Parole resistenti a cosa? Al tempo, all’acqua di mare, alle intemperie della cattiva memoria?

Cara C,
ti riporto la bella testimonianza di Cinzia e Laura, due compagne di banco del Liceo Scientifico Majorana, appartenenti a qualche generazione precedente alla nostra.
Le loro lettere rispondono all’appello lanciato per la nostra rubrica “Caro compagno ti scrivo”, spazio libero generazionale e ponte per il confronto tra i banchi di scuola.
Torna così a prendere vita la rubrica di Compagne di banco con due voci sul valore della Resistenza.
Due compagne di banco raccontano come sui banchi di scuola fossero nate riflessioni intorno al tema della Resistenza e come i temi si siano incardinati nelle loro esistenze.
Elena

Cara Elle,
saranno le primavere, sarà che ho ancora negli occhi e nelle orecchie i collettivi al liceo, ma in questi giorni sento il bisogno di ricordare, di tutte le liberazioni, la Liberazione.
Lo faccio con un pensiero di Aldo Cazzullo:
“Come in ogni guerra civile, furono commesse atrocità da ambo le parti: fino al 25 aprile erano i fascisti ad avere il coltello dalla parte del manico, dopo lo ebbero gli antifascisti, non necessariamente comunisti. L’epurazione a Torino, che non fu una passeggiata, venne comandata da due borghesi — Giorgio Agosti, magistrato, e Dante Livio Bianco, avvocato — del partito d’Azione, lo stesso di Ferruccio Parri, ex redattore del Corriere della Sera e comandante partigiano decorato dagli americani, che il 21 giugno divenne presidente del Consiglio. Fu una vicenda durissima, come ogni guerra civile. Tutti i caduti vanno pianti e rispettati.
Ma c’era una parte che aveva ragione, nel combattere i nazisti, e una che aveva torto.”
Se penso alla mostra fotografica sui campi di sterminio nazi-fascisti ad Auschwitz, che per qualche giorno aveva occupato i corridoi del Majorana, mi sento scendere nuovamente all’inferno…
Ecco… ti confido che anche nel 2026 il mio sentire e la mia speranza stanno sempre dalla parte della libertà, della giustizia e della solidarietà. Anche se non so se saprei onorare tali valori con la determinazione e lo spirito di sacrificio di chi ha vissuto la Resistenza.
Che ne dici: tornerà presto il momento di verificare di cosa siamo capaci?

Cì,
io ricordo poco o nulla della nostra attività politica al liceo, il mitico Majo!
Invece, ho ben presente il fuoco sacro dell’indignazione giovanile che mi spingeva ad  infervorarmi ad ogni tentativo di relativizzare, sminuire, travisare.
Sì, ha ragione Cazzullo: c’era chi aveva torto e chi ragione.
Oggi? Sarà l’età, le prospettive cambiate, il tentativo di scendere in profondità in ogni questione (considerare tutti, o quasi tutti,i punti di vista)…e, allora, ti dico, che faccio fatica a sposare una parte.
Certo, l’indignazione per la tracotanza e la protervia imperanti e la spavalda ignoranza nel voler cancellare le conquiste democratiche mi fanno ancora ribollire il sangue!
Vorrei per me, per quello che resta, e per i giovani tutti, un mondo più mite e gentile, un mondo in cui le ombre e le luci di ciascuno si armonizzassero cercando di realizzare la versione migliore di ognuno di noi.
Non riesco più a sopportare i toni urlati, la mancanza di argomentazioni serie a supporto delle proprie idee e, soprattutto, la totale assenza dell’ascolto della altrui opinione.
E’ di tutto questo che vorrei essere capace. Capisco, è una rivoluzione lenta, ma forse l’unica possibile in questo mare malmostoso d’indifferenza.
Ti invito alle manifestazioni per il 25 Aprile, Festa della Liberazione, che per me rimane un giorno importantissimo.
A presto
Elle

Biografie

Elle, ovvero Laura, sono nata nel Maggio del 1962, vivo in un piccolo paese della seconda cintura di Torino.
Ho condiviso il banco del Liceo  e la passione per la lettura con Ci
Sono diventata fisioterapista e coniugo ogni giorno l’interesse profondo per le storie delle persone che curo e la possibilità concreta di portare sollievo e aiuto.
Sono madre di due figlie meravigliose, una di cuore e una di pancia, che mi danno la possibilità di sperimentare ogni giorno le mille forme dell’ amore
Amo camminare, sono curiosa e attenta, sempre disposta ad imparare e a sperimentare cose nuove come questa esperienza!

Sono Ci, Cinzia, ed essendo compagna di scuola di Elle avrete capito che sono una boomer. Abbiamo vissuto momenti d’oro al Majorana di Moncalieri. Poi sono diventata un’educatrice specializzata, ho lavorato in un centro diurno per persone disabili, poi in diversi uffici comunali e in biblioteca. Ora, a pochi mesi dalla pensione, lavoro all’ufficio Eventi di un comune della cintura. Ho tre figli: due ragazze e un ragazzo. Rappresentano il progetto migliore che mai potessi realizzare: dare gambe e testa (!) al futuro. E, per me, la certezza che l’amore esiste.

La nostra voce sulla resistenza domani tornerà alta alle 21.00 al Comala per “Primavera di bellezza – piccolo festival resistente”.

Autore: Redazione

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