Care Compagne di Banco, il nostro legame si è completato con l’amore per i libri e da quel momento è sorta una domanda “I giovani hanno davvero smesso di leggere?”
Per tanto tempo ho letto articoli di giornale, sondaggi e statistiche nei quali mettevano in cattiva luce la mia generazione e quella futura, ragazzi che hanno paura a prendere in mano un libro e sfogliarlo.
Tuttavia la mia realtà è ben diversa da ciò che sentiamo dire. La mia è una generazione di social, siamo tutti in rete e siamo tutti connessi tra di noi anche quando la distanza sopraggiunge ed è proprio per questo motivo che la risposta alla crisi della lettura l’abbiamo trovata proprio lì, su TikTok, all’interno di una community chiamata BookTok.
Se gli adulti pensano che passiamo ore a scrollare lo schermo senza combinare nulla, non sanno che milioni di ragazzi si scambiano ogni giorno consigli di lettura attraverso brevi video emotivi, estetici e terribilmente sinceri. Il BookTok non è un club del libro polveroso: è uno spazio vivo dove un romanzo di poche centinaia di pagine può trasformarsi in un trend globale da miliardi di visualizzazioni.
Ma chi c’è davvero dentro questa community? Ci siamo noi. Ci sono i BookToker, ragazzi e ragazze che recensiscono libri non con il tono distaccato dei critici letterari, ma piangendo davanti alla telecamera per un finale strappalacrime, ridendo per i colpi di scena o creando “aesthetic” visivi che fanno venire voglia di tuffarsi tra le pagine. Accanto a loro ci sono lettori silenziosi, autori che promuovono le proprie opere e case editrici che hanno dovuto ristampare vecchi classici o romanzi di nicchia solo perché “andati virali”. Dai generi romance e fantasy fino ai grandi classici della letteratura.
Il BookTok ha fatto un miracolo che i vecchi metodi non riuscivano più a fare: ha reso la lettura “cool” e, soprattutto, condivisibile. Ha dimostrato che non abbiamo smesso di leggere, abbiamo solo cambiato il modo di parlarne. Non siamo una generazione distratta; siamo una generazione che ha trovato il proprio modo di sognare insieme, una pagina e un video alla volta.
Ho quindi un gioco da proporvi, se le parole da salvare diventasse un gioco?
Quali parole sceglieresti?
Prendi in mano il tuo libro preferito, tocca la copertina e annusa le pagine al suo interno, se non dovessi averlo più tra le mani con quale parole me lo descriveresti?
Letizia
Chi è Letizia
Mi chiamo Letizia Ricciardella, ho 22 anni e sono una studentessa dell’Università di Torino.
Frequento il corso del Dams, discipline delle arti, della moda e dello spettacolo e vorrei specializzarmi in quest’ultimo.
In particolare nella pre-produzione, il mio sogno nel cassetto è infatti quello di scrivere per il cinema diventando una sceneggiatrice.
Ho sempre seguito questa strada, alle superiori ho frequentato l’Istituto Albe Steiner, il quale mi ha dato le basi e, soprattutto, ha alimentato questa passione.