Il primo numero della nuova rivista dedicata a fantascienza, fantasy, scienza e divulgazione sarà presentato a Milano a Stranimondi il 17 e 18 ottobre. Al centro del progetto, il tema dell’anomalia: ciò che rompe le regole e ci costringe a guardare la realtà con occhi nuovi.
E se proprio ciò che non torna fosse la cosa più interessante da osservare? Un fenomeno inspiegabile, una legge della natura che sembra non funzionare, un personaggio che si ritrova improvvisamente fuori dagli schemi, un mondo nel quale qualcosa cambia e costringe tutti a mettere in discussione ciò che fino a quel momento sembrava certo. È spesso da un’anomalia che nascono le domande più affascinanti. Ed è proprio all’anomalia che è dedicato il primo numero di Materia Oscura, nuova rivista aperiodica che si muove sul confine, sempre più interessante e sorprendente, tra fantascienza, fantasy, scienza, narrativa e divulgazione.

La rivista sarà presentata ufficialmente al pubblico durante Stranimondi, uno degli appuntamenti italiani più importanti dedicati alla letteratura fantastica, in programma il 17 e 18 ottobre 2026 a Milano, negli spazi di Gadames 57, in via privata Gadames 57. Per incontrare la redazione e scoprire il primo numero di Materia Oscura sarà possibile raggiungere lo stand R24 del Collettivo Scrittori Uniti. Un debutto che non rappresenta soltanto la presentazione di una nuova pubblicazione, ma l’inizio di un progetto editoriale che prova a guardare il fantastico da una prospettiva diversa: non come semplice evasione dalla realtà, ma come uno strumento per comprenderla meglio.
La parola “anomalia” porta con sé qualcosa di inquietante. Indica ciò che si discosta dalla norma, ciò che non segue la regola, ciò che non dovrebbe esserci oppure che, semplicemente, non sappiamo ancora spiegare. Ma nella storia della scienza e della cultura le anomalie hanno avuto spesso un ruolo fondamentale. Prima che una teoria venga modificata, prima che un paradigma venga messo in discussione, prima che una nuova scoperta cambi il nostro modo di interpretare l’universo, spesso compare proprio un dettaglio che non coincide con ciò che già conosciamo.
È questo il punto di partenza di Materia Oscura 01 – L’anomalia. L’anomalia non viene considerata soltanto come un errore o una deviazione, ma diventa una porta, un passaggio attraverso il quale osservare la realtà da una prospettiva differente. E questa idea attraversa l’intero primo numero della rivista. La domanda, in fondo, è semplice ma potentissima: che cosa succede quando qualcosa rompe le regole? La risposta può arrivare dalla scienza, dalla narrativa, dalla filosofia, dalla società o dall’immaginazione. Proprio per questo Materia Oscura sceglie di mettere insieme linguaggi differenti.
Dire che Materia Oscura è semplicemente una rivista di fantascienza e fantasy sarebbe infatti riduttivo. Il progetto nasce con l’ambizione di creare un luogo nel quale la narrativa possa dialogare con la divulgazione scientifica, nel quale un racconto possa essere letto accanto a un saggio e una riflessione scientifica possa diventare il punto di partenza per una nuova storia. Il risultato è una pubblicazione che non vuole scegliere tra realtà e immaginazione, ma esplorare proprio quello spazio intermedio nel quale le due dimensioni finiscono per incontrarsi.
La fantascienza, del resto, da sempre utilizza le grandi domande della scienza per costruire mondi, personaggi e scenari. Il fantasy fa qualcosa di analogo con il mito, la magia e l’immaginazione. La divulgazione scientifica, invece, cerca di spiegare il mondo reale e i suoi fenomeni. Materia Oscura prova a mettere questi elementi sullo stesso tavolo. Il progetto è diretto da Claudio Secci, con Giuliano Olivotto nel ruolo di vicedirettore, e nasce grazie al lavoro di una redazione nella quale confluiscono competenze letterarie, scientifiche e artistiche. Una contaminazione che rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa, perché proprio quando discipline apparentemente lontane iniziano a dialogare possono nascere idee nuove.
Il cuore narrativo del primo numero è costituito da cinque racconti, selezionati attraverso un apposito bando. Cinque storie diverse, cinque interpretazioni dello stesso tema, cinque modi per affrontare quella frattura che si apre quando la realtà smette di comportarsi come ci aspettiamo. È questa una delle caratteristiche più affascinanti della narrativa fantastica: partire da una domanda e spingerla fino alle sue conseguenze. Che cosa accadrebbe se una legge della natura cambiasse? Come reagirebbe una società davanti a qualcosa che non riesce a spiegare? Cosa succederebbe a una persona costretta ad affrontare una realtà diversa da quella che conosce? E ancora: quali conseguenze avrebbe un’anomalia apparentemente piccola quando comincia a propagarsi?
Sono domande che la fantascienza pone da decenni, ma che continuano a essere incredibilmente attuali. Perché cambiano le tecnologie, cambiano le società, cambiano le nostre conoscenze, ma rimane immutato il bisogno umano di capire ciò che ancora non comprendiamo. Accanto alla narrativa, Materia Oscura 01 – L’anomalia propone quindi una serie di approfondimenti dedicati proprio al rapporto tra ciò che conosciamo e ciò che ancora sfugge alla nostra comprensione.
La scienza procede spesso in questo modo: osserva un fenomeno, formula un’ipotesi, verifica i dati e, quando qualcosa non coincide, cerca una spiegazione. A volte l’anomalia viene risolta. Altre volte apre una domanda ancora più grande. Ed è proprio questa seconda possibilità a essere particolarmente affascinante. Tra i contenuti del primo numero trova spazio un’intervista inedita realizzata da Raffaele Mazzilli del Max Planck Institute a Reinhard Genzel, premio Nobel per la fisica 2020,. Il tema è uno degli oggetti più misteriosi e affascinanti dell’universo: i buchi neri.
Studiare un buco nero significa confrontarsi con alcuni dei limiti della nostra conoscenza. Sono oggetti nei quali gravità, spazio e tempo assumono caratteristiche estreme e che, proprio per questo, continuano a rappresentare una delle frontiere più interessanti della ricerca contemporanea. L’intervista ripercorre il percorso di ricerca sui buchi neri e affronta anche le domande che rimangono ancora aperte sulla natura dell’universo. È un contenuto che sintetizza perfettamente lo spirito della rivista: da una parte c’è la ricerca scientifica, con i suoi dati, le sue osservazioni e i suoi strumenti; dall’altra c’è l’ignoto. E tra le due dimensioni nasce quella curiosità che ha spinto l’umanità a guardare sempre più lontano.
L’esplorazione dell’anomalia non si ferma però alla fisica. Il primo numero di Materia Oscura amplia lo sguardo anche ad altri territori del fantastico, con approfondimenti dedicati al solarpunk e ai sistemi magici, due temi apparentemente molto diversi ma accomunati dalla capacità di immaginare mondi alternativi. Il solarpunk propone scenari nei quali tecnologia, sostenibilità e società possono trovare nuovi equilibri. È una corrente narrativa e culturale che non si limita a immaginare il futuro come un luogo dominato dalle macchine e dall’intelligenza artificiale, ma prova a chiedersi quale potrebbe essere il rapporto tra innovazione tecnologica, ambiente e comunità.
Dall’altra parte, i sistemi magici appartengono a una tradizione completamente diversa. Eppure anche la magia, quando viene costruita in modo coerente all’interno di un universo narrativo, può essere considerata una sorta di sistema di regole. Ed è proprio quando una regola viene infranta che nasce l’anomalia. Il filo conduttore del primo numero riesce così a collegare mondi apparentemente lontanissimi: scienza e magia, tecnologia e immaginazione, realtà e fantastico.
La rivista dedica inoltre spazio alla produzione editoriale contemporanea attraverso recensioni di opere di fantascienza, fantasy e weird, offrendo ai lettori uno sguardo su un panorama sempre più vasto nel quale nuovi autori, nuove case editrici e nuove forme narrative continuano a modificare i confini del fantastico. La recensione diventa così non soltanto un giudizio su un libro, ma anche uno strumento per raccontare le tendenze di un genere in continua evoluzione.
Perché la fantascienza di oggi non è necessariamente quella di venti o cinquant’anni fa. E nemmeno il fantasy. Le paure cambiano, cambiano le tecnologie, cambiano le domande sociali e cambia il modo in cui immaginiamo il futuro. Cambia anche il modo in cui raccontiamo mondi impossibili. È proprio questa capacità di trasformarsi che permette alla narrativa fantastica di continuare a parlare al presente.
Anche il nome della rivista, Materia Oscura, richiama uno dei grandi misteri della cosmologia contemporanea. La materia oscura è infatti una componente dell’universo che non osserviamo direttamente attraverso la luce, ma della cui esistenza gli scienziati hanno ricavato importanti indicazioni attraverso gli effetti gravitazionali che produce. È qualcosa che non vediamo, ma che potrebbe essere fondamentale per comprendere la struttura dell’universo.
Un nome particolarmente adatto a una rivista che vuole occuparsi proprio di ciò che si trova ai margini della nostra conoscenza: quello che non vediamo, quello che non comprendiamo, quello che immaginiamo e, soprattutto, quello che ci spinge a fare nuove domande.
Il debutto ufficiale di Materia Oscura avverrà dunque a Stranimondi, il 17 e 18 ottobre 2026 a Milano. La scelta della manifestazione non è casuale: Stranimondi rappresenta infatti un importante punto di incontro per lettori, scrittori, editori e appassionati dei mondi della fantascienza, del fantasy e del fantastico. È proprio in un contesto come questo che una nuova rivista può incontrare il proprio pubblico, presentare il progetto editoriale e iniziare a costruire un rapporto diretto con lettori e autori.
Durante le due giornate sarà possibile conoscere la redazione e scoprire da vicino il primo numero della rivista. L’appuntamento è presso Gadames 57, in via privata Gadames 57, Milano, allo stand R24 del Collettivo Scrittori Uniti. Per chi ama i libri, la narrativa fantastica e le contaminazioni tra letteratura e scienza, può essere l’occasione per scoprire una nuova voce editoriale.
Un altro elemento interessante del progetto è la sua natura aperiodica. Non una pubblicazione obbligata a inseguire un calendario rigido, dunque, ma uno spazio editoriale nel quale il tempo può essere subordinato alla qualità dei contenuti. È una scelta particolarmente interessante in un’epoca nella quale siamo abituati a una produzione continua e rapidissima di contenuti. Social network, notizie, video e articoli vengono pubblicati ogni minuto. Materia Oscura sceglie invece di ritagliarsi uno spazio differente: uno spazio nel quale una storia può essere letta, un’idea può essere approfondita e una domanda può avere il tempo necessario per svilupparsi.
La fantascienza, del resto, non ha bisogno di predire il futuro per essere utile. Una delle sue caratteristiche più potenti è la capacità di parlare del presente attraverso il futuro. Quando uno scrittore immagina una società dominata dalle macchine, non sta necessariamente raccontando soltanto un mondo lontano: sta parlando anche del nostro rapporto con la tecnologia. Quando immagina un pianeta devastato, può raccontare le conseguenze delle nostre scelte ambientali. Quando immagina una società nella quale le persone vengono controllate attraverso sistemi tecnologici, può mettere in discussione il rapporto tra libertà e potere.
Il fantastico permette quindi di osservare la realtà da una certa distanza. E proprio questa distanza può renderla più comprensibile. È forse questa la ragione per cui la fantascienza continua a essere così attuale: non perché sappia necessariamente prevedere il futuro, ma perché ci costringe a immaginarlo prima che arrivi.
In fondo, l’anomalia non riguarda soltanto la scienza o la narrativa. Riguarda tutti noi. La nostra vita è fatta di regole, abitudini e aspettative. Ci aspettiamo che le cose funzionino in un certo modo. Poi arriva qualcosa che cambia tutto: un incontro, una scoperta, una tecnologia, una crisi, un’idea. Ed è proprio in quel momento che siamo costretti a rivedere le nostre certezze.
L’anomalia diventa allora una metafora del cambiamento. Può spaventare, perché mette in discussione ciò che conosciamo, ma può anche rappresentare un’opportunità. Perché se tutto funzionasse sempre esattamente come previsto, probabilmente non ci sarebbe bisogno di scoprire nulla di nuovo. La conoscenza nasce anche dall’errore, dal dubbio, dalla sorpresa e dall’imprevisto.
Ed è questo il messaggio più interessante che emerge dal primo numero di Materia Oscura. La rivista non propone soltanto racconti, saggi, interviste e recensioni, ma invita il lettore ad assumere un atteggiamento: quello di chi, davanti a qualcosa che non comprende, invece di voltarsi dall’altra parte decide di fare una domanda.
Perché?
È una delle parole più semplici della nostra lingua, ma anche una delle più potenti. È dal “perché” che nasce la ricerca scientifica. Dal “perché” nasce una storia. Dal “perché” nasce una teoria. Dal “perché” nasce una nuova invenzione. E dal “perché” nasce anche la voglia di immaginare un mondo diverso.
Con il primo numero dedicato all’anomalia, Materia Oscura prova quindi a costruire un luogo nel quale queste domande possano incontrarsi. Un luogo dove un racconto possa parlare di scienza e dove la scienza possa sembrare, per un momento, una storia fantastica. Un luogo nel quale il confine tra reale e immaginario non sia una barriera, ma una soglia.
E forse è proprio questa la vera sfida della nuova rivista: entrare nell’oscurità non per avere immediatamente tutte le risposte, ma per scoprire quali sono le domande che vale ancora la pena porsi.
L’appuntamento è quindi per 17 e 18 ottobre 2026, a Milano, durante Stranimondi. Materia Oscura 01 – L’anomaliasarà disponibile presso lo stand R24 del Collettivo Scrittori Uniti, negli spazi di Gadames 57, via privata Gadames 57.
Il primo numero è già disponibile in edizione cartacea su Amazon, mentre l’edizione ebook sarà disponibile prossimamente. Per chi ama la fantascienza, il fantasy, il weird, la divulgazione scientifica o semplicemente le storie capaci di far nascere nuove domande, l’appuntamento può essere l’occasione per scoprire una pubblicazione che vuole muoversi proprio là dove finiscono le certezze.
Perché, a volte, è proprio nell’anomalia che comincia la scoperta.
Informazioni: www.materiaoscura.it
Contatti: [email protected]