Il cinema Massimo festeggia 30 anni con una settimana di proiezioni speciali

Il Cinema Massmo di Torino, la sala ufficiale del Museo Nazionale del Cinema, compie 30 anni e si appresta a festeggiare con un Birthday Party, una settimana di proiezioni davvero speciali.

Inaugurato nel 1989 con la proiezione di “Occhi che videro” di Daniele Segre (mica un film a caso), da quel giorno sono passati sui suoi schermi più di 20 mila film visti da oltre 3 milioni e mezzo di spettatori, compresi i festival. Il Massimo chiuse poi nel 1998 per il grosso restauro che lo portò a riaprire nel 2001 diventando multisala, una delle quali costantemente dedicata alla cineteca del Museo del Cinema, alle rassegne, agli eventi per cinefili più duri. Dal 2001 il responsabile della programmazione è Stefano Boni, affiancato dal 2006 da Grazia Paganelli.

Durante la chiusura estiva 2019 sono stati rinnovate le sale con la sostituzione delle poltrone e alcuni adeguamenti. Ora si riparte con le tre sale, nel frattempo divntate “Cabiria”, “Rondolino” e “Soldati” pronte a regalarci nuove emozioni e con la novità che la sala “Rondolino” avrà un’attenzione particolare per i film che non trovano distribuzione nei canali tradizionali.

Dal 26 settembre al 2 ottobre il Massimo festeggia i suoi 30 anni con questo programma:

* Giovedì 26 settembre h. 21.00 – Sala Cabiria,
Le Révélateur di Philippe Garrel (Francia 1968, 67’, DCP, b/n) con l’accompagnamento musicale dei Tiresia (Bruno Dorella e Stefano Ghittoni).
Film sperimentale e allo stesso tempo estremamente lirico, onirico ma anche fortemente allegorico, figlio della sua epoca, ma anche anticipatore dei movimenti a venire degli anni Settanta. Originariamente il film di Garrel e muto, terreno ideale per l’elettronica psichedelica di Stefano Ghittoni e la chitarra liquida di Bruno Dorella, che scrivono appositamente una colonna sonora con il moniker Tiresia per questo capolavoro cult da riscoprire. Sonorizzazione realizzata in collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

* Venerdì 27 settembre h. 16.00 – Sala Soldati
Bashù, il piccolo straniero (Bashù, gharibeh kuchak) di Bahram Beizai (Iran 1989, 120’, 35mm, col., v.o. sott.it.)
Uno dei primi film iraniani distribuiti in Italia. Il ragazzino Bashù vede distruggere la propria casa sotto i bombardamenti. Fugge clandestino su un camion diretto verso un’altra parte dell’Iran dove,
nonostante le continue esplosioni, conosce una donna che si prenderà cura di lui, nonostante le prime incomprensioni. Copia conservata dal Museo nell’ambito del fondo Bahman Maghsoudlou.

* Venerdì 27 settembre h. 18.30 – Sala Soldati
Water, Wind, Dust (Ab, Bad, Khak) di Amir Naderi (Iran 1989, 75’, 35mm, col., v.o. sott.it.)
Dopo due anni di assenza, un ragazzo cerca di tornare nel suo villaggio d’origine, colpito da una terribile siccità. All’arrivo trova però il villaggio completamente deserto. Inizia così per lui un’affannosa ricerca attraverso paesaggi desolati e una strenua lotta per la sopravvivenza. Copia conservata dal Museo nell’ambito del fondo Bahman Maghsoudlou.

* Venerdì 27 settembre h. 20.30 – Sala Soldati
More di Barbet Schroeder (Francia 1969, 115’, HD, col., v.o. sott.it.)
Stefan, uno studente tedesco, finiti gli studi decide di spogliarsi della sua estetica conservatrice e di abbattere i ponti del suo status sociale. Dopo un passaggio in autostop fino a Parigi, rubacchia per
sopravvivere fino a quando non incontra Estelle, spirito libero con la quale decide di andare a Ibiza. Ma Estelle ha un passato che la perseguita. Prima colonna sonora dei Pink Floyd, che avevano
appena allontanato Syd Barrett. Al termine incontro con il regista Barbet Schroeder.

* Sabato 28 settembre h. 16.00 – Sala Soldati
Barbara Rubin & the Exploding NY Underground di Chuck Smith (Usa/Francia/Israele 2018, 78’, DCP, col., v.o. sott.it.)
Il film sperimentale di Barbara Rubin Christmas on Earth, all’epoca diciottenne, suscitò un tale scalpore nella New York nel 1964, da trasformarlo in un vero e proprio cult. Le immagini sovrapposte e le scene di nudo e sesso, hanno infranto le convenzioni artistiche e annunciato una nuova potente voce nell’universo underground della città. Amica di Bob Dylan, Andy Warhol e dei Velvet Underground, Barbara Rubin è poi scomparsa per convertirsi al giudaismo ortodosso e divenire il primo rabbino di sesso femminile. Jonas Mekas ha salvato tutte le sue lettere grazie alle quali Chuck Smith ha potuto realizzare questo affascinante ritratto d’artista e della sua epoca.

* Sabato 28 settembre h. 18.00 – Sala Soldati,
Eugen si Ramona di Corso Salani (Italia 1989, 25’, col., v.o. sott.it.)
Documentario sulla rivoluzione rumena poi confluito, in parte, nel film Occidente. La voce off di una ragazza di diciannove anni ci spiega che siamo nel 1989 in Romania, dove si combatte per abbattere il regime comunista di Ceauşescu. Persino lei, poco più che adolescente, partecipa agli scontri: e l’organizzatrice di un gruppo di ribelli, dieci ragazzi uniti per un ideale.

* Sabato 28 settembre h. 18.30 – Sala Soldati
Occidente di Corso Salani (Italia 2000, 95’, 35mm, col.)
Malvina è una ragazza di Bucarest che vive ad Aviano, lavora come cameriera in un ristorante e studia per diventare infermiera. Malvina ha alle spalle un’esperienza che l’ha segnata, quando nel 1989 ha partecipato alla Rivoluzione Rumena che ha abbattuto il regime di Ceausescu. Alberto è un giovane professore del locale istituto alberghiero. I due si sfiorano e lui rimane colpito dall’esistenza mesta e solitaria che la ragazza conduce, ma si limita a osservarla e a seguirla da lontano.

* Sabato 28 settembre h. 20.30 – Sala Soldati,
Pasqualino Settebellezze di Lina Wertmüller (Italia 1975, 116’, DCP, col.)
Un’apologia feroce dell’arte di arrangiarsi e sopravvivere a ogni costo, tipica della cultura partenopea: protagonista l’indimenticabile guappo che nella Napoli del 1936 uccide il seduttore di una delle sue sette e brutte sorelle (da qui il suo soprannome). Viene quindi rinchiuso in un manicomio criminale da cui esce come volontario di guerra per finire in un lager tedesco e diventare kapò. Il restauro è stato realizzato dal CSC-Cineteca Nazionale a partire dai negativi
immagine e suono originali su pellicola 35mm. Presentato quest’anno a Cannes Classics.

* Domenica 29 settembre h. 15.30 e h. 20.30 Sala Soldati
Satantango di Béla Tarr (Ungheria 1994, 431’, DCP, col., v.o. sott.it.)
Diviso in due parti e in dodici capitoli, per la durata di sette ore e più, costato quasi quattro anni di lavoro, tratto da un romanzo di László Krasznahorkai, adattato dall’autore col regista, è il più
ambizioso dei film di Tarr. In un villaggio della pianura stepposa ungherese due gabbamondo convincono la popolazione a lasciare le proprie case e i loro risparmi, per fondare una colonia collettiva dell’utopia. La proiezione è organizzata con il sostegno della Commissione Europea nell’ambito del programma Heritage Film Screenings.
h. 15.30 Prima parte. Al termine della prima parte sarà offerto un aperitivo.
h. 20.30 Seconda parte – Al termine incontro con il regista Béla Tarr.

* Lunedì 30 settembre h. 16.00 – Sala Soldati,
I 400 colpi (Les 400 coups) di François Truffaut (Francia 1959, 93’, HD, b/n, v.o. sott.it.)
Manifesto della nouvelle vague francese, il primo film di Truffaut è anche il primo della serie dedicata al personaggio di Antoine Doinel, alter ego del regista, sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud. Antoine è un bambino che vive con la madre e il patrigno, ha poca voglia di studiare e si diverte ad andare al cinema, a marinare la scuola, a compiere piccoli furti, oppresso da adulti che
pensano troppo a se stessi.

* Lunedì 30 settembre h. 18.00 – Sala Soldati
Sette opere di misericordia di Gianluca e Massimiliano De Serio (Italia/Romania 2011, 103’, DCP, col.)
Luminita è una giovane moldava che sopravvive grazie a piccoli furti di cui deve rendere conto a due balordi connazionali. La ragazza, però, ha un piano per sfuggire al loro controllo e ottenere dei documenti falsi. Inizia a metterlo in atto scegliendosi una vittima a caso, l’anziano e malato Antonio, che vive in una situazione di semidegrado. Al termine incontro con i registi Gianluca e Massimiliano De Serio.

* Lunedì 30 settembre h. 20.30 – Sala Soldati
Fa’ la cosa giusta (Do the Right Thing) di Spike Lee (Usa 1989, 114’, DCP, col., v.o. sott.it.)
In un quartiere “nero” di Brooklyn, tutto sembra tranquillo. I disordini razziali di quindici, venti anni prima sembrano dimenticati. Ma basta una giornata di caldo torrido per esacerbare gli animi. La
pizzeria italiana viene razziata. Il proprietario si vendica. Il film è introdotto da Enrico Bisi.

* Martedì 1 ottobre h. 16.00 – Sala Soldati
Palombella rossa di Nanni Moretti (Italia 1989, 89’, 35mm, col.)
Michele Apicella, onorevole del PCI, soffre di amnesia in seguito a un incidente stradale. Mentre partecipa con la propria squadra di pallanuoto a una trasferta in Sicilia, alle terme di Acireale, iniziano ad affiorare i ricordi di militante, di politico e contemporaneamente quelle di lui bambino alle prime armi con quello sport. Copia conservata dal Museo.

* Martedì 1 ottobre h. 18.00 – Sala Soldati
Sesso, bugie e videotape (Sex, Lies and Videotape) di Steven Soderbergh (Usa 1989, 100’, HD, col, v.o. sott.it.)
I fragili equilibri di una giovane coppia vengono compromessi dall’arrivo di un giovane, compagno di scuola del marito, la cui unica passione sembra quella di registrare in video le scabrose
confidenze delle donne che incontra. La moglie si innamorerà di lui. Palma d’oro al Festival di Cannes ed esordio di Soderbergh.

* Martedì 1 ottobre h. 20.30 – Sala Soldati
Radici di Luigi Faccini (Italia 2019, 75’, col.)
Quando arriva in Italia nel 1954, Lomax si innamora di quella gente affamata e stracciona che ricostruiva dalle fondamenta un Paese distrutto dalla guerra. Lomax era anche un antropologo, un
poeta, un fotografo magistrale. Volle possedere quel Paese, ed esserne posseduto. Il suo compagno di avventura fu Diego Carpitella, trentenne etnomusicologo calabrese. Incominciano
dalla Sicilia, intrufolandosi dappertutto ci fossero voci, canto, strumenti di lavoro all’opera. Al termine incontro con il regista Luigi Faccini, la produttrice Marina Piperno e lo storico Giovanni De Luna

* Mercoledì 2 ottobre h. 16.00 – Sala Soldati
Riso amaro di Giuseppe De Santis (Italia 1949, 108’, 35mm, b/n)
Francesca, giovane cameriera d’albergo, istigata dal suo amante Walter, ruba la collana di una cliente. Fuggono entrambi e Francesca si mescola alle mondine, che partono in treno. Nel
dormitorio delle mondariso, però, Silvana si impossessa della collana. Sul posto giunge Walter, che circuisce la donna e ne diviene l’amante. Gli equilibri si rompono e si compongono nuove alleanze. La proiezione celebra la Lux Film del produttore Riccardo Gualino, in occasione della mostra a lui dedicata dai Musei Reali. Copia d’epoca conservata dal Museo.

* Mercoledì 2 ottobre h. 18.00 – Sala Soldati
Star Trek di Robert Wise (Usa 1979, 132’, HD, col., v.o. sott.it.)
Il pianeta Terra è minacciato da una potente e misteriosa entità aliena sconosciuta, che si sta avvicinando sotto forma di nebulosa. La missione viene affidata al capitano James T. Kirk, che
riprende il comando della USS Enterprise (NCC-1701) e del suo storico equipaggio, compreso il signor Spock. Grazie alle sue capacità, l’astronave viene risparmiata dalla distruzione. Entrati nella nebulosa, scoprono che l’entità aliena V’ger è alla ricerca del proprio Creatore.

* Mercoledì 2 ottobre h. 21.00 – Sala Cabiria
La Passione di Giovanna d’Arco (La passion de Jeanne d’Arc) di Carl Th. Dreyer (Francia 1928, 100’, HD, b/n) con l’accompagnamento musicale dal vivo di Stefano Maccagno e Max Viale. Voce recitante di Eleonora Giovanardi.
Dreyer ricrea il processo e la condanna al rogo di Giovanna D’Arco con una tecnica modernissima, fatta tutta di primi piani dall’espressione intensissima. Nelle sale del palazzo di Rouen, Giovanna siede di fronte al tribunale ecclesiastico e rifiuta di rispondere e di collaborare al processo, anche sotto tortura. Il film rappresenta l’ideale apertura della rassegna Histoire(s) du cinéma, organizzata con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, a cura del professor Giaime Alonge.

Autore: Gabriele Farina

Blogger, scrittore, regista, poeta, in fondo narratore di storie. Nel 2005 nasce il suo storico blog Vita di un IO