Se le condizioni meteorologiche delle prossime settimane non subiranno cambiamenti significativi, la vendemmia 2026 nelle denominazioni Caluso DOCG, Canavese DOC e Carema DOC è destinata a entrare nella storia come la più anticipata a memoria d’uomo.
È quanto emerge dalle prime valutazioni condivise dai produttori del territorio e dal Consorzio di tutela che riunisce 43 aziende vitivinicole per complessivi 458 ettari di vigneto.
“È ancora presto per formulare previsioni definitive – sottolinea il presidente del Consorzio Caluso DOCG, Canavese DOC e Carema DOC Lorenzo Simone – perché la vite è una coltura che può ancora risentire dell’andamento climatico delle prossime settimane, tuttavia, allo stato attuale, tutti gli indicatori fanno pensare a una vendemmia eccezionalmente precoce, probabilmente la più anticipata che il nostro territorio ricordi”.
Secondo le prime ricognizioni effettuate tra i produttori, le prime raccolte del Pinot potrebbero iniziare già prima di Ferragosto, mentre le uve Erbaluce destinate alle basi spumante dell’Erbaluce di Caluso DOCG Metodo Classico dovrebbero essere vendemmiate a partire dal 18 agosto. Le curve di maturazione, che saranno avviate nei prossimi giorni, consentiranno di confermare il quadro con dati analitici.
L’annata 2026 si inserisce in una tendenza ormai evidente. “Negli ultimi dieci anni – osserva Simone – le vendemmie anticipate sono diventate più frequenti di quelle considerate normali. È un cambiamento che modifica profondamente il nostro modo di lavorare, sia in vigneto sia in cantina”.
L’anticipo della maturazione comporta infatti una diversa gestione della raccolta, concentrata nelle ore più fresche della giornata, una maggiore rapidità nelle operazioni di conferimento e un crescente impiego degli impianti di refrigerazione per preservare la qualità dei mosti.