchiamo di riservare una finestra legata al passato, soprattutto la Golden Age del porno ed il cinema erotico italiano.»

“Snapshot” di Shine Louise

In concorso quest’anno troviamo due film italiani, che saranno proiettati sabato.

«Si tratta di due anteprime assolute. Un grande progetto di Giuseppe Longinotti, un documentario un po’ road movie un po’ racconto picaresco che racconta la giovane performer torinese Marika Ferrero; mentre ISVN – Io Sono Valentina Nappi racconta una notte della celebre pornostar, le chiacchiere, il desiderio, il sesso, descritti con leggerezza e complicità dalla “ragazza del porno” Monica Stambrini».

http://www.fishandchipsfilmfestival.com

Emanuele Rebuffini