{"id":165,"date":"2015-04-10T13:12:04","date_gmt":"2015-04-10T13:12:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/lamiaeuropa\/?p=165"},"modified":"2015-04-10T13:12:04","modified_gmt":"2015-04-10T13:12:04","slug":"europa-e-green-economy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/lamiaeuropa\/europa-e-green-economy\/","title":{"rendered":"Europa e green economy"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/lamiaeuropa\/files\/2015\/04\/greeneconomy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-166 alignright\" src=\"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/lamiaeuropa\/files\/2015\/04\/greeneconomy-300x225.jpg\" alt=\"greeneconomy\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/lamiaeuropa\/files\/2015\/04\/greeneconomy-300x225.jpg 300w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/lamiaeuropa\/files\/2015\/04\/greeneconomy.jpg 587w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 85vw, 300px\" \/><\/a>Nei giorni scorsi ho partecipato a Novara ad un convegno su Europa e Green economy dal titolo &#8220;Capitale naturale: strategie e fondi europei per la green economy&#8221; insieme ad Alberto Reda, la senatrice Elena Ferrara, il senatore Stefano Vaccari e Fabrizio Barini.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Normalmente in Europa si lavora su un tempo di sette anni, ma ad oggi i programmi in campo economico ambientale vanno al 2050, perch\u00e8 sono tematiche per cui occorre guardare lontano, dandosi per\u00f2 delle tappe nel medio-breve periodo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;obiettivo generale dell&#8217;Europa \u00e8 quello, entro il 2050, di riuscire ad avere un economia che sia ambientalmente sostenibile e che quindi non abbia un impatto sull&#8217;ambiente insopportabile rispetto alle risorse concretamente disponibili, quindi ricondurre la nostra economia dentro gli schemi della sostenibilit\u00e0 ambientale, che sono ancora in corso di definizione. Il quadro di definizione \u00e8 quello dell&#8217;impronta ecologica, ovvero un indicatore sintetico del peso di una societ\u00e0 sulle proprie risorse: una societ\u00e0 non dovrebbe mai consumare pi\u00f9 delle risorse che l&#8217;ambiente le mette a disposizione nell&#8217;anno e ogni anno noi vediamo che l&#8217;impronta ecologica complessiva dell&#8217;Europa \u00e8 pi\u00f9 pesante di quello che dovrebbe essere perch\u00e9 il consumo avviene sempre prima di dicembre. Entro il 2050 dobbiamo rientrare nei parametri, per fare questo occorre cambiare radicalmente la nostra economia e per questo bisogna parlare di green economy.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Molti pensano che la green economy porti a un sistema di vincoli che rende meno competitiva la nostra economia, ma non \u00e8 cos\u00ec perch\u00e8 i dati sulla Relazione sullo stato dell&#8217;ambiente ci dicono che fra il 2000 e il 2011 le industrie &#8220;verdi&#8221; sono cresciute di pi\u00f9 del 50% e questo \u00e8 stato l&#8217;unico settore in continua crescita anche nel periodo della crisi. Questo dato ci dice che il potenziale di trasformazione dell&#8217;economia europea \u00e8 in marcia e la green economy rappresenta ad oggi il settore dove l&#8217;Europa \u00e8 pi\u00f9 avanzata ed ogni Paese ha le sue specialit\u00e0: l&#8217;Italia ad esempio \u00e8 tra i leader per le bioplastiche e i biocarburanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Commissione europea punta su una serie di settori e il primo \u00e8 sicuramente quello energetico, ovvero la de-carbonizzazione dell&#8217;economia, senza dimenticare l&#8217;economia circolare, cio\u00e8 l&#8217;efficienza e il risparmio delle risorse e il pacchetto per applicare concretamente l&#8217;economia di circolare dovrebbe essere presentato proprio nel 2015.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non tutto per\u00f2 brilla di alta qualit\u00e0, infatti uno dei temi che va ricordato \u00e8 che nonostante il lungo lavoro fatto sulla biodiversit\u00e0 (in particolare quella marina), la situazione \u00e8 ancora molto a rischio: il numero di specie che si perdono continua. A livello internazionale una della azioni dell&#8217;Unione europea \u00e8 quella della gestione della governance internazionale sostenibile degli oceani, che \u00e8 uno dei problemi pi\u00f9 complessi, in quanto gli oceani sono un grande patrimonio comune e su questo c&#8217;\u00e8 un lavoro di squadra insieme alle Nazioni Unite per definire regole di tutela degli oceani.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La decarbonizzazione dell&#8217;economia \u00e8 ormai in atto e l&#8217;obiettivo molto ambizioso che l&#8217;Europa si \u00e8 dato \u00e8 quello di ridurre fra l&#8217;80 e il 90 % entro il 2050 le emissioni di anidride carbonica. Malgrado i buoni risultati l&#8217;aria che respiriamo \u00e8 di scarsa qualit\u00e0 ed \u00e8 la prima causa ambientale di decessi prematuri. L&#8217;Europa ha messo in moto tutta una serie di strategie e di politiche grazie anche ai fondi europei, ai fondi strutturali e ai cofinanziamenti, ora tocca alle amministrazioni locali, alle imprese e anche ai singoli fare la propria parte. Si tratta di un grosso potenziale per le imprese che vogliono lavorare nel settore e per la creazione di nuovi posti di lavoro. Alla base ci deve essere un grande lavoro di ricerca e innovazione: ed \u00e8 quindi chiaro che non bisogna distruggere i nostri centri pensanti, ma incentivarli, bisogna inoltre sburocratizzare le pratiche per fare interventi che contribuiscano ad abbattere l&#8217;inquinamento.\u00a0Io credo inoltre che sarebbe utile introdurre tasse sull&#8217;importazione per quei prodotti che sono beneficiati dal dumping sociale ed ambientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi ho partecipato a Novara ad un convegno su Europa e Green economy dal titolo &#8220;Capitale naturale: strategie e fondi europei per la green economy&#8221; insieme ad Alberto Reda, la senatrice Elena Ferrara, il senatore Stefano Vaccari e Fabrizio Barini. 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