Classici e Retelling

Care Compagne di Banco questa settimana parliamo di classici!
La definizione di “classico”, secondo il mio punto di vista, viene applicata ogni volta che dobbiamo riferirci a un libro di un’altra epoca. Un libro che consideriamo lontano da noi e dal nostro stile di scrittura.

Il classico è una definizione usata anche nell’ambito di un libro (e non solo) che rappresenta appieno un genere letterario.
Ad esempio “Dracula” di Bram Stoker viene rinominato come “classico dell’orrore”, unico nel suo genere.

Salverei la parola “classico” per il vostro progetto “Le parole da salvare” e, associata ad essa, ne riuscirei a tirare fuori un’altra: il retelling.

Dall’inglese significa raccontare di nuovo, prendere dunque un libro e riavvolgere la sua trama, già nota al pubblico, per ricostruire una storia più moderna o semplicemente diversa.

Vorrei analizzare con voi un paio di libri!

Sono ormai una lettrice da parecchi anni, sin da quando ero bambina ho sempre viaggiato con un libro nelle mia mani e tanta immaginazione dentro i miei occhi, e posso dire, secondo un mio parere, che ci sono alcuni libri che dovremmo semplicemente lasciarli al loro tempo. Altri, invece, se riscritti bene, posso riavere una seconda, o terza e anche quarta, avventura fra nuove pagine e personaggi.

“Una dote di sangue” di Saint T. Gibson, è un retelling oscuro dedicato al mito di Dracula. Il punto di vista che viene descritto nel libro è quello della terza moglie del famoso vampiro.
È uno sguardo tutto al femminile che vede la rivincita delle donne sul più grande vampiro di tutti i tempi.

“La triade di Dante. Inferno” di Alessia Lorecchio, è un retelling di genere dark romance ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri.
La protagonista femminile è la vittima prescelta di una setta misteriosa che organizza giochi mortali, ad avercela spinta è stato il suo ex ragazzo, in conflitto con lei da tempo.

Apprezzo in entrambe le storie la creatività che vi è dietro, io personalmente scrivo nel mio tempo libero e una delle mie attività preferite è proprio quella di immaginarmi tutt’altra trama per alcuni dei più grandi libri di tutto il tempo.
Tuttavia, per quanto io ami questo processo creativo, non tutti i retelling riescono a fare centro allo stesso modo.

Nel caso di “Una dote di sangue”, ho trovato la riscrittura splendida e potente: il legame con il classico originale è fortissimo e la scelta di dare voce alle mogli di Dracula arricchisce il mito in modo sensato e profondo. Al contrario, “La triade di Dante” mi ha lasciata più fredda. Nonostante l’ottimo spunto di partenza, la storia si allontana così tanto dallo spirito e dalle atmosfere della Divina Commedia da perdere quel legame speciale che, secondo me, rende un retelling davvero un “buon” retelling.
Per me, è diventato un dark romance in cui il classico originale fa solo da sfondo, senza essere davvero integrato nella narrazione.

E voi cosa cercate in un retelling? Preferite una riscrittura fedele all’atmosfera originale o vi piace quando la trama stravolge completamente il classico da cui prende ispirazione?

Letizia

Chi è Letizia

Mi chiamo Letizia Ricciardella, ho 22 anni e sono una studentessa dell’Università di Torino.
Frequento il corso del Dams, discipline delle arti, della moda e dello spettacolo e vorrei specializzarmi in quest’ultimo.
In particolare nella pre-produzione, il mio sogno nel cassetto è infatti quello di scrivere per il cinema diventando una sceneggiatrice.
Ho sempre seguito questa strada, alle superiori ho frequentato l’Istituto Albe Steiner, il quale mi ha dato le basi e, soprattutto, ha alimentato questa passione.

Autore: Redazione

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