Cara C,
marzo incombe con pioggerelle e raggi di sole a sprazzi che creano l’illusione di essere giunti al termine dell’era ghiacciata di quest’ultimo, particolarmente rigido, inverno caldo per certi versi e scenari politici in cui siamo precipitati.
E’ in queste giornate incerte che mi prende alla gola un tipo di panico mosso da un senso di insicurezza atavico e puntellato dai venti freddi di guerre vicine.
In realtà mia cara C, la paura ci bussa alla porta della coscienza perché il teatro di guerra è sempre più vicino, quindi ci affligge essere ancora più impreparati all’imprevedibile, noi che siamo stati preparati a tutto come cyber.
Chiederò a Gemini dove trovare un bunker o come difendermi da una guerra chimica. L’intelligenza artificiale che mi dirà? Forse “Vai su Google?” Ed io precipiterò in un buco nero! Chissà!?
Nei cieli poco sereni gli spazi aerei sono occupati da illusioni ottiche di invasioni aliene o di aerei nemici, o di droni. Gli scenari visti solo nei videogiochi mi spingono alla ricerca di un costante game over.
La fluida incertezza di questi tempi bui mi spinge a ricordarti che possiamo solo continuare a fare quello che sappiamo fare, da sempre, e a farlo bene e a farlo sempre di più e a farlo i maiuscolo, mettendolo nell’elenco della spesa e delle cose da fare, al risveglio, tutti i giorni.
LEGGERE
SCRIVERE
PARLARE
Cara C, quindi il monito è andare avanti a salvare parole, a salvare libri, e portando salvezza in giro, noi ci salveremo.
Ed è così che nel prossimo weekend nè carne nè pesce, non ancora primavera ma non più rigido inverno ci troveremo di nuovo.
Ci troveremo chiamate dagli eventi a raccoglierci intorno a temi importanti, come le parole costituenti che costituiscono la Costituzione e che sono i ricostituenti di tutti i mali antidemocratici, quelli di stagione, quelli pandemici, quelli endemici duri a morire, pensi di averli guariti e si ripresentano come un conto, un debito mai estinto, con gli interessi.
Cara C, dato che in matematica non siamo mai state brave, non ci sottraiamo a fare i conti per il bene comune con gli strumenti che conosciamo ed al posto dei numeri ci mettiamo le parole.
Sabato faremo un esperimento di raccolta e semina di parole al diritto e al rovescio sui temi della Costituzione, mentre domenica ci troveremo in un posto amico, pieno di libri, a leggere in silenzio e a condividere riflessioni con parole emerse dalle pagine lette.
Porta con te le solite cose: scudi ed armi spaziali che sconfiggono da sempre tutti i cattivi: libri, penne e fogli su cui scrivere messaggi.
In cielo faremo volare solo aeroplanini di carta.

