{"id":3300,"date":"2020-08-19T15:04:53","date_gmt":"2020-08-19T13:04:53","guid":{"rendered":"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/?p=3300"},"modified":"2020-08-19T18:56:18","modified_gmt":"2020-08-19T16:56:18","slug":"i-formaggi-piemontesi-a-cui-non-si-puo-rinunciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/i-formaggi-piemontesi-a-cui-non-si-puo-rinunciare\/","title":{"rendered":"I formaggi Piemontesi a cui non si pu\u00f2 rinunciare"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><em><strong>Per quanto riguarda le eccellenze casearie di certo il Piemonte ricopre un ruolo di primo piano nella produzione dei formaggi. Toma, Bra, Castelmagno, Paglierina, Maccagno e Montebore sono i primi dell\u2019indice dei formaggi piemontesi da assaporare, esistono bont\u00e0 millenarie che raccontano storie grandi e infiniti sapori \u00a0<\/strong><\/em><\/h4>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Merita senza alcun dubbio un breve viaggio alla scoperta di prodotti eccezionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pasta dura o molle, freschi o stagionati. La variet\u00e0 dei formaggi piemontesi \u00e8 davvero lunga, tanto che si contano pi\u00f9 di 30 prodotti caseari della regione. Di questi, ben 9 sono stati considerati meritevoli di fregiarsi del marchio DOP. Abbiamo selezionato la nostra personale lista dei formaggi piemontesi a cui non si pu\u00f2 rinunciare. Ecco quali sono i formaggi degni di nota, e i pi\u00f9 pregiati da degustare come non ci fosse un domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3307\" aria-describedby=\"caption-attachment-3307\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Formaggio-di-bra-04-1024x746-bra-mor-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3307\" src=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Formaggio-di-bra-04-1024x746-bra-mor-2-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Formaggio-di-bra-04-1024x746-bra-mor-2-300x218.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Formaggio-di-bra-04-1024x746-bra-mor-2.jpg 521w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 85vw, 400px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3307\" class=\"wp-caption-text\">Bra Morbido<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il Bra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei formaggi pi\u00f9 deliziosi e noti in Italia, prende il nome dalla cittadina, Bra, in provincia di Cuneo dove viene prodotto. Ne esistono due versioni, duro e tenero, inoltre hanno un metodo di produzione leggermente differente, soprattutto una diversa stagionatura, circa 45 giorni per il tipo Tenero, arriva invece a 180 giorni per quello Duro. Il Bra duro si presenta con una crosta dura, una pasta di color giallo paglierino e un aroma molto saporita, il secondo ha invece una pasta tenera, un colore che sfocia sul bianco e un gusto pi\u00f9 delicato.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3306\" aria-describedby=\"caption-attachment-3306\" style=\"width: 401px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/allegato_1522.-Raschera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3306\" src=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/allegato_1522.-Raschera-300x191.jpg\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/allegato_1522.-Raschera-300x191.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/allegato_1522.-Raschera.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 401px) 85vw, 401px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3306\" class=\"wp-caption-text\">Raschera<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Raschera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Presidio Slow Food, \u00e8 un formaggio che ha origine dai pascoli di alpeggio attorno alle Alpi Marittime e nelle circostanti Valli monregalesi in Provincia di Cuneo. La pasta \u00e8 semidura di latte vaccino, viene stagionato almeno 30 giorni, il sapore \u00e8 moderatamente piccante, per via delle sue goderecce caratteristiche \u00e8 largamente apprezzato anche come ingrediente in cucina. Il formaggio ha origine alla fine del 1400, allora esisteva un contratto d&#8217;affitto in cui si pretendeva dai pastori della zona di Pamparato un pagamento con le forme di Raschera.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3305\" aria-describedby=\"caption-attachment-3305\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/robiolapuracapra1rob.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3305\" src=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/robiolapuracapra1rob-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/robiolapuracapra1rob-300x210.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/robiolapuracapra1rob.jpg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 85vw, 400px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3305\" class=\"wp-caption-text\">Robiola<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">La Robiola di Roccaverano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Robiola di Roccaverano Dop \u00e8 una variante della classica Robiola delle Langhe, viene prodotta con latte crudo scremato misto (caprino al 50%, vaccino e ovino) ed \u00e8 l\u2019unica disponibile in inverno. Ha bisogno di almeno tre giorni di stagionatura fino oltre i trenta. La pasta ha un color avorio, il sapore \u00e8 leggermente acidulo. La mostarda d\u2019uva (chiamata cougn\u00e0 nel Cuneese) \u00e8 l\u2019accompagnamento per eccellenza.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3310\" aria-describedby=\"caption-attachment-3310\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Castelmagno-alpeggio-55.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3310\" src=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Castelmagno-alpeggio-55-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Castelmagno-alpeggio-55-300x200.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Castelmagno-alpeggio-55.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 85vw, 400px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3310\" class=\"wp-caption-text\">Castelmagno-alpeggio<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il Castelmagno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 contrassegnato da un marchio che ricorda una croce occitana, ha un sapore forte, che si addolcisce se va accompagnato con mieli o confetture. E\u2019 prodotto tutto l\u2019anno in tre minuscoli comuni della Val Grana, in provincia di Cuneo; Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana. Si adopera latte vaccino scremato crudo, la pasta \u00e8 semidura paglierina e granulosa, con erborinatura blu-verdastra dopo la stagionatura, che avviene all\u2019interno di grotte naturali di tufo, che gli conferiscono la famosa aroma \u00a0intensa.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3303\" aria-describedby=\"caption-attachment-3303\" style=\"width: 404px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/0-eb91d129-800-f-montebore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3303\" src=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/0-eb91d129-800-f-montebore-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/0-eb91d129-800-f-montebore-300x199.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/0-eb91d129-800-f-montebore.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 85vw, 404px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3303\" class=\"wp-caption-text\">Montebore<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il Montebore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un formaggio quasi perduto. Il Montebore era prodotto e gustato gi\u00e0 nel XII secolo, fonti storiche narrano che nel 1489 venne servito al pranzo di nozze tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d\u2019Aragona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agli inizi degli anni Ottanta rischia l\u2019estinzione quando le montagne dell\u2019Appennino si spopolano. Il ritorno si deve a a Slow Food e a Maurizio Fava, che contatta Carolina Bracco, l\u2019ultima donna che sapeva produrlo. Grazie a loro riparte a fine anni Novanta, e \u00a0oggi \u00e8 disponibile grazie al lavoro della Cooperativa Vallenostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si produce a Mongiardino Ligure, e in Val Borbera territorio alessandrino. Il Montebore \u00e8 una sovrapposizione di tre o cinque strati di formaggio che si fondono l\u2019un con l\u2019altro. Viene realizzato con latte misto crudo, la pasta \u00e8 morbida di colore bianco. Si pu\u00f2 consumare fresco, oppure dopo una stagionatura che dura fino a quattro mesi.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3302 aligncenter\" src=\"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-300x300.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-150x150.jpg 150w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-200x200.jpg 200w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-100x100.jpg 100w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-80x80.jpg 80w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma-400x400.jpg 400w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/piemontedimoda\/files\/2020\/08\/Stagionata-1-300x300-toma.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 401px) 85vw, 401px\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Toma Dop<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 il tipico formaggio piemontese, prodotto con latte vaccino, presenta caratteristiche gustative diverse a seconda se si tratta della produzione tradizionale ottenuta a partire dal latte intero o della variante semigrassa ottenuta con latte scremato. Nel primo caso la crosta \u00e8 elastica e liscia con un color bruno rossiccio, dipende dalla stagionatura, mentre la pasta ha un colore giallo paglierino, il sapore ha una aroma delicata dolce e gradevole. Nella variante semigrassa la crosta \u00e8 poco elastica, ha un colore paglierino carico al bruno rossiccio, il sapore \u00e8 intenso ed armonico, di aroma fragrante che diviene pi\u00f9 caratteristico con la stagionatura. E\u2019 l\u2019unico formaggio DOP la cui produzione si estende in tutto il territorio regionale in quanto la zona di provenienza del latte, di trasformazione, stagionatura ed elaborazione del formaggio Toma Piemontese comprende l\u2019intero territorio amministrativo delle province di Cuneo, Torino, Biella, Vercelli, Novara e Verbania e alcuni comuni in provincia di Asti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il grande patrimonio dei formaggi piemontese deve la sua variet\u00e0 ai tantissimi allevamenti di piccole e medie dimensioni, la loro bont\u00e0 era apprezzata sino dal tempo dei Romani che viene documentata da numerose fonti. Nelle zone collinari, prealpine e alpine della regione si riproducono e pascolano diverse razze, la maggior parte autoctone di mucche, ovini e caprini. E\u2019 proprio grazie alle radici storiche e di origine di molte produzioni, oggi si susseguono alle diverse generazioni che portano avanti le tradizioni secolari, i formaggi piemontesi sono alcuni dei segni distintivi che esprimono il territorio Piemontese.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quanto riguarda le eccellenze casearie di certo il Piemonte ricopre un ruolo di primo piano nella produzione dei formaggi. 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