Al Salone del Libro Verna e Perissinotto raccontano la Storia (e le storie)

Attraverso il romanzo è possibile avvicinare alla Storia le nuove generazioni? Raccontare la violenza del passato (il delitto Matteotti, la strage di Torino) aiuta a comprendere la violenza del tempo presente?

Narrando storie di persone comuni, con le loro passioni, i loro amori, le loro insicurezze, è possibile sfuggire alla retorica sulla Resistenza e l’antifascismo? Il fascino delle storie della Resistenza è dovuto forse al fatto che si tratta dell’ultima volta che siamo stati eroici?

Nell’ambito della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con il Polo del ‘900, AIACE, ANPI e la rete degli Istituti storici della Resistenza in Piemonte, con la media partnership de “La Stampa” e “Tuttolibri”, organizza giovedì 14 maggio, alle ore 14.30, presso l’Arena Piemonte (Padiglione 2 – Lingotto Fiere), l’incontro pubblico dal titolo «Raccontare la Storia, raccontare le storie», con la partecipazione della scrittrice Nicoletta Verna (“L’inverno delle stelle”, Rizzoli; “I giorni di Vetro”, Einaudi) e dello scrittore Alessandro Perissinotto (“La guerra dei Traversa”, Mondadori), in dialogo con il giornalista Gianni Armand Pilon (vice direttore “La Stampa”).

Nicoletta Verna è nata a Forlì (24 dicembre 1976), ma vive a Firenze, dove lavora come editor di narrativa italiana. Ha pubblicato per Einaudi Il valore affettivo (2021), che ha avuto la menzione speciale al Premio Calvino e ha vinto il Premio Severino Cesari e il Premio Massarosa. Nel 2024 è uscito I giorni di Vetro (Einaudi), un caso letterario che ha vinto numerosi premi fra cui l’EUPL – European Union Prize for Literature, il Premio Manzoni per il Romanzo Storico ed il Premio Sila ’49.

Il romanzo è ambientato nella Romagna fascista e racconta le storie incrociate di due donne vittime della violenza del regime. Nel 2025 pubblica L’inverno delle stelle (Rizzoli), un libro per ragazzi ambientato tra Firenze e Fiesole durante la Seconda guerra mondiale e la Resistenza, un romanzo di formazione con protagonisti un gruppo di giovanissimi che formano una “banda” il cui capo è una bambina terribile, Sirio. Un inno alle scelte individuali che hanno il potere di determinare il corso della Storia, perché crescere vuol dire anche perdersi, sbagliare, mettersi in pericolo. E decidere, alla fine, da che parte stare.

Alessandro Perissinotto nasce a Torino il 20 dicembre 1964. Professore di Storytelling all’Università di Torino, ha esordito nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale hanno fatto seguito numerose opere che hanno attraversato diversi generi letterari, compreso il romanzo storico (come Treno 8017, che prende spunto da un incidente ferroviario del 1944) e sono state tradotte in molti paesi europei e in Giappone. Con Piemme ha pubblicato Semina il vento (2012), Le colpe dei padri (2013, secondo classificato al premio Strega), Coordinate d’Oriente (2014) e Quello che l’acqua nasconde (2017). Con Mondadori ha pubblicato Il silenzio della collina (2019, vincitore del premio internazionale Lattes Grinzane), La congregazione (2020). Insieme all’avvocato Piero d’Ettorre ha dato vita, sempre per Mondadori, alla serie di legal thriller con protagonista Giacomo Meroni (Cena di classe, 2022, e Il figliol prodigo, 2023). Nel 2024 con Mondadori pubblica La guerra dei Traversa, dove, attraverso l’avvincente storia di una famiglia di corniciai torinesi ripercorre un tratto di Novecento italiano, illuminando eventi storici poco noti e pericolosamente vicini all’oblio come la strage di Torino del 18 dicembre 1922.

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