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La nota di saluto dell’ assessore Chiara Caucino agli organizzatori dell’ evento del 22 aprile 2021 per la Giornata regionale dell’invecchiamento attivo

La nota di saluto dell’ assessore Chiara Caucino agli organizzatori dell’ evento del 22 aprile 2021 per la Giornata regionale dell’invecchiamento attivo

22 aprile 2021 |

La nota di saluto dell’ assessore alle Politiche della Famiglia, dei Bambini e della Casa, Sociale, Pari Opportunità della Regione Piemonte Chiara Caucino agli organizzatori dell’evento del 22 aprile 2021 per la Giornata regionale dell’invecchiamento attivo.

Gentilissimi,  ringrazio il sig. Gian Franco Billotti per il cortese invito in un’occasione simbolica cosí importante come quella della Giornata regionale dell’invecchiamento attivo, istituita con la Legge regionale n. 17 del 2019.

Porto a tutti Voi il saluto della Giunta regionale ed il mio personale proprio nella data che è stata scelta per rappresentare quello che è un tema quanto mai fondamentale e rispetto al quale il Legislatore, a vari livelli, ha legiferato: quello dell’ invecchiamento attivo.

Desidero svolgere alcune considerazioni in premessa, prima di tracciare brevemente, in chiusura, lo stato dell’arte rispetto all’attuazione della Legge regionale piemontese.

Il concetto di invecchiamento attivo viene definito win-win, cioè sempre vincente, perché in concreto significa sia un prolungato apporto produttivo, sia un contenimento della spesa socio-sanitaria.

Il superamento della visione tradizionale dell’età anziana, intesa come fase passiva dell’esistenza, caratterizzata da bisogno di assistenza e marginalità sociale. In questa nuova chiave, l’anziano, al contrario, deve essere considerato una risorsa imprescindibile, come un protagonista della vita sociale.

Ricordo che il 14 dicembre 2020 l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato una risoluzione che ha proclamato il decennio 2020-2030 “Decade of Healthy Ageing”, ovvero “l’invecchiamento in buona salute”. A preoccupare le Nazioni Unite è il fatto che, nonostante l’invecchiamento della popolazione sia previsto, la società non si curi di rispondere in modo adeguato e incisivo al diritto e al bisogno della popolazione anziana.

Nelle previsioni, tra il 2019 e il 2030, il numero di persone con età maggiore o uguale a 60 anni crescerà del 38% e il numero degli anziani supererà il numero globale dei giovani. I dati che confermano la necessità di agire convintamente in questa direzione sono legati sia alla speranza di vita, particolarmente alta in Italia rispetto ai Paesi OCSE (vita media in Italia: 82 anni, OCSE 79,8), sia agli anni di vita in buona salute (67,3 anni in Italia, 58,7 ad esempio in Germania e 62,6 Europa a 27 Paesi).

Il fatto che nel 2030 ci si aspetti che un europeo su tre sarà over 60 e l’Italia sia il terzo Paese del mondo più vecchio dopo Giappone e Germania spiega perfettamente ed in modo inequivocabile quanto sia necessario favorire sempre più la partecipazione attiva della popolazione anziana.

In conclusione, desidero ricordare le ragioni per le quali la LR 17/2019 procede in modo poco spedito sono essenzialmente due:

  1.  la legge, approvata sul finire della precedente legislatura, purtroppo non prevede spesa collegata, come se fosse stata concepita come una enunciazione di principi più che non una realizzazione concreta, salvo gli interventi già esistenti in materia. In realtà, essi sono, invece, numerosi;
  2.  l’attuale Giunta ha tentato di individuare possibili risorse finanziarie con le quali attivare almeno una parte degli interventi, ma la sopraggiunta pandemia ha drenato tutte le eventuali risorse disponibili per dislocarle nel far fronte alle emergenze sanitarie. Inoltre, nel frattempo, era già stato attivato il Tavolo regionale che raccoglie le direzioni regionali che attuano interventi che intercettano tra i loro destinatari gli anziani (per es. la Direzione Cultura che eroga contributi alle Università della Terza Età, la Sanità per la prevenzione e gli stili di vìta.), al fine di coordinare gli interventi alla luce della sopravvenuta legislazione.

Sono stati anche attivati confronti con le parti sociali (sindacati, associazioni…).

Infine, il Piemonte ha collaborato con le altre regioni alla redazione delle “Raccomandazioni per l’adozione di politiche in materia di invecchiamento attivo” che ha preso in esame anche alcuni aspetti relativi all’impatto del COVID 19 sugli anziani e l’invecchiamento attivo,

Concludo questo mio breve intervento ribadendo che l’intenzione della Giunta è di riattivare il processo di attuazione della legge non appena lo permetteranno le condizioni dell’emergenza sanitaria; l’aspetto nevralgico rimane l’individuazione delle risorse finanziarie necessarie per attivare interventi concreti e per questo si guarda alla programmazione dei Fondi Europei 2021-2027, nella quale alcune aree dedicate al sociale dovrebbero trovare maggiore spazio.

Non sfugge che, naturalmente, questo percorso richiede tempo e ha vincoli formali legati alla normativa europea che non permettono un accesso semplificato come tutti auspicherebbero. Questa attesa non sarà vana perché permetterà di coinvolgere nel miglior modo possibile le parti sociali indicate dalla legge al fine della più efficace progettazione degli interventi.

Ringrazio ancora gli Organizzatori dell’evento per il graditissimo invito e auguro a Tutti buon proseguimento e buon lavoro.

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