Le parole tra noi da salvare

Care Compagne di Banco mi presento! Sono Letizia, ho ventidue anni e frequento attualmente l’università degli studi di Torino. Il mio indirizzo è DAMS (Discipline della Arti, della Musica e dello Spettacolo) e il mio sogno nel cassetto è diventare una sceneggiatrice e autrice di romanzi.

Ringrazio l’associazione culturale “Compagne di banco” per avermi dato l’opportunità di avere uno spazio su questo blog e di frequentare le mie ore di tirocinio insieme a loro.

Per riprendere il progetto “Le parole tra noi da salvare”, in questo caso vorrei dirvi ciò che nella mia quotidianità salverei. Le mie parole formano l’AMORE, un incrocio di lettere, scritte e usate a dismisura.
Nel mio caso spero non sia di troppo riutilizzare questa parola, aggiungendo però un mio significato.
A di Ambizioni, secondo il nostro vocabolario, il suo significato è chiaro e profondo “è un desiderio vivo e un’aspirazione profonda verso obbiettivi elevati…”
L’ambizione non è quindi solo un’aspettativa del proprio futuro ma è una promessa che facciamo a noi stessi. Io ne sono piena e devo ricordarmi, lungo la strada della mia vita, che spesso e volentieri non è “quando” arrivi a destinazione ma “come”
Dopotutto la mappa è stata creata prima della bussola, la direzione è molto più importante di quanto tempo ci mettiamo per raggiungerla.
M di Memoria, nella mia vita mi è capitato e mi capiterà di dovermi allontanare da casa ma fino a quando avrò memoria del posto che mi ha cresciuta, delle persone che mi hanno amato e delle esperienze che ho vissuto, non sarò mai abbastanza lontana da tutto questo per permettere di dimenticarmi dell’amore che mi ha cresciuto.
O di Obbiettivi, e non parlo solo di obiettivi fotografici! Ma sono necessari per vivere. Quando ero piccola ero convinta che tutti nascessero con un obbiettivo: c’è chi amava dipingere quindi per me era destinato a fare l’artista, chi cantava, chi affrontava problemi matematici, chi osservava e giudicava… tutti quanti erano destinati a un lavoro che prendeva a braccetto le loro stesse passioni.
Crescendo ho capito che purtroppo la maggior parte delle persone abbandona quei sogni per vivere una realtà grigia ma io non sono tra loro. Credo ancora nel mio sogno da bambina, credo ancora nella mia scrittura.
R di Responsabilità, forse la parola più brutta, incute anche timore nel pronunciarla. È fondamentale e prima o poi arriva a tutti. Da bambini si impara quando le nostre azioni ci dimostrano che esistono le conseguenze, da adolescenti le ignoriamo perchè siamo ancora sotto la custodia dei nostri genitori ma quando cresciamo?
E di Empatia, ogni volta, durante una di quelle buffe lezioni dove tutti si radunavano a cerchio e ognuno doveva descriversi con una parola, la mia era sempre empatia.
La capacità di capire gli altri, di mettersi nei loro panni, nelle loro vite. Sono convinta che questa parola sia spesso confusa con la sensibilità.
Attenzione! Essere sensibili vuol dire emozionarsi anche per una giornata uggiosa. Essere empatici vuol dire utilizzare la propria sensibilità per avvicinarsi agli altri senza però confondersi con la propria vita.

Nel mio mosaico di parole sono queste – Ambizione, Memoria, Obbiettivi, Responsabilità ed Empatia – che io scelgo di salvare e custodire per tenere in piedi la mia storia e la mia penna.
Da futura sceneggiatrice e autrice so quanto le parole hanno un peso, siamo noi a scegliere se affidare loro un carico pesante o una leggero viaggio verso i nostri pensieri.

Ringrazio ancora Compagne di Banco per questo spazio di scrittura e condivisione, lascio la parola a voi lettori.
Qual è il vostro mosaico di parole?

Un caro saluto, Letizia

Chi è Letizia

Mi chiamo Letizia Ricciardella, ho 22 anni e sono una studentessa dell’Università di Torino.
Frequento il corso del Dams, discipline delle arti, della moda e dello spettacolo e vorrei specializzarmi in quest’ultimo.
In particolare nella pre-produzione, il mio sogno nel cassetto è infatti quello di scrivere per il cinema diventando una sceneggiatrice.
Ho sempre seguito questa strada, alle superiori ho frequentato l’Istituto Albe Steiner, il quale mi ha dato le basi e, soprattutto, ha alimentato questa passione.

Autore: Redazione

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